Al Romazzino il lusso ha ancora un’anima. E Da Vittorio gli regala il sapore del mare

Costa Smeralda, 28 Luglio 2026 di Fausto Farinelli

Costa Smeralda® 28 Luglio 2026 – di Fausto Farinelli

Non vedevo l’ora di tornare all’Hotel Romazzino.

Era passato qualche tempo dall’ultima visita e, questa volta, arrivo con qualche minuto di ritardo. Varco l’ingresso e, quasi automaticamente, mi tornano alla mente le parole dell’architetto Giancarlo Busiri Vici, inserite nel mio libro dedicato alla Costa Smeralda:

«Abbiamo consegnato i lavori del Romazzino, compresi tutti i giardini, in soli dodici mesi.»

Una frase che continua a sorprendermi.

Dodici mesi per realizzare non soltanto un albergo, ma uno dei luoghi destinati a diventare parte della storia e dell’immaginario della Costa Smeralda. Un edificio capace di inserirsi nel paesaggio senza aggredirlo, con i suoi muri bianchi, le linee morbide, gli archi, il verde dei giardini e il mare che sembra entrare naturalmente in ogni spazio.

Il Romazzino non è semplicemente un hotel.

È una testimonianza ancora viva di quella stagione irripetibile nella quale architettura, paesaggio e ospitalità furono chiamati a costruire qualcosa che prima non esisteva. Non una destinazione artificiale, ma un nuovo modo di raccontare la Sardegna al mondo.

Entro e vengo accompagnato sulla terrazza.

La vista è di quelle che non hanno bisogno di presentazioni. Il mare si apre davanti agli occhi, il granito sembra trattenere la luce e l’orizzonte restituisce immediatamente quella sensazione di pace che solo alcuni luoghi riescono ancora a offrire.

Saluto i colleghi già presenti e proprio sulla terrazza abbiamo l’occasione di conoscere Danilo Guerrini, direttore del Romazzino.

Ha 55 anni e alle spalle una lunga esperienza maturata negli hotel di lusso. La sua storia personale racconta molto del suo carattere e del modo in cui interpreta il proprio ruolo.

Proviene da una famiglia composta da uomini delle Forze dell’ordine. Un ambiente nel quale parole come disciplina, responsabilità, rispetto delle regole e senso del dovere non erano concetti astratti, ma parte della vita quotidiana.

Danilo, però, aveva scelto il proprio destino quando aveva appena tredici anni.

Voleva diventare direttore d’albergo.

Non si trattava del sogno confuso di un adolescente. Era già una direzione precisa, una di quelle convinzioni che, quando nascono così presto, sembrano accompagnare una persona per tutta la vita. Quella scelta è diventata prima un percorso professionale e poi una carriera costruita attraverso esperienze nelle strutture di alta gamma.

Il Romazzino rappresenta per lui una tappa particolarmente significativa: è la sua prima esperienza alla guida di un hotel sul mare.

Dirigere una struttura di questo livello non significa soltanto occuparsi delle camere, della ristorazione o dell’organizzazione del personale. Significa coordinare una macchina complessa nella quale ogni reparto deve muoversi con precisione, mantenendo però agli occhi dell’ospite una sensazione assoluta di naturalezza.

È proprio parlando di disciplina e organizzazione che Guerrini ci racconta una curiosità.

Secondo quanto ci spiega, il sistema degli ordini impartiti dallo chef alla brigata di cucina sarebbe stato introdotto da Napoleone Bonaparte, attraverso un modello organizzativo fondato su ruoli precisi, gerarchie definite, comandi chiari e capacità di esecuzione coordinata.

Il parallelismo è affascinante.

Una grande cucina, in effetti, non è molto diversa da una perfetta organizzazione sul campo. Ogni persona deve sapere esattamente cosa fare, in quale momento e in relazione al lavoro degli altri. Non c’è spazio per l’improvvisazione, perché basta un solo ingranaggio fuori tempo per compromettere il risultato finale.

Ma disciplina non significa necessariamente rigidità.

Nel racconto di Guerrini emerge piuttosto l’idea della responsabilità. Chi guida deve conoscere la propria squadra, deve saperne valorizzare le qualità e, soprattutto, deve assumersi il peso delle decisioni.

Osservandolo parlare si coglie immediatamente il profilo di un direttore presente, attento, cordiale ma mai invadente. Uno di quei professionisti che non hanno bisogno di occupare continuamente la scena per far percepire la propria autorevolezza.

In fondo, la qualità di un direttore si misura anche da ciò che l’ospite non vede.

Dalla puntualità del servizio.

Dalla serenità del personale.

Dalla capacità di prevenire un problema prima ancora che si presenti.

Dalla sensazione che ogni cosa accada con assoluta semplicità, anche quando dietro quella semplicità esistono ore di lavoro, coordinamento e attenzione quasi spasmodica ai dettagli.

Dopo questo primo incontro lasciamo la terrazza e ci dirigiamo verso il ristorante sulla spiaggia Entu e Mari.

È lì che la serata cambia definitivamente ritmo.

Il Romazzino ospita, dal 15 luglio al 14 agosto, la residenza gastronomica di DaV Costa Smeralda Da Vittorio, il format casual dining della famiglia Cerea. Per un mese il ristorante sulla spiaggia viene affidato a una delle realtà più prestigiose della ristorazione italiana, in un contesto nel quale il mare, la sabbia chiara e la brezza serale diventano parte integrante dell’esperienza.

Ad accoglierci è Francesca Formaggioni, Communication Manager del Romazzino.

L’atmosfera è già quella giusta. Il mare è davanti a noi, la luce del giorno sta lasciando spazio alla sera e la luna appare esattamente di fronte al ristorante.

Francesca guarda il cielo, sorride e pronuncia una frase capace di sciogliere immediatamente ogni formalità:

«Stasera siamo stati bravi anche a posizionare la Luna proprio davanti a noi.»

La battuta suscita il sorriso di tutti.

E, a dire il vero, osservando quella scena, viene quasi da crederle.

La luna sembra davvero essere stata collocata lì appositamente, come l’ultimo elemento di una scenografia preparata per accompagnare la cena.

Ma Francesca non si limita a comunicare l’immagine dell’hotel.

Il suo lavoro racconta una visione molto più profonda.

Gira la Sardegna in lungo e in largo alla ricerca delle antiche maestranze, degli artigiani, dei produttori e delle persone che continuano a custodire i saperi tradizionali dell’isola. Ogni settimana porta alcune di queste realtà all’interno del Romazzino, permettendo agli ospiti di entrare in contatto con la Sardegna più autentica.

Non la Sardegna costruita per essere esibita.

Ma quella vera.

Quella fatta di mani, materiali, gesti tramandati, lavorazioni antiche e storie familiari.

È un lavoro che assume un significato ancora più importante se si guarda al passato della Costa Smeralda.

La volontà del Principe Karim Aga Khan non era semplicemente quella di creare una destinazione frequentata dal jet set internazionale. La sua visione era più complessa e più rispettosa: portare la Sardegna dentro la Costa Smeralda.

Fare in modo che chi arrivava da ogni parte del mondo non incontrasse soltanto un mare straordinario, ma anche l’identità, la cultura, l’artigianato e la storia dell’isola.

A distanza di oltre sessant’anni, quella visione continua a vivere proprio attraverso iniziative come quelle curate da Francesca Formaggioni.

Ed è forse questo uno degli aspetti più affascinanti della serata.

Il Romazzino non si limita a custodire il proprio passato. Cerca di reinterpretarlo, mantenendo vivo quel dialogo tra ospitalità internazionale e identità sarda che era alla base del progetto originario.

Poi arriva il momento della cena.

La proposta gastronomica di DaV è affidata alla direzione dello chef Davide Galbiati, responsabile dello sviluppo gastronomico dei ristoranti del format. Il menu è costruito prevalentemente attorno alla cucina di mare, da sempre uno dei tratti distintivi di Da Vittorio, e combina l’eccellenza delle materie prime con una dimensione più conviviale e condivisa.

La cucina dialoga con il paesaggio.

E non è una frase di circostanza.

Mangiare a pochi passi dal mare, con la brezza che attraversa il ristorante e la luna davanti agli occhi, modifica realmente la percezione dei sapori. Il luogo non è soltanto lo sfondo della cena: diventa una componente del piatto.

La filosofia è quella di interpretare la tradizione gastronomica sarda con sensibilità contemporanea, rispettando la stagionalità e selezionando ingredienti capaci di stabilire un legame diretto con il territorio. Accanto a questa attenzione per la Sardegna trovano spazio i grandi classici della famiglia Cerea.

Tra questi il celebre Pacchero alla Vittorio, lo Spaghetto di tonno e l’Elefantino, definito il fratello minore della storica cotoletta a orecchia d’elefante.

Piatti che portano con sé una storia, un’identità e una riconoscibilità immediata.

La cucina di Da Vittorio colpisce per la capacità di essere raffinata senza diventare distante. La tecnica è evidente, ma non viene mai esibita come un esercizio di stile. Il piatto rimane comprensibile, piacevole, generoso.

C’è eleganza, ma c’è anche gioia.

C’è ricerca, ma non viene sacrificato il gusto.

C’è precisione, ma rimane intatto quello spirito conviviale che la famiglia Cerea considera uno dei valori fondamentali della propria proposta.

E poi c’è il servizio.

Un servizio di prim’ordine.

Presente, puntuale, attento, ma mai invadente. I tempi sono calibrati, i movimenti della sala appaiono quasi coreografici e ogni dettaglio viene seguito con una cura che non lascia spazio all’approssimazione.

L’accoglienza è superlativa.

Non quella formalità fredda che talvolta si incontra negli ambienti di lusso, ma un’attenzione capace di far sentire l’ospite riconosciuto e seguito.

È in questi particolari che si coglie il livello reale di una struttura.

Non soltanto nella bellezza degli ambienti o nella qualità di ciò che arriva in tavola, ma nella capacità di costruire un’esperienza coerente dall’inizio alla fine.

DaV Costa Smeralda nasce dalla collaborazione tra la famiglia Cerea, Belmond e Smeralda Holding. Non si tratta di un incontro occasionale, ma dello sviluppo di una relazione già avviata nel 2021 con DaV Mare allo Splendido Mare di Portofino. Il progetto approda oggi in Sardegna con l’obiettivo dichiarato di unire ospitalità, qualità e valorizzazione del territorio.

Il Romazzino, però, non è soltanto un albergo affidato alla gestione Belmond.

Rimane saldamente nell’alveo della proprietà di Smeralda Holding, la società indirettamente controllata da Qatar Investment Authority e guidata dall’amministratore delegato Mario Ferraro. Il patrimonio della società comprende i quattro hotel simbolo della destinazione — Cala di Volpe, Romazzino, Pitrizza e Cervo — oltre alla Marina di Porto Cervo, al Cantiere navale, al Pevero Golf Club, a negozi, uffici, appartamenti, bar, ristoranti e a circa 2.300 ettari di terreni sulla costa. (Smeralda Holding)

Ed è proprio nella strategia portata avanti da Ferraro che il pop-up di Da Vittorio trova una collocazione precisa.

Non si tratta di aggiungere semplicemente un altro nome prestigioso alla stagione estiva, ma di diversificare l’offerta della Costa Smeralda, trasformandola progressivamente in una destinazione capace di proporre esperienze differenti, pur mantenendo intatta la propria identità.

Negli ultimi anni Ferraro ha lavorato su più direttrici: la riqualificazione degli alberghi, l’ingresso di operatori internazionali di altissimo profilo, il potenziamento della ristorazione, l’apertura a nuovi segmenti di clientela e la costruzione di una destinazione meno dipendente da una sola formula di lusso.

Il Cala di Volpe è stato profondamente rinnovato e ripensato come una vera destinazione nella destinazione. Il Romazzino è entrato nella collezione Belmond, mentre il percorso di trasformazione del Pitrizza punta ad associarlo al marchio Cheval Blanc. L’obiettivo strategico appare evidente: legare la Costa Smeralda ai nomi più esclusivi dell’ospitalità internazionale, ampliandone contemporaneamente la capacità distributiva, la notorietà e il posizionamento sui mercati mondiali.

I numeri raccontano una parte importante di questo percorso.

Nel 2022 Smeralda Holding aveva raggiunto un fatturato di 120 milioni di euro, superando i 106 milioni registrati nel 2019. Nel 2024 il fatturato è salito a 168,1 milioni di euro, con una crescita del 12,5 per cento rispetto all’anno precedente e un EBITDA adjusted di 50,6 milioni di euro. Nello stesso anno il gruppo ha dichiarato 1.471 dipendenti, 544 fornitori sardi coinvolti e 44,2 milioni di euro di approvvigionamenti effettuati nell’isola.

Anche il dato sulle prenotazioni confermate per il 2026 offre una misura del risultato raggiunto. Alla fine del 2025 Ferraro aveva indicato un incremento del 40 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un segnale che conferma come la strategia di innalzamento e diversificazione dell’offerta abbia rafforzato l’attrattività internazionale della destinazione.

La ristorazione è diventata uno dei pilastri di questo nuovo corso.

Il pop-up di Da Vittorio non è dunque un’operazione isolata, ma un tassello di un progetto più ampio che punta ad affiancare all’ospitalità alberghiera una pluralità di esperienze gastronomiche riconoscibili, affidate a marchi e professionisti capaci di attrarre pubblici differenti.

È una scelta che appare strategicamente azzeccata.

Il lusso contemporaneo, infatti, non si identifica più soltanto con la camera, la spiaggia o il servizio. È cucina, benessere, cultura, intrattenimento, autenticità e capacità di costruire esperienze che possano diventare parte del viaggio.

È proprio questa strategia complessiva a rendere la residenza gastronomica di Da Vittorio al Romazzino qualcosa di più di un semplice pop-up estivo.

Da una parte c’è una delle famiglie simbolo dell’alta cucina italiana.

Dall’altra un hotel che appartiene alla storia stessa della Costa Smeralda.

Alle spalle c’è una proprietà che, sotto la guida di Mario Ferraro, ha scelto di investire sulla trasformazione, sulla diversificazione e sull’ingresso di grandi marchi internazionali.

In mezzo, la Sardegna.

Non utilizzata soltanto come cornice spettacolare, ma chiamata a entrare nel racconto attraverso i suoi ingredienti, le sue tradizioni, le sue maestranze e la sua cultura.

Durante la serata penso più volte alle parole ascoltate all’arrivo.

Ai dodici mesi impiegati per consegnare il Romazzino con tutti i suoi giardini.

Alla determinazione di Danilo Guerrini, che a tredici anni aveva già scelto il proprio futuro.

Alla disciplina delle brigate, alle gerarchie della cucina e al curioso richiamo all’organizzazione napoleonica.

Al lavoro di Francesca Formaggioni, che attraversa l’isola alla ricerca delle persone capaci di rappresentarne l’anima più profonda.

Alla strategia di Mario Ferraro, che sta cercando di accompagnare la Costa Smeralda verso una nuova fase della sua storia senza disperderne l’identità.

E poi torno con lo sguardo alla luna.

Quella luna che, almeno per una sera, sembra davvero essere stata sistemata nel punto esatto.

Quando lascio il Romazzino porto con me una certezza.

Il vero lusso non è soltanto ciò che si vede.

Non è una terrazza sul mare.

Non è una camera elegante.

Non è neppure un piatto perfettamente eseguito.

Il vero lusso è la somma di tante attenzioni invisibili.

È la capacità di un direttore di guidare senza imporsi.

È il lavoro di una squadra che si muove con precisione.

È una Communication Manager che cerca l’autenticità dell’isola e la porta dentro un hotel frequentato dal mondo.

È una brigata che trasforma materie prime eccellenti in un’esperienza capace di restare nella memoria.

È una proprietà che investe, rinnova e diversifica l’offerta senza dimenticare la storia dei luoghi che amministra.

È il rispetto per il passato, senza trasformarlo in una reliquia.

Quella al Romazzino non è stata soltanto una cena.

È stata la dimostrazione che l’ospitalità, quando incontra la cultura, la cucina e l’identità di un territorio, può ancora diventare racconto.

E che, in certi luoghi, qualcuno riesce davvero a farci credere di avere posizionato la luna proprio davanti a noi.




Giuseppe Carta nominato “Eccellenza Artistica” a Montecitorio

Dal 1° agosto, il maestro caposcuola dei “frutti della Terra” riapre a Banari la sua storica dimora artistica di Palazzo Tonca, che per tanti anni è stata il teatro di grandi eventi culturali

BANARI. “Per l’altissimo valore della sua ricerca artistica e per aver saputo trasformare la scultura in un linguaggio universale di straordinaria forza espressiva”. Con queste motivazioni, il celebre scultore banarese Giuseppe Carta ha ricevuto nei giorni scorsi, nella Sala della Regina di Palazzo Montecitorio a Roma, il “Riconoscimento di Eccellenza Artistica”, conferito dalla XVII Commissione Arte della Camera dei Deputati.

Un riconoscimento – si legge ancora nelle motivazioni – concesso “per aver portato l’arte italiana nei più prestigiosi contesti nazionali e internazionali, attraverso opere monumentali e di profondo impatto simbolico, affermandosi come uno dei più autorevoli interpreti della scultura contemporanea e ambasciatore dell’eccellenza creativa del nostro Paese nel mondo”.

A partire dal 1° agosto, il maestro sardo, apprezzato a livello internazionale come caposcuola “dei peperoncini e dei grandi frutti della Terra”, riaprirà le porte del suo rifugio creativo, Palazzo Tonca, nel cuore di Banari.

Giuseppe Carta a Palazzo Montecitorio

Un’occasione straordinaria per scoprire il luogo in cui nasce questa profonda filosofia della materia, in cui la visione della natura e la ricerca estetica intersecano il racconto della Terra nella sua più intima metamorfosi, con l’intento di celebrarne la miracolosa rinascita.

Dalle iconiche Germinazioni ai grandi frutti monumentali come peperoncini, melagrane e olive, l’opera di Carta ha saputo valicare ogni confine, portando la sua visione al Grand Palais di Parigi, al Javits Center e New World Art Center di New York, al Colosseo di Roma, alla Biennale di Venezia, sui palcoscenici del Teatro del Silenzio con Andrea Bocelli, ai castelli svevi della Puglia, fino all’Heydar Aliyev Center di Baku e alle grandi metropoli della Cina e dell’Australia.

Antica dimora nobiliare in trachite rossa, Palazzo Tonca è stato acquistato e recuperato dallo scultore a partire dalla metà degli anni Ottanta, divenendo nel tempo e per tanti anni teatro di grandi eventi culturali, in un perfetto equilibrio tra architettura tradizionale e arte contemporanea. L’intento è quello di renderlo nuovamente un punto di riferimento per il territorio, una sede operativa e organizzativa di eventi, mostre e attività dedicate all’arte, alla cultura e alla comunità. La riapertura del Palazzo converte oggi gli spazi in un organismo vivente, lasciandone inalterata la suggestione evocativa dell’epoca. La materia vegetale creata da Carta abita e dialoga con la casa d’arte, rivelando un paesaggio visivo custode dell’incanto perpetuo della natura.

Palazzo Tonca a Banari



L’Is.Be festeggia dieci anni di Officina Filosofica

Venerdì 31 luglio, il laboratorio promosso dall’Istituto “Camillo Bellieni” celebra il suo primo decennio con un evento speciale al Parco delle Arti Molineddu di Ossi, nel ricordo del fondatore Michele Pinna

OSSI. Dieci anni di incontri, di attività, di pensiero critico, dialogo e pratica quotidiana. Un anniversario importante per l’Officina Filosofica dell’Istituto Camillo Bellieni di Sassari, che festeggia il felice traguardo venerdì (31 luglio), alle 18, nel Parco delle Arti Molineddu di Ossi, con una serata speciale dedicata al racconto del primo decennio di cammino condiviso.

L’evento prende il via con la proiezione di un video racconto, appositamente realizzato, che ripercorre i momenti salienti, i meeting e le esperienze dell’Officina Filosofica. Si darà quindi spazio alle voci e alle testimonianze dirette di chi, negli anni, ha preso parte al percorso di ricerca, contribuendo a costruire una comunità di pensiero aperta e inclusiva.

Nato come laboratorio di filosofia pratica, il nucleo iniziale di ricerca è cresciuto costantemente nel tempo, trasformandosi in una vera e propria comunità di persone animate dal desiderio di interrogarsi sul presente attraverso il dialogo, il confronto e la condivisione delle esperienze.

L’OffiLaFi, la cosiddetta “Bottega di pratiche per la vita quotidiana”, ha promosso un’intensa attività fatta di seminari, conferenze, convegni, laboratori e percorsi di gruppo. Un cammino ricco e sfaccettato che ha attraversato tematiche cruciali come l’amore, l’arte, il sacro, la bellezza, il cinema e il paesaggio, mossa dalla profonda convinzione che la filosofia non sia una disciplina astratta, ma uno strumento vivo e accessibile, capace ancora oggi di offrire le chiavi di lettura per comprendere la complessità della nostra epoca e vivere con maggiore consapevolezza.

Il senso profondo del progetto è racchiuso in una riflessione di Michele Pinna: «Pensare non è un atto solitario, ma un esercizio di cura che accoglie la complessità dell’esistenza e la traduce in speranza condivisa». Fondatore dell’Is.Be, Pinna ha accompagnato e ispirato, insieme a Daniela Masia Urgu, la nascita e la crescita dell’Officina Filosofica, tanto che un momento della serata sarà dedicato alla sua memoria e alla sua eredità intellettuale e umana.

La manifestazione si concluderà in un clima di convivialità e ulteriore condivisione con una cena filosofica al sacco, un’occasione informale per continuare a tessere relazioni e scambiare idee nella più spontanea rappresentazione del Simposio platonico. L’attività è realizzata con il contributo della Regione Sardegna – L.R. 2/2026.




GALÀ DELLA SARDEGNA: NELLA PIAZZA PRINCIPE KARIM AGA KHAN IV DI PORTO CERVO SUONI, BALLI E CANTI DALL’ISOLA.  

Lunedì 27 luglio ore 22, presenta Giuliano Marongiu

SUPER OSPITE MOSES CONCAS

Porto Cervo, 24 luglio 2026 – Torna un classico della kermesse smeraldina organizzata dal Consorzio Costa Smeralda: il Galà della Sardegna, interamente dedicato alle musiche di matrice popolare, in scena lunedì 27 luglio alle ore 22, in Piazza Principe Karim Aga Khan IV a Porto Cervo.

Quest’anno il concertone dedicato ai suoni, ai canti e ai balli dell’Isola sarà presentato dal celebre conduttore e showman Giuliano Marongiu e articolato in due parti: nella prima si alterneranno quattro formazioni, tra le più interessanti del panorama folclorico regionale, dando un saggio delle loro straordinarie capacità di tramandare un bagaglio di tradizioni dal valore inestimabile; nella seconda parte, un autorevole interprete della musica contemporanea di ispirazione popolare, riadattata in chiave sperimentale, sarà protagonista sul palco di Porto Cervo con alcuni brani simbolo del suo repertorio.

Ad aprire lo spettacolo sarà il TenoreSu Cunsonu Santu Juanne” di Thiesi, quartetto vocale tra i più apprezzati nell’Isola e spesso portabandiera del canto a tenore nella Penisola e all’estero.

A seguire i virtuosismi strumentali degli “Organeddas” di Giampaolo Piredda e Mauro Spiga, due autentici campioni che fondono in un duo spettacolare le peculiarità dell’organetto e delle launeddas. Inoltre, l’estro degli Organeddas metterà in luce le eccezionali capacità di Mauro Spiga di cimentarsi anche in altri strumenti a fiato come trunfa e sulittu, e di Giampaolo Piredda all’organetto che riesce a rielaborare tutte le melodie della tradizione creando un caleidoscopio di note e colori dal fascino ancestrale.

Ancora voci suggestive con il coro maschile “Sos Astores” di Golfo Aranci, uno dei migliori ensemble oggi in attività ripercorrerà un vastissimo repertorio di melodie immortali arrangiate per un gruppo polifonico di soli uomini; una performance che fa vibrare le corde dell’anima grazie alla direzione magistrale di un musicista poliedrico come Giuseppe Orrù.

Nella magica cornice della piazzetta di Porto Cervo non potevano mancare i balli tipici che saranno proposti dagli eredi di una tradizione tramandata da decenni: per la prima volta sul palco della Costa Smeralda si esibirà il gruppo Minifolk della Pro Loco di Aggius, curato da Laura Bianco e accompagnato all’organetto da Giovanni Lepori, un giovanissimo talento di 17 anni già proiettato verso un’importante carriera. Un gruppo di giovanissimi appassionati del folclore e della cultura popolare 

che portano avanti un lavoro fondamentale per la salvaguardia di un’espressione artistica straordinaria e amata dalle persone di ogni classe sociale, in grado di unire in un sentire comune turisti e appassionati di qualunque provenienza.

Dopo gli interventi dedicati alla tradizione, spazio alla seconda parte con un ospite straordinario che catturerà l’attenzione di sardi e turisti: sarà il virtuoso Moses Concas, già Premio Costa Smeralda, conosciuto in tutto il mondo per aver partecipato in America e in Spagna a World’s Got Talent con i migliori talenti internazionali. Concas delizierà la platea con le sue magie che lo hanno fatto conoscere anche nel mondo del cinema firmando la colonna sonora del film campione di incassi “La vita va così” di Roberto Milani.

Posti a sedere ad ingresso libero e gratuito.




Predda Niedda, svolta vicina dopo diciotto anni

Il commissario liquidatore: “Entro il 2026 il passaggio di competenze”

Grande soddisfazione del Comitato presieduto da Marco Taula, riunito per chiedere alle istituzioni risposte concrete sul limbo in cui grava la Zona industriale

SASSARI. Attivisti, imprenditori, associazioni, consiglieri comunali, tutti uniti per cercare di dare una svolta al commissariamento che da diciotto anni crea un limbo istituzionale del quale non si vede la fine. Il “Comitato Predda Niedda Sassari” guidato da Marco Taula, giovedì (23 luglio) si è riunito nella sala convegni del Bandiera Gialla per chiedere alla politica un intervento decisivo sul destino della zona industriale-commerciale: Taula ha preteso una data certa per la chiusura della fase liquidatoria, con il passaggio di competenze dalla Regione al Comune di Sassari e lo stanziamento di risorse per saldare i debiti e permettere, a Predda Niedda, in primis di uscire dallo stallo e dal degrado, e quindi avere garantite le condizioni ordinarie di efficienza, sicurezza e dignità che spettano a ogni quartiere.

Marco Taula

Al cospetto di una platea numerosa, la risposta inaspettata è arrivata dall’attuale commissario liquidatore, Giancarlo Muntoni, che ha assicurato un cambio di passo imminente, in tempi tutto sommato brevissimi, con la risoluzione del problema addirittura entro l’anno, al massimo ai primi del 2027.

Primo nodo da sciogliere sarà il debito con Abbanoa, che grava per quasi ventidue milioni di euro sul capo del Consorzio. Muntoni ha specificato di aver dato la disponibilità di saldare già una prima tranche di circa nove milioni, sancita peraltro con sentenza del Tribunale di Nuoro e confermata dalla Corte d’Appello.

«Regione e Comune di Sassari sono perfettamente in linea, assieme al Consorzio – ha garantito il commissario – per chiudere il passivo con Abbanoa, che è la stura per poi procedere alla liquidazione e al trasferimento di competenze al Comune, come previsto dalla normativa vigente».

Giancarlo Muntoni

Muntoni ha parlato di una situazione di forte complessità, con un rapporto tra patrimonio netto e passivo che va sotto del settecentocinquanta per cento. Ma si è mostrato fiducioso che, spulciando tra le pieghe del bilancio, il debito con Abbanoa possa risultare decisamente inferiore rispetto a quanto ipotizzato sinora. In questa prima fase di recupero dei crediti, il Consorzio ha ottenuto 137 mila euro.

Grande soddisfazione è stata espressa dal tavolo dei relatori. Al fianco di Taula e del vicepresidente Armando Miccio, Tore Piana (consiglio direttivo) ha evidenziato che “con i suoi ventotto chilometri di strade, quattrocento ettari di superficie, oltre mille attività produttive e un passaggio quotidiano di decine di migliaia di persone, Predda Niedda è il più grande polo economico del nord Sardegna e il suo futuro non può non condizionare anche quello della Città Metropolitana”.

Sono intervenuti inoltre il consigliere regionale Piero Maieli, il presidente di Confcommercio Sardegna, Sebastiano Casu, consiglieri comunali, imprenditori e attivisti, caratterizzando una serata di forte partecipazione in cui è stata rimarcata la necessità di coesione, di coinvolgimento dei cittadini e di sinergia tra le forze politiche: come ha precisato Valerio Scanu (consiglio direttivo) «è il momento di valorizzare e coordinare le competenze presenti sul territorio. Università, Camera di Commercio, associazioni di categoria, organizzazioni sindacali e ordini professionali possono contribuire concretamente alla definizione di una strategia comune».




Sennori celebra l’estate con Calici di Stelle 2026

Il 10 agosto la grande festa del vino, delle tradizioni e delle eccellenze del territorio, dove il visitatore diventa protagonista della cultura locale

Il 24 luglio la speciale Anteprima a Stintino

SENNORI. C’è una notte in cui il cielo della Romangia incontra l’anima più autentica delle sue tradizioni: il vino, le mani che impastano, le sonorità e i gesti di una profonda convivialità. A Sennori il 10 agosto ritorna Calici di Stelle con un ricco itinerario all’insegna del turismo esperienziale, della cultura e delle eccellenze enogastronomiche del territorio, anticipato dalla speciale anteprima di venerdì 24 luglio a Stintino.

L’evento di punta dell’estate sennorese è inserito nel circuito nazionale dell’Associazione città del Vino, ed è coordinato dall’Amministrazione comunale in stretta collaborazione con la Pro Loco guidata da Riccardo Sara e con la Banda Città di Sennori diretta dal maestro Giuseppe Ruiu, direttore artistico della manifestazione.

Il programma è stato presentato oggi in conferenza stampa nella sede della Camera di Commercio di Sassari. «Anno dopo anno la manifestazione cresce e si rinnova, dimostrando come la sinergia tra istituzioni, associazioni locali e produttori sia la chiave vincente per far brillare Sennori e l’intera Romangia nel panorama turistico regionale e nazionale», ha dichiarato il sindaco Nicola Sassu.

«Calici di Stelle si conferma lo strumento principale per promuovere un turismo sostenibile e partecipativo – ha affermato l’assessora alla Cultura, Turismo e Attività produttive, Elena Cornalis –, capace di valorizzare l’identità agroalimentare della Romangia e di trasformare ogni spettatore in protagonista attivo della cultura locale». Tra i numerosi partecipanti, sono intervenuti anche la sindaca di Stintino, Rita Limbania Vallebella, e il sindaco metropolitano di Sassari, Giuseppe Mascia.

Tra le novità più significative di questa edizione c’è il ritorno de “I Calici della Solidarietà“, l’iniziativa organizzata insieme all’Avis di Sennori presieduta da Maria Franca Muresu per offrire un aiuto concreto di fronte alla carenza di sangue che affligge la Sardegna nei mesi estivi.

All’Avis sono stati donati cento calici ufficiali, che saranno messi a disposizione nelle giornate di raccolta del 26 luglio e del 2 agosto, per omaggiare i primi cinquanta donatori di ciascuna data con un calice e un ticket gratuito, mutando un gesto di generosità in un’opportunità di festa e condivisione.

Il viaggio nei calici prende il via il 24 luglio con l’anteprima di Stintino, intitolata “Sennori incontra Stintino”. I visitatori saranno accompagnati in un percorso di degustazioni guidate, canti tradizionali e laboratori artigianali dedicati alla panificazione, al ricamo e all’intreccio dei cestini legati al progetto CoivuLab, con la possibilità di acquistare in anticipo i ticket per l’evento principale.

Il cuore della manifestazione batterà la sera del 10 agosto, quando il centro storico di Sennori si trasformerà in un’ampia isola pedonale. L’inaugurazione ufficiale è in programma alle 19.30 al Centro Turistico Rosa Gambella, dove saranno venduti i ticket. La serata offrirà un’esperienza immersiva a trecentosessanta gradi: i visitatori potranno ascoltare i racconti dei vignaioli e cimentarsi in prima persona nei laboratori di cucina per la preparazione degli gnocchetti alla sarda, del piatto contadino “Su fossu”, del pane tradizionale a cura di Gianfranca Dettori, del torrone e dei dolci tipici.

Aderiscono all’evento le cantine Fara, Azienda Agricola Leo Conti, Azienda Agricola Agreste Natura, Sorres, Mode, Giulio Ruiu, Viticoltori di Romangia, e i produttori Giacomo Urgeghe e Nico Loriga. Gli stand gastronomici sono a cura del Comitato San Biagio (gnocchetti alla sarda), Comitati Madonna degli Angeli e San Giovanni (Frutta), Comitati San Basilio e Santa Lucia (Dolci).

Accanto ai sapori, lo spazio artigianale e culturale vedrà protagoniste le mostre di oreficeria e filigrana con Elia Idini, le dimostrazioni di ricamo e mostra del costume di Vanna Sassu, la lavorazione della pasta con il Comitato San Biagio, l’arte dei cestini di Battistina Casula e gli allievi di CoivuLab. Poi le mostre itineranti degli artisti Battistina Casula, Giovanni Maria Sassu, Nicolino Secchi, Alessandro Concas, Francesco Ledda e Daniela Pedes.

Ad animare le vie saranno i gruppi folk, le esibizioni dei cori tradizionali e le suggestive maschere dei Gigantes, insieme alle osservazioni del cielo a cura dell’Associazione Astronomica Turritana. Quindi musica nei punti strategici del percorso, con le Band del territorio e la Marching band di Fabio Melis, I Senza Base, Tributo a Cesare Cremonini, e i Royal Circus Ostrica.

Si potranno visitare le spettacolari Domus de Janas dell’Orto parrocchiale, con l’intervento della docente Giuseppa Tanda per il Cesim e una rappresentanza della Soprintendenza, nel primo anniversario dell’ingresso nel Patrimonio mondiale dell’umanità Unesco. Sono confermati inoltre i Ticket Baby per i più piccoli. I mercatini artigianali saranno allestiti nel piazzale della Parrocchia San Basilio Magno, aperta per l’occasione per ammirare la statua della Madonna dell’Assunta dormiente.

A chiudere il programma sarà, il 18 agosto, nell’anfiteatro naturale della Ex Cava di Tufo affacciato sul Golfo dell’Asinara, sarà l’evento “Cena sotto le Stelle – Arrivederci a Calici“. La serata, inserita nel network Salude&Trigu della Camera di Commercio di Sassari, vedrà protagonisti i cuochi locali con uno show cooking dal vivo e una selezione enologica curata da sommelier per celebrare i cinquantaquattro anni della DOC del Moscato di Sorso-Sennori, abbinato a proposte dolci e salate.

I ticket possono essere acquistati in prevendita a Sassari da Clamaro: Time Out Viaggi; Blitz; Fotoclub; Coffee Break; Bagella. A Sennori da Margherita Fara Dolci; Agenzia Viaggi Janas; Laboratorio Orafo Elia Idini; Ibiscus bar; Margot Caffetteria; Farmacia Santa Vittoria; Savitri Bar; Mediatek; Ufficio tributi Comune di Sennori. Dopo il successo della precedente edizione, i calici possono essere prenotati anche tramite l’applicazione Wineapp e ritirati il giorno dell’evento alla cassa veloce  “Salta la Fila”.




Santa Teresa Gallura, tutti in cuffia: arriva il Silent Sardinia Festival

Il 27 luglio la serata inaugurale al Porto turistico con laboratori di riciclo creativo, attività di benessere, spettacoli, teatro, Disco night tutto rigorosamente in cuffia

SANTA TERESA GALLURA. La parola d’ordine è “basso impatto ambientale”. La controparola “tanto divertimento”. Il target, il pubblico di ogni età. Il Silent Sardinia Festival torna più vivo che mai nell’estate gallurese, con un’ottava edizione rigorosamente in cuffia per vivere esperienze artistiche e musicali di forte impatto pur preservando la quiete e il silenzio dei luoghi. L’inaugurazione è in programma il 27 luglio alle 21, a Santa Teresa di Gallura, sotto il cielo stellato del Porto turistico in Piazza Vignamarina, con un’intensa serata per coinvolgere grandi e piccoli.

I visitatori potranno scegliere diverse esperienze simultanee. Dalle attività di benessere fisico e movimento consapevole del “Concerto di Corpi” guidato da Laura Basile di Setuhara Yoga e Isabella Medetti (con incursioni musicali dal vivo), ai laboratori di riciclo creativo a cura di Julie Messina e Marina Tucci, pensati per insegnare ai bambini dai tre anni in su a trasformare i materiali di scarto in bellezza, e a riflettere sulla tutela del mare. La serata si chiuderà con le frequenze della Silent Disco Night, dove il pubblico potrà scatenarsi a ritmo di musica scegliendo tra le selezioni dei DJ Carlitos e Antonio Sotgiu.

L’iniziativa ideata dall’associazione Roerso Mondo ETS e diretta da Michele Moi, è sostenuta da Silene Multiservizi, dal Comune di Santa Teresa Gallura, dalla Regione Sardegna, dalla Fondazione di Sardegna e dalla Camera di Commercio di Sassari, e giunge come il naturale compimento di un percorso rivolto alla comunità.

Durante l’anno scolastico, Roerso Mondo ETS ha infatti coinvolto oltre duemila studenti delle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie dei territori di Santa Teresa Gallura, Arzachena, Aglientu, Telti e Aggius, per educare le nuove generazioni al rispetto dell’ambiente e all’inclusione sociale attraverso laboratori e spettacoli dal vivo coordinati dalla psicologa infantile Julie Messina, coniugando l’arte performativa con la psicologia.

Nel corso dell’estate, la manifestazione vedrà impegnati numerosi artisti multidisciplinari molto noti. Tra questi Micol Picchioni “Arpa Rock”, la musicista che ha rivoluzionato il mondo dell’arpa inserendola nel mondo rock, pop e nei festival più importanti; il maestro dell’ambient music Perry Frank; la scrittrice e attrice Susi Danesin; i danzatori Silvia Pinna e Danilo Bruschetti.

ALTRI APPUNTAMENTI.

La programmazione estiva prosegue con un ricco calendario che toccherà diverse location della Gallura. Il 1° agosto in Piazza Vittorio Emanuele si terrà lo spettacolo “A Swing Tale” con la danzatrice Silvia Pinna e Danilo Bruschetti, seguito dalla Silent Disco. Il 3 agosto la suggestiva cornice naturale di Capo Testa ospiterà un Silent Concert con l’arpa rock di Micol. Si proseguirà il 6 agosto in Piazza Libertà con la prima nazionale dello spettacolo ecologico per ragazzi “BU” di Susi Danesin, per poi tornare al Porto Turistico l’8 agosto con il gran finale.

Tutti gli appuntamenti prevedono l’uso di cuffie Wi-Fi distribuite gratuitamente sul posto, l’utilizzo è gratuito ma è consigliata la prenotazione poiché i posti sono limitati. Per aderire è sufficiente inviare un SMS o un messaggio WhatsApp al numero 324/6096565 specificando nome, cognome, numero di posti da riservare, data e turno dello spettacolo, presentandosi al punto di accredito con quindici minuti di anticipo, muniti di un documento di riconoscimento in corso di validità. Per maggiori informazioni consultare i siti ufficiali silentsardiniafestival.it e roersomondo.it o i canali social dell’evento.




RAFFI in concerto a La Maddalena il 24 luglio

Raffi, artista nota per aver aperto i concerti di Vasco nel grande Tour, porterà il suo concerto a La Maddalena il 24 luglio in Piazza Umberto I.

Il progetto artistico di Raffi, nasce dal produttore Roberto Casini, storico collaboratore e autore con Vasco Rossi dei tempi di Va bene va bene così, Eh…già, ed altre ancora… fino ad oggi con L’amore l’amore e La pioggia alla domenica.
RAFFY e la sua mitica band, XXENERGY sono pronti per quella che la giovane rocker definisce una festa, da vivere e condividere con il suo pubblico.
È una tipa tosta come il rock che ama e che “indossa” come una seconda pelle e i suoi concerti, un viaggio nelle emozioni: “Mi piace definire il nostro concerto una Festa, un ritrovo per chi come noi ama la musica dal vivo. Un live intenso dove facciamo le nostre canzoni, ma anche brani che ci hanno fatto crescere e che hanno nutrito la nostra passione con per esempio un medley con La nostra relazione di Vasco, Anna e Marco di Dalla, Firenze di Ivan Graziani fino a Pensiero stupendo di Patty Pravo, ma anche Bon Jovi, Radiohead e tanti altri. Tanto rock, ma in tutte le sue sfumature con qualche ballad a dare profondità alle emozioni. Un vero viaggio da condividere, dove vogliamo mostrare quello che siamo, in un viaggio attraverso il quale scopriamo, ogni volta, qualcosa di nuovo grazie allo scambio meraviglioso con il pubblico che è artefice della magia”.

Ad accompagnare RAFFI, come sempre, gli XXENERGY con Tommy Baldini chitarra, Luca Giavon alla batteria, Alessandro Polidori tastiere, Nicola Fratini al basso, Giorgio Martini chitarra.
RAFFI dal 2022 apre tutti i concerti del Tour di Vasco Rossi, ha un fan club che oggi vanta 20.000 iscritti.
“RAFFI spacca” – dice Vasco ed è ormai un must perché essere accolti e applauditi dai fans di un’icona così, non è per niente scontato.

Inoltre, dall’8 maggio è disponibile su tutte le piattaforme digitali e in video, il nuovo singolo di RAFFI, Bang Bang Bang, brano prodotto da Roberto Casini, scritto dallo stesso con Andrea Righi e Miki Porru. (Casini è lo storico collaboratore e autore con Vasco Rossi dai tempi di Va bene va bene così, Gabri, Eh…già, ed altre ancora… fino ad oggi con L’amore l’amore e La pioggia alla domenica).
Sonorità rock contemporanee, con sfumature a tratti più dure e intense, per raccontare una storia emotiva che indaga nel complesso mondo delle relazioni tossiche e l’amore.

Un viaggio introspettivo dentro dinamiche sentimentali complesse, dove attrazione, dipendenza e fragilità si intrecciano, dando vita a rapporti sbagliati, segnati da violenza psicologica e da un equilibrio instabile.
Bang Bang Bang se da una parte amplifica e dà voce ad una realtà che purtroppo è all’ordine del giorno, non rinuncia a farne una narrazione sensuale e provocatoria, in cui il desiderio e il corpo diventano elementi centrali in una interpretazione di RAFFI, personale e per niente scontata.
Il titolo stesso richiama qualcosa di esplosivo, ripetuto, quasi ossessivo, proprio come certe dinamiche da cui è difficile liberarsi.

“Bang Bang Bang rappresenta pienamente il mio oggi – racconta RAFFI – E’ una canzone che mi rispecchia totalmente. È una sensualità sdoganata, l’invito ad amare liberamente, sempre. Quando la canto mi sento forte, mi sento me stessa. È un grido che rivendica il diritto di amare ma soprattutto di farlo nel modo che riteniamo giusto, senza essere condizionati dall’altrui giudizio, cercando di evitare situazioni sbagliate”.
Il brano si inserisce nel percorso artistico di RAFFI come una vera e propria dichiarazione identitaria. Bang Bang Bang segna così, oggi, una fase più intensa, consapevole e diretta.
Una fotografia autentica del presente che diventa anche un messaggio universale destinato a tutti e per tutti.

Il videoclip, prodotto da Selvaggia Music, fotografia e montaggio a cura di ADAGIO Studio, accompagna il brano traducendone in immagini la carica emotiva e l’intensità narrativa, rafforzando il contrasto tra forza, sensualità e vulnerabilità.

Bang Bang Bang rappresenta così l’inizio di un nuovo capitolo artistico per RAFFI, un progetto più ampio in cui musica e vissuto personale si fondono, dando voce a emozioni reali e condivise.




Prima Nazionale della presentazione del libro del Prof. Sergio Astori “Dizionario poetico dell’umano. 140 racconti” a Villanova Monteleone.

Associazione Culturale Interrios
COMUNICATO STAMPA

Spett.le Redazione

Prima Nazionale della presentazione del libro del Prof. Sergio Astori “Dizionario poetico dell’umano. 140 racconti” a Villanova Monteleone.

Sarà il Prof. Sergio Astori psichiatra, psicoterapeuta e docente presso la Facoltà di Psicologia dell’Università del Sacro Cuore di Milano a intervenire a Villanova Monteleone al secondo incontro del Progetto “Prevenire – Educare – Formare” inserito nel Festival “La cultura oltre i confini”. L’incontro è rivolto a tutti ma in modo particolare alle famiglie, a insegnanti, operatori pastorali, educatori, animatori, catechisti e formatori. L’ appuntamento, organizzato dall’Associazione Culturale Interrios e dalla Parrocchia San Leonardo con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale e dell’Unione dei Comuni del Villanova dell’Associazione Misericordia, si terrà venerdì 24 luglio 2026 a Villanova Monteleone alle 19:30 nella Piazza Raimondo Piras adiacente “Su Palatu”.
Questo appuntamento sarà l’occasione per il lancio dell’ultimo libro del Professore “Dizionario poetico dell’umano. 140 racconti” (Castelvecchi Editore) nelle librerie da qualche giorno e sarà anche la prima presentazione pubblica a livello nazionale.
Per sei anni, le parole sono arrivate così: senza fretta. Alcune sono nate durante un colloquio, altre lungo una strada percorsa ogni mattina; altre ancora mentre qualcuno cercava il nome giusto per una ferita o per una speranza. Tutte hanno fatto emergere volti, storie, incontri, così scrive Sergio Astori. Centoquaranta “parole buone”, brevi racconti organizzati come un vocabolario esistenziale. Da “Abbraccio” a “Vela”, i testi – nati nell’arco di sei anni – attingono all’esperienza quotidiana delle relazioni, della cura, della fragilità e della meraviglia.
Durante la serata si avrà modo di riflettere su queste tematiche, ora più che mai attuali, dove l’autore dialogando con il Vescovo della Diocesi Alghero-Bosa Mons. Mauro Maria Morfino cercheranno di comunicare come la parola scritta, le “parole della nostra epoca”, e la poesia possano diventare veri e propri strumenti di cura, orientamento e pacificazione interiore e non solo, con qualche riferimento all’Enciclica “Magnifica Humanitas” di Papa Leona XIV.
Sergio Astori, psichiatra, psicoterapeuta e docente presso la Facoltà di Psicologia dell’Università del Sacro Cuore di Milano è autore di numerosi libri tra i quali: “Resilienza. Andare oltre: trovare nuove rotte senza farsi spezzare dalle prove della vita”, “Senza sconti. 12 incontri con l’energia del Vangelo”, “Effetti desiderati. Parole, psicofarmaci e relazioni quando l’anima fa male”, “Parole Buone. Pillole di resilienza per superare la crisi” e “Lessico resiliente”.
Ringrazio e porgo cordiali saluti.

Bastianino Monti – 3487424621




Da Morricone a Piazzolla, il Ludus Quartet in concerto ad Alghero

Il 20 luglio la grande musica da camera va in scena nella cattedrale di Santa Maria per il Festival Internazionale Contrasti

ALGHERO. Un’occasione imperdibile per gli appassionati di musica da camera: ascoltare un ensemble di violini, viola e violoncello all’interno di uno dei luoghi più affascinanti di Alghero, dove l’eleganza della musica dialogherà con la bellezza dell’architettura e della storia, regalando al pubblico un’esperienza culturale di forte intensità. Lunedì 20 luglio alle 20.30, nella Cattedrale di Santa Maria il Ludus Quartet, prestigioso quartetto d’archi in arrivo dal Trentino-Alto Adige, presenta IDIOMA, un interessante percorso concertistico che arriva in Sardegna nel calendario del Festival Internazionale Contrasti 2026 – Spring Edition diretto da Laura Cocco.

Il progetto musicale esplora il concetto di idioma come linguaggio espressivo, mettendo in dialogo la tradizione popolare con la scrittura colta contemporanea. Il quartetto d’archi diventa un unico organismo sonoro, con un programma è originale e coinvolgente, capace di creare atmosfere suggestive attraverso l’incontro tra melodie antiche, ritmi popolari e ricerca musicale contemporanea. L’ingresso è gratuito.

La serata si aprirà con Strum della compositrice americana Jessie Montgomery, pagina costruita sull’energia dei pizzicati e ispirata agli idiomi folkloristici americani. Seguirà una selezione di Wood Works, raccolta di melodie tradizionali danesi, norvegesi e svedesi rielaborate dal Danish String Quartet, per proseguire con i suggestivi Sonnets en Rondeaux di Giovanni Sollima. A concludere il programma saranno due autentici capolavori del Novecento: Oblivion di Astor Piazzolla e C’era una volta il West di Ennio Morricone, in un finale capace di emozionare e coinvolgere il pubblico.

Fondato nel 2001, il Ludus Quartet è composto da Ivo Crepaldi e Andrea Ferroni ai violini, Alexander Monteverde alla viola e Ivo Brigadoi al violoncello. In oltre vent’anni di attività il quartetto si è perfezionato con alcuni tra i più importanti maestri della scuola quartettistica internazionale, tra cui Piero Farulli, Milan Škampa, Hatto Beyerle e Norbert Brainin, distinguendosi inoltre in prestigiosi concorsi nazionali e internazionali.

La manifestazione continua a promuovere l’eccellenza musicale, portando in Sardegna interpreti di rilievo nazionale e internazionale e valorizzando, attraverso la musica, alcuni dei luoghi più significativi del patrimonio storico e artistico dell’isola.

Il Festival Internazionale Contrasti è realizzato dall’associazione Contrapunctum con il contributo della Fondazione di Sardegna e della Camera di Commercio di Sassari nell’ambito del network Salude & Trigu, con il patrocinio del Comune di Alghero.