Note Senza Tempo, l’Amoris Laetitia incanta Castelsardo

CASTELSARDO. Musica, storia, arte, spiritualità in un dialogo profondo tra le antiche pietre e le voci dell’ensemble, capace di trasformare un concerto in un’esperienza dell’anima per cui il tempo è sembrato davvero fermarsi. Sabato in Piazza della Misericordia a Castelsardo, il gruppo vocale Amoris Laetitia di Caltanissetta diretto da Laura Gallo ha fatto sognare i presenti con il concerto “Spiritus temporis”, un affascinante viaggio sonoro tra le più belle pagine della musica sacra e profana, nel calendario del festival di musica antica Note Senza Tempo.

La bellezza del canto corale ha trovato piena esaltazione in un luogo che racconta secoli di storia: l’antica Piazza della Misericordia ai piedi del Castello dei Doria e di fronte alla chiesa di Santa Maria delle Grazie, uno degli angoli più identitari di Castelsardo. In questo luogo, fin dal Cinquecento, opera la Confraternita della Santa Croce, custode di una tradizione secolare che attraversa il tempo senza perdere la propria forza spirituale, tramandata soprattutto attraverso l’antico canto “a cuncordu”. Accanto alla chiesa sorge l’antico convento benedettino, oggi sede del MOG (Museo delle Origini Genovesi) e testimonianza di una tradizione che continua a vivere e a rinnovarsi.

«Per qualche istante, il tempo è sembrato davvero fermarsi – ha affermato l’assessora alla Cultura, Maria Speranza Frassetto –. È questa l’idea di cultura in cui crediamo, non limitarsi a organizzare eventi, ma creare occasioni in cui il patrimonio materiale e quello immateriale si incontrino, illuminandosi a vicenda per restituire emozioni autentiche. La cultura raggiunge il suo significato più profondo quando riesce a far vibrare le radici di cui siamo custodi, rendendone percepibile l’anima. Chi ha partecipato alla serata porterà certamente con sé il ricordo di un concerto straordinario. Mi auguro, però, che conservi anche quello di un luogo che, grazie alla musica, ha saputo svelare la propria essenza. Un ringraziamento speciale va all’Associazione Dolci Accenti e, in particolare, a Calogero Sportato, per la passione, la competenza e la sensibilità con cui ha reso possibile questa splendida serata, contribuendo a fare di Castelsardo, ancora una volta, il palcoscenico di un appuntamento culturale di altissimo livello».

Il prossimo appuntamento del festival sarà il 4 settembre a Sassari con l’associazione Dolci Accenti che presenta l’Orfeo Futuro, in replica a Uri il giorno seguente. “Note Senza Tempo” è organizzato dall’associazione Dolci Accenti con il patrocinio e supporto della Regione Autonoma della Sardegna, della Fondazione di Sardegna e delle amministrazioni comunali di Sassari, Porto Torres, Alghero, Uri e Castelsardo, e rientra nel cartellone di eventi “Salude&Trigu” promosso dalla Camera di Commercio di Sassari.




pubblicati dalla Fondazione Alghero i primi bandi di concorso, per titoli ed esame, per la formazione delle graduatorie per l’assunzione di nuove unità di personale da inserire nel ruolo organico dell’ente a tempo indeterminato.

Si tratta delle prime figure, a cui ne seguiranno di nuove, in ottemperanza alla nuova pianta organica recentemente implementata. 

Un impiegato con funzioni amministrative (scadenza 3 agosto 2026) – II Area – livello B (ex II fascia – II livello) -; un impiegato con funzioni amministrative-contabili (ragioniere) – II Area – livello B (ex II fascia – II livello)- ; uno specialista esperto in area strutture e logistica – III Area – livello B (ex III fascia – II livello) -; un responsabile del Polo Museale (scadenza 10 agosto 2026) – III Area – livello B (ex III fascia – II livello).

Gli interessati dovranno inoltrare domanda di partecipazione esclusivamente per via telematica tramite il Portale unico del reclutamento (InPA), disponibile all’indirizzo www.InPA.gov.it previa registrazione. La registrazione è gratuita e può essere realizzata esclusivamente mediante i sistemi di identificazione SPID, CIE, CNS, elDAS. I relativi bandi di concorso, insieme a tutti i documenti necessari, sono pubblicati sul sito della Fondazione Alghero, sezione Avvisi e Bandi e sull’Amministrazione Trasparente.

Qui il link con tutti i bandi: https://www.fondazionealghero.it/avvisi-bandi/




CAMERA DI COMMERCIO DI SASSARI: AL VIA IL BANDO “DOPPIA TRANSIZIONE 2026” PER DIGITALIZZAZIONE E SOSTENIBILITÀ DELLE IMPRESE LOCALI

Sostenere il sistema produttivo locale nel percorso verso l’innovazione tecnologica e la sostenibilità ambientale. È questo l’obiettivo del nuovo “Bando Voucher Doppia Transizione 2026”, promosso dalla Camera di Commercio di Sassari attraverso il proprio Punto Impresa Digitale (PID), in coerenza con la strategia del Piano Nazionale Transizione 5.0.

La misura mette a disposizione delle Micro, Piccole e Medie Imprese (MPMI) del territorio uno stanziamento complessivo di 100.000 euro. L’iniziativa punta a finanziare l’adozione di soluzioni tecnologiche avanzate e l’attivazione di processi eco-sostenibili, favorendo al contempo lo sviluppo di nuove competenze professionali fondamentali per affrontare le sfide del mercato globale.

“Attraverso questo provvedimento vogliamo dare un impulso concreto e immediato alla modernizzazione delle nostre aziende”, dice Stefano Visconti presidente della Camera di Commercio di Sassari. “La transizione digitale e quella ecologica non sono più opzioni percorribili singolarmente, ma rappresentano due facce della stessa medaglia per garantire la competitività del nostro tessuto economico. Il nostro obiettivo è abbattere le barriere economiche all’investimento, offrendo un supporto finanziario e consulenziale di alta qualità che possa accompagnare i processi di crescita e favorire una reale svolta green e tecnologica nel nord Sardegna”.

L’agevolazione prevede la concessione di un contributo a fondo perduto (voucher) pari al 70% delle spese ammissibili, fino a un importo unitario massimo di 10.000 euro. Il valore minimo dell’investimento deve essere invece di 3.000 euro. Il bando copre un ampio spettro di interventi, suddivisi nelle macro-aree di formazione, consulenza e tecnologie. Tra le spese ammissibili figurano l’acquisto di tecnologie avanzate (come intelligenza artificiale, cybersicurezza e sistemi digitali per l’efficienza energetica) e l’acquisizione di servizi di consulenza e percorsi formativi specialistici in ambito digitale e green. Inoltre, per stimolare l’etica e l’inclusività aziendale, è prevista una premialità di 500 euro per le imprese in possesso del rating di legalità o della certificazione della parità di genere.

Le domande di contributo dovranno essere trasmesse esclusivamente per via telematica, con firma digitale, attraverso la piattaforma ReStart di InfoCamere (https://restart.infocamere.it). I termini per la compilazione si apriranno alle ore 10 del 8 luglio 2026, mentre l’invio telematico definitivo (valido ai fini della procedura valutativa a sportello secondo l’ordine cronologico) sarà attivo a partire dalle ore 16 dello stesso giorno, per chiudersi il 21 settembre 2026.




IL TURISMO NEL NORD OVEST DELLA SARDEGNA VOLA A GIUGNO: STRANIERI E GRANDI EVENTI TRAINANO IL COMPARTO

Il turismo nel Nord-Ovest della Sardegna archivia un mese di giugno da incorniciare, mettendo a segno una crescita diffusa e consolidando il proprio appeal sui mercati internazionali. L’analisi dei dati territoriali traccia una mappa dei flussi estremamente positiva, partendo dal dato macroscopico dell’intera provincia. Con un campione statistico che rappresenta quasi un terzo degli hotel esistenti nell’area nord-occidentale dell’isola (pari a 48.450 camere e 108.090 letti monitorati), l’occupazione media delle stanze ha raggiunto l’81,34%, in netto incremento rispetto al 77,01% registrato nello stesso mese del 2025. A fare la parte del leone è la componente oltreconfine: oltre sette presenze su dieci sono generate da visitatori internazionali, che blindano una quota di mercato pari al 72,84%.

In questo scenario, Alghero si conferma la vera locomotiva del territorio. La Riviera del Corallo ha fatto registrare un tasso di occupazione delle camere sbalorditivo, toccando l’85,03% rispetto al 78,03% dello scorso anno. Un balzo in avanti ottimizzato anche da una gestione più efficiente delle volumetrie interne: i dati evidenziano infatti un deciso aumento dell’occupazione dei singoli posti letto, segno di una drastica contrazione delle camere doppie uso singola o delle triple non saturate. Ad Alghero la presenza straniera diventa una variabile numerica ben più che rilevante, sfiorando la vetta del 79,05%. Ottimi segnali giungono anche dall’area del Golfo dell’Asinara, dove l’occupazione si attesta al 75,84%, in lieve crescita sul 75,14% del 2025. Sebbene in questo comparto i sei stranieri su dieci risentano della ponderazione degli hotel della città di Sassari, isolando le sole strutture costiere del Golfo la densità di turisti internazionali supera persino i record algheresi.

Dietro questa performance non c’è solo l’immutato fascino delle coste sarde, ma una precisa capacità di intercettare la domanda globale. “I dati raccolti certificano la straordinaria salute del nostro comparto nel Nord-Ovest”, dichiara con soddisfazione Stefano Visconti, presidente di Federalberghi Confcommercio Nord Ovest. “L’incremento dei tassi di occupazione cammina di pari passo con la crescita robusta degli arrivi sul nostro scalo aeroportuale e con l’impatto straordinario di manifestazioni di respiro globale. Gli operatori hanno dimostrato una flessibilità e una maturità uniche nel cogliere queste opportunità, traducendole in un servizio alberghiero di assoluta qualità. A dimostrarlo chiaramente è il parallelo miglioramento delle recensioni che i clienti attribuiscono oggi alle nostre strutture”.

Se la qualità dell’ambiente marino e balneare si conferma il brand più forte e il motore principale capace di muovere le masse di visitatori, la stagione non è tuttavia esente da ombre esterne alla gestione privata, che rischiano di frenare i trend di crescita. “Il mercato estero è la nostra vera forza, ma è un patrimonio che va difeso anche fuori dagli hotel”, conclude il presidente Visconti. “Qualche disservizio registrato nella parte finale del mese, dovuto ai blackout elettrici che hanno interessato Alghero e altre località della Sardegna, ci ricorda che l’efficienza delle infrastrutture pubbliche deve viaggiare alla stessa velocità della nostra offerta ospitale. Non possiamo permettere che carenze strutturali della rete penalizzino l’esperienza dei viaggiatori proprio nei momenti di massima pressione”.




CAMPO BOE, IL PARCO DI PORTO CONTE LANCIA “BLUE DISCOVERY”

PRENOTAZIONI ONLINE PER UNA FRUIZIONE PIU’ SEMPLICE E SOSTENIBILE 

Disponibile gratuitamente per Android e iOS la nuova App che permette ai diportisti di prenotare e pagare direttamente il proprio ormeggio. 

Conclusi a maggio i due progetti di posa delle boe: ora si apre una nuova fase di gestione e prosegue il confronto con il territorio

Il Parco Naturale Regionale di Porto Conte compie un nuovo passo nel percorso di tutela e valorizzazione dell’Area Marina Protetta Capo Caccia – Isola Piana. Dopo una fase di test nei prossimi giorni sarà pienamente operativa Blue Discovery, la nuova applicazione dedicata alla gestione dei campi boe, scaricabile gratuitamente per tutti i dispositivi Android e iOS. Uno strumento semplice e intuitivo che consentirà ai diportisti di individuare le boe attraverso la geolocalizzazione, verificarne la disponibilità in tempo reale, prenotare il proprio ormeggio e procedere direttamente al pagamento, rendendo l’accesso alle aree di ormeggio più rapido, trasparente ed efficiente. Dopo aver individuato la boa utilizzando la mappa interattiva l’applicazione permette di prenotare anticipatamente l’intera giornata mentre chi arriva direttamente in rada potrà prenotare l’ormeggio per periodi più brevi, di due ore o di mezza giornata, garantendo così una maggiore flessibilità a chi desidera sostare solo per un bagno o per poche ore. Le boe destinate al diportismo saranno tutte prenotabili tramite App, mentre quelle riservate agli operatori autorizzati dell’Area Marina Protetta resteranno escluse dal sistema di prenotazione.

Particolare attenzione è stata riservata ai residenti e agli operatori nautici del territorio. Nelle aree ricadenti nella ZSC – come Lazzaretto, Olandese e il Rosso – l’utilizzo delle boe sarà gratuito per i residenti nel Comune di Alghero e per coloro che hanno l’imbarcazione stabilmente ormeggiata nel porto cittadino nonché in quelli di Fertilia, Tramariglio e Porto Conte, pur restando obbligatoria la prenotazione. Nelle aree ricadenti all’interno dell’Area Marina Protetta si applicheranno invece le tariffe previste dal disciplinare, con una riduzione del 50% riservata ai residenti per le imbarcazioni fino a 7,5 metri. Oltre alla gestione delle prenotazioni, Blue Discovery diventerà un vero strumento di conoscenza del territorio. All’interno dell’App é già infatti disponibile la cartografia dell’Area Marina Protetta con la relativa zonizzazione, la posizione delle boe nonché la localizzazione delle praterie di Posidonia oceanica, sarà inoltre possibile registrare la propria imbarcazione per praticare il libero ancoraggio, a breve verranno implementate ulteriori informazioni di carattere ambientale e normativo con tutte le indicazioni utili per una navigazione rispettosa dell’ambiente.

Con l’attivazione del servizio si completa il percorso avviato nel 2019 con il finanziamento regionale PAF e successivamente ampliato con il progetto finanziato nel 2023 con fondi PNRR. Oggi il sistema conta circa 150 boe, distribuite nelle principali cale dell’Area Marina Protetta e della Zona Speciale di Conservazione, realizzate con l’obiettivo di regolamentare gli ormeggi e proteggere uno degli habitat più preziosi del Mediterraneo. La realizzazione dei campi boe nasce infatti dalla necessità di salvaguardare le praterie di Posidonia oceanica, ecosistema fondamentale per la salute del mare ed il contrasto al cambiamento climatico. Oltre a rappresentare uno dei più efficaci serbatoi naturali di carbonio, capace di assorbire grandi quantità di CO₂ e produrre ossigeno, la Posidonia svolge un ruolo essenziale nella difesa delle coste dall’erosione e costituisce l’habitat di riproduzione e crescita di numerose specie ittiche, contribuendo in maniera determinante alla conservazione della biodiversità marina.

“Con Blue Discovery compiamo un ulteriore passo verso una gestione moderna e sostenibile della fruizione dell’Area Marina Protetta. L’obiettivo non è soltanto regolamentare gli ormeggi, ma offrire ai diportisti uno strumento semplice, trasparente e ricco di informazioni, capace di accompagnarli nella scoperta del nostro patrimonio ambientale” sottolinea il direttore del Parco Regionale di Porto Conte, Giulio Plastina. La tutela della Posidonia oceanica è la ragione che ha portato Regione Sardegna e Ministero dell’Ambiente a finanziare questi interventi, perché proteggere questo habitat significa investire concretamente nella biodiversità e nella lotta ai cambiamenti climatici. “Durante questa prima stagione di operatività del sistema di ormeggio – precisa il presidente del Parco Regionale di Porto Conte, Emiliano Orrù –  proseguirà il percorso di ascolto degli operatori autorizzati, dei diportisti e di tutti i portatori di interesse per arrivare, come deliberato l’anno scorso quasi all’unanimità dall’Assemblea del Parco, ad una rimodulazione complessiva, valutando, cala per cala e di concerto con tutti gli Enti coinvolti, eventuali migliorie nella distribuzione delle boe al fine di individuare le soluzioni più efficaci per coniugare tutela ambientale, sicurezza della navigazione e qualità della fruizione del mare. L’obiettivo è affinare ulteriormente il sistema, prevedendo dove possibile una migliore organizzazione degli spazi destinati all’ormeggio e alle aree dedicate al libero ancoraggio, sempre nel pieno rispetto delle praterie di Posidonia”.




Sassari, “Aspettando i Candelieri” tra ironia e poesia

Il 6 luglio su youtube il lancio dello spot umoristico con quattro “gremianti” d’eccezione e il 14 luglio l’appuntamento all’Archivio Storico Comunale con le rime sassaresi e la musica di Beppe Dettori

SASSARI. Cosa succede se quattro “gremianti” storici si ritrovano attorno a un tavolo e, tra una smazzata di mariglia e l’altra, decidono di stravolgere cinquecento anni di tradizione? È l’irriverente e ironico spunto del terzo video promozionale del progetto “Lu Sassaresu: un’isthòria ippiziari”, in uscita il 6 luglio sul canale youtube dell’Istituto Camillo Bellieni, che lancia l’interessante appuntamento culturale in programma per il 14 luglio.

Nel nuovo episodio, nato da un’idea di Roberta Tola con riprese e montaggio di Giovanna Ruggiu, i protagonisti sono quattro gremianti che, tra una battuta e qualche “macchi”, fanno cadere il discorso sulla discesa dei Candelieri e sulla sua evoluzione. Da qui vien fuori un’idea folle: invertire il senso della sfilata e trasformare la storica “Faradda” (la Discesa) in una vera e propria “Azzadda” (Salita), partendo dal piazzale di Santa Maria per arrivare alla chiesa del Rosario. Una provocazione goliardica che farebbe “frastimà” (a modo loro, benedire) tutti i portatori della città.

Dallo scherzo si passa alla realtà. Per difendere e valorizzare la lingua e le tradizioni, il punto di riferimento resta la sede dell’Istituto di Studi e Ricerche Camillo Bellieni – partner attivo dell’iniziativa – in Via Maddalena 35 a Sassari.

Esattamente un mese prima della vera “Discesa”, l’appuntamento con la tradizione passa dal web alla piazza: martedì 14 luglio, alle 18, il Giardino dell’Archivio Storico Comunale “Enrico Costa”, in via Insinuazione 31, accoglierà l’evento speciale “LI CANDARERI – I Candelieri nelle poesie degli autori sassaresi”.

Questo viaggio letterario ed emotivo sarà guidato dal docente di lingua sassarese Mario Lucio Marras, e vedrà la collaborazione dei suoi corsisti che si cimenteranno nella lettura dei brani più intensi dedicati alla “festha manna” della città. A impreziosire la serata ci sarà l’accompagnamento musicale del cantautore Beppe Dettori.

Tutte le attività fanno parte del progetto complessivo “Lu Sassaresu: un’isthòria ippiziari”, un’iniziativa finanziata dalla Regione Autonoma della Sardegna per il Comune di Sassari attraverso i fondi della Legge Regionale 22/18 e Legge Regionale 6/12 all’interno del Bando TuLiS 2025-2027. Per maggiori informazioni inviare un’email all’indirizzo [email protected].

Il link del video su youtube:

Il link del video su facebook:

https://www.facebook.com/reel/1428706795958035



Cabina primaria, la maggioranza: «Pais smentito dagli atti. Il documento che pubblica riguarda il precedente procedimento»

Michele Pais ci riprova, ma questa volta a smentirlo sono le date e gli atti ufficiali. Nel tentativo di attribuire all’attuale Amministrazione la responsabilità della mancata realizzazione della nuova cabina primaria, il consigliere della Lega pubblica un documento che, contrariamente a quanto vorrebbe far credere, riguarda il primo procedimento avviato nel 2022, durante la precedente consiliatura. Il documento pubblicato da Pais fa infatti riferimento all’istanza presentata da E-Distribuzione per la realizzazione della cabina primaria in località Bidonì. Un procedimento sul quale il Servizio Tutela del Paesaggio della Regione Sardegna aveva espresso un parere di inammissibilità, rilevando esplicitamente una serie di criticità legate alla localizzazione dell’opera, al suo impatto su un’area agricola e alla conformità con le prescrizioni del Piano Paesaggistico Regionale. Lo stesso Servizio regionale, riconoscendo la rilevanza pubblica dell’intervento, suggeriva espressamente di valutare una localizzazione alternativa in un’area con caratteristiche di maggiore compatibilità paesaggistica.  

Altro che prova delle responsabilità dell’Amministrazione Cacciotto. Il documento pubblicato da Pais riguarda un procedimento avviato durante la precedente consiliatura e dimostra esattamente ciò che sosteniamo da giorni: il primo progetto presentava criticità tali da rendere opportuno individuare una nuova localizzazione. Già allora l’Assessore Piras aveva avviato una riflessione sulla necessità di individuare una nuova localizzazione che consentisse di superare le criticità emerse nel corso del procedimento. L’attuale Amministrazione ha ripreso in mano quel percorso, lavorando insieme a E-Distribuzione per individuare un’area con profili di compatibilità più adeguati e consentire a un’infrastruttura strategica per la città di proseguire il proprio iter. Il nuovo progetto, presentato nel corso di questa consiliatura con una diversa localizzazione, sta infatti procedendo regolarmente e senza alcun blocco da parte del Comune. Ci chiediamo allora quale sia la logica seguita dal consigliere Pais. Se, come sostiene oggi, ogni parere espresso nell’ambito di un procedimento amministrativo deve essere trasformato in una responsabilità politica, dovremmo forse attribuire a lui, che all’epoca era Presidente del Consiglio regionale, la responsabilità del parere negativo espresso nel 2023 da un ufficio della Regione Sardegna? È evidente l’assurdità di un simile ragionamento, ma è esattamente il metodo che Pais sta utilizzando per tentare di attribuire all’attuale Amministrazione responsabilità che gli atti smentiscono. Pais continua a invocare la verità, ma ogni nuovo intervento rende sempre più evidente la distanza tra la sua ricostruzione e ciò che raccontano gli atti. La maggioranza non ha alcuna difficoltà a confrontarsi nel merito e a rispondere delle proprie scelte. Ma il confronto politico dovrebbe partire come minimo dal rispetto dei fatti e della cronologia.

Cordiali saluti

Anna Arca Sedda

Marco Colledanchise

Gabriella Esposito

Gianni Martinelli

Giampietro Moro

Christian Mulas

Giusy Piccone

Emiliano Piras

Beatrice Podda




CONTROLLO DELLA CIRCOLAZIONE PORTA AL SEQUESTRO DI INGENTI QUANTITATIVI DI STUPEFACENTI: UN ARRESTO DEICARABINIERI

Nel rispetto dei diritti della persona indagata e della presunzione di innocenza, per quanto risulta allo
stato e salvo ulteriori approfondimenti, si comunica quanto segue.

Olbia, 3 luglio 2026 – I Carabinieri della Sezione Radiomobile del Reparto Territoriale di Olbia hanno tratto
in arresto un trentacinquenne, ritenuto responsabile di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di
spaccio.
L’intervento è scaturito nel corso dell’ordinario servizio di controllo del territorio, quando una pattuglia
della Sezione Radiomobile ha notato un’autovettura procedere a velocità particolarmente sostenuta e
con una condotta di guida estremamente pericolosa lungo una delle principali arterie della viabilità
cittadina, in un’area caratterizzata, soprattutto in questo periodo dell’anno, da un intenso flusso di
residenti e turisti.
I militari hanno quindi proceduto al controllo del conducente, avviando gli accertamenti che hanno
successivamente consentito di eseguire perquisizioni personale, veicolare e domiciliare.
L’attività ha permesso di rinvenire e sottoporre a sequestro ingenti quantitativi di cocaina, hashish,
marijuana e pericolose droghe sintetiche, nonché materiale per il confezionamento e la pesatura delle
dosi, denaro contante ritenuto provento dell’attività di spaccio e una pistola a salve priva del tappo rosso.
L’attività è stata svolta sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Tempio Pausania, che ha
sottoposto l’uomo agli arresti domiciliari, in attesa dell’udienza di convalida.
L’episodio conferma come il quotidiano controllo del territorio rappresenti uno degli strumenti più efficaci
di prevenzione e contrasto alla criminalità: un ordinario servizio di pattuglia, nato per garantire la sicurezza
della circolazione stradale, ha consentito di interrompere una presunta attività di spaccio e di sottrarre
dal mercato ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti, comprese droghe sintetiche particolarmente
pericolose.




Cabina primaria, ad Alghero esplode il caso politico: accuse, repliche e il nodo degli atti mancati-

Blackout, rete sotto pressione e un’opera considerata strategica finiscono al centro di uno scontro sempre più duro ad Alghero. Attorno alla cabina primaria “Alghero Sud” si confrontano due versioni opposte: da una parte chi accusa il Comune di aver fermato tutto, dall’altra chi respinge ogni addebito e sostiene che l’iter stia andando avanti con un nuovo progetto.

Sul tavolo, oltre alla polemica politica, c’è anche un documento della Provincia di Sassari che fotografa il passaggio più contestato della vicenda: il procedimento relativo a una precedente autorizzazione si è chiuso negativamente dopo che il Comune non si era ancora espresso sulla concessione della deroga urbanistica necessaria.

Il caso della nuova cabina primaria Enel ad Alghero si è trasformato in uno dei temi politici più caldi delle ultime settimane. Sullo sfondo ci sono i continui blackout che stanno creando disagi in città, con ripercussioni per famiglie, attività economiche e servizi essenziali. Al centro del confronto c’è un’infrastruttura ritenuta decisiva per rafforzare la rete elettrica urbana, ma attorno alla sua realizzazione si è acceso uno scontro frontale tra opposizione e maggioranza consiliare.

A sollevare con forza la questione è stato il consigliere comunale della Lega Michele Pais, che punta il dito contro l’amministrazione guidata da Raimondo Cacciotto. Secondo la sua ricostruzione, il Comune avrebbe bloccato un’opera strategica non portando la pratica all’esame del Consiglio comunale, che era il solo organo competente a pronunciarsi. Per Pais, il risultato di questo mancato passaggio sarebbe sotto gli occhi di tutti: ritardi accumulati, città esposta ai disservizi e responsabilità politiche che ora, a suo dire, andrebbero chiarite fino in fondo.

Il consigliere insiste soprattutto su un punto: la procedura, sostiene, si sarebbe arenata proprio nel momento in cui il Comune avrebbe dovuto completare l’atto di propria competenza. Nelle sue parole, la linea è netta e senza sfumature. “Il provvedimento conclusivo della Provincia è inequivocabile: il procedimento si è concluso negativamente esclusivamente perché il Comune di Alghero non ha perfezionato l’atto di propria competenza”. Da qui la richiesta di un’interrogazione urgente e, nell’ultimo intervento, anche la convocazione immediata di una commissione per esaminare tutti gli atti.

Pais collega direttamente questa vicenda ai disagi che la città sta vivendo. Parla di danni economici per le imprese, problemi per le famiglie e conseguenze che avrebbero toccato perfino l’ospedale. Il suo affondo non si ferma qui: contesta anche la tesi secondo cui vi sarebbero stati ostacoli legati alla destinazione urbanistica dell’area e chiede di fare piena luce su un eventuale cambio di localizzazione dell’opera, domandando chi lo abbia deciso, quando e sulla base di quali elaborati tecnici. Il cuore del suo messaggio politico resta racchiuso in un’accusa precisa: “La maggioranza mente. Subito una commissione. Dite la verità agli algheresi”.

Il documento pubblicato da Michele pais

La risposta della maggioranza è arrivata con toni altrettanto duri. I consiglieri che sostengono l’amministrazione respingono la ricostruzione di Pais e definiscono falsa e tendenziosa l’idea di un blocco imputabile al Comune. Nella loro versione, la vicenda andrebbe letta in modo più ampio, partendo da un precedente progetto che già nella passata consiliatura non avrebbe trovato le condizioni per andare avanti, anche per criticità paesaggistiche e perplessità legate alla localizzazione originaria.

Secondo la maggioranza, non sarebbe corretto attribuire all’attuale giunta la responsabilità del primo stop. Viene ricordato infatti che, già nel procedimento precedente, il Servizio tutela del paesaggio della Regione aveva rilevato criticità e suggerito di valutare una collocazione alternativa, preferibilmente in aree industriali o comunque già compromesse dal punto di vista infrastrutturale. Da qui la tesi politica della coalizione che governa la città: non un blocco, ma la prosecuzione di un percorso complesso, segnato da problemi emersi ben prima dell’attuale fase amministrativa.

L’elemento più importante portato dalla maggioranza riguarda però la nuova impostazione del progetto. La ricostruzione fornita dai consiglieri di maggioranza sostiene che, dall’inizio del mandato, il Comune abbia ripreso il confronto con E-Distribuzione e che nel frattempo sia stato presentato un nuovo intervento, con una diversa localizzazione, oggi vicino alla conclusione dell’iter autorizzativo davanti alla Città Metropolitana di Sassari. In questa lettura, dunque, la vicenda contestata da Pais riguarderebbe un passaggio superato, mentre l’opera starebbe procedendo su basi aggiornate e con un quadro amministrativo diverso.

In mezzo allo scontro politico ci sono però gli atti. Ed è proprio qui che il caso si fa più delicato. Nel provvedimento della Provincia di Sassari relativo al procedimento precedente si legge che, durante la conferenza di servizi, il Comune di Alghero aveva chiarito che l’intervento ricadeva in zona urbanistica E2 e che per poter usufruire del più favorevole indice volumetrico era necessaria l’espressione del Consiglio comunale, organo chiamato a pronunciarsi indipendentemente dal parere della conferenza. Nello stesso documento si dà atto che E-Distribuzione aveva presentato istanza al Consiglio per la deroga e che l’ufficio tecnico aveva comunicato di aver trasmesso la proposta di delibera al dirigente competente. Ma si legge anche che, successivamente, “ad oggi il Comune di Alghero non si è espresso in merito alla concessione di deroga” e che, per questo, non sussistevano i presupposti per autorizzare l’opera. Il procedimento viene quindi indicato come concluso negativamente.

Questo passaggio documentale è quello su cui Pais fonda il suo attacco politico. Ma nello stesso fascicolo emergono anche altri elementi che la maggioranza usa per contestare una lettura troppo semplificata della vicenda. Nelle pagine precedenti del provvedimento, infatti, viene richiamato il parere della Regione che segnalava il permanere di criticità paesaggistiche già espresse in precedenza, ritenendo non adeguatamente chiarita la conformità dell’intervento alle previsioni del piano paesaggistico. La conferenza asincrona, si legge, non era risultata risolutiva ed era stato necessario un successivo esame in modalità sincrona.

È proprio in questo incrocio tra piano urbanistico, passaggi consiliari e rilievi paesaggistici che si gioca la partita politica. L’opposizione mette l’accento sul mancato voto del Consiglio e sostiene che da lì derivi la chiusura negativa del procedimento. La maggioranza, invece, insiste sul fatto che il quadro fosse già problematico a monte e che il Comune non abbia mai espresso un diniego all’opera, limitandosi a rappresentare la necessità di un passaggio formale previsto dalla normativa.

Intanto il dibattito si sposta anche sul presente. La maggioranza afferma che oggi il procedimento davvero rilevante è un altro, legato a un nuovo progetto già arrivato alla fase conclusiva davanti alla Città Metropolitana. Secondo questa versione, la conferenza di servizi avrebbe già dato esito positivo e, una volta completate le prescrizioni tecniche richieste dagli enti competenti, si potrebbe arrivare al provvedimento autorizzativo finale e poi all’affidamento dei lavori. Un quadro che, se confermato, ridimensionerebbe il peso pratico dello scontro sull’iter precedente, ma non quello politico.

Pais, però, non arretra e rilancia. A suo giudizio resta da chiarire chi abbia deciso di abbandonare il vecchio progetto e perché tutto sia avvenuto, sostiene, senza un confronto pubblico vero in Consiglio comunale e nelle commissioni. Il consigliere chiede che si apra subito una fase di verifica politica e amministrativa, con l’esame completo di documenti, date, passaggi e responsabilità.

Alla fine, oltre alle accuse reciproche, resta un dato concreto: Alghero continua a convivere con una rete elettrica giudicata insufficiente rispetto al fabbisogno della città. Ed è proprio questo il punto che rende la vicenda particolarmente sensibile. Perché al di là della propaganda, delle repliche e delle letture contrapposte, il vero nodo per cittadini e imprese è capire quando questa infrastruttura verrà realizzata davvero e se il lungo scontro degli ultimi anni abbia rallentato, o soltanto complicato, una risposta che il territorio attende da tempo.




SIDDÙRA SVELA ÈROS IL PRIMO ROSSO CREATO PER ESSERE SERVITO FRESCO.

IL DEBUTTO UFFICIALE CON L’ILLUSTRAZIONE DEL PROGETTO ENOLOGICO Piludu: “Volevamo creare un rosso con caratteristiche uniche nel suo genere.Due anni di studio e ricerca per un vino creato per essere servito fresco”

È stato presentato ufficialmente al 7Pines Resort Sardinia, a Baja Sardinia, Èros, il nuovo vino rosso di Siddùra creato fin dall’origine per essere servito fresco. Un progetto nato per riscrivere il modo di vivere il vino rosso e interpretare l’evoluzione dei consumi contemporanei. Un progetto che segna una nuova tappa nel percorso di ricerca e innovazione di Siddùra e che nasce per interpretare un cambiamento sempre più evidente nelle abitudini di consumo. Per Siddùra non si tratta di modificare il modo di servire un vino esistente, ma di creare un rosso che nasce già per essere bevuto fresco.
Èros. Èros non è un vino rosso tradizionale portato semplicemente a una temperatura più bassa, ma un progetto enologico concepito, studiato e realizzato per esprimere il meglio di sé tra i 10 e i 12 gradi. La temperatura di servizio non rappresenta un dettaglio, ma il principio attorno al quale Siddùra ha costruito l’intero progetto, dalla vigna alla cantina. Colli del Limbara IGT, 12 gradi alcolici, Èros prende forma da un’idea semplice quanto innovativa: restituire agli amanti del vino rosso la libertà di sceglierlo anche quando le stagioni, le occasioni di consumo e il desiderio di maggiore freschezza sembrano orientare verso altre tipologie di vino. Non un bianco. Non un rosato. Un rosso creato per essere servito fresco, che fa della temperatura di servizio uno dei propri elementi identitari. È questa la sua natura, non una semplice modalità di consumo. Servito tra i 10 e i 12 gradi, rivela una nuova dimensione espressiva, capace di coniugare la freschezza e l’immediatezza ricercate dai consumatori contemporanei con il carattere, la morbidezza e la personalità propri di un vino rosso. Da questa intuizione prende vita Èros, un progetto sviluppato nell’arco di due anni da Siddùra per interpretare un desiderio sempre più evidente nel mercato: quello di un vino capace di superare le categorie tradizionali e inaugurare uno spazio nuovo tra il mondo dei bianchi e quello dei rossi, senza appartenere completamente né all’uno né all’altro.
La creazione e l’evoluzione del mercato. Il lancio si inserisce in un contesto di profonda evoluzione dei consumi, con un mercato pronto ad accogliere la novità. Èros non nasce per seguire una tendenza, nasce per inaugurare uno spazio dedicato a chi ama il vino rosso, ma fatica a berlo nei mesi più caldi e anche a chi sceglie un bianco per la sua freschezza, ma non vuole rinunciare alla struttura e alla complessità di un rosso. “Volevamo creare un vino rosso con caratteristiche uniche nel suo genere. Un vino che restasse profondamente rosso, ma che potesse essere servito a temperature normalmente associate ad altre tipologie – spiega Mattia Piludu, direttore generale di Siddùra –. Èros nasce da un’idea sviluppata prima in vigna, poi in cantina e infine nel marketing, fino ad arrivare al suo nome e al suo claim: Il desiderio va servito fresco”. Con Èros, la cantina Siddùra cerca di leggere un cambiamento che è già in atto. “Oggi molti consumatori si avvicinano al vino con aspettative diverse rispetto al passato: cercano vini più versatili, più immediati e capaci di adattarsi a occasioni di consumo differenti. Èros – osserva Piludu – nasce da questa riflessione. Non per sostituire il vino rosso tradizionale, ma per inaugurare uno spazio inesplorato attraverso un vino rosso creato per ampliare le possibilità con cui può essere vissuto”.
La collaborazione d’autore. Il progetto è il risultato di un percorso che ha coinvolto tutte le aree aziendali, dai campi alla cantina, fino alla comunicazione, confermando l’approccio multidisciplinare che da sempre caratterizza la filosofia della cantina. La costante ricerca dell’eccellenza ha portato Siddùra ad avviare una collaborazione con la migliore firma enologica al mondo, Michel Rolland, che attraverso il suo Laboratoire d’Oenologie Rolland & Associés supporta la cantina nel perseguire gli elevati standard qualitativi che da sempre contraddistinguono i vini Siddùra.
La ricerca dell’equilibrio. L’equilibrio tra la morbidezza e la freschezza. Dal punto di vista produttivo, il vino nasce da una precisa ricerca di armonia tra freschezza, morbidezza ed espressività aromatica. “L’idea di Èros è partita dal desiderio di bere un rosso d’estate, fresco e morbido allo stesso tempo – spiega l’enologo di Siddùra, Dino Dini –. Tutto il lavoro svolto in vigneto e in cantina è stato orientato a raggiungere questo equilibrio. L’obiettivo era ottenere un vino capace di mantenere piacevolezza, intensità aromatica e identità anche a temperature di servizio più basse”. Ogni scelta agronomica ed enologica è stata compiuta con un obiettivo preciso: creare un vino rosso capace di esprimersi al meglio quando viene servito fresco. In cantina è stato adottato un percorso di vinificazione studiato per preservare freschezza ed espressione aromatica: dopo una prima fase di macerazione sulle bucce necessaria all’estrazione del colore, il vino viene separato anticipatamente dalla parte solida e completa la fermentazione in assenza delle bucce, secondo un approccio che richiama, per alcuni aspetti, le tecniche utilizzate nella vinificazione in bianco. “Abbiamo cercato un equilibrio diverso rispetto a quello tradizionalmente associato ai vini rossi – prosegue Dini –. Un vino capace di esprimere profumi fruttati, morbidezza e bevibilità, mantenendo però il carattere e la personalità di un rosso. È questa la sfida che ha accompagnato tutto il progetto Èros”. Lo stesso equilibrio è stato ricercato fin dalla gestione del vigneto. “Il nostro obiettivo – spiega l’agronomo di Siddùra, Luca Vitaletti – era ottenere uve naturalmente predisposte a dare vita a un vino da servire fresco: con una moderata gradazione zuccherina, una buona acidità e tannini morbidi, così da preservarne equilibrio e piacevolezza anche a basse temperature. I suoli granitici della Gallura conferiscono al vino una marcata sapidità e mineralità, mentre le importanti escursioni termiche, la costante ventilazione e specifiche tecniche agronomiche, come la gestione della chioma, favoriscono lo sviluppo del patrimonio aromatico e la conservazione della freschezza. Fondamentale è stata anche una raccolta anticipata e altamente selettiva, calibrata sul rapporto tra zuccheri e acidità delle uve, per privilegiare la vivacità e l’equilibrio del frutto”.
La presentazione ufficiale. Il debutto di Èros è avvenuto al 7Pines Resort Sardinia, a Baja Sardinia, davanti a una platea composta da giornalisti della stampa regionale e nazionale, operatori dell’ospitalità, professionisti del settore e appassionati. Nella suggestiva terrazza panoramica del resort, la cantina ha scelto di raccontare il percorso che ha portato alla nascita del progetto, condividendo con gli ospiti la visione, la ricerca e le scelte che hanno dato forma a un vino nato per interpretare nuove modalità di consumo senza rinunciare all’identità di un rosso. A fare da naturale contrappunto al racconto del vino è stata poi l’esperienza gastronomica ospitata da Spazio by Franco Pepe, dove una selezione di pizze d’autore firmate dal maestro pizzaiolo, già premiato come miglior pizzaiolo del mondo per quattro anni di fila, ha accompagnato la degustazione di Èros. Non è stata una semplice degustazione, ma la dimostrazione concreta della filosofia di Èros: un vino rosso creato per essere servito fresco, capace di dialogare con una gastronomia contemporanea e di conquistare nuovi momenti di consumo.