San Teodoro Jazz: domani (giovedì 3 settembre) l’undicesima edizione prosegue con “A Bassa Voce” sulla spiaggia di Cala Ginepro.
il Marco Valeri Quartet sul palco di Piazza Gallurae la STJ Session al Kumbia.Venerdì il Selmer Day con Giacomo Smithe “Chimera” di Matteo Pastorino.Sabato il gran finale con Mila Trani e Logan Richardson.
Comunicato stampa del 2 settembre 2026
Dal dialogo essenziale tra una voce e un basso, immerso nel paesaggio di Cala Ginepro, alla dimensione del quartetto sul palco principale di Piazza Gallura, fino all’incontro libero e imprevedibile della jam session. Il San Teodoro Jazz prosegue domani, giovedì 3 settembre, con una giornata che attraversa tre luoghi differenti e altrettanti modi di vivere la musica, confermando quella relazione tra ricerca artistica, territorio e condivisione che accompagna l’undicesima edizione del festival diretto artisticamente da Matteo Pastorino.
Dopo la giornata di oggi, dedicata in particolare alle nuove generazioni con lo STJ Lab curato da Sara Cuzzupoli e Serena Porcu, il concerto dei Far Side Quartet al MAST e la session serale degli USBeat a La Posta Art Pub, domani il percorso ripartirà dal mare. Alle 18.30 la Spiaggia di Cala Ginepro ospiterà “A Bassa Voce”, con Claudia Belli alla voce e Alessio Concas al basso; alle 21 Piazza Gallura accoglierà il Marco Valeri Quartet, mentre alle 23 al Kumbia la giornata si concluderà con una nuova STJ Session, affidata a Matteo Cara al pianoforte, Mauro Dore al contrabbasso e Paolo Addis alla batteria, prima dell’apertura del palco alla jam session.
· Ore 18.30: “A Bassa Voce” sulla spiaggia di Cala Ginepro
Il primo appuntamento di domani porta il festival nuovamente sulla costa. Alle 18.30, sulla Spiaggia di Cala Ginepro, saranno protagonisti Claudia Belli e Alessio Concas con “A Bassa Voce”, progetto costruito intorno all’incontro tra voce e basso.
Una formazione ridotta all’essenziale, nella quale i due strumenti rimangono al centro dello spazio musicale e il dialogo diventa la struttura stessa dell’esibizione. La scelta di portare il duo sulla spiaggia inserisce il concerto in quella geografia diffusa che il San Teodoro Jazz continua a costruire attraverso il territorio, alternando il palco principale di Piazza Gallura agli spazi culturali, ai locali e agli scenari naturali.
Cala Ginepro diventa così uno dei luoghi attraverso i quali l’edizione 2026 rinnova il rapporto tra musica e paesaggio: non un semplice sfondo, ma uno spazio d’ascolto differente rispetto alla dimensione tradizionale del concerto.
Ad accompagnare l’appuntamento sarà anche un assaggio dei vini della Cantina Tercis di Telti, iniziativa che in questi giorni affianca alcuni degli eventi del festival ospitati al MAST e negli scenari naturali di Cala Ginepro e Costa Caddu – Spiaggia dei Cani.
· Ore 21: in Piazza Gallura il Marco Valeri Quartet
Dalla dimensione raccolta del duo sulla spiaggia, alle 21 il San Teodoro Jazz tornerà nel cuore del paese e sul suo palco principale, in Piazza Gallura, con il Marco Valeri Quartet.
La formazione riunisce Marco Valeri alla batteria, Daniele Tittarelli al sax alto, Vittorio Esposito al pianoforte e Alessandro Bintzios al contrabbasso.
Quattro strumenti e una formazione pienamente inscritta nella tradizione del quartetto jazz riportano così il festival nella dimensione del concerto serale, dopo un pomeriggio affidato all’essenzialità del dialogo tra voce e basso.
Anche nella costruzione della giornata emerge uno dei principi che guidano il programma dell’undicesima edizione: mettere accanto esperienze, formazioni e modalità di ascolto differenti, facendo convivere gli appuntamenti immersi nel paesaggio con quelli del palco principale e con la dimensione più informale delle session notturne.
· Dalle 23: al Kumbia la notte continua con la STJ Session
Alle 23 il percorso della giornata si sposterà al Kumbia per una nuova STJ Session.
Sul palco saliranno Matteo Cara al pianoforte, Mauro Dore al contrabbasso e Paolo Addis alla batteria. Al concerto seguirà, come nelle altre session dell’edizione, la jam session aperta.
È proprio nella jam che una parte importante dell’identità del San Teodoro Jazz trova la sua espressione più immediata. Musicisti presenti al festival, artisti provenienti da percorsi differenti e nuove generazioni possono condividere lo stesso palco, lasciando che ascolto e improvvisazione determinino lo sviluppo della musica.
Il programma della giornata si muove così attraverso tre dimensioni complementari: l’ascolto raccolto di “A Bassa Voce” davanti al mare, il concerto del Marco Valeri Quartet sul palco di Piazza Gallura e, infine, uno spazio nel quale la musica torna a costruirsi nel momento stesso in cui viene suonata.
· Venerdì il Selmer Day, Giacomo Smith e “Chimera”
Il San Teodoro Jazz proseguirà venerdì 4 settembre con il Selmer Day, giornata che mette al centro la collaborazione con Henri Selmer Paris, una delle principali novità dell’edizione 2026. Dalle 14.30 al MAST è in programma lo showcase dedicato a clarinetti e sassofoni; alle 18.30 a Costa Caddu – Padula Sicca, Spiaggia dei Cani, con un nuovo assaggio dei vini della Cantina Tercis di Telti, si esibiranno Giacomo Smith al clarinetto e Saverio Zura alla chitarra. Alle 21 in Piazza Gallura Matteo Pastorino presenterà “Chimera”, produzione originale Insulae Lab – Centro di Produzione Musica, insieme a Francesca Palamidessi, Federico Casagrande e Armando Luongo. La giornata si concluderà alle 23 al Gallo Blu con la Selmer Jam by STJ, prima jam session firmata Henri Selmer Paris organizzata in Sardegna.
· Sabato il gran finale con Mila Trani e Logan Richardson
Sabato 5 settembre l’undicesima edizione arriverà alla giornata conclusiva. Alle 18.30 al 2B di Lu Impostu saranno protagonisti Mila Trani e Bartolomeo Barenghi con “Menta Selvatica”; alle 21 in Piazza Gallura arriverà Logan Richardson con “A Living Score”, insieme a Tony Tixier al pianoforte e Zach Morrow alla batteria. La chiusura sarà alle 23 al Gallo Blu con la STJ Session “Slappin’ On”, con Edoardo Meledina, Paolo Corda, Livio Solinas, Raffaele Puglia e Arturo Pischedda, prima dell’ultima jam session del festival.
Organizzato dall’Associazione Culturale San Teodoro Jazz, con la direzione artistica di Matteo Pastorino, il festival prosegue fino a sabato attraversando spiagge, piazze, spazi culturali e locali di San Teodoro, mantenendo al centro l’incontro tra generazioni, linguaggi e differenti modalità di vivere la musica.
Tutti gli appuntamenti del San Teodoro Jazz sono gratuiti con offerta libera a sostegno dell’Associazione Culturale San Teodoro Jazz
“LUOGOSANTO IN FESTA”, IL 5 SETTEMBRE TUTTA LA GALLURA IN PIAZZA
TORNA LA FORMULA DEL VARIETÀ TRA TALK, MUSICA, BALLI E FOLKLORE
L’attore Stefano Fresi sarà l’ospite d’onore dello spettacolo ideato e diretto da Giuliano Marongiu
Una piazza, tanti linguaggi, le comunità della Gallura e un’intera Isola raccontata attraverso la sua gente.Talk con ospiti a sorpresa, musica, danza, folklore, costumi e racconti si alterneranno sullo stesso palcoscenico il 5 settembre, dalle 22, in Piazza Incoronazione, per “Luogosanto in festa – Tradizioni, identità e spettacolo nel cuore della Gallura”. Una serata che porta Luogosanto nel nome, ma che coinvolgerà l’intera Gallura, con la presenza di rappresentanze dei centri che la compongono. Luogosanto apre così i grandi eventi di settembre recuperando una formula di spettacolo che ha segnato per decenni l’intrattenimento popolare e che oggi è sempre più raro incontrare, anche nelle manifestazioni all’aperto: il varietà. Sul palco arriveranno ospiti a sorpresa e uno spazio centrale sarà riservato all’ospite d’onore della serata, Stefano Fresi, attore tra i volti più noti del cinema italiano e profondamente legato alle proprie origini luogosantesi e galluresi. Fresi, dopo il conferimento della cittadinanza onoraria, sarà protagonista del talk e si racconterà al pubblico, ripercorrendo una storia personale e professionale nella quale, nonostante il successo e i tanti riconoscimenti, il rapporto con Luogosanto e la Gallura è rimasto una presenza costante.
GIULIANO MARONGIU, IL VARIETÀ TORNA IN PIAZZA
L’idea di “Luogosanto in festa” porta la firma di Giuliano Marongiu, protagonista da anni delle piazze della Sardegna e profondo cultore delle tradizioni e della cultura dell’Isola. Sarà lui a guidare il varietà fortemente voluto dal Comune di Luogosanto e dal sindaco Agostino Pirredda, nasce per mettere insieme linguaggi, artisti, comunità e generazioni diverse, mantenendo un rapporto diretto con il pubblico.
“Abbiamo immaginato una grande festa di popolo, capace di unire intrattenimento e spettacolo e nella quale il pubblico non sia soltanto spettatore, ma parte integrante della serata – spiega Giuliano Marongiu –.Luogosanto sarà il cuore pulsante della Sardegna: la Gallura abbraccerà l’Isola intera e la cultura sarda si racconterà attraverso i suoi suoni, i suoi costumi, le sue danze e soprattutto attraverso la sua gente. Vogliamo dare vita a un mosaico di identità, coinvolgendo generazioni diverse e mettendo insieme artisti, tradizioni e comunità”. Non solo diretto artistico, Marongiu sarà anche il filo conduttore dello spettacolo, passando dal talk alla musica, dal racconto delle comunità alle esibizioni. Al suo fianco il corpo di ballo Incantos e alcuni tra i protagonisti più conosciuti e apprezzati dello spettacolo isolano.
Grande spazio sarà riservato alla tradizione. Colori, costumi, danze e suoni arriveranno in Piazza Incoronazione attraverso i gruppi folk e le rappresentanze dei territori. Il coordinamento artistico sarà affidato ad Alessandro Secchi, chiamato a raccordare gruppi, artisti e rappresentanze tradizionali e a scandire i diversi momenti del varietà. Un ruolo particolare sarà affidato proprio alla tradizione gallurese: 17 coppie in abito tradizionale, in rappresentanza delle diverse comunità, renderanno omaggio a Luogosanto e alla sua festa religiosa, portando in Piazza Incoronazione colori e identità dei territori.
Sul palco si alterneranno, tra gli altri, il Gruppo Folk Civitas Mariana di Luogosanto e il Gruppo Folk Olbiese, Roberto Tangianu, Peppino Bande, Lucia Budroni, Andrea Zara e Cecilia Concas, in un susseguirsi di musica, canto e folklore.
Spazio anche alla danza classica, con i giovani allievi della Scuola Civitas Mariana, a completare una formula pensata per intrecciare tradizione e linguaggi diversi dello spettacolo.
STEFANO FRESI, DAL CONSIGLIO COMUNALE ALLA PIAZZA
La festa avrà un significato particolare per Stefano Fresi. Qualche ora prima di salire sul palco come ospite d’onore, alle 19:30, l’attore riceverà infatti la cittadinanza onoraria di Luogosanto durante una seduta speciale del Consiglio comunale convocata con un unico punto all’ordine del giorno. La festa allargherà idealmente i confini della celebrazione: Luogosanto festeggerà il suo nuovo cittadino chiamando intorno a sé la Gallura, la stessa terra alla quale Fresi ha sempre dichiarato di appartenere.
NEL PROGRAMMA DELLA FESTA MANNA
“Luogosanto in festa” è inserita nella 798ª edizione della Festa Manna di Gaddura e inaugura una sequenza di giornate particolarmente importanti per il paese. Il programma avrà uno dei suoi momenti più solenni il 7 settembre con l’apertura della Porta Santa del Santuario di Nostra Signora di Luogosanto, rito che si rinnova ogni sette anni.
La festa del 5 settembre anticiperà dunque di due giorni quel momento straordinario, inserendosi in un calendario nel quale fede, identità, cultura popolare e spettacolo accompagneranno Luogosanto verso le giornate centrali del
STEFANO FRESI DIVENTA CITTADINO ONORARIO DI LUOGOSANTO
IL 5 SETTEMBRE SEDUTA SPECIALE DEL CONSIGLIO COMUNALE
L’attore: “Ho sempre sentito la Gallura come terra madre, Luogosanto come casa”. Dopo la cerimonia la festa in piazza Incoronazione.
Stefano Fresi, attore, tra i volti più noti del cinema italiano, compositore e musicista, diventerà cittadino onorario di Luogosanto. Il prossimo 5 settembre, alle 17, il Consiglio comunale si riunirà in seduta speciale con un unico punto all’ordine del giorno: il conferimento della cittadinanza onoraria all’attore romano, profondamente legato al paese dalle origini della sua famiglia e da un rapporto con la Gallura che ha accompagnato tutta la sua vita. Romano di nascita, Fresi è cresciuto con Luogosanto come seconda casa. Il padre era originario del paese, qui vivevano i nonni e qui l’attore trascorreva da bambino lunghi periodi, soprattutto d’estate, nello stazzo di famiglia. Un’appartenenza mai recisa e più volte raccontata pubblicamente, attraverso i ricordi dell’infanzia, il rapporto con il gallurese, i legami familiari e il ritorno costante nei luoghi delle proprie origini.
FRESI, LUOGOSANTO È CASA. “Ho sempre sentito la Gallura come terra madre, Luogosanto come casa – dichiara un emozionato Stefano Fresi -. In queste terre ho avuto l’imprinting di quello che per me è il senso della famiglia, il senso di appartenenza ad una terra, il senso più profondo della parola comunità”. Il 5 settembre prossimo, Fresi diventerà cittadino di Luogosanto al termine di una seduta del Consiglio comunale che si annuncia sentita e partecipata. “L’idea che io venga chiamato a far parte ‘ufficialmente’ dei cittadini di Luogosanto – commenta Fresi – è per me motivo di orgoglio e gioia infinita. E quanto sarebbero fieri li minnanni, Bacchisi e Pitrina”.
Parole che riportano il riconoscimento alla sua dimensione più intima, quella familiare, ma anche al significato che il Comune ha voluto attribuire alla cittadinanza onoraria: riconoscere un’appartenenza che Fresi ha continuato a custodire e a manifestare nonostante il successo e una carriera che lo ha portato ad affermarsi tra gli attori più apprezzati del panorama italiano.
PIRREDDA, CON FRESI UN LEGAME AUTENTICO. “Con Stefano c’è un legame che dura da quando eravamo ragazzini e le nostre famiglie sono sempre state legate – spiega il sindaco di Luogosanto, Agostino Pirredda -. Ma il riconoscimento che gli conferiamo nasce soprattutto dal suo rapporto con Luogosanto. Stefano non perde occasione per parlare del paese e della Gallura, per ricordare le sue origini, anche attraverso le battute in dialetto. Lui è luogosantese e questa cittadinanza non fa che riconoscere qualcosa che la nostra comunità sente già. Nonostante il successo e la posizione che ha raggiunto, ha mantenuto i valori delle sue origini e un legame autentico con questa terra”.
LUOGOSANTO IN FESTA, STEFANO FRESI OSPITE D’ONORE. Il riconoscimento attribuito a Stefano Fresi avrà anche una dimensione pubblica e corale con ‘Luogosanto in festa – Tradizioni, identità e spettacolo nel cuore della Gallura’, la manifestazione che, conclusa la seduta speciale del Consiglio comunale, animerà piazza Incoronazione e avrà proprio l’attore come ospite d’onore. Promossa dal Comune di Luogosanto in collaborazione con la Pro Loco, la manifestazione avrà la direzione artistica e il coordinamento di Alessandro Secchi, coreografo e direttore del Gruppo Folk Civitas Mariana di Luogosanto. Sarà Secchi a raccordare i diversi momenti e protagonisti di uno spettacolo pensato come un racconto corale dell’identità: dalla musica alla danza, dai costumi tradizionali alle diverse espressioni della cultura popolare sarda. A presentare la serata sarà Giuliano Marongiu che, con il suo stile coinvolgente e il suo consolidato legame con la cultura popolare sarda, guiderà le esibizioni dei gruppi folk e delle coppie in abito tradizionale provenienti da diversi centri dell’Isola, con una significativa rappresentanza della Gallura. Sul palco si alterneranno il corpo di ballo Incantos, protagonista di coreografie ispirate alla tradizione e alla contemporaneità, i suoni antichi delle launeddas di Roberto Tangianu, le melodie dell’organetto e della fisarmonica di Peppino Bande e le voci di Cecilia Concas, Lucia Budroni e Andrea Zara che alterneranno brani della tradizione e canzoni capaci di coinvolgere il pubblico in una vera festa collettiva. Spazio anche alle bambine e ai bambini delle scuole di danza, chiamati a rappresentare simbolicamente il passaggio delle tradizioni da una generazione all’altra. Prima la solennità del Consiglio comunale, poi la piazza. Due momenti diversi legati dallo stesso filo: il rapporto con le proprie radici. Quelle che Stefano Fresi non ha mai smesso di chiamare casa.
VERSO L’APERTURA DELLA PORTA SANTA. La giornata del 5 settembre si inserisce in una cornice particolarmente significativa: la 798ª edizione della Festa Manna di Gaddura e il percorso che condurrà, due giorni dopo, all’apertura della Porta Santa del Santuario di Nostra Signora di Luogosanto. Un evento straordinario, che si rinnova soltanto ogni sette anni e che rappresenta uno dei momenti più solenni e attesi dalla comunità, richiamando nel paese pellegrini e visitatori da tutta la Sardegna. Un contesto particolare nel quale il Comune ha voluto costruire una giornata capace di tenere insieme appartenenza, memoria e cultura popolare. In questa cornice, acquista un significato ancora più forte anche la scelta di conferire proprio quest’anno la cittadinanza onoraria a Stefano Fresi. Il riconoscimento a un uomo che ha continuato a indicare Luogosanto come casa e la Gallura come ‘terra madre’ avviene in un momento in cui la comunità rinnova il rapporto con la propria storia, le proprie tradizioni e il proprio senso di appartenenza.
LA CASA SI CERCA FUORI CITTÀ: IL CASO OLBIA
PREZZI E AFFITTI SPINGONO LA DOMANDA VERSO LOIRI, TELTI E MONTI
La casa si cerca sempre più fuori dalla città. È una tendenza che interessa da tempo le grandi aree urbane italiane e che comincia a delinearsi anche intorno a Olbia, dove prezzi elevati, disponibilità limitata di immobili e difficoltà di accesso agli affitti stanno progressivamente allargando il perimetro della domanda residenziale. Loiri Porto San Paolo, Telti e Monti diventano così alternative per chi continua a lavorare e ad avere nella città il proprio principale punto di riferimento, ma cerca altrove una casa compatibile con le proprie esigenze e capacità di spesa.È quanto emerge dall’analisi dell’Osservatorio dell’agenzia immobiliare Brili-Brilas di Olbia, che ha messo a confronto l’andamento della popolazione residente nei comuni della cintura olbiese con le dinamiche del mercato immobiliare.
NUOVI RESIDENTI OLTRE I CONFINI DI OLBIA
A indicare che qualcosa sta cambiando sono innanzitutto i numeri della popolazione residente. Tra il 2022 e il 2024 Loiri Porto San Paolo è passato da 3.689 a 3.800 abitanti: 111 residenti in più, pari a una crescita del 3,01%. Nello stesso periodo Monti è salito da 2.334 a 2.383 residenti, con un incremento del 2,10%, mentre Telti è passato da 2.231 a 2.248 abitanti, +0,76%. Complessivamente i tre comuni considerati guadagnano 177 abitanti, ma quasi il 63% dell’incremento netto si concentra a Loiri Porto San Paolo.
Un dato ancora più significativo arriva proprio da Loiri: nel 2025 il Comune ha dichiarato di aver accolto 68 nuovi residenti provenienti da Olbia. Un numero che rafforza l’indicazione di una progressiva redistribuzione della popolazione nell’area che gravita intorno alla città.
“Stiamo assistendo a un allargamento del mercato residenziale olbiese – spiega Lino Mura, titolare delle agenzie immobiliari Brili-Brilas –. I confini amministrativi contano sempre meno nelle scelte di chi cerca casa. Si può abitare a Loiri o a Telti e continuare a lavorare a Olbia, utilizzare ogni giorno i servizi della città e mantenere sostanzialmente invariato il proprio centro economico e professionale. È il concetto stesso di periferia che sta cambiando”. Loiri Porto San Paolo rappresenta, in questo senso, il caso più evidente: la vicinanza a Olbia, al porto e all’aeroporto consente di vivere fuori città senza rinunciare alla possibilità di raggiungere facilmente il luogo di lavoro, i servizi e le principali infrastrutture.
OLBIA MOTORE ECONOMICO, UN’OPPORTUNITÀ CONTRO LO SPOPOLAMENTO
Nel caso di Olbia il fenomeno assume caratteristiche particolari perché i comuni della cintura non si pongono necessariamente in alternativa alla città, ma tendono a formare con il centro urbano un sistema sempre più integrato. Si può scegliere di vivere a Loiri Porto San Paolo, Telti o Monti continuando a lavorare a Olbia e mantenendo nella città il proprio principale riferimento economico e professionale.Una dinamica che, secondo l’Osservatorio Brili-Brilas, apre anche una prospettiva più ampia. La capacità attrattiva di un centro economicamente dinamico può produrre effetti positivi anche sui comuni vicini, offrendo nuove opportunità residenziali a territori che possono così intercettare una parte della domanda proveniente dalla città. “Olbia resta il motore economico di quest’area e proprio la sua forza può generare opportunità anche oltre i confini comunali – conclude Lino Mura –. Se vivere a pochi chilometri dalla città consente di continuare a lavorare e a mantenere lo stesso centro di riferimento, la ricerca di una casa fuori Olbia può diventare anche un’opportunità per i comuni vicini. È una dinamica che, nel tempo, potrebbe contribuire a contrastare lo spopolamento dei centri più piccoli, riportando residenti e domanda abitativa in territori che restano strettamente collegati alla città. I numeri che abbiamo analizzato non consentono ancora di parlare di un fenomeno consolidato, ma indicano una direzione che merita di essere osservata”.
PREZZI E AFFITTI SPINGONO LA RICERCA FUORI CITTÀ
Alla base del fenomeno c’è anche il mercato immobiliare. Negli ultimi anni i valori delle abitazioni a Olbia sono cresciuti sensibilmente, mentre all’aumento della domanda si sono aggiunti i maggiori costi di costruzione e, più in generale, quelli legati alla produzione di nuove abitazioni. Per molte famiglie, soprattutto quando il reddito deriva prevalentemente dal lavoro dipendente, la distanza tra capacità di spesa e prezzi richiesti è diventata considerevole. A questo si aggiunge il nodo degli affitti annuali: la disponibilità limitata di abitazioni destinate alla locazione stabile rende più complessa la ricerca di una casa per residenti, lavoratori e famiglie. Una pressione che contribuisce a spostare l’attenzione verso un territorio più ampio rispetto ai soli confini di Olbia. “Acquisto e locazione sono due facce dello stesso problema – osserva Mura –. Quando trovare una casa in città diventa più difficile o il prodotto disponibile non corrisponde alla capacità di spesa e alle esigenze della famiglia, la ricerca si allarga. Non significa necessariamente allontanarsi da Olbia: significa cominciare a considerare come parte dello stesso mercato residenziale anche i comuni che si trovano a pochi chilometri”. A spostarsi verso i comuni vicini è anche la domanda di abitazioni indipendenti e semi-indipendenti, soprattutto da parte di chi cerca metrature maggiori, spazi esterni o una maggiore autonomia abitativa difficili da trovare in città a condizioni compatibili con il proprio budget. A pochi chilometri di distanza aumentano invece le possibilità di trovare immobili capaci di rispondere a queste esigenze.
OLBIA MOTORE DI UN SISTEMA RESIDENZIALE PIÙ AMPIO: I COMUNI CINTURA.
La dinamica osservata in Gallura si inserisce in una tendenza più ampia: dopo anni nei quali vivere nel centro urbano rappresentava quasi automaticamente un vantaggio, una parte della domanda immobiliare attribuisce oggi maggiore valore allo spazio, alla tranquillità, alla disponibilità di aree esterne e a una dimensione urbana meno congestionata. Nel caso di Olbia, però, il fenomeno assume caratteristiche particolari perché i comuni della cintura non si pongono necessariamente in alternativa alla città, matendono a diventare parte di un unico sistema residenziale. “Olbia resta il motore economico di quest’area e proprio la sua forza può produrre effetti sui territori circostanti – conclude Lino Mura –. La crescita dei prezzi, la difficoltà di trovare determinate tipologie di immobili e la pressione sul mercato degli affitti possono portare una quota crescente della domanda a guardare qualche chilometro più in là. I dati demografici non sono ancora sufficienti per parlare di un fenomeno consolidato, ma indicano una direzione che il mercato immobiliare deve cominciare a osservare con attenzione”.
A La Maddalena il jazz del Michael Kanan Quartet
Il 17 agosto l’evento organizzato da Contrapunctum ETS e dalla Sound Music Association con la direzione artistica di Bruno Brozzu. Ad affiancare il celebre pianista statunitense ci sarà il Simone Faedda Trio
LA MADDALENA – Un appuntamento imperdibile per gli amanti del grande jazz acustico si prepara ad animare il cuore dell’isola. Lunedì 17 agosto, alle 21.30, il Palazzo Comunale di La Maddalena ospiterà il concerto del Michael Kanan Quartet, una produzione di altissimo profilo inserita nel calendario ufficiale del Contrapunctum Jazz Festival.
L’iniziativa, firmata dalla direzione artistica di Bruno Brozzu, è organizzata dall’associazione culturale Contrapunctum ETS in collaborazione con la Sound Music Association e si avvale del contributo del Ministero della Cultura e del Comune di La Maddalena.
Sul palco, ad affiancare il celebre pianista statunitense, ci sarà il Simone Faedda Trio, dando vita a un incontro artistico intenso e ricco di suggestioni. Michael Kanan è riconosciuto come uno dei pianisti più eleganti, sensibili e profondi della scena jazzistica internazionale. Nato a Boston ma newyorkese d’adozione dal 1991, Kanan ha costruito una carriera luminosa basata su una devozione assoluta verso la tradizione e su un’incessante ricerca espressiva.
La sua identità musicale affonda le radici nella leggendaria scuola di Lennie Tristano, assimilata attraverso gli insegnamenti dei maestri Harvey Diamond e Sal Mosca. Da questa importante eredità Kanan ha tratto il rigore del pensiero compositivo, la cura maniacale per il fraseggio e la spinta a sviluppare un linguaggio intimamente personale. Il suo stile, pur nutrendosi della linfa vitale dello swing e del bebop, si distingue per una nitidezza melodica disarmante, un’armonia raffinata e un senso del ritmo fluido e naturale.
Nel corso degli anni il pianista americano ha condiviso il palco e lo studio di registrazione con autentici giganti del panorama mondiale, da Lee Konitz a Kurt Rosenwinkel, fino a Mark Turner, Peter Bernstein, Jorge Rossy e Jimmy Scott, oltre a figurare come storico accompagnatore e colonna portante del suono della celebre vocalist Jane Monheit. Capace di coniugare essenzialità, spontaneità ed equilibrio formale, il pianismo di Kanan incarna una delle testimonianze più vive e autentiche del jazz acustico moderno, abile nel proiettarsi verso il futuro senza mai smarrire il legame viscerale con la propria storia. Per maggiori informazioni contattare [email protected].
Oltre le spiagge della Gallura: la scommessa vinta di Aggius e del Silent Sardinia Festival per rilanciare i paesi dell’interno
Teatro gestuale, riciclo e Silent Disco conquistano il “borgo”: l’offerta turistica alternativa dimostra che l’entroterra sardo ha il potere di attrarre e stupire
AGGIUS – Se il modello turistico tradizionale continua a spingere verso la costa, la Gallura interna risponde rivendicando uno spazio d’eccellenza. È questo il messaggio chiaro emerso dalla tappa di Aggius del Silent Sardinia Festival, andata in scena (il 4 agosto) tra le vie di un affollato centro storico.
Inserita nel calendario dei “Martedì nel borgo” promossi dalla Proloco di Aggius, la serata ha registrato un’affluenza importante, confermando la riuscita dell’alleanza tra tutela del territorio, innovazione artistica e intrattenimento sostenibile.
Bambini e adulti si sono immersi nel pieno divertimento pedagogico di “Micro”, il teatro gestuale di Susi Danesin. Senza fare ricorso alla parola, la performance ha ribaltato il punto di vista dell’osservatore guidandolo dentro il microcosmo degli insetti. Attrice, mimo e autrice di straordinaria competenza, Danesin ha interpretato ora la parte di una mosca, ora un’ape, poi la coccinella, il bruco che diventa magicamente bozzolo e quindi farfalla, coinvolgendo grandi e piccoli tra sorrisi e applausi. L’isolamento acustico garantito dalle cuffie wireless ha permesso agli spettatori di percepire ogni sfumatura dei suoni, nel totale silenzio esterno.
L’avvio di serata ha messo al centro le famiglie e il tema dell’educazione ecologica. Nel laboratorio di manualità incentrato sul riciclo dei tessuti, genitori e figli sono stati guidati da Julie Messina e Sonia Marianni nella ricostruzione fantasiosa delle forme della natura, trasformando la materia di scarto in magnifici insetti con cui giocare. Un’occasione imperdibile di apprendimento condiviso.
Aggius ha chiuso il centro al traffico, trasformando le sue strade in un palcoscenico a cielo aperto privo di effetto acustico, nell’ormai celebre formula “a impatto zero”. Dalle 21.30 il richiamo della Silent Disco ha acceso la notte con i consueti bagliori cromatici delle cuffie luminose. Ancora impatto zero per tre frequenze audio che hanno fatto ballare persone di ogni età, in una festa collettiva nel totale rispetto per la quiete del paese.
L’iniziativa ha mostrato sul campo come la proposta culturale possa trasformarsi in un formidabile vettore di attrazione verso l’entroterra, capace di convincere a scoprire una Sardegna autentica, viva e propositiva.
Il prossimo appuntamento con il Silent Sardinia Festival è per il 6 agosto, alle 21.30 in Piazza della libertà a Santa Teresa di Gallura, con la prima nazionale lo spettacolo “BU!” di Susi Danesin, un viaggio poetico inserito nel ciclo Silent Tales – Fiabe Ecologiche, di Susi Danesin, Gaetano Ruocco Guadagno & Marco Gnaccolini, che cerca di indagare la paura del buio. L’evento andrà in replica l’8 agosto sempre a Santa Teresa.
Il festival è organizzato dall’associazione Roerso Mondo ETS e sostenuto da Silene Multiservizi, dal Comune di Santa Teresa Gallura, dalla Regione Sardegna, dalla Fondazione di Sardegna e rientra nel circuito Salude&Trigu della Camera di Commercio di Sassari.
Il Silent Sardinia Festival fa tappa ad Aggius
Il 4 agosto una serata per tutte le età fruibile in cuffia: dal laboratorio di riciclo creativo allo spettacolo teatrale per bambini “Micro” e la Silent Disco Night fino a notte fonda
AGGIUS (SS) – Non solo le grandi mete turistiche della costa. In Sardegna c’è tanto altro e il Silent Sardinia Festival sceglie il cuore della Gallura per la prossima tappa del suo circuito di divertimento a “impatto ambientale zero”. Stavolta si va ad Aggius, dove martedì 4 agosto, dalle 18.30, la via principale diventerà il palcoscenico a cielo aperto di una serata che unisce arte del riciclo, teatro performativo e musica da ballare. L’esperienza immersiva delle cuffie wireless, simbolo del festival, è capace di far convivere divertimento, spettacolarità e rispetto della quiete e del silenzio del paese.
La serata prende il via alle 18.30 con il Creative Recycling Lab per bambini dai tre anni in su, a cura di Julie Messina & Sonia Marianni, un laboratorio creativo dedicato al riciclo e alla manualità per stimolare l’immaginazione dei più piccoli e delle loro famiglie, trasformando i materiali di scarto in bellezza.
Alle 19.30 si darà spazio al teatro con l’atteso spettacolo “Micro – Una Giornata tra gli Insetti”, scritto e interpretato da Susi Danesin. Prodotto da Zebra Ets in associazione con Roerso Mondo per il Silent Sardinia Festival (con il contributo di Fondazione di Sardegna e MIC), il lavoro offre una narrazione visuale che unisce mimo, interazione e visual comedy. Grazie all’ascolto amplificato in cuffia, gli spettatori (da quattro anni in su) saranno guidati in una magica metamorfosi nel mondo in miniatura degli insetti, riscoprendo i suoni della natura contro il caos del mondo moderno. Le musiche originali e la drammaturgia sonora sono coordinate da Michele Moi (direttore artistico del festival) con l’apporto di Fabio Fochesato, Michael Fiorin, Sergio Bolognesi ed Enrico Silvestri. I costumi sono firmati da Sonia Marianni.
Dalle 21.30 fino a tarda notte la strada sarà una pista da ballo con la Silent Disco Night, per tre diversi DJ set a cura di DJ Brush, selezionabili dai partecipanti direttamente con un click sulle proprie cuffie luminose.
L’ingresso all’evento è libero e adatto a tutte le età. È consigliata la prenotazione delle cuffie per garantire la partecipazione agli eventi.
Il legame del festival con Aggius è ormai giunto al quarto anno, ed è sempre più proficuo anche grazie all’attiva collaborazione della Proloco e al sostegno dell’Amministrazione comunale. Roerso Mondo ha coinvolto anche le scuole del paese per educare le nuove generazioni al rispetto dell’ambiente e all’inclusione sociale attraverso laboratori e spettacoli dal vivo coordinati dalla psicologa infantile Julie Messina, coniugando l’arte performativa con la psicologia.
Tutti gli appuntamenti prevedono l’uso di cuffie Wi-Fi distribuite gratuitamente sul posto, ma è cosigliabile la prenotazione attraverso un SMS o un messaggio whatsapp al numero 324/6096565. Per maggiori informazioni consultare i siti ufficiali silentsardiniafestival.it e roersomondo.it o i canali social dell’evento.
Il festival è organizzato dall’associazione Roerso Mondo ETS, e sostenuto da Silene Multiservizi, dal Comune di Santa Teresa Gallura, dalla Regione Sardegna, dalla Fondazione di Sardegna e dalla Camera di Commercio di Sassari.
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Non vedevo l’ora di tornare all’Hotel Romazzino.
Era passato qualche tempo dall’ultima visita e, questa volta, arrivo con qualche minuto di ritardo. Varco l’ingresso e, quasi automaticamente, mi tornano alla mente le parole dell’architetto Giancarlo Busiri Vici, inserite nel mio libro dedicato alla Costa Smeralda:
«Abbiamo consegnato i lavori del Romazzino, compresi tutti i giardini, in soli dodici mesi.»
Una frase che continua a sorprendermi.
Dodici mesi per realizzare non soltanto un albergo, ma uno dei luoghi destinati a diventare parte della storia e dell’immaginario della Costa Smeralda. Un edificio capace di inserirsi nel paesaggio senza aggredirlo, con i suoi muri bianchi, le linee morbide, gli archi, il verde dei giardini e il mare che sembra entrare naturalmente in ogni spazio.
Il Romazzino non è semplicemente un hotel.
È una testimonianza ancora viva di quella stagione irripetibile nella quale architettura, paesaggio e ospitalità furono chiamati a costruire qualcosa che prima non esisteva. Non una destinazione artificiale, ma un nuovo modo di raccontare la Sardegna al mondo.
Entro e vengo accompagnato sulla terrazza.
La vista è di quelle che non hanno bisogno di presentazioni. Il mare si apre davanti agli occhi, il granito sembra trattenere la luce e l’orizzonte restituisce immediatamente quella sensazione di pace che solo alcuni luoghi riescono ancora a offrire.
Saluto i colleghi già presenti e proprio sulla terrazza abbiamo l’occasione di conoscere Danilo Guerrini, direttore del Romazzino.
Ha 55 anni e alle spalle una lunga esperienza maturata negli hotel di lusso. La sua storia personale racconta molto del suo carattere e del modo in cui interpreta il proprio ruolo.
Proviene da una famiglia composta da uomini delle Forze dell’ordine. Un ambiente nel quale parole come disciplina, responsabilità, rispetto delle regole e senso del dovere non erano concetti astratti, ma parte della vita quotidiana.
Danilo, però, aveva scelto il proprio destino quando aveva appena tredici anni.
Voleva diventare direttore d’albergo.
Non si trattava del sogno confuso di un adolescente. Era già una direzione precisa, una di quelle convinzioni che, quando nascono così presto, sembrano accompagnare una persona per tutta la vita. Quella scelta è diventata prima un percorso professionale e poi una carriera costruita attraverso esperienze nelle strutture di alta gamma.
Il Romazzino rappresenta per lui una tappa particolarmente significativa: è la sua prima esperienza alla guida di un hotel sul mare.
Dirigere una struttura di questo livello non significa soltanto occuparsi delle camere, della ristorazione o dell’organizzazione del personale. Significa coordinare una macchina complessa nella quale ogni reparto deve muoversi con precisione, mantenendo però agli occhi dell’ospite una sensazione assoluta di naturalezza.
È proprio parlando di disciplina e organizzazione che Guerrini ci racconta una curiosità.
Secondo quanto ci spiega, il sistema degli ordini impartiti dallo chef alla brigata di cucina sarebbe stato introdotto da Napoleone Bonaparte, attraverso un modello organizzativo fondato su ruoli precisi, gerarchie definite, comandi chiari e capacità di esecuzione coordinata.
Il parallelismo è affascinante.
Una grande cucina, in effetti, non è molto diversa da una perfetta organizzazione sul campo. Ogni persona deve sapere esattamente cosa fare, in quale momento e in relazione al lavoro degli altri. Non c’è spazio per l’improvvisazione, perché basta un solo ingranaggio fuori tempo per compromettere il risultato finale.
Ma disciplina non significa necessariamente rigidità.
Nel racconto di Guerrini emerge piuttosto l’idea della responsabilità. Chi guida deve conoscere la propria squadra, deve saperne valorizzare le qualità e, soprattutto, deve assumersi il peso delle decisioni.
Osservandolo parlare si coglie immediatamente il profilo di un direttore presente, attento, cordiale ma mai invadente. Uno di quei professionisti che non hanno bisogno di occupare continuamente la scena per far percepire la propria autorevolezza.
In fondo, la qualità di un direttore si misura anche da ciò che l’ospite non vede.
Dalla puntualità del servizio.
Dalla serenità del personale.
Dalla capacità di prevenire un problema prima ancora che si presenti.
Dalla sensazione che ogni cosa accada con assoluta semplicità, anche quando dietro quella semplicità esistono ore di lavoro, coordinamento e attenzione quasi spasmodica ai dettagli.
Dopo questo primo incontro lasciamo la terrazza e ci dirigiamo verso il ristorante sulla spiaggia Entu e Mari.
È lì che la serata cambia definitivamente ritmo.
Il Romazzino ospita, dal 15 luglio al 14 agosto, la residenza gastronomica di DaV Costa Smeralda Da Vittorio, il format casual dining della famiglia Cerea. Per un mese il ristorante sulla spiaggia viene affidato a una delle realtà più prestigiose della ristorazione italiana, in un contesto nel quale il mare, la sabbia chiara e la brezza serale diventano parte integrante dell’esperienza.
Ad accoglierci è Francesca Formaggioni, Communication Manager del Romazzino.
L’atmosfera è già quella giusta. Il mare è davanti a noi, la luce del giorno sta lasciando spazio alla sera e la luna appare esattamente di fronte al ristorante.
Francesca guarda il cielo, sorride e pronuncia una frase capace di sciogliere immediatamente ogni formalità:
«Stasera siamo stati bravi anche a posizionare la Luna proprio davanti a noi.»
La battuta suscita il sorriso di tutti.
E, a dire il vero, osservando quella scena, viene quasi da crederle.
La luna sembra davvero essere stata collocata lì appositamente, come l’ultimo elemento di una scenografia preparata per accompagnare la cena.
Ma Francesca non si limita a comunicare l’immagine dell’hotel.
Il suo lavoro racconta una visione molto più profonda.
Gira la Sardegna in lungo e in largo alla ricerca delle antiche maestranze, degli artigiani, dei produttori e delle persone che continuano a custodire i saperi tradizionali dell’isola. Ogni settimana porta alcune di queste realtà all’interno del Romazzino, permettendo agli ospiti di entrare in contatto con la Sardegna più autentica.
Non la Sardegna costruita per essere esibita.
Ma quella vera.
Quella fatta di mani, materiali, gesti tramandati, lavorazioni antiche e storie familiari.
È un lavoro che assume un significato ancora più importante se si guarda al passato della Costa Smeralda.
La volontà del Principe Karim Aga Khan non era semplicemente quella di creare una destinazione frequentata dal jet set internazionale. La sua visione era più complessa e più rispettosa: portare la Sardegna dentro la Costa Smeralda.
Fare in modo che chi arrivava da ogni parte del mondo non incontrasse soltanto un mare straordinario, ma anche l’identità, la cultura, l’artigianato e la storia dell’isola.
A distanza di oltre sessant’anni, quella visione continua a vivere proprio attraverso iniziative come quelle curate da Francesca Formaggioni.
Ed è forse questo uno degli aspetti più affascinanti della serata.
Il Romazzino non si limita a custodire il proprio passato. Cerca di reinterpretarlo, mantenendo vivo quel dialogo tra ospitalità internazionale e identità sarda che era alla base del progetto originario.
Poi arriva il momento della cena.
La proposta gastronomica di DaV è affidata alla direzione dello chef Davide Galbiati, responsabile dello sviluppo gastronomico dei ristoranti del format. Il menu è costruito prevalentemente attorno alla cucina di mare, da sempre uno dei tratti distintivi di Da Vittorio, e combina l’eccellenza delle materie prime con una dimensione più conviviale e condivisa.
La cucina dialoga con il paesaggio.
E non è una frase di circostanza.
Mangiare a pochi passi dal mare, con la brezza che attraversa il ristorante e la luna davanti agli occhi, modifica realmente la percezione dei sapori. Il luogo non è soltanto lo sfondo della cena: diventa una componente del piatto.
La filosofia è quella di interpretare la tradizione gastronomica sarda con sensibilità contemporanea, rispettando la stagionalità e selezionando ingredienti capaci di stabilire un legame diretto con il territorio. Accanto a questa attenzione per la Sardegna trovano spazio i grandi classici della famiglia Cerea.
Tra questi il celebre Pacchero alla Vittorio, lo Spaghetto di tonno e l’Elefantino, definito il fratello minore della storica cotoletta a orecchia d’elefante.
Piatti che portano con sé una storia, un’identità e una riconoscibilità immediata.
La cucina di Da Vittorio colpisce per la capacità di essere raffinata senza diventare distante. La tecnica è evidente, ma non viene mai esibita come un esercizio di stile. Il piatto rimane comprensibile, piacevole, generoso.
C’è eleganza, ma c’è anche gioia.
C’è ricerca, ma non viene sacrificato il gusto.
C’è precisione, ma rimane intatto quello spirito conviviale che la famiglia Cerea considera uno dei valori fondamentali della propria proposta.
E poi c’è il servizio.
Un servizio di prim’ordine.
Presente, puntuale, attento, ma mai invadente. I tempi sono calibrati, i movimenti della sala appaiono quasi coreografici e ogni dettaglio viene seguito con una cura che non lascia spazio all’approssimazione.
L’accoglienza è superlativa.
Non quella formalità fredda che talvolta si incontra negli ambienti di lusso, ma un’attenzione capace di far sentire l’ospite riconosciuto e seguito.
È in questi particolari che si coglie il livello reale di una struttura.
Non soltanto nella bellezza degli ambienti o nella qualità di ciò che arriva in tavola, ma nella capacità di costruire un’esperienza coerente dall’inizio alla fine.
DaV Costa Smeralda nasce dalla collaborazione tra la famiglia Cerea, Belmond e Smeralda Holding. Non si tratta di un incontro occasionale, ma dello sviluppo di una relazione già avviata nel 2021 con DaV Mare allo Splendido Mare di Portofino. Il progetto approda oggi in Sardegna con l’obiettivo dichiarato di unire ospitalità, qualità e valorizzazione del territorio.
Il Romazzino, però, non è soltanto un albergo affidato alla gestione Belmond.
Rimane saldamente nell’alveo della proprietà di Smeralda Holding, la società indirettamente controllata da Qatar Investment Authority e guidata dall’amministratore delegato Mario Ferraro. Il patrimonio della società comprende i quattro hotel simbolo della destinazione — Cala di Volpe, Romazzino, Pitrizza e Cervo — oltre alla Marina di Porto Cervo, al Cantiere navale, al Pevero Golf Club, a negozi, uffici, appartamenti, bar, ristoranti e a circa 2.300 ettari di terreni sulla costa. (Smeralda Holding)
Ed è proprio nella strategia portata avanti da Ferraro che il pop-up di Da Vittorio trova una collocazione precisa.
Non si tratta di aggiungere semplicemente un altro nome prestigioso alla stagione estiva, ma di diversificare l’offerta della Costa Smeralda, trasformandola progressivamente in una destinazione capace di proporre esperienze differenti, pur mantenendo intatta la propria identità.
Negli ultimi anni Ferraro ha lavorato su più direttrici: la riqualificazione degli alberghi, l’ingresso di operatori internazionali di altissimo profilo, il potenziamento della ristorazione, l’apertura a nuovi segmenti di clientela e la costruzione di una destinazione meno dipendente da una sola formula di lusso.
Il Cala di Volpe è stato profondamente rinnovato e ripensato come una vera destinazione nella destinazione. Il Romazzino è entrato nella collezione Belmond, mentre il percorso di trasformazione del Pitrizza punta ad associarlo al marchio Cheval Blanc. L’obiettivo strategico appare evidente: legare la Costa Smeralda ai nomi più esclusivi dell’ospitalità internazionale, ampliandone contemporaneamente la capacità distributiva, la notorietà e il posizionamento sui mercati mondiali.
I numeri raccontano una parte importante di questo percorso.
Nel 2022 Smeralda Holding aveva raggiunto un fatturato di 120 milioni di euro, superando i 106 milioni registrati nel 2019. Nel 2024 il fatturato è salito a 168,1 milioni di euro, con una crescita del 12,5 per cento rispetto all’anno precedente e un EBITDA adjusted di 50,6 milioni di euro. Nello stesso anno il gruppo ha dichiarato 1.471 dipendenti, 544 fornitori sardi coinvolti e 44,2 milioni di euro di approvvigionamenti effettuati nell’isola.
Anche il dato sulle prenotazioni confermate per il 2026 offre una misura del risultato raggiunto. Alla fine del 2025 Ferraro aveva indicato un incremento del 40 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un segnale che conferma come la strategia di innalzamento e diversificazione dell’offerta abbia rafforzato l’attrattività internazionale della destinazione.
La ristorazione è diventata uno dei pilastri di questo nuovo corso.
Il pop-up di Da Vittorio non è dunque un’operazione isolata, ma un tassello di un progetto più ampio che punta ad affiancare all’ospitalità alberghiera una pluralità di esperienze gastronomiche riconoscibili, affidate a marchi e professionisti capaci di attrarre pubblici differenti.
È una scelta che appare strategicamente azzeccata.
Il lusso contemporaneo, infatti, non si identifica più soltanto con la camera, la spiaggia o il servizio. È cucina, benessere, cultura, intrattenimento, autenticità e capacità di costruire esperienze che possano diventare parte del viaggio.
È proprio questa strategia complessiva a rendere la residenza gastronomica di Da Vittorio al Romazzino qualcosa di più di un semplice pop-up estivo.
Da una parte c’è una delle famiglie simbolo dell’alta cucina italiana.
Dall’altra un hotel che appartiene alla storia stessa della Costa Smeralda.
Alle spalle c’è una proprietà che, sotto la guida di Mario Ferraro, ha scelto di investire sulla trasformazione, sulla diversificazione e sull’ingresso di grandi marchi internazionali.
In mezzo, la Sardegna.
Non utilizzata soltanto come cornice spettacolare, ma chiamata a entrare nel racconto attraverso i suoi ingredienti, le sue tradizioni, le sue maestranze e la sua cultura.
Durante la serata penso più volte alle parole ascoltate all’arrivo.
Ai dodici mesi impiegati per consegnare il Romazzino con tutti i suoi giardini.
Alla determinazione di Danilo Guerrini, che a tredici anni aveva già scelto il proprio futuro.
Alla disciplina delle brigate, alle gerarchie della cucina e al curioso richiamo all’organizzazione napoleonica.
Al lavoro di Francesca Formaggioni, che attraversa l’isola alla ricerca delle persone capaci di rappresentarne l’anima più profonda.
Alla strategia di Mario Ferraro, che sta cercando di accompagnare la Costa Smeralda verso una nuova fase della sua storia senza disperderne l’identità.
E poi torno con lo sguardo alla luna.
Quella luna che, almeno per una sera, sembra davvero essere stata sistemata nel punto esatto.
Quando lascio il Romazzino porto con me una certezza.
Il vero lusso non è soltanto ciò che si vede.
Non è una terrazza sul mare.
Non è una camera elegante.
Non è neppure un piatto perfettamente eseguito.
Il vero lusso è la somma di tante attenzioni invisibili.
È la capacità di un direttore di guidare senza imporsi.
È il lavoro di una squadra che si muove con precisione.
È una Communication Manager che cerca l’autenticità dell’isola e la porta dentro un hotel frequentato dal mondo.
È una brigata che trasforma materie prime eccellenti in un’esperienza capace di restare nella memoria.
È una proprietà che investe, rinnova e diversifica l’offerta senza dimenticare la storia dei luoghi che amministra.
È il rispetto per il passato, senza trasformarlo in una reliquia.
Quella al Romazzino non è stata soltanto una cena.
È stata la dimostrazione che l’ospitalità, quando incontra la cultura, la cucina e l’identità di un territorio, può ancora diventare racconto.
E che, in certi luoghi, qualcuno riesce davvero a farci credere di avere posizionato la luna proprio davanti a noi.
GALÀ DELLA SARDEGNA: NELLA PIAZZA PRINCIPE KARIM AGA KHAN IV DI PORTO CERVO SUONI, BALLI E CANTI DALL’ISOLA.
Lunedì 27 luglio ore 22, presenta Giuliano Marongiu
SUPER OSPITE MOSES CONCAS
Porto Cervo, 24 luglio 2026 – Torna un classico della kermesse smeraldina organizzata dal Consorzio Costa Smeralda: il Galà della Sardegna, interamente dedicato alle musiche di matrice popolare, in scena lunedì 27 luglio alle ore 22, in Piazza Principe Karim Aga Khan IV a Porto Cervo.
Quest’anno il concertone dedicato ai suoni, ai canti e ai balli dell’Isola sarà presentato dal celebre conduttore e showman Giuliano Marongiu e articolato in due parti: nella prima si alterneranno quattro formazioni, tra le più interessanti del panorama folclorico regionale, dando un saggio delle loro straordinarie capacità di tramandare un bagaglio di tradizioni dal valore inestimabile; nella seconda parte, un autorevole interprete della musica contemporanea di ispirazione popolare, riadattata in chiave sperimentale, sarà protagonista sul palco di Porto Cervo con alcuni brani simbolo del suo repertorio.
Ad aprire lo spettacolo sarà il Tenore “Su Cunsonu Santu Juanne” di Thiesi, quartetto vocale tra i più apprezzati nell’Isola e spesso portabandiera del canto a tenore nella Penisola e all’estero.
A seguire i virtuosismi strumentali degli “Organeddas” di Giampaolo Piredda e Mauro Spiga, due autentici campioni che fondono in un duo spettacolare le peculiarità dell’organetto e delle launeddas. Inoltre, l’estro degli Organeddas metterà in luce le eccezionali capacità di Mauro Spiga di cimentarsi anche in altri strumenti a fiato come trunfa e sulittu, e di Giampaolo Piredda all’organetto che riesce a rielaborare tutte le melodie della tradizione creando un caleidoscopio di note e colori dal fascino ancestrale.
Ancora voci suggestive con il coro maschile “Sos Astores” di Golfo Aranci, uno dei migliori ensemble oggi in attività ripercorrerà un vastissimo repertorio di melodie immortali arrangiate per un gruppo polifonico di soli uomini; una performance che fa vibrare le corde dell’anima grazie alla direzione magistrale di un musicista poliedrico come Giuseppe Orrù.
Nella magica cornice della piazzetta di Porto Cervo non potevano mancare i balli tipici che saranno proposti dagli eredi di una tradizione tramandata da decenni: per la prima volta sul palco della Costa Smeralda si esibirà il gruppo Minifolk della Pro Loco di Aggius, curato da Laura Bianco e accompagnato all’organetto da Giovanni Lepori, un giovanissimo talento di 17 anni già proiettato verso un’importante carriera. Un gruppo di giovanissimi appassionati del folclore e della cultura popolare
che portano avanti un lavoro fondamentale per la salvaguardia di un’espressione artistica straordinaria e amata dalle persone di ogni classe sociale, in grado di unire in un sentire comune turisti e appassionati di qualunque provenienza.
Dopo gli interventi dedicati alla tradizione, spazio alla seconda parte con un ospite straordinario che catturerà l’attenzione di sardi e turisti: sarà il virtuoso Moses Concas, già Premio Costa Smeralda, conosciuto in tutto il mondo per aver partecipato in America e in Spagna a World’s Got Talent con i migliori talenti internazionali. Concas delizierà la platea con le sue magie che lo hanno fatto conoscere anche nel mondo del cinema firmando la colonna sonora del film campione di incassi “La vita va così” di Roberto Milani.
Posti a sedere ad ingresso libero e gratuito.
Santa Teresa Gallura, tutti in cuffia: arriva il Silent Sardinia Festival
Il 27 luglio la serata inaugurale al Porto turistico con laboratori di riciclo creativo, attività di benessere, spettacoli, teatro, Disco night tutto rigorosamente in cuffia
SANTA TERESA GALLURA. La parola d’ordine è “basso impatto ambientale”. La controparola “tanto divertimento”. Il target, il pubblico di ogni età. Il Silent Sardinia Festival torna più vivo che mai nell’estate gallurese, con un’ottava edizione rigorosamente in cuffia per vivere esperienze artistiche e musicali di forte impatto pur preservando la quiete e il silenzio dei luoghi. L’inaugurazione è in programma il 27 luglio alle 21, a Santa Teresa di Gallura, sotto il cielo stellato del Porto turistico in Piazza Vignamarina, con un’intensa serata per coinvolgere grandi e piccoli.
I visitatori potranno scegliere diverse esperienze simultanee. Dalle attività di benessere fisico e movimento consapevole del “Concerto di Corpi” guidato da Laura Basile di Setuhara Yoga e Isabella Medetti (con incursioni musicali dal vivo), ai laboratori di riciclo creativo a cura di Julie Messina e Marina Tucci, pensati per insegnare ai bambini dai tre anni in su a trasformare i materiali di scarto in bellezza, e a riflettere sulla tutela del mare. La serata si chiuderà con le frequenze della Silent Disco Night, dove il pubblico potrà scatenarsi a ritmo di musica scegliendo tra le selezioni dei DJ Carlitos e Antonio Sotgiu.
L’iniziativa ideata dall’associazione Roerso Mondo ETS e diretta da Michele Moi, è sostenuta da Silene Multiservizi, dal Comune di Santa Teresa Gallura, dalla Regione Sardegna, dalla Fondazione di Sardegna e dalla Camera di Commercio di Sassari, e giunge come il naturale compimento di un percorso rivolto alla comunità.
Durante l’anno scolastico, Roerso Mondo ETS ha infatti coinvolto oltre duemila studenti delle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie dei territori di Santa Teresa Gallura, Arzachena, Aglientu, Telti e Aggius, per educare le nuove generazioni al rispetto dell’ambiente e all’inclusione sociale attraverso laboratori e spettacoli dal vivo coordinati dalla psicologa infantile Julie Messina, coniugando l’arte performativa con la psicologia.
Nel corso dell’estate, la manifestazione vedrà impegnati numerosi artisti multidisciplinari molto noti. Tra questi Micol Picchioni “Arpa Rock”, la musicista che ha rivoluzionato il mondo dell’arpa inserendola nel mondo rock, pop e nei festival più importanti; il maestro dell’ambient music Perry Frank; la scrittrice e attrice Susi Danesin; i danzatori Silvia Pinna e Danilo Bruschetti.
ALTRI APPUNTAMENTI.
La programmazione estiva prosegue con un ricco calendario che toccherà diverse location della Gallura. Il 1° agosto in Piazza Vittorio Emanuele si terrà lo spettacolo “A Swing Tale” con la danzatrice Silvia Pinna e Danilo Bruschetti, seguito dalla Silent Disco. Il 3 agosto la suggestiva cornice naturale di Capo Testa ospiterà un Silent Concert con l’arpa rock di Micol. Si proseguirà il 6 agosto in Piazza Libertà con la prima nazionale dello spettacolo ecologico per ragazzi “BU” di Susi Danesin, per poi tornare al Porto Turistico l’8 agosto con il gran finale.
Tutti gli appuntamenti prevedono l’uso di cuffie Wi-Fi distribuite gratuitamente sul posto, l’utilizzo è gratuito ma è consigliata la prenotazione poiché i posti sono limitati. Per aderire è sufficiente inviare un SMS o un messaggio WhatsApp al numero 324/6096565 specificando nome, cognome, numero di posti da riservare, data e turno dello spettacolo, presentandosi al punto di accredito con quindici minuti di anticipo, muniti di un documento di riconoscimento in corso di validità. Per maggiori informazioni consultare i siti ufficiali silentsardiniafestival.it e roersomondo.it o i canali social dell’evento.