Carraro: la scommessa vinta di un evento che ha allungato la stagione

Da intuizione coraggiosa a appuntamento ormai centrale: nel suo intervento, Franco Carraro, presidente di Smeralda Holding, ha ripercorso la crescita dell’iniziativa nata nel 2008 e il suo impatto sul territorio. Un passaggio che, nelle sue parole, racconta bene come turismo e produzioni locali possano crescere insieme.

Una visione nata quando il territorio era ancora fermo

Nel suo saluto, Franco Carraro ha voluto anzitutto ringraziare istituzioni, espositori e organizzatori, ricordando il valore di un progetto nato anni fa quasi come una scommessa. Un pensiero particolare è andato a Franco Mulas, indicato come il promotore dell’iniziativa avviata nel 2008 con un obiettivo chiaro: prolungare il più possibile la stagione turistica.

Carraro ha sottolineato come, agli inizi, il contesto fosse molto diverso da quello di oggi. Ha ricordato che ancora nel 2015 questa manifestazione rappresentava quasi un’eccezione, in un periodo in cui gran parte delle attività commerciali era chiusa e il territorio appariva ancora lontano dal pieno fermento della stagione.

Da evento isolato a realtà consolidata

Oggi, secondo Carraro, quello scenario è cambiato in maniera netta. L’iniziativa è diventata una presenza stabile e riconoscibile, inserita in una stagione che non parte più tardi ma che, al contrario, è già viva e pienamente avviata. Nelle sue parole, il traguardo indicato anni fa dall’amministrazione comunale è stato raggiunto fino in fondo: «l’obiettivo di allungare la stagione è stato conquistato completamente».

Da qui anche il ringraziamento rivolto a chi ha creduto nel progetto fin dal principio e a quanti si sono aggiunti negli anni successivi, contribuendo a trasformarlo in una realtà solida. Carraro ha definito questo percorso come la prova concreta di una crescita importante, costruita con continuità e visione.

Turismo e agricoltura, un legame che rafforza la Sardegna

Uno dei passaggi centrali dell’intervento ha riguardato il rapporto tra turismo e produzioni locali. Carraro ha spiegato che il turismo non si limita ad accogliere visitatori, ma ha anche il compito di far conoscere l’identità autentica del territorio. In questo senso, vini, formaggi e specialità sarde diventano parte essenziale dell’esperienza di chi arriva sull’isola.

Il messaggio è stato chiaro: conoscere davvero la Sardegna significa entrare in contatto con ciò che produce, con i suoi sapori e con il lavoro che c’è dietro quelle eccellenze. «Promuovere il territorio significa anche valorizzare la sua agricoltura», è il senso del passaggio più forte del suo intervento, che ha legato l’evento non solo al richiamo turistico, ma anche alla promozione concreta delle qualità locali.

Il ricordo dell’Aga Khan e l’orgoglio per un’eredità che continua

Nel finale, Carraro ha rivolto un pensiero anche alla figura dell’Aga Khan, ricordandone la visione e il ruolo determinante nella nascita e nello sviluppo di un luogo che, a distanza di decenni, continua a rappresentare un punto di riferimento internazionale. Un passaggio sentito, che ha collegato il presente a una storia lunga e ambiziosa.

Il presidente di Smeralda Holding ha poi concluso con un ringraziamento a Mario Ferraro e a tutte le persone che ogni giorno lavorano per mantenere alto il valore e il prestigio di questa destinazione. Un finale segnato da un sentimento preciso: l’orgoglio per un territorio che continua a crescere senza perdere la propria identità.




Porto Cervo Wine & Food Festival 2026, Franco Mulas: “La Sardegna ha un potenziale enorme e il mercato americano sta crescendo oltre le attese”

redazione online

Il Porto Cervo Wine & Food Festival continua a rafforzare il suo ruolo di vetrina d’eccellenza per la Sardegna e per le sue produzioni. Nell’edizione 2026, tra crescita internazionale, nuovi collegamenti aerei e segnali incoraggianti dal turismo, emerge una visione chiara: fare sistema per valorizzare il territorio tutto l’anno.

Il Porto Cervo Wine & Food Festival si conferma anche nel 2026 come uno degli appuntamenti più significativi per la promozione dell’enogastronomia sarda e delle sue eccellenze. A raccontarne il percorso e le prospettive è Franco Mulas, esponente della direzione dell’Hotel Marriott, che ripercorre la storia di un evento nato nel 2008 e cresciuto nel tempo fino a diventare un punto di riferimento sempre più ampio, capace di richiamare operatori e produttori ben oltre i confini dell’isola.

Secondo Mulas, il successo della manifestazione affonda le radici soprattutto nella fiducia degli espositori, che hanno creduto nel progetto sin dall’inizio e hanno continuato a sostenerlo negli anni. “La verità è che il merito è soltanto degli espositori che ci credono e continuano a crederci”, sottolinea, riconoscendo come il festival sia riuscito a consolidarsi grazie a una partecipazione costante e convinta.

Uno degli aspetti più evidenti dell’evoluzione della manifestazione è la sua apertura sempre più marcata verso una dimensione internazionale. Pur mantenendo un forte legame con la Sardegna, il festival presenta oggi una composizione equilibrata tra realtà isolane e presenze provenienti dalla penisola, con alcune partecipazioni anche dall’estero. “Il 50 per cento sono isolani, il 50 per cento invece arriva dalla penisola e c’è anche qualche espositore internazionale”, spiega Mulas, evidenziando come il Wine & Food Festival sia ormai una vetrina capace di parlare a pubblici diversi.

Ma la missione dell’evento, a suo giudizio, va oltre il semplice obiettivo di allungare la stagione turistica. L’idea originaria era soprattutto quella di offrire visibilità a produzioni e produttori che, da soli, avrebbero avuto meno occasioni per emergere. “L’intento non era soltanto quello di allungare la stagione: l’intento era quello di essere ambasciatori del nostro territorio e dare visibilità a chi non aveva visibilità”, afferma. È questa, probabilmente, la chiave che ha permesso al festival di costruire nel tempo una sua identità precisa.

Guardando all’evoluzione del comparto enogastronomico isolano, Mulas parla di una crescita evidente, sostenuta anche da altre iniziative nate nel solco del festival, capaci di portare le etichette e i prodotti sardi in contesti internazionali prestigiosi. Dalle manifestazioni organizzate in città come Londra e New York, fino alle esperienze negli Stati Uniti, il lavoro di promozione ha contribuito a far conoscere sempre di più il valore della produzione sarda all’estero.

Il riscontro, racconta, è stato molto positivo. “Incredibile”, lo definisce senza esitazioni, riferendosi sia ai vini sia agli altri prodotti simbolo dell’isola. Non solo bottiglie, dunque, ma anche formaggi, miele e altre specialità che hanno saputo conquistare attenzione e apprezzamento. Un segnale importante, che conferma come la Sardegna possa giocare un ruolo sempre più centrale nel mercato del gusto di alta qualità.

Tra i fattori che stanno incidendo maggiormente sulla stagione 2026 c’è anche il nuovo collegamento diretto tra New York e Olbia, considerato da Mulas un passaggio di grande valore per tutto il territorio. “Avere un volo diretto da New York a Olbia era impensabile fino a qualche tempo fa”, osserva, mettendo in evidenza l’importanza strategica di una tratta che apre nuove opportunità non solo per la Costa Smeralda ma per l’intera Sardegna. Il dato che più colpisce riguarda però la risposta del mercato: “Il coefficiente di riempimento è incredibilmente alto e lo vediamo anche nelle prenotazioni che arrivano nei nostri alberghi”.

Il mercato americano, infatti, starebbe mostrando risultati superiori alle aspettative, con un numero di richieste e prenotazioni che lascia intravedere una stagione molto positiva. Pur nel quadro internazionale segnato da tensioni e incertezze, Mulas guarda con fiducia ai prossimi mesi e parla di prospettive incoraggianti per la Sardegna e per le strutture ricettive del territorio. “Avremo un’ottima stagione”, dice, pur ricordando la necessità di continuare a lavorare con determinazione.

Ed è proprio il lavoro condiviso il punto su cui insiste maggiormente in chiusura. Per crescere ancora, spiega, non basta il solo impegno delle istituzioni: serve una vera alleanza tra enti pubblici, imprese, operatori e privati. “Gli stakeholder devono essere tutti insieme: istituzioni, imprenditori, privati, tutti quanti devono lavorare insieme”, afferma. La convinzione di fondo è netta: “La Sardegna ha un potenziale inesploso”.

Il messaggio che arriva dal Porto Cervo Wine & Food Festival 2026 è quindi chiaro: la promozione del territorio passa dalla qualità, dalla capacità di fare rete e da una visione che sappia unire turismo, ospitalità e produzioni identitarie. E se il festival continua a crescere, è anche perché riesce ancora a raccontare la Sardegna nel modo più efficace: mettendo al centro ciò che rende quest’isola unica.




Porto Cervo punta su eventi, lusso e benessere: la stagione si allunga e guarda ai dodici mesi

Alla 15ª edizione del Porto Cervo Wine & Food Festival, il CEO di Smeralda Holding Mario Ferraro ha tracciato il bilancio di una destinazione che cambia volto. Non più soltanto mare e alberghi di fascia alta, ma un sistema turistico che punta su esperienze, grandi eventi, wellness e collegamenti internazionali.


Una stagione sempre più lunga

Porto Cervo si presenta a questa nuova stagione con un obiettivo chiaro: consolidare una crescita che negli ultimi anni ha cambiato il ritmo turistico della destinazione. Se in passato l’avvio dell’estate coincideva quasi con la fine di maggio, oggi lo scenario è molto diverso. La stagione, ha spiegato Mario Ferraro, parte ormai all’inizio di aprile e arriva fino alla fine di ottobre.

“Quindici anni fa questa manifestazione era stata pensata per inaugurare la stagione. Oggi, invece, a metà maggio siamo già in una fase avanzata, perché la destinazione è cresciuta molto”, ha osservato il manager, sottolineando come il territorio abbia progressivamente superato la logica della vacanza breve e concentrata in poche settimane.

Non solo spiagge: la nuova identità della destinazione

Il messaggio è netto: la Costa Smeralda non vuole più essere identificata soltanto con il turismo balneare. Accanto al mare, restano centrali i contenuti, le esperienze e un’offerta sempre più ampia, pensata per un pubblico internazionale con interessi diversi.

Enogastronomia, cultura, spettacoli, salute e benessere sono i pilastri di questo percorso. “Non basta avere il mare, gli alberghi belli e il paesaggio. Bisogna evolversi e costruire un’offerta capace di rispondere a esigenze sempre più varie”, ha spiegato Ferraro, indicando la direzione intrapresa dal gruppo.

Il calendario degli eventi tra festival, concerti e wellness

Il programma annunciato per la stagione è ricco e distribuito lungo diversi mesi. Dopo l’apertura con il premio letterario Costa Smeralda e il Wine & Food Festival, il calendario prevede appuntamenti musicali di grande richiamo e una lunga serie di iniziative fino all’autunno.

Tra gli eventi di punta figurano i concerti annunciati per agosto, con Robbie Williams il 9 agosto al Romazzino e Katy Perry il 12 agosto al Cala di Volpe, indicato come uno degli appuntamenti centrali dell’estate. Grande attenzione anche al nuovo Longevity Festival, pensato per animare Porto Cervo per tutto settembre con incontri e attività dedicati alla longevità, alla salute e al benessere.

Investimenti negli hotel e nuovi ristoranti

Smeralda Holding continua intanto il proprio piano di investimenti sulle strutture ricettive e sui servizi. Quest’anno si completa la seconda fase della ristrutturazione del Romazzino e del Pitrizza, con nuove camere e un ulteriore innalzamento degli standard dell’offerta.

Nel dettaglio, il Romazzino aggiunge 36 nuove camere, mentre il Pitrizza ne inaugura 24. Sul fronte della ristorazione, a Porto Cervo sono attese tre nuove aperture: Langosteria, il Beefbar all’Hotel Cervo e il concept African Queen, già noto sulla Costa Azzurra.

Accanto al segmento luxury, cresce anche l’attenzione per le famiglie e per lo sport. Tra le novità annunciate ci sono una nuova piscina nel Kids Club del Cala di Volpe e l’ampliamento del centro sportivo con l’aggiunta di due campi da padel. L’idea è quella di rendere la destinazione più completa e competitiva, anno dopo anno.

Prenotazioni in crescita e segnali forti dai mercati esteri

Le previsioni per la stagione vengono definite molto incoraggianti. Nonostante le iniziali preoccupazioni legate allo scenario internazionale e alla guerra in Medio Oriente, i dati raccolti dal gruppo raccontano un andamento positivo.

Ferraro ha parlato di un aumento delle prenotazioni compreso tra il 10 e il 15% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente per tutte le strutture del gruppo. Un incremento sostenuto anche dalla domanda proveniente dagli Stati Uniti e dal Medio Oriente, mercati che in questa fase stanno mostrando un interesse crescente per il nord Sardegna.

Da tre a sette mesi, con l’idea di arrivare a tutto l’anno

Uno dei temi centrali dell’intervento è stato quello della destagionalizzazione. Ferraro ha ricordato come, fino a pochi anni fa, alcune strutture simbolo della Costa Smeralda aprissero a metà giugno per chiudere a metà settembre. Oggi, invece, la finestra operativa si è allargata fino a coprire circa sette mesi.

“Quando sono arrivato qui, nel 2014, c’erano alberghi che lavoravano appena tre mesi. Oggi abbiamo costruito una stagione di sette mesi e ci sono tutte le condizioni per crescere ancora”, ha detto. L’obiettivo, ormai dichiarato, è avvicinarsi progressivamente a una destinazione viva per dodici mesi l’anno.

A sostenere questa prospettiva non c’è soltanto il lavoro di Smeralda Holding, ma anche l’arrivo di nuovi investitori, la trasformazione di altri alberghi in strutture di fascia alta e l’evoluzione complessiva del sistema turistico del territorio.

La sfida è superare il modello del solo mare

Il cambiamento, nelle parole del CEO, passa anche da una revisione dell’immagine stessa della Sardegna. Per anni il territorio è stato percepito quasi esclusivamente come meta balneare. Oggi, invece, l’ambizione è quella di proporsi come una destinazione completa, capace di unire vacanza, gusto, sport, cultura e benessere.

“Non più solo spiaggia. Oggi contano le esperienze gastronomiche, il wellness, il benessere e tutto ciò che rende il soggiorno più ricco”, ha ribadito Ferraro. Una trasformazione che, secondo il manager, richiede anche una collaborazione costante con il territorio e con le istituzioni.

Il lavoro con il territorio e la visione comune

Su questo fronte, Ferraro ha parlato di un rapporto stretto con il Comune di Arzachena e con la pubblica amministrazione, descritto come fondamentale per sostenere la crescita della destinazione.

L’idea condivisa è quella di promuovere Arzachena e la Costa Smeralda non come un semplice prodotto di mare, ma come un sistema turistico integrato, capace di valorizzare le tante esperienze offerte anche oltre il litorale. Una strategia che, nelle intenzioni, rafforza la competitività internazionale dell’intera area.

Il volo New York-Olbia e l’effetto sul turismo del nord Sardegna

Tra gli elementi considerati più promettenti per il futuro c’è il rafforzamento dei collegamenti aerei internazionali. Ferraro ha definito particolarmente significativo l’avvio della tratta New York-Olbia, considerata un passaggio importante per l’apertura verso il mercato americano.

Secondo quanto riferito dal CEO, la business class sui voli sarebbe già esaurita fino alla fine di settembre, mentre anche l’economy viaggerebbe rapidamente verso il tutto esaurito. Le stime parlano di una percentuale di riempimento superiore al 90%, con circa 2.500 viaggiatori americani a settimana diretti nel nord dell’isola.

“Questo è solo l’inizio”, ha detto Ferraro, ricordando che dopo l’apertura ai collegamenti con Dubai l’arrivo della rotta con New York rappresenta un ulteriore passo in avanti. L’aspettativa è che nei prossimi anni il calendario dei voli su Olbia continui a crescere in modo deciso.

Una Costa Smeralda che vuole restare centrale tutto l’anno

Il quadro che emerge è quello di una destinazione in piena trasformazione, sempre più orientata a un turismo di qualità distribuito su più mesi, con servizi ampliati, grandi eventi e una forte vocazione internazionale.

Per Smeralda Holding, la sfida non è più soltanto riempire gli hotel d’estate, ma rendere Porto Cervo un luogo vissuto più a lungo, capace di attrarre visitatori in periodi diversi dell’anno e di alimentare un indotto stabile per tutto il territorio. Una visione ambiziosa, che mette insieme lusso, infrastrutture, intrattenimento e benessere, con un obiettivo ormai dichiarato: fare della Costa Smeralda una destinazione sempre meno stagionale e sempre più globale.




Daniela Ferolla madrina del Porto Cervo Wine & Food Festival 2026

La giornalista e conduttrice televisiva inaugurerà venerdì 8 maggio alle 14:30
la 15esima edizione dell’evento dedicato alle eccellenze
vitivinicole ed enogastronomiche sarde e nazionali

Sarà Daniela Ferolla la madrina del Porto Cervo Wine & Food Festival 2026. Giornalista e conduttrice televisiva, tra i volti più eleganti e autorevoli della televisione italiana, inaugurerà ufficialmente la 15esima edizione della manifestazione, venerdì 8 maggio, alle 14:30 al Cervo Conference Center di Porto Cervo, con il tradizionale taglio del nastro.
Il Festival, in programma dal 7 al 10 maggio 2026, rappresenta uno degli appuntamenti più glamour dedicati al mondo del vino e del food nel Mediterraneo.
Organizzato dall’Hotel Cala di Volpe e dal Cervo Hotel, il Porto Cervo Wine & Food Festival si conferma anche quest’anno come una piattaforma di incontro tra aziende, buyer nazionali e internazionali, stampa specializzata e appassionati del settore.

LA MADRINA. Dopo una prima fase nel mondo della moda, Daniela Ferolla ha intrapreso un percorso televisivo solido, affermandosi sulle reti Rai con programmi dedicati a informazione, territorio, intrattenimento e lifestyle. Il suo stile sobrio ed elegante, unito a una narrazione attenta e misurata, la rende una figura credibile e distintiva nel racconto dell’eccellenza italiana. Attualmente è uno dei principali volti del day time di Rai1, alla guida con successo di UnoMattina, il buongiorno degli italiani. 

LE DATE DEL FESTIVAL. La manifestazione si articolerà in quattro giornate. Giovedì 7 e venerdì 8 maggio saranno riservati agli operatori del settore, ai buyer e alla stampa specializzata, mentre sabato 9 a domenica 10 maggio gli spazi espositivi saranno aperti al pubblico.
La Costa Smeralda continua così a rafforzare il proprio ruolo di ambasciatrice delle eccellenze enogastronomiche della Sardegna, della Penisola e del panorama internazionale. Il Porto Cervo Wine & Food Festival rappresenta infatti una vetrina di respiro globale, capace di offrire visibilità e opportunità di networking agli espositori, anche attraverso il circuito deli hotel, ristoranti e bar più esclusivi della destinazione.

IL CALENDARIO.
Giovedì 7 maggio
15:00 – 18:00 | Degustazioni riservate agli operatori del settore al Cervo Conference Center
Dalle 18:30 | Eventi “Fuori Fiera” aperti al pubblico al Nuna al Sole, nella Piazzetta di Porto Cervo
Venerdì 8 maggio
10:00 – 12:00 | PCWFF Spirits Challenge al Matsuhisa at Cala di Volpe
14:30 | Taglio del nastro al Cervo Conference Center
15:00 – 18:00 | Degustazioni riservate agli operatori del settore
Dalle 18:30 | Eventi “Fuori Fiera” aperti al pubblico al Nuna al Sole
Sabato 9 maggio
15:00 – 18:00 | Degustazioni aperte al pubblico al Cervo Conference Center
Dalle 18:30 | Eventi “Fuori Fiera” aperti al pubblico al Nuna al Sole
Domenica 10 maggio
15:00 – 18:00 | Degustazioni aperte al pubblico al Cervo Conference Center
Dalle 18:30 | Eventi “Fuori Fiera” aperti al pubblico al Nuna al Sole

I PREMI. Tra i momenti più attesi va annoverata la consegna dei PCWFF Award, che includono riconoscimenti dedicati ai vini, a seguito di degustazione alla cieca, agli spirits e alle personalità che si sono distinte nel panorama enogastronomico.

FUORI FIERA. Anche per il 2026 tornano gli appuntamenti “Fuori Fiera”, format che negli ultimi anni ha riscosso grande successo e che accompagnerà il Festival con una serie di eventi glamour aperti al pubblico.
Dal 7 al 10 maggio, a partire dalle 18:30, il Nuna al Sole nella Piazzetta di Porto Cervo ospiterà brand esclusivi, dj set, cocktail d’autore e momenti di intrattenimento in un’atmosfera esclusiva e coinvolgente.
Ad aprire il calendario, giovedì 7 maggio, sarà l’evento Fuori Fiera creato in collaborazione con Pernod Ricard. Il dj della serata sarà Andrea Satta, dj e producer emergente dal sound energico e contemporaneo, capace di fondere influenze tech house e groove elettronici.
Venerdì 8 maggio, il secondo evento Fuori Fiera sarà firmato da Bonaventura Maschio. La dj protagonista sarà Asia Nardi, musicista apprezzata per la sua sensibilità artistica e per una ricerca sonora che attraversa repertori classici e contemporanei.
Sabato 9 maggio, lo sponsor del terzo evento Fuori Fiera sarà Martini. Il dj della serata sarà Arianna Triassi, giovane dj italiana già protagonista nei principali club europei, da Positano a Mykonos.
Gran finale domenica 10 maggio, con l’evento Fuori Fiera organizzato in collaborazione con Astoria. Dj della serata Helena Bujor, artista contemporanea che sviluppa la propria ricerca tra pittura, installazione e sperimentazione visiva.
I “Fuori Fiera” rappresentano il lato più dinamico e mondano del Porto Cervo Wine & Food Festival: un’occasione per vivere la Costa Smeralda tra musica, brindisi e convivialità, in una serie di appuntamenti gratuiti aperti al pubblico.




9° Rally Costa Smeralda Storico – Trofeo Martini: lunedì prossimo la presentazione

Mentre cresce l’attesa per la duplice sfida continentale e tricolore, lunedì 20 aprile il rally storico organizzato dall’Automobile Club Sassari sarà presentato ad autorità, media e sponsor all’Hotel Cala di Volpe
A poche ore dalla chiusura le iscrizioni sono vicine ai 150 equipaggi

Porto Cervo, 16 aprile. 2026 – Scorre veloce il conto alla rovescia verso la nona edizione del Rally Costa Smeralda Storico – Trofeo Martini e un ulteriore tassello sta per prendere posto nel mosaico della gara: lunedì 20 aprile, proprio all’inizio della settimana clou per la manifestazione organizzata dall’Automobile Club Sassari, si terrà la conferenza di presentazione ad autorità, media e sponsor, evento che sarà ospitato nell’esclusiva e prestigiosa ambientazione dell’Hotel Cala di Volpe a Porto Cervo, con inizio alle ore 11.
Tra i relatori già confermati, oltre al presidente di ACI Sassari Giulio Pes di San Vittorio, vi saranno il due volte campione del mondo rally, Tiziano Siviero, unitamente ai rappresentanti di Regione Autonoma della Sardegna, dei Comuni di Arzachena e Olbia insieme ai colleghi Sindaci di tutti i territori attraversati dal rally, oltre ai partners commerciali che supportano da sempre il progetto Rally Costa Smeralda Storico, figure alle quali il Presidente rivolge fin d’ora un sentito ringraziamento.
Con le iscrizioni aperte ancora per poche ore, chiuderanno infatti alle 24 di venerdì 17 aprile, rally storico, classico e rally di regolarità sono in pieno fermento e i numeri raggiunti al momento tracciano il percorso per un’edizione dove agonismo e spettacolo di certo non mancheranno. Uno degli stimoli per i tanti estimatori delle prove speciali del Costa Smeralda, sarà il confronto con Jari Matti Latvala, campione europeo auto storiche in carica e tre volte vice campione nel WRC; il pilota finlandese ha già perfezionato l’iscrizione e sarà al volante della Toyota Celica ST185, facendo da traino a un nutrito lotto di piloti stranieri già presenti nell’elenco provvisorio degli iscritti.
Oltre alla validità per il Campionato Europeo Rally Storici per le vetture costruite fino al 1992 compreso, il 9° Rally Costa Smeralda Storico – Trofeo Martini sarà anche il secondo atto del Campionato Italiano Rally Auto Storiche e Auto Classiche; ospiterà inoltre i contendenti del Trofeo A112 Abarth Yokohama e i partecipanti al Memory Fornaca. Di rilievo è anche l’importanza del Rally Storico di Regolarità che darà il via all’edizione 2026 del Tricolore per le due categorie “media 50” e “media 60”.

Documenti e aggiornamenti al sito web www.rallycostasmeraldastorico.it




Premio Costa Smeralda 2026: vincono Niccolò Ammaniti e Adriana Cavarero. Premi anche a Javier Cercas, Emilio Isgrò e all’ammiraglio Giuseppe Lai.

Di Fausto Farinelli – foto: Emanuele Perrone

Al Conference Center di Porto Cervo la cerimonia pubblica del Premio promosso dal Consorzio Costa Smeralda. Cultura, letteratura, identità mediterranea e Sardegna al centro della settima edizione.

Porto Cervo, 18 aprile 2026 – Sono stati annunciati al Conference Center di Porto Cervo i vincitori del Premio Costa Smeralda 2026, promosso dal Consorzio Costa Smeralda, presieduto da Renzo Persico, con il patrocinio del Comune di Arzachena.

Il Premio Narrativa è stato assegnato a Niccolò Ammaniti con Il custode, edito da Einaudi.
Il Premio Saggistica è andato ad Adriana Cavarero con Il canto delle sirene, edito da Castelvecchi.

Durante la cerimonia, condotta dalla giornalista Roberta Floris, sono stati assegnati anche tre riconoscimenti speciali: il Premio Internazionale allo scrittore spagnolo Javier Cercas, il Premio Cultura del Mediterraneo a Emilio Isgrò e il Premio Speciale all’Ammiraglio Giuseppe Lai, già comandante dell’Amerigo Vespucci.

Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri, Mario Ferraro, vicepresidente del Consorzio Costa Smeralda e amministratore delegato di Smeralda Holding, Roberto Ragnedda, sindaco di Arzachena, e Stefano Salis, direttore artistico del Premio. La giuria era composta da Lina Bolzoni, Marcello Fois, Elena Loewenthal e Chiara Valerio.


Una stagione che si apre con la cultura

Nel suo intervento iniziale, Mario Ferraro ha ricordato il senso originario del Premio Costa Smeralda: creare contenuti culturali capaci di rafforzare l’offerta turistica e contribuire all’allungamento della stagione.

Ferraro ha sottolineato come, in sette anni, la data del Premio sia stata progressivamente anticipata, passando da maggio ad aprile, fino ad arrivare all’edizione del 2026, celebrata il 18 aprile. Un segnale, secondo il vicepresidente del Consorzio, della crescita della destinazione.

«Quando sono arrivato qui nel 2015, il 15 giugno metà dei negozi di Porto Cervo erano ancora chiusi. Oggi, il 16 aprile, l’80% dei negozi è già aperto, due dei quattro alberghi più importanti sono già aperti e, entro la fine del mese, l’intera destinazione sarà a pieno regime».

Ferraro ha parlato di una stagione passata da due mesi e mezzo a circa sette mesi, con ricadute economiche significative sul territorio.

Il sindaco di Arzachena, Roberto Ragnedda, ha rimarcato il valore identitario dell’evento:

«Arzachena e Costa Smeralda sono anche un momento culturale, identitario, un crocevia di arte, cultura e letteratura che apre la stagione estiva».


Premio Narrativa a Niccolò Ammaniti con Il custode

Il vincitore della sezione Narrativa è Niccolò Ammaniti con Il custode, pubblicato da Einaudi.

Il romanzo racconta la storia di Nilo, un ragazzino che vive in un paese della Sicilia insieme alla madre e alla zia. La sua famiglia ha da secoli un compito: custodire un segreto antico e terribile, legato alla figura mitologica di Medusa.

La motivazione della giuria definisce Il custode un romanzo che si inserisce nella grande linea del fantastico italiano, da Anna Maria Ortese a Tommaso Landolfi, da Bontempelli a Calvino, fino a Fruttero e Lucentini. Secondo la giuria, Ammaniti riesce ancora una volta a tenere insieme mito e contemporaneità, portando il lettore in un mondo più vasto del visibile.

«Il Premio Costa Smeralda 2026 per la narrativa italiana va a Niccolò Ammaniti, uno scrittore fantastico, in tutte le accezioni che l’aggettivo italiano ci consente».

Sul palco, Ammaniti ha raccontato il rapporto quasi inevitabile con i protagonisti adolescenti:

«Io ci provo a non raccontare gli adolescenti, ma sono gli adolescenti che vogliono essere raccontati da me. Ogni volta dico: questo è l’ultimo. E invece ci casco di nuovo».

Parlando del romanzo, ha spiegato la difficoltà di raccontarlo senza svelarne il segreto centrale:

«Dietro una porta chiusa, in un bagno, c’è un mostro. Nilo e la sua famiglia sono custodi da millenni di questo segreto. È un po’ come accade in certe famiglie, dove esistono storie che sono solo tue, che difficilmente racconti agli altri e che ti vengono tramandate».

Il cuore del libro, secondo Ammaniti, è il conflitto tra destino familiare e desiderio di libertà:

«Nilo incontra una donna libera, che sembra rappresentare l’immagine stessa della libertà. Lui perde la testa e si ritrova diviso tra l’odore della libertà che lei gli offre e i doveri familiari».

Lo scrittore ha poi riflettuto sul valore del segreto nella società contemporanea:

«Il segreto è diventato molto difficile da gestire, perché tendiamo a condividere tutto. Ma la lettura è ancora un piccolo segreto che il lettore condivide con lo scrittore».

Ammaniti ha spiegato anche la scelta dell’ambientazione siciliana, Triscina, luogo conosciuto durante le riprese della serie Anna:

«Quando sono arrivato a Triscina ho capito che quella era la storia che volevo raccontare in quel posto. I luoghi, per me, fanno sì che un’immagine diventi reale».


Gli altri finalisti della Narrativa

Paola Barbato con Un cuore capovolto

Tra i finalisti della sezione Narrativa anche Paola Barbato con Un cuore capovolto. L’autrice ha portato sul palco una riflessione intensa sul mondo dei poliziotti informatici infiltrati in rete.

Barbato ha spiegato di essere stata colpita dalla figura degli agenti che, per indagare sui predatori online, si fingono adolescenti:

«Sono uomini e donne che fingono di avere dodici o tredici anni, costruiscono relazioni, parlano con ragazzi e ragazze, creano confidenza. Poi, terminata l’indagine, spariscono».

Secondo l’autrice, questa sparizione lascia ferite profonde:

«Per i ragazzi la rete è come la vita. Un amico che scompare in rete è un amico che scompare davvero».

Il romanzo ruota intorno alla domanda morale sul confine tra bene e male:

«Se per fare del bene devi percorrere una strada di male, alla fine non puoi guardare soltanto l’obiettivo. Conta anche la strada».

Barbato ha poi difeso la forza narrativa del thriller:

«Il thriller è una scatola. Ha dei limiti, ma dentro quella scatola puoi mettere tutto: famiglia, amore, denuncia sociale, politica, religione. Raccontiamo la vita attraverso il male e attraverso la deviazione della mente».


Dario Ferrari con L’idiota di famiglia

Il terzo finalista della Narrativa era Dario Ferrari con L’idiota di famiglia, pubblicato da Sellerio.

Ferrari ha raccontato il romanzo come un corpo a corpo familiare tra Igor, traduttore quarantenne, e il padre, figura intellettuale ingombrante, chiamato in casa “Herr Professor”.

«Igor ha vissuto mettendosi consapevolmente all’ombra del padre, cercando la sua approvazione. Ma quando chiedi l’approvazione di un padre, spesso ricevi un giudizio o una condanna».

Il rapporto cambia quando il padre viene colpito da una malattia degenerativa:

«Igor è costretto a occuparsi del padre non più attraverso la parola, che tra loro non ha mai funzionato, ma attraverso un percorso di cura».

Ferrari ha spiegato di aver scelto un tono ironico per raccontare una materia dolorosa:

«Raccontare con ironia non toglie nulla alla tragedia. Anzi, può esaltare altri aspetti che chi vive certe situazioni conosce bene».

Il romanzo diventa anche una riflessione sulla fine del Novecento e sulla generazione dei millennial:

«La mia generazione ha spesso la sensazione di vivere in un mondo dato una volta per tutte, su cui non si riesce più a intervenire. Però forse qualcosa del mondo possiamo ancora cambiarlo».


Premio Saggistica ad Adriana Cavarero con Il canto delle sirene

Il Premio Saggistica è stato assegnato ad Adriana Cavarero per Il canto delle sirene, pubblicato da Castelvecchi.

La motivazione della giuria parte da una domanda solo apparentemente semplice: per chi cantano le sirene?

La tradizione risponderebbe: per Ulisse. Ma Cavarero rovescia la prospettiva e mette al centro non l’eroe che ascolta, ma le sirene che cantano.

Secondo la giuria, il saggio offre una lettura originale e suggestiva del mito:

«In queste pagine sia l’eroe Ulisse sia le misteriose tentatrici ci appaiono in una prospettiva tutta nuova. Ci dicono che in fondo questa storia appartiene anche a noi, donne e uomini del presente».

Sul palco, Cavarero ha spiegato di essere tornata al mito delle sirene perché si tratta di uno dei racconti più longevi della cultura occidentale:

«Il mito delle sirene è stato riraccontato mille volte, passando attraverso la storia della letteratura fino ad arrivare ad Andersen, Hollywood e Disney».

La filosofa ha chiarito il senso del suo rovesciamento:

«Il mito ha al centro Odisseo. Il viaggio è il suo viaggio, è lui l’eroe. Io ho provato a cambiare la trama, a mettere al centro non il piacere dell’ascoltatore, ma il piacere delle cantatrici».

Il punto di svolta nasce da alcuni versi di T.S. Eliot:

«Ho sentito le sirene cantare l’una all’altra, non credo che canteranno per me. Questa frase mi ha colpita moltissimo. Allora le sirene non cantavano per Ulisse: cantavano l’una all’altra».

Cavarero ha poi dedicato un passaggio alla Sardegna:

«Credo che su queste coste, se le sirene dovessero cantare, verrebbero qua».

Dopo la vittoria, ha ringraziato con parole poetiche:

«Vorrei cantare per voi. Vorrei che fossimo tutte e tutti a cantare e che il piacere delle sirene tornasse in noi in una voce che diventa armonia. Questa è utopia, ma la bellezza aiuta a sognare l’armonia».


Gli altri finalisti della Saggistica

Edoardo Camurri con La vita che brucia

Tra i finalisti della Saggistica, Edoardo Camurri ha presentato La vita che brucia, un libro costruito come una cerimonia filosofica intorno al tema della sofferenza.

«Il libro è una cerimonia, un rituale. È un libro filosofico sulla sofferenza, ma la sofferenza non è vista come un argomento: è ciò che accomuna ogni essere vivente».

Camurri ha spiegato che il libro si apre all’alba di un giorno e si conclude all’alba del giorno dopo. In questo arco temporale, la sofferenza diventa una maestra da ascoltare.

«Le prime settanta pagine sono mortali, volutamente death metal. Servono a non lasciarci vie di fuga, a impedirci di non ascoltare il messaggio della sofferenza».

Alla domanda su come tenere acceso il fuoco interiore, Camurri ha risposto:

«Il segreto è non fare nulla. Creare uno spazio tra noi e le cose. Imparare la disciplina della non identificazione con la nostra presunta identità».


Andrea Moro con Lucrezio e il pipistrello dagli occhi azzurri

Andrea Moro, con Lucrezio e il pipistrello dagli occhi azzurri, ha portato sul palco una riflessione tra linguaggio, neuroscienze, filosofia e biologia.

Sul rapporto tra linguaggio e voce ha spiegato:

«Il linguaggio è come un fiocco di neve che ci cresce in testa. È la struttura della nostra grammatica. La voce è il modo in cui queste strutture passano da un individuo all’altro».

Moro ha raccontato di aver riletto Lucrezio durante il Covid:

«Mi sono fatto due regali: la lettura di tutta la Divina Commedia, un canto al giorno, e poi Lucrezio».

Secondo Moro, Lucrezio aveva già intuito alcuni principi fondamentali della modernità: la struttura della materia, il valore delle combinazioni, l’emergere di proprietà nuove dall’organizzazione degli elementi.

«Lucrezio capisce che elementi minimi possono generare significato attraverso la sola permutazione dell’ordine. La struttura è ciò che conta nella realtà».

Il pipistrello dagli occhi azzurri diventa così immagine della singolarità del linguaggio umano:

«Il linguaggio, come le ali dei pipistrelli, o c’è o non c’è. Non esistono persone con un po’ meno linguaggio».


Premio Internazionale a Javier Cercas

Il Premio Internazionale è stato assegnato allo scrittore spagnolo Javier Cercas, dopo le precedenti vittorie di autori come Orhan Pamuk, Emmanuel Carrère, Alicia Giménez-Bartlett e Björn Larsson.

La motivazione della giuria sottolinea la capacità di Cercas di esplorare identità, memoria collettiva, dilemmi etici e confini tra realtà e finzione.

«La verità della letteratura, nel complesso dell’opera di Cercas, non compete con la verità fattuale: è qualcosa di più, allo stesso tempo più forte ma anche in qualche modo indimostrabile».

Cercas, sul palco, ha spiegato il suo rapporto con la scrittura:

«Per me la letteratura è prima di tutto un piacere, come il sesso, ma è anche una forma di conoscenza, come il sesso. Scrivo per sapere. Scrivo su ciò che non so».

Per lo scrittore, al centro di ogni libro c’è una domanda:

«Il libro non è esattamente una risposta. È qualcosa che dà forma alla domanda, la rende ancora più complessa».

Cercas ha rivendicato la libertà dello scrittore:

«Uno scrittore deve scrivere con assoluta libertà. Bisogna arrivare in un posto che nemmeno tu conoscevi prima di cominciare a scrivere».

Sul ruolo pubblico dello scrittore ha aggiunto:

«Lo scrittore è uno scrittore, ma è anche un cittadino. La prima responsabilità è partecipare alla vita pubblica. Politica viene da polis, città. La città è di tutti».

Raccontando Il sovrano delle ombre, Cercas ha parlato della propria famiglia franchista e della necessità di confrontarsi con il passato:

«Parlo del passato non per il passato in sé, ma perché fa parte del presente. Il passato è una dimensione del presente senza la quale il presente è mutilato».

Infine, ha ricordato il viaggio con Papa Francesco in Mongolia, esperienza diventata materia narrativa:

«È stata un’esperienza straordinaria, un privilegio incredibile. Per la prima volta il Vaticano ha aperto le porte a uno scrittore, e quello scrittore ero io».

Il libro nasce anche da una domanda personale legata alla madre credente:

«Mia madre vedrà mio padre dopo la morte, sì o no? È la domanda più elementare e più profonda».


Premio Cultura del Mediterraneo a Emilio Isgrò

Il Premio Cultura del Mediterraneo è stato assegnato a Emilio Isgrò, maestro dell’arte contemporanea internazionale, poeta, scrittore e artista visivo.

La motivazione della giuria richiama il senso profondo della sua opera:

«Cancellare è un atto apparentemente distruttivo. Emilio Isgrò, al contrario, gli ha restituito un senso nuovo: cancellare è creare».

Il lavoro di Isgrò, soprattutto quello sulle carte geografiche, viene letto come una riflessione sul Mediterraneo, luogo di attraversamenti, dialoghi, civiltà e lingue.

«Il Mediterraneo del Maestro Isgrò è un oceano di civiltà, di storie che si intrecciano, di lingue che si parlano, che non cancella nessuno e valorizza tutti».

Sul palco, Isgrò ha spiegato il senso della cancellatura:

«Quando feci le prime cancellature vivevo in una società visiva che aveva praticamente soppresso la parola umana. Tutto si doveva vedere. Questo evitava la riflessione».

L’artista ha collegato il suo lavoro al Mediterraneo:

«Io sono nato nel Mediterraneo. Penso che noi italiani, spagnoli, francesi, e chi vive in questa parte del mondo, abbiamo il diritto non solo di consumare cultura, ma soprattutto di produrla».

Per Isgrò, la cancellatura non distrugge, ma custodisce:

«La cancellatura custodisce la parola per i tempi in cui dovremo tornare a parlare. E quei tempi si stanno avvicinando».

Alla domanda su quale parola oggi non dovrebbe essere cancellata, ha risposto:

«Sceglierei la parola pace. Perché non c’è pace senza rispetto degli altri e non c’è arte senza pace».


Premio Speciale all’Ammiraglio Giuseppe Lai

Il Premio Speciale è stato assegnato all’Ammiraglio Giuseppe Lai, già comandante dell’Amerigo Vespucci, la nave scuola della Marina Militare Italiana.

La motivazione della giuria celebra il viaggio intorno al mondo della Vespucci e il ruolo di Lai come rappresentante dell’Italia e della Sardegna:

«Al comando della Amerigo Vespucci, la nave più bella del mondo, ha portato in giro l’orgoglio italiano in una navigazione intorno al mondo che ha toccato tutti i mari, tutti i continenti, tutti i cuori».

La giuria ha sottolineato anche il legame con l’isola:

«Dalla sua Sardegna ha portato la saggezza dello stare insieme, le capacità di leadership, le qualità di tempra, calma, lo spirito di squadra».

Lai ha definito il comando della Vespucci «l’esperienza della vita»:

«Fare l’ufficiale di Marina era il mio sogno da bambino. Il mare mi ha sempre affascinato e intimorito. Lo vedevo come un limite e si è rivelato invece un’opportunità».

Uno dei momenti più intensi del viaggio è stato il passaggio a Capo Horn:

«Capo Horn è stato una sfida nella sfida. È un luogo a cui bisogna dare del lei, anzi del voi con tutte le maiuscole».

L’ammiraglio ha poi spiegato il vero insegnamento della Vespucci:

«Sul Vespucci si impara a vivere insieme agli altri. Si impara il significato di parole come altruismo e spirito di squadra».

Infine, sulla dote principale di un comandante, Lai ha indicato l’umiltà:

«Un comandante deve avere l’umiltà di saper ascoltare, pazienza strategica e senso di responsabilità».


Il premio materiale: pietre della Sardegna

A simbolo dell’attribuzione del Premio Costa Smeralda, oltre a un premio in denaro, i vincitori hanno ricevuto un’opera esclusiva dello scultore Giuseppe Sanna.

Anche per l’edizione 2026 lo scultore ha realizzato un premio unico per ciascuna categoria, utilizzando pietre locali come simbolo della connessione tra il Premio e il territorio della Sardegna. Le pietre rappresentano solidità, resistenza e bellezza senza tempo della cultura e della natura dell’isola.


Organizzazione e partner

L’evento è realizzato con il patrocinio del Comune di Arzachena. Partner e sponsor principale della manifestazione è Smeralda Holding, società italiana indirettamente controllata da Qatar Investment Authority, che nel 2012 ha acquistato proprietà immobiliari e terreni in Costa Smeralda.

L’organizzazione operativa, l’allestimento scenografico e la produzione dell’evento di premiazione sono affidati a Filmmaster, che ha inoltre realizzato il logo, l’immagine grafica coordinata e il concept del premio materiale.


La cultura come apertura della stagione

La settima edizione del Premio Costa Smeralda conferma la volontà di aprire la stagione turistica della Costa Smeralda attraverso la cultura, i libri, il pensiero e il dialogo.

Dalla narrativa fantastica di Ammaniti alla rilettura filosofica del mito proposta da Cavarero, dalla memoria storica di Cercas alla parola custodita di Isgrò, fino al viaggio della Vespucci comandata dall’ammiraglio Lai, il Premio ha messo al centro un’idea precisa: la Sardegna non è soltanto destinazione turistica, ma anche spazio di produzione culturale, identità mediterranea e racconto contemporaneo.




Costa Smeralda®, la stagione riparte, torna la magia.

La Costa Smeralda® rialza il sipario e si prepara a vivere una nuova stagione fatta di ospitalità, cultura, grandi eventi e vela internazionale.
Tra riaperture simboliche, appuntamenti già in calendario e il ritorno del fermento in Piazzetta, Porto Cervo torna a mostrarsi nel suo volto più elegante e vitale.

C’è un momento, ogni primavera, in cui la Costa Smeralda® ricomincia a respirare con un ritmo tutto suo. Le terrazze tornano a riempirsi, le luci si riaccendono sul porto, i ristoranti riprendono servizio e Porto Cervo ritrova quella sua atmosfera unica, sospesa tra bellezza naturale e stile senza tempo. Nel 2026 la ripartenza ha anche un forte valore simbolico: si rinnova infatti il racconto di una destinazione nata dalla visione del principe Karim Aga Khan, che qui immaginò un modello di turismo raffinato, costruito in armonia con il paesaggio.

Il primo segnale della nuova stagione è arrivato con la riapertura del Cervo Hotel, il primo tra gli alberghi simbolo della Costa Smeralda® a riaccendere le luci e a dare il via alla ripartenza.

Subito dopo, il 16 aprile, è tornato ad accogliere gli ospiti anche l’Hotel Cala di Volpe, uno dei luoghi più iconici della costa. Non è solo un albergo di lusso: è un simbolo vero e proprio, una firma architettonica che ha segnato l’identità del territorio. Progettato negli anni Sessanta da Jacques Couëlle, il Cala di Volpe conserva ancora oggi il fascino di un’opera scolpita nella pietra e nel vento, affacciata su una delle baie più suggestive della Gallura. La sua riapertura rafforza ulteriormente l’avvio della stagione 2026 in Costa Smeralda.

A pochi giorni di distanza, il 18 aprile, Porto Cervo si vestirà invece di cultura con il Premio Costa Smeralda® 2026. La cerimonia è in programma al Conference Center alle 17.30 e rappresenta uno dei primi grandi appuntamenti del calendario primaverile. Non soltanto un premio letterario, ma un evento che porta nella località gallurese scrittori, ospiti e protagonisti del mondo della cultura, aggiungendo contenuto e prestigio a una stagione che non vive soltanto di mondanità, ma anche di incontri e idee.

Poi sarà il momento di uno degli eventi più attesi dagli appassionati del gusto: dal 7 al 10 maggio torna il Porto Cervo Wine & Food Festival, giunto alla 15ª edizione. Le prime due giornate saranno dedicate agli operatori del settore, mentre il weekend aprirà anche al pubblico. È una rassegna che negli anni ha saputo crescere senza perdere il suo carattere distintivo: unire l’eccellenza del vino e della gastronomia in una cornice capace di trasformare ogni assaggio in esperienza. E accanto agli appuntamenti ufficiali, si conferma centrale anche il clima del fuori festival, quello che porta la festa fuori dagli spazi espositivi e la diffonde tra locali, incontri e serate nel cuore di Porto Cervo.

Intanto il paese torna lentamente a riempirsi. La Piazzetta riprende voce, le tavole vengono apparecchiate, gli spazi della ristorazione stagionale si rimettono in moto e anche l’area della Promenade du Port si prepara ad accogliere nuovamente visitatori, boutique, design e gusto, in uno dei luoghi più riconoscibili del lifestyle di Porto Cervo. È quella fase dell’anno in cui la Costa Smeralda® si risveglia senza fretta, ma con la certezza di ritrovare presto il suo passo elegante.

E insieme all’ospitalità, torna naturalmente anche il mare. La stagione delle regate è pronta a riaccendere il legame profondo tra Porto Cervo e la vela internazionale. Il primo appuntamento già fissato è il Cape 31 Med Round 1, in programma dal 24 al 26 aprile. A seguire arriveranno Vela & Golf dal 15 al 17 maggio, la Grand Soleil Cup dal 21 al 23 maggio, la Giorgio Armani Superyacht Regatta dal 26 al 30 maggio e la Range Rover Sardinia Cup dal 31 maggio al 7 giugno. Un calendario che conferma quanto la Costa Smeralda continui a essere uno dei punti di riferimento del Mediterraneo anche sul fronte sportivo e nautico.

La sensazione, insomma, è che la magia sia davvero tornata. Non tutta in un colpo, ma passo dopo passo: con la riapertura dei suoi luoghi simbolo, con la cultura che inaugura la primavera, con il vino che porta incontro e racconto, con le regate che ridanno movimento al mare e con Porto Cervo che torna a essere quel palcoscenico discreto e luminoso che il mondo riconosce da decenni. La stagione 2026 è appena cominciata, ma il messaggio è già chiaro: la Costa Smeralda® è di nuovo pronta a incantare.




PREMIO COSTA SMERALDA 2026″Nuove rotte per la letteratura: sabato 18 aprile alle ore 17:30 la cerimonia di premiazione del Premio Costa Smeralda 2026 a Porto Cervo”

Sabato 18 aprile, durante la cerimonia pubblica di premiazione a Porto Cervo,
verranno proclamati i vincitori assoluti per Narrativa e Saggistica

Verranno inoltre assegnati
il Premio Internazionale a Javier Cercas
il Premio Speciale al Comandante Giuseppe Lai
il Premio Cultura del Mediterraneo a Emilio Isgrò

Porto Cervo, 15 2026 – Tutto pronto per l’atto finale del Premio Costa Smeralda 2026. Sabato 18 aprile, alle ore 17:30, il Conference Center di Porto Cervo ospiterà la cerimonia pubblica di premiazione della settima edizione della manifestazione. L’iniziativa, promossa dal Consorzio Costa Smeralda e sponsorizzata da Smeralda Holding, con il patrocinio del Comune di Arzachena, si conferma tra gli appuntamenti più significativi del panorama culturale italiano, trasformando Porto Cervo nel palcoscenico dove le grandi voci della contemporaneità si incontrano per interpretare il presente.

L’evento vedrà la proclamazione dei vincitori assoluti scelti tra le prestigiose terne finaliste, selezionate come di consueto da una giuria d’eccellenza guidata da Stefano Salis e composta da Lina Bolzoni, Marcello Fois, Elena Loewenthal e Chiara Valerio.

•   Per la Narrativa: Niccolò Ammaniti (Il custode, Einaudi), Paola Barbato (Cuore capovolto, Neri Pozza) e Dario Ferrari (L’idiota di famiglia, Sellerio).
•   Per la Saggistica: Edoardo Camurri (La vita che brucia, Timeo), Adriana Cavarero (Il canto delle sirene, Castelvecchi) e Andrea Moro (Lucrezio e il pipistrello dagli occhi azzurri, La Nave di Teseo).

Nel corso della serata verranno inoltre consegnati i riconoscimenti speciali già annunciati: il Premio Internazionale allo scrittore spagnolo Javier Cercas, saggista tra i più autorevoli della scena contemporanea, noto per aver ridefinito il genere del “romanzo senza finzione”, e il Premio Speciale al Comandante Giuseppe Lai (originario di Ozieri, in provincia di Sassari), noto per essere stato il 125° comandante della nave scuola Amerigo Vespucci, che ha guidato durante lo storico tour mondiale iniziato nel 2023 e conclusosi nel 2025. A questi si aggiunge il Premio Cultura del Mediterraneo, conferito all’artista Emilio Isgrò per la straordinaria capacità di interpretare le radici e l’identità del Mare Nostrum.

L’ingresso alla cerimonia è libero e aperto al pubblico.




Arzachena rilancia il Vermentino: a maggio torna il concorso internazionale dedicato al simbolo della Gallura

La cittadina gallurese si prepara ad accogliere la quarta edizione del Concorso Enologico Internazionale del Vermentino, un appuntamento che punta a valorizzare il territorio, le aziende locali e una delle produzioni più rappresentative del nord Sardegna. Il 22 e 23 maggio 2026 il centro di Arzachena diventerà il cuore di una rassegna dedicata al vino, alla promozione e alle eccellenze del territorio.

La presentazione ufficiale dell’iniziativa è avvenuta a Verona, nel contesto del Vinitaly, una delle vetrine più importanti per il settore vitivinicolo. Da lì è stato lanciato il percorso che porterà Arzachena a ospitare un evento ormai consolidato, capace di richiamare l’attenzione sul Vermentino e sul legame profondo tra questo vitigno e l’identità della Gallura.

L’edizione 2026 si svolgerà il 22 e 23 maggio e avrà come obiettivo non solo la promozione del vino, ma anche quella dell’intero sistema produttivo locale. L’iniziativa infatti mette al centro le imprese del territorio, i prodotti di qualità e il paesaggio, trasformando la manifestazione in una vetrina internazionale per Arzachena e per le sue eccellenze.

A chiudere la rassegna sarà il Gran Galà del Vermentino, in programma per sabato 23 maggio nel centro storico cittadino. Un momento conclusivo pensato per celebrare il vitigno simbolo dell’area e coinvolgere pubblico, operatori e appassionati in una cornice particolarmente suggestiva.

Il progetto è promosso dalla delegata alle Attività Produttive Stefania Fresu ed è organizzato da Confcommercio Nord Sardegna e Regione Sardegna, con il supporto dell’Ipsar Costa Smeralda. Una collaborazione che conferma la volontà di fare squadra per rafforzare l’immagine del territorio attraverso uno dei suoi prodotti più identitari.




Il Cala di Volpe riapre il 16 aprile

Inizia ufficialmente la stagione 2026

con l’hotel icona della Costa Smeralda

Per i ponti del 25 aprile e del 1° maggio, l’hotel invita a vivere la Sardegna 

con il clima mite della primavera, panorami esclusivi e comodi collegamenti aerei 

Porto Cervo, 13 aprile 2026 – Dal 16 aprile l’Hotel Cala di Volpe riapre le sue porte, prontoad accogliere gli ospiti tra panorami mozzafiato e l’eleganza senza tempo di uno degli hotel più iconici del Mediterraneo. 

Dopo l’apertura del Cervo Hotel lo scorso 27 marzo, anche l’Hotel Cala di Volpe annuncia ufficialmente l’inizio della stagione 2026, confermandosi punto di riferimento dell’ospitalità di lusso in Costa Smeralda.

L’albergo icona della Costa Smeralda, gestito da Marriott International per conto di Smeralda Holding, società indirettamente controllata da Qatar Investment Authority, insieme al Pevero Golf Club e diversi bar e ristoranti, lancia un segnale forte, con l’apertura programmata già per i lunghi ponti dopo la Pasqua, dal 25 Aprile al Primo Maggio. Una stagione sempre più lunga per la Costa Smeralda, che andrà avanti fino ad autunno inoltrato

I numerosi collegamenti diretti con i principali aeroporti rendono l’Hotel Cala di Volpe facilmente raggiungibile anche durante i ponti del 25 Aprile e del Primo Maggio. 

La riapertura dell’Hotel Cala di Volpe non rappresenta soltanto un appuntamento simbolico, ma conferma la sua vocazione di destinazione iconica dell’ospitalità di lusso in Costa Smeralda. Fin dalla sua nascita negli anni Sessanta, la struttura si è affermata come luogo emblematico, capace di attraversare le epoche mantenendo intatta la propria attrattività. 

Oggi, l’Hotel Cala di Volpe ribadisce il proprio ruolo di riferimento dell’ospitalità internazionale, distinguendosi per un’offerta di altissima qualità che coniuga identità territoriale e visione globale, in un contesto di stagionalità sempre più estesa.

L’HOTEL CALA DI VOLPE. Concepito negli anni Sessanta dal rinomato architetto e scultore Jacques Couëlle, l’Hotel Cala di Volpe ha recentemente vissuto un imponente progetto di ristrutturazione, curato dagli architetti francesi Bruno Moinard e Claire Bétaille di 4BI & Associés. L’intervento ha saputo armonizzare tradizione e innovazione, combinando pareti caleidoscopiche in vetro, legno e intonaco decorato, con dettagli raffinati come la terracotta setosa e i tessuti che impreziosiscono gli ambienti.

Le 121 camere e suite, attentamente rinnovate — alcune riprogettate dallo studio italiano Dordoni Architetti — esaltano il fascino originale dell’hotel, fondendo design straordinario e comfort di altissimo livello, per un’esperienza senza precedenti.

Tra le proposte di soggiorno spicca la Harrods Suite, vera e propria gemma della struttura. Firmata da Harrods Interior Design Studio, è composta da tre suite indipendenti, ciascuna con bagno privato e ampie zone giorno, oltre a una cantina di vini e a un bar in marmo, integrati da tecnologie moderne. Al piano superiore, una terrazza privata con piscina a sfioro regala una vista mozzafiato sulla baia del Cala di Volpe. 

Per gli amanti della cucina, l’hotel offre un percorso gastronomico d’eccellenza come il pluripremiato ristorante Le Grand, che propone un’esperienza raffinata in un contesto senza tempo.

L’esperienza continua con gli aperitivi sulla terrazza panoramica dell’Atrium Bar e con i sapori mediterranei del ristorante del Pevero Golf Club, che è stato recentemente premiato per la “Migliore Carta dei Vini” alla terza edizione degli Champagne Perrier-Jouët Golf Restaurant Awards. 

Il benessere trova invece la sua massima espressione nella Shiseido Spa, un luogo sospeso dove il tempo sembra rallentare e ogni dettaglio è pensato per favorire il rilassamento. Qui, rituali ispirati alla tradizione giapponese si intrecciano con la più avanzata innovazione, dando vita a percorsi olistici che accompagnano gli ospiti verso una profonda sensazione di equilibrio e armonia. Circondata da rilassanti elementi di design, è un rifugio perfetto per conciliare e rigenerare mente e corpo. 

Ampia anche l’offerta dedicata allo sport e al tempo libero: aree fitness indoor e outdoor, sport acquatici, campi da tennis e padel di ultima generazione, oltre alla prestigiosa Mouratoglou Academy. Completa l’esperienza il celebre Pevero Golf Club, unico campo da golf nella destinazione e progettato dal leggendario Robert Trent Jones. Il campo da golf offre un percorso a 18 buche immerso in un paesaggio di rara bellezza: tra formazioni rocciose uniche, laghi naturali e i profumi della macchia mediterranea, ogni partita si trasforma in un’esperienza indimenticabile. Con i suoi 6.107 metri, par 72, e le sfide del vento di maestrale, il campo mette alla prova anche i golfisti più esperti, offrendo al contempo strutture d’eccellenza e un servizio attento e cordiale in un ambiente esclusivo e raffinato.

LA SARDEGNA IN PRIMAVERA. La primavera, inoltre, rappresenta uno dei momenti più affascinanti per vivere la Sardegna: temperature miti, luce naturale e ritmi più distesi contribuiscono a delineare in modo autentico l’identità della destinazione. È la stagione ideale per esplorare il mare nella sua dimensione più autentica, con escursioni in barca alla scoperta di scenari mozzafiato, tra cui il Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena; percorrere sentieri immersi nella natura, come il Pevero Health Trail; degustare i vini del territorio nelle cantine locali e immergersi nelle tradizioni di una terra millenaria.

A partire da aprile, l’offerta si arricchisce di percorsi enogastronomici. Riconosciuta come Blue Zone, la regione propone una tradizione culinaria fondata su semplicità, stagionalità e convivialità, valorizzata attraverso proposte diversificate e di alto profilo.