LUOGOSANTO, AL VIA L’EDIZIONE 2021 DELLA FESTA MANNA DI GADDURA

Luogosanto celebra la 793^ edizione della Festa Manna di Gaddura

Concerti, momenti culturali a corollario della ricorrenza religiosa 

Festeggiamenti nel rispetto delle normative anti Covid

Un ricco calendario di appuntamenti religiosi, culturali e di intrattenimento musicale per la 793^ edizione della Festa Manna di Gaddura, in programma dal 30 agosto al 15 settembre a Luogosanto: è tutto pronto nell’importante centro gallurese di tradizione e cultura religiosa per festeggiare “Nostra Signora di Locusantu”, Regina di Gallura.

Il suggestivo centro medioevale gallurese, devoto alla Madonna e sede di una delle Porte Sante, accoglierà i fedeli che, nel rispetto della delicata situazione sanitaria, non mancheranno l’appuntamento con la solenne e storica ricorrenza. Le giornate più importanti saranno quelle del 7, 8 e 9 settembre: dedicate rispettivamente alla vigilia, alla Festa di “Nostra Signora di Locusantu” e alla festa di San Giuseppe, rilevanti momenti religiosi che da otto secoli riuniscono le comunità sarde in un omaggio corale alla Madonna.

Il programma della festa prevede numerosi incontri culturali e serate dedicate alla musica con i concerti di Maria Giovanna Cherchi, il 7 settembre, di Ron,  l’8 settembre e degli Havana Club, llienses con i Tenores Murales de Orgosolo e dei Karma nei giorni successivi. Anche questa edizione propone il gemellaggio con il festival “Isole che Parlano” in programma il 10 settembre.

“E’ importante che la Festa Manna non abbia battute d’arresto – sottolinea il sindaco di Luogosanto, Agostino Pirredda -. E’ il secondo anno che viviamo gli effetti del coronavirus e nel rispetto delle regole vigenti abbiamo deciso di organizzare i festeggiamenti. Insieme alla parrocchia, al Comitato Fidali ’77 presieduto da Domenico Azara, alla Pro Loco con il presidente Angelo Cuccu e grazie alla collaborazione dell’ufficio turistico, abbiamo stilato un calendario che prevede momenti di incontro in totale sicurezza, grazie anche alla collaborazione delle forze dell’ordine e delle associazioni coinvolte a vario titolo. Gli spettacoli – spiega il sindaco –  saranno regolati in base alle normative anti Covid e l’accesso sarà riservato ai possessori di green pass. E’ questo l’unico modo per convivere con le restrizioni senza rinunciare alle manifestazioni importanti, come la Festa Manna. Se la Sardegna resterà zona bianca – chiude Agostino Pirredda –  il programma rimarrà immutato, ma se la situazione dovesse cambiare adegueremo il calendario alle nuove esigenze. E’ importante che la Sardegna resti zona bianca per il bene della popolazione e di tutti i settori economici”. 

Sulla stessa linea anche il parroco, Don Efisio Coni: “Nonostante le restrizioni, d’intesa con i vari enti di supporto, ci siamo detti che la festa si farà. La macchina organizzativa – ricorda Don Coni –  già rodata nello scorso anno, quando Luogosanto fu uno tra i pochi centri a celebrare la festa patronale, è ormai partita da tempo per i giri di prova e ora sta riscaldando i motori per i prossimi giorni, in una coesione che vede impegnati la comunità parrocchiale, con il Comitato della classe del 1977 e quella civile, in una sinergia che sempre contraddistingue il nostro centro. L’augurio che faccio alla nostra comunità è che la festa sia un crescendo di armonia nelle famiglie, di speranza in tempi in cui risulta sempre difficile sperare e di serenità”.

Il senso di appartenenza dei luogosantesi alla Festa Manna è tangibile ed è questo l’aspetto che Domenico Azara, presidente del comitato organizzatore Fidali ’77, intende rimarcare: “Ringrazio la popolazione che non ha mai fatto mancare il supporto e la collaborazione per i preparativi della Festa, che va avanti nei secoli anche grazie all’enorme aiuto degli abitanti di Luogosanto”.

I preparativi per la Festa inizieranno il 30 agosto con la novena, nove sere di canto e preghiera, celebrate nella Basilica, seguite dal tradizionale “Lu caracólu di li bandéri”, il corteo dei fedeli in automobile che, a suon di campane e clacson, compiono tre giri attorno al santuario per poi percorrere le vie del borgo e delle campagne esponendo le bandiere delle chiese di Luogosanto. L’ottavo giorno della novena, il 6 settembre, si svolgerà la Fésta di li stéddi (la festa dei bambini) con la benedizione dei bimbi. La Festa Manna entrerà nel vivo il 7 settembre, il giorno della vigilia, con la “Festa di li banderi” e dunque la benedizione dei vessilli religiosi, la processione con le confraternite della Gallura con l’accensione delle fiaccole e la celebrazione, alle 18,30 in piazza Incoronazione, dell’ultimo giorno di novena, presieduta da Don Paolo Mulas, cappellano dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Sassari. Successivamente si terrà la gara di canto a chitarra in lingua gallurese. Chiusura in grande stile con il concerto di Maria Giovanna Cherchi. Il giorno successivo, l’8 settembre, la Festa toccherà il momento più importante e solenne con la Santa messa del mattino, la consegna dei vessilli di “Nostra Signora di Locusantu” e di “San Simplicio di Olbia” ai cavalieri di Luogosanto e a seguire la solenne processione con il simulacro della Vergine Maria, i cavalieri di Luogosanto, i gruppi folk della Gallura, la banda musicale di Calangianus, le autorità religiose e civili, il comitato organizzatore e i fedeli. Poi la Santa messa presieduta dal vescovo di Tempio Ampurias, Monsignor Sebastiano Sanguinetti. In serata, alle 22, in piazza Incoronazione spazio alla musica con il concerto di Ron.  Ancora musica, ma anche sport, il 9 settembredurante la Festa di San Giuseppe:  alle 16 è in programma allo stadio Luigi Lacu una amichevole di calcio  e alle 22, sempre in piazza Incoronazione, il concerto degli Havana Club.  Il 10 settembre ritorna il gemellaggio con il festival “Isole che parlano”: gli eventi culturali inizieranno alle 10 in via Regina Elena con Di Granito #16, musiche tradizionali tra sacro e profano Toccos e Reppiccos, che vedrà un dialogo tra i Campanari di Locusantu e il sassofonista jazz Gavino Murgia. A seguire, alle 11,30, sarà l’importante sito archeologico di Palazzo di Baldu ad ospitare il concerto di Ilienses, con la partecipazione dei Tenores Murales de Orgosolo.

Infine, l’ultimo appuntamento il 15 settembre, con la “Fèsta di l’òttu” segnata dal passaggio di consegne del vessillo mariano dal comitato organizzatore uscente dei “Fidali 1977” a quello entrante dei “Fidali 1978”: alle 18,15 verrà celebrata la Santa Messa presieduta dal parroco, Don Efisio Coni, poi la benedizione delle automobili e alle 22 il concerto dei Karma.




Wine Spectator consacra il Vermentino di Gallura

Spèra di Siddùra premiato dalla rivista con 90 punti

Dal prestigioso magazine un pass per i mercati internazionali

Ruggero: “Si attesta la qualità e l’identità di questo vitigno”

Wine Spectator, la rivista di vino più letta al mondo e tra le più autorevoli in assoluto, premia l’identità del Vermentino di Gallura. Dalla sede di New York del magazine arriva la consacrazione di Spèra, il Vermentino prodotto dalla cantina Siddùra. Gli esperti della rivista americana, che vanta un pubblico di oltre 3 milioni di lettori, hanno assegnato al bianco vinificato nella vallata di Luogosanto 90 punti: un riconoscimento prestigioso che corrisponde ad un pass internazionale per i mercati più importanti.

LA DOCG DELLA SARDEGNA. “Premiando Spèra, Wine Spectator consacra l’unica Docg presente in Sardegna – spiega Massimo Ruggero, amministratore delegato della cantina di Luogosanto -. Si tratta di un importante riconoscimento che attesta la qualità e l’identità del vitigno principe della Gallura. La recensione, sia nella descrizione della giuria di esperti che nel punteggio assegnato, rappresenta un timbro autorevole sul passaporto di questo vino, che ne attesta la qualità necessaria per affrontare il pubblico mondiale”.

Siddùra ha deciso di sottoporre all’insindacabile giudizio dei guru dell’enologia il primo vino della gamma Vermentino. “Abbiamo deciso di inviare Spèra – sottolinea Massimo Ruggero – perché rappresenta il vino più umile, sincero e anche quello che è stato riconosciuto dai consumatori come il Vermentino di una volta”.

LA RECENSIONE. Nella recensione su Spèra, firmata da Alison Napjus, direttrice delle degustazioni di Wine Spectator, viene confermata la longevità del Vermentino di Gallura, spesso erroneamente ritenuto un vino da bere entro l’anno di produzione: “Una trama di fragranti spezie si snoda attraverso sapori finemente intrecciati di frutti tropicali in questo bianco snello e leggero, mentre una sottile risacca di minerale salato porta ad un finale appetitoso. Elegante. Da bere ora – scrive Napjus – e fino al 2025”.

La rivista, pubblicata da oltre 40 anni, ogni anno recensisce più di 15mila vini. Solo i vini migliori raggiungono punteggi importanti, come quello assegnato alla bottiglia che da Siddùra, nel cuore della campagna gallurese, ha raggiunto New York.

“Il riconoscimento ottenuto conferma che la nostra Isola è patria di vitigni autoctoni con espressione di alta qualità – conclude l’amministratore delegato della cantina Siddùra -. E’ tra i migliori attestati che si possano ottenere: un sigillo di garanzia sulla produzione vitivinicola sarda”.




Renato Azara, l’intervista esclusiva di un uomo che si racconta a cuore aperto.

Un’intervista intensa che sembra un corso di formazione per i giovani in cerca del loro futuro. Renato Azara racconta chi è, cosa ha fatto, cosa vuole ancora fare e soprattutto perchè vuole farlo. Nell’intervista sono stati inseriti due “fuori onda” davvero interessanti. Al di là della campagna elettorale e degli schieramenti politici è un intervista alla quale bisognerebbe prestare la massima attenzione con la filosofia ” c’è sempre da imparare”.

 

Il link all’intervista

 

 

 

 




[Mediatris Comunicazione] COMUNICATO STAMPA- Siddùra progetta il vino del futuro. Stazione meteo e studio del suolo per affrontare i cambiamenti del clima

Siddùra progetta il vino del futuro

Una stazione meteo personalizzata e studi sui campi: così nasce la strategia

per affrontare i problemi determinati dai cambiamenti climatici

Le mani nei campi e gli occhi sullo schermo di un computer. Siddùra viaggia al passo coi tempi, ma soprattutto col tempo, nello specifico quello meteorologico. Il vino del futuro nasce nelle campagne di Luogosanto, grazie alla visione di un’azienda che è stata capace di anticipare i tempi. Il vino del futuro, infatti, deve, e sempre di più dovrà, fare conti con gli effetti del riscaldamento globale. Piogge copiose e improvvisa siccità. Gelate e alluvioni. Temperature impazzite. Il vino si costruisce in cantina, grazie a sistemi avanzati, come la stazione meteo creata in casa, capace di mappare e prevedere le variazioni climatiche della settimana sul campo e nei campi, nelle celle specifiche, non più basandosi sui fallaci modelli previsionali dei siti web.

LA MAPPATURA. “Il lavoro di mappatura che già da qualche anno impegna Siddùra con lo studio dei microrganismi presenti nel suo terroir, ci ha confermato come l’analisi del microclima sarà sempre più importante nella previsione del cambiamento delle zone climatiche – spiega Massimo Ruggero, amministratore delegato della cantina di Luogosanto -. Siddùra si è dotata di un sistema di controllo meteorologico che consente di studiare il microclima, compresa la misurazione delle escursioni termiche che incidono sulla qualità dei vini. Il sistema influisce anche sulla prevenzione dei trattamenti fitosanitari: le temperature e il grado di umidità incidono sullo sviluppo delle nevrosi in campo. La stazione capta questi mutamenti e suggerisce all’agronomo il trattamento adeguato”. Piena applicazione del concetto di tecnologia al servizio dell’uomo. “Già con il sistema “Piante che parlano” abbiamo adottato una strumentazione che ci consente di monitorare lo stato idrico del suolo e il fabbisogno d’acqua della pianta in base alle mutanti condizioni climatiche – sottolinea Luca Vitaletti, agronomo di Siddùra -. Poi c’è la stazione meteo con la quale giornalmente valutiamo l’area di lavoro sui vitigni, visualizzando le previsioni meteorologiche e climatiche giornalmente e nell’arco della settimana”. Il senso della tecnologia applicata alle conoscenze umane della terra è quello di trasformare i mutamenti climatici in vantaggi, prevenire i rischi di malattia della pianta e usufruire di un sistema di supporto decisionale nell’affrontare eventuali situazioni limite. In questo Siddùra è decisamente all’avanguardia, tanto da aver avviato una collaborazione con l’Università del Sacro Cuore di Piacenza per lo studio dell’incidenza di una stazione meteo personalizzata che offre una panoramica reale sul territorio dove si trovano le vigne.

IL GRAFICO. Una cartina diffusa da Conservation International, organizzazione no profit statunitense attiva nella salvaguardia dell’ambiente e la protezione della biodiversità, mostra le zone vinicole che potrebbero essere seriamente danneggiate per effetto dei cambiamenti climatici entro il 2050. Gran parte delle zone interne della Sardegna sono circoscritte col colore rosso, quello che indica il maggior rischio. Arrivare a soluzioni innovative prima degli altri è condizione fondamentale per mantenere un alto livello di qualità dei propri vini. “Noi pensiamo che il microclima di Siddùra e l’adattamento delle piante del vermentino e del cannonau, siano la migliore risposta a quello che sta succedendo – sottolinea Massimo Ruggero -. Ripercorriamo la storia: il vitigno del vermentino fu scelto anticamente per la sua resistenza al salmastro e ai mutamenti climatici e per questo facilmente coltivabile nelle fasce costiere. Il cambiamento climatico porterà anche un cambiamento del gusto. É stato già confermato da uno studio francese, nella zona della Borgogna: attraverso alcune simulazioni si è scoperto come saranno i Borgogna nel 2050, diversi da quelli di oggi a causa dei cambiamenti climatici. Anche in Sardegna ci sarà questa mutazione: stiamo andando incontro al vermentino e al cannonau del domani. Anche in questo caso si verificherà un cambiamento del gusto, né migliore né peggiore. Semplicemente diverso. Non è detto che lo stravolgimento sarà negativo, potrebbero svilupparsi fenomeni che esaltano le qualità dei vitigni”.

I DISCIPLINARI. In futuro potrebbero esserci zone non più adatte ad accogliere un vitigno. In questo caso, ci si dovrà interrogare sulla possibilità di cambiare i disciplinari che consentono la coltivazione di alcuni vitigni solo in determinate zone. “Per non arrivare impreparati di fronte a questi cambiamenti, le cantine devono studiare il proprio microclima e raccogliere moltissimi dati – conferma Massimo Ruggero -. Dobbiamo lavorare sulla mutazione genetica e creare la pianta perfetta che, attraverso innesto e porta innesto, si possa adattare a quel microclima particolare ed esaltare ancor più le qualità del terroir. Sarà compito degli agronomi captare la resistenza di una pianta. In futuro, il team perfetto nei campi sarà composto da meteorologi, agronomi ed enologi”. Se mai come oggi tutta l’industria mondiale delle viti si interroga sulla capacità di adattamento delle zone storiche, in attesa di conferme circa la previsione secondo cui le viti italiane delle zone costiere migreranno all’interno, sulle colline alte, Siddùra prova a guardare lontano. Perché per mantenere la qualità dei vini, dunque dei vitigni, nel tempo, occorre studiare. E prevedere i cambiamenti climatici. Muteranno gli aromi e i gusti attuali dei vini? L’irrigazione delle piante, prima vietata per evitare di caricarle di troppi grappoli (meno sono, migliori sono), ora è consentita come «soccorso» anti siccità. E si attendono nuovi studi su viti con radici che catturino gocce d’acqua in profondità. “È già oggi decisivo adattarsi ai cambiamenti climatici, non possiamo più contare sulla storicità – conferma l’agronomo Luca Vitaletti -. Improvvise gelate o periodi di siccità, come avvenuti in questi anni, rappresentano condizioni limite che impongono studio e soluzioni. L’uva cambierà, dobbiamo essere bravi a far trovare alla pianta le giuste condizioni perché non soffra, senza cambiarne le caratteristiche”.