Olbia, al PalaGeovillage i grandi interpreti 

della boccia paralimpica

Si apre domani con la cerimonia inaugurale il World challenger con in palio il pass paralimpico. Duecento partecipanti di ventidue Nazioni,  77 top player per Los Angeles 2028. Anche l’Italia con Gabriele Zendron (15 al mondo), Giuseppe Rollo (20), Michela Maria Favini (29), Riccardo Zanella (43) e Claudia Targa (51). La  Sardegna in pedana con gli arbitri Diletta Sanna (Budoni), Damiano Tuveri (Cagliari) e Francesca Pasella (Olbia)

Domani, martedì 13 ottobre, alle 18 al PalaGeovillage, si tiene la cerimonia inaugurale dell’Olbia 2026 World Boccia Challenger. Curato da World Boccia e Federazione italiana bocce (Fib), la quinta edizione dell’appuntamento, per la quarta volta a Olbia, sposa cultura, socialità, territorio, sport, inclusione e turismo. Alla cerimonia prendono parte Roberto Favre (presidente nazionale Fib), Elena Casu (assessora Sport, Olbia), Marco Giunio De Sanctis (presidente nazionale Cip), Claudio Secci (presidente Cip Sardegna), Gianluca Lilliu (presidente Fib Sardegna), Laura Albanese (presidente As Ichnusa), Itzik Azouly (Board World Boccia, Israele), Eleni Stoka (delegato tecnico World Boccia, Grecia), Rachael Crack (assistente, Gran Bretagna), Jose Luis Sirera (responsabile classificatori, Spagna), Teresa Calverol (capo degli arbitri, Spagna) e Ronny Van Assche (assistente del capo degli arbitri, Belgio). L’evento è patrocinato da ministero Sport e giovani, Regione Sardegna, Comune Olbia, Fib, Coni, Comitato paralimpico, Inail e Ussi.

Il World Boccia challenger. Da domani al 20 ottobre – premiazioni il 17 e il 19, cerimonia di chiusura il 19 – concorrono ventidue Paesi con 200 partecipanti, tra questi settantasette atleti in corsa per i Giochi paralimpici di Los Angeles 2028. Da dopodomani, mercoledì 14, il via alle gare. La sfida vede al via le bandiere di Argentina, Australia, Austria, Canada, Colombia, Corea, Finlandia, Gran Bretagna, Grecia, India, Israele, Isole Faroe, Italia, Norvegia, Paesi Bassi, Repubblica Ceca. Singapore, Spagna, Slovacchia, Stati Uniti, Ucraina e Ungheria. La commissione arbitrale guidata dalla spagnola Teresa Calverol, conprende gli arbitri sardi Diletta Sanna (Budoni), Francesca Pasella (Olbia) e Damiano Tuveri (Cagliari). I Team leader azzurri sono Riccarda Ambrosi e Paola Paluselli.In palio i titoli per Individuale categorie BC1, BC2, BC3 e BC4, coppie BC3 e BC4, squadre BC1-BC2.

Gli auspici istituzionali. “Lavoriamo sul tema con venti eventi internazionali. Siamo orgogliosi di poter ospitare un evento complesso come il World boccia challenger con atketi che provengono  da Argentina, Colombia, Australia e Singapore” ha detto l’assessore regionale al Turismo, Franco Cuccureddu. Durante la conferenza stampa di presentazione Roberto Favre “Regione ospitale e preparata. Complimenti al presidente del Cip Liguria, Dario della Gatta, e al suo staff per l’organizzazione. Il lavoro fatto dal Cip nazionale guidato da Marco Giunio De Sanctis è di alto livello” ha aggiunto.“Ospitiamo un evento speciale e di valore internazionale. L’intesa è proficua” rimarca Elena Casu. “La manifestazione fa parte, grazie al supporto dell’assessorato regionale al Turismo, di sette appuntamenti isolani. La boccia coinvolge atleti con disabiltà molto gravi: diamo un segnale ai 120mila sardi con disabilità. Sono solo mille quelli che fanno sport” rimarca Claudio Secci. “La manifestazione non si racchiude in un palazzetto, vogliamo che appartenga a tutti” ha sottolineatp Alice Ronsval (Asd Ichnusa).“L’universo paralimpico ha aspetti pubblici, economici, culturali e sociali. Ma ha come obiettivo il valore della persona. Auguriamo agli atleti il meglio: continuate a lottare, giocate correttamente, divertitevi e superate i vostri limiti” dicono gli organizzatori. Tra questi, Asd Ichnusa sport e Fib, supportato da assessorato regionale Turismo, assessorato comunale Sport-Olbia, Bmw Specialmente. Partner istituzionali Coni e Comitato italiano paralimpico Sardegna e Msp Sardegna e Ussi (Unione stampa sportiva italiana). 

Cagliari, 12 ottobre 2026




IL PREMIO ENOLETTERARIO VERMENTINO CELEBRA IL DECENNALE AD OLBIA: TRIONFA L’ESORDIENTE LUCIA VISONÀ 

Si è svolta nella cornice di Olbia la cerimonia conclusiva della decima edizione del Premio Enoletterario Vermentino, un traguardo significativo per una manifestazione ideata e promossa dalla Camera di Commercio del Nord Sardegna che, in un decennio di attività, ha saputo affermarsi come uno degli appuntamenti più originali e apprezzati nel panorama culturale e promozionale italiano. Nata con l’obiettivo di creare un ponte concettuale e sensoriale tra la produzione letteraria e la cultura vitivinicola d’eccellenza, la kermesse ha richiamato anche quest’anno un vasto pubblico di lettori, critici ed esponenti del settore enogastronomico, confermando la bontà di un format capace di raccontare le radici dei territori attraverso l’incanto delle parole.

A condurre l’evento mattutino del decennale è stata l’attrice e scrittrice Clizia Fornasier – già legata al concorso per essere stata tra le autrici finaliste della precedente edizione – che ha saputo guidare la mattinata con classe, ritmo e spiccata sensibilità narrativa. Sotto la sua regia sul palco, gli interventi istituzionali e i momenti dedicati all’approfondimento critico si sono alternati alle letture dei brani tratti dalle opere in gara, creando un’atmosfera elegante ma al contempo accessibile, in perfetto equilibrio tra rigore formale e conviviale spessore culturale.

Il momento clou della mattinata è stato siglato dall’annuncio del verdetto finale redatto dalla giuria tecnica, presieduta dal presidente della Camera di Commercio del Nord Sardegna, Stefano Visconti. Dopo un’accurata selezione tra le numerose opere candidate a livello nazionale, la giuria presieduta da Visconti ha scelto Lucia Visonà per il suo romanzo d’esordio Il cuoco giapponese, pubblicato da Giulio Einaudi Editore, assegnandole il primo premio assoluto. Un’affermazione di prestigio per la giovane autrice, la cui opera prima ha conquistato i giurati per la limpidezza della prosa e per la capacità di trasformare la disciplina culinaria e la preparazione del cibo in uno strumento di indagine esistenziale, di memoria e di dialogo interculturale.

«Raggiungere il traguardo dei dieci anni rappresenta motivo di grande orgoglio per l’intero sistema economico e culturale del nostro territorio», ha dichiarato il presidente Stefano Visconti. «Il Premio Enoletterario Vermentino dimostra come la narrazione d’autore e la tradizione vitivinicola facciano parte di un unico linguaggio identitario. Premiare un esordio folgorante come quello di Lucia Visonà e la profonda sensibilità di Anna Pavignano significa dare valore al talento capace di emozionare e, allo stesso tempo, promuovere l’eccellenza della nostra terra ben oltre i confini regionali».

Accanto al riconoscimento principale, grande rilevanza ha assunto l’assegnazione del Premio Territorio, il conferimento speciale istituito per valorizzare le narrazioni capaci di cogliere l’essenza profonda, la storia e le dinamiche sociali dei luoghi. Il riconoscimento è andato ad Anna Pavignano per il romanzo Come il sale sulla pelle, edito da Piemme. La celebre scrittrice e sceneggiatrice ha offerto una prova d’autore viscerale e di grande spessore emotivo, nella quale la geografia dei paesaggi si intreccia inestricabilmente con le vicende umane dei protagonisti, confermando il ruolo della letteratura come custode dell’identità collettiva.

Menzioni per Piergiorgio Pulixi in gara con Per un’ora d’amore, pubblicato da Rizzoli; Alessia Coppola, finalista con Nate dalla tempesta per Fazi Editore; Paolo Massobrio, con Prima che scada il tempo per Golosario & Golosaria.

L’edizione del decennale va così in archivio con un bilancio ampiamente positivo, confermando l’efficacia di una visione strategica che vede nella cultura e nell’enologia due driver fondamentali per la promozione del territorio e del suo patrimonio immateriale, ponendo basi solide per il futuro della kermesse olbiese.




FESTIVAL DELL’AEROSPAZIO DI OLBIA, LE RISORSE PER VIVERE OLTRE LA TERRA

ACQUA, OSSIGENO E MATERIE PRIME: LE RISORSE EXTRATERRESTRI

PER RENDERE SOSTENIBILE L’ESPLORAZIONE DI LUNA E MARTE

Dal 1° al 3 ottobre al Museo Archeologico la quarta edizione

Il 2 ottobre il Festival ospita la tappa degli Stati Generali della Space Economy 

dedicata a risorse extraterrestri e materie prime

Acqua, ossigeno, materiali per costruire e persino propellenti: se l’obiettivo della nuova esplorazione spaziale è consentire all’uomo di vivere e lavorare sulla Luna per periodi sempre più lunghi, non sarà possibile continuare a trasportare dalla Terra tutto ciò che serve. Una delle sfide è imparare a utilizzare le risorse disponibili direttamente nello spazio, trasformandole in ciò che occorre per sostenere le missioni e ridurne la dipendenza dai rifornimenti terrestri. Dalle risorse extraterrestri alla possibilità di vivere e operare sulla Luna e, in prospettiva, su Marte: sarà uno dei grandi temi della quarta edizione del Festival dell’Aerospazio, organizzato da Astec – AeroSpace Technology Education Center – con il sostegno e la partnership della Regione Sardegna, del Comune di Olbia, del Cipnes Gallura e di UniOlbia, in programma al Museo Archeologico di Olbia dall’1 al 3 ottobre. 

“Olbia ospiterà tre giornate di confronto sui temi che oggi sono al centro dell’evoluzione del settore aerospaziale – dichiara Marilisa Pischedda, direttrice del Festival e founder di Astec -.  Un programma di conferenze che riunirà astronauti, rappresentanti delle principali istituzioni del settore, ricerca, università e industria, chiamati a confrontarsi sulle tecnologie che stanno rendendo possibile una nuova fase dell’esplorazione spaziale e sulle ricadute economiche, industriali e professionali che ne deriveranno. Le tecnologie abilitanti costituiscono il filo conduttore di questa edizione: intelligenza artificiale, robotica avanzata, nuovi materiali, manifattura evoluta, automazione, telecomunicazioni e infrastrutture saranno affrontate guardando anche alle nuove sfide dell’esplorazione lunare. La Luna sarà infatti uno dei grandi temi del Festival – svela Marilisa Pischedda –  dal programma Artemis alla futura economia cislunare, fino all’utilizzo delle risorse extraterrestri, a cui sarà dedicata anche la tappa sarda degli Stati Generali della Space Economy, ospitata all’interno della manifestazione”.

DALLE RISORSE EXTRATERRESTRI ALL’ESPLORAZIONE DI LUNA E MARTE.  È il principio dell’ISRU – In-Situ Resource Utilization – l’utilizzo delle risorse presenti nel luogo dell’esplorazione, una delle frontiere tecnologiche sulle quali si gioca la possibilità di rendere più sostenibile la futura presenza umana oltre la Terra. La NASA indica tra i prodotti potenzialmente ottenibili dalle risorse extraterrestri aria respirabile, acqua, propellenti e materiali da costruzione, mentre tra le risorse considerate più promettenti figurano acqua e ossigeno. Sulla Luna, l’ESA studia in particolare la possibilità di individuare e utilizzare il ghiaccio d’acqua delle regioni polari e di estrarre ossigeno dalla regolite, lo strato di polvere e frammenti rocciosi che ricopre la superficie lunare. 

Il 2 ottobre il Festival dell’Aerospazio porterà il tema all’interno del proprio programma con “Dalle risorse extraterrestri all’esplorazione sostenibile di Luna e Marte”, un confronto tra ricerca, tecnologia e industria su una delle questioni decisive per il futuro delle missioni di lunga durata. La prospettiva cambia radicalmente rispetto alle prime fasi dell’esplorazione spaziale: non si tratta più soltanto di raggiungere un altro corpo celeste, ma di sviluppare tecnologie che consentano di operare e permanere in ambienti estremi utilizzando, almeno in parte, ciò che è disponibile sul posto. Individuare le risorse, estrarle, trasformarle e renderle utilizzabili significa affrontare problemi scientifici e tecnologici complessi e, contemporaneamente, aprire nuovi scenari industriali ed economici. “A rendere particolarmente significativo il programma – spiega la direttrice del Festival – saranno soprattutto le persone che porteranno a Olbia esperienze e competenze maturate ai più alti livelli del settore. A iniziare dagli astronauti: Luca Parmitano interverrà in collegamento da Houston, Meganne Christian sarà con noi in presenza, mentre rappresentanti di agenzie spaziali, enti di ricerca, istituzioni e aziende offriranno prospettive diverse sulle trasformazioni in corso. Un’attenzione particolare sarà inoltre dedicata alle professionalità Stem, anche attraverso una tavola rotonda tutta al femminile che riunirà donne con esperienze differenti nel mondo aerospaziale”. 

OLBIA TAPPA DEGLI STATI GENERALI DELLA SPACE ECONOMY. Se la nuova frontiera è una presenza umana più duratura oltre la Terra, la sfida è sviluppare le tecnologie che possano renderla concretamente possibile. Robotica e sistemi autonomi per operare in ambienti ostili, tecnologie di estrazione e trasformazione delle risorse, infrastrutture, materiali e sistemi per la produzione e l’utilizzo di acqua e ossigeno fanno parte di un percorso che unisce ricerca, industria e Space Economy. La centralità del tema è rafforzata dal fatto che il 2 ottobre il Festival dell’Aerospazio di Olbia, in accordo con DASS e Regione Sardegna, ospiterà una tappa degli Stati Generali della Space Economy, dedicata proprio a “Risorse extratmosferiche e materie prime (ISRU)”. 

IL FESTIVAL DA VIVERE: SPAZIO A STUDENTI, FAMIGLIE E CITTADINI. Il Festival non si esaurisce nelle conferenze e non è destinato soltanto a professionisti, imprese e istituzioni. “Studenti, famiglie e cittadini – dichiara Marilisa Pischedda – potranno entrare in contatto con questo mondo attraverso esperienze pensate per età e interessi differenti. Astec, Agenzia spaziale italiana, Inaf, Esero e Aeronautica militare proporranno laboratori e attività per i più giovani; sarà possibile conoscere il progetto Einstein Telescope attraverso una mostra accompagnata dagli esperti, visitare la mostra artistica di Mario Fois Carta, partecipare ai Salotti Stem e agli incontri di “Libri in orbita”. E nella hall del Museo attenderà i visitatori anche una sorpresa che abbiamo scelto di non anticipare. Il Festival dell’Aerospazio è gratuito e aperto a tutti”. 

Per le attività in programma è consigliata la prenotazione: alcune hanno già raggiunto il sold out. “Credo sia questo il momento giusto – conclude la direttrice della manifestazione – per invitare il pubblico a consultare il programma e scegliere il proprio modo di vivere il Festival: seguendo una conferenza, incontrando un astronauta o un’impresa, partecipando a un laboratorio, avvicinandosi a un grande progetto scientifico o semplicemente lasciandosi incuriosire da un settore che sta cambiando molto più rapidamente di quanto spesso immaginiamo”.




Olbia, concerto al Musmat con il duo Mattu-Oliviero

Il 2 ottobre appuntamento con un duo d’eccezione per il Festival internazionale Contrasti diretto da Laura Cocco: protagonista la grande musica da camera

OLBIA. Dimitri Mattu e Angela Oliviero. Una viola e un pianoforte. Due anime e due strumenti si fondono per portare a Olbia un appuntamento d’eccezione con la grande musica da camera. Giovedì 2 ottobre alle 20 nella sede del Musmat, il Festival internazionale Contrasti propone un viaggio musicale affascinante attraverso i secoli, costruito attorno ad alcune tra le pagine più significative del repertorio per viola e pianoforte.

La serata, a ingresso gratuito, porta in scena un programma che spazia dalla limpidezza classica della Sonata in Si bemolle maggiore di Karl Stamitz alle atmosfere sognanti del Notturno opera 9 numero 2 di Frédéric Chopin, proposto nella suggestiva trascrizione di Sarasate. Gli ascoltatori saranno poi guidati attraverso i romantici Märchenbilder op. 113 di Robert Schumann, per concludere il percorso con la vivace e intensa Sonata in Do maggiore di Nino Rota.

Il sodalizio Mattu–Oliviero è nato nel 2007 unendo due musicisti dalla consolidata esperienza concertistica e didattica, entrambi docenti al Conservatorio di Cagliari. Dimitri si è formato alla prestigiosa scuola violistica di Piero Farulli, per una carriera come prima viola in diverse orchestre e un profondo legame con la musica da camera, mentre Angela si è formata a Napoli con Aldo Tramma e perfezionatasi con Aldo Ciccolini. Insieme hanno calcato palcoscenici in tutta Italia e all’estero, esibendosi in recital e masterclass in Ungheria, Scozia, Inghilterra, Romania e Cina, oltre ad aver inciso un apprezzato CD dedicato al Romanticismo tedesco e presentato da RAI Radio 3 nel programma Primo Movimento.

Il festival è ideato e organizzato dall’associazione culturale Contrapunctum ETS con la direzione artistica del maestro Laura Cocco. Le diverse edizioni stagionali coinvolgono Sassari, Olbia, Alghero e altre realtà del nord Sardegna con l’obiettivo di diffondere la cultura musicale e valorizzare i luoghi e le istituzioni del territorio. Il concerto è realizzato con il patrocinio del Comune di Olbia e con il contributo della Fondazione di Sardegna e della Camera di Commercio di Sassari, nell’ambito del network Salude & Trigu. Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare il numero 393 4632959.




LA CASA SI CERCA FUORI CITTÀ: IL CASO OLBIA

PREZZI E AFFITTI SPINGONO LA DOMANDA VERSO LOIRI, TELTI E MONTI

L’Osservatorio Brili-Brilas: la crescita della città potrebbe diventare un’opportunità

 contro lo spopolamento

La casa si cerca sempre più fuori dalla città. È una tendenza che interessa da tempo le grandi aree urbane italiane e che comincia a delinearsi anche intorno a Olbia, dove prezzi elevati, disponibilità limitata di immobili e difficoltà di accesso agli affitti stanno progressivamente allargando il perimetro della domanda residenziale. Loiri Porto San Paolo, Telti e Monti diventano così alternative per chi continua a lavorare e ad avere nella città il proprio principale punto di riferimento, ma cerca altrove una casa compatibile con le proprie esigenze e capacità di spesa. È quanto emerge dall’analisi dell’Osservatorio dell’agenzia immobiliare Brili-Brilas di Olbia, che ha messo a confronto l’andamento della popolazione residente nei comuni della cintura olbiese con le dinamiche del mercato immobiliare.

NUOVI RESIDENTI OLTRE I CONFINI DI OLBIA

A indicare che qualcosa sta cambiando sono innanzitutto i numeri della popolazione residente. Tra il 2022 e il 2024 Loiri Porto San Paolo è passato da 3.689 a 3.800 abitanti: 111 residenti in più, pari a una crescita del 3,01%. Nello stesso periodo Monti è salito da 2.334 a 2.383 residenti, con un incremento del 2,10%, mentre Telti è passato da 2.231 a 2.248 abitanti, +0,76%. Complessivamente i tre comuni considerati guadagnano 177 abitanti, ma quasi il 63% dell’incremento netto si concentra a Loiri Porto San Paolo.

 Un dato ancora più significativo arriva proprio da Loiri: nel 2025 il Comune ha dichiarato di aver accolto 68 nuovi residenti provenienti da Olbia. Un numero che rafforza l’indicazione di una progressiva redistribuzione della popolazione nell’area che gravita intorno alla città.

“Stiamo assistendo a un allargamento del mercato residenziale olbiese – spiega Lino Mura, titolare delle agenzie immobiliari Brili-Brilas –. I confini amministrativi contano sempre meno nelle scelte di chi cerca casa. Si può abitare a Loiri o a Telti e continuare a lavorare a Olbia, utilizzare ogni giorno i servizi della città e mantenere sostanzialmente invariato il proprio centro economico e professionale. È il concetto stesso di periferia che sta cambiando”.  Loiri Porto San Paolo rappresenta, in questo senso, il caso più evidente: la vicinanza a Olbia, al porto e all’aeroporto consente di vivere fuori città senza rinunciare alla possibilità di raggiungere facilmente il luogo di lavoro, i servizi e le principali infrastrutture.

OLBIA MOTORE ECONOMICO, UN’OPPORTUNITÀ CONTRO LO SPOPOLAMENTO

Nel caso di Olbia il fenomeno assume caratteristiche particolari perché i comuni della cintura non si pongono necessariamente in alternativa alla città, ma tendono a formare con il centro urbano un sistema sempre più integrato. Si può scegliere di vivere a Loiri Porto San Paolo, Telti o Monti continuando a lavorare a Olbia e mantenendo nella città il proprio principale riferimento economico e professionale. Una dinamica che, secondo l’Osservatorio Brili-Brilas, apre anche una prospettiva più ampia. La capacità attrattiva di un centro economicamente dinamico può produrre effetti positivi anche sui comuni vicini, offrendo nuove opportunità residenziali a territori che possono così intercettare una parte della domanda proveniente dalla città. “Olbia resta il motore economico di quest’area e proprio la sua forza può generare opportunità anche oltre i confini comunali – conclude Lino Mura –. Se vivere a pochi chilometri dalla città consente di continuare a lavorare e a mantenere lo stesso centro di riferimento, la ricerca di una casa fuori Olbia può diventare anche un’opportunità per i comuni vicini. È una dinamica che, nel tempo, potrebbe contribuire a contrastare lo spopolamento dei centri più piccoli, riportando residenti e domanda abitativa in territori che restano strettamente collegati alla città. I numeri che abbiamo analizzato non consentono ancora di parlare di un fenomeno consolidato, ma indicano una direzione che merita di essere osservata”.

PREZZI E AFFITTI SPINGONO LA RICERCA FUORI CITTÀ

Alla base del fenomeno c’è anche il mercato immobiliare. Negli ultimi anni i valori delle abitazioni a Olbia sono cresciuti sensibilmente, mentre all’aumento della domanda si sono aggiunti i maggiori costi di costruzione e, più in generale, quelli legati alla produzione di nuove abitazioni. Per molte famiglie, soprattutto quando il reddito deriva prevalentemente dal lavoro dipendente, la distanza tra capacità di spesa e prezzi richiesti è diventata considerevole. A questo si aggiunge il nodo degli affitti annuali: la disponibilità limitata di abitazioni destinate alla locazione stabile rende più complessa la ricerca di una casa per residenti, lavoratori e famiglie. Una pressione che contribuisce a spostare l’attenzione verso un territorio più ampio rispetto ai soli confini di Olbia. “Acquisto e locazione sono due facce dello stesso problema – osserva Mura –. Quando trovare una casa in città diventa più difficile o il prodotto disponibile non corrisponde alla capacità di spesa e alle esigenze della famiglia, la ricerca si allarga. Non significa necessariamente allontanarsi da Olbia: significa cominciare a considerare come parte dello stesso mercato residenziale anche i comuni che si trovano a pochi chilometri”. A spostarsi verso i comuni vicini è anche la domanda di abitazioni indipendenti e semi-indipendenti, soprattutto da parte di chi cerca metrature maggiori, spazi esterni o una maggiore autonomia abitativa difficili da trovare in città a condizioni compatibili con il proprio budget. A pochi chilometri di distanza aumentano invece le possibilità di trovare immobili capaci di rispondere a queste esigenze.

OLBIA MOTORE DI UN SISTEMA RESIDENZIALE PIÙ AMPIO: I COMUNI CINTURA.

La dinamica osservata in Gallura si inserisce in una tendenza più ampia: dopo anni nei quali vivere nel centro urbano rappresentava quasi automaticamente un vantaggio, una parte della domanda immobiliare attribuisce oggi maggiore valore allo spazio, alla tranquillità, alla disponibilità di aree esterne e a una dimensione urbana meno congestionata. Nel caso di Olbia, però, il fenomeno assume caratteristiche particolari perché i comuni della cintura non si pongono necessariamente in alternativa alla città, ma tendono a diventare parte di un unico sistema residenziale. “Olbia resta il motore economico di quest’area e proprio la sua forza può produrre effetti sui territori circostanti – conclude Lino Mura –. La crescita dei prezzi, la difficoltà di trovare determinate tipologie di immobili e la pressione sul mercato degli affitti possono portare una quota crescente della domanda a guardare qualche chilometro più in là. I dati demografici non sono ancora sufficienti per parlare di un fenomeno consolidato, ma indicano una direzione che il mercato immobiliare deve cominciare a osservare con attenzione”.




CONTROLLO DELLA CIRCOLAZIONE PORTA AL SEQUESTRO DI INGENTI QUANTITATIVI DI STUPEFACENTI: UN ARRESTO DEICARABINIERI

Nel rispetto dei diritti della persona indagata e della presunzione di innocenza, per quanto risulta allo
stato e salvo ulteriori approfondimenti, si comunica quanto segue.

Olbia, 3 luglio 2026 – I Carabinieri della Sezione Radiomobile del Reparto Territoriale di Olbia hanno tratto
in arresto un trentacinquenne, ritenuto responsabile di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di
spaccio.
L’intervento è scaturito nel corso dell’ordinario servizio di controllo del territorio, quando una pattuglia
della Sezione Radiomobile ha notato un’autovettura procedere a velocità particolarmente sostenuta e
con una condotta di guida estremamente pericolosa lungo una delle principali arterie della viabilità
cittadina, in un’area caratterizzata, soprattutto in questo periodo dell’anno, da un intenso flusso di
residenti e turisti.
I militari hanno quindi proceduto al controllo del conducente, avviando gli accertamenti che hanno
successivamente consentito di eseguire perquisizioni personale, veicolare e domiciliare.
L’attività ha permesso di rinvenire e sottoporre a sequestro ingenti quantitativi di cocaina, hashish,
marijuana e pericolose droghe sintetiche, nonché materiale per il confezionamento e la pesatura delle
dosi, denaro contante ritenuto provento dell’attività di spaccio e una pistola a salve priva del tappo rosso.
L’attività è stata svolta sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Tempio Pausania, che ha
sottoposto l’uomo agli arresti domiciliari, in attesa dell’udienza di convalida.
L’episodio conferma come il quotidiano controllo del territorio rappresenti uno degli strumenti più efficaci
di prevenzione e contrasto alla criminalità: un ordinario servizio di pattuglia, nato per garantire la sicurezza
della circolazione stradale, ha consentito di interrompere una presunta attività di spaccio e di sottrarre
dal mercato ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti, comprese droghe sintetiche particolarmente
pericolose.




Turismo a Olbia, dal 17 al 20 giugno la prima Borsa internazionale dedicata ai Siti Unesco

Cagliari, 16 giugno 2026 – Valorizzare e promuovere su mercati nazionale e internazionali la fruizione del ricco patrimonio archeologico della Sardegna, impreziosito dai siti UNESCO e diffuso sul territorio regionale. Con questo obiettivo l’Assessorato del Turismo della Regione Sardegna, in collaborazione con la Camera di Commercio di Sassari e con l’agenzia M&C Marketing Consulting, organizza la 1° Borsa del Turismo Archeologico dedicata ai siti UNESCO, in programma ad Olbia, dal 17 al 20 giugno. Ad aprire l’evento, il convegno dedicato al “Patrimonio Mondiale UNESCO: da riconoscimento a opportunità per il turismo slow”, nei giorni successivi sono in programma workshop, b2b con Tour Operator internazionali e fam trip sul territorio.

Il patrimonio UNESCO della Sardegna comprende beni culturali materiali, come il complesso nuragico Su Nuraxi di Barumini e 18 Domus de Janas, entrate nella World Heritage List nel 2025; ma anche beni immateriali, quali: il Canto a Tenore e la Faradda de li Candareri di Sassari e la riserva della biosfera MAB del Parco di Tepilora.

A inaugurare la Borsa sarà il convegno dal titolo “Il patrimonio mondiale UNESCO: da riconoscimento a opportunità per il turismo slow”, in programma nel pomeriggio di domani, mercoledì 17 giugno nella sede del Museo Archeologico Nazionale di Olbia, articolato in due tavole rotonde, la prima dedicata ai modelli di successo in Italia di valorizzazione a fini turistici dei siti Unesco e la seconda invece dedicata specificamente agli attrattori culturali della Sardegna quali potenziali prodotti turistici, che saranno precedute dagli interventi introduttivi del sindaco di Olbia, Settimo Nizzi, del Presidente della Camera di commercio di Sassari, Stefano Visconti, del deputato e consigliere del Ministro del Turismo Gianluca Caramanna, degli assessori regionali del turismo, Franco Cuccureddu, e della cultura, Ilaria Portas e, in videocollegamento della Presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, e della DG del Ministero della cultura, Mariassunta Peci. A moderare l’incontro sarà Mario Tozzi, primo ricercatore CNR e divulgatore scientifico.

Fortemente voluto dall’assessore del Turismo, Artigianato e Commercio, Franco Cuccureddu, il meeting porrà al centro del dibattito la valorizzazione dei beni sardi patrimonio dell’Umanità come volano di sviluppo per il turismo, in particolare per lo slow tourism, in grado di proporre esperienze autentiche e sostenibili nell’intero territorio regionale e durante tutto l’arco dell’anno, capace di far scoprire un’altra Sardegna, fatta di paesaggi costieri e dell’interno e itinerari che li attraversano, con borghi e comunità che li animano, esperienze condivise tra i viaggiatori e chi li ospita, benessere di corpo e anima.

L’appuntamento, dunque, sarà anche un momento di presentazione delle strategie di sviluppo e promozione turistica della Sardegna, facendo leva sul valore del riconoscimento UNESCO, nonché di confronto tra Istituzioni, associazioni e operatori del settore con lo scopo di offrire agli operatori culturali e turistici locali informazioni e strumenti per progettare soluzioni di turismo sostenibile ed accessibile, anche con riferimento a buone pratiche già collaudate.

“La Sardegna – afferma l’assessore Cuccureddu – ha antiche tradizioni, una cultura fortemente identitaria che va divulgata e conosciuta in tutta la sua ricchezza; il turismo che vogliamo promuovere sul territorio punta proprio a valorizzare tale patrimonio UNESCO, così come i cammini, le aree interne, i borghi. In una parola, la nostra identità.” “La BISPM – prosegue l’assessore – è una tappa fondamentale nel percorso di rafforzamento del posizionamento della destinazione Sardegna al centro del turismo culturale europeo e di distribuzione dei flussi in entrata nel corso di tutto l’anno e su tutto il territorio regionale; un percorso iniziato subito dopo l’iscrizione delle preistoriche Domus de Janas nella World Heritage List UNESCO, con la presenza al World Tourism Event, il Salone internazionale dei Beni Patrimonio Mondiale, a Roma nel 2025 e ci vedrà ancora presenti all’edizione 2026 ad Assisi, in occasione delle celebrazioni per l’ottavo centenario della morte di San Francesco, il 24 e 25 settembre prossimi. La Borsa rappresenta – aggiunge l’assessore- una significativa opportunità di scambio, riflessione e stimolo dei nostri operatori rispetto alle potenzialità del brand UNESCO, nella consapevolezza della delicatezza dei beni culturali e quindi della necessità della loro tutela e valorizzazione. Il nostro obiettivo – conclude Cuccureddu – è attrarre viaggiatori consapevoli, interessati a un turismo esperienziale e di qualità, capace di integrare arte, spiritualità, archeologia e paesaggio. Sardegna è sinonimo di autenticità, innovazione e identità, e i nostri siti UNESCO sono il cuore pulsante di questa visione.” Il clou del programma della BISPM è il workshop b2b, previsto per giovedì 18 giugno, durante il quale gli operatori sardi avranno l’opportunità di presentare le proprie proposte turistiche ai selezionati 40 buyer, italiani e stranieri. Questi ultimi avranno, l’opportunità di conoscere meglio un territorio multiforme e variegato, ricco di eccellenze paesaggistiche, architettoniche, artistiche e culturali grazie agli educational tour che seguiranno, il cui fil rouge sono le Domus de Janas ed i principali siti nuragici ubicati nel Nord della Sardegna.




Olbia-New York, Arzachena rilancia: il volo diretto accende turismo, investimenti e cultura

Il nuovo collegamento tra Olbia e New York viene letto come un passaggio decisivo per la Gallura e per la Costa Smeralda.
Per il sindaco Roberto Ragnedda non è soltanto una novità nei trasporti, ma un segnale forte di crescita internazionale, capace di aprire nuove opportunità per il territorio.


Un collegamento che rafforza il profilo internazionale

Ad Arzachena il volo diretto per New York viene accolto come una conferma del peso sempre più forte della Costa Smeralda sul piano internazionale. Per Roberto Ragnedda, i dati presentati durante l’evento raccontano con chiarezza l’interesse crescente del mercato americano verso questo tratto di Sardegna, considerato ormai un punto di riferimento riconoscibile in tutto il mondo.

“Questo volo Olbia-New York conferma la forza attrattiva della Costa Smeralda”.

Il sindaco descrive la fase attuale come una stagione particolarmente favorevole per Arzachena e per tutta la Gallura, tra promozione internazionale, investitori in arrivo e voglia di crescita. In questa prospettiva, la nuova tratta aerea rappresenta un tassello in più nel percorso di apertura verso altri continenti.

“È un momento d’oro per Arzachena e per la Gallura”.
“È un momento epocale che rafforza il nostro territorio”.


La spinta non si ferma al turismo balneare

Nel ragionamento del primo cittadino, la novità non riguarda soltanto l’arrivo di nuovi visitatori. Il collegamento con gli Stati Uniti viene visto anche come una leva per attrarre investimenti e creare nuove prospettive economiche, con effetti che potrebbero andare oltre la sola stagione estiva.

“Sarà l’occasione non soltanto per promuovere oltremodo la nostra destinazione, ma anche per attingere nuovi investitori”.

Ragnedda lega questo scenario a una crescita che deve produrre ricadute durature, soprattutto per i più giovani. L’idea è quella di consolidare un territorio sempre più competitivo, senza perdere il legame con la propria identità.

“Dobbiamo far sì che ci sia sempre una grande possibilità di crescita per le nostre future generazioni”.


Il museo della Costa Smeralda come nuovo tassello

Tra i progetti che il sindaco collega a questa fase di sviluppo c’è anche quello di un museo capace di raccontare la storia, l’architettura e l’anima della Costa Smeralda. L’acquisizione recente di un immobile ritenuto strategico viene considerata un passaggio concreto in questa direzione.

“Abbiamo acquisito un bene strategico”.
“Non si tratta soltanto di un valore economico, ma di un valore intrinseco alla nostra comunità”.

L’obiettivo, spiega Ragnedda, è arricchire l’offerta per chi arriva in Gallura, affiancando al mare una proposta culturale più ampia. Non solo spiagge, dunque, ma anche architettura, artigianato, prodotti tipici, enogastronomia e memoria del territorio.

“La missione è far sì che i nostri visitatori possano apprezzare il nostro mare e le nostre spiagge, ma vedere anche qualcosa in più”.


Immobiliare, domanda alta e mercato che cambia

Il sindaco osserva poi come il mercato immobiliare della zona stia attraversando una trasformazione profonda. I valori continuano a crescere, soprattutto nel segmento alto, mentre molte operazioni riguardano riqualificazioni e rilanci di strutture nate decenni fa e oggi non più adeguate alle richieste di una clientela internazionale.

“Il mercato immobiliare oggi si è completamente trasformato”.
“I numeri dicono che i valori stanno crescendo moltissimo per quelle che sono le realtà altospendenti”.

In questo scenario, anche l’entroterra sta conquistando spazio. Non solo perché alcune aree costiere risultano più sature, ma anche perché sempre più investitori cercano privacy, natura e autenticità, elementi che le zone interne possono offrire con forza crescente.

“Molti investitori ritrovano nel nostro entroterra una grande opportunità”.
“Garantisce una privacy unica che in altre parti del nostro territorio magari non hai”.


La scommessa sull’entroterra e sulla stagione lunga

Per Ragnedda, il territorio va osservato nel suo insieme, senza fermarsi alla sola immagine della fascia costiera. La sfida, secondo il sindaco, è distribuire meglio i flussi, valorizzare siti archeologici e produzioni identitarie, e costruire una proposta capace di prolungare la stagione turistica.

“Bisogna cercare di vedere il territorio a tutto tondo”.
“La fascia costiera è il nostro biglietto da visita, però bisogna stare attenti a un’evoluzione che ci sta integrando a livello territoriale”.

È in questo passaggio che il volo per New York assume, nelle parole del sindaco, un significato che va oltre la semplice connessione aerea: diventa uno strumento per allargare lo sguardo e rafforzare anche le aree meno legate al turismo balneare tradizionale.


“Dal mare al Limbara”, una visione che torna attuale

Nel finale, Ragnedda richiama la visione originaria che ha accompagnato la nascita della Costa Smeralda, quella di uno sviluppo capace di superare i confini della costa e coinvolgere il territorio in modo più esteso. È una lettura che lega il presente a un’idea più ampia di crescita, diffusione delle opportunità e valorizzazione delle eccellenze locali.

“Dal mare all’imbaro era una delle massime”.
“La lungimiranza stava proprio nel fatto che la Costa Smeralda non doveva essere un enclave chiuso”.

Per il sindaco, il nuovo collegamento internazionale, i progetti culturali e l’interesse economico verso la zona sembrano oggi ricomporre un disegno più ampio. Un passaggio che viene vissuto come storico e che, nelle intenzioni dell’amministrazione, dovrà trasformarsi in una crescita concreta e diffusa.

“Si chiude un cerchio, si concretizzano diversi sogni”.
“Siamo veramente molto soddisfatti e orgogliosi di essere testimoni di questo momento storico”.




Olbia-New York, Nizzi: “Un passaggio storico per la città e per tutta la Sardegna”

Il debutto del collegamento diretto tra Olbia e New York apre una fase nuova per il nord-est dell’isola. Per Settimo Nizzi, sindaco di Olbia e presidente della Provincia di Gallura, non è solo una novità nei trasporti, ma una vera occasione di crescita per il territorio.

Una giornata che segna un punto di svolta

Per Nizzi, l’avvio della rotta diretta con gli Stati Uniti ha un valore che va oltre i confini cittadini. “È una giornata storica per la nostra città, ma soprattutto per l’intera Sardegna”, osserva, spiegando che il nuovo volo rappresenta una risposta concreta a una difficoltà vissuta per anni da chi doveva raggiungere l’America partendo dall’isola.

Finora, racconta, il viaggio verso New York significava quasi sempre passare da Roma o Milano, affrontando scali, attese lunghe e partenze all’alba. “Chi ha avuto la fortuna di andare a New York sa quanto sia stato complicato dover fare trasferimenti, aspettare magari una mattinata intera o alzarsi prestissimo per prendere il primo aereo”, sottolinea.

La scelta di Olbia come segnale di fiducia

Secondo il sindaco, la decisione di una compagnia internazionale di puntare su Olbia è un riconoscimento importante per tutto il territorio. “Questa compagnia così importante ha creduto nel nostro territorio”, dice Nizzi, rimarcando che non si parte da zero, perché la Gallura e la Sardegna sono già conosciute all’estero.

Ma la novità, da sola, non basta. Ora serve continuità. “Dobbiamo lavorare tutti assieme”, afferma, ricordando anche il ruolo delle istituzioni regionali nel sostenere il progetto. “La Regione ci ha creduto, noi ci abbiamo creduto e dobbiamo fare in modo che questa iniziativa, che ci dà una spinta importante per il futuro, possa essere mantenuta e soprattutto sostenuta da tutti”.

Quattro collegamenti a settimana, con la prospettiva di crescere

Il nuovo collegamento parte con quattro voli settimanali, ma il margine per crescere esiste. Nizzi richiama le valutazioni già emerse sul possibile ampliamento del servizio. “Potrebbero essere implementati a seconda dei risultati il prossimo anno, magari allungando il periodo all’inizio o alla fine della stagione”, spiega.

Molto dipenderà dall’andamento della rotta e dalle scelte della compagnia, che valuterà numeri e prospettive. “La scelta fatta da Delta Air Lines è stata quella di individuare questo territorio e saranno loro a decidere in futuro quale sarà la strategia migliore”, osserva il sindaco.

Il territorio deve farsi trovare pronto

Per Nizzi, la Gallura ha tutte le caratteristiche per attrarre un pubblico internazionale di alto livello. Il clima, il paesaggio e la qualità ambientale sono elementi forti, capaci di rendere competitiva la destinazione anche agli occhi di un viaggiatore esigente come quello americano. “Per quanto riguarda il clima e l’ambiente, penso che non ci sia niente di uguale”, afferma.

Proprio per questo, però, occorre alzare ulteriormente l’asticella. “Dobbiamo farci trovare pronti”, insiste, perché il nuovo collegamento può portare a Olbia un turismo con grandi possibilità di scelta e aspettative molto alte.

Servizi, ospitalità e qualità dell’accoglienza

Il sindaco spiega che la città e il territorio sono già abituati a gestire grandi numeri. “Siamo abituati ad avere numerosi turisti, milioni di presenze in questa parte di territorio”, ricorda. Ma l’arrivo di un target ancora più internazionale richiede un impegno aggiuntivo da parte di tutti.

L’appello è rivolto agli albergatori, ai commercianti, ai ristoratori, a chi si occupa di trasporto pubblico e alle istituzioni. “Dobbiamo stare attenti ai servizi e fare quello che un turista si aspetta”, dice Nizzi, convinto che la qualità dell’esperienza sia decisiva quanto il collegamento aereo stesso.

La sfida: unire la costa con l’interno

Nella visione del sindaco, questa nuova apertura può diventare anche l’occasione per allargare i benefici del turismo oltre la fascia costiera. “Questa è la volta buona per cercare di collegare la costa con l’interno”, sottolinea, indicando la necessità di un lavoro condiviso e di una strategia che coinvolga tutto il territorio.

Per raggiungere questo obiettivo serviranno organizzazione, servizi efficienti e una capacità di accoglienza autentica. Nizzi mette al centro un principio semplice ma fondamentale: “Gentilezza, cordialità e accoglienza sono le parole importanti”.

L’immagine che il territorio deve lasciare

Alla fine, spiega il sindaco, la vera promozione passa dal ricordo che il visitatore porta con sé al ritorno. Anche con qualche limite linguistico, conta soprattutto il modo in cui ci si presenta. “Un turista deve tornare a casa dicendo: guarda che bel posto, c’è gente brava, cordiale, gentile”, conclude.

È in questa idea di ospitalità, più ancora che nella rotta stessa, che Nizzi vede la chiave per trasformare il volo diretto Olbia-New York in una possibilità duratura per la città e per tutta la Sardegna.




Delta punta su Olbia: “Un volo importante, un mercato che ci incoraggia”

Per Delta il debutto del collegamento diretto tra Olbia e New York non è una semplice novità stagionale. È un test strategico che lega turismo di fascia alta, domanda internazionale e crescita della Sardegna nel mercato americano.

La Sardegna entra nel network Delta

Per la compagnia americana, l’apertura della rotta Olbia-New York segna un passaggio di peso nella stagione estiva europea. Roberto Iatti, Senior Vice President International Pricing Revenue Management di Delta Air Lines, spiega che si tratta del “primo collegamento sull’isola” e di “un evento molto importante”, inserito in un piano che vede l’Italia come uno degli investimenti principali del gruppo.

Olbia diventa così la sesta città italiana servita da Delta, dentro quella che Iatti definisce la stagione europea più forte mai operata dalla compagnia.

Una rotta nata da una scelta dei clienti

Il nuovo volo è nato in modo insolito. Delta ha chiesto ai clienti più fedeli e ai dipendenti di scegliere quale isola collegare direttamente agli Stati Uniti. In gara c’erano Olbia, Malta e Ibiza.

Alla fine, racconta Roberto Iatti, “Olbia ha vinto, la Sardegna ha vinto”. Un risultato che la compagnia considera significativo anche perché, per la prima volta, la scelta di una nuova destinazione è passata direttamente dal coinvolgimento di passeggeri e personale.

Domanda alta e clientela premium

I primi segnali vengono letti in modo positivo. “Il volo sta andando molto bene”, afferma Iatti, spiegando che la domanda è forte e che il collegamento sembra trovare un equilibrio naturale tra il profilo dei passeggeri Delta e l’offerta turistica sarda.

La compagnia guarda infatti a una clientela premium, interessata a un servizio elevato e a destinazioni di qualità. In questo quadro, la Sardegna viene vista come una meta perfettamente coerente con un turismo di fascia alta.

Perché gli americani guardano alla Sardegna

Secondo Roberto Iatti, negli Stati Uniti l’isola è sempre più conosciuta. A pesare sono elementi come la Blue Zone, la cultura gastronomica e il fascino di una destinazione che, nel mercato americano, viene percepita come autentica e distintiva.

C’è poi un altro aspetto: il collegamento diretto permette di unire la Sardegna agli Stati Uniti senza passaggi intermedi. Per il manager di Delta, il volo serve anche a mettere in contatto “persone, culture e posti”, rafforzando un legame che va oltre il turismo.

Nuove rotte? Delta resta prudente

Sulle possibili estensioni future, la compagnia non si sbilancia. Le ipotesi su altri collegamenti vengono lasciate sullo sfondo, anche se il bilancio iniziale è incoraggiante.

La linea resta prudente: “È un buon inizio”, dice Roberto Iatti. Delta vuole osservare l’andamento del mercato e poi valutare come muoversi. Ma il messaggio è chiaro: se la risposta continuerà a essere positiva, Olbia potrebbe davvero rappresentare il primo passo di una presenza più ampia della compagnia in Sardegna.