LA CASA SI CERCA FUORI CITTÀ: IL CASO OLBIA

PREZZI E AFFITTI SPINGONO LA DOMANDA VERSO LOIRI, TELTI E MONTI

L’Osservatorio Brili-Brilas: la crescita della città potrebbe diventare un’opportunità

 contro lo spopolamento

La casa si cerca sempre più fuori dalla città. È una tendenza che interessa da tempo le grandi aree urbane italiane e che comincia a delinearsi anche intorno a Olbia, dove prezzi elevati, disponibilità limitata di immobili e difficoltà di accesso agli affitti stanno progressivamente allargando il perimetro della domanda residenziale. Loiri Porto San Paolo, Telti e Monti diventano così alternative per chi continua a lavorare e ad avere nella città il proprio principale punto di riferimento, ma cerca altrove una casa compatibile con le proprie esigenze e capacità di spesa. È quanto emerge dall’analisi dell’Osservatorio dell’agenzia immobiliare Brili-Brilas di Olbia, che ha messo a confronto l’andamento della popolazione residente nei comuni della cintura olbiese con le dinamiche del mercato immobiliare.

NUOVI RESIDENTI OLTRE I CONFINI DI OLBIA

A indicare che qualcosa sta cambiando sono innanzitutto i numeri della popolazione residente. Tra il 2022 e il 2024 Loiri Porto San Paolo è passato da 3.689 a 3.800 abitanti: 111 residenti in più, pari a una crescita del 3,01%. Nello stesso periodo Monti è salito da 2.334 a 2.383 residenti, con un incremento del 2,10%, mentre Telti è passato da 2.231 a 2.248 abitanti, +0,76%. Complessivamente i tre comuni considerati guadagnano 177 abitanti, ma quasi il 63% dell’incremento netto si concentra a Loiri Porto San Paolo.

 Un dato ancora più significativo arriva proprio da Loiri: nel 2025 il Comune ha dichiarato di aver accolto 68 nuovi residenti provenienti da Olbia. Un numero che rafforza l’indicazione di una progressiva redistribuzione della popolazione nell’area che gravita intorno alla città.

“Stiamo assistendo a un allargamento del mercato residenziale olbiese – spiega Lino Mura, titolare delle agenzie immobiliari Brili-Brilas –. I confini amministrativi contano sempre meno nelle scelte di chi cerca casa. Si può abitare a Loiri o a Telti e continuare a lavorare a Olbia, utilizzare ogni giorno i servizi della città e mantenere sostanzialmente invariato il proprio centro economico e professionale. È il concetto stesso di periferia che sta cambiando”.  Loiri Porto San Paolo rappresenta, in questo senso, il caso più evidente: la vicinanza a Olbia, al porto e all’aeroporto consente di vivere fuori città senza rinunciare alla possibilità di raggiungere facilmente il luogo di lavoro, i servizi e le principali infrastrutture.

OLBIA MOTORE ECONOMICO, UN’OPPORTUNITÀ CONTRO LO SPOPOLAMENTO

Nel caso di Olbia il fenomeno assume caratteristiche particolari perché i comuni della cintura non si pongono necessariamente in alternativa alla città, ma tendono a formare con il centro urbano un sistema sempre più integrato. Si può scegliere di vivere a Loiri Porto San Paolo, Telti o Monti continuando a lavorare a Olbia e mantenendo nella città il proprio principale riferimento economico e professionale. Una dinamica che, secondo l’Osservatorio Brili-Brilas, apre anche una prospettiva più ampia. La capacità attrattiva di un centro economicamente dinamico può produrre effetti positivi anche sui comuni vicini, offrendo nuove opportunità residenziali a territori che possono così intercettare una parte della domanda proveniente dalla città. “Olbia resta il motore economico di quest’area e proprio la sua forza può generare opportunità anche oltre i confini comunali – conclude Lino Mura –. Se vivere a pochi chilometri dalla città consente di continuare a lavorare e a mantenere lo stesso centro di riferimento, la ricerca di una casa fuori Olbia può diventare anche un’opportunità per i comuni vicini. È una dinamica che, nel tempo, potrebbe contribuire a contrastare lo spopolamento dei centri più piccoli, riportando residenti e domanda abitativa in territori che restano strettamente collegati alla città. I numeri che abbiamo analizzato non consentono ancora di parlare di un fenomeno consolidato, ma indicano una direzione che merita di essere osservata”.

PREZZI E AFFITTI SPINGONO LA RICERCA FUORI CITTÀ

Alla base del fenomeno c’è anche il mercato immobiliare. Negli ultimi anni i valori delle abitazioni a Olbia sono cresciuti sensibilmente, mentre all’aumento della domanda si sono aggiunti i maggiori costi di costruzione e, più in generale, quelli legati alla produzione di nuove abitazioni. Per molte famiglie, soprattutto quando il reddito deriva prevalentemente dal lavoro dipendente, la distanza tra capacità di spesa e prezzi richiesti è diventata considerevole. A questo si aggiunge il nodo degli affitti annuali: la disponibilità limitata di abitazioni destinate alla locazione stabile rende più complessa la ricerca di una casa per residenti, lavoratori e famiglie. Una pressione che contribuisce a spostare l’attenzione verso un territorio più ampio rispetto ai soli confini di Olbia. “Acquisto e locazione sono due facce dello stesso problema – osserva Mura –. Quando trovare una casa in città diventa più difficile o il prodotto disponibile non corrisponde alla capacità di spesa e alle esigenze della famiglia, la ricerca si allarga. Non significa necessariamente allontanarsi da Olbia: significa cominciare a considerare come parte dello stesso mercato residenziale anche i comuni che si trovano a pochi chilometri”. A spostarsi verso i comuni vicini è anche la domanda di abitazioni indipendenti e semi-indipendenti, soprattutto da parte di chi cerca metrature maggiori, spazi esterni o una maggiore autonomia abitativa difficili da trovare in città a condizioni compatibili con il proprio budget. A pochi chilometri di distanza aumentano invece le possibilità di trovare immobili capaci di rispondere a queste esigenze.

OLBIA MOTORE DI UN SISTEMA RESIDENZIALE PIÙ AMPIO: I COMUNI CINTURA.

La dinamica osservata in Gallura si inserisce in una tendenza più ampia: dopo anni nei quali vivere nel centro urbano rappresentava quasi automaticamente un vantaggio, una parte della domanda immobiliare attribuisce oggi maggiore valore allo spazio, alla tranquillità, alla disponibilità di aree esterne e a una dimensione urbana meno congestionata. Nel caso di Olbia, però, il fenomeno assume caratteristiche particolari perché i comuni della cintura non si pongono necessariamente in alternativa alla città, ma tendono a diventare parte di un unico sistema residenziale. “Olbia resta il motore economico di quest’area e proprio la sua forza può produrre effetti sui territori circostanti – conclude Lino Mura –. La crescita dei prezzi, la difficoltà di trovare determinate tipologie di immobili e la pressione sul mercato degli affitti possono portare una quota crescente della domanda a guardare qualche chilometro più in là. I dati demografici non sono ancora sufficienti per parlare di un fenomeno consolidato, ma indicano una direzione che il mercato immobiliare deve cominciare a osservare con attenzione”.




CONTROLLO DELLA CIRCOLAZIONE PORTA AL SEQUESTRO DI INGENTI QUANTITATIVI DI STUPEFACENTI: UN ARRESTO DEICARABINIERI

Nel rispetto dei diritti della persona indagata e della presunzione di innocenza, per quanto risulta allo
stato e salvo ulteriori approfondimenti, si comunica quanto segue.

Olbia, 3 luglio 2026 – I Carabinieri della Sezione Radiomobile del Reparto Territoriale di Olbia hanno tratto
in arresto un trentacinquenne, ritenuto responsabile di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di
spaccio.
L’intervento è scaturito nel corso dell’ordinario servizio di controllo del territorio, quando una pattuglia
della Sezione Radiomobile ha notato un’autovettura procedere a velocità particolarmente sostenuta e
con una condotta di guida estremamente pericolosa lungo una delle principali arterie della viabilità
cittadina, in un’area caratterizzata, soprattutto in questo periodo dell’anno, da un intenso flusso di
residenti e turisti.
I militari hanno quindi proceduto al controllo del conducente, avviando gli accertamenti che hanno
successivamente consentito di eseguire perquisizioni personale, veicolare e domiciliare.
L’attività ha permesso di rinvenire e sottoporre a sequestro ingenti quantitativi di cocaina, hashish,
marijuana e pericolose droghe sintetiche, nonché materiale per il confezionamento e la pesatura delle
dosi, denaro contante ritenuto provento dell’attività di spaccio e una pistola a salve priva del tappo rosso.
L’attività è stata svolta sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Tempio Pausania, che ha
sottoposto l’uomo agli arresti domiciliari, in attesa dell’udienza di convalida.
L’episodio conferma come il quotidiano controllo del territorio rappresenti uno degli strumenti più efficaci
di prevenzione e contrasto alla criminalità: un ordinario servizio di pattuglia, nato per garantire la sicurezza
della circolazione stradale, ha consentito di interrompere una presunta attività di spaccio e di sottrarre
dal mercato ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti, comprese droghe sintetiche particolarmente
pericolose.




Turismo a Olbia, dal 17 al 20 giugno la prima Borsa internazionale dedicata ai Siti Unesco

Cagliari, 16 giugno 2026 – Valorizzare e promuovere su mercati nazionale e internazionali la fruizione del ricco patrimonio archeologico della Sardegna, impreziosito dai siti UNESCO e diffuso sul territorio regionale. Con questo obiettivo l’Assessorato del Turismo della Regione Sardegna, in collaborazione con la Camera di Commercio di Sassari e con l’agenzia M&C Marketing Consulting, organizza la 1° Borsa del Turismo Archeologico dedicata ai siti UNESCO, in programma ad Olbia, dal 17 al 20 giugno. Ad aprire l’evento, il convegno dedicato al “Patrimonio Mondiale UNESCO: da riconoscimento a opportunità per il turismo slow”, nei giorni successivi sono in programma workshop, b2b con Tour Operator internazionali e fam trip sul territorio.

Il patrimonio UNESCO della Sardegna comprende beni culturali materiali, come il complesso nuragico Su Nuraxi di Barumini e 18 Domus de Janas, entrate nella World Heritage List nel 2025; ma anche beni immateriali, quali: il Canto a Tenore e la Faradda de li Candareri di Sassari e la riserva della biosfera MAB del Parco di Tepilora.

A inaugurare la Borsa sarà il convegno dal titolo “Il patrimonio mondiale UNESCO: da riconoscimento a opportunità per il turismo slow”, in programma nel pomeriggio di domani, mercoledì 17 giugno nella sede del Museo Archeologico Nazionale di Olbia, articolato in due tavole rotonde, la prima dedicata ai modelli di successo in Italia di valorizzazione a fini turistici dei siti Unesco e la seconda invece dedicata specificamente agli attrattori culturali della Sardegna quali potenziali prodotti turistici, che saranno precedute dagli interventi introduttivi del sindaco di Olbia, Settimo Nizzi, del Presidente della Camera di commercio di Sassari, Stefano Visconti, del deputato e consigliere del Ministro del Turismo Gianluca Caramanna, degli assessori regionali del turismo, Franco Cuccureddu, e della cultura, Ilaria Portas e, in videocollegamento della Presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, e della DG del Ministero della cultura, Mariassunta Peci. A moderare l’incontro sarà Mario Tozzi, primo ricercatore CNR e divulgatore scientifico.

Fortemente voluto dall’assessore del Turismo, Artigianato e Commercio, Franco Cuccureddu, il meeting porrà al centro del dibattito la valorizzazione dei beni sardi patrimonio dell’Umanità come volano di sviluppo per il turismo, in particolare per lo slow tourism, in grado di proporre esperienze autentiche e sostenibili nell’intero territorio regionale e durante tutto l’arco dell’anno, capace di far scoprire un’altra Sardegna, fatta di paesaggi costieri e dell’interno e itinerari che li attraversano, con borghi e comunità che li animano, esperienze condivise tra i viaggiatori e chi li ospita, benessere di corpo e anima.

L’appuntamento, dunque, sarà anche un momento di presentazione delle strategie di sviluppo e promozione turistica della Sardegna, facendo leva sul valore del riconoscimento UNESCO, nonché di confronto tra Istituzioni, associazioni e operatori del settore con lo scopo di offrire agli operatori culturali e turistici locali informazioni e strumenti per progettare soluzioni di turismo sostenibile ed accessibile, anche con riferimento a buone pratiche già collaudate.

“La Sardegna – afferma l’assessore Cuccureddu – ha antiche tradizioni, una cultura fortemente identitaria che va divulgata e conosciuta in tutta la sua ricchezza; il turismo che vogliamo promuovere sul territorio punta proprio a valorizzare tale patrimonio UNESCO, così come i cammini, le aree interne, i borghi. In una parola, la nostra identità.” “La BISPM – prosegue l’assessore – è una tappa fondamentale nel percorso di rafforzamento del posizionamento della destinazione Sardegna al centro del turismo culturale europeo e di distribuzione dei flussi in entrata nel corso di tutto l’anno e su tutto il territorio regionale; un percorso iniziato subito dopo l’iscrizione delle preistoriche Domus de Janas nella World Heritage List UNESCO, con la presenza al World Tourism Event, il Salone internazionale dei Beni Patrimonio Mondiale, a Roma nel 2025 e ci vedrà ancora presenti all’edizione 2026 ad Assisi, in occasione delle celebrazioni per l’ottavo centenario della morte di San Francesco, il 24 e 25 settembre prossimi. La Borsa rappresenta – aggiunge l’assessore- una significativa opportunità di scambio, riflessione e stimolo dei nostri operatori rispetto alle potenzialità del brand UNESCO, nella consapevolezza della delicatezza dei beni culturali e quindi della necessità della loro tutela e valorizzazione. Il nostro obiettivo – conclude Cuccureddu – è attrarre viaggiatori consapevoli, interessati a un turismo esperienziale e di qualità, capace di integrare arte, spiritualità, archeologia e paesaggio. Sardegna è sinonimo di autenticità, innovazione e identità, e i nostri siti UNESCO sono il cuore pulsante di questa visione.” Il clou del programma della BISPM è il workshop b2b, previsto per giovedì 18 giugno, durante il quale gli operatori sardi avranno l’opportunità di presentare le proprie proposte turistiche ai selezionati 40 buyer, italiani e stranieri. Questi ultimi avranno, l’opportunità di conoscere meglio un territorio multiforme e variegato, ricco di eccellenze paesaggistiche, architettoniche, artistiche e culturali grazie agli educational tour che seguiranno, il cui fil rouge sono le Domus de Janas ed i principali siti nuragici ubicati nel Nord della Sardegna.




Olbia-New York, Arzachena rilancia: il volo diretto accende turismo, investimenti e cultura

Il nuovo collegamento tra Olbia e New York viene letto come un passaggio decisivo per la Gallura e per la Costa Smeralda.
Per il sindaco Roberto Ragnedda non è soltanto una novità nei trasporti, ma un segnale forte di crescita internazionale, capace di aprire nuove opportunità per il territorio.


Un collegamento che rafforza il profilo internazionale

Ad Arzachena il volo diretto per New York viene accolto come una conferma del peso sempre più forte della Costa Smeralda sul piano internazionale. Per Roberto Ragnedda, i dati presentati durante l’evento raccontano con chiarezza l’interesse crescente del mercato americano verso questo tratto di Sardegna, considerato ormai un punto di riferimento riconoscibile in tutto il mondo.

“Questo volo Olbia-New York conferma la forza attrattiva della Costa Smeralda”.

Il sindaco descrive la fase attuale come una stagione particolarmente favorevole per Arzachena e per tutta la Gallura, tra promozione internazionale, investitori in arrivo e voglia di crescita. In questa prospettiva, la nuova tratta aerea rappresenta un tassello in più nel percorso di apertura verso altri continenti.

“È un momento d’oro per Arzachena e per la Gallura”.
“È un momento epocale che rafforza il nostro territorio”.


La spinta non si ferma al turismo balneare

Nel ragionamento del primo cittadino, la novità non riguarda soltanto l’arrivo di nuovi visitatori. Il collegamento con gli Stati Uniti viene visto anche come una leva per attrarre investimenti e creare nuove prospettive economiche, con effetti che potrebbero andare oltre la sola stagione estiva.

“Sarà l’occasione non soltanto per promuovere oltremodo la nostra destinazione, ma anche per attingere nuovi investitori”.

Ragnedda lega questo scenario a una crescita che deve produrre ricadute durature, soprattutto per i più giovani. L’idea è quella di consolidare un territorio sempre più competitivo, senza perdere il legame con la propria identità.

“Dobbiamo far sì che ci sia sempre una grande possibilità di crescita per le nostre future generazioni”.


Il museo della Costa Smeralda come nuovo tassello

Tra i progetti che il sindaco collega a questa fase di sviluppo c’è anche quello di un museo capace di raccontare la storia, l’architettura e l’anima della Costa Smeralda. L’acquisizione recente di un immobile ritenuto strategico viene considerata un passaggio concreto in questa direzione.

“Abbiamo acquisito un bene strategico”.
“Non si tratta soltanto di un valore economico, ma di un valore intrinseco alla nostra comunità”.

L’obiettivo, spiega Ragnedda, è arricchire l’offerta per chi arriva in Gallura, affiancando al mare una proposta culturale più ampia. Non solo spiagge, dunque, ma anche architettura, artigianato, prodotti tipici, enogastronomia e memoria del territorio.

“La missione è far sì che i nostri visitatori possano apprezzare il nostro mare e le nostre spiagge, ma vedere anche qualcosa in più”.


Immobiliare, domanda alta e mercato che cambia

Il sindaco osserva poi come il mercato immobiliare della zona stia attraversando una trasformazione profonda. I valori continuano a crescere, soprattutto nel segmento alto, mentre molte operazioni riguardano riqualificazioni e rilanci di strutture nate decenni fa e oggi non più adeguate alle richieste di una clientela internazionale.

“Il mercato immobiliare oggi si è completamente trasformato”.
“I numeri dicono che i valori stanno crescendo moltissimo per quelle che sono le realtà altospendenti”.

In questo scenario, anche l’entroterra sta conquistando spazio. Non solo perché alcune aree costiere risultano più sature, ma anche perché sempre più investitori cercano privacy, natura e autenticità, elementi che le zone interne possono offrire con forza crescente.

“Molti investitori ritrovano nel nostro entroterra una grande opportunità”.
“Garantisce una privacy unica che in altre parti del nostro territorio magari non hai”.


La scommessa sull’entroterra e sulla stagione lunga

Per Ragnedda, il territorio va osservato nel suo insieme, senza fermarsi alla sola immagine della fascia costiera. La sfida, secondo il sindaco, è distribuire meglio i flussi, valorizzare siti archeologici e produzioni identitarie, e costruire una proposta capace di prolungare la stagione turistica.

“Bisogna cercare di vedere il territorio a tutto tondo”.
“La fascia costiera è il nostro biglietto da visita, però bisogna stare attenti a un’evoluzione che ci sta integrando a livello territoriale”.

È in questo passaggio che il volo per New York assume, nelle parole del sindaco, un significato che va oltre la semplice connessione aerea: diventa uno strumento per allargare lo sguardo e rafforzare anche le aree meno legate al turismo balneare tradizionale.


“Dal mare al Limbara”, una visione che torna attuale

Nel finale, Ragnedda richiama la visione originaria che ha accompagnato la nascita della Costa Smeralda, quella di uno sviluppo capace di superare i confini della costa e coinvolgere il territorio in modo più esteso. È una lettura che lega il presente a un’idea più ampia di crescita, diffusione delle opportunità e valorizzazione delle eccellenze locali.

“Dal mare all’imbaro era una delle massime”.
“La lungimiranza stava proprio nel fatto che la Costa Smeralda non doveva essere un enclave chiuso”.

Per il sindaco, il nuovo collegamento internazionale, i progetti culturali e l’interesse economico verso la zona sembrano oggi ricomporre un disegno più ampio. Un passaggio che viene vissuto come storico e che, nelle intenzioni dell’amministrazione, dovrà trasformarsi in una crescita concreta e diffusa.

“Si chiude un cerchio, si concretizzano diversi sogni”.
“Siamo veramente molto soddisfatti e orgogliosi di essere testimoni di questo momento storico”.




Olbia-New York, Nizzi: “Un passaggio storico per la città e per tutta la Sardegna”

Il debutto del collegamento diretto tra Olbia e New York apre una fase nuova per il nord-est dell’isola. Per Settimo Nizzi, sindaco di Olbia e presidente della Provincia di Gallura, non è solo una novità nei trasporti, ma una vera occasione di crescita per il territorio.

Una giornata che segna un punto di svolta

Per Nizzi, l’avvio della rotta diretta con gli Stati Uniti ha un valore che va oltre i confini cittadini. “È una giornata storica per la nostra città, ma soprattutto per l’intera Sardegna”, osserva, spiegando che il nuovo volo rappresenta una risposta concreta a una difficoltà vissuta per anni da chi doveva raggiungere l’America partendo dall’isola.

Finora, racconta, il viaggio verso New York significava quasi sempre passare da Roma o Milano, affrontando scali, attese lunghe e partenze all’alba. “Chi ha avuto la fortuna di andare a New York sa quanto sia stato complicato dover fare trasferimenti, aspettare magari una mattinata intera o alzarsi prestissimo per prendere il primo aereo”, sottolinea.

La scelta di Olbia come segnale di fiducia

Secondo il sindaco, la decisione di una compagnia internazionale di puntare su Olbia è un riconoscimento importante per tutto il territorio. “Questa compagnia così importante ha creduto nel nostro territorio”, dice Nizzi, rimarcando che non si parte da zero, perché la Gallura e la Sardegna sono già conosciute all’estero.

Ma la novità, da sola, non basta. Ora serve continuità. “Dobbiamo lavorare tutti assieme”, afferma, ricordando anche il ruolo delle istituzioni regionali nel sostenere il progetto. “La Regione ci ha creduto, noi ci abbiamo creduto e dobbiamo fare in modo che questa iniziativa, che ci dà una spinta importante per il futuro, possa essere mantenuta e soprattutto sostenuta da tutti”.

Quattro collegamenti a settimana, con la prospettiva di crescere

Il nuovo collegamento parte con quattro voli settimanali, ma il margine per crescere esiste. Nizzi richiama le valutazioni già emerse sul possibile ampliamento del servizio. “Potrebbero essere implementati a seconda dei risultati il prossimo anno, magari allungando il periodo all’inizio o alla fine della stagione”, spiega.

Molto dipenderà dall’andamento della rotta e dalle scelte della compagnia, che valuterà numeri e prospettive. “La scelta fatta da Delta Air Lines è stata quella di individuare questo territorio e saranno loro a decidere in futuro quale sarà la strategia migliore”, osserva il sindaco.

Il territorio deve farsi trovare pronto

Per Nizzi, la Gallura ha tutte le caratteristiche per attrarre un pubblico internazionale di alto livello. Il clima, il paesaggio e la qualità ambientale sono elementi forti, capaci di rendere competitiva la destinazione anche agli occhi di un viaggiatore esigente come quello americano. “Per quanto riguarda il clima e l’ambiente, penso che non ci sia niente di uguale”, afferma.

Proprio per questo, però, occorre alzare ulteriormente l’asticella. “Dobbiamo farci trovare pronti”, insiste, perché il nuovo collegamento può portare a Olbia un turismo con grandi possibilità di scelta e aspettative molto alte.

Servizi, ospitalità e qualità dell’accoglienza

Il sindaco spiega che la città e il territorio sono già abituati a gestire grandi numeri. “Siamo abituati ad avere numerosi turisti, milioni di presenze in questa parte di territorio”, ricorda. Ma l’arrivo di un target ancora più internazionale richiede un impegno aggiuntivo da parte di tutti.

L’appello è rivolto agli albergatori, ai commercianti, ai ristoratori, a chi si occupa di trasporto pubblico e alle istituzioni. “Dobbiamo stare attenti ai servizi e fare quello che un turista si aspetta”, dice Nizzi, convinto che la qualità dell’esperienza sia decisiva quanto il collegamento aereo stesso.

La sfida: unire la costa con l’interno

Nella visione del sindaco, questa nuova apertura può diventare anche l’occasione per allargare i benefici del turismo oltre la fascia costiera. “Questa è la volta buona per cercare di collegare la costa con l’interno”, sottolinea, indicando la necessità di un lavoro condiviso e di una strategia che coinvolga tutto il territorio.

Per raggiungere questo obiettivo serviranno organizzazione, servizi efficienti e una capacità di accoglienza autentica. Nizzi mette al centro un principio semplice ma fondamentale: “Gentilezza, cordialità e accoglienza sono le parole importanti”.

L’immagine che il territorio deve lasciare

Alla fine, spiega il sindaco, la vera promozione passa dal ricordo che il visitatore porta con sé al ritorno. Anche con qualche limite linguistico, conta soprattutto il modo in cui ci si presenta. “Un turista deve tornare a casa dicendo: guarda che bel posto, c’è gente brava, cordiale, gentile”, conclude.

È in questa idea di ospitalità, più ancora che nella rotta stessa, che Nizzi vede la chiave per trasformare il volo diretto Olbia-New York in una possibilità duratura per la città e per tutta la Sardegna.




Delta punta su Olbia: “Un volo importante, un mercato che ci incoraggia”

Per Delta il debutto del collegamento diretto tra Olbia e New York non è una semplice novità stagionale. È un test strategico che lega turismo di fascia alta, domanda internazionale e crescita della Sardegna nel mercato americano.

La Sardegna entra nel network Delta

Per la compagnia americana, l’apertura della rotta Olbia-New York segna un passaggio di peso nella stagione estiva europea. Roberto Iatti, Senior Vice President International Pricing Revenue Management di Delta Air Lines, spiega che si tratta del “primo collegamento sull’isola” e di “un evento molto importante”, inserito in un piano che vede l’Italia come uno degli investimenti principali del gruppo.

Olbia diventa così la sesta città italiana servita da Delta, dentro quella che Iatti definisce la stagione europea più forte mai operata dalla compagnia.

Una rotta nata da una scelta dei clienti

Il nuovo volo è nato in modo insolito. Delta ha chiesto ai clienti più fedeli e ai dipendenti di scegliere quale isola collegare direttamente agli Stati Uniti. In gara c’erano Olbia, Malta e Ibiza.

Alla fine, racconta Roberto Iatti, “Olbia ha vinto, la Sardegna ha vinto”. Un risultato che la compagnia considera significativo anche perché, per la prima volta, la scelta di una nuova destinazione è passata direttamente dal coinvolgimento di passeggeri e personale.

Domanda alta e clientela premium

I primi segnali vengono letti in modo positivo. “Il volo sta andando molto bene”, afferma Iatti, spiegando che la domanda è forte e che il collegamento sembra trovare un equilibrio naturale tra il profilo dei passeggeri Delta e l’offerta turistica sarda.

La compagnia guarda infatti a una clientela premium, interessata a un servizio elevato e a destinazioni di qualità. In questo quadro, la Sardegna viene vista come una meta perfettamente coerente con un turismo di fascia alta.

Perché gli americani guardano alla Sardegna

Secondo Roberto Iatti, negli Stati Uniti l’isola è sempre più conosciuta. A pesare sono elementi come la Blue Zone, la cultura gastronomica e il fascino di una destinazione che, nel mercato americano, viene percepita come autentica e distintiva.

C’è poi un altro aspetto: il collegamento diretto permette di unire la Sardegna agli Stati Uniti senza passaggi intermedi. Per il manager di Delta, il volo serve anche a mettere in contatto “persone, culture e posti”, rafforzando un legame che va oltre il turismo.

Nuove rotte? Delta resta prudente

Sulle possibili estensioni future, la compagnia non si sbilancia. Le ipotesi su altri collegamenti vengono lasciate sullo sfondo, anche se il bilancio iniziale è incoraggiante.

La linea resta prudente: “È un buon inizio”, dice Roberto Iatti. Delta vuole osservare l’andamento del mercato e poi valutare come muoversi. Ma il messaggio è chiaro: se la risposta continuerà a essere positiva, Olbia potrebbe davvero rappresentare il primo passo di una presenza più ampia della compagnia in Sardegna.




Olbia-New York, Cuccureddu: «La Sardegna era pronta per il volo diretto»

Il debutto della rotta Olbia-New York segna un passaggio simbolico e strategico per il turismo sardo.
Per Franco Cuccureddu, assessore del Turismo della Regione Sardegna, il nuovo collegamento nasce da numeri chiari: crescita degli arrivi dagli Stati Uniti, alta capacità di spesa e interesse sempre più forte per un’isola che vuole andare oltre il solo mare.

Il mercato americano, per la Sardegna, non è più una scommessa. È una realtà in forte espansione. A dirlo è Franco Cuccureddu, che in occasione del volo inaugurale ha legato l’arrivo della tratta diretta a una crescita costante dei flussi dagli Usa. «L’incremento notevolissimo dei flussi dagli Stati Uniti giustificava un volo diretto», ha spiegato.

I numeri, secondo l’assessore, parlano da soli. Nel 2025 gli arrivi statunitensi in Sardegna sono stati 121.118, con 400.860 presenze complessive e una permanenza media di 3,31 giorni. Un dato che pesa ancora di più se confrontato con l’anno precedente: «Le presenze quest’anno sono cresciute del 34,33%». Oggi quello americano è il nono mercato turistico dell’isola e il primo tra quelli extraeuropei.

La spinta più forte arriva dalla Gallura. Qui si concentra circa la metà delle presenze americane registrate in Sardegna. Cuccureddu ha ricordato che tra il 2023 e il 2025 il territorio è cresciuto del 100,03%, mentre rispetto al 2024 l’aumento nel 2025 è stato vicino al 44%. È in questa cornice che il volo diretto ha preso forma: non come un azzardo, ma come la risposta a una domanda già esistente.

L’assessore ha chiarito che la scelta finale è stata della compagnia, ma che l’interesse intorno alla Sardegna era ormai concreto. «È una scelta innanzitutto che ha fatto la Delta», ha detto. Ma ha anche aggiunto che «c’erano molte compagnie interessate», proprio perché i dati su arrivi, presenze, spesa e motivazioni di viaggio avevano reso il mercato sardo sempre più attrattivo.

Uno dei punti più forti del ragionamento riguarda la capacità di spesa. Secondo Cuccureddu, i turisti americani sono quelli che in Sardegna spendono di più per singola transazione. «Gli americani, per esempio, sono in assoluto quelli che spendono di più a singola transazione», ha sottolineato, indicando una media superiore agli 80 euro. Un segnale che, nelle valutazioni della Regione, conferma la presenza di una clientela di livello medio-alto.

Anche il profilo dei passeggeri Delta è stato letto in questa chiave. «Delta Airline ha un profilo di clientela elevato, in alcuni casi anche molto elevato», ha osservato Cuccureddu. E ancora: «La Sardegna è in grado di soddisfare le esigenze dei clienti Delta». Per questo, ha aggiunto senza esitazioni, «per noi è l’utenza migliore».

Il primo volo, secondo l’assessore, ha già offerto un’indicazione precisa. «Questo primo volo aveva un solo posto libero, quindi era un volo full», ha raccontato, sottolineando la forte richiesta anche nelle classi più alte. Un elemento che rafforza l’idea di una rotta costruita su una domanda solida e su un pubblico con disponibilità economica importante.

Ma il punto, per la Regione, non è solo portare più visitatori. È cambiare il modo in cui la Sardegna si presenta all’estero. Cuccureddu ha insistito sul fatto che il turista americano non guarda all’isola soltanto come meta balneare. «L’utenza americana non è legata al nostro primo prodotto che è il marino-balneare», ha detto. Cerca piuttosto archeologia, storia, cultura, cammini, turismo lento, tradizioni e qualità della vita.

In questo quadro entrano anche le Blue Zone, spesso al centro dell’interesse del pubblico statunitense. «Sono molto affascinati dalle Blue Zone, dai nostri stili di vita, dall’alimentazione, dal modo di vivere», ha spiegato l’assessore. È qui che si inserisce la strategia regionale: «Dobbiamo internazionalizzare sempre di più la nostra offerta, delocalizzare e destagionalizzare».

La promozione, infatti, si è mossa da tempo in questa direzione. Cuccureddu ha richiamato le campagne portate avanti a New York, tra azioni digitali, pubblicità tradizionale e presenza nei punti più visibili della città. Un lavoro che punta a consolidare l’immagine della Sardegna come destinazione internazionale capace di offrire molto più del mare.

Anche la frequenza del collegamento viene letta come un segnale forte. Nei confronti avuti con i vettori, ha ricordato l’assessore, si ragionava inizialmente su due voli a settimana. Poi Delta ha alzato il livello dell’investimento. «Delta ha voluto rilanciare e investire con un volo quadrisettimanale. Questo è estremamente significativo», ha detto.

Adesso la vera sfida è far durare di più questa apertura. Il collegamento arriva fino al 26 ottobre, ma l’obiettivo è andare oltre. «Dobbiamo cercare di convincere, facendo crescere la domanda e proponendo nuovi prodotti, la possibilità di un volo magari con frequenza bisettimanale per tutto l’anno», ha affermato Cuccureddu. «Questa è la nostra ambizione».

Il percorso, però, resta complesso. La Sardegna continua a concentrare quasi tutto il suo movimento turistico nei mesi più caldi. «Il 96% dei nostri flussi si concentra nella stagione aeronautica summer», ha ricordato l’assessore, spiegando che solo una parte minima si distribuisce nel periodo invernale. Ed è proprio qui che il mercato americano può diventare decisivo.

Per Cuccureddu, il volo inaugurale Olbia-New York è quindi molto più di un evento simbolico. È il segnale che la Sardegna può giocare una partita nuova sui mercati internazionali, attirando visitatori interessati a cultura, esperienza e qualità della spesa. In altre parole, una rotta aerea che prova a diventare anche una rotta di sviluppo.




Sardegna Rally Raid. Numeri Vincenti (ma non li potete giocare al lotto)

Dall’alba lo sbarco ordinato del Sardegna Rally Raid. Il Molo Brin si riempie gradualmente: è il bivacco della “carovana multicolore” che si espande tra banchina e lungomare. Si svolgono le verifiche sportive e tecniche di piloti e mezzi, in un carosello che si fonde con la vita cittadina e i festeggiamenti per San Simplicio, sacro e profano, occasione unica.

Dal 15 maggio si entra nel vivo: foreste intricate, montagne di granito rosa, strade della Gallura, Romangia, Monte Acuto e Anglona. Un paradiso-labirinto dove il road book è l’unica guida. La natura sarda esplode in tutta la sua meraviglia.

In gara i campioni dell’Europeo Baja Moto, dell’Italiano Cross Country e dei nazionali Motorally. Due versioni del percorso autografate da Tiziano Siviero, mondiale e campione. Sfida tra i top italiani: Jacopo Cerutti (Aprilia), Alessandro Botturi (Yamaha), Paolo Lucci (Husqvarna). Tra le auto, spiccano Alfio Bordonaro (Suzuki), campione uscente, Andrea Schiumarini, Lorenzo Codecà, e le ragazze del team Ladies Dakar: Serena Rodella e Paola Tagliabue, campionessa di apnea.

Tre giorni di gara, 792 chilometri totali, 504 di settori selettivi a cronometro. Per le classi Regolarità e Experience, invece, tempi imposti. Semaforo verde!

Olbia, 14 Maggio 2026. Lo sbarco ordinato, discreto e solo vagamente eccitato è iniziato all’alba ed è proseguito per quasi tutta la mattinata. Il tempo di veder occuparsi piano piano il Molo Brin, storico attracco della marinara Olbia che accoglie il paddock (ma sarebbe meglio dire “bivacco”) del Sardegna Rally Raid 2026. La “carovana multicolore” si espande a macchia d’olio sulla banchina e il lungomare di Olbia nel brulicare di attività che preludono alla competizione. Sono le operazioni preliminari, ovvero le verifiche sportive dei partecipanti e tecniche dei loro mezzi da corsa. Moto e Auto da competizione sfilano per la “OP” in un carosello di vetrina che si inoltra nel pomeriggio di Olbia, fino a fondersi non solo idealmente con il tessuto della vita della Città, tra le antiche vie della città marinara e nel programma della celebrazione del Santo Patrono, San Simplicio. Sacro e profano, la processione e la “parade” dei Concorrenti in una fusione irripetibile.

Poi, dall’alba del 15 Maggio, sarà Sardegna, la fascia settentrionale delle foreste intricate e della montagne di granito rosa. Saranno le visite alla Gallura, la Romangia, del Monte Acuto e dell’Anglona. Un Paradiso, s’è già detto, e un labirinto di strade e vie forestali il cui rebus può essere risolto solo con un preciso usi del road book, il libro del Rally che rivelerà ad ogni pagina un piccolo tratto del percorso, tutto insieme, esageriamo, il romanzo del Sardegna Rally Raid edizione 2026. non scordiamocelo, tutto questo accade nel periodo in cui la natura dell’Isola esplode nella sua totale meraviglia di scenari unici.

Sono i Campioni dell’Europeo Baja delle Moto, dell’Italiano Cross Country, delle serie nazionali Motorally e Raid TT, nel complesso edificio agonistico del Sardegna Rally Raid, che gli Organizzatori, AC Sassari e Moto Club Insolita Sardegna, sotto il patrocinio della Regione Sardegna e dell’Automobile Club d’Italia, hanno voluto dedicare in ben due versioni del percorso alle differenti finalità delle classi. È un’idea di Tiziano Siviero, Mondiale Campione e tracciatore, che ha voluto questo “special” mai visto prima d’ora nell’album del Rally-Raid. Non si può definire meno che attesa la sfida incrociata che vede protagonisti i tre migliori “Rally-Raid men” italiani, Jacopo Cerutti, Aprilia Racing, Alessandro Botturi, Yamaha, Paolo Lucci, Husqvarna, ma c’è aspettativa, personale e non, per molti dei piloti auto, e tra questi Alfio Bordonaro, Suzuki, il Campione in carica del Sardegna Rally Raid, Andrea Schiumarini, “L Dugento” come dice Patron Rickler, Lorenzo Codecà, Suzuki, le super ragazze del team Ladies Dakar… dalla Dakar all’Isola, Serena Rodella e Paola Tagliabue, Campionessa di apnea, Suzuki, o la già “leggendaria” Christine Giampaoli “GZ” Zonca, Polaris.

Per finire… anzi per iniziare, saranno tre giorni di gara, tre tappe, così “confezionate”:

Tappa 1. SS1a Coiluna Loelle + SS1b Fiorentini, 120 di Trasferimento, 190 Settore selettivo, 310KM totali

Tappa 2. SS2a + SS2b Monte Acuto, 65 di Trasferimento, 180 Settore Selettivo, 300KM Totali

Tappa 3. SS3 Padru + Terranova, 57 di Trasferimento, 125 Settore Selettivo, 182KM totali

In Totale, 792 Chilometri di cui 504 di Settori Selettivi contro il cronometro o, nel caso della Classe Regolarità e Experience, di tempi imposti.

Semaforo verde!

Grazie Mille!

Ufficio Stampa Sardegna Rally Raid

Piero Batini ([email protected])

Sardegna Rally Raid. FIA-FIM Rally-Raid World Championship Candidate
Auto: Campionato Italiano Cross Country e SSV
Moto: Campionati Italiani MotoRally e Raid-TT, Europeo Baja
Epicentro: Olbia
Organizzazione:
Automobile Club Sassari e il supporto del Moto Club Insolita Sardegna
Con il sostegno dell’Automobile Club d’Italia e della Regione Autonoma della Sardegna

www.sardegnarallyraid.com
[email protected]
[email protected]

Sportity: S2R26FIA, S2R26FIME




Confindustria Centro Nord Sardegnaalla Fiera Nautica a Porto Rotondo

L’Associazione ha predisposto un suo stand nel quale, fino a domenica 10 maggio, sarà possibile ricevere informazioni sul progetto IN-Mare, finanziato dalla Regione nell’ambito della misura FILO, che punta ad avvicinare la formazione al mondo dell’impresa

Olbia – È in corso in questi giorni (fino a domenica 10 maggio) a Porto Rotondo (Olbia) la Fiera Nautica di Sardegna, promossa dal Cipnes Gallura con il sostegno della Regione Sardegna. Un appuntamento di grande rilievo nel panorama non solo nazionale della Blue Economy, con oltre 250 imbarcazioni e circa 150 espositori. Tra gli stand della Fiera c’è anche quello di Confindustria Centro Nord Sardegna: uno spazio dedicato all’incontro, al dialogo e alla valorizzazione delle imprese del territorio che operano nel settore della nautica, in particolare per quanto riguarda innovazione, competenze, filiera produttiva e opportunità di sviluppo per tutta la Sardegna.
«La Fiera costituisce un appuntamento fondamentale per le imprese nautiche nostre associate perché innanzitutto permette un confronto con tutti i protagonisti del comparto – dichiara Achille Carlini, presidente di Confindustria Centro Nord Sardegna –. Sosteniamo inoltre il progetto IN-Mare finanziato della Regione». Quest’ultima iniziativa ricade nell’ambito della misura della RAS FILO Sardegna – Filiere Innovazione Lavoro Occupazione, che comprende undici settori, tra cui la cantieristica nautica da diporto, e punta ad avvicinare la formazione al mondo dell’impresa. Le aziende e i giovani interessati ai percorsi formativi possono richiedere ulteriori informazioni presentandosi allo stand di Confindustria Centro Nord Sardegna.




SPACCIO NEL BAR, SCATTA LA CHIUSURA: ATTIVITA’ SOSPESA DAI CARABINIERI.

Nella mattina di oggi 21 aprile, i Carabinieri del Reparto Territoriale di Olbia hanno dato esecuzione ad un provvedimento di sospensione della licenza di un bar del centro storico olbiese, ai sensi dell’art. 100 Tulps, emesso dal Questore di Sassari, dottor Filiberto Mastrapasqua.
Gli accertamenti effettuati nel corso delle ultime settimane hanno permesso di acclarare che all’interno del locale si fossero verificati gravi fatti, costituenti pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica. L’esercizio pubblico è inoltre risultato abituale ritrovo di persone pregiudicate.

In particolare, l’episodio più rilevante si è verificato nella serata dell’8 aprile scorso, durante un’attività condotta dai Carabinieri della Sezione Operativa: i militari avevano colto un soggetto all’ingresso del locale, mentre cedeva una modica quantità di hashish a un acquirente, successivamente identificato e trovato in possesso della sostanza appena acquistata. Il servizio aveva consentito di rinvenire ulteriore stupefacente e una somma di denaro ritenuta provento dell’attività illecita. Nel medesimo contesto, all’interno del bar, risultato utilizzato come base per l’attività di spaccio, sono state rinvenute ulteriori dosi di sostanza stupefacente di tipo cocaina e materiale per il confezionamento. La gravità dei fatti e gli elementi raccolti hanno consentito ai militari di richiedere il provvedimento eseguito, che dispone la chiusura la licenza dell’esercizio pubblico per i prossimi 15 giorni. L’attività conferma il costante impegno dell’Arma dei Carabinieri nel garantire la sicurezza dei cittadini e nel prevenire situazioni di rischio per l’ordine pubblico.

L’azione tempestiva e coordinata delle Forze dell’Ordine rappresenta un presidio fondamentale per la tutela della collettività, contribuendo a rafforzare il senso di sicurezza e la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.

Olbia, 21.04.2026