Approvato il progetto definitivo del sistema fognario e depurativo di Badesi e Trinità d’Agultu

Nei giorni scorsi l’Ente di governo dell’ambito della Sardegna (EGAS) ha approvato il progetto definitivo, redatto da Abbanoa, per la realizzazione del nuovo sistema depurativo di Badesi e per l’ampliamento e adeguamento di quello di Trinità d’Agultu e Vignola. La spesa prevista è complessivamente di cinque milioni di euro, finanziati con fondi Cipe.

I lavori nel territorio di Badesi interesseranno anche le frazioni di Muntiggioni, La Tozza e Azzagulta, e prevedono la realizzazione di un nuovo depuratore e di una nuova stazione per il sollevamento dei reflui della zona marina.

L’impianto è stato studiato per lavorare su due linee: quella invernale, calibrata su 4.500 abitanti equivalenti, a cui se ne aggiunge una seconda, estiva, che permette di arrivare sino a nove mila abitanti equivalenti, risultando così particolarmente strategica nei periodi in cui è più forte la presenza turistica.

A Trinità d’Agultu e Vignola l’attuale impianto di depurazione sarà invece ampliato e ammodernato. A lavori terminati risulterà quindi più funzionale e in linea con le più moderne tecnologie.

“Grazie a questi interventi”, precisa Fabio Albieri, presidente dell’Egas, “una delle aree più belle del nord Sardegna potrà finalmente superare i disagi derivanti da impianti ormai obsoleti. In particolare si daranno adeguate risposte alle esigenze che si presentano con maggiore forza nella stagione estiva e che attendevano da tempo un miglioramento della qualità del servizio”.




TRINITÀ D’AGULTU:​CARABINIERI SGOMINANO BANDA DEDITA ALLO SPACCIO. ESEGUITA MISURA CAUTELARE NEI CONFRONTI DI 8 PERSONE.

Questa mattina, all’alba, i Carabinieri della Compagnia di Valledoria, coadiuvati dai colleghi dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Sardegna, dal Nucleo Cinofili di Abbasanta e da Carabinieri del Comando Provinciale, hanno eseguito 8 ordini di custodia cautelare in carcere emessi dal Gip del Tribunale di Tempio Pausania nei confronti di altrettanti cittadini nigeriani, E.F.O. classe ’92, E.G.classe ’97, E.S. classe ’84, I.M. classe ’98, E.A. classe ’94, L.J. classe ’97, B.E. classe ’87, O.S.classe’88, tutti ospiti presso il centro di accoglienza stranieri di Trinità d’Agultu.

Questo l’epilogo di un’indagine antidroga durata circa cinque mesi, diretta in prima persona dal Procuratore della Repubblica di Tempio Pausania, Dott. Gregorio Capasso, e nata a seguito del preoccupante rinvenimento, nei pressi del centro di accoglienza stranieri della località “La Paduledda” a Trinità d’Agultu (SS), di numerose siringhe normalmente utilizzate dagli assuntori di eroina. I servizi di appiattamento effettuati dai Carabinieri avevano sin da subito permesso di accertare la presenza di una fiorente attività di spaccio di sostanze stupefacenti, sia al dettaglio che “all’ingrosso”, proprio all’interno del centro di prima accoglienza di Trinità. Gli acquirenti, quasi tutti italiani provenienti da tutto il nord Sardegna, previ accordi presi con i pusher, si avvicinavano al cancello del centro e dopo aver consegnato il denaro, ricevevano in cambio le dosi, fino a quel momento occultate in bocca dai cedenti pronti ad ingoiarle qualora si fosse verificato un blitz da parte delle forze dell’Ordine. Alcuni di loro, addirittura, talvolta ponevano in essere un vero e proprio “baratto di stupefacenti”, pagando il corrispettivo della dose di eroina con stupefacente di tipo marijuana. Nel corso dell’indagine, in totale, i Carabinieri della Compagnia hanno arrestato 15persone, ne hanno denunciate 2 e ne hanno segnalato amministrativamente, quali assuntrici,numerose altre. A diverse di queste ultime, per tale motivo, è stata anche ritirata la patente di guida. Oltre all’esecuzione degli ordini di custodia cautelare in carcere per gli 8 cittadini nigeriani, su delega della Procura della Repubblica di Tempio Pausania, questa mattina sono state effettuate anche una quindicina di perquisizioni in tutto il nord della Sardegna. Tra le persone arrestate durante l’indagine ve ne sono 3 che, a seguito di rito abbreviato, il 19 maggio scorso sono stati condannati a 2 anni e otto mesi. Complessivamente, durante il corso dell’indagine, caratterizzato dell’effettuazione di numerosi controlli e perquisizioni, gli inquirenti hanno sequestrato più di 2chili di stupefacente, tra eroina e marijuana. Il sodalizio, formato da cittadini nigeriani ospiti del centro, si riforniva principalmente da un connazionale dimorante a Sassari, anch’esso finito in manette.