Al Romazzino il lusso ha ancora un’anima. E Da Vittorio gli regala il sapore del mare

Costa Smeralda, 28 Luglio 2026 di Fausto Farinelli

Costa Smeralda® 28 Luglio 2026 – di Fausto Farinelli

Non vedevo l’ora di tornare all’Hotel Romazzino.

Era passato qualche tempo dall’ultima visita e, questa volta, arrivo con qualche minuto di ritardo. Varco l’ingresso e, quasi automaticamente, mi tornano alla mente le parole dell’architetto Giancarlo Busiri Vici, inserite nel mio libro dedicato alla Costa Smeralda:

«Abbiamo consegnato i lavori del Romazzino, compresi tutti i giardini, in soli dodici mesi.»

Una frase che continua a sorprendermi.

Dodici mesi per realizzare non soltanto un albergo, ma uno dei luoghi destinati a diventare parte della storia e dell’immaginario della Costa Smeralda. Un edificio capace di inserirsi nel paesaggio senza aggredirlo, con i suoi muri bianchi, le linee morbide, gli archi, il verde dei giardini e il mare che sembra entrare naturalmente in ogni spazio.

Il Romazzino non è semplicemente un hotel.

È una testimonianza ancora viva di quella stagione irripetibile nella quale architettura, paesaggio e ospitalità furono chiamati a costruire qualcosa che prima non esisteva. Non una destinazione artificiale, ma un nuovo modo di raccontare la Sardegna al mondo.

Entro e vengo accompagnato sulla terrazza.

La vista è di quelle che non hanno bisogno di presentazioni. Il mare si apre davanti agli occhi, il granito sembra trattenere la luce e l’orizzonte restituisce immediatamente quella sensazione di pace che solo alcuni luoghi riescono ancora a offrire.

Saluto i colleghi già presenti e proprio sulla terrazza abbiamo l’occasione di conoscere Danilo Guerrini, direttore del Romazzino.

Ha 55 anni e alle spalle una lunga esperienza maturata negli hotel di lusso. La sua storia personale racconta molto del suo carattere e del modo in cui interpreta il proprio ruolo.

Proviene da una famiglia composta da uomini delle Forze dell’ordine. Un ambiente nel quale parole come disciplina, responsabilità, rispetto delle regole e senso del dovere non erano concetti astratti, ma parte della vita quotidiana.

Danilo, però, aveva scelto il proprio destino quando aveva appena tredici anni.

Voleva diventare direttore d’albergo.

Non si trattava del sogno confuso di un adolescente. Era già una direzione precisa, una di quelle convinzioni che, quando nascono così presto, sembrano accompagnare una persona per tutta la vita. Quella scelta è diventata prima un percorso professionale e poi una carriera costruita attraverso esperienze nelle strutture di alta gamma.

Il Romazzino rappresenta per lui una tappa particolarmente significativa: è la sua prima esperienza alla guida di un hotel sul mare.

Dirigere una struttura di questo livello non significa soltanto occuparsi delle camere, della ristorazione o dell’organizzazione del personale. Significa coordinare una macchina complessa nella quale ogni reparto deve muoversi con precisione, mantenendo però agli occhi dell’ospite una sensazione assoluta di naturalezza.

È proprio parlando di disciplina e organizzazione che Guerrini ci racconta una curiosità.

Secondo quanto ci spiega, il sistema degli ordini impartiti dallo chef alla brigata di cucina sarebbe stato introdotto da Napoleone Bonaparte, attraverso un modello organizzativo fondato su ruoli precisi, gerarchie definite, comandi chiari e capacità di esecuzione coordinata.

Il parallelismo è affascinante.

Una grande cucina, in effetti, non è molto diversa da una perfetta organizzazione sul campo. Ogni persona deve sapere esattamente cosa fare, in quale momento e in relazione al lavoro degli altri. Non c’è spazio per l’improvvisazione, perché basta un solo ingranaggio fuori tempo per compromettere il risultato finale.

Ma disciplina non significa necessariamente rigidità.

Nel racconto di Guerrini emerge piuttosto l’idea della responsabilità. Chi guida deve conoscere la propria squadra, deve saperne valorizzare le qualità e, soprattutto, deve assumersi il peso delle decisioni.

Osservandolo parlare si coglie immediatamente il profilo di un direttore presente, attento, cordiale ma mai invadente. Uno di quei professionisti che non hanno bisogno di occupare continuamente la scena per far percepire la propria autorevolezza.

In fondo, la qualità di un direttore si misura anche da ciò che l’ospite non vede.

Dalla puntualità del servizio.

Dalla serenità del personale.

Dalla capacità di prevenire un problema prima ancora che si presenti.

Dalla sensazione che ogni cosa accada con assoluta semplicità, anche quando dietro quella semplicità esistono ore di lavoro, coordinamento e attenzione quasi spasmodica ai dettagli.

Dopo questo primo incontro lasciamo la terrazza e ci dirigiamo verso il ristorante sulla spiaggia Entu e Mari.

È lì che la serata cambia definitivamente ritmo.

Il Romazzino ospita, dal 15 luglio al 14 agosto, la residenza gastronomica di DaV Costa Smeralda Da Vittorio, il format casual dining della famiglia Cerea. Per un mese il ristorante sulla spiaggia viene affidato a una delle realtà più prestigiose della ristorazione italiana, in un contesto nel quale il mare, la sabbia chiara e la brezza serale diventano parte integrante dell’esperienza.

Ad accoglierci è Francesca Formaggioni, Communication Manager del Romazzino.

L’atmosfera è già quella giusta. Il mare è davanti a noi, la luce del giorno sta lasciando spazio alla sera e la luna appare esattamente di fronte al ristorante.

Francesca guarda il cielo, sorride e pronuncia una frase capace di sciogliere immediatamente ogni formalità:

«Stasera siamo stati bravi anche a posizionare la Luna proprio davanti a noi.»

La battuta suscita il sorriso di tutti.

E, a dire il vero, osservando quella scena, viene quasi da crederle.

La luna sembra davvero essere stata collocata lì appositamente, come l’ultimo elemento di una scenografia preparata per accompagnare la cena.

Ma Francesca non si limita a comunicare l’immagine dell’hotel.

Il suo lavoro racconta una visione molto più profonda.

Gira la Sardegna in lungo e in largo alla ricerca delle antiche maestranze, degli artigiani, dei produttori e delle persone che continuano a custodire i saperi tradizionali dell’isola. Ogni settimana porta alcune di queste realtà all’interno del Romazzino, permettendo agli ospiti di entrare in contatto con la Sardegna più autentica.

Non la Sardegna costruita per essere esibita.

Ma quella vera.

Quella fatta di mani, materiali, gesti tramandati, lavorazioni antiche e storie familiari.

È un lavoro che assume un significato ancora più importante se si guarda al passato della Costa Smeralda.

La volontà del Principe Karim Aga Khan non era semplicemente quella di creare una destinazione frequentata dal jet set internazionale. La sua visione era più complessa e più rispettosa: portare la Sardegna dentro la Costa Smeralda.

Fare in modo che chi arrivava da ogni parte del mondo non incontrasse soltanto un mare straordinario, ma anche l’identità, la cultura, l’artigianato e la storia dell’isola.

A distanza di oltre sessant’anni, quella visione continua a vivere proprio attraverso iniziative come quelle curate da Francesca Formaggioni.

Ed è forse questo uno degli aspetti più affascinanti della serata.

Il Romazzino non si limita a custodire il proprio passato. Cerca di reinterpretarlo, mantenendo vivo quel dialogo tra ospitalità internazionale e identità sarda che era alla base del progetto originario.

Poi arriva il momento della cena.

La proposta gastronomica di DaV è affidata alla direzione dello chef Davide Galbiati, responsabile dello sviluppo gastronomico dei ristoranti del format. Il menu è costruito prevalentemente attorno alla cucina di mare, da sempre uno dei tratti distintivi di Da Vittorio, e combina l’eccellenza delle materie prime con una dimensione più conviviale e condivisa.

La cucina dialoga con il paesaggio.

E non è una frase di circostanza.

Mangiare a pochi passi dal mare, con la brezza che attraversa il ristorante e la luna davanti agli occhi, modifica realmente la percezione dei sapori. Il luogo non è soltanto lo sfondo della cena: diventa una componente del piatto.

La filosofia è quella di interpretare la tradizione gastronomica sarda con sensibilità contemporanea, rispettando la stagionalità e selezionando ingredienti capaci di stabilire un legame diretto con il territorio. Accanto a questa attenzione per la Sardegna trovano spazio i grandi classici della famiglia Cerea.

Tra questi il celebre Pacchero alla Vittorio, lo Spaghetto di tonno e l’Elefantino, definito il fratello minore della storica cotoletta a orecchia d’elefante.

Piatti che portano con sé una storia, un’identità e una riconoscibilità immediata.

La cucina di Da Vittorio colpisce per la capacità di essere raffinata senza diventare distante. La tecnica è evidente, ma non viene mai esibita come un esercizio di stile. Il piatto rimane comprensibile, piacevole, generoso.

C’è eleganza, ma c’è anche gioia.

C’è ricerca, ma non viene sacrificato il gusto.

C’è precisione, ma rimane intatto quello spirito conviviale che la famiglia Cerea considera uno dei valori fondamentali della propria proposta.

E poi c’è il servizio.

Un servizio di prim’ordine.

Presente, puntuale, attento, ma mai invadente. I tempi sono calibrati, i movimenti della sala appaiono quasi coreografici e ogni dettaglio viene seguito con una cura che non lascia spazio all’approssimazione.

L’accoglienza è superlativa.

Non quella formalità fredda che talvolta si incontra negli ambienti di lusso, ma un’attenzione capace di far sentire l’ospite riconosciuto e seguito.

È in questi particolari che si coglie il livello reale di una struttura.

Non soltanto nella bellezza degli ambienti o nella qualità di ciò che arriva in tavola, ma nella capacità di costruire un’esperienza coerente dall’inizio alla fine.

DaV Costa Smeralda nasce dalla collaborazione tra la famiglia Cerea, Belmond e Smeralda Holding. Non si tratta di un incontro occasionale, ma dello sviluppo di una relazione già avviata nel 2021 con DaV Mare allo Splendido Mare di Portofino. Il progetto approda oggi in Sardegna con l’obiettivo dichiarato di unire ospitalità, qualità e valorizzazione del territorio.

Il Romazzino, però, non è soltanto un albergo affidato alla gestione Belmond.

Rimane saldamente nell’alveo della proprietà di Smeralda Holding, la società indirettamente controllata da Qatar Investment Authority e guidata dall’amministratore delegato Mario Ferraro. Il patrimonio della società comprende i quattro hotel simbolo della destinazione — Cala di Volpe, Romazzino, Pitrizza e Cervo — oltre alla Marina di Porto Cervo, al Cantiere navale, al Pevero Golf Club, a negozi, uffici, appartamenti, bar, ristoranti e a circa 2.300 ettari di terreni sulla costa. (Smeralda Holding)

Ed è proprio nella strategia portata avanti da Ferraro che il pop-up di Da Vittorio trova una collocazione precisa.

Non si tratta di aggiungere semplicemente un altro nome prestigioso alla stagione estiva, ma di diversificare l’offerta della Costa Smeralda, trasformandola progressivamente in una destinazione capace di proporre esperienze differenti, pur mantenendo intatta la propria identità.

Negli ultimi anni Ferraro ha lavorato su più direttrici: la riqualificazione degli alberghi, l’ingresso di operatori internazionali di altissimo profilo, il potenziamento della ristorazione, l’apertura a nuovi segmenti di clientela e la costruzione di una destinazione meno dipendente da una sola formula di lusso.

Il Cala di Volpe è stato profondamente rinnovato e ripensato come una vera destinazione nella destinazione. Il Romazzino è entrato nella collezione Belmond, mentre il percorso di trasformazione del Pitrizza punta ad associarlo al marchio Cheval Blanc. L’obiettivo strategico appare evidente: legare la Costa Smeralda ai nomi più esclusivi dell’ospitalità internazionale, ampliandone contemporaneamente la capacità distributiva, la notorietà e il posizionamento sui mercati mondiali.

I numeri raccontano una parte importante di questo percorso.

Nel 2022 Smeralda Holding aveva raggiunto un fatturato di 120 milioni di euro, superando i 106 milioni registrati nel 2019. Nel 2024 il fatturato è salito a 168,1 milioni di euro, con una crescita del 12,5 per cento rispetto all’anno precedente e un EBITDA adjusted di 50,6 milioni di euro. Nello stesso anno il gruppo ha dichiarato 1.471 dipendenti, 544 fornitori sardi coinvolti e 44,2 milioni di euro di approvvigionamenti effettuati nell’isola.

Anche il dato sulle prenotazioni confermate per il 2026 offre una misura del risultato raggiunto. Alla fine del 2025 Ferraro aveva indicato un incremento del 40 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un segnale che conferma come la strategia di innalzamento e diversificazione dell’offerta abbia rafforzato l’attrattività internazionale della destinazione.

La ristorazione è diventata uno dei pilastri di questo nuovo corso.

Il pop-up di Da Vittorio non è dunque un’operazione isolata, ma un tassello di un progetto più ampio che punta ad affiancare all’ospitalità alberghiera una pluralità di esperienze gastronomiche riconoscibili, affidate a marchi e professionisti capaci di attrarre pubblici differenti.

È una scelta che appare strategicamente azzeccata.

Il lusso contemporaneo, infatti, non si identifica più soltanto con la camera, la spiaggia o il servizio. È cucina, benessere, cultura, intrattenimento, autenticità e capacità di costruire esperienze che possano diventare parte del viaggio.

È proprio questa strategia complessiva a rendere la residenza gastronomica di Da Vittorio al Romazzino qualcosa di più di un semplice pop-up estivo.

Da una parte c’è una delle famiglie simbolo dell’alta cucina italiana.

Dall’altra un hotel che appartiene alla storia stessa della Costa Smeralda.

Alle spalle c’è una proprietà che, sotto la guida di Mario Ferraro, ha scelto di investire sulla trasformazione, sulla diversificazione e sull’ingresso di grandi marchi internazionali.

In mezzo, la Sardegna.

Non utilizzata soltanto come cornice spettacolare, ma chiamata a entrare nel racconto attraverso i suoi ingredienti, le sue tradizioni, le sue maestranze e la sua cultura.

Durante la serata penso più volte alle parole ascoltate all’arrivo.

Ai dodici mesi impiegati per consegnare il Romazzino con tutti i suoi giardini.

Alla determinazione di Danilo Guerrini, che a tredici anni aveva già scelto il proprio futuro.

Alla disciplina delle brigate, alle gerarchie della cucina e al curioso richiamo all’organizzazione napoleonica.

Al lavoro di Francesca Formaggioni, che attraversa l’isola alla ricerca delle persone capaci di rappresentarne l’anima più profonda.

Alla strategia di Mario Ferraro, che sta cercando di accompagnare la Costa Smeralda verso una nuova fase della sua storia senza disperderne l’identità.

E poi torno con lo sguardo alla luna.

Quella luna che, almeno per una sera, sembra davvero essere stata sistemata nel punto esatto.

Quando lascio il Romazzino porto con me una certezza.

Il vero lusso non è soltanto ciò che si vede.

Non è una terrazza sul mare.

Non è una camera elegante.

Non è neppure un piatto perfettamente eseguito.

Il vero lusso è la somma di tante attenzioni invisibili.

È la capacità di un direttore di guidare senza imporsi.

È il lavoro di una squadra che si muove con precisione.

È una Communication Manager che cerca l’autenticità dell’isola e la porta dentro un hotel frequentato dal mondo.

È una brigata che trasforma materie prime eccellenti in un’esperienza capace di restare nella memoria.

È una proprietà che investe, rinnova e diversifica l’offerta senza dimenticare la storia dei luoghi che amministra.

È il rispetto per il passato, senza trasformarlo in una reliquia.

Quella al Romazzino non è stata soltanto una cena.

È stata la dimostrazione che l’ospitalità, quando incontra la cultura, la cucina e l’identità di un territorio, può ancora diventare racconto.

E che, in certi luoghi, qualcuno riesce davvero a farci credere di avere posizionato la luna proprio davanti a noi.




GALÀ DELLA SARDEGNA: NELLA PIAZZA PRINCIPE KARIM AGA KHAN IV DI PORTO CERVO SUONI, BALLI E CANTI DALL’ISOLA.  

Lunedì 27 luglio ore 22, presenta Giuliano Marongiu

SUPER OSPITE MOSES CONCAS

Porto Cervo, 24 luglio 2026 – Torna un classico della kermesse smeraldina organizzata dal Consorzio Costa Smeralda: il Galà della Sardegna, interamente dedicato alle musiche di matrice popolare, in scena lunedì 27 luglio alle ore 22, in Piazza Principe Karim Aga Khan IV a Porto Cervo.

Quest’anno il concertone dedicato ai suoni, ai canti e ai balli dell’Isola sarà presentato dal celebre conduttore e showman Giuliano Marongiu e articolato in due parti: nella prima si alterneranno quattro formazioni, tra le più interessanti del panorama folclorico regionale, dando un saggio delle loro straordinarie capacità di tramandare un bagaglio di tradizioni dal valore inestimabile; nella seconda parte, un autorevole interprete della musica contemporanea di ispirazione popolare, riadattata in chiave sperimentale, sarà protagonista sul palco di Porto Cervo con alcuni brani simbolo del suo repertorio.

Ad aprire lo spettacolo sarà il TenoreSu Cunsonu Santu Juanne” di Thiesi, quartetto vocale tra i più apprezzati nell’Isola e spesso portabandiera del canto a tenore nella Penisola e all’estero.

A seguire i virtuosismi strumentali degli “Organeddas” di Giampaolo Piredda e Mauro Spiga, due autentici campioni che fondono in un duo spettacolare le peculiarità dell’organetto e delle launeddas. Inoltre, l’estro degli Organeddas metterà in luce le eccezionali capacità di Mauro Spiga di cimentarsi anche in altri strumenti a fiato come trunfa e sulittu, e di Giampaolo Piredda all’organetto che riesce a rielaborare tutte le melodie della tradizione creando un caleidoscopio di note e colori dal fascino ancestrale.

Ancora voci suggestive con il coro maschile “Sos Astores” di Golfo Aranci, uno dei migliori ensemble oggi in attività ripercorrerà un vastissimo repertorio di melodie immortali arrangiate per un gruppo polifonico di soli uomini; una performance che fa vibrare le corde dell’anima grazie alla direzione magistrale di un musicista poliedrico come Giuseppe Orrù.

Nella magica cornice della piazzetta di Porto Cervo non potevano mancare i balli tipici che saranno proposti dagli eredi di una tradizione tramandata da decenni: per la prima volta sul palco della Costa Smeralda si esibirà il gruppo Minifolk della Pro Loco di Aggius, curato da Laura Bianco e accompagnato all’organetto da Giovanni Lepori, un giovanissimo talento di 17 anni già proiettato verso un’importante carriera. Un gruppo di giovanissimi appassionati del folclore e della cultura popolare 

che portano avanti un lavoro fondamentale per la salvaguardia di un’espressione artistica straordinaria e amata dalle persone di ogni classe sociale, in grado di unire in un sentire comune turisti e appassionati di qualunque provenienza.

Dopo gli interventi dedicati alla tradizione, spazio alla seconda parte con un ospite straordinario che catturerà l’attenzione di sardi e turisti: sarà il virtuoso Moses Concas, già Premio Costa Smeralda, conosciuto in tutto il mondo per aver partecipato in America e in Spagna a World’s Got Talent con i migliori talenti internazionali. Concas delizierà la platea con le sue magie che lo hanno fatto conoscere anche nel mondo del cinema firmando la colonna sonora del film campione di incassi “La vita va così” di Roberto Milani.

Posti a sedere ad ingresso libero e gratuito.




Porto Cervo, pattuglie in e-bike per l’estate: più controlli tra centro e Costa Smeralda

Con l’arrivo della stagione estiva, a Porto Cervo entra in servizio un nuovo modello di vigilanza più agile e vicino alle persone. Le biciclette elettriche permetteranno di presidiare con maggiore rapidità le aree più frequentate, dalle vie del centro ai percorsi pedonali della località turistica.

La stagione turistica porta con sé un aumento delle presenze e, insieme, la necessità di rafforzare i controlli nelle zone più battute di Porto Cervo. Per questo, durante l’estate, i servizi di vigilanza potranno contare anche sull’impiego delle e-bike, pensate per garantire spostamenti rapidi e una presenza costante nei punti più frequentati della località.

Le biciclette elettriche consentiranno di muoversi con più facilità lungo le strade del centro, nelle aree pedonali e in quei tratti dove i mezzi tradizionali risultano meno pratici. Una soluzione che punta a rendere i controlli più dinamici, ma anche più discreti, in un contesto urbano e turistico dove rapidità e flessibilità fanno la differenza.

L’obiettivo è rafforzare il contatto diretto con residenti, operatori economici e visitatori, soprattutto nei mesi in cui Porto Cervo e l’intera Costa Smeralda registrano il maggior afflusso di persone. Una presenza più capillare sul territorio potrà favorire sia la prevenzione dei comportamenti illeciti sia interventi più tempestivi nelle aree maggiormente frequentate.

La scelta di puntare su mezzi elettrici si inserisce anche in una visione più ampia, che unisce sicurezza, attenzione all’ambiente e qualità della vita. In una delle mete turistiche più note della Sardegna, il presidio del territorio si adatta così alle caratteristiche del luogo, con strumenti moderni capaci di coniugare efficienza, sostenibilità e vicinanza alla comunità.




Sopravento riaccende la magia della Costa Smeralda: inaugurata la stagione firmata Jerò.

Di Fausto Farinelli

video dalla pagina ufficiale instagram di Jerò.

Porto Cervo – Giovedì 18 giugno ha riaperto ufficialmente i battenti uno dei locali simbolo della nightlife smeraldina: il Sopravento, storico punto di riferimento dell’intrattenimento in Costa Smeralda, oggi rilanciato sotto la gestione del marchio Jerò Restaurant.

Una serata all’insegna dell’eleganza, della buona cucina e di un servizio impeccabile, in perfetta sintonia con l’atmosfera esclusiva di Porto Cervo. Presente il fondatore del locale, Antonello Verona, e il figlio Massimo che si occupava dell’accoglienza e che oggi porta avanti una tradizione iniziata decenni fa e diventata parte integrante della storia della Costa Smeralda.

La cena è stata accompagnata da uno spettacolo coinvolgente che ha visto protagonisti ballerini e performer capaci di trasformare la serata in una vera esperienza immersiva. Coreografie, musica e intrattenimento hanno scandito il ritmo della notte, mentre due funamboli hanno catturato l’attenzione del pubblico con esibizioni spettacolari che hanno strappato applausi e momenti di autentica meraviglia.

L’apertura del Sopravento rappresenta il primo atto di una stagione che si preannuncia ricca di appuntamenti. Tra una settimana, infatti, tornerà ad accendersi anche il Sottovento, altro nome storico dell’intrattenimento smeraldino, con una serata speciale dedicata proprio ad Antonello Verona e ai suoi amici più cari.

Un evento che si annuncia particolarmente emozionante e che vedrà la partecipazione di numerosi protagonisti della stagione d’oro della Costa Smeralda: imprenditori, artisti, musicisti e personaggi che hanno contribuito a costruire il mito delle notti di Porto Cervo e a trasformare l’intrattenimento in una vera arte.

Per molti sarà un’occasione per ritrovarsi, ricordare gli anni più iconici della Costa Smeralda e celebrare una storia che continua ancora oggi grazie alla passione di chi ha saputo trasformare un locale in un simbolo riconosciuto ben oltre i confini dell’isola.




NUOVE OPPORTUNITÀ DI FORMAZIONE AD ARZACHENA CON I CORSI GRATUITI PER SUBACQUEI 

L’iniziativa, promossa dalla delegata alle Politiche del Lavoro Daniela Desogus, mira ad arricchire i curricula di 10 giovani arzachenesi per l’inserimento nel comparto nautico e della subacquea.

ARZACHENA, 16 giugno 2026. Il Comune di Arzachena punta sulla formazione legata all’economia del mare e lancia una nuova offerta formativa incentrata su corsi subacquei e sviluppata in collaborazione con il team Orso Diving. L’obiettivo è fornire a 10 allievi, residenti ad Arzachena con età dai 16 ai 21 anni, gli strumenti concreti per accrescere la propria professionalità e spendere nuove competenze nel mercato del lavoro balneare, diportistico e turistico. L’iniziativa è promossa dalla delegata alle Politiche del Lavoro, Daniela Desogus.  

La partecipazione è gratuita, ma verrà richiesta una cauzione all’iscrizione che verrà incamerata nel caso in cui il corso non venga portato a termine. L’offerta si articola in due percorsi con lezioni pratiche nella baia di Punta Battistoni: il “Basic Diver” (un’introduzione di 3 ore a un massimo di 12 metri di profondità) e il corso completo “Open Water Diver” (4 sessioni di circa 3 ore a un massimo di 18 metri di profondità). Al termine verrà rilasciato un brevetto internazionale.

“Investire nelle competenze legate alle nostre risorse naturali è strategico per creare nuovi sbocchi professionali – spiega la delegata alle Politiche del Lavoro, Daniela Desogus–. Questi corsi non sono solo un’esperienza formativa, ma rappresentano una reale opportunità per i cittadini di Arzachena di diversificare il proprio curriculum a costo zero grazie all’impiego di fondi comunali. Acquisire un brevetto subacqueo internazionale costituisce un valore aggiunto fondamentale per chiunque desideri lavorare nella nautica, nei centri diving o nei servizi turistici del nostro territorio”.

Tutti i corsi includono l’attrezzatura, le uscite in gommone e il kit didattico digitale. I dettagli sulle date di decorrenza e le modalità di iscrizione sono disponibili nel bando ufficiale pubblicato sul sito www.comune.arzachena.ss.it Le domande possono essere presentate fino alle ore 13:00 del 30 giugno 2026.




AL VIA LA PIÙ LUNGA STAGIONE DEL WATERFRONT COSTA SMERALDA: APERTURA ANTICIPATA, DESIGN RINNOVATO, ARTE IMMERSIVA E BRAND ICONICI

Dal design firmato Gio Pagani ai nuovi “Portals” artistici: il Waterfront di Smeralda Holding apre con un mese di anticipo rispetto alle passate edizioni e prolunga la stagione fino a settembre, confermandosi hub internazionale di lifestyle, cultura e intrattenimento.

Porto Cervo, 11 giugno 2026 – Smeralda Holding annuncia la riapertura al pubblico del Waterfront Costa Smeralda 2026, il punto di riferimento per ospiti e visitatori della destinazione che, a partire da giovedì 11 giugno, accoglierà il pubblico con un’edizione profondamente rinnovata, all’insegna di design, arte e nuove esperienze immersive. La stagione 2026 si distingue inoltre per un calendario esteso rispetto agli anni precedenti, con un’apertura anticipata di circa un mese, a conferma del crescente ruolo del Waterfront nell’offerta turistica e di intrattenimento della Costa Smeralda.

Situato nella suggestiva cornice del Porto Vecchio di Porto Cervo e sviluppato come di consueto da Filmmaster – una delle più importanti realtà italiane nell’ideazione e produzione di grandi eventi – per conto di Smeralda Holding – società indirettamente controllata da Qatar Investment Authority (QIA) – il Waterfront evolve ulteriormente il proprio concept, trasformandosi in uno spazio sempre più integrato e dinamico, capace di coniugare shopping, intrattenimento e cultura in un’unica esperienza.

Aperto tutti i giorni dalle 18:00 all’01:00 fino al 7 settembre, con una stagione significativamente più lunga rispetto al passato grazie all’apertura anticipata, il Waterfront si conferma uno degli appuntamenti più attesi dell’estate, contribuendo ad arricchire l’offerta della destinazione con nuove esperienze capaci di valorizzare l’identità internazionale e contemporanea della Costa Smeralda.

“Con il Waterfront Costa Smeralda continuiamo a far evolvere un progetto che, anno dopo anno, si arricchisce di nuovi contenuti, esperienze e interpretazioni innovative del lifestyle contemporaneo – commenta Mario Ferraro, CEO di Smeralda Holding –. L’edizione 2026 rappresenta un ulteriore passo avanti nella nostra visione di creare un luogo distintivo, in cui design, arte, intrattenimento e ospitalità si integrano armoniosamente, dando vita a un’esperienza autentica e riconoscibile. L’estensione del periodo di apertura testimonia inoltre il nostro impegno nel valorizzare la destinazione lungo un arco temporale più ampio, intercettando una domanda sempre più internazionale e contribuendo a una fruizione della Costa Smeralda che va oltre i tradizionali confini della stagione estiva.” 

Un design completamente rinnovato firmato Gio Pagani

Protagonista dell’edizione 2026 è il significativo rinnovamento progettuale curato dall’architetto Gio Pagani, che ha ripensato l’intero layout del Waterfront introducendo nuove aree lounge accoglienti e sofisticate, caratterizzate da una ricercata palette cromatica e da un attento lavoro sui materiali e sui complementi d’arredo.

I lounge sono ulteriormente valorizzati da strutture riflettenti che, al calare della sera, si trasformano in elementi luminosi scenografici, contribuendo a creare un’atmosfera suggestiva e contemporanea.

Portals: l’arte diventa esperienza

Tra le principali novità del 2026, il progetto artistico “Portals” a cura di Deodato Arte introduce quattro installazioni immersive che reinterpretano il concetto di temporaneità del Waterfront in chiave poetica e visiva.

“Portals” trasforma la natura effimera dello spazio in una narrazione artistica, celebrando il viaggio dell’arte che, come il Waterfront stesso, emerge in Costa Smeralda durante la stagione estiva.

Le opere di artisti internazionali dialogano con portali geometrici e luminosi – quadrati, cerchi, rombi – che ne amplificano forme e significati, generando giochi di luce e pattern dinamici capaci di coinvolgere il pubblico in un’esperienza immersiva.

Tra conferme e nuovi arrivi: una selezione di brand iconici

Il Waterfront 2026 propone una selezione curata di brand internazionali, confermando il suo ruolo di piattaforma esclusiva per il mondo del lusso, del design e del lifestyle.

Tra le principali novità spicca il ritorno di Range Rover, con un allestimento esclusivo, affiancandosi a importanti partner già protagonisti delle scorse edizioni: Ferretti Group, con una presenza articolata che include Riva Lounge, spazio bar dall’estetica iconica ispirata al mondo nautico, e Riva Boutique, con una selezione esclusiva di oggetti e accessori di design; Assouline, con le sue collezioni editoriali di pregio dedicate al lifestyle e alla cultura internazionale; Technogym, con uno spazio dedicato al wellness design ed alla nuova collezione Sand Stone che definisce la nuova frontiera del wellness luxury living a casa, in barca o in hotel, previste anche sessioni di  allenamento personalizzate con i master trainer Techogym; Kiton, azienda leader nell’abbigliamento di lusso su misura e prêt-à-porter; Deodato Arte, che torna con una selezione di opere di artisti di fama internazionale, tra Pop e Street Art.

Completano l’offerta lo spazio dedicato alla promozione territoriale di Arzachena Turismo che ospiterà una galleria fotografica sulle bellezze della destinazione, alcune riproduzioni di reperti custoditi nel Museo Civico “Michele Ruzittu” e un infopoint dedicato all’intero comprensorio, e la Costa Smeralda Boutique, con collezioni brandizzate per tutti coloro che desiderano acquistare un ricordo delladestinazione: t-shirt, accessori, poster delle località più famose e le miniature dell’iconica pietra di confine con la scritta “Costa Smeralda”.

Una nuova esperienza per la mixology

Altra novità dell’edizione 2026 è il completo rinnovamento dello spazio firmato Nikki Beach, che evolve in un nuovo concept – anche nel naming The Nikki Beach Cocktail Club – dedicato alla mixology. Il nuovo format introduce ambienti ridisegnati e arredi contemporanei, consolidandosi come destinazione di riferimento per aperitivi al tramonto e serate esclusive nella cornice del Waterfront.




Incontro con l’architetto Enzo Satta sulla storia e il futuro del paesaggio della Costa Smeralda

Nello Spazio Nexus, un viaggio nel linguaggio architettonico unico voluto dal Principe Karim Aga Khan

Arzachena, 20 maggio 2026. Il Comune di Arzachena, in collaborazione con MSD & Partners, ospita un appuntamento culturale dedicato alla genesi e all’evoluzione del modello architettonico che caratterizza la Costa Smeralda. Martedì 26 maggio, alle ore 17:00, nello Spazio Nexus in via San Pietro, l’architetto Enzo Satta, sarà protagonista di un incontro pubblico dal titolo: “Evoluzione dell’architettura nel contesto dello sviluppo urbanistico paesaggistico della Costa Smeralda”. L’iniziativa è promossa dall’assessore all’Ambiente e Pubblica Istruzione, Michele Occhioni.

L’evento, moderato da Mario Sotgiu, rappresenta un’occasione per approfondire lo stato dell’arte, le prospettive future e la storia di un comprensorio che ha ridefinito il concetto di lusso e integrazione paesaggistica a livello globale insieme a un testimone d’eccezione. 

Questo appuntamento divulgativo vuole offrire ai cittadini l’opportunità di incontrare un professionista di altissimo profilo che ha vissuto da protagonista la trasformazione della nostra costa: dalla visione architettonica del Principe Karim Aga Khan IV, ai cambiamenti avvenuti con i passaggi di proprietà del patrimonio immobiliare fino all’evoluzione che vediamo oggi negli hotel e nelle ville in Costa Smeralda – dichiara l’assessore Michele Occhioni.  Studiare le idee alla base della progettazione dei primi edifici e dello stesso villaggio di Porto Cervo, che dovevano armonizzarsi con il contesto naturale, significa acquisire la consapevolezza necessaria per governare le sfide urbanistiche di domani“. 

L’architetto Enzo Satta è tutt’ora componente del Comitato di Architettura del Consorzio Costa Smeralda. Negli anni ‘80 – ‘90 ricoprì il ruolo di coordinatore responsabile dell’Ufficio Planning del piano di sviluppo della Costa Smeralda.

Per decenni, l’architetto Enzo Satta è stato attento custode del sogno della Costa Smeralda – racconta Mario Sotgiu, organizzatore dell’incontro -. Lavorando a stretto contatto con il Principee i più grandi maestri dell’architettura internazionale, Satta ha contribuito a forgiare un linguaggio estetico che fonde eleganza e natura. Il suo racconto permetterà di ripercorrere sessant’anni di storia, svelando come la visione dei fondatori sia diventata un modello di sviluppo unico al mondo”.

L’ingresso è libero. 




KATY PERRY SI ESIBIRÀ DURANTE IL GALA NIGHTDEL 12 AGOSTO ALL’HOTEL CALA DI VOLPE

La star mondiale sarà la protagonista della notte più esclusiva della Costa Smeralda
Scenografie mozzafiato, effetti speciali e un ricco programma di performance artistiche per l’evento più glamour del Mediterraneo nell’hotel icona della Costa Smeralda
 
Il Gala Night del Cala di Volpe torna a trasformare la Costa Smeralda nel palcoscenico più esclusivo del Mediterraneo, dove spettacolo, eleganza e mondanità si incontrano in una notte destinata a lasciare il segno.
Per l’edizione 2026, l’Hotel Cala di Volpe farà da cornice ad una serata d’eccezione caratterizzata da una raffinata cena di gala, scenografie immersive e un programma di performance artistiche pensate per sorprendere gli ospiti. Culmine della serata sarà l’esibizione live di Katy Perry, una delle più celebri icone del pop internazionale.
La presenza di Katy Perry consacra ancora una volta il Cala di Volpe come simbolo globale di eccellenza, glamour e lifestyle internazionale.
Inserito nell’atmosfera dell’Hotel Cala di Volpe, l’evento sarà una soirée esclusiva, concepita per celebrare lo spirito autentico dell’estate in Costa Smeralda.

L’EVENTO
La serata del 12 agosto si preannuncia come un evento irripetibile, capace di unire musica, eleganza e spettacolo in una cornice senza tempo. Un live esclusivo che porterà sul palco del Cala di Volpe tutta la potenza scenica e il repertorio iconico di una superstar globale.
Il Gala Night torna così ad accendere le luci sul Cala di Volpe, simbolo internazionale della Costa Smeralda, gestito da Marriott International e di proprietà di Smeralda Holding, società indirettamente controllata da Qatar Investment Authority (QIA), il fondo sovrano dello Stato del Qatar.
 

PER INFO
I posti sono limitati ed è richiesta la prenotazione. Si prega di contattare [email protected]




Carraro: la scommessa vinta di un evento che ha allungato la stagione

Da intuizione coraggiosa a appuntamento ormai centrale: nel suo intervento, Franco Carraro, presidente di Smeralda Holding, ha ripercorso la crescita dell’iniziativa nata nel 2008 e il suo impatto sul territorio. Un passaggio che, nelle sue parole, racconta bene come turismo e produzioni locali possano crescere insieme.

Una visione nata quando il territorio era ancora fermo

Nel suo saluto, Franco Carraro ha voluto anzitutto ringraziare istituzioni, espositori e organizzatori, ricordando il valore di un progetto nato anni fa quasi come una scommessa. Un pensiero particolare è andato a Franco Mulas, indicato come il promotore dell’iniziativa avviata nel 2008 con un obiettivo chiaro: prolungare il più possibile la stagione turistica.

Carraro ha sottolineato come, agli inizi, il contesto fosse molto diverso da quello di oggi. Ha ricordato che ancora nel 2015 questa manifestazione rappresentava quasi un’eccezione, in un periodo in cui gran parte delle attività commerciali era chiusa e il territorio appariva ancora lontano dal pieno fermento della stagione.

Da evento isolato a realtà consolidata

Oggi, secondo Carraro, quello scenario è cambiato in maniera netta. L’iniziativa è diventata una presenza stabile e riconoscibile, inserita in una stagione che non parte più tardi ma che, al contrario, è già viva e pienamente avviata. Nelle sue parole, il traguardo indicato anni fa dall’amministrazione comunale è stato raggiunto fino in fondo: «l’obiettivo di allungare la stagione è stato conquistato completamente».

Da qui anche il ringraziamento rivolto a chi ha creduto nel progetto fin dal principio e a quanti si sono aggiunti negli anni successivi, contribuendo a trasformarlo in una realtà solida. Carraro ha definito questo percorso come la prova concreta di una crescita importante, costruita con continuità e visione.

Turismo e agricoltura, un legame che rafforza la Sardegna

Uno dei passaggi centrali dell’intervento ha riguardato il rapporto tra turismo e produzioni locali. Carraro ha spiegato che il turismo non si limita ad accogliere visitatori, ma ha anche il compito di far conoscere l’identità autentica del territorio. In questo senso, vini, formaggi e specialità sarde diventano parte essenziale dell’esperienza di chi arriva sull’isola.

Il messaggio è stato chiaro: conoscere davvero la Sardegna significa entrare in contatto con ciò che produce, con i suoi sapori e con il lavoro che c’è dietro quelle eccellenze. «Promuovere il territorio significa anche valorizzare la sua agricoltura», è il senso del passaggio più forte del suo intervento, che ha legato l’evento non solo al richiamo turistico, ma anche alla promozione concreta delle qualità locali.

Il ricordo dell’Aga Khan e l’orgoglio per un’eredità che continua

Nel finale, Carraro ha rivolto un pensiero anche alla figura dell’Aga Khan, ricordandone la visione e il ruolo determinante nella nascita e nello sviluppo di un luogo che, a distanza di decenni, continua a rappresentare un punto di riferimento internazionale. Un passaggio sentito, che ha collegato il presente a una storia lunga e ambiziosa.

Il presidente di Smeralda Holding ha poi concluso con un ringraziamento a Mario Ferraro e a tutte le persone che ogni giorno lavorano per mantenere alto il valore e il prestigio di questa destinazione. Un finale segnato da un sentimento preciso: l’orgoglio per un territorio che continua a crescere senza perdere la propria identità.




Porto Cervo Wine & Food Festival 2026, Franco Mulas: “La Sardegna ha un potenziale enorme e il mercato americano sta crescendo oltre le attese”

redazione online

Il Porto Cervo Wine & Food Festival continua a rafforzare il suo ruolo di vetrina d’eccellenza per la Sardegna e per le sue produzioni. Nell’edizione 2026, tra crescita internazionale, nuovi collegamenti aerei e segnali incoraggianti dal turismo, emerge una visione chiara: fare sistema per valorizzare il territorio tutto l’anno.

Il Porto Cervo Wine & Food Festival si conferma anche nel 2026 come uno degli appuntamenti più significativi per la promozione dell’enogastronomia sarda e delle sue eccellenze. A raccontarne il percorso e le prospettive è Franco Mulas, esponente della direzione dell’Hotel Marriott, che ripercorre la storia di un evento nato nel 2008 e cresciuto nel tempo fino a diventare un punto di riferimento sempre più ampio, capace di richiamare operatori e produttori ben oltre i confini dell’isola.

Secondo Mulas, il successo della manifestazione affonda le radici soprattutto nella fiducia degli espositori, che hanno creduto nel progetto sin dall’inizio e hanno continuato a sostenerlo negli anni. “La verità è che il merito è soltanto degli espositori che ci credono e continuano a crederci”, sottolinea, riconoscendo come il festival sia riuscito a consolidarsi grazie a una partecipazione costante e convinta.

Uno degli aspetti più evidenti dell’evoluzione della manifestazione è la sua apertura sempre più marcata verso una dimensione internazionale. Pur mantenendo un forte legame con la Sardegna, il festival presenta oggi una composizione equilibrata tra realtà isolane e presenze provenienti dalla penisola, con alcune partecipazioni anche dall’estero. “Il 50 per cento sono isolani, il 50 per cento invece arriva dalla penisola e c’è anche qualche espositore internazionale”, spiega Mulas, evidenziando come il Wine & Food Festival sia ormai una vetrina capace di parlare a pubblici diversi.

Ma la missione dell’evento, a suo giudizio, va oltre il semplice obiettivo di allungare la stagione turistica. L’idea originaria era soprattutto quella di offrire visibilità a produzioni e produttori che, da soli, avrebbero avuto meno occasioni per emergere. “L’intento non era soltanto quello di allungare la stagione: l’intento era quello di essere ambasciatori del nostro territorio e dare visibilità a chi non aveva visibilità”, afferma. È questa, probabilmente, la chiave che ha permesso al festival di costruire nel tempo una sua identità precisa.

Guardando all’evoluzione del comparto enogastronomico isolano, Mulas parla di una crescita evidente, sostenuta anche da altre iniziative nate nel solco del festival, capaci di portare le etichette e i prodotti sardi in contesti internazionali prestigiosi. Dalle manifestazioni organizzate in città come Londra e New York, fino alle esperienze negli Stati Uniti, il lavoro di promozione ha contribuito a far conoscere sempre di più il valore della produzione sarda all’estero.

Il riscontro, racconta, è stato molto positivo. “Incredibile”, lo definisce senza esitazioni, riferendosi sia ai vini sia agli altri prodotti simbolo dell’isola. Non solo bottiglie, dunque, ma anche formaggi, miele e altre specialità che hanno saputo conquistare attenzione e apprezzamento. Un segnale importante, che conferma come la Sardegna possa giocare un ruolo sempre più centrale nel mercato del gusto di alta qualità.

Tra i fattori che stanno incidendo maggiormente sulla stagione 2026 c’è anche il nuovo collegamento diretto tra New York e Olbia, considerato da Mulas un passaggio di grande valore per tutto il territorio. “Avere un volo diretto da New York a Olbia era impensabile fino a qualche tempo fa”, osserva, mettendo in evidenza l’importanza strategica di una tratta che apre nuove opportunità non solo per la Costa Smeralda ma per l’intera Sardegna. Il dato che più colpisce riguarda però la risposta del mercato: “Il coefficiente di riempimento è incredibilmente alto e lo vediamo anche nelle prenotazioni che arrivano nei nostri alberghi”.

Il mercato americano, infatti, starebbe mostrando risultati superiori alle aspettative, con un numero di richieste e prenotazioni che lascia intravedere una stagione molto positiva. Pur nel quadro internazionale segnato da tensioni e incertezze, Mulas guarda con fiducia ai prossimi mesi e parla di prospettive incoraggianti per la Sardegna e per le strutture ricettive del territorio. “Avremo un’ottima stagione”, dice, pur ricordando la necessità di continuare a lavorare con determinazione.

Ed è proprio il lavoro condiviso il punto su cui insiste maggiormente in chiusura. Per crescere ancora, spiega, non basta il solo impegno delle istituzioni: serve una vera alleanza tra enti pubblici, imprese, operatori e privati. “Gli stakeholder devono essere tutti insieme: istituzioni, imprenditori, privati, tutti quanti devono lavorare insieme”, afferma. La convinzione di fondo è netta: “La Sardegna ha un potenziale inesploso”.

Il messaggio che arriva dal Porto Cervo Wine & Food Festival 2026 è quindi chiaro: la promozione del territorio passa dalla qualità, dalla capacità di fare rete e da una visione che sappia unire turismo, ospitalità e produzioni identitarie. E se il festival continua a crescere, è anche perché riesce ancora a raccontare la Sardegna nel modo più efficace: mettendo al centro ciò che rende quest’isola unica.