Fiera Nautica di Sardegna 2026, dal 7 al 10 maggio a Porto Rotondo la quinta edizione. L’assessore Cani: “Creiamo le condizioni per favorire lo sviluppo dell’industria”
Olbia, 14 aprile 2026 – “Il nostro obiettivo strategico come Regione e come Assessorato dell’Industria nel sostenere la Fiera Nautica di Sardegna è quello di affiancare alla già consolidata vocazione nautica turistica dell’Isola lo sviluppo dell’industria nautica, creando le condizioni per favorire la costruzione di imbarcazioni e incentivare nel contempo tutte quelle filiere che possono ruotare intorno a queste produzioni. È questo che genera e amplifica valore e occupazione”. Lo ha detto l’assessore dell’Industria Emanuele Cani in occasione della conferenza stampa di presentazione della Fiera Nautica di Sardegna 2026, ieri a Porto Rotondo.
La quinta edizione dell’evento, promosso dal Cipnes Gallura (Consorzio Industriale provinciale Nord Est Sardegna) con il sostegno della Regione Sardegna e il coinvolgimento diretto degli Assessorati dell’Industria e della Programmazione, ospiterà dal 7 al 10 maggio nella Marina di Porto Rotondo oltre 200 imbarcazioni e circa 150 espositori. L’intento è quello di valorizzare l’industria nautica sarda e attrarre nuovi investimenti nel corso di quattro giornate che includeranno anche incontri e talk dedicati sui principali temi legati alla nautica, confermandosi piattaforma strategica di confronto tra istituzioni, imprese e professionisti e occasione per rafforzare sinergie e competitività del comparto.
Alla conferenza stampa, moderata dall’organizzatore Angelo Colombo, hanno preso parte il presidente del Cipnes Livio Fideli, il direttore generale del Cipnes e presidente di UniOlbia Aldo Carta, il sindaco di Olbia Settimo Nizzi e il direttore marittimo del Nord Sardegna Gianluca D’Agostino.
ALLARME CROLLO NELLE CASE POPOLARI “AREA” SARDEGNA: FAMIGLIE E DISABILI GRAVI ABBANDONATI A RISCHIO DELLA VITA.
Un’intera palazzina di edilizia pubblica rischia il collasso strutturale tra pilastri corrosi e crepe. Nonostante i sopralluoghi del 2025, l’Ente regionale è sparito. I residenti, tra cui malati di Alzheimer e invalidi al 100%, annunciano per lunedì l’intervento d’urgenza dei Vigili del Fuoco.
Olbia – Una tragedia annunciata si sta consumando nel totale silenzio delle istituzioni. In una palazzina condominiale di edilizia residenziale pubblica di proprietà di AREA Sardegna, situata in Via Vincenzo Bellini 81 , intere famiglie stanno vivendo da mesi la concreta paura che il proprio condominio possa collassare da un momento all’altro.
L’incubo è iniziato alla fine dello scorso anno. Il 4 dicembre 2025 i residenti denunciarono gravi danni strutturali sotto il porticato dello stabile, causati da copiose perdite provenienti dalle tubazioni del primo piano, al punto che il soffitto iniziava ad aprirsi. A fronte dei reiterati allarmi, AREA inviò due incaricati per un sopralluogo e per l’acquisizione di rilievi fotografici. In quell’occasione furono date ampie rassicurazioni: l’interventò tecnico dei geometri (nella figura del Geom. Tocco) sarebbe avvenuto a gennaio, subito dopo le vacanze di Natale.
Da allora, il buio totale. Nessuna chiamata, nessuna email, nessun intervento tecnico. Ad oggi, aprile 2026, l’Ente è di fatto scomparso e il perdurante immobilismo ha aggravato la situazione portandola oltre il limite critico.
Oggi i danni sono estesi ed allarmanti: l’acqua ha intaccato pesantemente i pilastri portanti che sorreggono il primo e il secondo piano. L’intera palazzina, anche all’esterno, risulta gravemente danneggiata: lo scivolo si è deformato e sta letteralmente crollando. Ma non è tutto; all’interno del sistema fognario le perdite d’acqua hanno toccato e stanno deteriorando i pilastri fondativi stessi dell’edificio mettendo a repentaglio la stabilità dell’intera struttura.
A rendere moralmente e umanamente inaccettabile questa situazione è l’assoluto disprezzo per la vita dei residenti dello stabile. Nella palazzina minacciata dal crollo abitano soggetti estremamente fragili, che avrebbero bisogno della massima tutela sociale e sanitaria: nella stessa verticale risiedono un invalido riconosciuto al 100%, un’anziana malata in terapia del dolore e, al piano superiore, un paziente affetto dal morbo di Alzheimer. Persone deboli e indifese, costrette oggi a vivere reclusi in una potenziale trappola per via della negligenza dell’Ente regionale.
Di fronte a un rischio così imminente, i residenti hanno deciso di passare alle vie di fatto prima che si consumi una tragedia. Dopo aver inviato una formale diffida tramite PEC ai vertici di AREA Sardegna, hanno annunciato che lunedì mattina chiameranno in via d’urgenza i Vigili del Fuoco affinché una squadra completa possa ispezionare l’intera struttura, mettere in sicurezza l’area seppure a fini precauzionali, e stilare una relazione tecnica ufficiale sul rischio di crollo da portare eventualmente in Procura.
“Non vogliamo essere l’ennesima notizia di cronaca nera nei telegiornali,” dichiarano i residenti esasperati. “Le istituzioni ci hanno completamente abbandonati e ignorano deliberatamente le condizioni di grave malattia e di disabilità che ci impediscono persino di scappare in caso di disastro. Pretendiamo un intervento tempestivo, prima che avvenga l’irreparabile”.
Non una targa, ma una visione: il giorno in cui Olbia ha detto grazie.
di Fausto Farinelli
Il 15 gennaio 2026, a Olbia, la città ha vissuto una giornata destinata a restare nella memoria collettiva: prima nella Sala consiliare del Comune, poi all’Aeroporto di Olbia, istituzioni, sindaci e rappresentanti del territorio si sono ritrovati per un atto solenne ma tutt’altro che rituale. L’intitolazione dello scalo a Karim Aga Khan IV è stata raccontata non come una semplice variazione di toponomastica, ma come il riconoscimento pubblico di una visione che ha inciso sul destino della Gallura e, per estensione, dell’intera Sardegna: una visione capace di trasformare l’accessibilità dell’isola, generare infrastrutture e lavoro, e indicare un modello di sviluppo in equilibrio tra crescita, qualità e tutela del paesaggio. In quella doppia cornice — l’aula istituzionale e la soglia concreta del viaggio — la Sardegna ha scelto di dire “grazie” con un gesto duraturo, consegnando a cittadini e visitatori un nome che racconta una storia e, soprattutto, una direzione.
L’intervento del sindaco Settimo Nizzi
Nel suo intervento in aula consiliare a Olbia, il sindaco Settimo Nizzi ha aperto con una lunga serie di ringraziamenti istituzionali — alla principessa Zahra Aga Khan, alla presidente della Regione Alessandra Todde, al viceministro dei Trasporti Edoardo Rixi, al presidente ENAC Pier Luigi Di Palma e al CEO di Geasar Silvio Pippobello — estendendoli ai sindaci del territorio, al vicepresidente della Giunta regionale Giuseppe Meloni, ai consiglieri regionali e ai parlamentari, ai vertici della magistratura, al prefetto Grazia La Fauci e alle autorità civili e militari presenti, oltre al Consiglio comunale e alla Giunta di Olbia; quindi ha chiarito il senso della giornata: “dare una risposta concreta” al bene ricevuto, ricordando il Principe Karim Aga Khan IV come un benefattore unico nella storia recente della Sardegna, arrivato “non per portare via, ma per lasciare”, capace — a suo dire — di generare sviluppo, benessere, opportunità di studio per i giovani e infrastrutture, guidando una trasformazione “armoniosa” e rispettosa dell’ambiente, lontana da ogni logica speculativa; e proprio per questo, ha concluso Nizzi, la presenza delle istituzioni e della comunità diventa un atto di riconoscenza non scontato, un modo per fissare memoria e identità anche per chi non l’ha conosciuto e un segnale che quell’eredità continuerà a essere amata e raccontata nel tempo.
Silvio Pippobello: la cronostoria e l’eredità umana
Nel suo intervento, Silvio Pippobello ha parlato con evidente emozione e con un senso di responsabilità personale, ricordando di essere tra i pochi — forse l’ultimo ancora in servizio nel settore dei trasporti — ad aver lavorato direttamente con il Principe, e sottolineando come la grande affluenza e le tante richieste di partecipazione, arrivate anche da mondi diversi da quello aeroportuale, dimostrino quanto questo momento fosse percepito come necessario e non rinviabile. Senza sovrapporsi alle parole già pronunciate dal sindaco e dalla presidente Todde, Pippobello ha scelto di fissare una cronostoria concreta di quella visione che, a suo giudizio, ha lasciato un segno indelebile in Sardegna: nel 1960 la riqualificazione dell’aeroporto di Olbia-Venafiorita segna l’inizio dell’avventura;
nel 1963 nasce Alisarda, che avvia una nuova stagione per i collegamenti aerei dell’isola; negli anni successivi cresce il sistema legato alla Costa Smeralda, con lo sviluppo dello scalo e la definizione della società di gestione (che Pippobello colloca nel 1985 come snodo decisivo); nel 1986 ricorda anche il coinvolgimento del Principe in un comitato di ambito europeo, a conferma di una proiezione internazionale del progetto; tra 1990 e 1991 Alisarda evolve e diventa Meridiana, consolidando un ruolo di compagnia regionale di riferimento; nel 2000 viene realizzato un grande hangar per dare impulso alla manutenzione aeronautica e portare tecnologia e know-how; nel 2003 arriva un importante ampliamento dell’aeroporto; nel 2004, a Roma, viene firmata la convenzione per la gestione complessiva dello scalo; nel 2007 nascono due realtà operative che rafforzano il comparto, una orientata all’aviazione privata e una ai servizi aeroportuali; infine nel 2009 si completa il terminal dell’aviazione generale, chiudendo un ciclo di crescita che — ha rimarcato — non riguarda solo infrastrutture e numeri, ma un’idea di sviluppo costruita con amore per la Sardegna, rispetto per il territorio, per l’ambiente e soprattutto per le persone. In chiusura, Pippobello ha aggiunto un passaggio intimo: accanto al Principe, ha detto, ha imparato un metodo fatto di concretezza, calma e autorevolezza gentile, una lezione trasmessa più con l’esempio che con le parole, che ha segnato profondamente la sua carriera e che oggi rappresenta, insieme al ricordo di altri protagonisti di quella stagione, l’eredità più preziosa anche sul piano umano.
Alessandra Todde: un gesto politico e un atto di responsabilità
Nel suo intervento, la presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde ha salutato le autorità e i sindaci presenti, ricordando che, quasi un anno fa, l’isola ha dato l’ultimo saluto a Karim Aga Khan IV con un gesto “non rituale ma politico”, condiviso all’unanimità dalla Giunta, perché la sua scomparsa non riguardava soltanto una figura internazionale, ma “una parte profonda della storia contemporanea” della Sardegna. Oggi, ha spiegato, quel sentimento si traduce in un atto concreto e duraturo: l’intitolazione dell’aeroporto di Olbia al Principe Aga Khan non è un omaggio simbolico, ma il riconoscimento pubblico di una visione che ha cambiato il destino di questo territorio e, in larga misura, dell’intera isola. Todde ha definito il Principe un autentico valorizzatore della Sardegna: in un contesto naturale straordinario e complesso seppe immaginare un modello di sviluppo quando la parola “turismo” non aveva ancora il significato attuale, e la Costa Smeralda — ha sottolineato — non nacque come sfruttamento del territorio, ma come progetto culturale, urbanistico ed economico fondato su rispetto del paesaggio, armonia architettonica e qualità degli insediamenti, capace di dimostrare che crescita e tutela non sono in contraddizione se guidate da una visione lunga. Quella visione, ha aggiunto, si tradusse in scelte decisive: quando nel 1963 fondò Alisarda, non creò soltanto una compagnia aerea, ma affermò un principio strategico, che la Sardegna non doveva essere pensata come periferia bensì come centro, e che lo sviluppo non sarebbe arrivato “attendendo” collegamenti dall’esterno, ma costruendoli; Alisarda, voluta e finanziata personalmente, divenne parte di un disegno più ampio per rendere l’isola accessibile, garantire continuità nei collegamenti e aprire la Sardegna all’Europa e al mondo. Insieme alla compagnia aerea, ha proseguito Todde, il Principe contribuì a edificare un sistema completo fatto di aeroporto, porto e infrastrutture strategiche in grado di generare sviluppo, lavoro e anche alta qualificazione senza ricorrere in modo massiccio alle risorse pubbliche, e anche questo resta un segnale rilevante. Per questo, ha concluso, intitolare oggi l’aeroporto al suo nome non è un atto celebrativo ma un’assunzione di responsabilità: un aeroporto è una soglia, il primo e l’ultimo luogo che molti vedono arrivando o lasciando l’isola, e dedicarla a Karim Aga Khan significa affermare una Sardegna che non teme il mondo, ma sceglie di dialogare con il mondo con identità, misura e ambizione. La presidente ha infine ringraziato il Comune di Olbia, ENAC, Governo e tutte le istituzioni coinvolte per aver reso possibile la giornata, e la famiglia Aga Khan per la presenza in un luogo segnato profondamente da quella storia.
La Principessa Zahra Aga Khan: memoria, visione e cura del paesaggio
Nel suo intervento, la Principessa Zahra Aga Khan ha scelto un tono sobrio e profondamente personale, ringraziando i presenti senza soffermarsi su un elenco formale di autorità e rivolgendo un riconoscimento particolare al sindaco di Olbia per l’iniziativa e al sindaco di Arzachena — insieme ai suoi predecessori — per la collaborazione costruita negli anni. A nome di tutta la famiglia, ha definito l’intitolazione dell’aeroporto a Karim Aga Khan IV un gesto “commovente e significativo”, perché i collegamenti aerei e lo sviluppo dello scalo hanno “aperto le porte” dell’isola e reso possibile la crescita futura, risultando determinanti anche per l’opera avviata in Costa Smeralda. Con un ricordo vivido, ha evocato l’infanzia e i primi arrivi a Olbia, quando “si passava due volte: la prima per allontanare le pecore dalla pista e la seconda per atterrare”, sottolineando così, con forza simbolica, quanto sia stata radicale la trasformazione dell’accessibilità della Sardegna. La Principessa ha quindi richiamato la visione del padre come progetto di lungo periodo fondato sulla creazione di istituzioni durature più che sulla sola immissione di risorse, e su una pianificazione meticolosa “a ogni livello”, dalle infrastrutture alla cura del territorio fino ai dettagli più minuti degli edifici; in questo quadro ha ricordato il ruolo centrale del Comitato di Architettura, concepito per garantire che le costruzioni non prevaricassero la natura. Ha inoltre evidenziato l’amore profondo del Principe per la Sardegna e la sua gente, il rispetto per l’artigianato locale — ceramica, tessitura, ricamo, lavorazione del ferro — e la tutela dell’ambiente come obiettivo costante, raccontando la cura quotidiana per spiagge e paesaggio e la ricerca di equilibrio tra sviluppo e salvaguardia ecologica, sulla terra e in mare. Infine, ha ribadito che l’impatto della Costa Smeralda è stato per suo padre motivo di gioia non solo per i risultati locali ma per l’effetto sull’intera isola, e ha espresso la gratitudine della famiglia verso tutti coloro che hanno contribuito a realizzare e a custodire quell’eredità, riconoscendo nel tributo di oggi un segno concreto di memoria e responsabilità collettiva.
ENAC, Di Palma: dall’“aeroporto non luogo” all’aeroporto come motore economico
Nel suo intervento, il presidente di ENAC Pier Luigi Di Palma ha sottolineato con sincerità quanto la cerimonia di Olbia fosse fuori dall’ordinario: dopo oltre trent’anni nel trasporto aereo, ha ammesso di non aver mai vissuto un momento istituzionale così carico di commozione, “pieno di fasce tricolori” e quindi rappresentativo dell’intera isola. Proprio questa partecipazione, secondo Di Palma, contribuisce a cambiare anche lo sguardo sugli aeroporti: spesso definiti “non luoghi” dal punto di vista architettonico e simbolico, oggi si rivelano invece per ciò che sono realmente, il centro dello sviluppo economico di un territorio, una soglia che condensa identità, relazioni e futuro. In questo senso, ha spiegato, l’intitolazione non è una semplice integrazione di un nome, ma un atto che affianca all’infrastruttura un significato pubblico e civile, in linea con un percorso che ENAC sta portando avanti negli ultimi anni nel riconoscere figure che hanno segnato il Paese e la sua modernizzazione. Pur non avendo conosciuto personalmente il Principe, Di Palma ha ricordato di aver lavorato a lungo con il suo team — citando in particolare Trivi e Trivellin — definendoli tra le persone più educate e istituzionalmente rispettose incontrate nella sua carriera, esempio concreto di un metodo che univa iniziativa privata e profondo rispetto delle regole e delle istituzioni. Da quella esperienza, ha aggiunto, deriva una lezione che considera attualissima: la visione del trasporto aereo come leva capace di dare un volto diverso all’economia di un territorio, anche nel contesto europeo dei processi di liberalizzazione e privatizzazione. Di Palma ha quindi legato questa visione ai risultati: dagli anni in cui lo scalo contava poche centinaia di migliaia di passeggeri all’oggi, con un aeroporto stagionale capace di attrarre oltre 4 milioni di viaggiatori, numeri che testimoniano una ricaduta economica enorme; e ha ricordato anche il ruolo della compagnia aerea — da Alisarda a Meridiana e oltre — come strumento di “conoscenza” e apertura di un territorio allora poco accessibile, fino a rendere la Sardegna, nel cuore del Mediterraneo, una destinazione di riferimento. Infine, ringraziando il sindaco per l’impulso dato al percorso, ha ricostruito il passaggio istituzionale che ha reso possibile l’intitolazione: ENAC, ha detto, se ne è fatta interprete presso il Governo, con una delibera strategica adottata nella primavera 2025, resa poi operativa grazie alla collaborazione con il Ministero e alla presenza del viceministro, e ha concluso riconoscendo che l’intensità e l’unità dimostrate oggi — fino alla commozione percepita in sala — sono la misura più chiara di quanto l’opera del Principe abbia lasciato un segno reale, condiviso e ancora vivo.
Il viceministro Edoardo Rixi: investimenti, continuità territoriale e “casa” Sardegna
Nel suo intervento, il viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti Edoardo Rixi ha spiegato di aver accolto con convinzione l’idea dell’intitolazione pur non avendo conosciuto personalmente il Principe, perché — ha detto — bastano le opere e l’impronta lasciata sul territorio nazionale per comprenderne la statura: una visione rara, capace di trasformare in senso positivo un’area allora marginale, armonizzando turismo di qualità, tutela del paesaggio e servizi per la popolazione residente. Rixi ha sottolineato il valore simbolico della scelta di celebrare l’evento in inverno, quando la Sardegna è più isolata e la comunità vive con maggiore evidenza i limiti della continuità territoriale: un modo per ricordare che lo sviluppo non è solo “stagione” ma diritto quotidiano, 365 giorni l’anno. Richiamando l’effetto moltiplicatore degli investimenti iniziali — “che hanno contaminato” positivamente, generando ulteriori iniziative lungo la costa da Olbia fino a Santa Teresa e oltre la Costa Smeralda — il viceministro ha rimarcato come un territorio “sconosciuto” negli anni Cinquanta e Sessanta sia diventato oggi uno dei poli del turismo mondiale di qualità. Nel suo ragionamento ha inserito anche alcuni numeri, legando la crescita alla capacità infrastrutturale e al sistema dei trasporti: l’aeroporto di Olbia come infrastruttura strategica, l’indotto turistico dell’area, la spesa complessiva dei visitatori in Sardegna. Ma il punto politico, ha insistito, non è la celebrazione della ricchezza in sé: è il messaggio che l’Italia deve trasmettere ai propri figli, cioè che la sua storia non si è fermata all’Ottocento e che il Paese sa crescere anche grazie a chi ha creduto nei territori senza stravolgerli, accompagnandoli con equilibrio. Da qui l’appello a una “squadra” istituzionale capace di costruire partnership pubblico-private, investimenti e servizi stabili, senza demonizzare il capitale privato ma governandolo dentro regole chiare, e con la stessa attenzione da riservare alle infrastrutture terrestri e marittime e alla battaglia europea per superare i vincoli che penalizzano le isole sul tema della continuità territoriale. Rivolgendosi alla Principessa, Rixi ha voluto poi rimarcare che quella sala piena, senza distinzioni politiche, rappresenta un’idea semplice e potente: Olbia e la Sardegna “sono casa”, e l’amore ricevuto dal territorio — perché non è arrivato solo turismo, ma rispetto e cura — oggi viene ricambiato. In chiusura, ha lasciato un’immagine destinata a durare: dedicare l’aeroporto significa consegnare alle generazioni future una chiave di lettura, affinché, tra anni, figli e nipoti possano capire perché questa parte d’Italia è diventata una “perla” riconosciuta nel mondo; perché, ha concluso, la Sardegna era bella anche prima, ma allora “lo sapevamo solo noi”, mentre oggi lo sa il mondo intero.
Il messaggio che ha lasciato il Principe Karim è senz’altro un messaggio di ispirazione per tutti. L’ispirazione, in fondo, è come un faro nella nebbia: non ti costruisce la strada al posto tuo, ma ti indica una direzione quando intorno è incerto, e ti costringe a scegliere se restare fermo o metterti in cammino. L’esempio di Karim Aga Khan IV è stato proprio questo: non una promessa astratta, ma una luce concreta trasformata in infrastrutture, istituzioni, collegamenti, qualità e rispetto del paesaggio. Ha dimostrato che una visione, se è vera, non resta un’idea: diventa metodo, diventa lavoro, diventa futuro condiviso.
Messaggi truffa via SMS, la ASL Gallura invita gli utenti a non chiamare il numero indicato
L’Azienda Sanitaria fa sapere che anche in Gallura stanno circolando messaggi ingannevoli
Olbia, 20 novembre 2025 – Nessun ufficio o servizio della ASL Gallura sta inviando messaggi SMS ai cittadini per richiamare numeri con prefisso “893”. I messaggi truffa, diffusi nei mesi scorsi in diverse zone della Sardegna e nel resto del Paese, stanno circolando in questi giorni anche in Gallura. Nel testo vengono invitati gli utenti a contattare con urgenza gli uffici “per comunicazioni che li riguardano”, utilizzando la sigla ingannevole “Asl” in modo da far apparire credibile il messaggio e spingere, quindi, le persone a contattare il numero indicato, a pagamento.
L’Azienda invita i cittadini a diffidare da questa tipologia di SMS, a non comporre i numeri indicati e a seguire le raccomandazioni che dà in questi casi la Polizia Postale: prestare la massima attenzione, non richiamare numeri sospetti e segnalare eventuali tentativi di truffa.
— ASL Gallura Ufficio Comunicazione Istituzionale
Inaugurazione della mostra “Trame di Sardegna – Dall’azzurro del mare al rosso della terra”Art Gallery – Aeroporto di Olbia Costa Smeralda
Olbia,27.10.2025
È stata inaugurata oggi, presso l’Art Gallery al primo piano dell’Aeroporto di Olbia, la mostra “Trame di Sardegna – Dall’azzurro del mare al rosso della terra”, un progetto fortemente voluto e promosso dall’Associazione “Accademia Sardegna nel Cuore”, dedicato alla valorizzazione della cultura, delle tradizioni e dell’identità sarda attraverso la straordinaria ricchezza dei suoi costumi tradizionali.
Nel suo intervento inaugurale, la Presidente dell’Associazione, Giovanna Derosas ha espresso profonda emozione e orgoglio per la realizzazione dell’iniziativa:
“Questo progetto nasce dall’amore autentico di un gruppo di persone che condividono la stessa passione: raccontare e valorizzare la nostra terra, la nostra cultura, le nostre radici. Ogni costume, ogni tessuto, ogni colore racchiude un frammento della nostra identità, della nostra storia e del nostro cuore.”
È intervenuto inoltre il Vicepresidente della Regione Autonoma della Sardegna, Giuseppe Meloni, che con le sue parole ha espresso il sostegno e l’orgoglio della Regione per aver sostenuto un progetto capace di raccontare la Sardegna attraverso la bellezza dei suoi costumi, dei suoi colori e della sua memoria collettiva.
A rappresentare la cultura e l’impegno istituzionale nel territorio è stata anche l’Assessora alla Cultura del Comune di Olbia, Sabrina Serra, che ha sottolineato l’importanza della collaborazione tra enti pubblici, associazioni e cittadini per la valorizzazione delle tradizioni locali e la diffusione dell’arte come linguaggio di identità condivisa.
Durante la cerimonia, si è esibito anche il corpo di ballo sardo di Berchideddu, che con i suoi passi e i suoi costumi ha dato vita alle trame di tessuto e di memoria protagoniste dell’esposizione.
“Trame di Sardegna è molto più di una mostra: è un viaggio nelle radici, nei colori e nelle emozioni di un popolo. Ogni costume racconta mani che intrecciano, storie che resistono e un’identità che continua a vivere”, ha concluso la Presidente.
Sarà possibile visitare la mostra in modo gratuito tutti i giorni dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 19:00, fino al 31 dicembre 2025, presso l’Art Gallery dell’Aeroporto di Olbia Costa Smeralda.
Un evento che celebra la Sardegna nelle sue trame, nei suoi colori e nel cuore di chi la ama.
IL FESTIVAL DELL’AEROSPAZIO DAL 16 AL 18 OTTOBRE AL MUSEO ARCHEOLOGICO DI OLBIA
Organizzato da Astec – AeroSpace Technology Education Center – realtà nata e cresciuta a Olbia, il Festival porterà all’attenzione del grande pubblico temi cruciali per il futuro dell’umanità: lo spazio e la blue economy, il cibo nello spazio, il ruolo della Sardegna nello sviluppo aerospaziale, con uno sguardo costante alla sostenibilità come chiave di progresso.
I numeri dell’edizione 2025 delineano un evento in crescita: 10 conferenze con esperti, istituzioni e protagonisti della filiera; 101 laboratori didattici rivolti alle scuole primarie e secondarie di I e II grado, per stimolare curiosità e competenze STEM; 3 mostre tra astrofotografia, space food e l’esposizione della tuta di un’astronauta; oltre a 3 appuntamenti speciali per coinvolgere il pubblico con esperienze originali e interattive.
A completare il programma, una grande area espositiva di networking che metterà in relazione aziende, start-up, enti di ricerca e università, favorendo il dialogo, le collaborazioni e il trasferimento tecnologico.
Qui in allegato il programma completo dell’evento.
CIBO E MISSIONI SPAZIALI AL FESTIVAL DELL’AEROSPAZIO 2025
A OLBIA IL RACCONTO DEL MENU DEGLI ASTRONAUTI
Nelle navicelle anche piatti tipici della Sardegna: è il caso della fregula
Un percorso espositivo dove sarà possibile vedere da vicino il cibo dello spazio e una tavola rotonda per sviluppare un tema affascinante: come si sopravvive in ambienti estremi e cosa mangiano gli astronauti? A rispondere alle domande saranno i protagonisti del Festival dell’Aerospazio, in programma al Museo Archeologicodi Olbia dal 16 al 18 ottobre 2025.
Durante l’evento, organizzato da Astec – Aerospace Technology Education Center – la mostra “Space Food”, omaggiata da Altec S.p.A. ad Astec, metterà sotto i riflettori le sfide e le opportunità legate alla nutrizione in ambienti estremi. I protagonisti del settore presenteranno soluzioni di alimentazione compatta, sistemi produttivi indoor, come la idroponica, e le colture rigenerative, gli approcci nutrizionali adattivi e i protocolli di conservazione per missioni di lunga durata. Tematiche che verranno sviluppate durante la tavola rotonda “Space Food: tecnologia, gusto e sopravvivenza nello spazio profondo”, in programma il 16 ottobre alle 15:30, che vedrà protagonisti Stefano Polato, lo chef degli astronauti; Antonella Pantaleo, docente dell’Università di Sassari; Stefania De Pascale, docente dell’Università Federico II di Napoli e Valentina Sumini, architetto dello spazio. Moderatrice dell’interessante dibattito sarà Marilisa Pischedda, founder di Astec e direttrice del Festival dell’Aerospazio: “La mostra e la tavola rotonda dedicate allo space food- spiega Marilisa Pischedda – rappresentano un’importante occasione di confronto tra ricerca scientifica, innovazione tecnologica e sostenibilità. Come Festival dell’Aerospazio, intendiamo valorizzare il ruolo dello spazio come laboratorio d’avanguardia, capace di generare conoscenze e soluzioni applicabili anche al futuro dell’alimentazione sulla Terra. Lo space food non è solo nutrimento, ma un elemento di benessere e motivazione per gli astronauti: il cosiddetto bonus food è uno degli aspetti più personali nelle missioni spaziali, e di grande attesa perché restituisce valore e significato a qualcosa che sulla Terra spesso diamo per scontato e di cui si sente la mancanza nelle missioni più lunghe”.
Piatti tipici sardi nelle navicelle: la fregula. La prima volta che andò in orbita fu nel 2007, quando durante un “convivio spaziale” dedicato alla cucina italiana, la fregula sarda fu servita agli astronauti a bordo della Stazione spaziale internazionale. La piccola pasta di semola tipica della Sardegna fu il piatto chiave di un menù studiato per portare nello spazio non solo cibo nutriente, ma anche radici culturali e valori simbolici. L’orizzonte della nutrizione spaziale raccoglie le innovazioni per portare, anche attraverso l’identità, le tecnologie alimentari pensate per lo spazio ma che si rivelano utili anche nel contesto terrestre, contribuendo a sistemi agricoli più efficienti, sostenibili e resilienti.
Lo chef degli astronauti, Stefano Polato. Il suo cibo ha nutrito Samantha Cristoforetti,Luca Parmitano, Paolo Nespoli e altri astronauti europei. Stefano Polato, soprannominato “lo chef degli astronauti”, sarà tra i protagonisti della tavola rotonda dedicata al tema dello space food, il 16 ottobre, nella giornata inaugurale del Festival dell’Aerospazio. Lo chef racconterà la sua esperienza partendo da un assunto: la ricerca aerospaziale può essere utile a noi terrestri.
“Non è solo una questione di esplorazione o curiosità, ma di apprendere regole alimentari che migliorano la qualità della vita. Nelle missioni spaziali di lunga durata – spiega Polato – il cibo non è solo nutrimento, ma supporto psicologico, mantenimento delle prestazioni e garanzia di salute in condizioni estreme. Molte delle regole che guidano la produzione dei pasti per gli astronauti – dalla densità nutrizionale, alla minimizzazione degli sprechi, fino alla stabilità e praticità – possono essere applicate con grande vantaggio anche qui, nella vita quotidiana”.
Piantare patate su Marte. Stefania De Pascale, professoressa ordinaria di Orticoltura e Floricoltura all’Università Federico II di Napoli, autrice di “Piantare patate su Marte: il lungo viaggio dell’agricoltura”, porterà all’attenzione del pubblico dell’evento il risultato dello studio sull’agricoltura spaziale. “Non significa soltanto garantire l’alimentazione degli astronauti – afferma la De Pascale – ma sviluppare sistemi innovativi, sostenibili e sicuri per supportarne la vita e il benessere nelle missioni di lunga durata, sulla Luna e su Marte. Le conoscenze acquisite – spiega la docente – hanno un impatto diretto anche sulla Terra, aprendo nuove prospettive per un’agricoltura più efficiente, circolare e rispettosa delle risorse naturali.”
Il Festival come laboratorio gastronomico spaziale. Durante il Festival dell’Aerospazio di Olbia saranno esposte autentiche confezioni di cibo spaziale, progetti di ricerca e soluzioni sperimentali studiate per un ambiente microgravitazionale. L’evento, giunto alla terza edizione, non solo discute di formazione, tecnologia e impresa spaziale, ma mette “in tavola” il dialogo tra innovazione e radicamento identitario, dentro un progetto che guarda al futuro dei delicati equilibri tra cibo, uomo e pianeta.
“Casteddos e Fortilesas” giovedì a Olbia va alla scoperta del Castello di Pedres
Il 16 ottobre la trasmissione condotta in lingua sarda dal giornalista Salvatore Taras porterà su CatalanTV uno dei monumenti più rappresentativi del capoluogo gallurese in compagnia dell’archeologo Marcello Cabriolu
OLBIA. Nuovo appuntamento su CatalanTV (Canale 15) per la trasmissione “Casteddos e fortilesas”, programma in lingua sarda dedicato alla scoperta di alcuni dei castelli medievali più rappresentativi dell’isola. Giovedì 16 ottobre, alle 21.15, il giornalista Salvatore Taras sarà a Olbia, dove le telecamere del regista Mauro Fancello porteranno in tv un monumento molto noto, posizionato a poca distanza dall’Aeroporto Costa Smeralda e conosciuto soprattutto per la caratteristica silhouette dell’alta torre in parte crollata, che svetta su un rilievo granitico tra le fertili vallate a sud-ovest del capoluogo gallurese.
Lungo il percorso, Salvatore Taras incontrerà l’archeologo Marcello Cabriolu, originario di Sant’Antioco ma olbiese d’adozione, uno dei massimi esperti delle realtà archeologiche della zona.
Pur non essendoci arrivate fonti scritte, si presume che il forte sia stato edificato nel XIII secolo da maestranze pisane durante il periodo visconteo, sotto il Giudicato di Gallura.
Attraverso una rampa di scale eretta per scopi militari durante la Seconda guerra mondiale, si accede a un primo piazzale circondato dalla vegetazione e, pochi metri più in alto, al piazzale superiore sul quale è posizionato il mastio.
L’area è interessata da testimonianze archeologiche molto antiche. La puntata su Pedres risulta di un certo interesse anche per il fatto che, di recente, l’accesso al pubblico è stato interrotto per motivi di sicurezza, a causa di lesioni alla torre principale con il conseguente pericolo di crolli.
A impreziosire il format saranno le immagini dei figuranti in costume medievale dell’associazione Giudicato di Torres di Porto Torres. Al progetto hanno collaborato il giornalista enogastronomico Giovanni Fancello e il docente universitario Marco Milanese. Dopo Olbia la trasmissione proseguirà, ogni giovedì, con Burgos, Bosa, Osilo, Alghero, Posada, Sassari, Sanluri e Cagliari. L’attività è realizzata dalla casa di produzione db Video Management con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna.
Aeroporti del Nord Sardegna: Alghero sorprende, Olbia cresce in anticipo sui tempi
Fausto Farinelli – 3 Sett. 2025
L’estate 2025 segna un’inversione di tendenza per gli scali del Nord Sardegna. I dati sul traffico passeggeri internazionali mostrano un andamento particolarmente positivo, con Alghero che sorprende in controtendenza rispetto alle critiche locali e Olbia che conferma la sua forza con numeri in crescita anticipata.
✈️ Alghero: numeri da record già a giugno
Il grafico dedicato allo scalo della riviera del corallo parla chiaro: a giugno 2025 Alghero aveva già raggiunto i volumi di traffico che lo scorso anno si erano toccati solo a luglio. Un mese di anticipo che ribalta le percezioni negative diffuse tra operatori turistici e cittadini, che per mesi avevano criticato la gestione dell’aeroporto.
La crescita è stata particolarmente evidente con l’apertura della stagione estiva. Una spinta che apre a nuove riflessioni: se i collegamenti internazionali partissero già a marzo, il territorio potrebbe beneficiare di una stagione più lunga e di ricadute economiche ancora maggiori.
✈️ Olbia: il motore sempre acceso
Lo scalo gallurese conferma la propria forza. Nel 2025 ha raggiunto i numeri del 2024 con circa venti giorni di anticipo, consolidandosi come punto di riferimento per il turismo internazionale. Una crescita che lascia prevedere picchi ancora più significativi nei mesi centrali dell’estate.
📊 L’analisi di Usai e il nodo Cagliari
A mettere in evidenza questi dati è stato Sandro Usai, esperto in analisi dei numeri, che ha condiviso le sue osservazioni sul proprio profilo Facebook:
“I due aeroporti del Nord hanno contribuito a far crescere il traffico passeggeri. Esiste una forte sinergia tra direzioni aeroportuali e operatori turistici locali.”
Un commento che va in controtendenza rispetto al malumore di Alghero, dove la fusione societaria con Olbia aveva generato paure e allarmismi.
Anche Fausto Farinelli è intervenuto nel dibattito:
“I numeri dimostrano che quelle preoccupazioni erano infondate. Il management ha dimostrato di essere composto da seri professionisti.”
Non è passata inosservata, tuttavia, l’assenza dei dati relativi a Cagliari-Elmas. Sollecitato sul tema, Usai ha chiarito:
“I dati di Cagliari non mostrano una tendenza degna di essere citata.”
Una dichiarazione che alimenta la sensazione di un Sud Sardegna meno brillante, soprattutto nel confronto con Alghero e Olbia.
🤝 Professionalità e prospettive
Il dibattito ha messo in evidenza una differenza di approccio gestionale. Se a Nord la collaborazione tra aeroporti e operatori turistici appare solida, a Sud sembra mancare la stessa capacità di fare sistema. Come ha osservato ancora Usai:
“È proprio questa la differenza: la professionalità che a Cagliari pare assente.”
Le proiezioni per i prossimi mesi restano comunque ottimistiche: Alghero e Olbia sembrano avere tutte le carte in regola per trainare la stagione turistica del 2025, con prospettive di allungare la stagione e rafforzare ulteriormente l’economia del territorio.
📌 Box dati e grafici
elaborazione Sandro Usai
Il Festival internazionale Contrasti chiude la “Spring Edition” 2025
Il successo al MusMat di Olbia è l’epilogo di una manifestazione che ha portato musica, arte e cultura in diversi centri del nord-Sardegna
Lo sguardo è già rivolto agli appuntamenti della Autumn edition
OLBIA. Quattro mesi di appuntamenti primaverili hanno lasciato un’eco vibrante di musica, arte e cultura nel nord dell’isola e già lo sguardo è rivolto all’imminente edizione autunnale. La “Spring Edition” 2025 del Festival Internazionale Contrasti si è chiusa con successo al MusMat di Olbia dopo aver incantato il pubblico con un calendario di eventi di altissimo profilo.
Fin dal suo esordio ad aprile, il festival ha tessuto un filo rosso tra diverse espressioni musicali, portando sul palco artisti di fama internazionale e giovani talenti, in un dialogo costante tra tradizione e innovazione. Da Olbia a La Maddalena, passando per Sassari e Sorso, ogni tappa è stata un momento di pura magia, capace di coinvolgere e stupire un pubblico sempre più numeroso e appassionato.
Grande soddisfazione è stata espressa da Elisabetta Rossana Siddi, presidente dell’associazione culturale Contrapunctum ETS: «Siamo immensamente orgogliosi del trionfo di questa ‘Spring Edition’, e confidiamo che la manifestazione sappia crescere ancora, edizione dopo edizione». Per la direttrice artistica Laura Cocco «ogni concerto, ogni masterclass, è stato il tassello prezioso di un mosaico che celebra la bellezza e la potenza della musica. La risposta del pubblico è stata straordinaria, a conferma che il desiderio di esperienze culturali autentiche sia più vivo che mai».
Le due serate conclusive al MusMat hanno rappresentato il culmine di un percorso molto positivo, confluito nella collaborazione con il Conservatorio “Pergolesi” di Fermo, che ha aggiunto un tocco di eccellenza testimoniando l’alto livello di preparazione e la profonda passione dei giovani musicisti e dei loro maestri. La sinergia tra istituzioni è un esempio di come la cooperazione possa generare valore culturale e opportunità per le nuove generazioni.
«L’alto gradimento da parte del pubblico conferma nel festival un appuntamento imperdibile nel panorama culturale sardo e nazionale – ha proseguito Laura Cocco –, un faro che illumina il talento, la creatività e la capacità di emozionare attraverso l’arte. L’entusiasmo e l’affluenza di pubblico sono il segno più tangibile di un evento che, evento dopo evento, rafforza il suo legame con il territorio e la sua vocazione internazionale».