AOU SASSARI – L’Aou di Sassari verso la fase 2 dell’emergenza

L’Aou di Sassari verso la fase 2 dell’emergenza

All’incontro organizzato nella sala Angioy della Provincia di Sassari, il commissario dell’Azienda ospedaliero universitaria, Giovanni Maria Soro, ha illustrato le strategie per l’apertura graduale dei reparti e degli ambulatori.

Sassari 23 maggio 2020 – Garantire sicurezza per gli operatori, per i cittadini e per gli utenti e i pazienti, attraverso l’aggiornamento delle procedure con automatismi operativi e standardizzati di gestione dell’assistenza. E ancora, adeguamento dei percorsi logistici e soluzioni tecnologiche, prosecuzione del monitoraggio sull’utilizzo corretto ed efficace dei dispositivi di protezione individuale e continuità dell’attività di sorveglianza sanitaria su operatori sanitari quindi sui pazienti che accedono alle strutture sanitarie. Saranno questi i cardini sui quali si dovrà basare la “fase 2” nella sanità sassarese e che dovrà prevedere una graduale riapertura delle strutture all’utenza. Principi che dovranno essere applicati alle diverse aree d’azione che in questi giorni l’Azienda ospedaliero universitaria di Sassari sta riorganizzando. Area chirurgica, area medica, pronto soccorso e area ambulatoriale sono questi gli ambiti che vedranno le maggiori novità. Lo ha detto il commissario dell’Aou, Giovanni Maria Soro, intervenuto questa mattina all’incontro che si è svolto nella sala Angioy della Provincia di Sassari. L’appuntamento, organizzato da Aou, Unità di crisi locale e Ats Sardegna, aveva come obiettivo quello di fare il punto sulla situazione dell’emergenza sanitaria a Sassari, oltre affrontare le tematiche relative alla programmazione sanitaria territoriale e ospedaliera nella fase 2

Gli interventi previsti nei quattro ambiti non potranno prescindere da una scelta precisa che l’Aou ha fatto nella nuova gestione dei pazienti Covid. Una ripartenza che vede il palazzo di Malattie infettive sempre punto di riferimento ma che, gradualmente, riprende la sua attività ordinaria. E così il terzo piano sarà dedicato alla patologia Hiv e Aids, con 12 posti letto e una capacità per arrivare sino a 20.

Il secondo piano viene diviso in due, con 7 posti letto dedicati ai pazienti grigi e 7 posti ai pazienti Covid. Al primo piano, invece, viene predisposta una terapia intensiva con quattro posti letto, pronta a essere attivata nel caso fosse necessario. Temporaneamente, gli spazi saranno impiegati come day hospital per la patologia ordinaria di Malattie infettive.

Su queste basi parte l’organizzazione delle diverse aree. Così, per quella chirurgica «stiamo lavorando per ridefinire le procedure di pre-ospedalizzazione per gli interventi in elezione che – ha detto il commissario – tengano conto della sicurezza che dobbiamo dare agli operatori e ai pazienti. Puntiamo a migliorare l’organizzazione e la risposta efficiente in termini di utilizzo delle sale operatorie. Oggi, in maniera efficiente, bisogna recuperare tutte le risposte che, purtroppo, non siamo riusciti a dare in questi mesi di emergenza».

Nell’area medica l’Aou punta a ripristinare in maniera graduale l’intera capacità operativa dei diversi reparti che sono stati chiusi o ridimensionati per garantire risorse all’area dell’emergenza. «Stiamo cercando di definire e programmare nel tempo alcuni spostamenti – ha precisato Giovanni Maria Soro – che ci consentono di trovare delle soluzioni per alcuni deficit strutturali o organizzativi che abbiamo storicamente nelle cliniche universitarie. Il progetto non determinerà nessuna riduzione di posti letto ma – ha assicurato – darà risposte più efficaci per i pazienti».

Per quanto riguarda l’area del pronto soccorso l’Azienda di viale San Pietro sta agendo sul costante e necessario adeguamento delle procedure per rendere più efficiente la risposta, in considerazione anche dell’incremento degli accessi alla struttura di viale Italia. Questi ultimi sono passati dai 40 del periodo dell’emergenza, con un minimo di 25, ai 60-80 di questo ultimo periodo. «Ci stiamo preparando per sviluppare le procedure in base alle ultime linee guida della Società italiana di medicina dell’emergenza-urgenza – ha spiegato – per essere più efficienti nella capacità di risposta ed evitare il sovraffollamento. Probabilmente creeremo un’area filtro nell’astanteria del vecchio pronto soccorso che ci consentirà di gestire i pazienti stabilizzati in attesa di ricovero, senza intasare i reparti».

Il commissario quindi si è soffermato sulla questione delle procedure, e ha chiarito che queste devono variare in relazione a come evolve l’epidemiologia e in relazione a quelle che sono l’efficacia e l’efficienza con le quali vengono trattati i casi. «Devono variare – ha detto ancora – sarebbe criticabile se questo non dovesse avvenire e restassero immutate al modificarsi delle situazioni. Questo avviene perché nessuno conosce il virus nella sua completezza ed evoluzione nel tempo e quindi la migliore risposta risiede in un’organizzazione perfettamente flessibile nella capacità di risposta, che si adegua alle modifiche del fabbisogno».

Un impegno particolare l’Aou lo sta indirizzando verso l’attività ambulatoriale, «che è forse quella più critica – ha precisato il commissario straordinario – perché è quella che è stata sospesa completamente. Adesso bisogna iniziare e dare risposte al territorio».

L’ipotesi, ha spiegato Soro, è quella di ampliare gli orari di erogazione, definire nuovi slot e programmazione delle attività (sulla base delle priorità esplicitate dai direttori delle unità operative su indirizzi generali comuni) e centralizzare le aree dove si svolge attività ambulatoriale, tenendo conto della capacità ricettiva e monitorare con più efficacia gli accessi, con la definizione di procedure che rispettino gli indirizzi nazionali e regionali condivise con Collegio di Direzione, organizzazioni sindacali e Rls.

«All’inizio avremo una capacità erogativa che non sarà, ovviamente, come quella a regime – ha detto – ma che sarà sviluppata in logica incrementale. Questo ci consentirà di testare la bontà della procedura e poi, man mano, riusciremo a svilupparla in sicurezza sino ad arrivare a soddisfare quelli che sono i bisogni assistenziali».

Anche qua ci saranno delle regole da rispettare. In primo luogo gli accessi che potranno avvenire dietro prenotazione di visita o esami. Agli ingressi saranno previsti dei check point con pre-triage e potrà essere prevista un’autocertificazione.

All’incontro, oltre ai direttori delle strutture interessate dall’emergenza Covid, hanno partecipato il presidente del Consiglio regionale della Sardegna Michele Pais, il presidente della commissione Sanità del Consiglio regionale Sardegna Domenico Gallus, il commissario straordinario della Provincia di Sassari Pietrino Fois, il sindaco di Sassari Gian Vittorio Campus.


A moderare gli interventi sono stati Marcello Acciaro, coordinatore delegato dell’Unità di crisi locale del Nord Sardegna e Carlo Doria delegato regionale Ucl Nord Sardegna.

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Ufficio stampa Aou Sassari
Viale San Pietro, 10
Addetto stampa
Andrea Bazzoni




FASE 2. COLDIRETTI. CON SASSARI RIAPERTI TUTTI I MERCATI DI CAMPAGNA AMICA

Con Sassari ripartono tutti i mercati di Campagna Amica Sardegna. Il decano dei mercati sardi, l’Emiciclo, che lo scorso anno ha tagliato il traguardo dei 10 anni, e il mercato coperto di Luna e Sole riaprono dopo 70 giorni di chiusura dovuti al Covid. Giovedì scorso, 21, è stata la volta dell’altro simbolo dei mercati di Campagna Amica, quello di piazza dei Centomila a Cagliari.

Durante il lockdown sono rimasti aperti solamente il mercato coperto di via degli Artigiani a Oristano, e i mercati di Abbasanta e Nuoro.

A dare il via alle riaperture degli altri 24 mercati di Campagna Amica in Sardegna è stato Sorso il 28 aprile e a seguire tutti gli altri, per chiudere oggi con Sassari con l’Emiciclo e il mercato coperto a Luna e sole.

Una ripartenza in piena sicurezza con ingressi contingentati, distanze tra i gazebo, tutti con le mascherine e guanti, rooll up informativi e punti info con i gel sanificanti.

“Dopo 70 giorni abbiamo tutti i mercati di Campagna Amica riaperti – afferma soddisfatto il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu -, un primo passo che ci porterà, speriamo presto, alla normalità. In questo due mesi abbiamo cercato di attenuare l’assenza garantendo i prodotti a km0 con le consegne a domicilio. Ma questo giorno era molto atteso perché qui, anche se per il momento a distanza, si rivive la socialità tipica dei nostri mercati ed il rapporto diretto tra campagna e città”.

Sia il mercato dell’Emiciclo che quello coperto di Luca e Sole, hanno dovuto rinunciare a qualche banco per consentire una sistemazione più allargata dei gazebo. Altri hanno dovuto cambiare momentaneamente location per spostarsi in piazze più ampie.

In Sardegna ci sono 24 mercati all’aperto e tre al coperto (Nuoro, Oristano e Sassari), per un fatturato di oltre 10milioni di euro annui.

La spesa contadina con la chiusura dei mercati è crollata in Italia del 61%, come è emerso da un’analisi Coldiretti/Ixè, stravolgendo i consumi alimentari dei cittadini con il boom negli acquisti di conserve di tonno (+17%), ortaggi surgelati (+28%) e legumi in scatola (+36%) secondo elaborazioni su dati Ismea.

Un momento atteso, la riapertura, da quasi sei italiani su dieci (59%) che hanno fatto la spesa dal contadino almeno una volta al mese nell’ultimo anno per acquistare prodotti locali, freschi e di stagione a km0 direttamente dai produttori.

La riapertura dei mercati contadini è una opportunità anche per l’82% degli italiani che secondo l’indagine Coldiretti/Ixè, con l’emergenza sanitaria cercano sugli scaffali prodotti Made in Italy.

Durante l’emergenza, oltre alla consegna a domicilio delle singole aziende, Campagna Amica Sardegna è riuscita a strutturare un nuovo servizio di consegna a domicilio che rimarrà anche in futuro, ampliando i servizi e consentendo anche a chi non può andare ai mercati di portare a tavola i prodotti agricoli a km0. In questo caso gli ordini di effettuano direttamente dal sito www.spesaamicasardegna.it. Al momento le consegne a domicilio si effettueranno su Cagliari e hinterland ma non si esclude per il prossimo futuro l’allargamento ai maggiori centri della Sardegna.

 

Michele Arbau

Ufficio stampa Coldiretti Sardegna




POSTE ITALIANE – DAL 26 MAGGIO IN PAGAMENTO LE PENSIONI DI GIUGNO A SASSARI E PROVINCIA

POSTE ITALIANE: DAL 26 MAGGIO IN PAGAMENTO

LE PENSIONI DI GIUGNO A SASSARI E PROVINCIA

Ritiro possibile dai 68 Postamat presenti in provincia

Per coloro che invece devono necessariamente recarsi negli uffici postali per il ritiro in contante sarà effettuata una turnazione in ordine alfabetico. Gli over 75 possono delegare al ritiro i Carabinieri

Sassari, 22 maggio 2020 – Poste Italiane comunica che le pensioni del mese di giugno verranno accreditate a partire da martedì 26 maggio per i titolari di un Libretto di Risparmio, di un Conto BancoPosta o di una Postepay Evolution. I titolari di carta Postamat, Carta Libretto o di Postepay Evolution potranno prelevare i contanti dai 68 ATM Postamat presenti nella provincia di Sassari, inclusa la Gallura.

Coloro che invece non possono evitare di ritirare la pensione in contanti, nell’ufficio postale, dovranno presentarsi agli sportelli rispettando la turnazione alfabetica prevista da un calendario che varia a seconda del numero di giorni di apertura dell’ufficio postale di riferimento, come da tabella di seguito riportata.

 

Nel Sassarese e in Gallura saranno aperti complessivamente, secondo varie modalità orarie, 119 uffici postali sui 121 presenti sul territorio. Nel capoluogo saranno aperti fino alle 19.05 gli uffici postali di Sassari centro (via Brigata Sassari), Sassari 3 (via Alghero) e Sassari 5 (via Luna e Sole). In provincia e in Gallura saranno aperte anche al pomeriggio le sedi di Alghero centro (via Carducci), Arzachena, La Maddalena (piazza Umberto I°), Olbia centro (via Acquedotto), Olbia 1 (viale Aldo Moro) e Porto Torres (via Ettore Sacchi).

Poste Italiane ricorda inoltre che i cittadini di età pari o superiore a 75 anni che percepiscono prestazioni previdenziali presso gli Uffici Postali e che riscuotono normalmente la pensione in contanti possono chiedere di ricevere gratuitamente le somme in denaro presso il loro domicilio, delegando al ritiro i Carabinieri.

 

Poste Italiane invita la clientela a indossare la mascherina protettiva, ad entrare in ufficio solo all’uscita dei clienti precedenti, a tenere la distanza di almeno un metro, sia in attesa all’esterno degli uffici che nelle sale aperte al pubblico.

Per ulteriori informazioni, è possibile consultare il sito www.poste.it o contattare il numero verde 800 00 33 22.

CALENDARIZZAZIONE PER COGNOME

Per gli uffici postali aperti 6 giorni ​Per gli uffici postali aperti 4 giorni

dalla A alla B martedì 26 maggio ​dalla A alla C il primo giorno

dalla C alla D mercoledì 27 maggio​​dalla D alla K il secondo giorno

dalla E alla K giovedì 28 maggio ​dalla L alla P il terzo giorno

dalla L alla O venerdì 29 maggio​dalla Q alla Z il quarto giorno

dalla P alla R sabato mattina 30 maggio​

dalla S alla Z lunedì 1° giugno​Per  gli uffici postali aperti 3 giorni​

​dalla A alla D il primo giorno

Per gli uffici postali aperti 5 giorni​​dalla E alla O il secondo giorno

dalla A alla C il primo giorno​dalla P alla Z il terzo giorno

dalla D alla G il secondo giorno

dalla H alla M il terzo giorno​Per gli uffici postali aperti 2 giorni​

dalla N alla R il quarto giorno​dalla A alla K il primo giorno​

dalla S alla Z il quinto giorno​dalla L alla Z il secondo giorno

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Gli uffici postali aperti un solo giorno erogheranno tutte le pensioni in quella giornata.

Poste Italiane – Media Relations




Nuove aree mercatali per vendere e comprare in sicurezza

Nuove aree mercatali per vendere e comprare in sicurezza

Ripartono anche i mercati settimanali, tanto attesi dai cittadini, ma con nuove misure organizzative che consentiranno di evitare assembramenti e di fare acquisti in tutta sicurezza. La nuova ordinanza firmata questa mattina dal sindaco Gian Vittorio Campus tiene conto delle caratteristiche degli specifici contesti urbani, logistici e ambientali, della maggiore o minore frequentazione e prevede nuove aree mercatali per distribuire gli stalli che finora erano troppo vicini per assicurare il rispetto delle regole contro il diffondersi del coronavirus.

Il mercato di piazzale Segni (costituito da 141 stalli di 40 metri quadrati) è stato riorganizzato con un’area per l’ingresso e una per l’uscita, con un numero massimo di 80 stalli, che saranno distribuiti secondo il criterio dell’anzianità. Gli operatori non alimentari che non potranno più esporre nel piazzale potranno esercitare nell’area mercatale temporanea di nuova istituzione dell’ex mercato civico.

Il mercatino di Campagna Amica all’Emiciclo (costituito da 45 stalli di 12 metri quadri) è stato riorganizzato con 24 stalli nella consueta area, con una nuova disposizione.

Il mercato di via Tempio mantiene gli attuali undici operatori.

L’ordinanza istituisce anche nuove aree mercatali temporanee bisettimanali: il lunedì e il sabato. Saranno in via Pirandello e in via Venezia, entrambe con prodotti alimentari e non, e una all’ex mercato civico in viale Umberto dove però saranno esposte solo merci non alimentari.

In tutte le aree, le corsie saranno a senso unico per evitare assembramenti e sarà necessario rispettare le regole generali per il contrasto al coronavirus:, usare mascherine, tenere la distanza di almeno un metro tra le persone, usare i guanti monouso per gli acquisti e per i rivenditori assicurare il contingentamento degli ingressi, l’obbligo di fornire sistemi per la disinfezione delle mani, in particolare vicino all’area dove avvengono i pagamenti. I clienti non potranno servirsi da soli dei prodotti alimentari.




Torna “La città in-attesa”: il 25maggio Giandomenico Amendola e Dino Borri

Terzo appuntamento con “La città in-attesa”: il 25 maggio Giandomenico Amendola e Dino Borri

 

Prosegue il ciclo di seminari e dialoghi on line “la città in-attesa”, a cura dell’Università di Sassari, assieme a studiosi e studiose di diverse discipline, per provare a disegnare i luoghi che abiteremo e in cui dovremo imparare a convivere con chi è “altro” da noi, con i virus, i rischi, alcune paure.

Prossimo appuntamento lunedì 25 maggio, dalle 15.30 alle 17.00 con

Giandomenico Amendola e Dino Borri

 

L’evento si terrà su Teams ed è aperto al pubblico al link:

https://teams.microsoft.com/l/meetup-join/19%3ameeting_ZGYyNGFmYzQtMjAwNS00ZTQ1LWI0NjktMmY0NWFhOGRmY2Vk%40thread.v2/0?context=%7b%22Tid%22%3a%2222a71226-3ad2-4e92-9bf8-d7d3540412b1%22%2c%22Oid%22%3a%223dae465c-443e-4799-ba4c-2c23483f88e7%22%2c%22IsBroadcastMeeting%22%3atrue%7d

 

Giandomenico Amendola, già professore ordinario di Sociologia Urbana nella Facoltà di Architettura del Politecnico di Bari e poi dell’Università di Firenze, ha insegnato e svolto ricerche in alcune delle più importanti università statunitensi. Già presidente dell’Associazione Italiana di Sociologia, è autore di numerosi volumi, molti dei quali tradotti, tra i quali La città postmoderna. Magie e paure della metropoli contemporanea (1997); Technological Imagination and the Historic City (con D. Frenchman e W.J. Mitchell, 2009); Tra Dedalo e Icaro. La nuova

domanda di città (2010), Sguardi sulla città moderna. Narrazioni e rappresentazioni di urbanisti, sociologi, scrittori e artisti (2019).

Dino Borri, già professore ordinario di Tecnica e pianificazione urbanistica al Politecnico di Bari, che ha contribuito a fondare, ha diretto la rivista Urbanistica e fondato e diretto il Dipartimento di Architettura e Urbanistica del Politecnico di Bari, la Fondazione Astengo, la collana “Pianificazione urbana e regionale” e la rivista PluriMondi edite da Dedalo. Ha diretto numerose iniziative di cooperazione internazionale e nazionale tra Università finanziate dall’Unione Europea e altre agenzie. Presidente della sez. Puglia del FAI – Fondo Ambiente Italiano, è stato designato più volte come esperto dal Ministero dell’Ambiente.




AOU SASSARI – La sanità del Sassarese dall’emergenza alla fase 2

La sanità del Sassarese dall’emergenza alla fase 2

Una tavola rotonda organizzata da Aou, Ucl e Ats nella sala conferenze del Palazzo della Provincia per sabato mattina.

SASSARI 21 maggio 2020 – Sarà l’occasione per fare il punto sulla situazione dell’emergenza sanitaria a Sassari, oltre che per affrontare le tematiche relative alla programmazione sanitaria territoriale e ospedaliera nella fase 2. Questi i temi centrali della tavola rotonda in programma sabato, alle ore 10,30, nella sala conferenze del palazzo della Provincia di Sassari, in piazza d’Italia.

La riunione, che per motivi sanitari non sarà aperta al pubblico se non per invito (la stampa è invitata a partecipare), è organizzata dall’Azienda ospedaliero universitaria di Sassari, in stretta collaborazione con l’Unità di crisi locale e l’Ats Sardegna.

Ad aprire i lavori sarà l’intervento del professor Giovanni Sotgiu che si focalizzerà su “Infezione da SARS Cov-2: stato dell’arte, strategie in atto e scenari futuri”. Seguirà quindi l’intervento del direttore della clinica Pneumologica dell’Aou di Sassari Pietro Pirina sul tema relativo ai “quadri clinici nella patologia da Covid-19”. Di “Iter diagnostico strumentale nei pazienti affetti da Covid-19” parlerà invece il direttore della Radiologia 1 dell’Aou di Sassari Stefano Profili.

Il direttore della clinica di Malattie infettive, professor Sergio Babudieri, illustrerà le ”possibilità terapeutiche nel trattamento dell’infezione da Covid-19”. Il direttore dell’Anestesia e rianimazione delle cliniche dell’Aou, professor Pier Paolo Terragni, interverrà sul tema “Covid-19 ed area critica”. Quindi “La profilassi del Covid-19: siamo lontani dal vaccino?, sarà l’interrogativo al quale proverà a dare una risposta il direttore della struttura di Igiene e controllo delle infezioni ospedaliere, professor Paolo Castiglia.

Il medico competente dell’Aou di Sassari, Antonello Serra, illustrerà le “strategie di monitoraggio di popolazioni selezionate in Aou Sassari e Uniss. Il ruolo del territorio sarà messo in evidenza da Marco Guido che parlerà del “controllo del territorio e ruolo delle Usca nei distretti”.

Il commissario straordinario dell’Aou di Sassari, Giovanni Maria Soro, esporrà l’”evoluzione delle strategie della Aou di Sassari dall’emergenza alla fase 2.

Il direttore generale del Banco di Sardegna, Giuseppe Cuccurese, parlerà della “ripresa dell’economia nel dopo Covid: strategie per l’Isola”. Il presidente della Dinamo Basket, Stefano Sardara, parlerà dello “sport e del suo ruolo sociale: quali accorgimenti adottare?”. L’arcivescovo di Sassari, monsignor Gian Franco Saba, chiuderà l’incontro con un intervento su “carità e fratellanza nel periodo del Coronavirus: ruolo della nostra Diocesi”.

Al tavolo della presidenza è prevista la partecipazione del presidente del Consiglio regionale della Sardegna Michele Pais, dell’assessore regionale alla Sanità Mario Nieddu, del presidente della commissione Sanità del Consiglio regionale Sardegna Domenico Gallus, del commissario straordinario della Provincia di Sassari Pietrino Fois, del sindaco di Sassari Gian Vittorio Campus.

A moderare gli interventi saranno Marcello Acciaro, coordinatore delegato dell’Unità di crisi lcoale del Nord Sardegna e Carlo Doria delegato regionale Ucl Nord Sardegna.

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Ufficio stampa Aou Sassari
Viale San Pietro, 10
Addetto stampa

Andrea Bazzoni




6 milioni per il Palazzetto, Campus:«Un grande risultato per tutta la Sardegna»

6 milioni per il Palazzetto, Campus:«Un grande risultato per tutta la Sardegna»

«Un importante risultato per la città e per tutta la Sardegna». Così il sindaco Gian Vittorio Campus commenta l’inizio dei lavori al Palazzetto dello Sport che, attesi da tempo, partiranno il 4 giugno.

«L’ampliamento del Palazzetto e la sistemazione degli interni che erano stati previsti dall’Amministrazione precedente – spiega il primo cittadino – prevedevano un investimento globale da 10 milioni di euro. Per questa azione complessiva, la precedente Giunta aveva acceso un mutuo, con gli ormai famosi fondi Jessica, da 4 milioni di euro che consentivano però soltanto un intervento parziale».

«Il rischio di lasciare a Sassari un’incompiuta che avrebbe potuto pregiudicare il futuro della Dinamo Banco di Sardegna e privare la città del suo Palazzetto e delle annesse strutture è stato fatto presente in diverse occasioni all’assessore regionale ai Lavori Pubblici Roberto Frongia. Grazie al suo interessamento, a quello del suo direttore generale Piero Teodosio Dau e del capo di gabinetto Vincenzo Corrias, si sono ottenuti, attraverso le due tranche da 3.600.000 e da 2.400.000 euro, i fondi necessari per il completamento dell’opera. Sara così possibile terminare la progettazione definitiva ed esecutiva del nuovo Palazzetto e procedere con l’esecuzione di tutti i lavori» conclude il sindaco.




La Rete metropolitana chiede al Governo la riapertura dell’aeroporto di Alghero

La Rete metropolitana chiede al Governo

la riapertura dell’aeroporto di Alghero

I sindaci di Sassari, Alghero, Castelsardo, Porto Torres, Stintino, Sennori, Sorso e il commissario straordinario di Valledoria, riuniti in sede ufficiale come Assemblea della Rete metropolitana del Nord Sardegna, esprimono la massima preoccupazione delle comunità rappresentate per l’incomprensibile e immotivata esclusione dell’aeroporto di Alghero dagli scali sardi che potranno riaprire. È quanto si legge in una lettera inviata ai ministri della Salute Roberto Speranza e delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli e a tutti i parlamentari che rappresentano il territorio.

L’articolo 1, comma 2, del decreto interministeriale dei Trasporti e della Sanità del 17 maggio ha disposto, infatti, la riapertura, seppure con limitazioni, degli aeroporti di Cagliari e Olbia, a eccezione di Alghero per il quale, invece, è stata mantenuta la chiusura. «Una decisione che discrimina fortemente i residenti e il territorio del nord-ovest della Sardegna – si legge ancora nel documento -, la cui vita sociale ed economia dipendono in modo determinate dai trasporti, fondamentali per la programmazione delle attività turistiche e per una vera ripresa dalle nostre comunità».

L’aeroporto del nord-ovest della Sardegna, infatti, con un bacino di utenza di circa 300mila persone, pari al doppio del bacino gallurese, rimane chiuso. «È di tutta evidenza che il provvedimento assunto appare ingiusto e fortemente penalizzante per l’economia del nostro territorio letteralmente devastata dalle – seppur giuste – misure restrittive conseguenti alla grave emergenza sanitaria nazionale che ci ha colpito, ma dalla quale abbiamo tutti il diritto di uscire con uguali misure di apertura. In particolare, non sono assolutamente né chiare né definite le motivazioni che hanno portato i due Ministeri alla scelta di escludere da una iniziale fase di ripartenza del sistema di trasporto aereo una parte importante del territorio sardo e lo scalo del Nord ovest dell’isola».

La stessa Regione Sardegna, consapevole dell’importanza di poter contare sul funzionamento di tutti gli scali sardi, aveva chiesto al Governo la riapertura dei tre aeroporti isolani, ciascuno dei quali è parte di un vero e proprio sistema integrato di trasporti. L’istanza, tuttavia, inspiegabilmente non è stata recepita. «È necessario, pertanto – conclude la lettera -, che in questo momento i nostri rappresentanti in Parlamento, ai quali ci rivolgiamo, si facciano carico del problema e intervengano al fine di raggiungere anche per Alghero lo stesso obiettivo raggiunto con la riapertura di Olbia. È indispensabile che le valutazioni prescindano da schieramenti politici e tengano conto esclusivamente delle necessità del nostro territorio che non possono più essere procrastinate né possono accettare di essere poste in secondo piano per discriminazioni che non hanno senso né hanno avuto motivazioni. Il nostro è un accorato appello affinché gli onorevoli Ministri De Micheli e Speranza ascoltino le richieste, correggendo un errore di valutazione e prospettiva che potrebbe portare ad ancora più gravi conseguenze per tutto il sistema del trasporto aereo della regione e penalizzare oltremodo una parte consistente, sia in termini di popolazione che di valenza economica, della intera Sardegna».




AOU SASSARI – Covid-19, un algoritmo decisionale e procedure per la scelta dei percorsi.

Covid-19, un algoritmo decisionale e procedure per la scelta dei percorsi

Lo studio realizzato dal Pronto soccorso ha messo in luce la correttezza delle scelte effettuate nei ricoveri di 209 pazienti, che hanno effettuato il tampone dopo il loro ingresso nel reparto di destinazione finale.

 

SASSARI 20 maggio 2020 – Uno studio su 209 pazienti ricoverati tra il 18 aprile e il 7 maggio dopo un loro accesso in Pronto soccorso, mostra come nessuno dei soggetti, poi ospitati in vari reparti dell’Aou di Sassari, sia risultato positivo alla malattia Sars-Cov2. Il lavoro, basato sull’algoritmo decisionale sviluppato da procedure in accordo con le linee guida dell’Iss, lo ha realizzato il Pronto soccorso-Medicina d’urgenza del Santissima Annunziata. Sono stati presi in esame, nel periodo ancora acceso della pandemia, il numero totale degli accessi (1.285), il numero dei ricoveri totali (413), il numero dei totali ricoverati da percorso pulito (220). Di questi ultimi, appunto 209 hanno effettuato il tampone rinofaringeo in reparto: 208 sono risultati negativi mentre uno solo positivo si è rivelato un probabile falso positivo, in quanto i successivi due tamponi di conferma hanno dato esito negativo.

«La positività di un solo tampone rinofaringe su 209 – si legge nello studio – conferisce all’algoritmo validato un elevato valore predittivo negativo che, in questo caso, potrebbe essere ulteriormente rafforzato dalla verosimile bassa prevalenza di malattia nella popolazione».

 

L’algoritmo decisionale, elaborato dal gruppo di studio guidato dal dottor Paolo Pinna Parpaglia, utilizza una serie di informazioni epidemiologiche, cliniche, laboratoristiche e radiodiagnostiche. Gli snodi decisionali infatti si articolano su 3 livelli. Il primo livello – esterno (pretriage) –, basato sulla valutazione infermieristica alla tenda (pazienti autonomi) o in camera calda (pazienti trasportati dal 118), come misurazione temperatura corporea e valutazione presenza sintomi quali tosse, febbre, sintomi respiratori e contatti stretti con soggetti malati. Il secondo livello interno (checklist), basato sull’individuazione, da parte dell’infermiere addetto al triage, coadiuvato se necessario dal medico, di criteri maggiori e minori di infezione Sars-Cov2. Il terzo livello – isolamento (isolamento preventivo in PS) –, per pazienti inizialmente definiti sospetti al termine dei precedenti step valutativi, con ulteriore approfondimento clinico, anamnestico e diagnostico (ematochimico e radiologico) ed eventualmente eziologico (tampone rinofaringeo per Covid).

 

In base alla raccolta sistematica e standardizzata di queste informazioni, l’algoritmo decisionale conduce alla scelta del percorso successivo all’interno del quale inserire il paziente. Si avrà così il percorso pulito per il paziente “Covid improbabile”, il percorso “grigi” per il paziente Covid sospetto con tampone rinofaringeo negativo, quindi il percorso Covid+ per il paziente Covid accertato con tampone positivo.

 

L’algoritmo decisionale utilizzato nel Pronto soccorso dell’Aou di Sassari ha superato la validazione interna e ha individuato con precisione la bassa probabilità di infezione da Sars-Cov2.

Nessuno dei pazienti Covid improbabili durante il ricovero ha sviluppato malattia Covid e il 99,5% delle analisi sul tampone sono risultate negative (100% se consideriamo che l’unico tampone positivo è risultato essere un falso positivo).

 

«L’algoritmo validato – spiega il dottor Paolo Pinna Parpaglia – si è dimostrato un validissimo supporto decisionale per i pazienti con patologie acute che necessitano di ricovero ospedaliero. È stato predisposto con lo scopo di evitare la penetrazione del virus all’interno dell’ospedale e salvaguardare la sicurezza di pazienti e operatori, consentendo di identificare una popolazione con infezione Sars-Cov2 altamente improbabile», conclude.

A ulteriore conferma della validità dell’algoritmo decisionale e del collegato rigoroso rispetto delle procedure, dal momento della sua adozione nessun operatore del Pronto soccorso è mai risultato contagiato dal virus Sars-Cov2.

 

«La maggiore tempestività e accuratezza della valutazione clinico-strumentale, prevista dall’algoritmo – sottolinea commissario straordinario Giovanni Maria Soro –, con l’impiego ancora più estensivo dei test con tampone, così come stabilito dalle disposizioni della direzione sanitaria, garantirà certamente un innalzamento ulteriore del livello di sicurezza per tutti.  Consentirà, inoltre, di sviluppare procedure e percorsi, adeguati e compliance con le nuove linee guida della Società italiana di Medicina dell’emergenza-urgenza, che ci guideranno per le prossime fasi dell’epidemia».

 

«La fase 2 della pandemia – sottolinea ancora il commissario – è un periodo in cui gli indirizzi nazionali/regionali e internazionali, insieme alle linee guida delle società scientifiche, si aggiornano continuamente in relazione al progredire della conoscenza del virus e all’efficacia delle azioni messe in campo per la prevenzione e il contrasto. Alle singole aziende, in base alla loro caratterizzazione specifica – strutturale, tecnologica e organizzativa – spetta il compito di declinarli nel loro contesto e adeguarli, anche sulla scorta dell’esperienza dei casi trattati in termini di efficacia e sicurezza. Spetta loro aggiornare le modalità operative dei sanitari, così come ha fatto dall’Aou sin dall’inizio della fase di emergenza e come continuerà a fare nella fase 2», conclude.




OLBIA: ARRESTATO DAI CARABINIERI PER SPACCIO DI DROGA.​

Nel corso di un‘articolata attività info-investigativa finalizzata al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti, i Carabinieri della Sezione Operativa del N.O.R.M. del Reparto Territorialehanno arrestato un trentacinquenne per detenzione di sostanze stupefacenti.

Il servizio di osservazione dei militari è scaturito da un continuo flusso di acquirenti davanti l’abitazione dell’uomo, noto alle forze di polizia per precedenti specifici, procedendo così al controllo del domicilio presso cui sono state rinvenute diverse quantità di sostanza stupefacente di vario genere.

I Carabinieri hanno infatti trovato 230 grammi di cocaina, sapientemente occultata nella dispensa (anche all’interno del frigorifero), tra le stoviglie e le cibarie, o avvolte in buste di salviette imbevute, 69 grammi di marijuana in diversi barattoli e la somma di 1.500 euro in contanti ritenuti provento dell’attività illecita, nonché diverso materiale per il confezionamento. Ma la cosa che ha destato maggiore sorpresa è stata accorgersi di un mouse che opportunamente smontato si trasformava in bilancino di precisione.

L’uomo, che dopo le formalità di rito è stato arrestato, è attualmente ristretto presso la casa circondariale di Bancali (SS) a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, in attesa del giudizio di convalida.