AOU SASSARI – Team di specialisti ospedalieri nelle case di riposo del territorio

COMUNICATO STAMPA

Team di specialisti ospedalieri nelle case di riposo del territorio

Le Uiat, create all’interno dell’Aou di Sassari e attive dal 13 aprile al 9 maggio, hanno visto operare medici internisti, pneumologi e infettivologi. Interventi in 67 strutture e visite su 3000 anziani

 

SASSARI 14 maggio 2020 – Nella fase dell’emergenza Covid-19 hanno supportato l’attività della medicina del territorio con consulenze specialistiche, infettivologiche, internistiche e pneumologiche nelle case di riposo e nelle Rsa della provincia di Sassari. Si tratta delle Unità integrate di assistenza territoriale (Uiat), costituite all’interno dell’Azienda ospedaliero universitaria di Sassari che, dal 13 aprile al 9 maggio, hanno lavorato in sinergia con i medici militari e gli operatori di Ats Sardegna. Adesso, invece, il supporto specialistico sarà mantenuto nell’ambito delle attività delle Usca.

La composizione delle Uiat, deliberata dal commissario dell’Aou Giovanni Maria Soro, è il frutto della collaborazione tra l’Unità di crisi locale del Nord Sardegna, l’Aou di Sassari, l’Ats Sardegna e l’Assl Sassari. Un connubio che ha permesso di concentrare l’assistenza a una fascia di popolazione più fragile, gli anziani.

Le Uiat sono state suddivise per specialità, con team composti da professionisti dell’Area Medica, guidati da Francesco Bandiera direttore della Medicina interna del Santissima Annunziata; quindi dell’Area Pneumologica guidati dal professor Pietro Pirina direttore della Clinica Pneumologica; dell’Area Infettivologica, con il team guidato dal professor Sergio Babudieri direttore di Malattie infettive. Non è stata necessaria, invece, l’attivazione dell’area intensivistica.

«La scelta delle Uiat – afferma il commissario Giovanni Maria Soro –, esperienza per certi versi unica nel contesto nazionale, ha consentito di ridurre il numero dei ricoveri nei reparti Covid positivi, garantendo un presidio specialistico nelle strutture, con adeguati standard di assistenza per l’assistenza degli ospiti nel loro contesto».

Attraverso un lavoro congiunto con gli altri attori in campo, le Uiat sono intervenute tra Sassari, Ossi, Osilo, Torralba, Giave, Porto Torres, Sorso, Viddalba, Bono, Anela, per un totale di 67 strutture della provincia di Sassari. Hanno visitato circa 3mila residenti e realizzato altrettanti tamponi.

«Abbiamo trovato una situazione con la maggior parte dei pazienti era Covid negativa. Come abbiamo potuto appurare – commenta Francesco Bandiera che ha guidato un team di quattro medici –, le strutture che hanno subito chiuso le visite agli esterni sono quelle in cui o non si sono registrati casi o i positivi sono stati davvero rari».

Su tutti gli ospiti presenti nelle case di riposo e Rsa è stata rilevata la temperatura corporea, la saturazione dell’ossigeno, la frequenza cardiaca e verificata l’eventuale perdita totale della capacità di percepire gli odori.

 

«È stata raccolta, compatibilmente con la patologia di base, una breve anamnesi sulla presenza di sintomi respiratori e sulle comorbilità presenti – aggiunge professor Pietro Pirina che ha diretto un gruppo di otto pneumologi – e in caso di necessità sono stati consigliati anche esami diagnostici e terapie.

«Abbiamo anche rinnovato le raccomandazioni sulle misure di distanziamento tra un ospite e l’altro e l’utilizzo dei dispositivi di protezione per ospiti e operatori», conclude.

I medici delle Uiat, poi, hanno consigliato agli operatori delle strutture un monitoraggio continuo dei sintomi, della temperatura e della saturazione dell’ossigeno degli ospiti.

 

«In certi casi – afferma professor Sergio Babudieri che ha guidato un team di 7 medici – siamo intervenuti anche con il ricovero di alcuni ospiti, quelli considerati più critici. In altre occasioni, invece, l’avvio delle terapie adeguate ha consentito di tenere gli ospiti nelle strutture».

 




Sassari:Canoni di locazione, pubblicato il bando per il contributo regionale

Sul sito www.comune.sassari.it è pubblicato il bando per accedere ai contributi regionali integrativi per il pagamento dei canoni di locazione, da gennaio ad aprile 2020. Il contributo è cumulabile con altri finanziamenti per il sostegno alla locazione – compreso il reddito di cittadinanza.

Le domande possono essere presentate, entro le 24 del 5 giugno, soltanto con le nuove modalità, mentre è esclusa la consegna in forma cartacea. L’istanza è ammessa soltanto attraverso la piattaforma online pubblicata nel sito. In caso di errore o insufficiente compilazione c’è il rischio che si sia esclusi dalla graduatoria. Le istruzioni sono un efficace strumento di supporto e chiarimento. È necessario disporre di un indirizzo email, di un recapito telefonico e di un codice iban intestato al richiedente (o in alternativa al proprietario dell’immobile nei casi consentiti).

La domanda dovrà essere accompagnata da una copia del documento d’identità del richiedente e da una copia del contratto di locazione con estremi di registrazione. Le istanze inviate con altre modalità saranno escluse. Possono essere presentate anche tramite Sicet, in via 4 Novembre, 53 (079 270420), Sunia, via Sorso 115 (079 241111), Uniat , via Muroni 5/C (079 232518).

Il bando integrale, le istruzioni e la piattaforma sono pubblicate sul sito www.comune.sassari.it .




Sassari:Borse di studio nazionali, pubblicato il bando

Sul sito www.comune.sassari.it è pubblicato il bando per richiedere la borsa di studio nazionale rivolta agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, statali e paritarie, per l’anno scolastico 2019/2020. Tutti i requisiti sono pubblicati nell’avviso. Le domande possono essere presentate entro il 15 giugno all’indirizzo pec [email protected] o alla mail [email protected].

La richiesta può essere presentata anche all’ufficio protocollo in piazza del Comune 1, dal genitore, dal rappresentante legale dello studente o dallo stesso studente se maggiorenne.

Il Comune trasmetterà l’elenco degli studenti ammissibili alla Regione Sardegna, che stilerà una graduatoria unica regionale, in base all’Isee, riconoscendo, in caso di parità di Isee, la precedenza allo studente più giovane d’età. L’elenco sarà trasmesso al ministero dell’Istruzione. L’importo di ciascuna borsa di studio, che sarà pagata con bonifico, è di 200 euro.

La modulistica è disponibile nel sito della Regione Sardegna www.regione.sardegna.it, nel sito del Comune www.comune.sassari.it/

Per informazioni contattare i numeri 079279677 – 678, il lunedì, mercoledì, giovedì e venerdì dalle 9 alle 12; il martedì dalle 15 alle 17.




Sequestrata palazzina in via dell’Insinuazione

Era già stata sequestrata dalla Polizia locale nel 2015. Ieri è stata di nuovo posta sotto sequestro e i due clochard che l’avevano occupata sono stati denunciati. Si tratta di una intera palazzina in via dell’Insinuazione, fatiscente e pericolante che era stata sequestrata proprio per motivi di sicurezza. Da qualche tempo però due persone senza fissa dimora l’avevano occupata e la cosa non è passata inosservata a chi abita nella zona, che ha avvertito la Polizia locale. Ieri gli agenti sono intervenuti, liberando l’immobile e rimettendo i sigilli.




AOU SASSARI – Covid-19, da uno studio sassarese una strategia di cura anticoagulante

Covid-19, da uno studio sassarese una strategia di cura anticoagulante

I cardiologi dell’Aou hanno pubblicato sull’European Heart Journal un lavoro sulla gestione ottimale dei pazienti affetti da coronavirus.

 

Sassari 14 maggio 2020 – Uno studio che può fornire una sorta di “roadmap” pratica ai clinici impegnati nella gestione dei malati di Covid-19, così da indicare loro le possibili interazioni farmacologiche conosciute e guidare nella scelta della migliore strategia anticoagulante. È il lavoro messo in campo dei medici e specializzandi della Clinica Cardiologica di Sassari che, nei giorni scorsi, è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista internazionale European Heart Journal – Cardiovascular Pharmacotherapy. La pubblicazione riguarda la gestione ottimale della terapia anticoagulante nei pazienti affetti da Covid-19.

 

Lo studio mette in evidenza che dal momento dell’esordio della pandemia, si sono moltiplicate le osservazioni cliniche e i report scientifici che suggeriscono che in molti soggetti affetti da Covid-19 si verifichino eventi avversi di natura trombotica e tromboembolica. Nei casi più gravi si è verificata una coagulazione intravascolare disseminata.

«Riteniamo che il nostro pur piccolo contributo alle conoscenze sulla malattia da Covid-19 – afferma il professor Guido Parodi direttore della struttura – possa essere un supporto per i colleghi che si trovano a dover prendere decisioni cliniche importanti su pazienti critici e complessi come quelli affetti da Covid-19. Uno studio in cui figurano come co-autori anche in medici specializzandi, a testimonianza del profilo scientifico della Scuola di specializzazione in Malattie dell’apparato cardiovascolare dell’Università di Sassari».

 

Gli specialisti sottolineano che ancora sono sconosciuti e oggetto di studio i numerosi meccanismi che stanno alla base delle complicanze della malattia. Un ruolo importante sembra giocarlo la reazione infiammatoria sistemica indotta dal virus che potrebbe provocare un danno a carico delle cellule che rivestono la parete dei vasi sanguigni, favorendo i fenomeni trombotici. A ciò si aggiunge, molto spesso, la stasi del circolo che interessa soprattutto soggetti in condizioni cliniche critiche con scarsa o nessuna capacità di mobilizzazione.

 

Tra i pazienti più vulnerabili ci sono soggetti già affetti da patologie cardiovascolari, con cardiopatia ischemica, fibrillazione atriale e scompenso cardiaco, i quali già in condizioni normali possono aver bisogno di trattamenti con farmaci anticoagulanti. Il problema è emerso con prepotenza negli ultimi due mesi, a seguito della necessità di dover trattare i pazienti per l’infezione virale.

 

«Molti dei farmaci comunemente impiegati contro il Covid-19 e inseriti nei protocolli di trattamento internazionali – spiega il professor Parodi – presentano pericolose interazioni con i farmaci anticoagulanti di comune impiego nella pratica clinica, rendendo necessarie sospensioni di trattamenti cronici. Risultati incoraggianti arrivano dall’impiego delle eparine, in particolare di quelle a basso peso molecolare».

Dati clinici preliminari e ipotesi mutuate dalle attuali conoscenze della farmacologia di queste molecole sembrano suggerire una buona efficacia in termini di anticoagulazione, con un buon profilo di sicurezza derivante dalle scarse interazioni con gli altri farmaci impiegati contro il Covid-19. Inoltre l’eparina potrebbe avere un’utile azione antiinfiammatoria.

 

«Questo lavoro – conclude Guido Parodi – ha per noi una importanza anche simbolica perché dimostra la risposta e la reazione della Cardiologia sassarese, che lavora per far fronte ai bisogni assistenziali del territorio senza mai trascurare la ricerca scientifica. Attività che rappresenta una mission della nostra Azienda, oltre che un faro in momenti come quelli che stiamo vivendo».




Evade tre volte in 2 giorni e pesta un uomo in via delle Conce, arrestato

Evade tre volte in meno di due giorni, pesta un uomo che finisce ricoverato, trascina via con violenza la compagna. L’uomo, che solo una settimana fa aveva picchiato la stessa donna davanti a testimoni in via delle Conce, così come una settimana prima in piazza Castello, ieri è stato autore di una violenta aggressione, sempre davanti al supermercato che si trova in quella strada. Ora è al Comando della Polizia locale, dove gli agenti lo hanno portato ieri sera dopo averlo arrestato. Per la terza volta in due giorni. Oggi in video conferenza si terrà l’incontro con il magistrato.

Martedì era in programma l’udienza in tribunale per i fatti accaduti nei giorni precedenti. L’uomo, di 43 anni, una volta arrivato in via Roma non è potuto però entrare e gli è stato detto di ritornare a casa. Ma invece di rientrare nel suo domicilio, è andato in giro per la città, dove è stato riconosciuto dagli agenti che lo hanno fermato, ancora una volta in via delle Conce, e lo hanno ricondotto agli arresti domiciliari.

Ieri, intorno alle 18, è stato sorpreso dalla Polizia locale in via delle Conce, evaso dagli arresti, dove è stato riportato per la seconda volta in poche ore, come disposto dal magistrato. Soltanto un’ora dopo però l’uomo era di nuovo in via delle Conce, dove con estrema violenza ha pestato un’altra persona, forse per gelosia nei confronti della sua compagna che era presente. Il 43enne ha colpito più volte al viso la vittima, aiutato anche da un complice che ha spaccato una bottiglia di vino sulla testa del malcapitato. Il ferito è caduto a terra tramortito, ma i due non si sono fermati e hanno continuato a colpirlo con calci. Poi il 43enne ha preso la donna e l’ha trascinata via, strattonandola per le braccia, ed è fuggito. Gli agenti della Polizia locale lo hanno fermato e arrestato poco dopo in via Muroni e portato al Comando dove ha trascorso la notte e dove è in programma per oggi l’udienza in video conferenza.

Il complice è stato trovato poco dopo e denunciato a piede libero mentre l’uomo pestato è ricoverato in ospedale.




Coronavirus, Ora Noi Aps dona alla commissione Disabilità 150 mascherine per leggere il labiale

Coronavirus, Ora Noi Aps dona alla commissione Disabilità 150 mascherine per leggere il labiale

150 mascherine con la parte centrale trasparente, da destinare agli uffici pubblici, ai supermercati e alle farmacie, per agevolare le persone sorde nella comunicazione e interazione. È questo il dono ricevuto ieri dalla commissione Disabilità del Comune di Sassari da parte dell’associazione Ora Noi APS. Il presidente Mario Assanti e la consigliera Giovanna Pintus hanno consegnato i dispositivi al presidente del Consiglio comunale Maurilio Murru, alla presidente della commissione Ermelinda Delogu e a Claudia Porcu, commissaria e referente dell’ente nazionale Sordi.

Le mascherine trasparenti, oltre a permettere alle persone sorde di poter leggere il labiale del proprio interlocutore, potranno consentire di regalare un sorriso a tutte le persone che si troveranno a interagire con chi le indosserà.

Già in precedenza, l’associazione Ora Noi APS aveva donato 400 mascherine chirurgiche all’assessorato ai Servizi sociali.

«Un gesto concreto di vicinanza e solidarietà alle esigenze delle persone sorde – ha commentato la presidente Ermelinda Delogu – che dimostra ancora una volta la loro immensa generosità e la sensibilità e volontà ad andare oltre le esigenze standard dei cittadini, pensando alle diverse necessità che le persone possono presentare».




nota stampa Cisl Fp Sassari “fase 2 e assistenza ospedaliera”

l’avvio della la c.d. “fase 2” richiede un’attenta riflessione da parte di tutti gli attori che, a vari livelli, sono chiamati a governare i bisogni di cura “ai tempi del coronavirus”.

Oggi, a distanza di due mesi dall’attacco massivo del covid che ha colpito duramente gli ospedali e le strutture territoriali, al netto dei numeri sul contagio che quotidianamente vengono rappresentati, notiamo che davanti ad un solo caso di positività al tampone, più o meno veritiera vista – talvolta – l’inattendibilità dei test, si scatena un dibattito sulle modalità attraverso le quali un’organizzazione così complessa come quella ospedaliera, in particolare dell’emergenza/urgenza, è in grado di garantire riposte ai bisogni di cura e la contestuale protezione degli operatori che a vari livelli sono chiamati a garantire l’assistenza.

Rispetto a due mesi fa, dove lo “tzunami” covid-19 ha investito la Sardegna, con particolare incisività il nord dell’isola, continuare ad assistere a polemiche sulle procedure più o meno coerenti ed appropriate al fine di evitare il dilagarsi dell’epidemia, francamente lo trovo del tutto inutile, ancorché dannoso per gli operatori  e soprattutto per i cittadini.

Questo per dire che nonostante tutta una serie di segnalazioni e/o appelli al dialogo promossi a più riprese dalla Cisl Fp, in ordine a come un’organizzazione ospedaliera e territoriale, sia essa pubblica o privata, debba fronteggiare l’emergenza in corso, bene di tutto questo purtroppo e troppo spesso se ne discute in modalità epistolare.

A questo proposito teniamo a sottolineare e rammentare che la Cisl Fp di Sassari, ma per onestà intellettuale tutto il mondo sindacale, fin dall’esordio dei fatti occorsi verso la metà di marzo u.s. in alcune unità operative dell’azienda ospedaliero universitaria (cito solo i casi della Cardiologia e Nefrologia), oltre ad aver lanciato l’allarme, ha più volte sollecitato la Direzione aziendale affinché una crisi sanitaria così grave e complessa non poteva e non può essere governata da dietro le “scrivanie”, di contro invece l’azione e/o le misure anti-covid sarebbero dovute essere oggetto di confronto, un largo confronto, con gli addetti ai lavori, ovvero con chi quotidianamente indossa una divisa e chi li rappresenta, il sindacato.

Ad esempio una delle proposte era quella di creare un organismo “intraospedaliero”, composto da Coordinatori dell’area sanitaria e tecnica, a supporto di tutta la mole di lavoro in capo alle unità di crisi aziendale, che, per ovvie ragioni, una in particolare legata ai numeri e alla tipologia delle persone colpite da covid, per lo più anziane con patologie pregresse, avrebbe certamente dato un buon contributo finalizzato intanto a frenare l’epidemia, ancorché una maggior garanzia e consapevolezza degli operatori chiamati ad adottare ed attenersi scrupolosamente alle procedure di protezione e sicurezza di se stessi e dei cittadini.

Ad oggi, oltre a non essere stati ascoltati, dobbiamo constatare che il mancato confronto a nostro avviso sta determinando ed amplificando una sorta di scollamento tra la cabina di regia e gli addetti ai lavori, i cui riflessi lasciano spazio all’incertezza e scarsa chiarezza sulle procedure ospedaliere, troppo spesso oggetto di integrazioni e/o modifiche repentine, peraltro comunicate su “whatsapp” e/o con comunicati appesi sui muri delle unità operative che poi diventano “virali”, in taluni casi manipolati ed interpretati in maniera impropria.

Ora, pensare alla “fase 2” in un contesto di questo tipo deve farci riflettere, per cui siccome abbiamo già avuto un’esperienza, una brutta esperienza e il momento di “calma apparente” deve essere sfruttato, ancora una volta la Cisl Fp rilancia l’ennesimo appello al dialogo, alla condivisione, ma soprattutto alla partecipazione, richiamando tutte le parti alconfronto, attraverso il quale definire poche regole ma chiare per tutti, cominciando esattamente dai percorsi della presa in carico sul territorio, dalla chiamata al 118, l’accettazione al pronto soccorso, gli accertamenti diagnostici, l’ospedalizzazione e la dimissione. 

Serve urgentemente cambiare rotta, serve coinvolgere gli attori e protagonisti del sistema, donne e uomini, professionisti che conoscono nel dettaglio le dinamiche organizzative, per cui capaci di interpretare ed intercettare al meglio eventuali storture che possono presentarsi nell’ambito della corretta applicazione delle procedure di protezione e sicurezza sia del personale che dei pazienti




Emergenza coronavirus, Campus: «Una cura immediata per l’economia e un progetto per la Sardegna che vogliamo»

Terza riunione del tavolo straordinario delle Attività produttive per fronteggiare l’emergenza economica causata dall’epidemia coronavirus, questa mattina nella sala Langiu del Comando. Un incontro «realmente costruttivo», come ha commentato il sindaco Gian Vittorio Campus, che l’ha coordinato, dal quale è emerso un impegno da parte dell’assessore alla Programmazione e Bilancio Giuseppe Fasolino a portare le istanze del territorio in Regione, un territorio che «è stato il primo ad attivarsi per affrontare la crisi economica». E che, come ha concluso il sindaco «ha bisogno per la sua economia di una cura immediata, di una riabilitazione e di una prevenzione», mutuando i termini dalla medicina e paragonando la situazione del Nord Sardegna all’emergenza sanitaria ancora in corso. Valutare dunque l’accesso a crediti a fondo perduto, intesi però in senso ampio: una riduzione o cancellazione di imposte comunali, ad esempio, attraverso cui l’Amministrazione sostiene le attività senza chiedere nulla in cambio; ma questo può essere utile solo nel breve periodo, poi servono politiche che consentano al territorio di ripartire e di non ricadere in nuove crisi. Il primo cittadino ha sottolineato la necessità che anche il mondo della finanza intervenga nel Tavolo straordinario, includendo quindi anche le banche, voce mancante nel dibattito ma fondamentale per tracciare la strada da seguire. E così, rivolto all’assessore Fasolino è stato sancito un impegno: «Noi proseguiremo con questo spazio di confronto, anche con gli istituti di credito, e l’assessore porterà in Regione le esigenze del nostro territorio».

«Siamo pronti – ha concluso il sindaco – a essere la cavia su cui lavorare, visto che siamo stati i primi ad attivarci e a partire in tutta l’Isola con un Tavolo delle Attività produttive per affrontare l’emergenza e considerata la nostra economia diversificata. Da questo territorio bisogna discutere il futuro dell’economia di tutta la Sardegna e decidere che Sardegna vogliamo costruire insieme».

Al Tavolo hanno partecipato il rettore dell’Università di Sassari Massimo Carpinelli, parlamentari del territorio, consiglieri regionali e comunali di maggioranza e opposizione, una rappresentanza della Giunta comunale,della Coldiretti, della Camera di Commercio, Confcommercio, Confagricoltura, Confapi e Confidi, Confartigianato, Confindustria, Cia, Coldiretti, Atp, Cna, esponenti del tessuto imprenditoriale locale e rappresentanti dei centri commerciali naturali.

Numerosi gli interventi: dal consigliere Piero Maieli, presidente della commissione regionale delle Attività produttive, al rettore Massimo Carpinelli, a seguire Achille Carlini di Confidi Sardegna, Marco Porqueddu di Pensa, Gavino Sini della Camera di Commercio, Battista Cualbu della Coldiretti, Matteo Luridiana di Confagricoltura, i consiglieri comunali Fabio Pinna, Daniele Deiana e Laura Useri, Giuseppe Canu delegato territoriale di Confcommercio, Antonio Paoni in rappresentanza dei centri commerciali naturali e Valerio Scanu del Consorzio industriale provinciale di Sassari.

Tanti gli spunti su cui continuare a lavorare: il ruolo fondamentale dell’Università per lo sviluppo del territorio, con un nuovo modello che sfrutti l’innovazione tecnologica e digitale per la produzione, trasformazione e commercializzazione di tutti i prodotti sardi; la necessità da parte delle piccole realtà di conoscere i protocolli di sicurezza per essere pronte a riaprire quando sarà il momento; da tutte le parti l’esigenza di una sburocratizzazione e di uno snellimento delle procedure; valutare la possibilità di prevedere forme di credito a fondo perduto ed eventualmente da quali voci attingere del bilancio pubblico ma anche di immaginare interventi strutturali a favore delle attività produttive per renderle competitive con le sfide di un futuro che ancora non conosciamo.

«Importante momento di confronto quello odierno dove sono emersi spunti importanti- ha dichiarato l’assessore regionale al Bilancio, Giuseppe Fasolino- ora parallelamente alla fase di sostegno, e di “cura” del nostro sistema imprenditoriale, dobbiamo lavorare per far tornare grande la Sardegna, imparando anche dalle criticità che sono emerse a seguito della pandemia e per tutto questo serve che il Governo nazionale sia concretamente al fianco della Regione perché solo così le misure messe in campo potranno realmente essere efficaci».

«Le imprese hanno bisogno di essere aiutate e supportate – ha concluso Fasolino- non soltanto in questa fase, ma dobbiamo avere la capacità di guardare oltre e ripensare a cosa fare nel lungo termine per rendere nuovamente competitive le nostre imprese. Da Sassari deve partire un Tavolo permanente con il mondo delle imprese, le istituzioni, l’università per programmare una nuova ripartenza».




AOU SASSARI – La Stroke Unit in linea con la Direzione di Presidio

La Stroke Unit in linea con la Direzione di Presidio

Precisazioni del direttore della struttura Antonio Manca ad articolo apparso sull’Unione Sarda.

Sassari 12 maggio 2020 – «Nessuna nota contraria alle disposizioni della Direzione Medica di Presidio, anzi in linea con quanto stabilito e comunicato dalla stessa». È la precisazione del direttore della Stroke Unit Antonio Manca che, in linea con la comunicazione inviata dalla Direzione Medica di Presidio, nei giorni scorsi ha predisposto un memorandum per tutti gli operatori sanitari.

Nell’avviso, il direttore della Stroke Unit spiega che «tutti i pazienti attualmente ricoverati in Stroke Unit devono indossare la mascherina chirurgica. Tutti gli operatori devono entrare in open space con mascherina chirurgica, guanti e sovra-camice. Fino a indicazioni esplicitamente contrarie, i pazienti con ictus acuto e sospetti Covid-19 eseguiranno i trattamenti trombolitici in Pronto Soccorso ed entreranno in reparto solo se con tampone negativo».

E fin qui nessuna novità. Infatti, poiché l’ictus è una patologia tempo dipendente che richiede un intervento rapido al fine di salvare la vita della persona colpita, se il paziente viene considerato sospetto inizierà la terapia immediatamente in Pronto Soccorso. Questa struttura, infatti, dispone di due percorsi, uno per pazienti Covid sospetti e uno cosiddetto “Pulito”.

La Stroke Unit, poi, continua a essere in linea con quanto disposto dalla Direzione Medica di Presidio che ha comunicato che “dovranno essere sottoposti a screening anche i pazienti che fino a oggi non rientrano nei criteri di caso sospetto così come previsto dalla ‘check list triage’, in uso al Pronto Soccorso. Il paziente in attesa di tampone dovrà essere comunque regolarmente ricoverato nel reparto assegnato, così come avvenuto sino a oggi”. Si tratta, in questo caso, di pazienti che seguono il percorso “Pulito”.

Il direttore della Stroke Unit quindi nel suo memorandum per gli operatori spiega che «i pazienti provenienti da “percorso pulito” e che devono fare trombolisi, in attesa di referto di tampone naso faringeo, eseguiranno il trattamento nella stanza doppler». Si tratta di una stanza nel reparto diretto dal dottor Manca e separata dall’open space in cui si trovano gli altri pazienti.

L’avviso si conclude con le indicazioni sulle protezioni per tutti gli operatori che, «fino a referto negativo del tampone, dovranno indossare Dpi come per i pazienti Covid+ (FFP2, occhiali, tuta o sovra camice idoneo). Dovranno accedere alla stanza il minor numero possibile di operatori, solo se strettamente necessario, e per il minor tempo possibile».

 

«Ancora una volta assistiamo alla divulgazione di notizie errate e che possono trarre in inganno il lettore – si rammarica il commissario dell’Aou di Sassari Giovanni Maria Soro – dando la percezione di una situazione lontana dalla realtà. In un momento come questo, in cui l’Azienda sta lavorando in sinergia con tutte le proprie strutture per dare alla popolazione la massima sicurezza, e in cui i cittadini hanno necessità di fiducia e trasparenza, sarebbe auspicabile da parte di tutti, ognuno nell’ambito delle proprie responsabilità, creare un clima di maggiore fiducia nelle istituzioni preposte alla cura e alla salute, senza creare inutili allarmismi».