Sassari – Banco di Sardegna, il tricolore illumina le Sedi principali

 

 

Sassari, 12 maggio 2020 – Dopo il tramonto, le facciate delle principali sedi isolane di Cagliari, Nuoro, Olbia, Oristano e Sassari, e di quelle peninsulari di Genova e Roma, si illuminano con i colori della bandiera italiana per abbracciare tutti i cittadini e per contribuire a dare loro un segnale di grande unità, forza e vicinanza.

E’ un gesto simbolico ma ricco di significato che si aggiunge a quanto il Banco di Sardegna sta già facendo nel concreto per supportare le famiglie e le imprese in questo difficile momento.




AOU SASSARI – Dirigenti Aou sempre in servizio

Dirigenti Aou sempre in servizio

Precisazioni del direttore delle Risorse Umane Chiara Seazzu e del direttore degli Affari generali dopo articolo di stampa apparso su L’Unione Sarda

Sassari 10 maggio 2020 – «Nessun periodo di assenza ma sempre al nostro posto al servizio dell’Azienda e dei cittadini, come sempre, sino a oggi. Le scelte di passare ad un altro ente, invece, sono antecedenti al commissariamento e fatte per una crescita personale». Nessun retroscena quindi sulle scelte fatte dai due dirigenti dell’Aou di Sassari Chiara Seazzu e Antonio Solinas, la prima direttore della struttura Risorse Umane e il secondo della struttura Affari generali. Lo precisano loro stessi in una nota che smentisce le voci riportate oggi sulla stampa.


«Non c’è stata alcuna assenza dal servizio da parte mia – precisa Antonio Solinas – come, peraltro, riscontrabile dal gran numero di atti proposti e adottati quotidianamente e riscontrabili sul sito istituzionale. Inoltre, come risaputo, la mia volontà di cambiare amministrazione risale a un periodo precedente al commissariamento. Una scelta la mia – conclude Solinas – dimostrabile dalle domande di manifestazione di interesse a ricoprire incarichi dirigenziali in altri comuni da me presentate. Nell’ottica di nuove esperienze e stimoli professionali, al di fuori del mondo della sanità».


Sulla stessa lunghezza d’onda il direttore delle Risorse Umana, Chiara Seazzu, che, a dimostrazione della sua continua attività lavorativa, ora in smart working, porta «i numerosi provvedimenti proposti e poi adottati, nonché la partecipazione alle numerose videoconferenze che si sono svolte in Azienda».

«Per quanto riguarda opportunità future – prosegue Seazzu – sono collegate a un desiderio di crescita professionale anche in ambiti diversi dalla Sanità, sempre nell’interesse e per il bene della mia città».

Il commissario dell’Aou di Sassari, Giovanni Maria Soro, nel confermare quanto precisato dai dirigenti, ha ringraziato loro per il prezioso lavoro che svolgono quindi ha rivolto loro un augurio per il nuovo percorso professionale scelto. Il manager, infine, si è rammaricato del fatto che vengano diffuse all’opinione pubblica notizie sbagliate e tendenziose.




AOU SASSARI – In pronto soccorso operatori con Dpi

In pronto soccorso operatori con Dpi

Precisazioni del direttore del Pronto soccorso Mario Oppes e del medico competente dell’Aou Antonello Serra

SASSARI 10 maggio 2020 – «I nostri dipendenti hanno utilizzato precauzionalmente i dispositivi di protezione individuale raccomandati dall’Istituto superiore di Sanità per l’assistenza di pazienti Covid+». A dirlo sono il direttore del pronto soccorso Mario Oppes e il medico competente dell’Aou di Sassari Antonello Serra che giovedì, dopo l’ingresso della signora con sospetto ictus ha svolto un sopralluogo nei reparti interessati. Una doverosa precisazione la loro, alla luce di alcuni articoli di stampa apparsi oggi.

«Il pronto soccorso – afferma Mario Oppes – ha definito 2 percorsi distinti: uno per i casi sospetti per infezione da virus SARS-CoV-2 e uno per i pazienti che non rientrano nei criteri di sospetto. Attraverso la valutazione di una serie di criteri clinici ed epidemiologici, i pazienti vengono indirizzati verso uno dei due percorsi durante le fasi di pre-triage e triage».

In questo caso, spiega ancora Mario Oppes «i casi sospetti vengono gestiti in un’area di isolamento all’interno della quale il personale utilizza determinati dispositivi di protezione (tuta impermeabile con cappuccio, maschera FFP2 o FFP3, doppi guanti, stivali, occhiali e visiera protettivi), mentre tutti gli altri seguono il secondo percorso, all’interno del quale tutti gli operatori indossano una divisa con sovra-camice monouso, copricapo, guanti e mascherina chirurgica. Vengono poi seguite tutte le altre misure di prevenzione del contagio quali disinfezione delle mani, degli strumenti e degli ambienti. Tutti i pazienti indossano naturalmente la mascherina chirurgica».

I due dirigenti medici spiegano, inoltre, che «la paziente non aveva le caratteristiche previste dal ministero della Salute per l’esecuzione di un tampone che, tuttavia, è stato precauzionalmente effettuato appena possibile. Infatti in queste condizioni, trattandosi di una patologia tempo-dipendente, ogni ritardo avrebbe ingiustificatamente compromesso le possibilità di sopravvivenza della paziente. Si tratta di una patologia cioè che richiede il rispetto di limiti temporali ben precisi perché i provvedimenti terapeutici indicati possano risultare efficaci. Non sarebbe stato mai possibile pensare di vincolare il percorso al risultato del tampone.

«Il percorso utilizzato ha comunque evitato contatti a rischio con altri pazienti», concludono Mario Oppes e Antonello Serra.




AOU SASSARI – Paziente con Ictus, negativo anche il terzo tampone

Paziente con Ictus, negativo anche il terzo tampone

La paziente era arrivata in pronto soccorso senza i sintomi che la facessero rientrare tra i casi sospetti.

Sassari 9 maggio 2020 – Ha dato esito negativo anche il terzo tampone, fatto questa mattina sulla paziente colpita da Ictus e ricoverata in Malattie infettive. L’anziana ultraottantenne era arrivata in pronto soccorso giovedì mattina e, dopo gli esami diagnostici, era stata prima trasportata in Stroke unit dove era stata sottoposta a ecodoppler, a trattamento fibrinolitico endovena e a tampone naso faringeo.

Qui il tampone aveva dato esito positivo e la paziente quindi era stata trasferita in Malattie infettive. Già nella serata di ieri, però, il secondo tampone aveva dato esito negativo.

Questa mattina l’ulteriore conferma che allontana i dubbi su un possibile rischio di contagio.

Un dato che, inoltre, conferma la corretta adozione delle procedure prese dal Pronto soccorso dell’Aou di Sassari dove la donna, arrivata in gravi condizioni trasportata dal 118, era asintomatica per patologia respiratoria e febbre. Come confermato dal direttore del Pronto soccorso, Mario Oppes, non c’erano i sintomi che la facessero rientrare nei criteri del caso sospetto, così come previsto dalla “check list triage”.

Da segnalare, così come precisato anche dai direttori dei reparti interessati, la paziente al suo ingresso aveva la mascherina chirurgica e gli operatori indossavano i dispositivi di protezione individuale come da procedura.

Le condizioni della paziente restano gravi a causa della severa malattia acuta cerebrale da cui è stata colpita.




Coronavirus, riprendono i lavori sul verde pubblico

Coronavirus, riprendono i lavori sul verde pubblico

Sono ripresi in questi giorni i lavori sul verde pubblico che erano stati sospesi a causa dell’emergenza sanitaria. Con l’avvio della “Fase 2”, il settore Ambiente e Verde pubblico del Comune di Sassari ha fatto subito ripartire uno tre appalti di potatura sospesi. L’impresa è impegnata a completare i lavori nella borgata di Caniga, con il taglio degli alberi che interferiscono con la linea ferroviaria e con la messa in sicurezza delle altre piante nel terrapieno in prossimità della cartiera. Si proseguirà nei viali urbani, dove la priorità sarà assegnata alla potatura degli alberi che interferiscono con l’illuminazione pubblica. Sono ripresi anche i lavori nel parco di Baddimanna per la riqualificazione dell’accesso su via Nulvi.

Entro fine maggio, compatibilmente con i tempi necessari alle ditte per l’adeguamento dei cantieri ai nuovi protocolli sanitari saranno consegnati anche i lavori per la manutenzione straordinaria dei servizi igienici all’interno del parco di Baddimanna, per la messa in sicurezza delle aree gioco e quelli nella rete di smaltimento delle acque reflue del canile comunale.

Anche il taglio dell’erba, sospeso per alcune settimane, ha dovuto subire dei rallentamenti per assicurare il distanziamento interpersonale dei dipendenti presenti sui mezzi. Nelle ultime settimane, le squadre sono state impegnate nella rimozione della vegetazione infestante da cordonate e sottomuri, in alcune vie del centro cittadino, nella zona intorno alla chiesa di santa Maria di Bethlem e nel quartiere Cappuccini. Si sta continuando e si proseguirà anche nei prossimi giorni con il taglio dell’erba nelle aree verdi dei quartieri di santa Maria di Pisa, Latte Dolce, Sassari 2 e Li Punti e sulle banchine stradali delle vie di accesso alla città (via Milano, via Verona, SS200), delle vie nella zona di Predda Niedda (De Candia e Siotto Pintor) e della strada comunale di Platamona.

Anche l’agro è interessato dai lavori, con il taglio dell’erba lungo le banchine stradali, lo sfalcio nelle aree verdi e la rimozione delle piante infestanti lungo cordonate e sottomuri nelle borgate di Caniga e Campanedda. Le stesse attività riguarderanno anche le banchine lungo la strada che conduce alla diga di Bunnari.

Nei prossimi giorni nei quartieri di San Giuseppe, Monserrato, Luna e Sole, Porcellana e Carbonazzi sarà rimossa la vegetazione infestante sviluppatasi in cordonate e sottomuri.

È stato programmato per le prossime settimane il taglio dell’erba nei cortili scolastici, materna elementare e medie, e lo sfalcio nelle aree del canile comunale.




Coronavirus, Sassari: Monumenti Aperti si racconta sui social

Coronavirus, Monumenti Aperti si racconta sui social

Il 9 e il 10 maggio si sarebbe dovuta svolgere la XVI edizione di Monumenti Aperti a Sassari. A causa dell’arrivo del coronavirus l’edizione è stata sospesa, ma la volontà dell’Amministrazione comunale resta ferma nel voler recuperare l’appuntamento appena possibile. Nel frattempo occorre mantenere vivo lo spirito che ha caratterizzato questo importante evento, senza dimenticare l’impegno e gli sforzi di tutti i partecipanti. Condividere i ricordi, anche sui social network, è un modo per dare continuità alla manifestazione e per cominciare a gettare le basi per la prossima edizione, dedicata al tema della Memoria. Con questo spirito l’Amministrazione comunale invita chi ha partecipato alla manifestazione negli anni scorsi, come “ciceroni” o come visitatori, a condividere le immagini e i ricordi delle loro esperienze nelle passate edizioni pubblicando le foto su Instagram, utilizzando gli hashtag #monumentiapertisassari e #turismosassari. Inoltre, è possibile inviare racconti di esperienze personali legati ai luoghi cittadini: questi preziosi ricordi costituiranno un elemento fondamentale nella realizzazione della prossima edizione di Monumenti Aperti. Si potrà inviare una e-mail all’indirizzo [email protected] o contattare i numeri telefonici 079 279970 / 079 279960. L’obiettivo è quello di raccontare una memoria sensoriale e condivisa, capace di tenere saldo il legame tra passato, presente e futuro.

Cosa è Monumenti Aperti. Dal 2004 il Comune di Sassari ha aderito all’iniziativa, ideata e promossa dalla Onlus Imago Mundi. In questi sedici anni migliaia di studenti degli istituti scolastici di ogni ordine e grado, grazie all’impegno degli insegnanti, hanno contribuito con entusiasmo alla realizzazione dell’evento. Un pubblico sempre più interessato e numeroso ha fatto sì che la manifestazione crescesse, coinvolgendo ogni anno nuovi monumenti e siti di interesse, itinerari urbani ed extraurbani, eventi culturali. Negli ultimi anni a Sassari i partecipanti sono stati numerosi: nel 2019 gli accessi ai siti sono stati quasi 40mila.




Zona a Traffico Limitato, la Giunta approva la riorganizzazione

Zona a Traffico Limitato, la Giunta approva la riorganizzazione

Tutelare gli abitanti e valorizzare i beni artistici e architettonici del centro storico della città murata, limitando la circolazione dei veicoli che possono accedervi e allo stesso tempo intervenire per migliorare la qualità della vita sociale, con provvedimenti che salvaguardino la salute e la sicurezza. Sono tra gli obiettivi che l’Amministrazione comunale intende raggiungere attraverso la riorganizzazione della zona a traffico limitato votata ieri dalla Giunta. Il nuovo progetto di Ztl, presentato nei mesi scorsi durante una seduta del Consiglio comunale, include tutta la città murata. La pratica ora sarà inviata al ministero delle Infrastrutture e Trasporti, che individuerà la durata minima della sperimentazione che partirà presumibilmente in estate.

Attiva 24 ore su 24, i suoi nuovi confini saranno viale Umberto, via Politeama, largo Cavallotti, piazza Castello, via Brigata Sassari, emiciclo Garibaldi, corso Margherita di Savoia, corso Vico, via Saffi, corso Trinità e piazza Mercato. All’interno del perimetro saranno consentiti il transito, la fermata e la sosta esclusivamente ai veicoli autorizzati. Sono esclusi dalla Ztl corso Vittorio Emanuele (tra porta sant’Antonio e largo Cavallotti, via Cesare Battisti, piazza Tola, via Pettenadu, via Satta, via Pais, piazza Mazzotti, largo Monache Cappuccine (tra piazza Mazzotti e largo Monache Cappuccine), largo Infermeria san Pietro, via Del Gran Condotto e via Gazometro. In particolare corso Vittorio Emanuele consentirà di raggiungere o di uscire da piazza Mazzotti, mentre via Del Gran Condotto o via Gazometro permetteranno di raggiungere corso Vico dalla piazza. Dalle 8 alle 20 si potrà transitare da largo Cavallotti in via Cesare Battisti (per raggiungere piazza Tola e poi via Pettenadu e uscire nel corso Vittorio Emanuele). Mentre solo dalle 20 alle 8 si potrà transitare in corso Vittorio Emanuele, da largo Cavallotti sino all’incrocio con via Pettenadu.

È inoltre prevista una nuova riorganizzazione delle procedure di accesso, con un sistema di richieste online, che renderà più snello il procedimento, grazie all’attuazione di misure di informatizzazione per il rilascio dei contrassegni. Fino a oggi la procedura prevedeva una istanza cartacea con una marca da bollo. Ora sarà più snella e celere oltre che meno costosa. Sarà concesso un permesso che potrà avere la durata di un anno, di un giorno o per il tempo necessario e funzionale al transito e sosta in base alla categoria del richiedente (ad esempio per medici, artigiani, enti pubblici, traslochi, onoranze funebri ecc.) e delle ragioni per l’accesso o la sosta.

L’ingresso nella zona a traffico limitato sarà controllato da un sistema misto, con sei varchi elettronici e altri 25 tutto intorno al perimetro non presidiati elettronicamente. I primi sei, grazie ai quali sarà possibile verificare in tempo reale le targhe con la banca dati di quelle autorizzate individuando così i veicoli trasgressori, saranno in largo Cavallotti, via Turritana, via dell’Arcivescovado, Porta Utzeri, largo Monache Cappuccine e piazza Mazzotti (in via Margherita di Castelvì).

Sono anche già state istituite alcune aree pedonali, e «l’Amministrazione ha già avviato uno studio di dettaglio del centro cittadino volto a verificare la possibile destinazione di ulteriori aree a zone pedonali, anche contermini a quelle sopra individuate, riservandosi quindi di procedere a nuove istituzioni» si legge nella deliberazione approvata ieri. Attualmente le zone pedonali sono via e piazza Pescheria, piazza Nazario Sauro, via Usai, piazza Rosario (da via Arborea a via Luzzatti), via Torre Tonda (da via Brigata Sassari a via Arborea), piazza della Frumentaria e via Luzzatti.

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AOU SASSARI – Con il Covid-19 alterazione di olfatto e gusto

Con il Covid-19 alterazione di olfatto e gusto

Pubblicati su tre riviste internazionali gli studi condotti dalla Chirurgia Maxillo facciale dell’Aou di Sassari su pazienti con coronavirus.

Sassari 8 maggio 2020 – Quasi l’80 per cento dei pazienti affetti da Covid-19 hanno avuto alterazioni del gusto e dell’olfatto. Per il 30 per cento è stato il primo sintomo dell’infezione mentre per il 10 per cento l’unico segno della malattia, anche senza febbre. La ripresa della funzionalità olfattiva e gustativa è arrivata dopo 10 giorni mentre per alcuni ci sono voluti 30 giorni. Sono alcune delle conclusioni alle quali sono giunti una serie di studi multidisciplinari coordinati dalla struttura complessa di Chirurgia Maxillo-facciale dell’Aou di Sassari, che ha coinvolto anche le strutture di Malattie Infettive, Malattie dell’Apparato Respiratorio, di Otorinolaringoiatria e quella di Sorveglianza Sanitaria. I lavori sono stati pubblicati su tre prestigiose riviste internazionali: Head and Neck, Laryngoscope e International Forum of Allergy and Rhinology.

Lo studio sassarese ha mostrato, inoltre, che la presenza dei disturbi olfattivi e del gusto è presente con uguale frequenza nei pazienti con forme lievi, moderate e gravi. Ma più il problema sensitivo dura nel tempo e più alto è il rischio di sviluppare un quadro severo come quello polmonare grave.

Infine, una lieve riduzione della soglia olfattiva rilevabile solo ai test e non soggettivamente percepita dal paziente è risultata essere presente in tutti i pazienti asintomatici.

Si tratta di risultati che rappresentano anche una base di partenza per una nuova ricerca, che mira a indagare se la soglia olfattiva possa avere un valore come marker di screening per porre il sospetto di infezione.

«La perdita dell’olfatto e del gusto sono dei sintomi precoci e piuttosto specifici dell’infezione da coronavirus – spiegano il responsabile di Chirurgia Maxillo Facciale professor Giacomo De Riu e il dirigente medico Luigi Vaira –. Si capisce quanto possa essere importante, nella lotta al coronavirus, riuscire a identificare e isolare prontamente gli infetti, specialmente all’inizio di questa nuova “fase 2”, per evitare un nuovo aumento dei casi di contagio».

Ai primi di marzo, dopo la formazione di un gruppo di condivisione di informazioni tra medici italiani, venivano già riportati, tra i quadri clinici dei pazienti infetti, anche la perdita dell’olfatto e del gusto.

«Abbiamo quindi chiesto ad alcuni colleghi che lavorano nei pronto soccorso del Nord Italia – proseguono i due chirurghi maxilo facciali – di rilevare la frequenza di questi sintomi nei pazienti ammessi in ospedale durante una intera giornata. In questo modo abbiamo ottenuto dati di 302 pazienti rilevando una frequenza del 20 per cento».

Con il presentarsi dei casi anche a Sassari, i chirurghi sono passati alla valutazione clinica oggettiva della funzione olfattiva e gustatoria dei pazienti mediante test psicofisiologici. «Per prima cosa – riprendono – sono stati esaminati i pazienti ricoverati nelle strutture dell’Aou di Sassari e il personale sanitario infetto. In seguito, per poter arrivare a valutare anche i pazienti con forme di Covid-19 meno gravi e quindi in quarantena domiciliare, abbiamo  elaborato e validato un nuovo test. Questo si può eseguire in remoto con odoranti e sapori presenti in qualsiasi casa, è applicabile su vasta scala e fornisce risultati accurati come il test eseguito di persona dall’operatore». Questi due protocolli di valutazione sono quindi stati applicati in uno studio multicentrico che ha coinvolto, sotto il coordinamento della Chirurgia Maxillo-Facciale di Sassari, i reparti Covid dell’Aou e gli ospedali di Milano San Paolo, Bologna “Bellaria-Maggiore” e Salerno. Un contributo importante nell’interpretazione dei risultati è stato fornito dalla professoressa Claire Hopkins, rinologo di fama mondiale e docente al King’s College di Londra.

«I recettori cellulari cui si lega il virus – affermano ancora i due chirurghi maxillo facciali – sono diffusamente presenti nelle cellule di supporto ai recettori gustativi e olfattivi, dove hanno un ruolo fondamentale nella percezione del gusto e dell’olfatto. L’infezione di queste cellule può influenzare negativamente la funzione delle cellule recettoriali.

«Le alterazioni del gusto e dell’olfatto, specie se a comparsa improvvisa e non associate a sintomi del comune raffreddore, sono quindi altamente suggestive di infezione da coronavirus e la loro frequenza è molto alta, seconda solo alla febbre, in corso di Covid-19», concludono De Riu e Vaira.




Leonardo da Vinci e Antigone: due eventi “Unisslive” il 12 maggio

 “Pensare come Leonardo” e “Le questioni di Antigone 

al tempo del Covid19”

 

Due appuntamenti con “Unisslive” il 12 maggio

8 maggio 2020

 

SASSARI. Nell’ambito della rassegna dell’Ateneo di Sassari “Unisslive – il virus della conoscenza”, martedì 12 maggio alle 17.00, Edoardo Zanon, ricercatore e co-fondatore del Museo Leonardo 3 di Milano e Plinio Innocenzi, professore di scienza e tecnologia dei materiali all’Università di Sassari e studioso di Leonardo da Vinci, condurranno ragazzi e adulti in un affascinante viaggio nel tempo alla scoperta del più visionario innovatore del rinascimento. Su Google Meet, I due studiosi illustreranno attraverso una serie di esempi come pensava Leonardo e come applicava il suo metodo per innovare ed esplorare i segreti della natura. Curiosità inesauribile, intuizioni geniali ma anche studio, metodo ed analisi sistematica dei problemi. Essere capaci oggi di prefigurare il futuro come Leonardo può aiutarci a superare crisi epocali, come quella che stiamo vivendo. Edoardo Zanon, ha dedicato numerosi libri a Leonardo tra cui Il libro del Codice del Volo. Ha dato vita a molti dei progetti di macchine di Leonardo attraverso ricostruzioni filologiche in scala reale che sono ora visibili presso il Museo di Leonardo 3 di Milano.

Plinio Innocenzi ha dedicato i suoi studi a Leonardo ingegnere, ricollocandolo nel contesto della conoscenza scientifica tecnologica del Rinascimento, dedicando all’argomento il libro: The Innovators behind Leonardo. The true story of scientific and technological Renaissance (link di accesso a “Pensare Leonardo” https://meet.google.com/rhb-zxxw-roj).

 

L’evento dedicato a Leonardo sarà preceduto alle 15.00 da un appuntamento, sempre sulla piattaforma Google Meet, con “Le questioni di Antigone ai tempi del Covid 19”  L’incontro nasce dalla collaborazione della prof.ssa Sotera Fornaro (Università di Sassari) con il prof. Nicola Cadoni, del Liceo Classico Azuni.
La tragedia Antigone di Sofocle pone delle questioni e delinea dei temi che trovano, proprio nell’emergenza che stiamo vivendo, una rinnovata attualità: la responsabilità dell’uomo rispetto alla natura, gli abusi delle forme di controllo di cui dispone il potere, il contagio (anche metaforico) che si estende a tutta la comunità da una sola persona infetta, il diritto della sepoltura negato. Di tutto ciò parleremo, rileggendo insieme il testo. Si consiglia di avere a disposizione una traduzione italiana dell’ Antigone (https://meet.google.com/pax-syyt-fcx).

Si invitano gli insegnanti e i singoli appassionati a scrivere all’email [email protected] per informazioni e richieste di partecipazione.




Comunicato Stampa – Covid-19, la ASSL Sassari attiva le Usca per la cura domiciliare dei pazienti affetti da Coronavirus

SASSARI, 8 MAGGIO 2020 – Covid-19, la ASSL Sassari attiva le Usca per la cura domiciliare dei pazienti affetti da Coronavirus

Sono operative su tutto il territorio della ASSL Sassari le Unità Speciali di Continuità Assistenziale (Usca) per la cura domiciliare dei pazienti affetti da Covid-19. Attive nei distretti di Sassari, Alghero e Ozieri, le Usca sono impegnate nel territorio sette giorni su sette, dalle otto alle venti, e sono composte da ventuno medici di continuità assistenziale e da dieci infermieri. Le Unità Speciali di Continuità Assistenziale collaborano con il Servizio di Igiene e Sanità Pubblica della ASSL Sassari, con i Medici di Medicina Generale e con i Pediatri e sono coordinate dal Gruppo di Intervento Tecnico e Coordinamento delle attività di continuità assistenziale.

Il compito delle Usca è quello di garantire la diagnosi precoce, la presa in carico e il costante monitoraggio dei parametri vitali dei pazienti affetti da Covid-19 che non necessitano di un ricovero ospedaliero. L’assistenza può avvenire da remoto attraverso la cosiddetta sorveglianza sanitaria telefonica o direttamente nel domicilio del paziente. L’intervento delle Usca inizia nel momento del riconoscimento di un quadro clinico sospetto con sintomi riconducibili al Covid-19 e, in caso di positività al Coronavirus, prosegue fino alla scomparsa della malattia.

Nel corso dell’assistenza domiciliare le Usca, oltre alle attività di carattere medico-infermieristico, possono effettuare i tamponi nasofaringei per verificare l’eventuale presenza del virus.

Le Unità Speciali di Continuità Assistenziale non si occupano, invece, dei pazienti con sintomi severi. In questo caso si attiva il 118 per il trasferimento dell’assistito in ospedale, nel rispetto dei protocolli sanitari.

Nel corso dell’ultima settimana le Unità Speciali di Continuità Assistenziale della ASSL Sassari hanno mappato la dislocazione delle persone positive al Covid-19 sul territorio ed effettuato i primi interventi telefonici e domiciliari.

Con l’attivazione delle Usca, la ASSL Sassari punta a garantire, oltre a una precoce assistenza medica dei pazienti affetti da Covid-19, la tutela e la salvaguardia della salute della comunità territoriale di riferimento.

Nelle prossime settimane, contestualmente alla riapertura di nuove attività lavorative, questo servizio di monitoraggio e cura rappresenterà un ulteriore strumento di garanzia per la cittadinanza.

Per rinforzare ulteriormente questa rete assistenziale, la Direzione della ASSL Sassari sta predisponendo la creazione di una quarta Unità Speciale di Continuità Assistenziale. Questo nucleo interverrà su obbiettivi specifici solo nel momento in cui dovessero nascere nuovi focolai della malattia.

Nonostante la presenza delle Usca sul territorio, la ASSL Sassari invita tutti i cittadini a non abbassare i livelli di allerta: l’utilizzo dei dispositivi di protezione, il distanziamento interpersonale e una costante igiene delle mani rappresentano il migliore strumento per arginare la diffusione del virus.