Alessandro Vagge e la sua Brescia in tempi di Covid -19

Alessandro Vagge e la sua Brescia in tempi di Covid -19.

E’ rimasto fino all’ultimo in Sardegna, con altri tre giocatori rossoblù, tra cui il compagno di reparto Edoardo Colombo ma, dopo qualche giorno, ha deciso di riunirsi ai propri affetti lontani, pur sapendo di andare in una zona dove l’indice epidemiologico era già molto alto.

Il portiere rossoblù Alessandro Vagge vive a pochi km da Brescia, un territorio in cui il Covid-19, più che nel resto d’Italia,  ha mietuto molte vittime e continua a far paura. Lo abbiamo sentito per capire come si  vive in questa zona l’emergenza sanitaria.

«Io vivo un po’ fuori dal centro di Brescia – ci dice Vagge – e so che purtroppo in città si sentono le sirene delle ambulanze a tutte le ore; anche qui da me ne passavano diverse ogni giorno, ora sono un po’ meno ma non è una bella sensazione. Sappiamo bene che tutti, da queste parti, hanno perso qualcuno a causa del virus, è morta tanta gente e ancora non è finita».

Hai paura?

«Qualche tempo fa se n’è andato lo zio della mia ragazza. Mi preoccupo per i miei nonni che, per fortuna, vivono da sempre isolati da tutti, quindi per loro è cambiato poco. Io pochi giorni fa ho avuto la febbre ma non saprò mai se è stato il virus o una banale influenza. Comunque è passato tutto. Certamente non è facile il periodo che viviamo. C’è sempre una sensazione di pericolo, ora hanno iniziato a controllare la temperatura fuori dai supermercati».

Nella tua zona la situazione era già  molto difficile a marzo, perché hai deciso di tornare in Lombardia?

«Con gli altri ragazzi avevamo sentito che sarebbero stati chiusi tutti i collegamenti con l’isola e che la Lombardia sarebbe stata isolata a lungo, come poi è successo per tutta Italia. D’accordo con la famiglia ho deciso di tornare su perché volevo stare con i miei e passare queste giornate a casa, con i miei affetti».

Come trascorri il tuo tempo a casa?

«Da quando sono tornato non sono mai uscito. Prima guardavo spesso i notiziari o leggevo i giornali ma si parla delle stesse cose e si fa la conta dei morti. Preferisco evitare ora. Vivendo in campagna ci sono tante cose da fare durante il giorno e tra gli allenamenti e altro si cerca di far passare le giornate. Poi ci sentiamo spesso con gli altri ragazzi per capire come si evolverà».

Cosa pensate a riguardo?

«Ovviamente non dipende da noi il rientro. Se potessimo decidere, con la sicurezza che tutto sarebbe fatto in modo da evitare problemi per la salute, certamente tutti vorremmo ricominciare. Ma così non è al momento».

Per un giocatore è difficile allenarsi a casa, per i portieri cambia qualcosa?

«Uguale per tutti, tutto quello che fai  a casa è per mantenere il fisico. Il prof ci ha dato un piano che tutti stiamo seguendo. Non c’è la palla, i gesti tecnici sono un’altra cosa».

Cosa vuoi aggiungere?

«Faccio gli auguri di Pasqua a tutti, alla Società, ai nostri tifosi, ai compagni, e un abbraccio particolare al nostro al direttore Tossi perché abbiamo saputo del suo lutto. Sarà una Pasqua diversa per tutti noi ma speriamo che passi questo momento e di poterci riabbracciare».

11-04-2020
La Redazione



Coronavirus, parcheggi blu gratis fino al 3 maggio.

Fino al 3 maggio i parcheggi blu in superficie restano gratuiti. Prosegue dunque l’accordo raggiunto tra il sindaco Nanni Campus e la Saba (la società che gestisce i parcheggi a pagamento a Sassari) grazie al quale da lunedì 16 marzo i parcheggi blu di superficie della Saba in città sono completamente gratuiti.
Un modo per venire incontro alle nuove esigenze, specie dei residenti, che si sono venute a creare a seguito dell’emergenza sanitaria da Covid-19 e alle misure adottate per il contenimento di questa.
La gratuità dei parcheggi consente a chi abita in strade dove esistono stalli a pagamento di poter lasciare ferme le auto, restare a casa e limitare il più possibile gli spostamenti a quelli realmente essenziali. Alla base dell’accordo, la volontà e l’impegno di tutti per mettere in campo ogni azione utile a contrastare l’emergenza e a ridurre al minimo i disagi per la popolazione.
11-04-2020
La Redazione



Alghero : distribuzione delle mascherine con appuntamenti quotidiani dei volontari, appello alle donazioni di sangue che in questo periodo hanno subito un rallentamento, auguri di buona Pasqua.

Prosegue la distribuzione di mascherina in città, sono già 7.000 quelle distribuite ad oggi, delle quali 3.600 ai cittadini. Il programma prevede la consegna capillare ogni giorno, presso uffici postali, supermercati. In previsione, in questi giorni lo smistamento da parte dei volontari di ulteriori 5.300 dispositivi. “Una volta che tutti i cittadini avranno le mascherine, diventerà obbligatorio indossarle” , spiega il Sindaco.  Le disposizioni della Prefettura intanto prevedono aumenti dei controlli da parte di tutte le forze dell’ordine per questi giorni, con un innalzamento dell’attenzione che si tradurrà in controlli su spiagge e campagne algheresi. I controlli effettuati dalla Polizia Locale raggiungono quota 1.438, con una media confermata di circa 100 controlli al giorno. Prosegue anche con partecipazione la raccolta fondi per l’Ospedale e per le famiglie algheresi. C’è da registrare l’importante partecipazione di molte società sportive, del Consorzio del Porto, dei Club Nautici, nel segno di una solidarietà diffusa che in questi giorni si sta moltiplicando. Il Sindaco Mario Conoci, nell’aggiornamento di oggi, ha voluto farsi carico delle richieste pervenute dal Centro Trasfusionale dell’Ospedale di Alghero, riguardanti il problema della diminuzione delle donazioni di sangue. Il fatto  è stato segnalato poiché la mancanza di donazioni di sangue potrebbe far ricadere le conseguenze su una fascia importante di pazienti che hanno bisogno di trasfusioni. A causa del Coronavirus, infatti, una parte di donatori non si reca nella struttura sanitaria. “Non c’è alcun rischio – comunica il Sindaco – il percorso per le donazioni è protetto e sicuro, e l’arrivo al centro trasfusionale è nettamente separato dall’ingresso in Ospedale. Andare a donare il sangue è consentito – precisa –  oltre che indispensabile”. Auguri di buona Pasqua, infine. Mario Conoci lo fa ringraziando gli algheresi per quanto stanno facendo “con tanto sacrificio, in questa fase di emergenza. Stiamo vivendo un periodo che mai avremmo immaginato di vivere, un momento impegnativo che ci fa guardare al futuro con tanta apprensione. Sono certo però che potremo tornare alla normalità con rinnovato ottimismo, con la voglia di ripartire per intraprendere una nuova fase delle nostra vita. Buona Pasqua a tutti. Intanto terniamo duro, sono sicuro che proseguiremo a dimostrare grande senso di responsabilità, così come abbiamo fatto in queste settimane”.

11-04-2020

La Redazione




Coronavirus, le proposte del Tavolo straordinario delle Attività produttive.

A Sassari è stato attivato il Tavolo straordinario delle Attività produttive per fronteggiare l’emergenza economica causata dall’epidemia coronavirus. Una decisione dettata dall’assoluta necessità che i rappresentanti delle istituzioni, degli enti e delle associazioni e delle realtà che operano nel territorio, sia politiche sia economiche, si assumano la guida e la relativa responsabilità e facciano squadra, senza colori né distinzioni politiche, per costruire un progetto di interventi che possano dare futuro al nostro territorio. La cabina di regia, a cui hanno partecipato tutti i parlamentari del territorio, consiglieri regionali di maggioranza e opposizione con il presidente del Consiglio, i capigruppo del Consiglio comunale con il presidente, una rappresentanza della Giunta che ha coordinato i lavori, Camera di Commercio, Confcommercio, Confartigianato, Confindustria, Cia e Coldiretti, si è riunita con lo scopo di elaborare il presente documento da presentare a tutti i livelli di responsabilità politica ed economica.
La proposta è quella di strutturare il programma di azioni su tre livelli, individuando innanzitutto le priorità su cui concentrarsi, anche in virtù dei fondi attualmente a disposizione: uno immediato, uno a medio termine funzionale alla progressiva riapertura delle attività, e infine a lungo termine, per dare stabilità al sistema economico. Azioni mirate alle attività commerciali , produttive e lavoro autonomo.
Nell’immediato si richiedono interventi di liquidità per ristorare le perdite subite dalle aziende e dai professionisti, per definizione non correttamente finanziabili con il ricorso al debito: pertanto un contributo a fondo perduto, immediatamente esigibile ed erogabile a seguito di autocertificazione. Il contributo dovrà essere tarato in funzione delle perdite effettivamente patite dall’operatore economico.
Inoltre è senz’altro necessario un ampliamento delle categorie di immobili in locazione (attualmente solo C1) per le quali è previsto un credito d’imposta sui canoni da estendersi per un periodo di almeno tre mesi dalla riapertura.
Parallelamente si richiedono interventi di liquidità volti a mantenere efficiente la struttura finanziaria degli operatori economici al fine di trovarsi pronta alla ripartenza dell’attività. Sarebbe inoltre auspicabile un allungamento dei termini di moratoria previsti per i mutui e finanziamenti ad almeno dodici mesi con costi calmierati. Alla base delle richieste, la liquidità immediata per le imprese deve essere accompagnata da procedure agili e veloci, con semplificazione delle istruttorie e sospensione di vincoli ed adempimenti imposti anche da norme comunitarie (ad esempio quelle legate al rating o alla responsabilità fiscale e contributiva).
La possibilità di un rinvio, previa riduzione, dell’imposizione fiscale.
Il Tavolo chiede inoltre che sia previsto un fondo di emergenza per gli stagionali e che siano raggiunte dagli aiuti anche categorie oggi escluse, come colf e badanti.
Terza fase infine dovrà essere caratterizzata da interventi volti al rilancio dell’economia, quali contributi agli investimenti privati, sviluppo degli investimenti pubblici, agevolazioni ai consumi, valorizzazione delle produzioni locali, ampia azione di comunicazione e promozione. Al fine di raggiungere gli obiettivi prefissati nelle tre fasi è necessario: lo smobilizzo immediato dei crediti degli operatori economici nei confronti della pubblica amministrazione; la concessione di una reale assistenza di garanzia dello Stato o della Regione Autonoma della Sardegna alle attività con un ammortamento di almeno 10 anni, anche in sinergia con i consorzi fidi per consentire un effetto moltiplicatore di quanto possa essere messo a disposizione dalle Istituzioni; che vengano riconosciuti alle Autonomie Locali, strumenti volti a liberare capacità di spesa, come l’incremento delle dotazioni del fondo unico regionale e la riduzione dei vincoli previsti per i bilanci (ad esempio la percentuale di accantona mento del fondo crediti di dubbia esigibilità). Infine lo sblocco dei fondi del Piano di Sviluppo Rurale, sblocco dei contributi regionali ai progetti dei C.C.N., utilizzo immediato di quelli Reis, nonché il disbrigo immediato delle pratiche bloccate in Sfirs già pronte a poter erogare le risorse legate al ciclo di programmazione ormai in scadenza.
11-04-2020
La Redazione



Il commissario nomina il direttore sanitario e il direttore amministrativo.

Il commissario nomina il direttore sanitario e il direttore amministrativo

Sono Bruno Contu, direttore del presidio ospedaliero dell’Aou, e Antonio Lorenzo Spano, direttore della Logistica e valorizzazione del patrimonio di Ats Sardegna

Sassari 11 aprile 2020 – Saranno Bruno Contu, in qualità di direttore sanitario facente funzioni, e Antonio Lorenzo Spano, nel ruolo di direttore amministrativo, ad affiancare il commissario straordinario dell’Aou di Sassari.

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Bruno Contu ha una consolidata esperienza nella direzione di struttura complessa di Direzione Medica di presidio dell’Aou di Sassari ed è già stato direttore sanitario facente funzioni dell’Aou sino al 27 marzo scorso.

Antonio Lorenzo Spano ha ricoperto importanti incarichi all’Università degli Studi di Sassari dove è stato il responsabile del controllo di gestione. Nel 2012 il passaggio al sistema sanitario, prima alla Asl di Nuoro e, successivamente, alla Asl di Sassari dove ha diretto prima la struttura semplice dipartimentale di Ingegneria Clinica quindi la struttura complessa Contratti, appalti e acquisti. Attualmente è direttore della struttura complessa “Logistica e valorizzazione del patrimonio” dell’Ats Sardegna.

11-04-2020

La Redazione




Coronavirus, ancora controlli e denunce della Polizia locale.

Undici sanzioni. Per il terzo giorno si conferma stabile e tristemente elevato il numero delle persone che hanno violato nel territorio comunale le prescrizioni per il contenimento della diffusione del coronavirus. Ieri, su 162 controlli a individui e 6 agli esercizi commerciali, ancora una volta si registrano più persone nella stessa auto, per andare a fare la spesa, ben quattro denunce in due differenti momenti della giornata. Altre tre persone sono arrivate in città da un paese che dista 55 chilometri, senza alcuna valida motivazione, e tre giovani sono stati fermati in tre punti diversi del centro storico mentre vagavano a piedi senza nessuna giustificazione prevista dalla normativa in vigore. Infine, a distanza di un mese dall’inizio dei divieti, è stato sanzionato anche un runner in tenuta sportiva completa che si faceva la corsetta, senza alcun rispetto per niente e per nessuno.
Soltanto una settimana fa, quell’unica sanzione elevata, aveva fatto pensare che ormai tutte e tutti avessero capito l’importanza del rispetto delle regole dettate per il contrasto del Covid-19: la necessità di stare a casa, di non avere contatti interpersonali se non quelli strettamente necessari e con i conviventi. I dati registrati in questi giorni rappresentano un elemento molto preoccupante ed è impossibile credere, ormai, che ancora qualcuno non conosca le regole o non abbia capito quanto sia importante il rispetto. Norme che vogliono proteggere e salvare l’intera comunità, per poter uscire, tutti e insieme, il prima possibile da questa grave emergenza sanitaria.
La Polizia locale prosegue anche l’attività di controllo sul territorio con il nucleo specializzato nell’uso dei droni, in accordo e di concerto con la Prefettura. Un modo per coprire anche quelle zone più difficili da raggiungere a piedi o coi mezzi da strada. Il personale specializzato del nucleo aeromobile a pilotaggio remoto può contare su tre droni.
Inoltre oggi e domani la Polizia locale è impegnata in un presidio nella struttura di san Camillo, dove il servizio Igiene Pubblica della Assl eseguirà una serie di tamponi. Non soltanto vigilerà sul rispetto della distanza interpersonale, ma rafforzerà i controlli sulle auto per bloccare spostamenti immotivati.
Da ieri ha rafforzato anche il presidio al mercato civico per fare rispettare le distanze interpersonali tra i clienti.
11-04-2020
La Redazione



Sassari Latte Dolce calcio 2019 2020 – Quattro chiacchiere con Marco Cabeccia.

«Mi alleno, studio, passo tempo assieme a mio figlio e mia moglie aspettando che passi l’emergenza: ce la faremo»
Marco Cabeccia, difensore e capitano del Sassari calcio Latte Dolce: «Mi auguro si risolva tutto. La salute è la prima cosa, e ovviamente un pensiero va alle persone che stanno soffrendo per davvero, che hanno perso dei cari, che sono sul campo per curarci, aiutarci e proteggerci. La mia giornata? Diciamo che tutte le attenzioni sono rivolte ai familiari. Il bambino è al centro dell’attenzione, come tutti i bambini del resto: cerchiamo di dargli quante più occasioni di svago, di farlo giocare o comunque di tenerlo impegnato. Non c’è un momento della pausa o del riposo, i ragazzi sono sempre a mille. Ha i compiti da fare, lo seguiamo nelle attività scolastiche a distanza. Gran parte della giornata è dedicata lui. Ma in realtà è un bene, per me e per mia moglie, essere sempre impegnati. La rete? Sui social non sono mai stato molto attivo ma mio figlio si diverte molto con i challenge, vuole partecipare e vedere quanti like si riescono a prendere. Io lo faccio volentieri con a lui, anche perché a volte post video e dirette servono anche a dare messaggi importanti e sostenere scopi benefici, oltre che far passare il tempo. I più giovani sono talmente avanti che la spiegano loro a noi adulti, assorbono tutto e sanno benissimo cosa sta accadendo: nostro figlio ha accettato la situazione ma non vede l’ora che finisca. Ogni volta spostiamo il traguardo da raggiungere.. lo facciamo vivere nella consapevolezza che si tratta di una situazione transitoria, e torneremo finalmente alla normalità. Per quanto mi riguarda poi, mi dedico ai libri, sto preparando un esame all’Università e passo da una partita a pallone o alla playstation tutta in famiglia ai libri di anatomia. Sono sempre in contatto con il mondo biancoceleste: staff, società, squadra. Con il mister e i compagni mi sento quasi quotidianamente. Abbiamo fatto anche qualche video chat insieme, per scambiare qualche parola tra noi e sorridere assieme. Fronte allenamenti ho la fortuna di avere attrezzi e spazi per potermi allenare, il clima ci assiste e oltre ai momenti di gioco ritaglio del tempo per me lavorando su componenti specifiche come forza, coordinazione o parte alta del corpo. C’è sempre da fare, fortunatamente. Vivo il momento come tanti, come tutti. Ogni tanto penso che sto per sbroccare, ma passa dopo un attimo: nel bambino, in mia moglie, nei miei affetti, nei miei amici e in me stesso trovo comprensione e vicinanza che scacciano ogni cedimento. Il calcio? Preservare e tutelare la salute delle persone è l’obiettivo che tutti noi vogliamo raggiungere il prima possibile, non ci sono dubbi. Ma per tanti di noi il calcio è un lavoro, e in tal senso vale quello che vale per tanti altri settori della nostra economia: per ogni persona il suo lavoro è una questione fondamentale. Il calcio è un lavoro, spesso si vive di calcio ed è quindi molto importante. Spero si possa ricominciare a giocare al più presto, posto che se così non fosse mi auguro che tutte le componenti che dovranno decidere in materia tengano conto di ogni aspetto, delle esigenze e delle più svariate situazioni, di tutti i giocatori, di tutte le società e a tutti i livelli. Non si dovrà danneggiare nessuno né avvantaggiare altri, a livello contrattuale ed economico. Attorno al calcio ruotano interessi diversi, c’è tanta passione e ci sono tante figure che non aspettano altro che tornare a lavorare in campo, dietro le scrivanie, sugli spalti e nello spogliatoio. Aspettiamo, e intanto rispettiamo le regole e restiamo a casa.  Come società e come squadra siamo vicini anche a distanza a chiunque sia coinvolto in questa emergenza, immaginando un futuro in cui si possa tornare alla normalità. La prima cosa che farò? Andare al mare con tutta la famiglia. Correre giocare fare qualsiasi cosa sulla spiaggia. Respirare, stando a contatto con ciò che spesso si dà per scontato: godere delle cose belle della vita. Non è una banalità, è quello che ci manca e che tutti vogliamo. Il tutto, ovviamente, con un pallone al fianco».
11-04-2020
La Redazione



Coronavirus, il Consiglio comunale dona uova di Pasqua e colombe alle comunità per minori e a Casa Serena.

Quaranta uova di Pasqua e quaranta colombe. È questo il dono che il Consiglio comunale ha fatto ai bambini e alle bambine ospiti delle comunità alloggio per minori di Sassari, delle strutture per madri con bambino e a quelli che si trovano con le madri nella casa protetta del Progetto Aurora, per donne vittime di violenza. Le colombe saranno consegnate anche a Casa Serena, attraverso la Protezione civile comunale.
Stamattina il presidente Maurilio Murru, in rappresentanza di tutta l’assemblea civica, ha consegnato il dono al settore Politiche sociali del Comune, che si occuperà di distribuirle nelle strutture. Un regalo frutto di una colletta organizzata tra i componenti del Consiglio, per far sentire la vicinanza e l’affetto di tutta la città anche ai giovani ospiti delle comunità alloggio, così come ai più anziani di Casa Serena.
10-04-2020
La Redazione



Sassari: Coronavirus, anche ieri 11 violazioni alle prescrizioni accertate dalla Polizia locale.

Non è il momento di cedere. Il bel tempo invita a uscire ma il Covid non è ancora sconfitto. Bisogna stare a casa. Bisogna farlo per noi stessi e per la collettività. È quanto chiede ancora una volta l’Amministrazione comunale, per proteggere tutta la comunità, anche alla luce dell’ultimo report della Polizia locale. Per il secondo giorno di fila si registra un record di denunce da parte del Comando: anche ieri, su 193 controlli alle persone e 17 agli esercizi commerciali, le violazioni alle norme di contrasto al Covid-19 sono state ben undici. Nelle scorse settimane la media si attestava intorno alle 5 quotidiane, con record giornalieri di una che avevano fatto ben sperare.
Ci sono ancora molte persone che vanno in due a fare la spesa (raddoppiando la possibilità di entrare in contatto con il coronavirus o di trasmetterlo se si è asintomatici ma ugualmente contagiosi). E ieri anche una persona che stava andando in campagna con il figlio è stata sanzionata. Così come quattro giovani che creavano assembramento nel cuore della città e un altro che ha candidamente ammesso, seduto su una panchina, che era in giro per la bella giornata e che non sapeva che fosse vietato. Un ciclista, invece, è stato sanzionato nella zona di Predda Niedda. Agli agenti che lo hanno fermato ha detto che stava andando in farmacia (assai lontana dal suo domicilio) e ha mostrato una prescrizione medica, che però era scaduta. Anche per lui è stata elevata una sanzione, come prevedono le norme di contrasto al Covid-19.
Si avvicina un fine settimana particolarmente delicato, in cui il desiderio di muoversi dalle proprie abitazioni potrebbe essere forte. I controlli saranno potenziati e serrati, ma non basta. Serve la coscienza e la consapevolezza di ciascuno. Serve il senso di comunità, è necessario capire che ciascuno e ciascuna di noi è fondamentale nella lotta alla pandemia. Soltanto rispettando le regole, stando a casa, rinunciando a uscire se non è strettamente necessario, e a incontrarsi per creare momenti conviviali sarà possibile arginare l’epidemia. Il virus Covid-19 è subdolo: spesso è asintomatico, ma allo stesso tempo è altamente contagioso. È necessario che tutte e tutti rispettino le regole, l’unica strada per bloccare la diffusione della malattia.
In azione in questi giorni anche il nucleo aeromobile a pilotaggio remoto della Polizia locale di Sassari, che può contare su tre droni. Proprio grazie a questi strumenti è possibile un controllo del territorio che copre vaste aree.
10-04-2020
La Redazione



Screening coronavirus – tempi di attesa.

“I referti dei tamponi devono essere comunicati almeno entro 36 ore”
“da diverso tempo riceviamo segnalazioni da parte di numerosi colleghi (dipendenti ospedalieri e delle ditte in appalto),
ma anche di cittadini, sui tempi di risposta in seguito agli screening da coronavirus”.
Al netto di quelle che sono le difficoltà legate all’emergenza in atto, che stanno richiedendo una mole di lavoro eccezionale sull’unico laboratorio di microbiologia e virologia della Aou di Sassari, tuttavia non possiamo non sottolineare un aspetto non di poco conto, ovvero che se per ricevere il referto del “tampone” i tempi sono quelli che ci hanno segnalato, ovvero 5/7 giorni, in alcuni casi anche di 10 giorni, appare assai probabile che durante il periodo di attesa, gli operatori, continuando a lavorare in ospedale e/o in altra struttura territoriale, nell’ipotesi in cui risultino “positivi”, potrebbero inconsapevolmente favorire la diffusione del contagio, rendendo pertanto inutile l’obiettivo per il quale tutti ci stiamo battendo. Ora, se la strategia è quella di effettuare “tamponi di massa”, ma nel contempo le capacità strumentali e professionali del laboratorio non consentono di rilasciare le relative refertazioni, attraverso la “temutissima” mail con la quale ci viene comunicato se oppure no si ha contratto il virus, ebbene credo che detta strategia debba essere oggetto di riflessione, poiché non c’è bisogno di essere degli esperti virologi per comprendere che l’esito di un tampone prima arriva e meglio è, cosicché se il referto è positivo l’immediata quarantena permette di evitare il propagarsi del contagio sia sul posto di lavoro che in ambiente familiare.
Per cui ritengo che al di là dei criteri e/o le priorità sulle quali si basa la calendarizzazione degli screening, è necessario ripensare ad una modalità del censimento del contagio intanto con l’implementazione delle risorse professionali e tecnologiche, approfittando anche della presenza di altri presidi come lo Zooprofilattico della Sardegna che si è candidato a testare i tamponi, così da ridurre i tempi di attesa e nel contempo ottimizzare e semplificare le procedure che anticipano la comunicazione del referto. Quanto sopra e a ragion veduta visto che i numeri dei contagi su Sassari e dentro gli ospedali continuano ad aumentare, fatto in netta contraddizione di chi dichiara “che la situazione sotto controllo…”
10-04-2020
La Redazione.