Sassari, “Il sacro, la memoria, il tempo”: grande partecipazione al convegno Is.Be

Al Villino Ricci filosofi, teologi, scienziati e artisti si sono confrontati sui valori della società contemporanea. Esposta una copia della sacra sindone a grandezza naturale

SASSARI. Dai pastafariani ai maradoniani, sono circa trecento le nuove forme di fede in Italia, che tra il pullulare di sette e santoni, mitizzano le realtà più diverse senza trovare la via alla comprensione del sacro. Il dato è emerso durante il convegno “Il sacro, la memoria, il tempo”, organizzato nei giorni scorsi al Villino Ricci dall’Istituto Camillo Bellieni per analizzare, attraverso un confronto tra studiosi, teologi, scienziati e artisti, lo smarrimento dei valori dell’uomo contemporaneo.

Un’iniziativa molto partecipata il cui senso è stato suggellato dalla presenza di una copia della sacra sindone a grandezza naturale, realizzata dalle Acli di Oristano per stimolare la riflessione e l’interesse intorno ai segni della fede.

Profondo e articolato l’intervento di Gaspare Mura della Pontificia Università Urbaniana, sull’ambiguo ritorno del sacro nella cultura post moderna. Una cultura caratterizzata a suo dire dal relativismo esistenziale, che trova riscontro anche nelle scienze umane, come sociologia o psicanalisi. Sarebbe questa una delle cause del dilagare di tante nuove forme di fede. Tra le citazioni di Gadamer, Levinas e altri filosofi, altro chiaro riferimento è stato quello a Ratzinger, per cui, al fine di orientarsi e salvaguardare la fede autentica dal sacro che apparteneva già ai miti del paganesimo, la Chiesa si è avvalsa fin dalle origini del logos della filosofia.

Un collegamento tra la sacralità e i valori umani è stato fatto da monsignor Corrado Melis, vescovo di Ozieri.

C’è un ritorno verso la spiritualità necessario non solo al fine di recuperare la dimensione divina – ha spiegato l’alto prelato – ma anche quella umana, che trasversalmente abbraccia le nostre relazioni e i valori.

La sacralità dell’arte è stata invece indagata da Roberto Puzzu. Prendendo le mosse da “Lo spirituale nell’arte” di Kandinsky, Puzzu ha illustrato il virtuoso esperimento d’arte realizzato negli spazi di Molineddu a pochi chilometri da Sassari.

Il tema del tempo è stato approfondito dal punto di vista delle neuroscienze dalla docente dell’Uniss Franca Deriu, che ha spiegato il rapporto tra tempo e memoria, e come le emozioni e lo stato mentale riescano ad alterarne la percezione.

Daniela Masia, dirigente delle Acli di Oristano, ha proposto un’analisi sul tempo della collettività e quello dell’individualità, dalla quale è emerso un fenomeno di smarrimento della socialità contemporanea. A concludere gli interventi è stato Michele Pinna, direttore scientifico Is.Be, che ha illustrato  la sacralità del vivere e morire in Salvatore Satta, autore de “Il giorno del giudizio” e grande giurista, introducendo il concetto di una dimensione sacrale anche all’interno della sfera del diritto. Una dimensione che nella lezione del grande scrittore travalica i confini della scienza giuridica per proiettarsi in una dimensione trascendente.




Convocazione conferenza stampa Confcooperative – 10 settembre 2019

Martedì 10 settembre alle ore 10,30 nella Sala Consiglio della Camera di Commercio di Sassari in via Roma… si terrà la conferenza stampa di presentazione degli appuntamenti in programma per il 70ennale della nascita di Confcooperative Sassari.
Interverranno Gavino Soggia, Presidente di Confcooperative Sassari, Pietro Esposito, Direttore della Camera di Commercio di Sassari e Maria Grazia Spano e Vanna Meloni dell’Ufficio Placement dell’Università di Sassari.



Contaminazione di competenze e gioco di squadra – Università e Brigata Sassari per gli imprenditori del futuro

Contaminazione di competenze e gioco di squadra

La ricetta dell’Università e della Brigata “Sassari” per gli imprenditori 

del futuro

6 settembre 2019

 

SASSARI. L’Università degli Studi di Sassari e la Brigata “Sassari” investono sulla formazione dei giovani e realizzano il primo percorso di addestramento indirizzato ai futuri imprenditori nell’ambito del Contamination Lab (https://www.uniss.it/clab).

Luogo di contaminazione tra studenti e studentesse di discipline diverse, il CLab dell’Ateneo di Sassari ospita quest’anno oltre 40 corsisti che hanno scelto di mettersi in gioco e di apprendere i modi in cui nasce, cresce e si sostiene un’idea d’impresa innovativa. Un obiettivo senz’altro ambizioso per il quale sono richieste numerose competenze: tra queste, la capacità di fare squadra e la resistenza e l’affinamento dei processi decisionali nelle situazioni di stress.

Le lezioni prendono il via oggi nell’incubatore universitario CubAct con la formazione in presenza e proseguiranno la prossima settimana con uno stage formativo pratico sul campo.

Il progetto, del tutto innovativo nel panorama nazionale, è stato presentato all’interno dell’incubatore CubAct durante una conferenza stampa dal Rettore dell’Università di Sassari, Massimo Carpinelli, dal Comandante della Brigata “Sassari”, Generale Andrea Di Stasio, dal Delegato al Trasferimento tecnologico dell’Ateneo, Gabriele Mulas, dal Colonnello Giuseppe Rocco, nuovo comandante del 152° Reggimento.

Il corso rientra in una più ampia convenzione tra l’Ateneo e la Brigata Sassari – fortemente voluta dal Rettore Massimo Carpinelli e dal Generale Andrea Di Stasio – finalizzata alla condivisione delle risorse e allo scambio di esperienze e competenze, nell’ottica di una sinergia tra istituzioni, tra la compagine civile e militare, con un approccio onnicomprensivo. “È il primo esempio di questo genere in Italia – ha ricordato il Rettore Massimo Carpinelli – e prevediamo altre attività nell’ambito di una partnership ormai solida tra l’Università e la Brigata Sassari. Mi piace riportare alla memoria la cerimonia che insieme, nel novembre scorso, abbiamo dedicato agli studenti universitari caduti nella Prima Guerra mondiale”. “Tra queste due istituzioni si sta sviluppando una sinergia volta alla condivisione di risorse ed esperienze – ha commentato il Generale Andrea Di Stasio – I CLab sono luoghi in cui si entra in da soli ma da cui si esce in gruppo. Le specificità del singolo diventano patrimonio indispensabile per un progetto comune. Ecco perché è così importante imparare a fare squadra”.

Il personale del 152° Reggimento della Brigata Sassari ha lo scopo di trasmettere ai corsisti elementi basilari di pianificazione per la conduzione di attività trasversali (civili-militari), fornendo conoscenze utili al riconoscimento di situazioni di rischio in uno scenario caratterizzato da uno stato di conflittualità tra opposte fazioni. Il corso sarà volto a sviluppare la capacità di prendere decisioni e agire in situazioni sfavorevoli e di stress; inoltre, permetterà di acquisire nozioni base di navigazione terrestre.




TORRES – BUDONI domenica al Vanni Sanna

Domenica 8 settembre la Torres scenderà in campo per la 2^ giornata di campionato di serie D. Dopo la sconfitta di misura nel primo turno i ragazzi di mister Mariotti devono cercare immediato riscatto contro il Budoni, formazione che arriva invece dalla vittoria contro l’Arzachena Academy.

Nel post partita il tecnico aveva fatto i complimenti ai suoi, usciti comunque tra gli applausi dopo la bella gara nonostante il risultato sfavorevole.

In settimana sono arrivati i difensori Berti e Lucarelli, sono in ripresa gli infortunati della prima giornata, Demartis e Bilea e tutti hanno preso parte alla partitella in famiglia di ieri.

Si giocherà nuovamente allo stadio Vanni Sanna alle ore 15.

L’apertura del botteghino di via Romita è prevista per le 12:30.

I prezzi dei biglietti:

Tribuna 15 euro (ridotto* 10 euro)

Curva 10 euro (ridotto* 7 euro)

Ridotti* Donne/over65/bambini dai 12 ai 16 anni. Fino ai 12 anni ingresso gratuito.

INFO ABBONAMENTI. Domenica al botteghino sarà possibile ritirare anche gli abbonamenti sottoscritti e sarà possibile abbonarsi anche oggi domani negli uffici della sede del Vanni Sanna.

GLI ORARI:

Mattina ore 11/13

Pomeriggio ore 16/18




Luciana Savignano al Verdi di Sassari con “Bolero” per il Festival della Danza

Lunedì 9 settembre alle 21 per “Corpi in movimento” la grande artista presenta con Padova Danza uno spettacolo di forte impatto emotivo

SASSARI. “Corpi in movimento – Festival della Danza d’autore” si prepara ad accogliere uno degli appuntamenti più importanti della XVI edizione. Quello con la grande artista Luciana Savignano, una vera icona della danza considerata al pari di personaggi come Carla Fracci e Rudolf Nureyev. Lunedì 9 settembre alle 21, sul palcoscenico del Teatro Verdi, l’Étoile Internazionale Luciana Savignano con Padova Danza presentano il “Bolero, prigionia di un amore”: uno spettacolo in cui la versione di Bejart rappresenta il punto di partenza dove sensualità ed erotismo gridano libertà.

In questo lavoro quel grido di libertà diventa urlo di prigionia. Emerge il racconto della segregazione di un amore malato, un mantra che “urla dentro il silenzio immerso in una società martoriata dal femminicidio”.

Interpretato dalla Savignano con i solisti di Padova Danza diretti da Gabriella Furlan Malvezzi, lo spettacolo sarà impreziosito dagli interventi dell’attore Matteo di Girolamo, al quale saranno affidate le voci di vittime e carnefici. Voci che appaiono distinte ma come parte di una medesima natura.

Malgrado la tematica sia indirizzata inevitabilmente verso il tessuto emotivo femminile, colpito in modo più atroce, la voce e il corpo sono affidate volutamente a un uomo poiché la violenza di genere non ha confini, e perché nella visione degli ideatori, il dramma dei maltrattamenti sulle donne è anche quello degli uomini che restano.

Le note del Bolero di Maurice Ravel fanno da colonna portante a tutta l’opera, per ritrovarsi come echi della dimensione emotiva attraverso gli interventi del musicista Enrico Gabrielli. Nell’incontrare la coreografia, il soggetto e i testi di Milena Zullo, il brano musicale racchiude in sé una magia, una forza capace di ipnotizzare. Appare come un mantra che conduce lentamente e inesorabilmente nella caverna della nostra intimità.

«La presenza di Luciana Savignano – sostengono gli autori – regala ancor più a questo lavoro il desiderio umile di continuità. La straordinaria danzatrice, limpido gioiello dell’arte tersicorea, racchiude in sé l’iconografia del femmineo più nobilmente inteso. È il simbolo dell’anima e della carne dell’essere donna, quanto più di prezioso altra donna e la società tutta possa mai partorire».

L’artista diverrà qui il racconto di una mortificazione che pesa sull’incapacità, ancora oggi, di proteggere la laica sacralità della Bellezza. Il festival è organizzato dall’Associazione Danzeventi con il sostegno del Comune di Sennori e il patrocinio del Comune di Sassari, della Fondazione di Sardegna, Mibact e Ras. Per la campagna abbonamenti e tutte le info rivolgersi a [email protected] o chiamare il 340 6517531.




La denuncia degli Editori sardi: “Annullate la Mostra regionale del libro”

I fondatori della manifestazione totalmente ignorati dal Comune di Macomer e dalla Regione nell’organizzazione della fiera, palesano l’utilizzo improprio del fondi, la mancanza di coordinamento e il paradosso di una data improponibile. Tutte le criticità nella gestione dell’evento di Macomer

 

Un momento della conferenza stampa

SASSARI. Non sono stati sufficienti diciotto anni per portare alla maturità la Mostra regionale del libro. Nonostante l’AES e gli editori sardi abbiano sempre rivendicato a più riprese una condivisione progettuale, quest’anno sono stati totalmente esclusi e ignorati da parte del Comune di Macomer e della Regione.

Pertanto non parteciperanno alla XVIII Mostra regionale del libro in Sardegna e chiedono senza mezzi termini l’annullamento della manifestazione. Un evento che, a detta dei rappresentanti dell’associazione, sarebbe finito in una morsa gestionale totalizzante da parte del Comune di Macomer, tradendo lo stesso spirito per cui era nato. Cioè la promozione dell’editoria dell’isola. Visto che la manifestazione è totalmente finanziata con risorse provenienti dal capitolo dell’editoria sarda.

Se da un lato l’accusa è quella di avere escluso gli Editori sardi, senza alcuna condivisione sui contenuti, sulle date e sulle modalità organizzative, dall’altra, oltre alla marginalizzazione del ruolo delle aziende c’è il biasimo per vedere snaturata un’iniziativa nata nel 2000 da un accordo tra l’assessorato regionale e l’AES, per dare agli stessi editori una vetrina esclusiva e un ruolo di primo piano.

Ma non è tutto. Le date scelte da Regione e Comune di Macomer per l’apertura della Mostra, dal 17 al 20 ottobre, corrispondono paradossalmente a quelle della Fiera internazionale di Francoforte, un evento per il quale la Regione finanzia la partecipazione degli editori come appuntamento irrinunciabile per la promozione della Sardegna attraverso il mondo del libro.

Una coincidenza che ha il sapore della beffa, e impedisce di fatto la presenza a Macomer dei principali protagonisti. A dimostrazione – dicono gli editori – che a fare gola al Comune non sia tanto la manifestazione in se stessa ma il finanziamento che c’è dietro.

Tutte le criticità sono state elencate stamane dalla presidente Simonetta Castia nel corso di una conferenza stampa che alla Camera di commercio di Sassari ha visto la presenza del direttivo AES e di numerosi imprenditori aderenti all’associazione (unica presente e operante in Sardegna e riconosciuta dalla normativa regionale).

La presidente AES, Simonetta Castia

«Solo casualmente siamo venuti a conoscenza di un atto di indirizzo che quest’anno escludeva totalmente l’oggetto della fiera, cioè l’editoria – ha spiegato Castia –. Abbiamo contestato immediatamente questa decisione assunta in maniera formale senza aver ricevuto alcun riscontro. C’è stato un goffo tentativo di finto coinvolgimento, quasi che la nostra presenza attiva non fosse un vincolo per il Comune, che ha assunto abusivamente il ruolo di coordinatore artistico e di proprietario di una fiera che invece è regionale. In Commissione Cultura abbiamo chiesto di esercitare vigilanza perché ritenevamo che ci fossero situazioni poco chiare e chiediamo che si dia seguito alle nostre richieste».

Nella sintesi dell’intervento, se Macomer doveva essere la cornice dell’iniziativa (opportunità che avrebbe potuto pendere su altri centri dell’isola), la sua Amministrazione comunale ha cercato di farla propria assumendo gradualmente ruoli che non gli competevano. Dal 2011 il Comune è diventato un collettore di tutti i fondi, e ha così iniziato a rivendicarne impropriamente anche la titolarità. Le cose sono progressivamente peggiorate dal 2014, fino al tentativo di esclusione totale degli editori da qualsiasi presupposto progettuale.

Dopo aver visto snaturare anno dopo anno l’utilizzo dei finanziamenti sulla promozione dell’editoria garantiti dalla legge 22/98, l’AES ora punta i piedi, come peraltro aveva già fatto nel mese di maggio per il bando regionale sulla partecipazione al Salone del libro di Torino. Un evento clamorosamente caratterizzato dalla partecipazione separata di Editori sardi da un lato e dello stand istituzionale RAS dall’altro.

Tutto questo in un momento di particolare impoverimento per il comparto, che da anni non riceve nessuna attribuzione diretta di finanziamenti per la realizzazione di progetti autogestiti. La somma di 120mila euro stanziati nel 2019 per la promozione del settore, la ricevono i Comuni, che hanno certamente interesse a destinarli a scopi di loro utilità. Però stavolta l’AES non si limita a dire no. Chiede con decisione che la manifestazione di Macomer venga annullata ed è pronta a dimostrare le sue ragioni anche attraverso le vie legali. È chiaro che a queste condizioni gli editori sardi non parteciperanno più ad alcuna manifestazione promossa dalla Regione Sardegna.

 




“Il sacro, la memoria il tempo”: convegno Is.Be sabato a Sassari

Il 7 settembre al Villino Ricci filosofi, teologi, antropologi e operatori culturali si confronteranno sui valori della società contemporanea. Tra i relatori il vescovo di Ozieri monsignor Corrado Melis

Michele Pinna – direttore scient. Is.Be

SASSARI. Sono diversi i fenomeni della contemporaneità che disorientano l’uomo, a partire dai consumi indiscriminati, all’individualismo e le tendenze al “nuovismo”, inducendolo a cercare appagamenti in nuovi spazi di felicità illusori. “Il sacro, la memoria e il tempo” non sono soltanto le coordinate e i valori da contrapporre a questo smarrimento, ma anche il titolo del convegno che sabato 7 settembre alle 9.30, nella Sala Convegni del Villino Ricci di Sassari, metterà a confronto studiosi, teologi, antropologi e operatori culturali. L’iniziativa rientra nell’ambito delle attività promosse dall’Istituto Camillo Bellieni in occasione del trentennale dalla nascita.

Saranno presenti figure di primo piano della ricerca scientifica e filosofica di diversa provenienza e orientamento culturale, quindi operatori impegnati a vario titolo nel territorio, uomini di scuola e di Chiesa, nel tentativo di mettere sul tavolo della discussione elementi utili non solo al pubblico specialistico, ma all’uomo della strada, anche a quello più distratto o disorientato.

Mons. Corrado Melis

Tra i relatori interverranno Franca Deriu (Miur – Università di Sassari) con la relazione “Il tempo e la memoria in neuroscienze”, Daniela Masia Urgu (Acli Oristano) con “Il tempo liberato: la relazione tra tempo individuale e tempo collettivo nella contemporaneità”. Quindi monsignor Corrado Melis, vescovo di Ozieri, che presenterà la relazione dal titolo “Il sacro è l’inutile che ci rende più umani”.

Subito dopo Michele Pinna (MIUR Liceo scientifico Spano di Sassari) che parlerà della “Sacralità del vivere e del morire. La memoria e il tempo ne ‘Il giorno del giudizio’ di Salvatore Satta”, quindi Gaspare Mura (Pontificia Università Urbaniana) con “L’ambiguo ritorno del sacro. Le radici nella cultura postmoderna” e infine Roberto Puzzu (ex dirigente scolastico Liceo artistico statale di Sassari) con “Arte, evento, creazione 2019. Il sacro, la memoria, il tempo nel parco di Molineddu”.

«I temi presi in esame sono quelli entro i quali l’uomo storicamente ha strutturato la propria esistenza – ha spiegato Michele Pinna – ma che oggi, in un momento in cui prevalgono rumori, voci e suoni anche sconosciuti che si accavallano disordinatamente e fuori dalle regole conosciute, oltre a creare frastuono e a disturbare la sensibilità dell’uomo producono paura e disorientamento. Confrontarci su queste tematiche –

ha proseguito il direttore scientifico del Bellieni – serve anche a mettere il dito sui nervi scoperti di una società e di una umanità indifese e oltremodo preoccupate per il proprio futuro».




Dalla Dinamo alla Torres, il bus diventa rossoblù

Dalla Dinamo alla Torres, il bus diventa rossoblù

Dai presidenti Sardara e Sechi in arrivo anche altre iniziative comuni

Calcio e basket hanno esigenze diverse anche in termine di spostamenti. Ecco che l’acquisto di un nuovo autobus della Dinamo Banco di Sardegna, con interni più ampi per ospitare i giganti biancoblú, fornisce l’assist per un passaggio di consegne importante e significativo.

 «Il presidente Stefano Sardara ha voluto donare alla Torres il bus che veniva sostituito per motivi di spazi – osserva il presidente rossoblù Salvatore Sechi – per questo lo ringrazio e credo che sia un bel segnale di collaborazione tra le due società. La Torres avrà un mezzo praticamente nuovo a disposizione della prima squadra per effettuare le proprie trasferte».

Torres e Dinamo giocano in orari diversi e i tifosi sassaresi spesso partecipano ad entrambi gli eventi che si svolgono da una parte e dall’altra di Piazzale Segni. Motivo in più per creare una collaborazione.

 «La mia attenzione e il mio impegno nei confronti della Torres hanno radici profonde e nel momento in cui abbiamo cambiato il bus l’idea di donare quello precedente alla società rossoblù del presidente Sechi è venuta naturale – sottolinea il presidente della Dinamo Stefano Sardara – . Queste iniziative messe in campo da Dinamo e Torres alimentano in modo costruttivo il movimento dello sport nel territorio e rappresentano un punto di partenza importante anche in termini imprenditoriali e di sostegno reciproco, sempre nell’ottica della crescita nella condivisione di valori e progetti comuni».

In programma anche altre novità per tutti gli appassionati che hanno nel cuore i colori cittadini.

«Dinamo e Torres stanno partendo per una nuova stagione – conclude Salvatore Sechi – e i tifosi sassaresi potranno godersi entrambi gli spettacoli. Noi da presidenti faremo la nostra parte e ci auguriamo sia un’annata positiva per entrambi. In ogni caso lavoreremo perché lo sport sassarese sia sempre più seguito, amato e sostenuto, in quanto parte integrante del tessuto sociale della nostra città».




256 – Sassari calcio Latte Dolce 2019 – 2020 – Giovedì la presentazione ufficiale della squadra

Nuova stagione biancoceleste, presentazione ufficiale 

 SASSARI CALCIO LATTE DOLCE 2019 – 2020

Appuntamento il 29 agosto, quartiere Latte Dolce: 

ore 19,30 Oratorio Femminile via Madre Teresa di Calcutta fronte piscine

Sassari, 27 agosto 2019

Tempo di presentazione ufficiale in casa Sassari calcio Latte Dolce. Domenica prossima la squadra scenderà in campo pronta a disputare il match valido per la prima giornata in calendario nel campionato di serie D 2019 – 2020. Si gioca al Vanni Sanna, contro la Torres, in una stra cittadina che rappresenta il nuovo inizio nel segno della continuità per il club biancoceleste.

Da oltre un mese il gruppo lavora agli ordini del suo condottiero Stefano Udassi, per ricercare forma, condizione, amalgama e approccio ideale alla stagione. Tante le conferme, interessanti i nuovi innesti già parte integrante di un mosaico che aspetta di rivelarsi sul campo, e sul palco.

Quarto anno consecutivo alla ribalta della quarta serie di calcio italiana per la società nata nel 1971 nel popoloso ma difficile quartiere di Latte Dolce, a Sassari. Lo sport come veicolo di aggregazione, di riscatto, di partecipazione. Il seme lanciato circa 50 anni fa da un gruppo di amici sassaresi ha germogliato, oggi è diventato un progetto solido e lungimirante che l’anno scorso ha raggiunto la più alta vetta mai toccata: la partecipazione ai playoff promozione, con tanto di finale disputata.

La squadra, il progetto e i volti del Sassari calcio Latte Dolce 2019-2020 saranno presentati ufficialmente a pubblico, media, sponsor e autorità in un incontro aperto fissato per il 29 agosto 2019, ore 19,30 Oratorio femminile via Madre Teresa di Calcutta, fronte piscine Latte Dolce.

Alla presentazione ufficiale seguirà un momento di convivialità con dj – Emanuele Nughedu in consolle – da vivere fra panini e birra del partner Ichnusa alla presenza dell’intera dirigenza del Sassari calcio Latte Dolce, della rosa, dello staff tecnico-medico-organizzativo della prima squadra, del Settore Giovanile e della Scuola calcio 2019- 2020 e dei nostri partner.




AOU SASSARI – «Puntiamo al miglioramento del pronto soccorso»

«Puntiamo al miglioramento del pronto soccorso»

Il direttore generale dell’Aou di Sassari, Nicolò Orrù, ricorda gli impegni presi per la struttura del Santissima Annunziata.

SASSARI 27 agosto 2019 – «Il progetto prevede una ristrutturazione e nuova organizzazione degli spazi, un collegamento con la Radiologia e con le discipline mediche direttamente interessate alla sua attività. È quanto abbiamo previsto per il pronto soccorso dell’Aou di Sassari, per il quale abbiamo anche deliberato di mettere a disposizione oltre 1,5 milioni di euro». A dirlo è il direttore generale facente funzioni dell’azienda di viale San Pietro, Nicolò Orrù, che ricorda gli impegni presi per la struttura al piano terra del Santissima Annunziata, anche a seguito di alcuni articoli di stampa.

«Vorrei ricordare – riprende Nicolò Orrù – che proprio il pronto soccorso è stato un obiettivo che della dirigenza guidata dal direttore D’Urso.

«Nel recente incontro, la commissione regionale sanità – prosegue il direttore generale – ha visitato la struttura e ha potuto conoscere i problemi attuali della stessa. Una situazione non certo ottimale, che ha bisogno di ridurre il carico di afflusso delle persone e di una migliore gestione dei percorsi. Ecco, allora, che proprio la scelta di destinare oltre 1,5 milioni per la ristrutturazione e la riorganizzazione degli spazi è dettata dal fatto che non è più possibile attendere la costruzione del nuovo ospedale, a valle delle stecche bianche, per avere un nuovo pronto soccorso.

«Il progetto – afferma ancora – realizzato dal nostro Ufficio tecnico, che sta lavorando su quello esecutivo, prevede una ristrutturazione, che consentirà di ottimizzare l’impiego delle risorse umane, degli spazi e di limitare al minimo indispensabile gli spostamenti dei pazienti in fase di completamento delle indagini diagnostiche e di stabilizzazione del paziente».

«È chiaro – riprende Nicolò Orrù – che la riduzione degli accessi al pronto soccorso dipenderà anche dalla stretta sinergia e collaborazione con i servizi territoriali».

Per quanto riguarda l’organico, il direttore generale ricorda che «abbiamo destinato alla struttura cinque nuovi medici. Inoltre, stiamo portando a conclusione il concorso per medici di pronto soccorso che consentirà, a noi e all’Ats, di assumere personale specializzato. In caso di necessità potranno essere presi anche medici specializzandi dell’ultimo anno di corso che potranno così diventare immediatamente disponibili nelle strutture. Stiamo assumendo infermieri da destinare al pronto soccorso, oltre ad altri tre infermieri che, grazie al progetto per i dipendenti del Policlinico, potremo destinare al miglioramento dell’accoglienza. Per quest’ultimo aspetto, infine, stiamo pensando a un progetto che possa coinvolgere anche l’università».

IL PROGETTO IN BREVE

Il progetto prevede la creazione di un’area presidiata per il monitoraggio post-triage dei pazienti barellati. Questo permetterà al personale addetto di riconoscere più facilmente le eventuali modifiche del quadro clinico del paziente e, nel caso, l’aggiornamento del codice di priorità e di intervento immediato.

La nuova strutturazione degli spazi prevede, inoltre, la possibilità di far sostare, accanto al paziente che aspetta la visita, un accompagnatore con evidenti vantaggi di tipo psicologico per il paziente e di controllo per la struttura.

All’interno del pronto soccorso è prevista la creazione di un open space con numerosi box che permetterà di mantenere il contatto col medico che ha preso in carico il paziente per tutta la durata dell’accesso e “assorbire” nell’area di valutazione e trattamento un numero maggiore di pazienti in relazione al numero di box liberi.

Tre i vantaggi. Il primo è la creazione di un’area rossa con la creazione di una zona adeguatamente attrezzata per la gestione delle emergenze, con due letti di terapia intensiva – un’appendice della terapia intensiva del quinto piano – gestiti dal servizio di Anestesia in h24, con l’obiettivo di evitare i trasferimenti del paziente in shock e il supporto delle strumentazioni necessarie. Quindi la riorganizzazione delle attività radiologiche interventistiche nel primo sotto piano. E, infine, un accesso esterno e la sistemazione di due ambulatori ortopedici, di una sala gessi e di una sala di radiodiagnostica dedicata alla traumatologia,

Una soluzione questa che eviterà ai pazienti e ai loro accompagnatori di percorrere distanze elevate e di sovraccaricare i percorsi sino ad ora utilizzati per raggiungere ambulatori e sala gessi.