A Sassari “Il carcere entra a scuola”

Un “Corso di Tecnico dello spettacolo” come opportunità di reinserimento sociale e un “Corso sulla Giustizia ripartiva” all’interno delle scuole secondarie

Il progetto promosso dall’Associazione San Domenico Caniga in collaborazione con la Studios Academy di Roma è finanziato dalla Fondazione di Sardegna

SASSARI. Un corso professionale per diventare Tecnico dello spettacolo e dare un’opportunità concreta per il reinserimento sociale nel mondo del lavoro. È una rara occasione per i condannati e gli imputati detenuti nelle carceri sarde, che arriva grazie al progetto “Il carcere a scuola” promosso e organizzato dall’associazione culturale San Domenico Caniga di Sassari, con il finanziamento della Fondazione di Sardegna e l’importante collaborazione dell’associazione Studios Academy di Roma.

Tra i partner figurano Endas Sassari, l’associazione culturale musicale Ars Aurelia Sassari e l’associazione culturale musicale Contrapunctum, il cui lavoro sinergico ha portato a creare un impareggiabile connubio tra musica, spettacolo, patrimonio storico e ambientale e contesto del turismo come mediatori del fine educativo.

L’iniziativa è stata presentata oggi (19 maggio) a Sassari in conferenza stampa nella sede della Fondazione di Sardegna, con gli interventi della fondatrice dell’associazione San Domenico, Anna Cherchi, che è garante delle persone private della libertà a Sassari, della progettista Dora Quaranta, del vicesindaco di Sassari Pierluigi Salis, e della rappresentante dell’Endas Fiorella Donatini.

Tra gli altri hanno preso parola l’avvocata Anastasia Fara, il presidente della Studios Academy Furio Capozzi, poi la direttrice dell’Uepe Sassari Carmen Magistro e la prefetta di Sassari Grazia La Fauci.

Anna Cherchi con la prefetta di Sassari Grazia La Fauci

Tutti hanno dichiarato di apprezzare la validità del percorso, che intende offrire una possibilità di formazione specifica, per entrare nel mondo del lavoro con competenze tecniche e professionali richieste dal mercato. Non si tratta però di formare soltanto dei professionisti, ma di dare una risposta concreta a quelle persone che oggi si sentono smarrite e senza prospettive, nel tentativo di trasformare una generazione a rischio in una risorsa preziosa per l’intera comunità.

«Il settore dello spettacolo è in crescita continua – ha spiegato Anna Cherchi – e presenta una vasta gamma di offerte lavorative non solo con sbocchi professionali stabili e remunerativi, ma permette ai ragazzi di sviluppare competenze tecniche avanzate e di lavorare in un ambiente creativo e dinamico, ed essere anche una risorsa per la comunità».

Il ventaglio di opportunità è ampio e variegato. Le occasioni di occupazione si trovano nei teatri, dove sono richiesti tecnici luci, fonici o addetti alla scenografia; poi nelle produzioni cinematografiche e televisive in qualità di tecnici del suono, addetti alla gestione delle attrezzature video, montatori e responsabili dell’illuminazione.

Tra le attività più richieste c’è quella dei responsabili dell’allestimento e della gestione delle strutture audio e luci, figure essenziali per garantire il successo di eventi, concerti, festival e manifestazioni culturali; poi tecnici per la gestione dell’audio-visivo e l’organizzazione logistica degli spazi di fiere e congressi; quindi nella manutenzione e gestione di attrezzature per lo spettacolo; noleggio e servizi tecnici; fonici e assistenti in studi di registrazione.

Il progetto ha in programma una seconda azione di fondamentale importanza pedagogica, un “Corso sulla Giustizia ripartiva” all’interno delle scuole secondarie di primo e secondo grado a cura di esperti socio-psicopedagogici e giuridici con il prezioso contributo delle testimonianze dei detenuti e di persone sottoposte a misure alternative al carcere.

«L’obiettivo è quello di sensibilizzare i giovani sul valore della legalità, sul vissuto travagliato delle persone private della libertà e sull’importanza della rieducazione e del reinserimento nella società come “operatori di Ben-Essere” – ha specificato la progettista Dora Quaranta –. L’idea è quella di creare un’esperienza umanizzante e costruttiva verso il rispetto della cosa pubblica, cercare di prevenire gli atteggiamenti violenti e ridurre la “logica” dell’avventura nell’illecito». Il progetto potrebbe concludersi con la realizzazione di un festival musico-artistico di libera espressione a cura dei giovani studenti partecipanti al Tour “Legalità e Ben-Essere”.

Un momento della conferenza stampa



Sassari, al Civico quattro accademie internazionali per il concerto “Insieme-Together-Juntos-Ensemble”

Il 17 maggio il festival SYEMF (Sassari Youth Early Music Festival) entra ufficialmente all’interno del festival “Note senza tempo” per dare spazio ai giovani talenti della musica antica

SASSARI. Sabato 17 maggio, alle 19, al Teatro Civico di Sassari, l’associazione Dolci Accenti presenta il concerto “Insieme-Together-Juntos-Ensemble”, che mette insieme l’Accademia di musica antica “Cristobal Galan”, l’Istituto musicale città di Thiene”, la Early Music Youth Orchestra e la String Academy di Londra per eseguire brani originali che vanno dal Cinquecento al Settecento su copie di strumenti d’epoca. Le formazioni giovanili saranno affiancate dai maestri delle rispettive accademie. L’ingresso è libero e gratuito.

L’iniziativa porta il marchio del festival SYEMF rivolto ai giovani talenti che si avvicinano alla musica antica,

nato nel 2022 in concomitanza della nascita dell’Accademia Galan, e da quest’anno è inserito all’interno del festival internazionale “Note senza tempo”.

«Dolci Accenti rivolge lo sguardo alla formazione della musica antica partendo dalla base, quindi dai giovani, per suscitare un interesse verso questo genere musicale», spiega il presidente Calogero Sportato.

La dislocazione geografica della Sardegna rappresenta per molti studenti un limite talvolta invalicabile nella prosecuzione dei propri studi musicali, in quanto sono limitate le opportunità di approfondimento, specializzazione ed esecuzione dei concerti. Chi studia musica antica è ulteriormente penalizzato in quanto non esistono nell’isola master o occasioni di studio.

«Dal 2024 la nostra associazione ha portato il proprio know-how in Veneto a Thiene, dove gestisce con altre due associazioni locali l’Istituto musicale città di Thiene – specifica il direttore artistico di “Note senza tempo”, Daniele Cernuto – ed è proprio lì che sono partite diverse iniziative rivolte alla musica antica e principalmente ai ragazzi, alcuni dei quali saranno protagonisti del concerto a Palazzo di Città». La collaborazione con Alberto Sanna, attuale direttore dell’Accademia Galan ha portato al partenariato con la Early Music Youth Orchestra e con String Academy di Londra.

Il festival “Note senza tempo” è organizzato dall’associazione Dolci Accenti con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna, della Fondazione di Sardegna e dei Comuni di Sassari, Uri, Porto Torres e Monteleone Roccadoria. La manifestazione è inserita in REMA, la rete di festival internazionali a livello europeo, e fa parte del circuito Salude&Trigu della Camera di Commercio di Sassari. Il programma dettagliato può essere consultato sul sito web www.notesenzatempo.it.




Primo congresso di Europa Verde Sardegna: al centro i giovani tra lavoro, sanità, casa e ambiente

I neoeletti co-portavoce Piu e Bonelli hanno presentato una mozione con sette punti programmatici per i prossimi quattro anni di attività del partito

Antonio Piu: «Europa Verde è casa per chi cerca un’alternativa coerente»

Francesca Citroni: «Ci battiamo per più equità sociale e di genere»

Angelo Bonelli: «Fermiamo la fuga di laureati e ricercatori»

Alessandra Todde: «È una forza politica centrale per la maggioranza»

Sassari. Ambiente, transizione energetica, trasporti, infrastrutture, politiche della casa, sanità, politiche carcerarie. Sono questi i principali punti programmatici toccati in una mattinata di interventi che ha posto al centro i giovani e il futuro. Per Europa Verde Sardegna è stato soprattutto il momento dei neoeletti co-portavoce regionali Antonio Piu e Francesca Citroni, che al fianco del co-portavoce nazionale Angelo Bonelli, hanno esposto i contenuti di una mozione che guiderà i propositi e le attività del partito per i prossimi quattro anni. A impreziosire il dibattito sono intervenuti anche la presidente della Regione Alessandra Todde, il sindaco di Sassari Giuseppe Mascia e il segretario del PD, Piero Comandini.

Nella Sala Piazza Italia del Pegasus Hotel una folta platea ha ascoltato con attenzione fino alla tarda mattinata le argomentazioni concentrate sul tema “È una terra per giovani?”.  E in particolare ai giovani si è rivolto Antonio Piu, definendoli una categoriatroppo spesso trascurata, se non abbandonata dalla classe politica, in una società dove ormai va a votare anche meno del cinquanta per cento degli aventi diritto. Giovani che fuggono dalle zone interne in una diaspora che sembra irreversibile.

«Chiedere ai giovani di restare significa offrire una prospettiva: una casa, un lavoro dignitoso, una scuola che parli il linguaggio del presente, un’economia capace di accogliere l’innovazione, la cooperazione e la sostenibilità – ha affermato Piu –. La politica non è più riuscita ad essere attrattiva per le persone ma soprattutto per loro. In questi anni abbiamo fatto un lavoro capillare nei territori, andando non a chiedere tessere ma ad ascoltare i problemi che attanagliano la nostra isola. E ci siamo convinti che sia più che mai necessario formare la nuova classe dirigente e avere rappresentanti preparati nelle istituzioni, che conoscano le esigenze della popolazione e della società attraverso percorsi d’ascolto che partano dal basso. Un partito in crescita come il nostro ha bisogno di una classe dirigente matura – ha aggiunto – capace di raccogliere le sfide che il nostro tempo ci impone. Una classe dirigente che sappia radicarsi nel territorio, che diventi punto di riferimento per i cittadini. Oggi siamo la terza forza del campo progressista, con una responsabilità nuova e crescente: dobbiamo rafforzare questo spazio, ampliarlo, renderlo casa per chi cerca un’alternativa coerente, radicale e concreta. Il percorso in alleanza con Sinistra Italiana dentro Alleanza Verdi e Sinistra si è rivelato un’intuizione politica felice, costruendo radicamento, credibilità e consenso».

Francesca Citroni ha focalizzato il suo intervento su equità sociale ed equità di genere, facendo leva sulla sua esperienza di amministratrice locale in qualità di vicesindaca del comune di Santu Lussurgiu: «La difficoltà di amministrare un piccolo comune da donna equivale alla difficoltà di amministrare una grande realtà – ha spiegato –. Dobbiamo concentrarci sulle opportunità che possono offrire le piccole comunità, per ridare speranze e futuro ai giovani».

Sono sette punti inseriti all’interno della mozione che, è stato detto, «è nata dall’urgenza di invertire le tendenze che stanno svuotando le comunità sarde, marginalizzando intere generazioni, riducendo l’isola a una terra di passaggio. Ma è nata anche dalla speranza che un’altra direzione sia possibile».

Tra gli obiettivi compare la lotta all’abbandono precoce degli studi, la ricerca di un lavoro giusto e una transizione ecologica non slegata dal concetto di equità sociale. Quindi scuola, cultura e comunità per non fuggire oltremare e nondimeno un’attenzione a mobilità, digitale, accessibilità e infrastrutture. Quindi tra i punti figurano la salute e il benessere intesi come un diritto, non un privilegio, la giustizia ambientale e il protagonismo ecologico giovanile, per un’isola protagonista di un cambiamento che possa portare verso un’Europa Verde e pacifica.

Angelo Bonelli ha evidenziato come dal 2022 e il 2023 in Italia centomila giovani abbiano lasciato la loro terra per andare a lavorare all’estero: «Laureati, ricercatori, un fatto e un danno incredibile anche per la regione Sardegna, dove c’è una quota rilevante di giovani che hanno abbandonato le loro case – ha ribadito il co-portavoce nazionale –. Noi come Europa Verde vogliamo riportarli a casa, per fare in modo che diano il contributo al rilancio economico di questa importante regione. E questo lo possiamo fare investendo nelle nuove tecnologie, nell’innovazione, nella transizione ecologica, abbassando il costo dell’energia per riportare le imprese a produrre con nuove tecnologie e dare nuovi posti di lavoro».

Nel suo intervento, la presidente Alessandra Todde ha definito Europa Verde Sardegna una forza politica molto importante e centrale per la maggioranza: «Oggi è importante ribadire l’unità della nostra coalizione – ha affermato –, e questo congresso contribuirà anche a un cambio di passo sostanziale nei prossimi mesi». Da oggi i due co-portavoce inizieranno un percorso territoriale per dare il via alle frasi congressuali provinciali che avverranno entro fine anno.

Francesca Citroni, Antonio Piu, Alessandra Todde, Angelo Bonelli



Europa Verde Sardegna elegge i vertici del partito: Antonio Piu e Francesca Citroni co-portavoce regionali

Sono stati proclamati inoltre gli esponenti dell’esecutivo sardo ed è stata approvata la mozione con le linee programmatiche per i prossimi quattro anni

SASSARI. Antonio Piu e Francesca Citroni sono i primi co-portavoce regionali di Europa Verde Sardegna. I due esponenti del partito sono stati eletti il 9 maggio dal Congresso regionale riunito a porte chiuse nella sede di via Nurra, a Sassari.

Assieme a loro sono stati proclamati i componenti dell’Esecutivo sardo, che è formato da Alessandra Casu, Raimondo Cacciotto, Melania Delogu, Stefano Ori, Ignazio Cirronis, Thomas Castangia, Giulia Corda, Serafino Pischedda, Giulia Andreozzi; quindi dagli aventi diritto in qualità di consiglieri regionali, Maria Laura Orrù e Diego Loi, e in rappresentanza dei Giovani Gev, Laura Ortu. Pierluigi Salis è il tesoriere regionale.

Il congresso ha inoltre approvato la mozione che contiene le linee programmatiche dei prossimi quattro anni di attività del partito. Tra i punti fondamentali sono elencati Ambiente, Transizione energetica, Trasporti, Infrastrutture, Politiche della casa, sanità, Politiche carcerarie.

Sono trentacinque in nomi che entrano in totale nel Consiglio federale della Sardegna. Per Cagliari sono Donatella Spiga, Roberta Kappler, Sara Didaci, Francesca Pusceddu, Luca Salis, Marco Meloni, Andrea Scano, Corrado Sorrentino e Anna Luisa De Giorgio. Per il Sud Sardegna Pietro Lai. A Nuoro Marco Fadda, Gianluca Atzori, Marco Sedda, Pierangela Masala, Pierluigi Meloni. A Oristano Federica Oppo, Giuseppe Onni, Giovanna Manca, Angelo Masala e Maria Sebastiana Moro.

A Sassari Antonio Panu, Lorena Tedde, Beatrice Podda, Valentino Canu, Eleonora Frau, Nives Biosin, Pina Ballore, Maurizio Satta, Salvatore Dau, Gianluigi Testoni, Alfredo Roggio, Sergio Scavio, Renzo Petretto, Dora Quaranta e Claudia Solinas.

Sabato 10 maggio, alle 10.30, nella Sala Piazza Italia del Pegasus Hotel, il congresso darà vita a un incontro a tema “È una terra per giovani?” che si preannuncia molto partecipato, accogliendo esponenti della politica nazionale e regionale. Interverranno il co-portavoce nazionale di Europa Verde e parlamentare, Angelo Bonelli, i neo-eletti co-portavoce regionali Antonio Piu e Francesca Citroni, la presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde e al segretario regionale del PD, Piero Comandini.




“Nemos andando per mare”, il nuovo film di Marco Antonio Pani

La rilettura dell’Odissea in lingua sarda tra mito e tradizioni

L’8 maggio in prima assoluta al Cityplex Moderno di Sassari

SASSARI. L’Odissea come non si era mai vista prima: un viaggio in lingua sarda interpretato da pastori, contadini, artigiani, pescatori e marinai che, attraverso l’improvvisazione guidata, danno vita a un racconto dolceamaro, epico, ironico e universale, in cui la modernità si intreccia con l’impronta e la forza delle tradizioni. A partire dall’8 maggio, con la prima uscita ufficiale al Cityplex Moderno di Sassari, nelle sale di tutta Italia arriva “Nemos, andando per mare”, il nuovo film di Marco Antonio Pani, una produzione Altamarea Film di Milano distribuita da My Culture.

E non è soltanto una rilettura in chiave fantastica della grande opera di Omero. È una favola in bianco e nero fuori dal tempo, uno sguardo sottile e divertente sul mondo che cambia, sul senso di appartenenza, sull’amicizia e sull’accoglienza. Un volo onirico in un sogno chiamato Sardegna, da cui si parte e si riapproda sempre. Una terra ancestrale e attuale al contempo.

Il film è stato presentato oggi (7 maggio) al Cityplex di Sassari da Marco Antonio Pani, che lo ha scritto e diretto, dal produttore Mario Castagna e dall’attore protagonista, Giovanni Masia, allevatore di Olmedo che con Pani vanta una lunga collaborazione a partire da “Panas”, per proseguire con “Capo e croce” e “Il maialetto della Nurra”.

Del cast fanno parte l’attrice sassarese Francesca Niedda nel ruolo della dea Atena, la modella sassarese Silvia Senes in quello di Calipso e la studentessa di farmacia Luana Fais, di Ittiri, al debutto nell’interpretazione di Nausicaa. La regina Arete è Valentina Carta di Orosei e il re Alcinoo è Francesco Spada di Ittiri. Ci sono anche i poeti estemporanei Giuseppe Porcu e Bruno Agus, che in chiave tutta isolana introducono la storia di “Odisseu” in versi e rime, accompagnati da diversi gruppi di canto a tenore di Orosei.

La storia si arricchisce di personaggi singolari come Coccoi, Rafaele, Cartuccia, Giommaria, Domenico e Ventroni, tratti dai veri nomi e soprannomi degli attori. «L’idea è nata nel lontano 2006 subito dopo l’uscita di Panas, ma operativamente solo nel 2017 con l’intento di ispirarsi al concetto di tradizione orale, una trasmissione del sapere in continuo mutamento – ha affermato Pani –. In Sardegna abbiamo una forte componente di tradizione orale che riguarda sia la poesia che la musica, le leggende e le narrazioni mitologiche sui fenomeni della vita che ci colpiscono, trasformati sotto forma di cogas, panas e altre figure – ha proseguito il regista –. Questa presenza dell’oralità mi ha convinto che potevo rileggere l’Odissea e farne un racconto nuovo che viene fuori dall’improvvisazione».

Un’improvvisazione che, pur nel rispetto di precisi canoni cinematografici, ha permesso al film di maturare durante le riprese giorno dopo giorno arricchendosi della carica espressiva dei protagonisti. La stessa evoluzione è avvenuta per il trucco, la scenografia, la fotografia e i costumi.

E se il cast è tutto isolano la troupe è invece internazionale, formata dai migliori talenti tecnico-artistici sardi con una direttrice di produzione, Anamaria Del Grande, proveniente dal Brasile, e il direttore della fotografia, Quique Lopez Real, dalla Catalogna.

Tra i professionisti sardi figurano i nomi di Stefania Grilli e Salvatore Aresu per i costumi, Pietro Rais per la scenografia, Gerolama Sale per le acconciature, Carla Aledda per il trucco e Stefano Guzzetti per la colonna sonora, che dal 9 maggio sarà disponibile su Spotify.

Il progetto è realizzato con il contributo della Regione Sardegna – assessorato della Pubblica istruzione, Beni culturali, Informazione, Spettacolo e Sport; con il sostegno della Fondazione Sardegna Film Commission (Fondo location scouting e Fondo Sardegna Ospitalità); il contributo di ISRE; il contributo e il patrocinio dei comuni di Olmedo, Orosei, Ittiri; il patrocinio del Comune di Alghero e Fondazione Alghero; il patrocinio del Parco Naturale Regionale di Porto Conte e dell’Area marina protetta Capo Caccia-Isola Piana. Hanno collaborato l’associazione CAMPOS, la Fondazione di Sardegna, la Società Umanitaria-Cineteca Sarda. L’opera è sostenuta dal Ministero del Beni Culturali attraverso lo strumento del tax credit alle produzioni cinematografiche.

USCITE IMMINENTI:

CAGLIARI – Cinema ODISSEA (Marco e cast in sala il 9 maggio)

SASSARI – Cinema MODERNO (regista e cast in sala l’8 maggio)

ORISTANO – Cinema JOSEPH GHILARZA (9-10 e Marco in sala l’11 maggio)

TORTOLI – Cinema GARIBALDI

TEMPIO PAUSANIA – CINETEMPIO, Cinema Teatro GIORDO

ORISTANO – CInema ARISTON (Marco il 10 maggio)

MACOMER – Cinema COSTANTINO

NUORO – Cinema PRATO




A Sassari il primo Congresso regionale di Europa Verde Sardegna

Sabato il convegno “È una terra per giovani?” con Angelo Bonelli, Antonio Piu, Alessandra Todde e Piero Comandini

SASSARI. Europa Verde si prepara al primo Congresso regionale in Sardegna. Sabato 10 maggio, a partire dalle 10.30, nella Sala Piazza Italia del Pegasus Hotel, in un incontro che si preannuncia molto partecipato interverranno numerose voci della politica regionale e nazionale. Il tema di discussione, “È una terra per giovani?”, sarà argomentato dal co-portavoce nazionale di Europa Verde e parlamentare, Angelo Bonelli, dai dirigenti regionali di Europa Verde Sardegna, Antonio Piu e Francesca Citroni, assieme alla presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde e al segretario regionale del PD, Piero Comandini.

Negli intenti degli organizzatori, il congresso sarà un atto di ricostruzione, un primo passo per “rimettere radici e creare una comunità politica più giusta, verde e vicina, un modo per ripartire dalle idee, dal confronto, dalla politica come costruzione collettiva”.

Europa Verde ha iniziato a strutturarsi in Sardegna alla fine del 2022 e in soli due anni e mezzo ha raggiunto risultati significativi eleggendo rappresentanti sia ai massimi livelli dell’amministrazione regionale sia nei seggi di numerosi comuni.




Arb Dance Company sabato a Sassari con Harmless

Il 3 maggio in sala Estemporada la compagnia casertana esplora la sottile tensione fra stasi e trasformazione

SASSARI. Sabato 3 maggio alle 20.30 in Sala Estemporada (via Venezia 7) a Sassari, la Arb Dance Company di Casertapresenta lo spettacolo Harmless, una produzione Arabesque realizzata sotto la direzione artistica di Annamaria Di Maio. Monica Cristiano e Luigi D’Aiello porteranno in scena le coreografie di Irma Cardano per accompagnare il pubblico in un viaggio attraverso il tempo, la materia e il movimento. Il lavoro è inserito nel calendario di Primavera a Teatro 2025, la rassegna coreutica organizzata da Estemporada e diretta da Livia Lepri.

Nell’idea degli autori, anche ciò che sembra inerte, privo di voce e di volontà, custodisce in sé un ritmo segreto, un respiro sommesso che attende di essere rivelato. In questa coreografia, il corpo diventa pietra e la pietra si fa corpo, esplorando la sottile tensione tra stasi e trasformazione.

Il peso diventa leggerezza, l’equilibrio si spezza per ritrovarsi altrove, in un dialogo continuo con il tempo che modella, erode e rinnova. I danzatori si muovono come rocce che rotolano lungo il pendio del destino, come sculture che prendono vita nel battito silenzioso dei secoli. Ogni gesto, ogni postura, evoca l’eterna ambivalenza tra l’essere e il divenire: siamo immobili solo in apparenza, eppure dentro di noi qualcosa si muove incessantemente.

Il tempo ci modella, ci leviga, ci porta con sé, proprio come il vento scolpisce la pietra fino a farle raccontare nuove storie. Attraverso un linguaggio coreografico fluido e scultoreo, la danza si fa eco di questa tensione tra il visibile e l’invisibile, tra il permanere e il mutare. La musica, rarefatta e vibrante, accompagna questo viaggio con suoni che evocano la materia primordiale e il battito profondo dell’universo. Harmless è un’esperienza che invita a guardare oltre l’apparenza, a cogliere il movimento là dove sembra esserci solo quiete, a scoprire la vita anche nel più profondo silenzio.

La manifestazione è organizzata dall’associazione Danza Estemporada con il patrocinio del Comune di Sassari, della Regione Sardegna, del Ministero della Cultura, della Fondazione di Sardegna e dell’associazione culturale Artemide. Per info, abbonamenti e prevendita contattare 3337688638 o inviare un’email a [email protected].




Sassari, Daniele Monachella al Civico con “Un anno sull’Altipiano”

Inserito tra le celebrazioni per la Giornata della liberazione, il 24 aprile andrà in scena il recital musicale tratto dall’omonimo romanzo di Emilio Lussu con i brani originali di Andrea Congia e Andrea Pisu

Sassari. Venerdì 24 aprile alle 12, al Teatro Civico di Sassari, “B-oghes&Ispantu produzioni” in collaborazione con “MAB Teatro” presenta “Un anno sull’Altipiano – Ho tanti ricordi come se avessi cento anni”. Il recital musicale è tratto dall’omonimo romanzo di Emilio Lussu, e prende spunto dall’esergo presente nel libro “Ho più ricordi che se avessi mille anni”, di evidente rimando a “I fiori del male” di Baudelaire, il testo letterario fedele “amico” dell’autore durante la sua lunga permanenza sull’Altipiano di Asiago.

L’adattamento teatrale e la voce recitante sono di Daniele Monachella, accompagnato dalle musiche originali di Andrea Congia alla chitarra classica e loop station e da Andrea Pisu alle launeddas e percussioni.

Al matinée scolastico sono invitati a partecipare gli studenti degli istituti secondari di primo e secondo grado della città di Sassari e della provincia, in occasione delle commemorazioni per l’Anniversario della Liberazione.

Arrivano come fendenti le parole di un autore che si rivolta moralmente alla guerra e alla classe che la provoca. I suoni provocatori di chitarra, di launeddas e tamburi, notoriamente strumenti del folklore, intrecciano la narrazione e parlano in questo viaggio con suoni universali che rifiutano la belligeranza e le inutili stragi.

Con il suo alto valore letterario, civile, identitario, storico e sociale, il memoriale traduce in esigenza artistica la volontà di tramandare attraverso il linguaggio performativo di prosa-musicale, il messaggio morale che vi è contenuto. E intende onorare la memoria del popolo sardo che con migliaia di vite umane pagò l’immane prezzo della Prima guerra mondiale. Protagonisti sono i Dimonios e gli eventi della trincea, la poesia del ferro e del cognac, del fuoco e del sangue.

Se è noto che i dominatori aragonesi vissuti in Sardegna definivano i sardi “Pocos locos y mal unidos”, Emilio Lussu, nella sua analisi testuale sottolineava come, per la prima volta, i sardi furono coesi, seppur nella sventura delle trincee. Proprio perché unità, solidarietà e fratellanza furono i comuni denominatori che permisero agli sfortunati combattenti di trascorrere quei tre lunghi anni di guerra. Il pensiero collettivo dei “Diavoli Rossi” è raccolto sotto l’egida del motto “Forza paris” (Forza insieme).

Il recital è realizzato con il patrocinio e contributo del Comune di Sassari, il patrocinio della Presidenza del Consigli dei Ministri “Struttura di missione per la commemorazione del Centenario della prima guerra mondiale”, il contributo di Fondazione di Sardegna Progetto “Passavamo sulla terra … leggendo!” e per gentile concessione e Autorizzazione degli aventi diritto eredi Emilio Lussu.




La danza di Asmed incanta il Civico di Sassari con Oscure Luminescenze

Molto apprezzati anche i giovani danzatori di Hip Hop che Primavera a Teatro ha messo in connessione con i professionisti per condividere lo spazio e le emozioni

SASSARI. Il palcoscenico è immerso nelle tenebre. Bagliori irrompono in una notte profonda e, nel crepuscolo della vita, un cordone ombelicale che non si vuol tagliare. È un quadro in movimento. Sono le “Oscure Luminescenze” di Asmed Balletto di Sardegna, lo spettacolo di danza che sabato (12 aprile) sera al Teatro Civico di Sassari è andato in scena tra gli applausi nell’interpretazione di Flavia Dule e Manolo Perazzi, in calendario per la rassegna “Primavera a Teatro” 2025.

Due entità si muovono di fronte alla platea e si percepiscono sensazioni di aldilà, di resurrezione, di reincarnazioni. Nelle coreografie di Lucas Delfino Monteiro e Valeria Angela Russo si intuisce il tentativo di rappresentare l’illusione di crearsi una vita in una zona di conforto. Ma in fondo è la vita a portare sempre dove vuole lei, e non si può chiudere nemmeno la porta, perché viene sfondata dal destino.

«Abbiamo lavorato su queste percezioni ed emozioni senza darci risposte troppo precise, perché non ne abbiamo – ha spiegato il drammaturgo Senio Giovanni Barbaro Dattena, che ha curato la regia –. Però è interessante anche la reazione del pubblico, ho visto molta attenzione a Sassari e mi ha colpito davvero positivamente. Gli spettacoli di danza contemporanea o, di teatro danza in questo caso, sono interessanti perché tu guardi, ti fai un’idea che non è per forza l’idea del regista, del drammaturgo, del coreografo. Ma è ciò che è arrivato alla tua sensibilità». Grande apprezzamento è stato espresso dagli spettatori in sala.

Subito dopo si sono esibiti i giovani artisti del corso di Hip Hop e Street dance curato da Daniela Simula, un progetto sulla vita nella strada eseguito da ragazzi dai quindici ai venticinque anni, che hanno mostrato talento e abilità. Come di consueto, la rassegna ha messo in connessione con i professionisti i giovani che frequentano ancora la scuola di danza, per far condividere lo spazio scenico, il teatro, le emozioni.

«Questa operazione sta funzionando molto– ha affermato la direttrice artistica Livia Lepri – perché vediamo i ragazzi crescere, il pubblico ritornare in sala ma in una veste nuova, curioso di osservare questa sinergia tra un’architettura professionale ben consolidata e il futuro che sarà. Sono molto contenta anche di questa serata al Civico, perché ritorniamo finalmente a dare spettacolo a Palazzo di Città dopo tanti anni di assenza, ed è una cosa che mi emoziona perché Primavera a Teatro è iniziata proprio in questo luogo quattrodici anni fa».

Il prossimo appuntamento sarà il 3 maggio, alle 20.30, in Sala Estemporada con “Harmless” della compagnia casertana Arb Dance Companyin. La manifestazione è organizzata dall’associazione Danza Estemporada di Sassari con il patrocinio del Comune di Sassari, della Regione Sardegna, del Ministero della Cultura, della Fondazione di Sardegna, e dell’associazione culturale Arte Mide. Per info, abbonamenti e prevendita contattare 3337688638 o inviare un’email a [email protected].

La direttrice artistica Livia Lepri dialoga con il pubblico



Sassari, lo “Stabat Mater” di Pergolesi a Santa Caterina

Mercoledì 16 aprile Alberto Sanna con l’orchestra del Festival “Note senza tempo” presenta l’opera religiosa interpretata dal soprano italo-argentino Cyntia Tamara Franchini e dal contralto Lara Rotili

SASSARI. Mercoledì 16 aprile alle 20, nella chiesa di Santa Caterina a Sassari, l’orchestra del Festival Note senza tempo diretta da Alberto Sanna presenta lo “Stabat Mater, l’ultimo canto della madre” di Giovanni Battista Draghi detto “Pergolesi” (Jesi 1710 – Pozzuoli 1736). Il concerto per soprano, contralto, orchestra d’archi e basso continuo, sarà eseguito con strumenti d’epoca in forma paraliturgica per la Settimana Santa 2025. L’ingresso è libero e gratuito.
A interpretare le note del Pergolesi saranno le voci sublimi del soprano italo-argentino Cyntia Tamara Franchini e il contralto Lara Rotili, accompagnate da Alberto Sanna al primo violino concertatore, con Attilio Motzo al secondo violino, Alessandro Puggioni alla viola, Daniele Fiori al violoncello, Calogero Sportato alla tiorba e Cipriana Smarandescu al clavicembalo.
La sequenza liturgica in latino attribuita al francescano Jacopo dei Benedetti, detto “Jacopone da Todi”, è
senz’altro la canzone sacra più celebre della Riforma Cattolica. La versione musicata da Pergolesi è non solo tra le più note, ma anche tra le più riuscite.

Esponente di spicco del periodo artistico barocco, Pergolesi fu compositore, organista e violinista di grande levatura, una figura significativa ed enigmatica del suo periodo, capace di produrre capolavori assoluti in diversi generi musicali sacri e profani. Tanto che, se non fosse morto prematuramente a soli ventisei anni, oggi sarebbe annoverato tra i massimi compositori di tutti i tempi.
Gli interpreti sono tutti professionisti chi chiara fama. Nata in Argentina, Cyntia Tamara Franchini ha iniziato i suoi studi musicali alla Scuola Superiore di Musica "María de Torres", Posadas-Misiones, ottenendo il titolo di professoressa di Arte: Musica. Ha ottenuto poi una seconda laurea in Licenciada en canto lirico all’Universidad Nacional de Cuyo, a Mendoza. Ha studiato un anno accademico al conservatorio Luigi Canepa di Sassari. Non si contano le partecipazioni ad eventi prestigiosi.
Lara Rotili ha iniziato giovanissima lo studio della danza classica e del pianoforte, e si è laureata all’Università di Bologna in Discipline dell’Arte della Musica e dello Spettacolo (DAMS), in canto lirico con 110 e lode e menzione d’onore; e in pianoforte al Conservatorio "Luigi Canepa" di Sassari. Da quel momento ha intrapreso un lungo curriculum professionale.

Alberto Sanna invece è violinista, musicologo ed educatore musicale di origini sarde che risiede a Oxford,
esperto di musica del Seicento e del Settecento, con un particolare interesse per la tradizione italiana. La
sua carriera lo ha visto ricoprire il ruolo di professore di musicologia e interpretazione musicale in diverse
università britanniche. Inoltre, ha diretto numerose formazioni vocali e strumentali in tutto il mondo. Sotto la sua guida, la “Early Music Youth Orchestra” (EMYO) di Liverpool ha eseguito concerti in vari paesi
europei, tra cui Italia, Spagna, Scozia, Francia e Paesi Bassi, contribuendo a diffondere l’interesse per la
musica antica tra le nuove generazioni.
Il festival, diretto artisticamente da Daniele Cernuto, è organizzato dall’associazione Dolci Accenti con il
contributo della Regione Autonoma della Sardegna, della Fondazione di Sardegna e dei Comuni di Sassari, Uri, Porto Torres e Monteleone Roccadoria. Il programma dettagliato può essere consultato sul sito web www.notesenzatempo.it .