A Sassari ritornano gli “Incontri ravvicinati con la scienza”: Si parte il 7 maggio con Antonio Galdo

La rassegna dedicata alla letteratura divulgativa esplorerà le sfide della contemporaneità che vanno dal mito della sostenibilità alla crisi climatica, dai segreti del plancton alle utopie marziane

SASSARI. Gli “Incontri ravvicinati con la scienza” ritornano a Sassari dal 7 maggio con un primo appuntamento che vedrà protagonista Antonio Galdo e la sua ultima fatica letteraria: “Il mito infranto. Come la falsa sostenibilità ha reso il mondo più ingiusto” (Codice edizioni 2025).

Il volume sarà presentato giovedì alle 11 nell’Auditorium del Liceo Azuni in via De Carolis, nel corso di un incontro specificamente riservato alle scuole.

Giornalista di lungo corso e fondatore del portale Non Sprecare, Galdo proporrà un’analisi critica del concetto di sostenibilità, a suo dire, ormai profondamente abusato, ma del quale si è perduto il significato essenziale: quello di ridurre le diseguaglianze. Sotto questa etichetta, infatti, sarebbe in atto una vera e propria deriva che lo scrittore individua, dati alla mano, in molti settori chiave della nostra società.

Questo primo evento farà da apripista a una serie di incontri, fra maggio e giugno, con alcuni tra i più autorevoli protagonisti della comunicazione scientifica nazionale, capaci di spaziare dalla sociologia ambientale all’esplorazione spaziale.

I prossimi appuntamenti sono gratuiti e aperti al pubblico: il 21 maggio, l’astrofisica e divulgatrice Silvia Kuna Ballero presenterà “Rapsodia marziana”; il 26 maggio sarà la volta di Silvano Fuso, chimico e socio emerito del CICAP, con l’incontro “Naturale=buono? Miti e leggende del vivere secondo natura”; il 4 e 5 giugno Giorgia Bollati e Marta Musso chiuderanno la sessione primaverile con “I vagabondi del mare”, un viaggio alla scoperta del plancton.

Nata nel 2017 per abbattere il muro che separa il grande pubblico dal sapere specialistico, la rassegna è promossa dal Circolo Culturale Aristeo e dalla Società Astronomica Turritana, in rete con il festival Mediterranea. Culture, scambi, passaggi e il Muniss di Sassari, e in partenariato con le case editrici Codice e Il Mulino.

L’edizione 2026 degli “Incontri ravvicinati con la scienza” presenta un format rinnovato, ripartito in due fasi (primaverile e autunnale), con l’obiettivo di sensibilizzare i cittadini e, in particolare, le nuove generazioni, verso tematiche che richiedono competenze specifiche ma che influenzano direttamente la nostra vita comune.

Gli incontri sono stati pensati per essere interattivi, impreziositi da strumenti critici utili a interpretare la complessità del presente, con l’intento di ottenere un esempio virtuoso di sinergia territoriale e creare un punto di riferimento per la cultura divulgativa in Sardegna. Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare il numero 347 6841647.




Il mito di Lindsay Kemp rivive al Civico di Sassari con Borderline

Il 4 maggio gran finale di “Primavera a Teatro” con l’inedito “Romeo & Juliet Project”, un ponte tra l’eredità del maestro e il talento dei giovani danzatori campani

SASSARI – Il genio visionario di Lindsay Kemp, l’artista che ha trasformato il teatro in un rito onirico influenzando icone come David Bowie e Kate Bush, torna a vibrare sul palcoscenico. Lunedì 4 maggio, alle 20.30, il sipario di Palazzo di Città si alzerà per accogliere a Sassari il debutto del “Romeo & Juliet Project – Creazione di Lindsay Kemp” della compagnia Borderline Danza, che arriva per il gran finale della rassegna coreutica “Primavera a Teatro”.

Dopo il successo del riallestimento di Pèlerinage di Micha van Hoecke, la compagnia guidata da Claudio Malangone prosegue il suo ambizioso percorso di recupero del grande repertorio d’autore. «Portare oggi in scena il Romeo & Juliet Project non è solo un omaggio alla memoria, ma un’operazione di resistenza culturale, un modo per permettere al linguaggio universale di Kemp di respirare attraverso nuovi corpi e sensibilità contemporanee», affermano gli organizzatori.

Il passaggio di testimone è affidato a Daniela Maccari, musa, prima ballerina e collaboratrice stretta del maestro per oltre vent’anni che, in qualità di depositaria ufficiale del “metodo Kemp”, ha curato il riallestimento con rigore filologico. È stata lei a trasmettere ai danzatori non solo la tecnica, ma quell’essenza fatta di sguardi, presenze vibranti e gestualità sacra che ha reso Lindsay un’icona mondiale.

Protagonisti assoluti sono dieci giovani danzatori campani di Borderline Danza. In questo allestimento, il dramma shakespeariano viene spogliato del superfluo per trasformarsi in teatro totale ed emozione pura. Misurarsi con una coreografia storica, per gli interpreti rappresenta una sfida formativa senza pari, capace di elevare il fermento artistico locale verso una consapevolezza internazionale.

Nelle parole degli ideatori: «Il teatro di Lindsay Kemp non è mai stato solo danza o prosa; è stato un’esplosione di libertà. Con questo progetto, il pubblico è invitato a lasciarsi sedurre da un incanto sospeso tra cielo e terra», ha dichiarato Livia Lepri, direttrice artistica della rassegna ospitante.

Nato in Scozia nel 1938 e scomparso a Livorno nel 2018, Lindsay Kemp è stato un coreografo, mimo e regista britannico che ha spazzato via le barriere di genere fondendo danza e musica in un’estetica inconfondibile. Fondatore della Lindsay Kemp Company, è celebre per capolavori come Flowers e Sogno di una notte di mezza estate.

Daniela Maccari è danzatrice e pedagoga, oggi lavora con le principali compagnie internazionali per preservare e trasmettere la magia del teatro-danza del maestro.

La rassegna “Primavera a Teatro” è organizzata dall’associazione Danza Estemporada ed è sostenuta da MIC, Regione Sardegna, Comune di Sassari, della Fondazione di Sardegna e Artemide.

I biglietti sono disponibili in prevendita alle Messaggerie Sarde (Piazza Castello a Sassari) oppure online su https://www.boxol.it/…/borderline-romeo-and…/609762. Per maggiori info rivolgersi al numero 349 8024059.

[Foto di Christian Chiulli e Lucia Ponte]




La Cultura Cresce in Confcommercio: la creatività come motore economico del nord Sardegna

Si è tenuto oggi, nella sede di Confcommercio Nord Sardegna a Sassari, l’atteso incontro “Cultura Cresce: il valore economico e sociale delle imprese culturali e creative”. L’evento ha trasformato la sede dell’associazione nel fulcro di un dibattito necessario: come trasformare il patrimonio identitario dell’isola in un’industria solida, capace di generare non solo bellezza, ma ricchezza e coesione sociale.

Più che una semplice celebrazione della cultura, la giornata ha segnato un passo decisivo verso la sua definizione come vero e proprio settore produttivo strategico. L’incontro ha messo al centro la necessità di quantificare l’impatto economico delle industrie creative sul PIL locale, trasformando il valore della creatività in dati tangibili di crescita per tutto il Nord Sardegna.

Questo percorso richiede una sinergia operativa tra le diverse realtà del territorio, capace di creare una rete istituzionale solida che metta a sistema risorse e competenze politiche ed economiche. In questa visione integrata, la cultura smette di essere un elemento isolato per diventare un potente motore di coesione: attraverso il coinvolgimento attivo del Terzo Settore, la produzione culturale si traduce in benessere sociale e riscatto territoriale, consolidandosi come pilastro fondamentale per lo sviluppo della comunità.

L’apertura dei lavori -affidata al presidente di Confcommercio nord Sardegna Sebastiano Casu, al sindaco di Sassari Giuseppe Mascia, a Giulia Favero direttrice Cultura Impresa Italia- ha sottolineato l’urgenza di una politica del territorio che metta la cultura al centro dell’agenda amministrativa.

Carlo Fontana, presidente di Impresa Cultura Italia, ha offerto un quadro nazionale, ricordando come il comparto creativo sia uno dei segmenti più resilienti dell’economia italiana. Giacomo Spissu, presidente della Fondazione di Sardegna e Stefano Visconti, presidente della Camera di Commercio del nord Sardegna hanno invece tracciato la rotta per gli investimenti, evidenziando le opportunità di finanziamento e i bandi destinati a chi fa impresa culturale nel nord dell’isola.

Particolarmente profondo il contributo di Padre Salvatore Morittu, che ha ricordato come la cultura sia, prima di tutto, uno strumento di dignità umana e inclusione sociale. Interessanti e di prospetto anche gli interventi del rettore Gavino Mariotti e de professor Antonello Mattone. Nel corso del suo intervento, Leonardo Marras, coordinatore di Impresa Cultura Nord Sardegna, ha tracciato la linea operativa per il futuro prossimo del comparto, dichiarando:”Dobbiamo smettere di guardare alla cultura come a un capitolo di spesa o a un semplice retaggio del passato e iniziare a trattarla come un’infrastruttura strategica. Il Nord Sardegna ha le competenze e l’anima per trasformare la creatività in un moltiplicatore economico reale: la nostra missione è dare a questi talenti gli strumenti imprenditoriali per restare, crescere e generare valore sul territorio.”

L’evento si è concluso con un momento di musica con i Fantafolk (al secolo Andrea Pisu e Vanni Masala), di networking, fondamentale per abbattere le barriere tra pubblico e privato. Il messaggio uscito da Sassari è chiaro: la cultura “cresce” solo se supportata da una visione manageriale e da una rete solida. Non è più tempo di interventi a pioggia, ma di strategie di sistema. 




Il CD “Le Storie di Ieri”: Denise Gueye canta De Andrè accompagnata da Marco Carta

Il 30 aprile al Teatro Civico di Sassari sarà presentato il nuovo CD prodotto da Clair de Lune. L’iniziativa è promossa da Ars Aurelia

SASSARI. La forza narrativa e poetica di Fabrizio De André in un CD che vede protagonista la straordinaria voce femminile di Denise Gueye accompagnata alla chitarra classica dal musicista Marco Carta. Il disco si chiama “Le Storie di Ieri”, è prodotto da Clair de Lune ed è un vero e proprio viaggio nel cuore di De André. Il lavoro sarà presentato giovedì 30 aprile, alle 19.30, al Teatro Civico di Sassari, nell’omonimo evento promosso dall’associazione Ars Aurelia. L’ingresso è libero ma è consigliata la prenotazione.

Il sodalizio tra Gueye e Carta – quello tra una delle voci più affermate del panorama sardo e uno strumentista apprezzato per la qualità delle sue interpretazioni – è nato dall’idea che le canzoni del grande “Faber” possono essere lette come racconti brevi capaci di racchiudere esistenze intere in pochi minuti di musica.

La serata porta in scena un dialogo sulla poetica e sull’eredità artistica del cantautore genovese trapiantato in Sardegna, con gli interventi di Bruno Camera, rappresentante dell’etichetta Clair de Lune, e di Andrea Cannas, docente dell’Università di Cagliari e tra i massimi esperti di De André, nonché curatore del libretto del CD.

I loro contributi offriranno al pubblico uno sguardo critico e insieme accessibile su uno dei repertori più significativi della musica italiana. Il progetto discografico ha già suscitato l’interesse della critica per la sua capacità di restituire l’attualità e la profondità del pensiero di De André.

Seguendo un percorso che attraversa le ballate degli anni Sessanta fino ai grandi concept-album, la produzione di De André si rivela come un vero romanzo in versi, in cui personaggi, luoghi e marginalità si intrecciano dando vita a un mosaico umano profondo e universale. Le sue canzoni diventano così uno spazio in cui convivono letteratura e musica, memoria e presente, interrogativi senza tempo e storie individuali che si trasformano in racconto collettivo.

«Portare un progetto come Le Storie di Ieri al Teatro Civico significa offrire al pubblico un momento di riflessione che va oltre l’ascolto musicale – ha affermato la direttrice artistica Irene Dore –. Fabrizio De André ha saputo raccontare l’umanità nelle sue forme più autentiche, e oggi più che mai sentiamo l’esigenza di tornare a quelle storie per riconoscerci e comprendere il presente. Con questo evento Ars Aurelia conferma il proprio impegno nella promozione culturale e nella costruzione di esperienze artistiche inclusive, capaci di avvicinare il pubblico a linguaggi profondi attraverso una narrazione contemporanea, senza perdere di vista l’obiettivo di rendere la musica colta accessibile, viva e capace di parlare a pubblici diversi». Per info e prenotazioni contattare [email protected].




A Sassari un “Viaggio in Irlanda” con l’arpa celtica di Beatrice Melis

Il 26 aprile a Santa Maria di Betlem nuovo appuntamento del Festival Internazionale Contrasti diretto da Laura Cocco

Sassari – La musica celtica e le sue atmosfere prendono vita nelle note cristalline dell’arpa di Beatrice Melis: un percorso sonoro capace di evocare paesaggi, culture e sensibilità diverse. Domenica 26 aprile, alle ore 18.30, alla Biblioteca Francescana di Santa Maria di Betlem, a Sassari, la musicista sassarese presenta il concerto “Viaggio in Irlanda”,per trasportare il pubblico in un itinerario senza tempo tra le brughiere d’Irlanda e le scogliere della Scozia.

Il repertorio alternerà il ritmo incalzante di gighe iconiche, come Morrison’s Jig e la celebre The Butterfly, alla struggente dolcezza di classici intramontabili quali Danny Boy e Down by the Salley Gardens. La scelta della Biblioteca Francescana, luogo di valore storico e spirituale, contribuirà a creare un’esperienza immersiva in cui la musica dialoga con lo spazio e con il pubblico.

L’evento, organizzato dall’associazione culturale Contrapunctum ETS e diretto da Laura Cocco, è inserito nel calendario del Festival Internazionale Contrasti 2026 – Spring edition, un progetto che mette insieme musica, territorio e valorizzazione culturale. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.

«La prima finalità del festival è quella di promuovere la Sardegna attraverso iniziative di alto profilo artistico – ha spiegato Laura Cocco –, e la seconda quella di coniugare tradizione e apertura internazionale, coinvolgendo artisti di rilievo accanto a giovani interpreti».

Beatrice Melis è un’arpista di talento che ha completato la sua formazione tra Italia, Belgio e Svizzera, perfezionandosi con maestri quali Sanzin e Pollini. Dopo gli esordi con la Juniorchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, ha collaborato con importanti realtà istituzionali come l’Arena di Verona, il Teatro Lirico di Cagliari e l’Opera Carlo Felice di Genova. Alla Philharmonie di Berlino ha eseguito in prima assoluta il concerto Tangool. È molto attiva nell’interpretazione di musica contemporanea e affianca all’attività concertistica una costante dedizione alla didattica. È stata docente al CSM di Lugano e al Conservatorio di Cagliari, è oggi è titolare della cattedra di arpa all’IC San Donato.

Il concerto è realizzato con il contributo della Fondazione di Sardegna e della Camera di Commercio di Sassari, nell’ambito del programma Salude & Trigu rivolto alla promozione delle eccellenze culturali e turistiche del territorio. Per maggiori informazioni contattare l’associazione Contrapunctum al numero +393934632959 o inviare un’email ad [email protected].




L’Istituto Alberghiero di Sassari trionfa con Edina Altara a “L’Italia delle Donne”

Premiate dalla ministra Roccella 19 eccellenze femminili su 214 candidature provenienti da tutto il territorio nazionale

SASSARI – Con un lavoro di ricerca dedicato all’artista sassarese Edina Altara, la 5B Accoglienza dell’Istituto Alberghiero di Sassari ha conquistato per la Sardegna la seconda edizione de “L’Italia delle Donne”, un progetto promosso dal Dipartimento per le Pari Opportunità dell’omonimo Ministero, per riscoprire e valorizzare la memoria di figure femminili che hanno saputo costruire legami profondi con i propri territori, sfidando convenzioni e stereotipi.

A livello nazionale la Commissione ha selezionato 19 profili che si sono distinti negli ambiti dell’impresa, dello sport e delle arti. Per l’isola, il prestigioso riconoscimento conferito dalla ministra Eugenia Maria Roccella è andato alla memoria di una pioniera delle arti applicate del Novecento, Edina Altara (1898–1983), poliedrica antesignana di tecniche innovative che hanno trovato collocazione ai massimi livelli di un settore all’epoca pressoché dominato da uomini. La cerimonia di premiazione si è svolta nella Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Un risultato quasi inaspettato, che premia l’Ipsar-Ipseoa di Sassari su 214 candidature pervenute a Roma da tutte le regioni.

Il lavoro su Edina Altara, presentato nella categoria “Donne delle arti” sotto la guida della docente di Italiano Alessia Charlotte Leoni, è stato sviluppato dagli studenti e studentesse Federico Davide Campus, Giada Canu, Filippo Pio Langasco, Aurora Maninchedda, Pais Valery, Giada Pinna, Sharon Sechi, Maria Rosanna Serra, Nicole Sole, Melissa Stangoni, Sabrina Stangoni, Alessandra Urgias e Miriam Vidili.

A completamento del progetto, le allieve hanno avuto l’opportunità di visitare la casa di Sassari in cui l’artista ha vissuto e operato.  Un luogo in cui è custodita una raccolta di opere che sintetizza appieno la sua lunga e intensa carriera. Accompagnate dalla dirigente Antonietta Piras, dai docenti Giuseppe Zichi, Salvatore Taras e dalla stessa Leoni, le ragazze sono state accolte da un cicerone d’eccezione, il nipote di Edina, Federico Spano, e hanno potuto osservare con i propri occhi i lavori originali, e quindi scoprire aneddoti e curiosità.

Pittrice, illustratrice, decoratrice e ceramista autodidatta, Edina Altara è stata un esempio ante-litteram di indipendenza e imprenditorialità femminile nel campo del design e della moda, capace di imporsi sulla scena nazionale sin da giovanissima. La sua opera è una sintesi magistrale di modernità e tradizione, con richiami profondi alla cultura sarda, ai costumi e alle scene di vita quotidiana dell’isola, utilizzando un linguaggio visivo d’avanguardia.

«Siamo orgogliosi di questo risultato, perché valida un modello educativo in cui la tecnica incontra la cultura – ha affermato la dirigente Antonietta Piras –. Integrare il patrimonio locale nel percorso formativo è essenziale: la promozione delle nostre eccellenze rappresenta, infatti, la risorsa strategica su cui i futuri operatori del turismo dovranno costruire la propria professionalità».




“Corallari”, il nuovo film di Giovanni Zoppeddu: da Alghero a Torre del Greco i segreti dell’oro rosso

Il debutto giovedì 23 aprile al Cityplex Moderno di Sassari alla presenza del regista. L’opera è prodotta da Terra de Punt e distribuita da My Culture

SASSARI – Esploratori dell’ignoto, eredi di una tradizione millenaria e interpreti di una sfida contro i limiti fisici e naturali tra le coste della Sardegna, con Alghero come fulcro identitario, e i laboratori di Torre del Greco.

Sono i “Corallari. Coral Hunters”, i protagonisti del nuovo film documentario di Giovanni Zoppeddu, al debutto ufficiale in prima assoluta giovedì 23 aprile nelle sale del Cityplex Moderno di Sassari con due proiezioni speciali: alle 18.30 e alle 20.30 il regista incontrerà il pubblico per approfondire i dettagli di un mestiere in cui gli uomini scelgono di forzare il confine, scendendo negli abissi alla ricerca dell’oro rosso.

Prodotto nel 2026 da Terra de Punt e distribuito da My Culture, il film si avvale del prestigioso sostegno del MIC – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, della Regione Autonoma della Sardegna, della Fondazione Sardegna Film Commission, della Regione Campania e della Campania Film Commission. Oltre alle sale, l’opera, punta alla diffusione internazionale, alle piattaforme SVOD e ai circuiti educativi.

Il lavoro è stato presentato oggi (20 aprile) in conferenza stampa nella hall del cinema sassarese, alla presenza del registae del rappresentante della casa di distribuzione My Culture, Alessandro Pisu.

Un’immagine tratta dal film. Sopra (da sn) Giovanni Zoppeddu e Alessandro Pisu

Il documentario ripercorre l’ascesa della pesca del corallo a partire da una data spartiacque: il 1954, anno in cui il primo corallaro approdò in Sardegna, segnando l’inizio di una nuova era. Se un tempo il mare era vissuto “da sopra”, come un ambiente da osservare e rispettare in superficie, con l’avvento dei subacquei il patto con la natura si rompe.

La trama del film mostra l’intreccio tra le coste della Sardegna e quelle campane, per addentrarsi nei laboratori di Torre del Greco, dove la materia grezza viene trasformata in arte. Il racconto non nasconde il costo umano di questa professione: le embolie, il rischio tecnologico e la pressione ecologica sono i compagni di viaggio di chi sceglie di scendere dove il tempo si dilata.

«Corallari nasce dalla necessità di raccontare un mondo che sta scomparendo – ha affermato il regista oristanese–. Non è solo un mestiere, è un immaginario fatto di uomini che hanno trasformato un’attività economica in un’epopea contemporanea. Rispetto al precedente ‘Diario di Tonnara’, qui la prospettiva cambia radicalmente: non c’è più l’attesa, ma l’attraversamento attivo e pericoloso del limite».

Già autore di “Diario di Tonnara” (selezionato al Rome Film Festival 2018), Giovanni Zopppeddu vanta collaborazioni con Istituto Luce, RAI e Sky. La sua poetica è incentrata sulla memoria storica e sulla dimensione sociale delle immagini, con una particolare attenzione ai mestieri del mare.

Il suo “Coral Hunters” non è solo un’opera di memoria, ma un lungometraggio di forte attualità che interroga lo spettatore in merito alla sicurezza sul lavoro e alla gestione delle risorse in un Mediterraneo che cambia. Attraverso interviste inedite e immagini spettacolari, l’opera documenta un patrimonio immateriale a rischio, trasformando una storia locale in una riflessione universale sul desiderio umano di superare l’ignoto.




Al Padiglione Tavolara la mostra “Sardegna, Novecento di confine” della Fondazione di SardegnaUn’altra grande esposizione per confermare Sassari come destinazione turistica e culturale

Il Comune di Sassari conferma il proprio ruolo centrale nella promozione culturale del territorio ospitando, nei propri spazi del Padiglione Tavolara, la mostra Sardegna, Novecento di confine, uno degli appuntamenti espositivi più significativi della stagione. L’iniziativa contribuisce a rafforzare l’identità della città come destinazione turistica capace di generare visibilità e richiamare pubblico e interesse anche oltre i confini regionali.
Promossa dalla Fondazione di Sardegna attraverso la piattaforma ArS – Arte condivisa in Sardegna, l’esposizione sarà visitabile fino al 28 giugno. La mostra, curata da Maria Paola Dettori, è dedicata ai principali artisti sardi della prima metà del Novecento, riletti all’interno del più ampio contesto della scena artistica nazionale. Da Giuseppe Biasi a Stanis Dessy, da Cesare Cabras a Gavino Tilocca, da Eugenio Tavolara a Francesco Ciusa, il progetto espositivo esplora il contributo degli autori isolani al dibattito italiano del tempo, attraverso ritratti, nature morte, nudi e paesaggi. In 75 opere tra dipinti, incisioni, sculture, bozzetti, taccuini di disegni e foto d’epoca, il percorso espositivo restituisce la complessità e la ricchezza della produzione artistica sarda del periodo. Le opere testimoniano un equilibrio tra radicamento identitario e apertura verso le principali tendenze nazionali, evitando letture esclusivamente regionalistiche o folkloriche. Il percorso si articola in sezioni tematiche che guidano il visitatore attraverso i nuclei fondamentali della ricerca artistica del Novecento: il paesaggio e il rapporto tra natura e città, l’Italia rurale e la Sardegna dei campi e delle miniere, il ritratto tra decorazione e monumentalità, la figura femminile tra mito e modernità, il culto del corpo e della giovinezza, la natura morta, il tema coloniale. Le opere provengono principalmente dalla collezione della Fondazione di Sardegna, arricchita dal contributo di prestatori privati.
Particolarmente rilevante è la presenza di lavori normalmente non accessibili al pubblico, tra cui opere poco conosciute o presentate per la prima volta, talvolta note soltanto attraverso documentazione fotografica. È il caso dei bassorilievi di Eugenio Tavolara dedicati a Il risparmio e il lavoro (1943), in parte ricostruiti per l’occasione, e dei gessi di Francesco Ciusa per lo Stadio dei Marmi di Roma, documentati attraverso immagini storiche. Accanto a queste, opere esposte a importanti rassegne nazionali e internazionali, come la Biennale di Venezia e la Quadriennale di Roma.
L’esposizione si inserisce in una più ampia strategia di valorizzazione culturale promossa dal Comune di Sassari, che attraverso il Padiglione Tavolara consolida un’offerta continuativa di qualità, contribuendo a rendere la città un punto di riferimento per il turismo culturale e un centro riconosciuto per la produzione e diffusione artistica. In questa prospettiva, la collaborazione con la Fondazione di Sardegna rappresenta un modello virtuoso di sinergia tra istituzioni, capace di generare valore per l’intero territorio.
La mostra è aperta al pubblico con ingresso libero, dal martedì al sabato, dalle ore 10 alle 19.30.




Una “Casa della Cultura” in Confcommercio per lo sviluppo del territorio: Leonardo Marras alla guida

Il Nord Sardegna compie un passo decisivo verso la strutturazione del proprio comparto creativo con la nascita ufficiale di Impresa Cultura Nord Sardegna. Il nuovo coordinamento territoriale, presentato presso la sede di Confcommercio a Olbia, segna l’ingresso ufficiale del territorio nel network nazionale di settore, posizionando le province di Sassari e Olbia-Tempio in una rete d’eccellenza che include realtà come Milano, Bari e Parma.

Alla guida dell’organismo è stato nominato Leonardo Marras, presidente della Fondazione Maria Carta e figura di riferimento nel panorama culturale isolano. Al suo fianco, una squadra di comprovata esperienza: i vice coordinatori Aldo Addis e Alessandro Carta, supportati dai componenti Antonietta Cossu, Sabrina Lisbona, Annalisa Luzzu, Luigi Folino, Claudio Desiati, Gianni Russo, Gabriele Addis e Piero Muresu.

L’ambizione del coordinamento è quella di fungere da vera e propria “Casa della Cultura”: un ecosistema aperto dove operatori, imprese, associazioni e fondazioni possano trovare non solo rappresentanza, ma un luogo di progettualità condivisa. L’obiettivo è trasformare il vasto patrimonio identitario del Nord Sardegna in una leva economica capace di generare occupazione e innovazione sociale.

«Accolgo questo incarico con un profondo senso di responsabilità verso il nostro tessuto imprenditoriale e creativo — ha dichiarato Leonardo Marras —. La cultura non deve essere percepita solo come un esercizio di memoria o di conservazione del passato, ma come uno strumento vivo di crescita e innovazione. Con questo progetto, Confcommercio Nord Sardegna vuole consolidare il ruolo della cultura quale vero motore dello sviluppo integrato, capace di saldare insieme le nostre radici e le nuove prospettive di mercato».

Marras ha poi sottolineato l’importanza del fare rete per superare le storiche fragilità del settore:«La nascita di questo Coordinamento è un atto di fiducia nel futuro. Vogliamo creare una “Casa” comune che favorisca sinergie concrete tra pubblico e privato, abbattendo le barriere che spesso isolano i talenti e le imprese del nostro territorio. Il nostro impegno sarà rivolto a rendere l’offerta culturale più accessibile e moderna, creando opportunità reali soprattutto per le giovani generazioni che vogliono fare impresa nel mondo della creatività. Solo attraverso un’azione corale potremo trasformare la cultura in un pilastro solido e sostenibile della nostra economia». L’ufficializzazione dell’organismo è avvenuta alla presenza dei vicepresidenti di Confcommercio Nord Sardegna, Edoardo Oggiano e Salvatore Brichetto, sancendo l’inizio di un percorso che mira a rendere il Nord Sardegna un laboratorio di buone pratiche per l’industria culturale regionale e nazionale.

ANALISI SETTORIALE: Consumi culturali in aumento, resta il gap nel Sud e nelle Isole

L’ultima rilevazione dell’Osservatorio sui consumi culturali (realizzata da Confcommercio) evidenzia un trend di spesa in netta risalita per le famiglie italiane, accompagnato però da profonde disparità geografiche.

L’andamento della spesa mensile:

· Dato Nazionale: La spesa media mensile per beni e servizi culturali è quasi raddoppiata in cinque anni, passando dai 50,9 euro del 2020 ai 99,8 euro attuali.

· Gap Territoriale: Mentre nel Centro e nel Nord Italia la spesa media supera i 113 euro, nel Sud e nelle Isole il valore crolla a 74,3 euro.

Percezione dell’offerta e potenziale economico: I cittadini del Meridione e delle Isole manifestano una forte insoddisfazione verso l’offerta locale: circa il 50% la considera povera di iniziative. Solo il 53% giudica l’offerta di qualità (a fronte di una media nazionale del 63%) e appena il 31% la ritiene innovativa.

Nonostante le criticità, emerge una forte consapevolezza del valore economico della cultura: il 77% degli intervistati residenti nel Sud e nelle Isole è convinto che la sinergia tra attività culturali ed economia locale sia un fattore positivo, un dato superiore di ben sei punti percentuali rispetto alla media nazionale (71%).




Danza a Sassari, al Civico Mandala Dance Company

Sabato 18 aprile nuovo appuntamento con “Balancier” per la quindicesima edizione di Primavera a Teatro

SASSARI. Da Roma a Sassari per portare in scena una produzione intensa e poetica che indaga il senso dell’equilibrio attraverso il movimento: sabato 18 aprile alle 20.30, al Teatro Civico, Mandala Dance Company presenta “Balancier” all’interno della rassegna “Primavera a Teatro – XV edizione”.

L’opera, firmata dalla coreografa e regista Paola Sorressa, esplora il concetto di equilibrio inteso come processo dinamico anziché condizione finale. In un mondo in cui l’essere umano aspira perennemente a una stabilità definitiva, lo spettacolo suggerisce che la vera essenza risieda nell’oscillazione infinita tra dualismi. Immersi in sospensioni cariche di energia e movimenti fluidi, i danzatori abitano il contrasto tra mente e corpo, forza e leggerezza, movimento e staticità. “Balancier” non è solo una performance, è un percorso di ricerca di senso che invita il pubblico a riscoprire l’equilibrio nelle sue espressioni più profonde.

Sulle trame sonore elettroniche di Alva Noto e Aleksi Perälä, i tre interpreti Alessia Stocchi, Davide Galuppi e Gabriele Crosta, disegnano uno spazio di riflessione sull’instabilità e sull’armonia, supportati dal disegno luci di Paola Sorressa e Luca Bevilacqua e dalle scenografie di Fiorenzo Zaffina. La produzione, sostenuta dal MIC (Ministero della Cultura), arriva sul palcoscenico di Palazzo di Città dopo il successo ottenuto nelle prestigiose residenze artistiche del Lazio.

“Primavera a Teatro” è organizzata dall’associazione Danza Estemporada sotto la direzione artistica di Livia Lepri, con l‘obiettivo di offrire al pubblico sassarese uno sguardo sulle più interessanti realtà della danza nazionale e internazionale. La rassegna è sostenuta da MIC, Regione Sardegna, Comune di Sassari, della Fondazione di Sardegna e Artemide.

I biglietti sono disponibili alle Messaggerie Sarde di Piazza Castello oppure online su boxol.it. Per maggiori informazioni contattare il numero079 281129 o inviare un’email a [email protected]