Is.Be, a Ossi nuova edizione di “Limba de vida”

Con il progetto dell’Istituto Bellieni sono coinvolti anche Laerru, Martis, Ploaghe, Uri, Usini e Cargeghe. Da quest’anno, tutte le attività saranno condivise anche nei canali web dedicati. Il progetto rientra nelle attività del bando Tulis della Regione Autonoma della Sardegna finanziato con i fondi della L 482/99 e LR 22/18

OSSI. “Limba de vida” ritorna a Ossi grazie al nuovo bando triennale finanziato dalla Regione Autonoma della Sardegna e sarà presente nel territorio fino a tutto il 2027. Il progetto, realizzato a cura dell’Istituto Camillo Bellieni di Sassari, mette insieme una serie di iniziative culturali e di promozione della lingua sarda che nei prossimi mesi coinvolgeranno, oltre a Ossi (Comune capofila), anche Laerru, Martis, Ploaghe, Uri, Usini e, da quest’anno, anche Cargeghe. Operatrici dello sportello linguistico saranno Francesca Sini (Ossi, Laerru, Martis, Ploaghe e Usini), Anna Laura Pirisi (Uri) e Daniela Masia Urgu (Cargeghe).

Nel corso del progetto saranno realizzate diverse attività di promozione della lingua e della cultura sarda rivolte a tutta la cittadinanza tra cui 4 corsi di formazione linguistica sia in presenza che online, laboratori culturali dedicati alla scoperta della figura di Giovanni Maria Angioy dedicati ai bambini delle scuole del territorio, 2 laboratori di lettura per adulti, la realizzazione di un podcast con interviste e racconti sul territorio, la seconda edizione del Premio di poesia dedicato a Michele Pinna, intellettuale sempre impegnato nella valorizzazione della lingua e della cultura sarda, nonché fondatore dell’Istituto Bellieni di Sassari e varie attività di animazione per adulti e bambini in collaborazione con biblioteche, associazioni culturali del territorio e scuole.

Sportello e consulenza saranno aperti al pubblico per la traduzione di materiali personali, e saranno attivate azioni di consulenza per gli enti locali, sia riguardo alla traduzione che alla realizzazione di articoli e altri materiali in lingua sarda mediante i quali diffondere, promuovere e dare visibilità al territorio.

«Il ritorno del progetto “Limba de vida” rappresenta un passo importante per la tutela e la valorizzazione della lingua sarda come patrimonio vivo delle nostre comunità – ha detto l’assessora alla Cultura di Ossi, Maria Franca Campus –. Attraverso attività culturali, formative e di coinvolgimento delle nuove generazioni, il progetto rafforza il legame tra lingua, identità e territorio, promuovendo una partecipazione attiva dei cittadini e delle istituzioni locali. È un investimento culturale che guarda al futuro, mantenendo vive le radici della nostra storia».

Tutte le attività saranno documentate nei siti istituzionali dei comuni coinvolti e nelle pagine facebook e instagram “Limba de vida”. Sarà aperto anche il canale WhatsApp attraverso il quale saranno condivisi tutti gli appuntamenti nei vari comuni. Per contattare le operatrici è possibile inviare un messaggio all’indirizzo e-mail [email protected] o nelle pagine social dedicate. Il progetto rientra nell’attività finanziata dalla Regione Autonoma della Sardegna con i fondi della L 482/99 e LR 22/18″.




Is.Be, “Limba de vida” ritorna a Ossi

All’iniziativa di promozione della lingua sarda coordinata dall’Istituto Bellieni aderiscono anche Laerru, Martis, Ploaghe, Uri e Usini

Il progetto rientra nell’attività finanziata dalla Regione Autonoma della Sardegna con i fondi della L 482/99 e LR 22/18

OSSI. “Limba de vida” ritorna a Ossi per la seconda annualità. Il progetto, realizzato a cura dell’Istituto Camillo Bellieni di Sassari, mette insieme una serie di iniziative culturali e di promozione della lingua sarda che nei prossimi mesi coinvolgeranno, oltre a Ossi quale Comune capofila, anche altri cinque centri del nord-Sardegna. Operatrici dello sportello linguistico (durata 780 ore, di cui 130 per Comune) saranno Francesca Sini per Ossi, Laerru, Martis, Ploaghe e Usini, e Anna Laura Pirisi per Uri.

Nel corso del progetto saranno realizzate diverse attività di promozione della lingua e della cultura sarda rivolte a tutta la cittadinanza tra cui corsi di formazione linguistica, laboratori culturali di riciclo creativo dedicati ai bambini, varie attività di animazione per adulti e bambini anche in collaborazione con biblioteche, associazioni culturali del territorio e scuole.

Sarà inoltre proposta la seconda edizione del Premio di poesia dedicato a Michele Pinna, intellettuale sempre impegnato nella valorizzazione della lingua e della cultura sarda, nonché fondatore dell’Istituto Bellieni di Sassari.

«“Limba de vida” si configura come un modello esemplare di promozione linguistica e culturale – ha affermato l’assessora alla Cultura e Istruzione, Maria Franca Campus – un’iniziativa virtuosa capace di coinvolgere attivamente la comunità e favorire un dialogo intergenerazionale proficuo, anche nel ricordo e nell’esempio di figure di spicco come quella di Michele Pinna. Il suo lavoro instancabile ha rappresentato un punto di riferimento per la valorizzazione del patrimonio linguistico e culturale isolano, lasciando un’eredità preziosa che continua a ispirare progetti come questo».

Sportello e consulenza saranno aperti al pubblico per la traduzione di materiali personali e saranno attivate azioni di consulenza per gli enti locali, sia riguardo alla traduzione che alla realizzazione di articoli e altri materiali in lingua sarda mediante i quali diffondere, promuovere e dare visibilità al territorio.

Tutte le attività saranno documentate nella pagina facebook “Limba de vida” e nei siti istituzionali dei comuni coinvolti. Sarà possibile contattare le operatrici all’indirizzo e-mail [email protected]. Il progetto rientra nell’attività finanziata dalla Regione Autonoma della Sardegna con i fondi della L 482/99 e LR 22/18″.




Il Cagnulari e gli Andarinos di Usini mercoledì a “Binu de Sardigna”

Il 18 dicembre Salvatore Taras e Maria Giovanna Cherchi parlano di vini e di specialità tipiche con Salvatore Cherchi e Tore Piras

USINI. Mercoledì 18 dicembre alle 21 su Catalan TV si va a Usini in terre vocate da secoli alla viticoltura, dove si alternano valli e colline calcaree in un continuo avvicendarsi di vigne, oliveti e orti. Il programma “Binu de Sardigna” condotto in lingua sarda da Salvatore Taras e Maria Giovanna Cherchi incontrerà Salvatore Cherchi, titolare dell’omonima cantina fondata nel 1970 dal padre Giovanni, noto Billia, a partire da due ettari di vigna ricevuti in eredità.

Billia è considerato un pioniere della vitivinicoltura sarda, non solo per la riscoperta del Cagnulari ma anche per via della sua opera di valorizzazione delle qualità del Vermentino. É stato infatti tra i primi a proporre al mercato il Vermentino di Usini con un’identità definita e legata al territorio. In tutto questo lavoro c’è l’attenzione e l’acume di Gilberto Arru, che ha seguito passo passo l’evoluzione del percorso.
Con lungimiranza e saggezza, voglia di conoscenza e sperimentazione, è stato riportato alla luce un antico vitigno autoctono, il Cagnulari, e da allora i vini dell’azienda hanno raggiunto grandi traguardi e ricevuto premi e riconoscimenti in tutto il mondo.

Maria Giovanna Cherchi incontrerà Salvatore Piras, esperto di pasta tradizionale, con il quale porterà gli spettatori alla scoperta degli Andarinos, una specialità di pasta artigianale figlia della tradizione contadina che affonda le radici nella storia più antica del territorio. Quindi con Antonio Piga si andranno a scoprire le particolarità di alcuni tra i monumenti più significativi del paese.

Gli approfondimenti sui vini sono affidati alla consueta rubrica in lingua sarda a cura del critico enogastronomico Gilberto Arru. “Binu de Sardigna” è un programma dedicato alle cantine, ai produttori, ai vini e ai vitigni dell’isola, prodotto dalla DB Video Management con la regia di Mauro Fancello. Il prossimo appuntamento sarà domenica 22 dicembre, alle 21, per conoscere dall’interno l’azienda Silvio Carta di Zeddiani e i segreti della vernaccia.




Il Cagnulari Chessa di Usini sul tetto del mondo: vince il “Best in show” al Decanter World Wine Awards 2022

USINI. Da un punto di vista organolettico ricorda la macchia mediterranea e gli aromi più esaltanti della terra di Sardegna. Al palato è morbido e avvolgente, la struttura è vigorosa e al contempo raffinata con sentori delicati di frutti rossi.

Il Cagnulari Isola dei Nuraghi IGT delle Cantine Chessa di Usini ha appena scalato il tetto del mondo conquistando il prestigioso “Best in show” alla XIX edizione del Decanter World Wine Awards: il massimo riconoscimento concesso dal marchio leader nel settore dei media del vino nel più importante concorso enologico a livello planetario.

Un risultato straordinario per l’IGT annata 2020, che spicca tra i cinquanta vini migliori in assoluto su un totale di 19mila in concorso, unico sardo tra gli otto vini italiani presenti assieme a etichette come Barolo, Brunello di Montalcino, Chianti e Amarone. Novantasette punti in totale collezionati dopo aver superato prima la Medaglia d’oro e poi quella di Platino.

Di colore rosso rubino intenso con toni persistenti di viola scuro, è ottenuto da uve cagnulari coltivate in purezza sulle colline assolate del Coros, un territorio generoso battuto dal maestrale a duecentocinquanta metri sul livello del mare. Molto apprezzato per la sua versatilità, è facilmente abbinabile sia ai piatti di pesce più delicati sia a carni rosse, salumi e formaggi.

«Credo sia stato premiato per le particolarità che tanto ricordano il nostro territorio – ha spiegato con soddisfazione Giovanna Chessa, titolare di una cantina che vanta oltre sessanta anni di storia nella produzione enologica –. Il fatto che venga dato lustro a un vitigno totalmente sconosciuto fuori dall’isola ci riempie di orgoglio. Data la sua complessità, occorre tanto impegno per ottenere risultati soddisfacenti. Noi ci abbiamo creduto molto e questo risultato ci ripaga davvero».

Coltivato per la maggior parte nel nord-ovest dell’isola e considerato tra i vitigni rari d’Italia, fino a pochi decenni fa il cagnulari era stato quasi abbandonato, ritenuto difficile da gestire sia sul campo che in cantina e utilizzato in prevalenza per tagli di altri vini.

«Basta distrarsi appena che si rischia di ottenere un prodotto mediocre – ha sottolineato Giovanna Chessa – ma seguendo tutta la filiera con responsabilità e passione, anche grazie alle nuove tecnologie, si riesce a produrre un’eccellenza ai massimi livelli straordinariamente raffinata, con sfumature piacevolissime capaci di esaltare qualsiasi abbinamento».

Il segreto sta quindi nel valorizzare la purezza dei vitigni tipici grazie a un equilibrato connubio tra i vecchi saperi e le tecniche più avanzate, senza trascurare le peculiarità ineguagliabili del terroir usinese: «Unico per le caratteristiche pedoclimatiche, il suo microclima e la particolare conformazione dei terreni che fanno crescere uve ricche di profumi e aromi non comuni».

Tanto che al DWWA le Cantine Chessa hanno brillato ulteriormente conquistando due medaglie d’argento con i vermentini DOC “C’era una volta” e “Mattariga”, e una medaglia di bronzo con il cannonau DOC “Gemmanera”.




Gli “Shardens” alle finali regionali di Sanremo Rock tra symphonic metal e lingua sarda

La formazione guidata da Mimmo Fancellu si è classificata tra le otto top-band dell’isola e punta alle selezioni nazionali

Sulle piattaforme online si va alla conquista dei mercati del nord Europa

Il mastering finale di “Epic music of Sardinia” sarà effettuato a Los Angeles California dal grande Peter Doell

 

SASSARI. Il loro sound è travolgente e appositamente studiato per conquistare i mercati del nord Europa, dove il genere “Epic rock” è molto amato e apprezzato per la sua affinità con la musica celtica. Sono gli “Shardens”, gruppo nato dall’intuizione del compositore e bassista di Usini Mimmo Fancellu, che dopo una lunga gavetta e un importante lavoro di studio si è classificato fra le otto top-band in Sardegna, in lizza per “Sanremo Rock e Trend 2020/21”.  Con il progetto “Epic music of Sardinia” la band ha scalato le selezioni regionali ed è giunta in finale, con l’obiettivo di varcare i confini dell’isola per le selezioni nazionali.

Ad accompagnare Fancellu in questa avventura sono i due algheresi Massimo Chessa e Danilo Ibba alla batteria, Sebastiano Deriu di Cossoine alle chitarre, Pier Giulio Carta di Sassari al flauto traverso e ottavino, altri due algheresi, Dario Pinna al violino e Giuseppe Usai al pianoforte e synth, con le voci di Gavina Fiori di Sassari e Laura Mancusa di Porto Torres. La band porta il nome dell’antichissima stirpe guerriera identificata da alcuni studiosi con gli antenati dei sardi.

Il loro segreto? Fondere il symphonic metal con i versi poetici della lingua sarda. Le note della tradizione locale abbracciano i vibranti intrecci armonici dei canti celtici e delle ballads irlandesi. Insomma, siamo di fronte a un nuovo genere musicale dall’atmosfera eroica e leggendaria, difficile da amalgamare ma facilmente riconoscibile e apprezzabile.

Tutti i testi sono invece tratti dal libro “Dae Corrau a oe”, una raccolta di poesie molto cara alla comunità usinese perché contiene le più apprezzate liriche dei rimatori del paese. «In quindici mesi di progettazione compositiva siamo riusciti a fondere insieme le sonorità epiche con le soundtrack di film leggendari – ha spiegato il leader Fancellu – per immergerle nel nostro modo di fare musica, al limite tra le ballad da un lato e il symphonic e melodic metal dall’altro. Invitando l’ascoltatore a una dimensione emotiva profonda e coinvolgente, puntiamo a fare breccia in piazze finora impensabili come l’Irlanda, la Norvegia, la Svezia e la Finlandia, dando una nuova veste al sardo logudorese. È un’esperienza coraggiosa ma vediamo come reagisce il mercato».

Il leader Domenico Fancellu

Il lavoro di composizione per il brano di Sanremo viaggia a ritmi serrati e coinvolge esperti al top del settore per ottenere un sound di massimo livello. Il mixaggio è affidato alla SoundRoom Studio Recording di Maurizio Pinna, mentre il mastering finale sarà effettuato a Los Angeles California dal grande Peter Doell, produttore nel 2008 del remix Lynyrd Skynyrd con etichetta Graffen Record, e nel 2010 del remix dei REM in Murmur con etichetta Capitol Catalog.

«Vogliamo diffondere i contenuti a livello internazionale – conclude Fancellu – attraverso una campagna di promozione sui nuovi canali web, da youtube ad ITunes e google play mettendo i brani in vendita attraverso i principali digital-store di settore, e presentando nei nostri video le straordinarie bellezze paesaggistiche della nostra terra».




CONFERENZA STAMPA ”AJò A IPPUNTARE”

Si accendono i riflettori su “Ajò a Ippuntare 2018”.

La manifestazione enologica che da 17 anni affolla il paese di Usini.

Il rosso e il bianco sono i colori che dipingono l’atmosfera natalizia e Usini ne approfitta per far degustare i suoi colori identitari. Con il vino rosso e il vino bianco, frutto de vigneti usinesi, si potrà brindare al natale in occasione della manifestazione enologica, Ajò a ippuntare, organizzata dalla Pro loco in collaborazione con l’amministrazione comunale e il Coro di Usini. Il 15 Dicembre, infatti, si rinnova l’appuntamento annuale che mette in moto l’intera isola da ben diciassette edizioni. 

Un pasto caldo oppure uno spuntino, fra musica, canti, balli, culture e tradizioni tutto accompagnato da un buon bicchiere di vino. Le vie del paese si popoleranno secondo un percorso itinerante che guiderà gli ospiti verso la lunga catena degli assaggi nelle cantine locali.

“Ajo a ippuntare è sempre un appuntamento fondamentale per il nostro paese che ha nel vino il principale attrattore turistico e culturale!” ha detto il sindaco Antonio Brundu. “Già dallo scorso anno, insieme alla pro loco, abbiamo rinnovato la formula, aprendo le nostre cantine dal mattino e creando una serie di iniziative collaterali che vanno dallo sport ai laboratori di arte e gusto, passando per la cultura tradizionale fatta di abiti, canti e balli! La musica sarda, –  ha proseguito Brundu –  con il Coro di Usini, accompagnerà i percorsi nelle cantine, mentre le danze e la sfilata di abiti tradizionali, a cura del gruppo folk San Giorgio, coloreranno le nostre strade! Il vino, con le 12 cantine aperte, sarà il motore di questa piccola economia, con cantine ormai veterane e con il ritorno di grandi produttori e grandi nomi! Un grazie alla pro loco nella persona di Antonella Masia e a tutti coloro che hanno collaborato per questa manifestazione che, negli anni, ha fatto da apripista a tanti eventi simili nel territori”.

Le cantine. Quest’anno, infatti, saranno appunto dodici le cantine partecipanti: Leonardo Spina, Giuseppe Fiori, Piccoli produttori, Cantina Billia Cherchi, Sa Domo ‘e su inu, Azienda Agricola Salvatore Chessa, Azienda agricola Gavino Delogu, Azienda vitivinicola Francesco Fiori, Giampiero Spanu, Paolo Andrea Chessa, Giovanna Chessa e Luigi Fiori.

Eventi collaterali. A fare, poi, da cornice ai colori protagonisti del rosso e il bianco, sono stati organizzati una serie di eventi che spaziano dallo sport, con la gara podistica “Ajo a ippuntare di Corsa”, ai laboratori che coinvolgeranno soprattutto i bambini nella realizzazione di abiti tradizionali, preparazione di cibi e dolci tipici e ancora laboratori didattici per la valorizzazione del patrimonio di Usini, insieme alla degustazione del vino Ippocratico, un antico sapore speziato dal Medioevo. Non mancheranno, inoltre, mostre ed, Giovanna Chessa esposizioni allestite presso le antiche case storiche del paese, insieme a mercatini di Natale e visita ai presepi di quartiere con il trenino turistico.

“Dietro questa manifestazione si nasconde un duro e dettagliato lavoro. Una grande fatica che, però, viene sempre ripagata con la buona riuscita dell’evento. Noi, in quanto Pro Loco, teniamo fortemente alle nostre tradizioni e come associazione turistica siamo lieti di poter promuovere il patrimonio storico e culturale di Usini attraverso la manifestazione “ Ajò Ippuntare”. Evento tanto atteso che da 17 anni affolla le vie del paese”. Ha detto la presidente della Pro loco, Antonella Masia.

S’Antiga Moda. Un’evento nell’evento, quello di “S’Antiga moda” che, a partire dalle 16.00 allieterà la giornata con la rappresentazione della Sardegna tra canto e danza.

S’Antiga moda aprirà le porte con una sfilata di abiti tradizionali provenienti da tutta l’isola lungo le vie del paese, con conclusione in piazza Conciliazione. Gli abiti partecipanti arriveranno da: Nuoro, Iglesias, Monastir, San Basilio, Sennori, Milis, Villagrande, Strisaili, Samugheo, Bolotana, Olbia, Bitti, Ossi, Uri, Nulvi, Porto Torres, Trinità d’Agultu, Ollolai, Macomer, San Nicolò d’Arcidano, Villanovaforru, Sorso, Mores, Ozieri, Mara, Olmedo e Osilo.  Oltre al canto anche il ballo sardo seguirà il percorso itinerante nelle vie principali. Ad esibirsi saranno, infatti, il gruppo folk San Giorgio di Usini, gruppo folk Santa Maria bambina di Usini, gruppo folk Intragnas di Porto Torres e il gruppo folk città di Sassari accompagnati dagli organetti di Giuseppe Cubeddu e Paolo Tucconi.

A guidare il canto sarà, invece, il Coro di Usini che con la partecipazione del Coro Logudoro, Coro Santa Rughe di Ittiri, Coro di Villanova Monteleone e la scuola di canto Boghes de Logudoro si esibiranno presso le cantine aderenti.

Dalle 21.30, infine, in piazza Arborea ci sarà lo spettacolo di intrattenimento del Gruppo Etnico A ballare di Emanuele Bazzoni e Roberto Fadda dove, a chiudere in bellezza la serata, sarà tutta la popolazione partecipante “ballende e cantende ad ajò a Ippuntare”.




Augusto Fois, coordinatore Fortza paris a usini

Continua incessante l’allargamento della struttura “politica” del partito del Generale Scalas Fortza Paris. Con nomina diretta, del vicepresidente Antonio Cardin, è stato nominato coordinatore della città di Usini Augusto Fois. Laureato in Giurisprudenza, esperto di tematiche ambientali ha lavorato per anni come funzionario direttivo all’ESAF e poi con Abbanoa…attualmente lavora presso l’Aspal. Sempre impegnato in politica in partiti e movimenti sardisti, autonomisti, indipendentisti ed identitari, ha abbracciato il progetto di una autonomia sarda finalmente applicata, rinnovata e adeguata ai nostri tempi auspicabile ed ottenibile solo con un confronto leale ma serrato con lo stato italiano. A lui e a tutto il suo staff i migliori auguri.
Fortza Paris
Antonio Cardin



Il COROs canta per Pierpaolo Fadda

Venerdì 7 Dicembre alle 19, Usini ospiterà un ensemble di cori per ricordare il giornalista di Barumini, insieme all’Ail di Sassari e alla Fondazione Maria Carta.

Forse non era mai successo che i cori folcloristici dei comuni del Coros potessero unirsi in un’unica voce e cantare insieme per una sera. E se Pier Paolo Fadda, scrittore, direttore della rivista Antas e giornalista di Barumini (scomparso pochi mesi fa in seguito ad una brutta forma di leucemia) aveva questo desiderio, evidentemente l’iniziativa era degna di attenzione.

È il presupposto che ha animato Gian Mario Virdis, componente del Coro di Usini, cantautore e direttore artistico della manifestazione che, in pochi mesi, ha riunito più anime per dare vita a uno spettacolo mai visto. I cori dei comuni facenti parte all’Unione Coros, con ospite d’onore il coro di Nulvi, canteranno insieme in un concerto, venerdì 7 Dicembre 2018, ore 19 presso l’auditorium comunale di Usini. Ci saranno il Coro di Usini e il Coro Logudoro, oltre ai cori di Ittiri, Ossi, Ploaghe, Florinas, Muros, Olmedo, Putifigari. Tra gli ospiti, Gianni Mastino, tenore, il soprano Susanna Carboni, il Coro di Nulvi e naturalmente Gian Mario Virdis che chiuderà il concerto con il suo brano “Unidos”, per dare l’idea di unità e concordia per una giusta causa. “In una delle tante occasioni vissute con Pierpaolo – ha raccontato Virdis – egli stesso mi aveva prospettato questo suo desiderio di riunire la vocalità sarda presente nel territorio del Coros. Ed anche io ho sempre pensato che il canto, la musica, la cultura oltre a regalare e regalarci emozioni, uniscono le persone, i popoli, creando quelle dinamiche che mai come in questa occasione servono a donare quel qualcosa di magico che ci fa sentire tutti uniti come voleva Pier Paolo”.

L’evento sarà naturalmente dedicato all’Ail di Sassari, fondata nel 1992 e diretta da Marilena Rimini Fiori e che, da diverso tempo, è in prima linea per sostenere la ricerca su queste patologie del sangue e contribuire ad alleviare le necessità dei pazienti e dei loro familiari. “L’obiettivo dell’AIL Sassari – ha detto la presidente – è quello di trasformare una speranza in certezza di vita. Per poter realizzare questo progetto abbiamo necessità dell’aiuto di tutti, anche a livello locale, per sostenere le campagne che facciamo a livello nazionale come le Stelle di Natale, le Uova di Pasqua”.

«Abbiamo un debito nei confronti di Pierpaolo e questo evento è una risposta importante alle sue sollecitazioni», ha detto il sindaco di Usini Antonio Brundu. «È anche un’occasione per riflettere: dobbiamo sempre essere pronti ad affrontare una malattia. E la vicinanza e il sostegno non è sempre detto che debba essere di natura economica ma anche personale e umana».

A sostenere questo progetto, sia dal punto di vista artistico che solidale, la Fondazione Maria Carta e il suo presidente Leonardo Marras: “Quasi un anno fa il teatro comunale di Sassari ospitò un concerto che la Fondazione Maria Carta volle organizzare per tributare un omaggio alla città” ha raccontato Leonardo Marras. “Il ricavato venne devoluto all’Ail e quell’incontro con l’associazione di volontariato fu propiziato proprio da Pier Paolo Fadda. Ci introdusse, con il suo consueto garbo, nel mondo dei malati di leucemia. Un universo fatto di battaglie, sofferenza e speranza. Pierpaolo era un combattente e ha saputo tener testa al male con grande coraggio sino all’ultimo. Crediamo che il modo migliore per ricordare Pierpaolo sia quello di continuare a sostenere le iniziative dell’associazione”.

Il concerto si aprirà con i saluti istituzionali dei sindaci che interverranno, del Presidente dell’Unione dei Comuni del Coros, Carlo Sotgiu, sindaco di Ploaghe e dei primi cittadini ospiti di Nulvi e Barumini. Presenterà l’evento Antonio Brundu.

La serata è stata organizzata da Gian Mario Virdis, insieme all’Ail di Sassari e alla Fondazione Maria Carta, con il patrocinio del Comune di Usini e dell’Unione dei Comuni del Coros.