UNA ROTTA, UNA MEMORIA, UN PRINCIPE: AD ARZACHENA LA PREMIÈRE DE “LA ROTTA DEL PRINCIPE”

ARZACHENA, 9 ottobre 2026 – Una serata intensa, partecipata e carica di memoria ha accompagnato, venerdì 9 ottobre, la première dello short documentary “La Rotta del Principe”, presentato nella suggestiva cornice di Tenuta Pilastru ad Arzachena.

Ad aprire la serata è stato il videointervento dell’architetto Giancarlo Busiri Vici, una delle figure direttamente legate alla stagione originaria della Costa Smeralda®. Il suo contributo ha subito riportato il pubblico dentro il clima di quegli anni pionieristici, quando architettura, paesaggio e visione si intrecciavano nella costruzione di un progetto destinato a cambiare il volto della Gallura.

La sua testimonianza ha dato alla serata un forte valore storico e simbolico, creando fin dall’inizio un ponte diretto tra il presente e i protagonisti di quella stagione.

Il documentario, ideato e narrato da Fausto Farinelli, è prodotto da Media Web Channel con ANCE Sardegna main sponsor e nasce con l’obiettivo di riportare alla luce una pagina fondamentale della storia contemporanea della Gallura.

Attraverso il mare, i luoghi e soprattutto la testimonianza diretta di Pietro Moro, lo short documentary ripercorre una delle prime navigazioni lungo quella costa che, negli anni successivi, sarebbe diventata la Costa Smeralda®.

Il racconto non si limita alla ricostruzione storica. “La Rotta del Principe” entra nella dimensione più umana di quegli anni pionieristici, restituendo il fascino di una Gallura ancora incontaminata, gli incontri, le intuizioni e le emozioni di una stagione destinata a cambiare profondamente il territorio.

Al centro della serata c’è stato proprio Pietro Moro, vero protagonista dell’evento. Dopo la proiezione ha risposto alle numerose domande del pubblico, trasformando il confronto con i presenti in un ulteriore capitolo del documentario.

Le curiosità e gli aneddoti sono proseguiti anche durante il rinfresco, nella splendida terrazza del ristorante del resort, dove il clima informale ha permesso agli ospiti di avvicinarsi ancora di più ai ricordi e alle testimonianze di quegli anni.

Particolarmente significativi sono stati gli interventi dell’architetto Enzo Satta e dell’ingegner Silvio Pippobello, che con i loro racconti hanno idealmente riportato la sala indietro nel tempo.

Le loro parole hanno contribuito a ricostruire il clima di un’epoca fatta di intuizioni, progetti e grandi trasformazioni. Al termine della proiezione, molti dei presenti si sono detti emozionati e, in alcuni casi, sorpresi dalla forza e dall’intensità del documento.

Tra i momenti più toccanti, anche la testimonianza personale del Conte Luigi Donà delle Rose, che ha condiviso alcuni ricordi legati ai propri trascorsi giovanili con il Principe Karim Aga Khan.

Un racconto privato, lontano dalla dimensione ufficiale e istituzionale, che ha restituito al pubblico un’immagine profondamente umana del Principe: quella di un giovane capace di creare relazioni, amicizie e legami destinati a lasciare un segno nel tempo.

Alla première hanno preso parte numerose personalità del mondo istituzionale, imprenditoriale e culturale legate alla storia della Gallura e della Costa Smeralda®, tra cui Piero Filigheddu, Francesco Cossu, Jan Hans Georg Pachner di One ocean foundation e Antonello Verona storico imprenditore della Costa Smeralda®

L’elemento che ha accomunato gli interventi e le testimonianze è stato il valore della memoria.

“La Rotta del Principe” nasce infatti con l’intento di raccogliere e conservare racconti che rischierebbero altrimenti di andare perduti, trasformandoli in un patrimonio accessibile anche alle nuove generazioni.

Il progetto guarda ora alla fase successiva.

Dopo la première di Arzachena, il documentario sarà protagonista di nuove presentazioni in Sardegna, con l’obiettivo di portare questa storia fuori dai luoghi nei quali è nata e farla conoscere a un pubblico sempre più ampio.

Lo short documentary sarà inoltre disponibile sul sito ufficiale:

www.larottadelprincipe.com

“La Rotta del Principe”
Ideato e narrato da Fausto Farinelli
Produzione Media Web Channel
Main sponsor ANCE Sardegna




Sassari, “Contrasti” si fa in due a Santa Maria di Betlem: sabato Freund e Boutros e il 25 ottobre Marco Battaglia

Il duo franco-armeno proporrà “Between East and West” mentre il virtuoso milanese si esibirà in “Sei corde all’Opera” con la chitarra originale di Giuseppe Mazzini

SASSARI. Dalle affascinanti sonorità dell’Armenia e del Caucaso, eseguite al clarinetto e chitarra, alle indimenticabili melodie dell’opera lirica italiana rievocate attraverso uno strumento unico: la sei corde originale di Giuseppe Mazzini. La Biblioteca Francescana del Convento di Santa Maria di Betlem, a Sassari, si prepara ad accogliere due importanti concerti del Festival Internazionale Contrasti in Autumn Edition: il 17 ottobre “Between East and West” del duo franco armeno Freund–Boutros e, il 25 ottobre, il recital “Sei corde all’Opera” di Marco Battaglia.

Il Duo Freund-Boutros

La manifestazione è ideata e promossa dall’associazione culturale Contrapunctum ETS sotto la direzione artistica di Laura Cocco. Le serate sono a ingresso gratuito e accomunate dall’alta qualità interpretativa e da un profondo spirito di ricerca musicale.

Sabato 17 ottobre, alle 18.30, ad aprire il duplice evento sarà il Duo Freund–Boutros, composto dal clarinettista francese Nicolas Freund e dal chitarrista e compositore di origine armena Laurent Boutros. Il loro concerto, intitolato “Between East and West”, si configura come un vero e proprio itinerario sonoro in cui il respiro del clarinetto incontra la ricchezza timbrica della chitarra.

Il programma abbraccia opere di autori celebri come Erik Satie, Camille Saint-Saëns, Aram Khachaturian (di cui verrà eseguita la celebre Berceuse dal balletto Gayaneh) e Astor Piazzolla con il suo iconico Libertango, alternandole alle composizioni originali dello stesso Boutros. Pagine come Journal d’Istiklal, Amasia, Métisse, Oriental Milonga e Ararat testimoniano il profondo legame dell’autore con le tradizioni popolari caucasiche e armene, dando vita a un dialogo interculturale di rara intensità.

Marco Battaglia

Domenica 25 ottobre, sempre alle 18.30, la scena sarà interamente dedicata a Marco Battaglia e al suo recital Sei corde all’Opera, un viaggio filologico tra i capolavori del melodramma e le loro trascrizioni chitarristiche ottocentesche. A rendere l’evento straordinario sarà lo strumento impiegato: un’autentica chitarra costruita a Napoli nel 1811 dal celebre liutaio Gennaro Fabricatore, appartenuta personalmente a Giuseppe Mazzini e oggi custodita nella collezione privata dell’artista.

Lo strumento, perfettamente restaurato, permetterà di rivivere le sonorità originali dell’epoca attraverso le rielaborazioni di Mauro Giuliani, Matteo Carcassi, Francesco Molino e Caspar Joseph Mertz sui temi di Rossini, Bellini, Paisiello e Verdi. Tra le chicche della serata spicca inoltre la Fantasia brillante sui Puritani di Matteo Carcassi, preziosa rarità musicologica riscoperta dallo stesso Battaglia nell’unica copia a stampa oggi conosciuta.

L’iniziativa è realizzata con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna, della Fondazione di Sardegna, il patrocinio del Comune di Sassari ed è inserita nel network Salude&Trigu della Camera di Commercio di Sassari.




Bitti celebra Giorgio Asproni a centocinquanta anni dalla morte

Il 16 ottobre un convegno sul pensiero e l’eredità del politico e intellettuale bittese

BITTI. Un importante convegno a centocinquant’anni dalla morte di Giorgio Asproni celebra a Bitti la memoria e il pensiero di uno dei suoi concittadini più celebri. Venerdì 16 ottobre, alle 17.30, gli spazi del Salone parrocchiale in Corso Vittorio Veneto accoglieranno l’evento intitolato “150 anni dalla morte di Giorgio Asproni”, che rappresenta un’occasione di approfondimento culturale finalizzata ad analizzare nel dettaglio le implicazioni filosofiche e giuridiche presenti nell’opera e nell’azione di un uomo che è stato una figura di spicco del Risorgimento italiano e della storia politica sarda. Fine intellettuale, parlamentare di orientamento repubblicano, federalista e autonomista, Asproni pressò la classe politica nazionale a interessarsi ai problemi sardi, spingendo il governo, nel 1868, a istituire un’inchiesta parlamentare sulle condizioni dell’isola.

A porgere i saluti istituzionali saranno il sindaco di Bitti, Giuseppe Ciccolini, e la presidente dell’Istituto Bellieni, Maria Doloretta Lai, in apertura di un intenso pomeriggio che vedrà intervenire un parterre di relatori composto da Diego Carru, Antonio Delogu, Vanni Piras, Antonello Nasone e Annico Pau. La moderazione dell’incontro e il coordinamento dei dibattiti saranno affidati a Immacolata Salis, operatrice culturale Is.Be.

L’iniziativa, coordinata dall’Istituto Camillo Bellieni di Sassari, si avvale del patrocinio e del sostegno della Regione Autonoma della Sardegna, del Comune di Bitti, della Sezione Giorgio Asproni di Nuoro dell’Associazione Mazziniana Italiana ETS.

L’attività, che è parte integrante del programma Is.Be 2026, è inserita all’interno delle celebrazioni per il 150° anniversario della scomparsa di Giorgio Asproni ed è realizzata con il contributo della Regione Sardegna ai sensi della LR 2/2026.




Sassari, Ponzeletti e Trio Visconti al “Nessun Dorma”: la Belle Époque rivive in città

Il 9 ottobre lo storico dell’arte Alessandro Ponzeletti condurrà il pubblico in un viaggio nella Belle Époque sassarese assieme ai rievocatori di Mad Factory de La Grand Jatte, e in serata il Trio Visconti si esibirà in un concerto da camera a Palazzo di Città

SASSARI – Una passeggiata tra le meraviglie della città antica per anticipare un concerto cameristico tra ironia e intensità drammatica. Venerdì 9 ottobre il Festival Nessun Dorma, organizzato da Ars Aurelia ETS con la direzione artistica di Irene Dore, propone a Sassari due appuntamenti dedicati alla Belle Époque, da vivere insieme oppure separatamente.

Alle 18, a partire da Piazza d’Italia, le narrazioni dello storico dell’arte Alessandro Ponzeletti accompagneranno il pubblico in una passeggiata alla riscoperta del patrimonio e delle meraviglie della città antica.

Il sapore e l’atmosfera della Sassari della Belle Époque sarà impreziosito dalla presenza dei rievocatori di Mad Factory de La Grand Jatte, che in abiti d’epoca daranno forma a un percorso in cui storia e rievocazione si incontrano, invitando i partecipanti a guardare la città attraverso le atmosfere del passato. La partecipazione è libera e gratuita.

Alle 21 la serata proseguirà al Teatro Civico di Sassari con il Trio Visconti, protagonista di un viaggio cameristico tra Haydn e Shostakovich. Il concerto attraverserà atmosfere suggestive, ironiche e drammatiche, offrendo al pubblico un incontro con le diverse sfumature espressive della musica da camera.

Ad accogliere gli spettatori saranno proprio i figuranti in abiti d’epoca, tra le scenografie studiate da Fabio Loi, che contribuiranno a immergere il pubblico nella più intima ambientazione del festival. La musica si inserirà così in un percorso più ampio, in cui, ad accompagnare l’ascolto, saranno il racconto della città, la rievocazione e l’allestimento scenografico.

Per accedere al concerto occorre munirsi di biglietti, disponibili alle Messaggerie Sarde (in Piazza Castello a Sassari), oppure online su Boxol e al botteghino del Teatro Civico il giorno del concerto, a partire dalle 19.30. È possibile effettuare l’acquisto online sulla pagina web https://www.boxol.it/next/it/BoxofficeSardegna/select-seat/619489/biglietti-piano-pianissimo-palazzo-di-citt-sassari.

Il festival “Nessun Dorma” è organizzato da Ars Aurelia ETS con il sostegno e il patrocinio del Comune di Sassari, della Fondazione di Sardegna e della RAS, ed è inserito nel network Salude&Trigu della Camera di Commercio del Nord-Sardegna.




La sicurezza che decide il voto.

Di Fausto Farinelli

C’è una cosa che mi ha fatto pensare. In Europa, oggi, governare sembra quasi una maledizione. Arrivi al governo, passano un paio d’anni e cominci a perdere pezzi. Succede in Germania, succede in Spagna, succede nel Regno Unito. Poi guardi l’Italia e trovi una cosa curiosa: Giorgia Meloni, almeno per ora, questa regola sembra non seguirla. Fratelli d’Italia prese più o meno il 26 per cento nel 2022 e oggi i sondaggi continuano a metterlo intorno al 27-28 per cento. Dopo quattro anni di governo, guerre, inflazione, bollette, immigrazione, debito pubblico e crisi internazionali, è ancora lì. Anzi, leggermente sopra. E allora una domanda viene spontanea: come mai?
Si potrebbe rispondere che Meloni comunica bene. Vero. Ma sarebbe troppo semplice. Se bastasse quello, tutti i governi europei si comprerebbero un bravo consulente e avrebbero risolto. Invece Merz in Germania ha perso parecchio, Sánchez in Spagna ha perso diversi punti, il Labour britannico pure. Meloni invece tiene.
Allora forse bisogna guardare anche ai numeri.
Quelli italiani non raccontano un Paese miracolato, ma nemmeno un disastro. Il deficit è sceso molto rispetto al 2022. La disoccupazione è diminuita. L’occupazione è salita. L’inflazione non è più quella botta tremenda che ci siamo presi addosso quattro anni fa. Poi certo, il debito resta gigantesco, gli stipendi sono ancora un problema serio e il potere d’acquisto perso non è stato recuperato del tutto. Quindi no, non siamo diventati la Svizzera. Però alcune cose sono migliorate.
Ed è qui che la faccenda si fa interessante.
Forse le elezioni non si vincono convincendo la gente che tutto va bene. Forse basta convincerla che le cose stanno andando nella direzione giusta. Che magari non sei arrivato dove volevi, ma almeno stai andando avanti. E soprattutto che tornando indietro rischieresti di stare peggio.
Questo potrebbe essere il vero vantaggio di Meloni.
Non deve dire agli italiani che sono diventati ricchi. Non le crederebbe nessuno. Non può dire di avere risolto la sanità. Non è vero. Non può dire che il problema della sicurezza non esiste più. Non sarebbe credibile. Può però dire: abbiamo trovato una situazione difficile, abbiamo rimesso sotto controllo alcune cose e dobbiamo continuare.
E qui arriva inevitabilmente il Superbonus.
Dire che Giuseppe Conte abbia creato il debito pubblico italiano sarebbe una sciocchezza. Il nostro debito viene da molto più lontano. Però si può dire che il Superbonus abbia avuto un costo enorme e che i suoi effetti continuino a pesare sui conti pubblici. Questo Meloni, secondo me, lo userà molto: abbiamo ereditato una montagna di crediti fiscali e nonostante tutto abbiamo riportato il deficit verso il 3 per cento.
Poi però c’è la vita vera.
Noi possiamo discutere quanto vogliamo di deficit, spread, PIL e rapporto debito/PIL. Ma la gente guarda altro. Quanto spendo al supermercato? Quanto mi costa il mutuo? Quanto devo aspettare per una visita? Quanto guadagna mio figlio? Quanto mi resta in tasca alla fine del mese? Posso uscire la sera tranquillo? E soprattutto: tra cinque anni starò meglio oppure peggio?
Secondo me è qui che si giocherà la prossima campagna elettorale.
Sulla sicurezza.
Ma la parola sicurezza, da sola, non basta. Perché in realtà ce ne sono almeno due.
C’è la sicurezza da qualcosa.
La sicurezza dal criminale sotto casa. Dall’aggressione. Dal furto. Dalla violenza. Dal degrado. Dalla paura di prendere un autobus la sera o di lasciare un figlio rientrare tardi. Dall’immigrazione irregolare quando viene percepita come assenza di controllo.
E poi c’è la sicurezza di qualcosa.
La sicurezza di avere un lavoro. Di ricevere uno stipendio che basti fino alla fine del mese. Di poter pagare il mutuo. Di potersi curare senza aspettare un anno. Di sapere che la pensione arriverà. Di riuscire a mettere qualcosa da parte. Di sapere che un figlio, studiando e lavorando, possa costruirsi una vita migliore.
Sono due cose diverse, ma alla fine parlano dello stesso bisogno: sentirsi meno esposti.
La sicurezza da ciò che può farti male.
E la sicurezza di ciò che non vuoi perdere.
Ecco perché quando guardo i sondaggi sulle preoccupazioni degli italiani mi sembra che tutto torni. Criminalità, costo della vita, lavoro, sanità, disuguaglianze sembrano temi diversi, ma alla fine girano tutti intorno alla stessa domanda: quanto mi sento al sicuro nella mia vita?
E qui conviene guardare cosa è successo negli altri Paesi europei. La Spagna ha migliorato diversi indicatori economici e Sánchez ha comunque perso consenso. La Polonia ha peggiorato i conti pubblici e Tusk invece tiene. In Germania i salari hanno recuperato più che da noi e Merz ha perso parecchio. Nel Regno Unito la migrazione netta è diminuita molto e il Labour ha comunque lasciato per strada diversi punti.

Questo vuol dire che i numeri, da soli, non bastano.
Puoi abbassare il deficit, creare occupazione, ridurre l’immigrazione, ma se la gente non sente che tutto questo cambia davvero la sua vita, il risultato politico può essere molto diverso da quello che ti aspetti.
Ed è forse qui che Meloni, almeno fino a oggi, è riuscita meglio di altri leader europei. Nonostante governi da quattro anni, riesce ancora a presentarsi come quella che sta cercando di sistemare le cose e non come quella responsabile di tutto ciò che non funziona.
Il problema è che adesso arriva la parte difficile.
Nel 2022 poteva dire: datemi una possibilità. Alla prossima campagna elettorale non potrà più farlo. Dovrà portare il conto di quello che ha fatto.
E dall’altra parte non basterà dire che Meloni ha sbagliato. Schlein, Conte e gli altri dovranno spiegare cosa farebbero loro, con quali soldi e con quali tempi.
Poi c’è Vannacci, che è un problema diverso ancora. Perché mentre PD e Cinque Stelle proveranno ad attaccare Meloni da sinistra, lui tenterà di farlo da destra proprio sui temi che hanno portato il centrodestra al governo: sicurezza, immigrazione, tasse, identità, ordine pubblico.
Meloni rischia quindi di trovarsi nel mezzo.
Da una parte chi le dirà: dopo quattro anni la gente continua ad avere paura.
Dall’altra chi le dirà: dopo quattro anni non sei stata abbastanza dura.
E forse sarà proprio questa la domanda delle prossime elezioni.
Chi mi garantisce la sicurezza da ciò che temo?
E chi mi garantisce la sicurezza di ciò che non voglio perdere?
Perché una persona può sentirsi sicura per strada e avere paura di non arrivare a fine mese. Può vivere in una città tranquilla e avere paura di perdere il lavoro. Può avere uno stipendio e sentirsi comunque insicura perché sa che una visita specialistica può richiedere mesi. Può avere una casa e non sapere se suo figlio riuscirà mai a comprarne una.
Alla fine, quando si entra nella cabina elettorale, ci si porta dietro soprattutto questo: quello che si teme e quello che si spera di conservare.
Forse vincerà non chi prometterà il futuro più bello.
Ma chi riuscirà a farlo sembrare un po’ meno incerto.




Daniele Cipriani domenica a Sassari per “Corpi in movimento”

L’11 ottobre al Teatro Civico va in scena “La Lalangue” di Giacomo Luci, che si esibirà con Pierre Loup Morillon sulle note di Beatrice Barison

SASSARI. La Daniele Cipriani Entertainment ritorna domenica 11 ottobre al Teatro Civico di Sassari, dove alle 20.30 porta in scena “La Lalangue”, uno spettacolo che esplora la dimensione generativa e viscerale della relazione tra scrittura, musica e corpo.

Inserita nel ricco calendario della ventitreesima edizione del festival “Corpi in movimento“, la produzione è firmata per la regia e la coreografia da Giacomo Luci, che porterà in scena l’opera insieme al danzatore Pierre Loup Morillon sulle note della pianista Beatrice Barison, protagonista dell’esecuzione musicale dal vivo. La direzione artistica è di Anna Lea Antolini.

Siamo di fronte a un lavoro di profonda introspezione. Il titolo trae origine dall’omologo concetto introdotto dallo psicoanalista Jacques Lacan nel suo “Seminario XX, Ancora”, dove la lingua madre viene definita come un’esperienza sonora, corporea e affettiva che precede la struttura del significato e del simbolo. Il punto di partenza dell’opera risiede in una riflessione che Roland Barthes, nel saggio Rasch, dedica alla celebre Kreisleriana di Robert Schuman, in cui il corpo non parla attraverso il linguaggio, ma si fa sentire in uno stato quasi parlante. I gesti musicali assumono la forma di immagini corporee cariche di ritmo, trasformando la pulsazione e l’atto del battere nel vero filo conduttore della performance. La coreografia di Giacomo Luci evita qualsiasi intento illustrativo per ascoltare la musica dall’interno, tracciando una mappa affettiva delle figure già presenti nella partitura. Attraverso questa vibrazione condivisa, le note eseguite dal vivo da Beatrice Barison incontrano la danza di Luci e Morillon, connettendo la presenza del pubblico in un’esperienza sensoriale condivisa dove emerge un corpo plasmato non dalle parole, ma dal suono e dal ritmo.

La ventitreesima edizione del festival “Corpi in movimento” è organizzata dall’associazione Danzeventi con il sostegno e il patrocinio del Ministero della Cultura, della Regione Autonoma della Sardegna, del Comune di Ittireddu, del Festival Multidisciplinare Sardegna, della Fondazione di Sardegna, del Baretto di Porto Ferro e con il contributo del Comune di Sassari.

Per info e prenotazioni contattare i numeri 340 6517531 e 349 8024059, o inviare una e-mail all’indirizzo [email protected]. Il programma completo è sul sito www.danzeventi.com.




“Piano Pianissimo” per scoprire Sassari attraverso la musica

Il 3 e 4 ottobre nuovo appuntamento con il Festival “Nessun Dorma – La Belle Époque” organizzato da Ars Aurelia tra musei, scuole, teatri, il Conservatorio e i luoghi dell’accoglienza


SASSARI.
Sassari diventa un grande palcoscenico diffuso per due giornate interamente dedicate al pianoforte e alla sua varietà di repertori, linguaggi ed espressioni. Si chiama “Piano Pianissimo” il nuovo appuntamento del “Festival Nessun Dorma 2026 – La Belle Époque”, che il 3 e il 4 ottobre, dalla mattina alla sera porterà la musica nei luoghi chiave della città, coinvolgendo musei, scuole, teatri, il Conservatorio e gli spazi legati all’accoglienza. Nove appuntamenti a ingresso libero comporranno un racconto articolato che vedrà il pianoforte non solo come strumento solista, ma come spazio di ricerca, voce poetica e occasione d’incontro.

Il programma attraverserà epoche e geografie differenti, spaziando dal Romanticismo al Novecento, dalla scuola francese ai repertori italiano e ucraino, fino alla musica contemporanea e alle composizioni originali, con una particolare attenzione alla valorizzazione delle compositrici.

La direzione artistica è affidata ad Anna Revel, guidata da un’idea progettuale tutta al femminile. La manifestazione è realizzata da Ars Aurelia ETS in collaborazione con il Conservatorio Statale di Musica “Luigi Canepa”. L’iniziativa raggiungerà le sedi istituzionali della cultura e i contesti estranei ai consueti circuiti concertistici, entrando a Casa Santi Angeli (via Matta) e nella Comunità di Sant’Egidio (Largo Cavallotti), a testimonianza del valore dell’arte come strumento di prossimità, inclusione e condivisione.

Il programma.

Sabato 3 ottobre si parte alle 10.30 a Casa Santi Angeli (via Matta) con Federica Migheli in “Un abbraccio in musica”, sulle note di Bach e Debussy. Alle 11.30, al Liceo Musicale Azuni, Francesca Deriu proporrà “Viaggio in Italia” con musiche di Berio, Oppo e Respighi, mentre alle 12 la Sala Guarino del Conservatorio ospiterà Ksenija Nikitina per “Poesia ucraina”, un omaggio a Lysenko, Shamo, Lyatoshynsky e Skoryk. Nel pomeriggio, alle 16.30, al Museo Archeologico Sanna, Maggie S. Lorelli curerà il reading concerto “The Soul of Women”, dedicato alla creatività femminile con brani di autrici quali Mendelssohn, Schumann, Boulanger, Bonis e Tailleferre. La giornata si chiuderà alle 18 all’Hotel Grazia Deledda con “Efflöréo. Fiorisco”, concerto della pianista e compositrice Elena Alvandi.

Domenica 4 ottobre alle 10.30 si ritorna al Museo Sanna con Elena Pirisi in “Istruzioni per un viaggio interiore”, tra Liszt, Brahms e Ginastera. Alle 11, la Comunità di Sant’Egidio (via Matta) ospiterà Chiara Manca per “Il tempo ritrovato”, con musiche di Schumann e Skrjabin, mentre alle 12 il Teatro Verdi accoglierà il Duo Ondine (Juliette Aridon e Clémentine Dubost) per “Mitologie antiche”, su brani di Debussy, Holmès, Bonis e Ravel. Gran finale alle 19 nella Sala Sassu del Conservatorio con “Visione e virtuosismo”, recital della pianista di fama internazionale Maria Alessandra Ammara dedicato a Debussy e Chopin.

Il Festival Nessun Dorma 2026 – La Belle Époque è organizzato da Ars Aurelia ETS e realizzato con il sostegno del Comune di Sassari, della Regione Autonoma della Sardegna, della Fondazione di Sardegna ed è inserito nell’ambito del network Salude & Trigu della Camera di Commercio di Sassari.




I “DATI GREZZI” E LA FIDUCIA CHE SI PERDE.

di Fausto Farinelli

Ci sono notizie che ti fanno cambiare idea su un caso. E poi ce ne sono altre che ti fanno venire un dubbio molto più grande: se non possiamo vedere tutti i risultati di un’analisi, come facciamo a fidarci della conclusione che ci viene presentata?

È quello che ho pensato leggendo gli ultimi sviluppi del caso Garlasco. Nei dati grezzi delle analisi eseguite nel 2007 sui pedali della bicicletta di Alberto Stasi sono emerse due controanalisi effettuate il giorno dopo il test che aveva attribuito il DNA a Chiara Poggi. Quelle due controanalisi diedero esito negativo. La Procura di Pavia ha confermato che esistono e che non se ne trova traccia negli atti del processo a Stasi. Secondo i consulenti della Procura, una discordanza del genere avrebbe richiesto ulteriori approfondimenti, che dalle nuove indagini non risultano effettuati.

Diciannove anni. È questo il numero che mi resta in testa. Perché non stiamo parlando di un dettaglio emerso grazie a una tecnologia inventata ieri. Stiamo parlando di due analisi fatte il 20 settembre 2007 sullo stesso campione. La difesa di Stasi sostiene di aver chiesto i dati grezzi già nel 2017 e nel 2018 senza ottenerli. La domanda, allora, è semplice: perché chi doveva valutare quella prova non ha potuto vedere anche quei risultati?

Non so se qualcuno li abbia nascosti deliberatamente. Sarebbe un’accusa grave e non ho elementi per farla. Voglio però sapere come sia stato possibile che nel fascicolo comparisse un risultato e mancassero due verifiche che lo contraddicevano. Chi aveva il compito di trasmettere tutte le analisi? Chi sapeva che erano state fatte? E perché non si è approfondita quella differenza prima di andare avanti?

C’è poi Luciano Garofano. Guidava il RIS di Parma all’epoca delle prime indagini e, anni dopo, è diventato consulente di Andrea Sempio. È un passaggio che mi colpisce e sul quale credo sia giusto chiedere chiarezza. Garofano ha però lasciato quell’incarico nel settembre 2025: sarebbe scorretto descriverlo come il consulente attuale di Sempio, così come sarebbe scorretto sostenere, senza prove, che abbia assunto quel ruolo per coprire le analisi mancanti. Le domande sul suo ruolo nelle indagini del 2007 restano. Le risposte devono arrivare dai fatti, non dai sospetti.

In questi stessi giorni è tornata a far discutere anche la morte di David Rossi. La commissione parlamentare d’inchiesta, sulla base delle perizie esaminate, ha concluso che non si trattò di un suicidio; le nuove valutazioni tecniche presentate ieri sostengono l’ipotesi di un’aggressione. Le indagini devono ancora fare il loro corso, e non sto mettendo sullo stesso piano due vicende diverse. Mi colpisce però il tempo che può passare prima che una ricostruzione venga riesaminata davvero. Nel frattempo le famiglie aspettano, le persone coinvolte vivono dentro quella storia e noi ci abituiamo a chiamare «verità» una conclusione che forse aveva ancora bisogno di essere verificata.

Gli errori giudiziari non appartengono soltanto ai film. Angelo Massaro è stato assolto in revisione nel 2017 dopo oltre vent’anni di carcere per un omicidio che non aveva commesso. Nel Regno Unito, Andrew Malkinson ha visto annullare la propria condanna dopo 17 anni di detenzione, quando nuovi esami del DNA hanno portato alla luce elementi decisivi. Sono storie diverse da Garlasco, ma ricordano una cosa: anche una condanna che per anni sembra intoccabile può dover essere riesaminata.

E la fiducia dei cittadini non è affatto illimitata. Secondo l’Istat, nel 2024 soltanto il 44 per cento degli italiani dai 14 anni in su ha dato al sistema giudiziario un voto almeno sufficiente. Non è un sondaggio sui RIS o sulle analisi del DNA, ma dice quanto sia fragile il rapporto tra la giustizia e le persone che dovrebbero potersi affidare a essa.

Io credo nella scienza forense. Proprio per questo penso che un’analisi debba poter essere controllata fino in fondo, soprattutto quando un’altra analisi sullo stesso campione dà un risultato diverso. La risposta non può essere scegliere il risultato più comodo e lasciare l’altro fuori dal fascicolo. Bisogna capire perché i risultati non coincidono e permettere a tutte le parti di verificarlo.

Oggi Alberto Stasi resta una persona condannata in via definitiva e Andrea Sempio è un indagato, non un colpevole accertato. Le due controanalisi non ci dicono, da sole, chi abbia ucciso Chiara Poggi. Ma la loro assenza dagli atti dell’epoca è abbastanza seria da pretendere una spiegazione completa. La dobbiamo a Chiara e alla sua famiglia, a chi è stato processato e anche a chi nei laboratori e nelle indagini lavora con rigore: la credibilità di quel lavoro si difende facendo piena luce su ciò che è accaduto.

Poi, per un momento, provate a togliere il nome di Stasi da questa storia e a mettere il vostro. Se un giorno fosse la vostra libertà a dipendere da un’analisi, come potreste difendervi da risultati che nessuno vi ha mai permesso di vedere? E dopo aver saputo che due controanalisi del RIS di Parma non comparivano nel fascicolo, siamo ancora sicuri di poterci fidare completamente delle indagini, perfino quando a condurle è un reparto che consideriamo un’eccellenza?




L’Ensemble Baroque Lumina in concerto a Sassari

Il 4 ottobre nella chiesa di San Giacomo un viaggio musicale dal Tardo Rinascimento al Barocco per il festival “Note senza Tempo”

SASSARI. Domenica 4 ottobre, alle 19, la Chiesa di San Giacomo a Sassari accoglierà il concerto “Tra Sinfonie e Romanesche: Splendori del Seicento Italiano” dell’Ensemble Baroque Lumina di Firenze. Un itinerario musicale di rara eleganza, inserito nel calendario del festival internazionale di musica antica “Note senza Tempo”, ideato per tracciare l’evoluzione del linguaggio strumentale italiano tra Cinque e Seicento, accompagnando il pubblico in un viaggio sonoro che prende le mosse dallo sfarzo cortigiano degli Intermedi medicei del 1589 per giungere fino alle arditezze formali ed espressive del pieno Barocco.

A guidare gli ascoltatori in una trama di virtuosismi saranno tre interpreti di rilievo internazionale e profondi conoscitori della prassi esecutiva: Luigi Cozzolino al violino, Andrea Benucci alla tiorba e al mandolino, e Giacomo Benedetti al clavicembalo e alla concertazione. L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti.

Il programma si aprirà con la Sinfonia di Cristofano Malvezzi dagli Intermedi della “Pellegrina” (Firenze, 1589), massima espressione del tardo Rinascimento, per proseguire con Andrea Falconieri e Dario Castello, artefici dello stil moderno fondato sul dialogo strumentale e la libertà formale.

Sarà approfondita inoltre l’emancipazione del solista con le variazioni di Girolamo Frescobaldi e Biagio Marini. Tra i brani figura anche la contemporanea “Romanesca” per violino solo, composta nel 2010 da Luigi Cozzolino come ponte ideale tra sensibilità odierna e spirito seicentesco.

Gran finale con la Folia per cembalo di Alessandro Scarlatti e la Sinfonia in Re maggiore di Alessandro Stradella (da un autografo della Biblioteca Estense), che sintetizzano la teatralità e la fantasia del Barocco italiano.

I musicisti coinvolti vantano curriculum di assoluto prestigio nel panorama della musica antica. Fondato nel 2019 dal maestro Giacomo Benedetti, l’Ensemble Baroque Lumina unisce solisti attivi nelle più celebri orchestre e i principali teatri lirici mondiali, con un’intensa attività discografica per importanti etichette quali Brilliant Classics, Da Vinci, Tactus, Naxos e Bongiovanni. Luigi Cozzolino, a lungo primo violino del Maggio Musicale Fiorentino e raffinato compositore, ha collaborato con ensemble leggendari come Europa Galante e I Barocchisti. Andrea Benucci è tra i rari liutisti italiani a padroneggiare la tecnica storica del mandolino per quarte, con un’ampia attività concertistica e discografica, mentre Giacomo Benedetti, organista titolare delle basiliche fiorentine di San Miniato al Monte e Santa Felicita nonché docente di clavicembalo, svolge da anni un’intensa carriera da solista e direttore in Europa, America, Africa e Asia.

“Note Senza Tempo” è organizzato dall’associazione Dolci Accenti con il patrocinio e supporto della Regione Autonoma della Sardegna, della Fondazione di Sardegna e delle amministrazioni comunali di Sassari, Porto Torres, Alghero, Uri e Castelsardo, e rientra nel cartellone di eventi “Salude&Trigu” promosso dalla Camera di Commercio di Sassari.




Longevity Weeks Costa Smeralda 2026 

a Porto Cervo lo sport è per tutti

Camminate, fitness e discipline olistiche 

accanto alle gare di trail running e nuoto. 

Dall’8 ottobre il pubblico potrà seguire anche i campionati nazionali 

alla Waterfront Beach Arena

Porto Cervo, 28 settembre 2026 – Gare per gli sportivi più allenati, attività per chi vuole semplicemente muoversi e competizioni da vivere anche come spettatori. È lo sport il protagonista della nuova settimana delle Longevity Weeks Costa Smeralda 2026, la manifestazione promossa dal Consorzio Costa Smeralda in partnership con Smeralda Holding. Il programma, iniziato il 25 settembre con i tornei di padel e tennis, proseguirà fino all’11 ottobre.

Per adulti, bambini e famiglie tornano le Walking Experience & Mindfulness. Dopo gli appuntamenti del 25, 26 e 27 settembre, sono in calendario nuove camminate il 2, 3 e 4 ottobre e dall’8 all’11 ottobre. Il percorso unisce il movimento all’aria aperta a semplici pratiche di respirazione, consapevolezza e ascolto del corpo, per concludersi con un momento di meditazione guidata. Le esperienze si svolgono a Porto Paglia e solo il 10 pomeriggio anche  al Pevero in occasione del Trail Run.

Dal 6 all’11 ottobre, al Porto Vecchio, sarà attiva un’area Welness in cui si potrà inoltre prenotare il Technogym Checkup, che analizza parametri fisici e cognitivi e determina la Wellness Age™. Le attività dell’area Welness e Checkup sono gratuite, previa prenotazione.

Chi desidera sperimentare pratiche diverse potrà partecipare alle sessioni di discipline olistiche ospitate dall’8 all’11 ottobre al Longevity Pavilion, nel parcheggio Il Gabbiano all’ingresso di Porto Cervo. Il calendario comprende Azul Dance l’8 ottobre; Hatha Yoga, Ecstatic Dance, Costellazioni Familiari e Mindfulness il 9, 10 e 11 ottobre; Sound Bath e Arte Terapia con Pittura Intuitiva il 10 e 11 ottobre. Le sessioni sono su prenotazione con un prezzo ridotto offerto dal Consorzio Costa Smeralda e dal main sponsor Smeralda Holding.  Giovedì 8 ottobre, dalle 16:30 alle 18:00, un incontro di presentazione permetterà al pubblico di conoscere i facilitatori, parlare con loro e avvicinarsi anche alle pratiche meno familiari.

Sempre dall’8 all’11 ottobre, la Waterfront Beach Arena allestita al Porto Vecchio ospiterà i tornei nazionali di beach volley femminile, beach tennis, beach soccer e beach rugby. Le squadre si sfideranno sulla sabbia e il pubblico potrà assistere liberamente alle competizioni.

Il fine settimana conclusivo sarà dedicato anche alle gare tra terra e mare. Sabato 10 ottobre si correrà la Porto Cervo Trail Run: alla gara agonistica di 10 chilometri riservata ai tesserati si affiancheranno prove meno impegnative, accessibili a tutti. Domenica 11 ottobre si terrà la Porto Cervo Swim, gara di nuoto in acque libere riservata ai tesserati, con partenza dalla Spiaggia del Giglio e due distanze, 1.800 e 800 metri. Il 10 e l’11 ottobre si svolgerà inoltre la Terra Mare Cup, che combina la corsa sui sentieri naturali dell’area del Pevero con il nuoto nella baia di Porto Cervo. Si ricorda che gli atleti sprovvisti di tessera verranno tesserati gratuitamente al momento ma è necessario che siano già in possesso del certificato medico sportivo agonistico.

Lo sport è una delle componenti di un programma più ampio dedicato alla qualità della vita. Dopo la giornata dei Medical Talks del 26 settembre, dedicata alla medicina della longevità e alla prevenzione sotto la direzione scientifica del professor Antonio Desogus, il calendario proseguirà il 3 e 4 ottobre con il Longevity Fest Costa Smeralda e il Longevity Award Costa Smeralda assegnato al grande fotografo americano Steve McCurry.

Per iscriversi alle Walking Experience & Mindfulness, alle gare sportive e alle attività Technogym, è possibile consultare longevityweekscostasmeralda.it oppure scrivere a [email protected]. Per le discipline olistiche, le prenotazioni si effettuano attraverso il sito o scrivendo a [email protected].

Il format Longevity Weeks Costa Smeralda, sviluppato in sinergia con Smeralda Holding, rappresenta un ulteriore tassello nel percorso di valorizzazione del territorio attraverso contenuti capaci di attrarre nuovi flussi turistici anche oltre la stagione estiva, rafforzando il posizionamento della destinazione come luogo ideale per chi ricerca benessere, natura, sport e qualità della vita tutto l’anno. 

Tutti gli appuntamenti di Longevity Weeks Costa Smeralda 2026 saranno aperti al pubblico, offrendo l’opportunità di vivere un’esperienza di benessere completa e integrata. Le attività sportive e le competizioni previste dal programma richiedono l’iscrizione: alcune prevedono una piccola quota di partecipazione, mentre altre sono gratuite. Il pubblico potrà inoltre assistere gratuitamente ai tornei in programma presso la Beach Arena. Gli incontri congressuali, i talk e gli appuntamenti divulgativi saranno a ingresso libero a eccezione della serata di premiazione di Steve McCurry per la quale sarà obbligatoria la prenotazione gratuita. Per informazioni, programma e prenotazioni: 

https://longevityweekscostasmeralda.it/ o [email protected]

il calendario by Sardegna Press