Festival City&City, anteprima letteraria con Il bandito e il santo di Annino Mele

Martedì 29 settembre l’autore presenta a Sassari, in anteprima per City&City, il libro scritto con Karl-Peter Schwarz

Il Festival City&City aggiunge un appuntamento di spessore al proprio calendario con una serata dedicata alla presentazione di Il bandito e il santo. Contos de vivos e mortos – Storie di vivi e di morti, il volume scritto da Annino Mele e Karl-Peter Schwarz, pubblicato nel 2026 da L’Isola dei libri.

L’incontro è in programma martedì 29 settembre alle ore 18:30, presso la Biblioteca di Santa Maria di Betlem, a Sassari. A dialogare con l’autore sarà Pier Luigi Piredda, in una conversazione dedicata al libro e alle storie raccolte nel volume.

Il tema centrale tratta la vicenda personale di Annino Mele, figura di primo piano del banditismo sardo del dopoguerra. Dopo una lunga esperienza di latitanza e detenzione, Mele ha iniziato a raccontare la propria storia attraverso la scrittura, pubblicando negli anni diversi libri dedicati alla propria esperienza carceraria e non solo.

L’appuntamento è gratuito e a ingresso libero.

Il Festival City&City è organizzato dall’Associazione Culturale City&City, in collaborazione con la Chiesa di Santa Maria di Betlem, le Librerie Giunti al Punto di Sassari, la Libreria Chiara e Stefy di Bachisio Medde e la Fondazione Maria Carta. La manifestazione è realizzata con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna, il sostegno della Fondazione di Sardegna, il contributo del Comune di Sassari, della Camera di Commercio di Sassari attraverso il circuito Salude & Trigu, oltre al supporto dei partner Grimaldi Sardegna, C.A.P.R.I. Scarl, Web Solutions Siti web e Internet marketing, Maggi Sassari e del media partner City&City Magazine.




FESTIVAL DELL’AEROSPAZIO DI OLBIA, LE RISORSE PER VIVERE OLTRE LA TERRA

ACQUA, OSSIGENO E MATERIE PRIME: LE RISORSE EXTRATERRESTRI

PER RENDERE SOSTENIBILE L’ESPLORAZIONE DI LUNA E MARTE

Dal 1° al 3 ottobre al Museo Archeologico la quarta edizione

Il 2 ottobre il Festival ospita la tappa degli Stati Generali della Space Economy 

dedicata a risorse extraterrestri e materie prime

Acqua, ossigeno, materiali per costruire e persino propellenti: se l’obiettivo della nuova esplorazione spaziale è consentire all’uomo di vivere e lavorare sulla Luna per periodi sempre più lunghi, non sarà possibile continuare a trasportare dalla Terra tutto ciò che serve. Una delle sfide è imparare a utilizzare le risorse disponibili direttamente nello spazio, trasformandole in ciò che occorre per sostenere le missioni e ridurne la dipendenza dai rifornimenti terrestri. Dalle risorse extraterrestri alla possibilità di vivere e operare sulla Luna e, in prospettiva, su Marte: sarà uno dei grandi temi della quarta edizione del Festival dell’Aerospazio, organizzato da Astec – AeroSpace Technology Education Center – con il sostegno e la partnership della Regione Sardegna, del Comune di Olbia, del Cipnes Gallura e di UniOlbia, in programma al Museo Archeologico di Olbia dall’1 al 3 ottobre. 

“Olbia ospiterà tre giornate di confronto sui temi che oggi sono al centro dell’evoluzione del settore aerospaziale – dichiara Marilisa Pischedda, direttrice del Festival e founder di Astec -.  Un programma di conferenze che riunirà astronauti, rappresentanti delle principali istituzioni del settore, ricerca, università e industria, chiamati a confrontarsi sulle tecnologie che stanno rendendo possibile una nuova fase dell’esplorazione spaziale e sulle ricadute economiche, industriali e professionali che ne deriveranno. Le tecnologie abilitanti costituiscono il filo conduttore di questa edizione: intelligenza artificiale, robotica avanzata, nuovi materiali, manifattura evoluta, automazione, telecomunicazioni e infrastrutture saranno affrontate guardando anche alle nuove sfide dell’esplorazione lunare. La Luna sarà infatti uno dei grandi temi del Festival – svela Marilisa Pischedda –  dal programma Artemis alla futura economia cislunare, fino all’utilizzo delle risorse extraterrestri, a cui sarà dedicata anche la tappa sarda degli Stati Generali della Space Economy, ospitata all’interno della manifestazione”.

DALLE RISORSE EXTRATERRESTRI ALL’ESPLORAZIONE DI LUNA E MARTE.  È il principio dell’ISRU – In-Situ Resource Utilization – l’utilizzo delle risorse presenti nel luogo dell’esplorazione, una delle frontiere tecnologiche sulle quali si gioca la possibilità di rendere più sostenibile la futura presenza umana oltre la Terra. La NASA indica tra i prodotti potenzialmente ottenibili dalle risorse extraterrestri aria respirabile, acqua, propellenti e materiali da costruzione, mentre tra le risorse considerate più promettenti figurano acqua e ossigeno. Sulla Luna, l’ESA studia in particolare la possibilità di individuare e utilizzare il ghiaccio d’acqua delle regioni polari e di estrarre ossigeno dalla regolite, lo strato di polvere e frammenti rocciosi che ricopre la superficie lunare. 

Il 2 ottobre il Festival dell’Aerospazio porterà il tema all’interno del proprio programma con “Dalle risorse extraterrestri all’esplorazione sostenibile di Luna e Marte”, un confronto tra ricerca, tecnologia e industria su una delle questioni decisive per il futuro delle missioni di lunga durata. La prospettiva cambia radicalmente rispetto alle prime fasi dell’esplorazione spaziale: non si tratta più soltanto di raggiungere un altro corpo celeste, ma di sviluppare tecnologie che consentano di operare e permanere in ambienti estremi utilizzando, almeno in parte, ciò che è disponibile sul posto. Individuare le risorse, estrarle, trasformarle e renderle utilizzabili significa affrontare problemi scientifici e tecnologici complessi e, contemporaneamente, aprire nuovi scenari industriali ed economici. “A rendere particolarmente significativo il programma – spiega la direttrice del Festival – saranno soprattutto le persone che porteranno a Olbia esperienze e competenze maturate ai più alti livelli del settore. A iniziare dagli astronauti: Luca Parmitano interverrà in collegamento da Houston, Meganne Christian sarà con noi in presenza, mentre rappresentanti di agenzie spaziali, enti di ricerca, istituzioni e aziende offriranno prospettive diverse sulle trasformazioni in corso. Un’attenzione particolare sarà inoltre dedicata alle professionalità Stem, anche attraverso una tavola rotonda tutta al femminile che riunirà donne con esperienze differenti nel mondo aerospaziale”. 

OLBIA TAPPA DEGLI STATI GENERALI DELLA SPACE ECONOMY. Se la nuova frontiera è una presenza umana più duratura oltre la Terra, la sfida è sviluppare le tecnologie che possano renderla concretamente possibile. Robotica e sistemi autonomi per operare in ambienti ostili, tecnologie di estrazione e trasformazione delle risorse, infrastrutture, materiali e sistemi per la produzione e l’utilizzo di acqua e ossigeno fanno parte di un percorso che unisce ricerca, industria e Space Economy. La centralità del tema è rafforzata dal fatto che il 2 ottobre il Festival dell’Aerospazio di Olbia, in accordo con DASS e Regione Sardegna, ospiterà una tappa degli Stati Generali della Space Economy, dedicata proprio a “Risorse extratmosferiche e materie prime (ISRU)”. 

IL FESTIVAL DA VIVERE: SPAZIO A STUDENTI, FAMIGLIE E CITTADINI. Il Festival non si esaurisce nelle conferenze e non è destinato soltanto a professionisti, imprese e istituzioni. “Studenti, famiglie e cittadini – dichiara Marilisa Pischedda – potranno entrare in contatto con questo mondo attraverso esperienze pensate per età e interessi differenti. Astec, Agenzia spaziale italiana, Inaf, Esero e Aeronautica militare proporranno laboratori e attività per i più giovani; sarà possibile conoscere il progetto Einstein Telescope attraverso una mostra accompagnata dagli esperti, visitare la mostra artistica di Mario Fois Carta, partecipare ai Salotti Stem e agli incontri di “Libri in orbita”. E nella hall del Museo attenderà i visitatori anche una sorpresa che abbiamo scelto di non anticipare. Il Festival dell’Aerospazio è gratuito e aperto a tutti”. 

Per le attività in programma è consigliata la prenotazione: alcune hanno già raggiunto il sold out. “Credo sia questo il momento giusto – conclude la direttrice della manifestazione – per invitare il pubblico a consultare il programma e scegliere il proprio modo di vivere il Festival: seguendo una conferenza, incontrando un astronauta o un’impresa, partecipando a un laboratorio, avvicinandosi a un grande progetto scientifico o semplicemente lasciandosi incuriosire da un settore che sta cambiando molto più rapidamente di quanto spesso immaginiamo”.




Ediltrophy, l’edilizia che attrae i giovani parte da Sassari

Alla gara d’arte muraria trionfa la GMD Costruzioni di Sorso

Grande successo sabato (27 settembre) all’Ex-ma per l’evento promosso da FORMEDIL Nord Sardegna: al centro il dialogo tra lavoro, formazione, cultura, tecnologia, nuove competenze e future generazioni. In prima fila gli studenti dell’Istituto Devilla

SASSARI. Impasto e laterizi da un lato, metro e livella dall’altro: progetto alla mano, hanno lavorato spediti assicurandosi la conquista del primo premio, che lo scorso anno gli era sfuggito per un soffio. La GMD Costruzioni di Sorso con i maestri Nieddu e Navarra ha vinto l’Ediltrophy Sardegna 2026, realizzando in circa tre ore una panchina in mattoni di terracotta e lastra di granito (manufatto uguale per tutti i concorrenti).

Il secondo posto è andato a La Piramide SRL di Sassari con l’opera dei fratelli Pischedda, e il terzo alla ditta Antonio Casu di Sassari rappresentata dai maestri Casu e Sale, che si è aggiudicata anche il premio Lavorare in Sicurezza. I vincitori parteciperanno alla finale nazionale del 10 ottobre all’interno della fiera SAIE di Bologna.

La premiazione si è svolta negli spazi dell’Ex-ma, a conclusione di un’intensa giornata dedicata al settore delle costruzioni e alle sue professionalità, ma soprattutto ai giovani e alle profonde trasformazioni che stanno interessando imprese e cantieri. Promossa da FORMEDIL Nord Sardegna con il patrocinio del Comune di Sassari e in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti “Mario Sironi”, la manifestazione ha confermato la volontà di costruire, attorno al settore, un dialogo sempre più ampio tra lavoro, formazione, cultura, professioni e nuove generazioni.

La gara d’arte muraria ha visto confrontarsi squadre di lavoratori provenienti da imprese del territorio all’interno di un evento di più ampio respiro. Una parte importante ha coinvolto gli studenti dell’Istituto “Devilla” di Sassari, indirizzo Costruzioni, Ambiente e Territorio – ex Geometri, per un’occasione di orientamento verso il mondo delle costruzioni e verso le più moderne professionalità di un settore che ha bisogno di nuove competenze e di nuove generazioni.

È stato possibile vedere come l’edilizia si mostri sempre più tecnologica e specialistica, spaziando dalla progettazione digitale (BIM, droni, IA) alla sostenibilità e all’efficientamento energetico. I ragazzi hanno partecipato a due laboratori d’innovazione, il primo sulla realtà virtuale e tecnologie immersive per formazione e sicurezza (con XRiT di Sassari), e l’altro sugli esoscheletri per ridurre lo sforzo fisico nei lavori di cantiere.

La mattinata ha trovato il momento più intenso nella tavola rotonda moderata da Rachele Falchi, a tema “Presente e futuro del settore delle costruzioni in Sardegna”, introdotta dai saluti del sindaco Giuseppe Mascia, dal benvenuto di Francesco Ginesu in qualità di commissario dell’Accademia, e di Giuseppe Oggiano, presidente dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro.

È emerso che il comparto sta attraversando una profonda trasformazione guidata da digitalizzazione, sostenibilità e nuove tecnologie quali BIM, intelligenza artificiale e robotica. Per affrontare questo cambiamento, le imprese sono chiamate a evolversi sia sul piano tecnico che organizzativo, puntando su una formazione continua che coinvolga sia i lavoratori esperti sia chi fa il suo ingresso nel comparto, come dimostra l’iniziativa dell’Accademia delle Costruzioni promossa da FORMEDIL Nord Sardegna. Il confronto ha accolto le voci delle diverse componenti della filiera.

Per ANCE Sardegna è intervenuto il presidente Pierpaolo Tilocca; a rappresentare FORMEDIL Nord Sardegna sono stati il consigliere d’amministrazione Stefano Marcolongo, espressione della componente ANCE, e il vicepresidente Luca Scanu, espressione della FILCA-CISL.

Per le organizzazioni sindacali del settore sono intervenuti Alfredo Costa per FILCA-CISL, Gianni Olla per FENEAL-UIL ed Erika Collu per FILLEA-CGIL, mentre il mondo delle professioni tecniche è stato rappresentato dal presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Sassari, Massimiliano Sanna, da Gianni Milia per l’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, e da Alessandro Nughes per il Collegio dei Geometri.

Sono intervenuti inoltre Antonello Monsù Scolaro, docente del Dipartimento di Architettura, Design e Urbanistica dell’Università degli Studi di Sassari, e Nicoletta Puggioni, dirigente scolastica all’istituto “Devilla” e assessora all’Istruzione e alla Cultura del Comune di Sassari.

A completare il confronto Manolo Cattari, psicoterapeuta,esperto nello sviluppo delle competenze. La giornata si è svolta con il coordinamento e la supervisione del direttore del FORMEDIL Nord Sardegna, Fiorenzo Piu.

Un nodo centrale del dibattito ha riguardato la capacità del settore di attrarre i giovani. In sintesi, è emersa coralmente la necessità di superare la percezione tradizionale dell’edilizia, valorizzando figure in grado di fondere abilità manuali, digitali e gestionali, supportate da una maggiore consapevolezza delle proprie attitudini.

Allo stesso tempo, è stato rimarcato che la qualità dei lavori richiede un dialogo sempre più stretto tra progettisti e imprese, con il contributo determinante degli Ordini professionali, per integrare sicurezza, sostenibilità e rigenerazione urbana fin dalla fase iniziale di progettazione. In questo scenario, manifestazioni come Ediltrophy dimostrano come tradizione artigianale e innovazione tecnologica non siano in contrasto, ma rappresentino le due facce di un settore in continua evoluzione.




Alghero riabbraccia il suo campione: inaugurata la statua in onore di Tore Burruni

Svelato sul lungomare il monumento in bronzo dedicato al mitico pugile algherese, opera dello scultore Antonio De Paoli. Una cerimonia densa di emozione, tra rievocazioni storiche, ostacoli burocratici superati e le vibranti note de “Lo Pais meu”.

ALGHERO – La città ha finalmente saldato il suo debito di riconoscenza con uno dei suoi figli più illustri. Nel tardo pomeriggio di sabato 26 settembre 2026, una grande folla si è radunata sul lungomare cittadino per assistere allo svelamento della statua dedicata a Salvatore “Tore” Burruni, indimenticato campione di pugilato.

L’evento, intitolato “Una statua per Tore”, ha alternato momenti di profonda commozione a spunti di riflessione sul valore educativo dello sport, unendo l’intera comunità nel ricordo sportivo e umano. La cerimonia si è aperta con la proiezione su un maxischermo di un emozionante filmato d’epoca che ha ripercorso le gesta del campione. Tra le immagini in bianco e nero scorse sul display, a riaccendere l’orgoglio cittadino, anche i fotogrammi della storica conquista del Titolo Europeo dei Pesi Mosca, vinto proprio ad Alghero il 29 giugno 1961 contro il finlandese Risto Luukkonen.

A rendere l’atmosfera ancora più suggestiva è stato il tributo musicale: un duo chitarra acustica e voce ha eseguito dal vivo “Lo Pais meu”, celebre e amatissimo brano di Antoni Cau, regalando ai presenti un momento di grande intensità e forte appartenenza identitaria.

Dal palco, le istituzioni e i promotori hanno sottolineato non solo la grandezza dell’atleta Burruni, ma anche la sua statura di uomo. Il sindaco, intervenuto in fascia tricolore, ha evidenziato come l’esempio di Tore continui a vivere oggi nelle palestre algheresi, dove la “nobile arte” della boxe svolge tuttora un ruolo educativo fondamentale: insegna ai ragazzi a superare le difficoltà, a conoscere i propri mezzi e ad acquisire consapevolezza delle proprie capacità, sia sul ring che fuori.

L’iter burocratico e “la battaglia fuori dal ring”

La realizzazione del monumento non è stata un percorso privo di ostacoli. Carlo Branca, esponente dell’associazione promotrice, ha ripercorso dal palco i tre lunghi anni necessari per portare a termine l’ambizioso progetto. Una vera e propria “battaglia fuori dal ring” fatta di intralci burocratici e discussioni per i permessi della Soprintendenza volti a ottenere l’autorizzazione per il posizionamento esatto sul lungomare. Un iter complesso, che ha visto l’avvicendarsi di due diverse giunte comunali, ma che alla fine, grazie alla tenacia degli organizzatori, ha trovato il suo felice epilogo.

Lo svelamento e l’opera di Antonio De Paoli

Il culmine della cerimonia, accompagnato dal canto corale dell’inno intonato da tutto il pubblico al suono della banda, ha visto sventolare decine di bandiere con i colori della Senyera. A svelare l’opera, liberandola dal drappo giallorosso, sono stati il sindaco, i vertici dell’associazione e Gianfranco e Pierpaolo Burruni, figli del campione.

La scultura è stata plasmata e realizzata dall’artista Antonio De Paoli. L’opera, interamente in bronzo e del peso di circa 450 chili, poggia su un imponente basamento in trachite di oltre 4 tonnellate. La figura raffigura Burruni nella sua classica posizione di guardia, pronto a combattere. Un’immagine fiera, rivolta verso la sua città, che da oggi e per sempre ricorderà a cittadini e visitatori la determinazione, il coraggio e il cuore di un algherese che ha conquistato la vetta del mondo.

L’artista: Antonio De Paoli (Breve Curriculum)

Antonio De Paoli nasce a Pavia il 27 maggio 1966. Si avvicina al mondo della produzione artistica laureandosi in scenografia presso la prestigiosa Accademia di Belle Arti di Brera, a Milano. Inizia la sua carriera professionale proprio come scenografo e assistente scenografo, maturando importanti esperienze lavorative all’interno di grandi produzioni televisive per i network Rai e Mediaset.

Successivamente, De Paoli sceglie di dedicarsi in via esclusiva all’arte figurativa, affermandosi come pittore e soprattutto come scultore. È specializzato nella scultura monumentale, portando a compimento svariate opere pubbliche destinate a piazze e città italiane (tra i suoi lavori recenti figurano anche un monumento dedicato agli Alpini e uno a San Pio V).

La sua ricerca estetica e stilistica — profondamente influenzata dalla pregressa visione scenografica — si concentra sulla rappresentazione del dualismo e dell’energia vitale, con l’obiettivo di “cristallizzare nel tempo” l’azione umana. Nelle sue sculture, le minuziose anatomie, i movimenti e la gestualità servono a sprigionare e trasmettere all’osservatore la massima tensione fisica e forza spirituale dei soggetti rappresentati, come mirabilmente esemplificato nella scultura dedicata a Tore Burruni. Attualmente, De Paoli affianca alla produzione artistica anche il ruolo di docente, impegnandosi a trasmettere la passione per l’arte alle nuove generazioni.







Olbia, concerto al Musmat con il duo Mattu-Oliviero

Il 2 ottobre appuntamento con un duo d’eccezione per il Festival internazionale Contrasti diretto da Laura Cocco: protagonista la grande musica da camera

OLBIA. Dimitri Mattu e Angela Oliviero. Una viola e un pianoforte. Due anime e due strumenti si fondono per portare a Olbia un appuntamento d’eccezione con la grande musica da camera. Giovedì 2 ottobre alle 20 nella sede del Musmat, il Festival internazionale Contrasti propone un viaggio musicale affascinante attraverso i secoli, costruito attorno ad alcune tra le pagine più significative del repertorio per viola e pianoforte.

La serata, a ingresso gratuito, porta in scena un programma che spazia dalla limpidezza classica della Sonata in Si bemolle maggiore di Karl Stamitz alle atmosfere sognanti del Notturno opera 9 numero 2 di Frédéric Chopin, proposto nella suggestiva trascrizione di Sarasate. Gli ascoltatori saranno poi guidati attraverso i romantici Märchenbilder op. 113 di Robert Schumann, per concludere il percorso con la vivace e intensa Sonata in Do maggiore di Nino Rota.

Il sodalizio Mattu–Oliviero è nato nel 2007 unendo due musicisti dalla consolidata esperienza concertistica e didattica, entrambi docenti al Conservatorio di Cagliari. Dimitri si è formato alla prestigiosa scuola violistica di Piero Farulli, per una carriera come prima viola in diverse orchestre e un profondo legame con la musica da camera, mentre Angela si è formata a Napoli con Aldo Tramma e perfezionatasi con Aldo Ciccolini. Insieme hanno calcato palcoscenici in tutta Italia e all’estero, esibendosi in recital e masterclass in Ungheria, Scozia, Inghilterra, Romania e Cina, oltre ad aver inciso un apprezzato CD dedicato al Romanticismo tedesco e presentato da RAI Radio 3 nel programma Primo Movimento.

Il festival è ideato e organizzato dall’associazione culturale Contrapunctum ETS con la direzione artistica del maestro Laura Cocco. Le diverse edizioni stagionali coinvolgono Sassari, Olbia, Alghero e altre realtà del nord Sardegna con l’obiettivo di diffondere la cultura musicale e valorizzare i luoghi e le istituzioni del territorio. Il concerto è realizzato con il patrocinio del Comune di Olbia e con il contributo della Fondazione di Sardegna e della Camera di Commercio di Sassari, nell’ambito del network Salude & Trigu. Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare il numero 393 4632959.




Istituto Bellieni, risate e “magia” in Sassarese per il nuovo video di promozione linguistica

Online il quarto corto Is.Be per lanciare il prossimo corso di Turritano, tra ironia, pozioni d’eterna giovinezza e vicini molesti

SASSARI. Un pizzico di magia, tanta ironia e il fascino senza tempo della lingua sassarese. Nella sede dell’Istituto Bellieni fa la sua comparsa la “maga” Rita con il nuovo, esilarante video promozionale dal titolo “Candu la maìa anda in fummu”, quarto appuntamento audiovisivo realizzato nell’ambito del progetto “Lu Sassaresu: un’isthòria ippiziari”.

«Un contu irónicu in linga sassaresa, in mezu a disizi imprubàbiri e maìi chi ischaburèggiani»: un modo leggero e accessibile per avvicinare il pubblico di tutte le età all’apprendimento e alla riscoperta della parlata locale. Il video vede protagoniste quattro corsiste del Laboratorio di Teatro, Rita Salaris, Maria Lucia Murtas e Graziella Cicu, con le riprese e il montaggio di Giovanna Ruggiu.

In questo nuovo episodio, nato da un’idea di Roberta Tola, la protagonista maga Rita tenta di preparare una miracolosa pozione dell’eterna giovinezza. Tra un incenso di troppo e qualche pasticcio, le cose non vanno esattamente come previsto, facendo letteralmente “andare tutto in fumo”.

Nel frattempo, la signora Maria Lucia, esasperata da un vicino di casa che canta a squarciagola all’alba, non sogna affatto di vivere in eterno: pretende invece una magia per diventare ricchissima e un maleficio per il vicino, al quale ha persino rubato una calzetta per il rito. A riportare l’ordine ci pensa Graziella, che mette in guardia la maga dai soliti disastri e le suggerisce l’unica vera soluzione per non sbagliare i termini: frequentare il corso dell’Is.Be condotto dal maestro Mario Lucio Marras, il cui inizio è previsto dal 1° ottobre nei locali della Biblioteca Comunale di Piazza Tola dalle 15.30 alle 17.30.

L’iniziativa, promossa dall’Istituto Bellieni e finanziata al Comune di Sassari dalla Regione Autonoma della Sardegna (fondi L.R. 22/18 e L.R. 6/12 – Bando TuLiS 2025-2027), punta a valorizzare e diffondere l’uso del sassarese. Per info e iscrizioni inviare una email all’indirizzo [email protected] o chiamare al 079/230268 il lunedì, mercoledì e venerdì dalle 10 alle 13.

Di seguito il link del video:




C’è un momento in cui l’informazione smette di raccontare i fatti e comincia a suggerire al lettore cosa deve pensare dei fatti. E quel momento, spesso, sta tutto in un titolo.

di Fausto Farinelli

da ” il giornale” edizione on line

Il Giornale ieri ha scritto: “Vannacci stop: è già in calo”. Titolo netto. Quasi definitivo. Peccato che, nello stesso articolo, Antonio Noto, cioè il sondaggista sul quale si basa la notizia, dica una cosa parecchio diversa: è troppo presto per parlare di una tendenza. Futuro Nazionale passa dall’8 al 7 per cento nella sua rilevazione, ma Noto precisa che bisogna aspettare.

Allora decidiamoci: è “già in calo” oppure non sappiamo ancora se questo calo sia una tendenza?

Non è una sfumatura. È informazione.

Pochi giorni prima Sky TG24, citando le rilevazioni YouTrend, raccontava invece un Futuro Nazionale in crescita, arrivato a superare Forza Italia. I sondaggi possono naturalmente cambiare e istituti diversi possono produrre risultati diversi. È proprio per questo che sarebbe corretto raccontarli come fotografie, non utilizzarli come sentenze.

Poi c’è l’altra frase: “il suo consenso proviene dagli astenuti”. Anche qui basta leggere l’articolo fino in fondo. Noto parla del 40 per cento dei potenziali elettori di Futuro Nazionale provenienti dall’astensione. Quaranta per cento. Non cento.

Sono dettagli? No. Sono le parole con cui si costruisce una percezione.

E quando, nello stesso articolo, Vannacci diventa “allergico alle inchieste”, quando si parla della sua “sporca dozzina”, quando il racconto dei numeri viene accompagnato continuamente dal sarcasmo, siamo ancora nella cronaca oppure siamo già entrati nell’editoriale?

Non ci sarebbe nulla di male, sia chiaro, se Il Giornale decidesse di contrastare politicamente Vannacci. Un quotidiano ha una linea editoriale e Tommaso Cerno ha tutto il diritto di averne una molto precisa. Lo stesso Cerno, pochi giorni fa, ha firmato un editoriale fortemente critico verso Vannacci, mentre altre firme e persino il direttore editoriale Vittorio Feltri hanno espresso pubblicamente valutazioni molto differenti sul generale.

Il problema nasce quando la linea editoriale entra dentro la notizia senza dichiararsi.

Perché un conto è scrivere: “Secondo noi Vannacci è un fenomeno destinato a ridimensionarsi”. È un’opinione. Legittima.

Un altro è prendere un sondaggio che lo dà al 7 per cento, ignorare nel titolo la prudenza dello stesso sondaggista e trasformare un’oscillazione in “Vannacci è già in calo”.

Io continuo a pensare che il problema dell’informazione non sia avere un’opinione. Il problema è quando quell’opinione si traveste da fatto.

E questo vale per Vannacci oggi come potrebbe valere, domani mattina, per chiunque altro.




Dal mito di Frida Kahlo alla lotta contro i pregiudizi: al Teatro Civico di Sassari torna Corpi in movimento

Il 26 settembre Danzeventi presenta gli spettacoli delle compagnie Komoko, Ariella Vidach AIEP e GDO

SASSARI. Il segmento autunnale del festival della danza d’autore “Corpi in movimento” porta l’arte coreutica al Teatro Civico di Sassari. Sabato 26 settembre, alle 20.30, Danzeventi presenta tre compagnie nazionali con i loro spettacoli: Komoko con “The Fridas” di Sofia Nappi, Ariella Vidach AIEP con “Io, Tu, Io E Te, Tu Ed Io, Noi, Loro, Noi E Loro” e la GDO con “Pre-giudizio”.

“The Fridas” è un duetto ispirato al dipinto “Le due Frida”, realizzato da una delle pittrici più note del secolo scorso, Frida Kahlo, che è lo spunto per esplorare il complesso tema dell’identità umana attraverso un rapporto di complicità e contrasto tra due danzatori. Movimenti speculari e divergenti incarnano conflitti e armonie interiori, così come l’espressività fisica e l’uso dello spazio, rappresentano due elementi complementari ed essenziali nella ricerca.

Lo spettacolo di AIEP porta invece due sorelle, Alessandra e Roberta Indolfi (classe 2000) a rapportarsi in due corpi che si incarnano e si scarnano. Due giovani coreografe, danzatrici e performer italiane, che nella loro formazione hanno approfondito discipline come l’acrobatica, il combattimento scenico, il teatro d’oggetti e quello fisico, portano in scena la rappresentazione coreutica di una stessa carne dalla quale nasce un’altra vita.

GDO elabora invece una composizione a partire dall’idea che il pregiudizio travisi e pieghi la realtà, insinuando il dubbio, mutando l’ambiente e generando opinioni già scritte, pronte a diventare ingiuste. Ogni passo diventa resistenza, ogni gesto una lotta contro le catene de pensiero precostituito.

Il festival prosegue il 30 settembre a Palazzo di Città, con la Compagnia BIT che presenta “Pulse” e la Compagnia Fabula Saltica con “Risonanze”.

Il festival è organizzato da Danzeventi con il sostegno e il patrocinio di Mic, Regione autonoma della Sardegna, Comune di Ittireddu, Festival Multidisciplinare Sardegna, Fondazione di Sardegna, Baretto di Porto Ferro e con il contributo del Comune di Sassari.

Per info contattare i numeri 340 6517531 e 349 8024059, scrivere all’indirizzo [email protected] o consultare il sito ufficiale www.danzeventi.com.




Gramsci e la questione meridionale: a Cagliari un convegno internazionale a cento anni dal saggio del 1926

Prende il via oggi, all’Università di Cagliari, il convegno internazionale “Gramsci e la questione meridionale: Interpretazioni e traducibilità a un secolo dal saggio del 1926”, in programma fino al 25 settembre nell’Aula A di via Sant’Ignazio 76 a CAGLIARI.

L’iniziativa è promossa dal Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Cagliari, dal GramsciLab e dal Fondo Bibliografico Internazionale Antonio Gramsci, insieme a istituzioni e centri di ricerca italiani e internazionali.

Studiosi provenienti da diverse università e istituzioni nazionali e internazionali discuteranno l’attualità della riflessione gramsciana sulla questione meridionale, interrogandone le interpretazioni e la possibilità di traduzione in contesti storici e geografici differenti.

Il programma affronta, tra gli altri temi, la formazione del pensiero di Gramsci, il rapporto tra questione meridionale e colonialismo, le categorie di egemonia e subalternità e le riletture contemporanee del rapporto tra Nord e Sud. Un’attenzione specifica sarà dedicata al Mediterraneo, al mondo arabo, all’America Latina e alla Palestina.

Articolato in dieci panel, il convegno propone un confronto tra prospettive storiche, politiche e culturali, a partire da una domanda centrale: come può essere interpretata e resa traducibile oggi una categoria nata nel contesto italiano del primo Novecento?

L’evento si svolge presso l’Aula A dell’Università di Cagliari, via Sant’Ignazio 76, con sessioni il 23, 24 e 25 settembre.