Il COROs canta per Pierpaolo Fadda

Venerdì 7 Dicembre alle 19, Usini ospiterà un ensemble di cori per ricordare il giornalista di Barumini, insieme all’Ail di Sassari e alla Fondazione Maria Carta.

Forse non era mai successo che i cori folcloristici dei comuni del Coros potessero unirsi in un’unica voce e cantare insieme per una sera. E se Pier Paolo Fadda, scrittore, direttore della rivista Antas e giornalista di Barumini (scomparso pochi mesi fa in seguito ad una brutta forma di leucemia) aveva questo desiderio, evidentemente l’iniziativa era degna di attenzione.

È il presupposto che ha animato Gian Mario Virdis, componente del Coro di Usini, cantautore e direttore artistico della manifestazione che, in pochi mesi, ha riunito più anime per dare vita a uno spettacolo mai visto. I cori dei comuni facenti parte all’Unione Coros, con ospite d’onore il coro di Nulvi, canteranno insieme in un concerto, venerdì 7 Dicembre 2018, ore 19 presso l’auditorium comunale di Usini. Ci saranno il Coro di Usini e il Coro Logudoro, oltre ai cori di Ittiri, Ossi, Ploaghe, Florinas, Muros, Olmedo, Putifigari. Tra gli ospiti, Gianni Mastino, tenore, il soprano Susanna Carboni, il Coro di Nulvi e naturalmente Gian Mario Virdis che chiuderà il concerto con il suo brano “Unidos”, per dare l’idea di unità e concordia per una giusta causa. “In una delle tante occasioni vissute con Pierpaolo – ha raccontato Virdis – egli stesso mi aveva prospettato questo suo desiderio di riunire la vocalità sarda presente nel territorio del Coros. Ed anche io ho sempre pensato che il canto, la musica, la cultura oltre a regalare e regalarci emozioni, uniscono le persone, i popoli, creando quelle dinamiche che mai come in questa occasione servono a donare quel qualcosa di magico che ci fa sentire tutti uniti come voleva Pier Paolo”.

L’evento sarà naturalmente dedicato all’Ail di Sassari, fondata nel 1992 e diretta da Marilena Rimini Fiori e che, da diverso tempo, è in prima linea per sostenere la ricerca su queste patologie del sangue e contribuire ad alleviare le necessità dei pazienti e dei loro familiari. “L’obiettivo dell’AIL Sassari – ha detto la presidente – è quello di trasformare una speranza in certezza di vita. Per poter realizzare questo progetto abbiamo necessità dell’aiuto di tutti, anche a livello locale, per sostenere le campagne che facciamo a livello nazionale come le Stelle di Natale, le Uova di Pasqua”.

«Abbiamo un debito nei confronti di Pierpaolo e questo evento è una risposta importante alle sue sollecitazioni», ha detto il sindaco di Usini Antonio Brundu. «È anche un’occasione per riflettere: dobbiamo sempre essere pronti ad affrontare una malattia. E la vicinanza e il sostegno non è sempre detto che debba essere di natura economica ma anche personale e umana».

A sostenere questo progetto, sia dal punto di vista artistico che solidale, la Fondazione Maria Carta e il suo presidente Leonardo Marras: “Quasi un anno fa il teatro comunale di Sassari ospitò un concerto che la Fondazione Maria Carta volle organizzare per tributare un omaggio alla città” ha raccontato Leonardo Marras. “Il ricavato venne devoluto all’Ail e quell’incontro con l’associazione di volontariato fu propiziato proprio da Pier Paolo Fadda. Ci introdusse, con il suo consueto garbo, nel mondo dei malati di leucemia. Un universo fatto di battaglie, sofferenza e speranza. Pierpaolo era un combattente e ha saputo tener testa al male con grande coraggio sino all’ultimo. Crediamo che il modo migliore per ricordare Pierpaolo sia quello di continuare a sostenere le iniziative dell’associazione”.

Il concerto si aprirà con i saluti istituzionali dei sindaci che interverranno, del Presidente dell’Unione dei Comuni del Coros, Carlo Sotgiu, sindaco di Ploaghe e dei primi cittadini ospiti di Nulvi e Barumini. Presenterà l’evento Antonio Brundu.

La serata è stata organizzata da Gian Mario Virdis, insieme all’Ail di Sassari e alla Fondazione Maria Carta, con il patrocinio del Comune di Usini e dell’Unione dei Comuni del Coros.

 




Forza Italia: sui balneari amministrazione incapace

Ancora una volta questa amministrazione si rivela incapace di gestire l’ordinario, a tal punto da mutarlo puntualmente, sotto la propria disastrosa guida, in emergenza. E’ il caso della Posidonia spaggiata, quella risorsa trasformatasi in serio problema per la superficialità ed il pressapochismo con la quale è stata trattata da Bruno e sodali, e oggi interessata dalle operazioni di riposizionamento presso l’arenile. Tonnellate di vegetale marcescente e putrescente, verosimilmente contaminate dalle acque del “canalone” di San Giovanni, frammiste a deiezioni animali, rifiuti e quantità industriali di microplastiche costituenti una seria minaccia per gli esseri viventi marini, i quali tendono a nutrirsene scambiandole per fonti di cibo, vengono distese, trasportate da mezzi pesanti, sulle nostre spiagge; le stesse che, fra soli 4 mesi, saranno interessate dalle operazioni di ripulitura per accogliere i visitatori che ancora vorranno scegliere la nostra città per soggiornarvi (sic!). A farne le spese oltre a turisti e cittadini, i gestori degli stabilimenti balneari, veri custodi e cultori del nostro “oro bianco” destinati a subire ordinanze scriteriate e scelte irragionavoli promosse da questa amministrazione. Almeno fino ad oggi. Intanto, una maggiornaza ormai alla deriva, scompostamente, cerca di accampare scuse e inutili viaggi verso Cagliari quasi volesse mostrarsi inconsapevole delle proprie manchevolezze e della risaputa sua proverbiale mancanza di programmazione. Si contorce colpendo improvvidamente chi ha avuto la sciagura di aggiudicarsi l’appalto, fermandone i mezzi e sanzionandoli ma dimenticandosi di come l’onere della gestione del cantiere fosse proprio in capo all’amministrazione ed ai suoi RUP interni. Ci domandiamo, pertanto, per quale motivo non abbiano vigilato fin dal principio sulle norme che regolano la sicurezza e se altre lacune procedurali possano aver concorso a caratterizzare questo cantiere trasformandolo in un pericoloso errore. La scompostezza di questi signori, tuttavia, oltrepassa i confini dell’arenile fino a giungere alle aule della massima assise comunale, il Consiglio, dove una maggioranza ai minimi termini e la sua Giunta, non paga di offendere l’intelligenza degli imprenditori seduti tra il pubblico, rivolge i propri improperi verso la consigliera di minoranza Monica Pulina, orgogliosamente rea, come buona parte dell’opposizione di cdx, di denunciare la fallimentare gestione dell’arenile. I banchi di governo ancora una volta ci hanno reso, nostro malgrado, spettatori di uno spettacolo indegno nel quale si è tentato di sopperire all’incapacità amministrativa con l’insulto da rivolgere scientemente verso chi si ritiene (erroneamente) più indifeso. Esprimiamo, pertanto, non solo rammarico per l’accaduto, ma, stringendoci attorno alla donna, all’amica e alla consigliera, condanniamo l’accaduto e pretendiamo una ferma posizione  di censura da parte del presidente del Consiglio, se ancora fosse garante dell’assemblea cittadina e le immediate scuse di chi, evidentemente, parrebbe aver abdicato al proprio ruolo di rappresentante delle istituzioni




SASSARI: MALTRATTAMENTI IN FAMIGLIA NEI CONFRONTI DELLA COMPAGNA. ARRESTATO DAI CARABINIERI.

Sassari, 1 Dicembre 2018

Nel pomeriggio di ieri, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Sassari sono intervenuti nel quartiere Latte Dolce, arrestando in flagranza di reato per maltrattamenti in famiglia un 38enne sassarese, già noto alle Forze dell’Ordine.

L’intervento delle pattuglie della Compagnia di Sassari è scaturito in seguito a una disperata richiesta d’aiuto da parte di una donna, 43enne sassarese, convivente dell’arrestato, la quale era stata poco prima aggredita dal compagno che, dopo averla pesantemente insultata e minacciata, l’aveva afferrata per il collo e trascinata per i capelli fuori dall’abitazione.

Giunti sul posto, gli equipaggi delle gazzelle dell’Arma si sono trovati davanti a una scena surreale, con la donna che, in evidente stato di agitazione, chiedeva aiuto, scalza e con indumenti troppo leggeri per far fronte alle temperature esterne, in quanto era stata letteralmente sbattuta fuori casa a seguito di una lite scaturita per futili motivi.

Dopo aver soccorso la donna, i Carabinieri hanno convinto il compagno, ancora in preda a uno stato di evidente alterazione psicofisica, ad aprire la porta e si sono sincerati sulle condizioni di salute dei figli della coppia (4 minorenni), che erano rimasti in casa con il padre e che, fortunatamente, non sono stati interessati dal comportamento violento dell’uomo, anche se hanno purtroppo assistito ai fatti avvenuti in precedenza con la madre.

Nella circostanza, i militari dell’Arma hanno riscontrato che il marito violento non era nuovo a comportamenti estremi nei confronti della donna e, anche nel recente passato, si era reso protagonista di episodi analoghi. In considerazione della gravità dei fatti, per l’uomo sono quindi scattate immediatamente le manette e, dopo le formalità di rito, lo stesso è stato trattenuto all’interno delle camere di sicurezza dei Carabinieri di Sassari in attesa dell’udienza di convalida in programma oggi.

La violenza domestica è un fenomeno molto diffuso, che riguarda ogni forma di abuso psicologico, fisico, sessuale e le varie forme di comportamenti coercitivi esercitati per controllare emotivamente una persona che fa parte del nucleo familiare.

Le condizioni di chi subisce la violenza sono tanto più gravi quanto più la violenza si protrae nel tempo, o quanto più esiste un legame consanguineo tra l’aggressore e la vittima. Le conseguenze della violenza domestica protratta nel tempo lasciano segni anche sul piano relazionale perché le vittime che la subiscono spesso perdono il lavoro, la casa, gli amici e le risorse economiche di sostentamento.

Per difendersi da situazioni di abuso domestico è necessario prima di tutto imparare a riconoscere i comportamenti tipici dell’abusante. Chi commette ripetutamente azioni violente fra le mura domestiche di solito ha un unico obiettivo: desidera porre la sua vittima in uno stato di “sudditanza” perché vuole sentirsi potente e perché esercitare azioni di comando e di controllo su un membro della famiglia lo fa sentire appagato e sicuro di sé. I suoi comportamenti hanno sempre come unico scopo quello di controllare tutto il vissuto del partner per rafforzare il suo personale sentimento di potere; per raggiungere questo obiettivo sente che deve eliminare tutto ciò che potrà ostacolare il rafforzamento di questo senso di sicurezza.

Nelle storie raccontate dalle vittime di violenza domestica, si apprende che la vittima nel tempo impara a “sopportare” eventi orribili, iniziando così a soffrire di problemi psichici che la spingono alla chiusura e ad una riduzione drastica della sua personale autostima ossia ad avere un atteggiamento eccessivamente critico verso se stessa e a sentirsi costantemente insoddisfatta delle proprie qualità.

Uscire da questo problema è possibile. Prima di tutto la vittima deve rendersi conto che quello che sta accadendo fra le mura domestiche è un reato. Per arrivare a questa consapevolezza deve osservare e analizzare quello che le accade attorno, imparare ad essere obiettiva e giudicante nei confronti di chi sta abusando.

In caso di violenza domestica è importante rompere l’isolamento e trovare il coraggio di parlare con qualcuno di ciò che avviene fra le mura domestiche e rivolgersi, così, alle Forze dell’Ordine. La legge tutela dalle forme di violenza: la violenza fisica e psicologica può essere legata a forme di reato descritte da molti articoli del Codice Penale e, per questo motivo, è importante parlarne con le Forze dell’Ordine, anche solo al fine di ricevere consigli e discutere sulle opportunità di tutela che la legge consente di adottare.

Proprio in quest’ottica, stamattina presso il Reparto Territoriale dei Carabinieri di Olbia è stata inaugurata una “Stanza tutta per sé”. Il progetto nasce da una collaborazione tra l’Arma dei Carabinieri e l’associazione “Soroptmist International d’Italia”. La stanza, arredata in modo da creare un’ambiente confortevole per le vittime, riservando uno spazio dedicato ai bambini con colori e oggetti pensati per l’infanzia, è destinata all’audizione protetta di donne che hanno subito violenza e di minori.




Olbia: SOROPTIMIST E CARABINIERI IN AIUTO DELLE VITTIME DI VIOLENZA.

OLBIA, 1 Dicembre 2018

Questa mattina, alla presenza del Vescovo della Diocesi di Tempio – Ampurias, Mons. Sebastiano Sanguinetti, della Vice Presidente Nazionale “Soroptimist International d’Italia”, Adriana Macchi, della Presidente di “Soroptimist club Gallura”, Avv. Maria Grazia Molinas, del Colonnello Luca Corbellotti, Comandante Provinciale dei Carabinieri di Sassari e di numerose altre Autorità, associazioni e cittadini, presso il Reparto Territoriale dei Carabinieri di Olbia è stata inaugurata una “Stanza tutta per sé”. L’iniziativa di Olbia non è la prima in Sardegna, ma segue quelle già realizzate presso i Comandi Provinciali dei Carabinieri di Cagliari e Nuoro e la Questura di Sassari. Il progetto  che nasce da una collaborazione tra l’Arma dei Carabinieri e l’associazione “Soroptmist International d’Italia” è stata finanziata dal Club Gallura attraverso una serie di iniziative che hanno trovato un eccezionale riscontro anche nella cittadinanza che ha voluto dare il proprio contributo e collaborare fattivamente alla sua realizzazione. La stanza è destinata all’audizione protetta di donne che hanno subito violenza e di minori. È arredata in modo da creare un’ambiente confortevole per le vittime, riservando uno spazio dedicato ai bambini con colori e oggetti pensati per l’infanzia.

La presa di coscienza della società sulla violenza nei confronti delle donne e dei minori ha acquisito nel corso degli anni una forza sempre maggiore nell’intento di arrestare un fenomeno che oggi è più che mai drammatico, caratterizzato da una violazione dei diritti umani, dell’integrità fisica e psicologica, della sicurezza, della libertà e della dignità della persona.

L’Arma dei Carabinieri è impegnata da anni concretamente nella cosiddetta tutela delle “fasce deboli” e nel contrasto di ogni forma di violenza di genere. Pertanto, al fine di accrescere la tutela delle vittime e di monitorare il fenomeno, sono state assunte una serie d’iniziative a livello sia centrale, sia periferico.

A seguito di un protocollo d’intesa tra il Ministero della Difesa e il Ministero delle Pari Opportunità, cui è seguita una convenzione di attuazione con il Comando Generale dell’Arma, dal 2009 è stata istituita presso il Reparto Analisi Criminologiche del Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche di Roma la Sezione “Atti persecutori”. Tra gli obiettivi strategici di questa nuova articolazione vi è quello di sviluppare studi e ricerche di settore volti all’approfondimento delle dinamiche sottostanti alle violenze in danno di vittime vulnerabili, anche attraverso collaborazioni con l’autorità scientifica. Tale unità concorre, altresì, alla formazione e all’aggiornamento dei Carabinieri di ogni ordine e grado in tema di violenza contro le donne o i minori. Inoltre, dal 2014 presso l’Istituto Superiore di Tecniche Investigative dell’Arma in Velletri (Roma) si svolgono annualmente corsi di formazione in materia di “violenza di genere”. Al termine del corso, il personale così formato va ad alimentare la “rete nazionale di monitoraggio”, istituita nel 2014 dal Comando Generale del Arma e formata da militari che, a livello provinciale, oltre a monitorare il fenomeno, fungono da referenti dei Comandanti ai vari livelli per la trattazione dei casi più delicati.

Proprio in quest’ottica, si è svolta ieri presso il Comando Legione Carabinieri “Sardegna” l’attività formativa sulle “best practices” che l’Arma dei Carabinieri ha adottato per la gestione dei reati connessi con la violenza di genere, curata del Capitano Francesca Lauria, Comandante della Sezione “Atti persecutori” del Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche di Roma, a cui hanno partecipato 40 militari di vari reparti dell’isola.

A livello provinciale, oltre alle attività prettamente investigative svolte dalle Stazioni e dai Nuclei Operativi, vengono ogni anno realizzati una serie di incontri finalizzati a diffondere la cultura della tutela delle fasce deboli.




ALGHERO CELEBRA GIUSEPPE MANNO A 150 ANNI DALLA MORTE

E’ convocata per lunedì 03 dicembre , alle ore 11.30 presso la Sala del Sindaco a Porta Terra, la conferenza stampa di presentazione del progetto relativo alle “Celebrazioni dei 150 anni dalla morte di Giuseppe Manno”. Il progetto intende valorizzare le molteplici anime del Manno attraverso un programma di iniziative che, con vari linguaggi e generi diversi, ripercorre la sua lunga esperienza letteraria, storiografica, politica e amministrativa ma anche molti aspetti della sua vita privata rintracciabili nei vari scritti e nelle lettere ritrovate, il rapporto con la moglie Tarsilla, l’amore per il violino e il suo costante sguardo verso la sua amata Alghero e la Sardegna. Alla conferenza stampa saranno presenti: Mario Bruno, Sindaco di Alghero; Gabriella Esposito, vice Sindaca e Assessora alla cultura di Alghero; Massimo Cadeddu, presidente della Fondazione Alghero; Mauro Porcu, direttore di Casa Manno; Antonio Uda, dirigente scolastico Liceo Classico G. Manno – Liceo Scientifico E.Fermi e Liceo Artistico F. Costantino.
Il programma delle celebrazioni gode di un contributo dell’ Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport della Regione Sardegna a valere sulla L.R. 20 settembre 2006 n.14 art 21, comma 1, lett. s “Manifestazioni celebrative di figure di protagonisti della storia e della cultura della Sardegna”.




La Bohème, presentazione alla Pinacoteca di Sassari

La Bohème, un capolavoro in Pinacoteca
Mercoledì 5 dicembre la presentazione dell’opera al Museo di piazza Santa Caterina 
Sarà la Pinacoteca nazionale di Sassari, in piazza Santa Caterina, a ospitare mercoledì 5 dicembre alle 11 la presentazione della Bohème di Giacomo Puccini.
L’opera, in cartellone al Teatro Comunale venerdì 7 dicembre alle 20,30 e domenica 9 alle 16,30, chiuderà la Stagione 2018 dell’Ente Concerti “Marialisa de Carolis”. All’incontro, come sempre gratuito e aperto a tutti, parteciperanno Matteo Mazzoni, regista dell’allestimento sassarese, e Michael Balke, direttore dell’Orchestra dell’Ente Concerti, insieme alla musicologa Paola Cossu.
Si conclude così il ciclo di presentazioni che la direzione artistica dell’Ente Concerti ha voluto portare in alcuni luoghi di alta cultura della città, in un simbolico incontro tra istituzioni: dal Liceo musicale che ha ospitato L’italiana in Algeri all’Accademia di belle arti per La cambiale di matrimonio, dal Liceo Azuni per Rigoletto alla Biblioteca comunale per i Carmina Burana, tutti gli incontri hanno ottenuto un grande successo, coinvolgendo in particolare gli studenti e avvicinandoli così al mondo della musica classica e dell’opera, in forma completamente gratuita.



Comunicato stampa Lega

1 Dicembre 2018

La Lega Salvini Premier città Sassari, attraverso la militante ed attivista Patrizia Simula con il segretario organizzativo provinciale Angelo Cubeddu, hanno fatto visita al Signor Gianfranco Dore, per la situazione drammatica in cui vive.
Dalle foto si può comprendere lo stato di povertà estrema in cui vive il Signor Dore, un rudere pericolante, senza finestre, senza un bagno, privo di luce, con a disposizione l’acqua attraverso una cisterna.
I leghisti hanno portato beni di prima necessità a disposizione del signor Dore, il quale ha ringraziato, ma consapevoli che non è quel gesto che risolverà i suoi problemi, ci si chiede come può l’ amministrazione Comunale essersi dimenticata di un cittadino sassarese, che in quel posto ha vissuto per ben 13 anni. Un uomo invisibile, senza documenti, senza un €, tagliato fuori dalla società.
Questo Dore è soltanto una goccia nel mare di Sassari, poiché tanti vivono in quelle condizioni, senza un lavoro, senza beni di prima necessità, perciò ci chiediamo come ha potuto la Giunta attuale aver dato ospitalità a tanti profughi, dimenticandosi che prima ci sono i propri cittadini.
Chiediamo per questo signore, un lavoro affinché ci siano le possibilità per una vita dignitosa.



Giuseppe Lauria è un nuovo giocatore della Torres

Il talentuoso centrocampista sarà da subito a disposizione del tecnico Sanna per il prossimo impegno sul campo dell’Albalonga

Alla Torres un classe 94′ dai piedi buoni e con già tanta esperienza sulle spalle sui campi di serie D.

Il centrocampista Giuseppe Lauria è da oggi un nuovo giocatore rossoblù.

Il play nativo di Pignola (Potenza) sarà da subito a disposizione del tecnico Marco Sanna per il prossimo impegno di campionato sul campo dell’Albalonga (domenica 2 dicembre, 15^ giornata di serie D):

«Ho tanta voglia di mettermi a disposizione della squadra – le sue prime parole in rossoblù – e riscattarmi anche da un periodo non felicissimo. Quando è arrivata la chiamata non ci ho pensato un attimo perché conosco questa Società, la piazza di Sassari e il tecnico. Non vedo l’ora di giocare».

CARRIERA. Nato a Pignola (Potenza), Lauria arriva dall’Olympia Agnonese ed è cresciuto calcisticamente nella Cremonese dove è entrato giovanissimo è entrato a far parte della squadra Berretti.

Dopo un’esperienza in Inghilterra,  dove ha svolto la preparazione con il Reading, squadra londinese, al rientro in Italia inizia subito in serie D con il Termoli nella seconda parte della stagione 2012/2013. L’anno successivo viene chiamato nella sua Potenza dove si fa notare per le spiccate doti tecniche e tattiche e la facilità di corsa. Nel 2015 passa al Grosseto e diventa titolare con 20 presenze e un gol, sempre nel campionato di serie D. Nella stagione seguente veste la maglia della Recanatese (28 presenze per lui e 2 gol) mentre nel 2017/2018 è a Lumezzane con 22 presenze totali.




Melis, Cossa e Meloni (Riformatori): le strane assunzioni pre elettorali di infermieri al Brotzu

1 Dicembre 2018

Anche se non sono state definite ancora le liste dei candidati e gli assetti delle coalizioni la campagna elettorale del Partito Democratico per le prossime elezioni regionali è già iniziata.
Un esempio pratico, di questo ultimo periodo, lo possiamo vedere chiaramente attraverso due deliberazioni recentemente assunte dall’Azienda Ospedaliera Brotzu di Cagliari.
Parliamo della delibera n. 1870 del 29 agosto scorso allorquando la solerte Direttrice Generale del Brotzu ha bandito una selezione per l’assunzione di diversi Infermieri Professionali perché, come svariate volte denunciato da che dai Sindacati la carenza di personale era (ed è ancora oggi) particolarmente grave e quindi bisognava correre ai ripari attraverso una selezione pubblica urgente per assumere quanto prima decine di Infermieri per rinforzare le asfittiche dotazioni di quasi tutti i reparti dell’Azienda.
Benissimo, meglio, tardi che mai, anche noi abbiamo pensato, in qualche modo nel giro di breve tempo una soluzione, sia pure tampone, finalmente sarebbe stata trovata.
Peccato che, invece, quella selezione pubblica non sia stata attivata ne’ conclusa.
La Direttrice del Brotzu ha invece sollecitamente aderito (delibera n. 2507 del 23 novembre scorso) ad una gara d’appalto espletata dalla ATS (Moirano) per la chiamata di personale interinale.
Sapete  per fare che cosa?
Ma per procedere alla assunzione di ben 38, diconsi trentotto, Infermieri!
Naturalmente senza procedure concorsuali, ma mediante la chiamata diretta attraverso la società interinale che si è aggiudicato l’appalto ATS.
È proprio curioso che il Brotzu, sempre in prima linea nell’ assecondare i diktat dell’Assessore Arru anche nel chiudere i rubinetti alle assunzioni di personale interinale, sempre professato con precise e vincolanti direttive impartite alle strutture  sanitarie regionali, questa volta ed in pieno periodo elettorale , il Brotzu!, voglia abbandonare l’espletamento della selezione pubblica che garantisce oggettivi criteri per la formazione della graduatoria di merito e segua la strada delle chiamate dirette,  che, come ben sappiamo, di oggettivo hanno ben poco mentre hanno molto sapore di clientelismo becero.
Ma come, la Regione che ha sempre avversato le chiamate dirette anche perché comportano costi superiori (il costo di una unità di interinale è più alta rispetto al personale assunto con contratto collettivo nazionale di lavoro), questa volta avvalla le scelte della Direzione aziendale?
Siamo proprio sicuri che sia la strada migliore perseguibile in questa fase storica?
Probabilmente per gli stati generali del Partito Democratico lo è, anche perché i voti sono particolarmente importanti in questa tornata elettorale per il sindaco Zelda e di suoi sodali.

 

Gian Benedetto Melis, Michele Cossa e Franco Meloni

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Ufficio stampa Riformatori sardi




Dichiarazioni del presidente del Psd’Az, Antonio Moro su affermazioni del segretario regionale del Pd

1 Dicembre 2018

«Il segretario regionale del Pd finge di non sapere che, il segretario nazionale del Partito Sardo d’Azione, Christian Solinas, è stato indicato, quale candidato alla carica di presidente della Regione, in Sardegna. A Barumini, precisamente, da tutte le forze politiche che costituiscono la coalizione di centrodestra, civica e sardista.

Al reggente democratico è altrettanto noto che, il leader della Lega, Matteo Salvini, nel corso della sua recente visita a Cagliari, ha partecipato (fatto questo per nulla usuale per i dirigenti romani ai cui comandi Cani risponde) alla riunione della coalizione, per comunicare la sua decisione di non proporre alcun nome, per la candidatura alla presidenza della regione sarda, ma di sostenere ed indicare il candidato individuato dalle forze politiche sarde e gradito ai sardi.

Non resta dunque che ricordare a Cani che di vergognoso, in Sardegna, oltre ai  risultati del governo regionale che il suo partito ancora sostiene, c’è solo il modo in cui il Pd individua il candidato alla presidenza della Regione.

Infatti, pur avendo scritto nello statuto del partito che servono le primarie, Cani e suoi sodali si affrettano a rinnegarle, più di quanto abbiano fatto nel 2013, quando, dopo averle svolte, si sono adoperati con ogni mezzo per vanificarne il risultato e per mortificare la vincitrice di allora».