“Piccolo Vuoto” prende il volo: il cortometraggio arriva all’Incanto Film Festival di Pesaro

Dopo l’anteprima al Festival del Cinema di Venezia e la presentazione a Villacidro, il corto nato dal progetto della Fondazione Giuseppe Dessì e Giffoni Innovation Hub sarà presentato fuori concorso nella kermesse dedicata ai nuovi linguaggi del cinema

Da Villacidro a Venezia, e ora a Pesaro. Prosegue il percorso di “Piccolo Vuoto”, il cortometraggio prodotto da Fondazione Giuseppe Dessì e da Giffoni Innovation Hub, che sarà presentato nella sezione Fuori Concorso dell’Incanto Film Festival, in programma nela città marchigiana dal 25 al 27 settembre 2026. Alla proiezione, presente il regista Elio De Pace, seguirà un dibattito con il pubblico.

Il cortometraggio è stato realizzato nell’ambito del  progetto “La Voce dei Giovani: La Villacidro che vorrei” promosso dalla Fondazione Giuseppe Dessì e da Giffoni Innovation Hub, con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna, e rappresenta il risultato di un percorso creativo e formativo che ha coinvolto ragazze e ragazzi tra i 14 e i 19 anni del Liceo “Piga” di Villacidro.

Al centro del progetto c’è un’idea precisa: utilizzare il cinema non soltanto per raccontare un territorio, ma per dare voce a chi quel territorio lo vive, lo immagina e ne prepara il futuro. Da questa prospettiva è nato Piccolo Vuoto, scritto da Marta Esposito e diretto da Elio De Pace, come esito di un’esperienza che ha unito formazione, creatività e partecipazione giovanile.

Dopo l’anteprima alla Mostra Internazionale del cinema di Venezia, all’interno della rassegna Giffoni Hub – Venezia 26, e la presentazione a Villacidro della scorsa settimana, il cortometraggio entra ora nel circuito dei festival e delle rassegne cinematografiche, portando così fuori dai confini isolani  la voce degli studenti del Liceo Piga e, con essa, il nome e le immagini  di Villacidro.

L’appuntamento di Pesaro rappresenta una nuova tappa di un percorso che mette al centro il rapporto tra cinema, cultura, formazione e territori e il ruolo che questi strumenti possono avere nel creare occasioni concrete per le nuove generazioni: un’aspirazione che da sempre guida la Fondazione Dessì.

Il progetto è stato realizzato grazie al contributo dell’Assessorato Pubblica Istruzione,  Beni Culturali,  Informazione,  Spettacolo e Sport della Regione Autonoma della Sardegna.




COLDIRETTI SARDEGNA: GESTIONE DERMATITE BOVINA INSOSTENIBILE, LA PAZIENZA È FINITA PER GLI ALLEVATORI SARDI ALLO STREMO: VENERDÌ 25 MOBILITAZIONE AL PORTO DI OLBIA

La pazienza è finita. Sono oltre 15 mesi che gli allevatori sardi convivono con le restrizioni e i blocchi delle movimentazioni dei bovini. Dopo aver fatto enormi sacrifici e accettato ogni prescrizione delle autorità politiche e sanitarie; dopo essersi messi a disposizione della campagna vaccinale fidandosi delle indicazioni delle autorità sanitarie arrivando a vaccinare il 98% degli allevamenti e circa il 97% dei bovini e dopo aver rispettato tutto quello che è stato chiesto loro, oggi gli allevatori dicono basta.

Venerdì 25 settembre sarà mobilitato tutto il mondo dell’allevamento bovino sardo. L’appuntamento per il corteo è alle 10 a Olbia, al porto Isola Bianca, simbolo di un’emergenza che dura da più di un anno, per far sentire con forza la voce di un comparto che considera ormai insostenibile una situazione che continua a bloccare le aziende isolane.

Apprendiamo, poi, con forte preoccupazione le notizie emerse dalla comunicazione dell’assessorato regionale dell’Agricoltura, a seguito dell’incontro a Roma sulla conferma della zona di sorveglianza di 20 chilometri. Una decisione che alimenta ulteriormente l’incertezza e le difficoltà per gli allevatori e che rende ancora più urgente una svolta nella gestione dell’emergenza.

Ecco perché Chiediamo il declassamento della malattia e una riduzione della zona di protezione, affinché le restrizioni siano proporzionate all’attuale situazione epidemiologica e non continuino a penalizzare indistintamente gli allevamenti sardi. La Sardegna ha dimostrato di aver fatto la propria parte, con una copertura vaccinale elevatissima e il rispetto delle prescrizioni sanitarie.

Nel frattempo, però, il conto dell’emergenza continua a ricadere sulle aziende. Gli allevatori sono costretti a sostenere per mesi i costi per alimentare e mantenere in vita animali che non possono essere movimentati, con spese che aumentano giorno dopo giorno e senza la possibilità di programmare normalmente l’attività aziendale. Per questo chiediamo anche alla Regione interventi economici adeguati e immediati, perché non può essere lasciato tutto sulle spalle degli allevatori.

La mobilitazione di venerdì vuole essere un segnale forte: gli allevatori hanno fatto la loro parte, ora tocca alle istituzioni fare la propria arrivando sino all’Europa. La Sardegna deve far sentire la propria voce ai tavoli nazionali ed europei e chiedere una soluzione che consenta al comparto bovino di tornare a lavorare e programmare il proprio futuro.

Matteo Piga

Responsabile Ufficio stampa e Relazioni esterne

Coldiretti Sardegna




IL DISTRETTO BIOLOGICO REGIONALE “SARDEGNA BIO” E’ IL MIGLIORE DISTRETTO BIO IN EUROPA

A Bruxelles la cerimonia di premiazione nella giornata Europea della Agricoltura BiologicaPer l’Assessore all’Agricoltura Francesco Agus “un grande risultato per la Sardegna e i nostri produttori”

Il Distretto Biologico Regionale “Sardegna Bio” è il migliore distretto biologico d’Europa per il 2026. A decretarlo nella Giornata Europea della Agricoltura Biologica è stata l’Unione Europea e nello specifico la Commissione europea, il Comitato economico e sociale europeo (CESE), il Comitato europeo delle regioni (CdR), il Copa-Cogeca e l’IFOAM Organics Europe che ha assegnato alla Fondazione sarda uno dei 7 Eu Organic Awards in palio di questa edizione.

Si tratta di un premio istituito nel 2022, primo esempio di riconoscimento conferito alla produzione biologica nell’Unione Europea per dar seguito al Piano d’azione per lo sviluppo della produzione biologica adottato dalla Commissione il 25 marzo 2021. In questa edizione sono state premiate sette categorie, ciascuna con tre finalisti. Il Distretto sardo, unico distretto biologico italiano in finale era in lizza assieme al portoghese Alto Tâmega e Barroso  da Chaves e Pla de Manlleu dalla Spagna. 

Un successo che premia anni di lavoro, la capacità di fare rete e l’impegno per dar un’unica voce al comparto biologico isolano, in continua crescita sia nelle produzioni che nei consumi, e che ha portato la Regione Sardegna al sesto posto in Italia per superfici vocate a biologico.

A ritirare il premio durante la cerimonia che si è tenuta stamane a Bruxelles, al Charlemagne Building, è stato il presidente del Distretto Biologico Regionale “Sardegna Bio” Andrea Campurra, con Giorgio Demurtas, vice presidente del Distretto e presidente di Coldiretti Cagliari, l’Organizzazione che ha sponsorizzato e sostenuto la nascita della fondazione fin dai primi passi mossi nel 2020, e il direttore Aldo Buiani. Il Distretto Biologico Regionale “Sardegna Bio” è il più grande d’Italia e il suo presidente Campurra è anche presidente della Rete Nazionale dei distretti biologici d’Italia. “La forza di questo Distretto – ha commentato dopo aver ricevuto il premio il presidente Campurra – è che ha dato una casa a chi da sempre con sacrificio ha creduto nel bio in Sardegna. Si fa squadra e si partecipa alle fiere anche internazionali come di recente a Melbourne al Fine food. Si lavora a numerosi progetti con diversi partner compreso l’assessorato regionale all’Agricoltura che ha sempre creduto in noi. La nostra programmazione è a lungo termine con ambiziosi progetti che valorizzano le filiere biologiche, la nostra Sardegna e il nostro futuro. Ad esempio puntiamo a garantire il biologico certificato e di qualità nelle mense scolastiche. La nostra è una grande famiglia che oggi ha saputo portare la sua voce anche in Europa dove diamo un grande contributo al raggiungimento degli obiettivi del Grean Deal e nello specifico di quello che è il Piano d’azione per lo sviluppo della produzione biologica. Il Premio è un riconoscimento che va direttamente a tutte le aziende che affianchiamo”. Soddisfazione è stata espressa anche della Regione Autonoma della Sardegna, e nello specifico dell’Assessore all’Agricoltura e Riforma Agro-pastorale Francesco Agus che sottolinea come questo riconoscimento rappresenti “una grande risultato per la Sardegna – sottolinea Agus – e per i nostri produttori. È un riconoscimento alla scommessa sul biologico che il mondo agricolo sardo e la Regione stanno portando avanti insieme. Un risultato che ci incoraggia a proseguire su questa strada”. Per Giorgio Demurtas la soddisfazione come Coldiretti Sardegna, che è tra i soci fondatori  della Fondazione, per “aver creduto immediatamente in questo progetto molto ambizioso per il Biologico sardo. Siamo molto orgogliosi di aver portato a Bruxelles un modello di Sardegna vincente che ha saputo creare sinergie tra le aziende del settore primario e della trasformazione agroalimentare dando valore e dignità al lavoro dei nostri agricoltori. L’agricoltura biologica, oltre all’importantissimo aspetto  salutare e della biodiversità, rappresenta inoltre una modalità di resilienza che aiuta a superare meglio le difficoltà dovute al cambiamento climatico. Nei nostri Mercati di Campagna Amica i prodotti biologici sono sempre più richiesti e apprezzati, e il Sistretto Biologico regionale “Sardegna Bio”, con il suo stand è diventato negli anni un vero e proprio punto di riferimento per i consumatori”.  Tra tutte le categorie in gara, il Distretto Biologico Regionale “Sardegna Bio” era l’unico assieme alla città di Torino (che gareggiava nella categoria “Migliore città Biologica”) a rappresentare l’Italia.




Pignoramenti in Sardegna: dove l’economia va meglio, il mattone rischia di più.

redazione economica


146 posizioni NPL attive nell’isola. Non sono concentrate dove l’economia è più debole, ma dove circola più credito.

Centoquarantasei pignoramenti immobiliari attivi in Sardegna, censiti sul portale NPL Asteflorio, che raccoglie le note di trascrizione delle procedure esecutive prima ancora che arrivino all’asta pubblica. In percentuale sono il 2,8% del totale nazionale, su 5.191 posizioni: un peso che rispecchia più o meno quello demografico dell’isola. Scomponendo il dato per territorio, però, salta fuori qualcosa che vale la pena raccontare.

Prima una precisazione, perché è facile fraintendere questi numeri: non sono immobili già all’asta. Sono note di trascrizione, il primo atto con cui una casa o un terreno entra in una procedura esecutiva. Da lì possono passare dai due ai sette anni prima che si arrivi davvero al martelletto. Quello che stiamo leggendo è una fotografia dell’esposizione debitoria in corso, non un calendario di aste imminenti.

La Gallura guida la classifica con 47 posizioni, un soffio sopra Cagliari e il Sud Sardegna, ferme a 45. Sassari segue a 36. Poi il distacco si fa netto: il Nuorese e l’Ogliastra sommano appena 14 posizioni, l’Oristanese solo 4. Olbia da sola ne conta 16, più di quante ne abbia in totale l’intera provincia di Oristano.

Ci si aspetterebbe il contrario: più pignoramenti dove l’economia va peggio. I dati dicono l’opposto, e la spiegazione probabilmente sta nel credito, non nella povertà. Dove l’economia è più dinamica circolano più mutui, per immobili di maggior valore, con leve finanziarie più aggressive. È un’economia che si espone di più perché ha semplicemente più da esporre. Nelle aree interne, dove il mercato immobiliare è più fermo e l’accesso al credito storicamente più difficile, circolano meno ipoteche, quindi a monte c’è meno materiale che possa trasformarsi in un pignoramento.

Non significa che in Gallura si viva più indebitati in proporzione. Significa probabilmente che lì il sistema del credito è più attivo, e con l’economia del turismo arriva anche un problema tipico del settore: incassi concentrati in pochi mesi, che rendono più fragile la liquidità anche quando il fatturato annuo sembra a posto.

Va detto con onestà che questi dati da soli non bastano a dimostrare un nesso causa-effetto. Mancano il tasso di indebitamento medio delle famiglie, il valore delle garanzie ipotecarie, la quota di mutui che finisce davvero in pignoramento in ciascun territorio: dati che solo Banca d’Italia o le Camere di Commercio potrebbero fornire con precisione.

Resta una domanda aperta, ed è quella che lascio al lettore: in Gallura e nel Cagliaritano questa esposizione è il prezzo fisiologico di un modello di sviluppo più aggressivo, o il sintomo di una fragilità che il boom del turismo nasconde bene?




NASCE IN SARDEGNA BUSSOLADIRITTI: LA PIATTAFORMA CIVIC TECH CHE SEMPLIFICA L’ACCESSO AI DIRITTI SU DISABILITÀ E WELFARE

Dalla Sardegna un nuovo progetto digitale per orientare cittadini, persone con disabilità, caregiver e famiglie tra invalidità civile, Legge 104, prestazioni economiche, sanità, agevolazioni e servizi territoriali

Sardegna, settembre 2026 – Capire quali diritti spettano, quali prestazioni è possibile richiedere, quali documenti servono e quali scadenze non bisogna dimenticare può trasformarsi, per una persona con disabilità o per una famiglia che assiste un proprio caro, in un vero e proprio percorso a ostacoli.

È da questa esigenza che nasce BussolaDiritti.it, piattaforma digitale di civic tech sviluppata in Sardegna con l’obiettivo di rendere più comprensibili e accessibili le informazioni riguardanti disabilità, invalidità, welfare e servizi pubblici.

Il progetto nasce dall’esperienza diretta del suo fondatore, Davide Fiume, e dalla volontà di trasformare una difficoltà personale in uno strumento utile a una comunità molto più ampia: quella delle persone con disabilità, dei caregiver e delle famiglie che ogni giorno devono confrontarsi con norme, circolari, modulistica, scadenze e servizi spesso distribuiti tra numerosi enti e piattaforme differenti.

DAL “LABIRINTO” BUROCRATICO A UN UNICO PUNTO DI ORIENTAMENTO

Il problema affrontato da BussolaDiritti non è la mancanza di informazioni.

Le informazioni esistono, ma sono spesso frammentate tra siti istituzionali, normative, circolari, amministrazioni regionali e locali, INPS, servizi sanitari e differenti uffici pubblici.

Per chi deve affrontare contemporaneamente una condizione di disabilità, una malattia o il carico assistenziale di un familiare, riuscire a comprendere cosa spetta, come richiederlo, a chi rivolgersi e quali scadenze rispettare può diventare estremamente complesso.

BussolaDiritti nasce proprio per ridurre questa distanza tra il diritto riconosciuto dalla legge e la possibilità concreta del cittadino di comprenderlo e utilizzarlo.

UN ECOSISTEMA DIGITALE PER I DIRITTI

La piattaforma riunisce in un unico ambiente numerosi strumenti dedicati all’orientamento e alla gestione delle principali problematiche legate a disabilità e welfare.

Tra le funzionalità disponibili figurano:

Orientamento e verifica dei diritti

Il Check-up dei diritti consente all’utente di rispondere a una serie di domande per ottenere un primo orientamento sulle prestazioni, agevolazioni ed esenzioni potenzialmente pertinenti alla propria situazione.

Il sistema comprende inoltre strumenti dedicati alla consultazione delle principali prestazioni legate a invalidità civile, Legge 104, pensioni, accompagnamento, bonus e agevolazioni.

Traduzione del linguaggio burocratico

Uno degli strumenti del progetto è dedicato alla comprensione dei documenti della Pubblica Amministrazione.

L’obiettivo è aiutare il cittadino a trasformare il linguaggio tecnico e burocratico in informazioni più semplici e comprensibili, facilitando la lettura di comunicazioni, provvedimenti e documentazione amministrativa.

Fascicolo digitale e gestione delle scadenze

La piattaforma prevede strumenti per organizzare documenti e informazioni personali e per tenere sotto controllo le principali scadenze.

Gli avvisi sono pensati, ad esempio, per ricordare rinnovi, revisioni, aggiornamenti e altri adempimenti che possono essere facilmente dimenticati.

Strumenti per le pratiche

BussolaDiritti raccoglie inoltre modulistica, guide operative e strumenti di supporto per alcune delle pratiche più frequenti.

Sono presenti anche strumenti per la generazione di documenti, tra cui modelli di lettere e diffide.

INTELLIGENZA ARTIFICIALE AL SERVIZIO DEL CITTADINO

Uno degli elementi distintivi del progetto è l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale come strumento di supporto alla consultazione e all’organizzazione delle informazioni.

Il portale integra un assistente digitale con possibilità di interazione vocale e strumenti pensati per rendere più semplice la ricerca delle informazioni.

L’approccio adottato punta tuttavia a distinguere l’utilizzo dell’AI dalla fonte del diritto: l’intelligenza artificiale viene utilizzata come tecnologia di supporto, mentre le informazioni vengono ricondotte a fonti istituzionali e normative.

BussolaDiritti non nasce quindi con l’obiettivo di sostituire medici, avvocati, patronati o professionisti, ma di offrire al cittadino un primo strumento di orientamento e comprensione.

ACCESSIBILITÀ DIGITALE

Particolare attenzione è stata dedicata all’accessibilità.

La piattaforma integra strumenti e impostazioni destinati a facilitare la navigazione da parte di persone con differenti esigenze, tra cui modalità ad alto contrasto, caratteri e impostazioni orientate alla leggibilità, dettatura vocale e contenuti informativi accessibili.

Il progetto prevede inoltre contenuti e video-guide dedicati alla Lingua dei Segni Italiana (LIS).

L’obiettivo dichiarato è rendere l’accesso alle informazioni sui diritti il più possibile inclusivo.

LA SARDEGNA COME FASE PILOTA

La Sardegna rappresenta attualmente il territorio di sperimentazione del progetto.

Accanto alle informazioni di carattere nazionale, BussolaDiritti sta sviluppando una componente territoriale dedicata ai servizi presenti sull’isola.

Tra le informazioni e gli strumenti disponibili rientrano:

mappa delle strutture sanitarie;
informazioni sui Pronto Soccorso;
farmacie di turno;
Guardia Medica;
mappa dei defibrillatori DAE;
informazioni sulle strutture e sui servizi sanitari territoriali;
Commissioni Mediche per l’invalidità;
fornitori di protesi e ausili;
informazioni relative a lavoro, bandi e servizi locali.

La sperimentazione sarda rappresenta il primo passo di un progetto concepito con una prospettiva più ampia.

LAVORO, TUTELE E TERZO SETTORE

L’ambito di BussolaDiritti non si limita alle prestazioni economiche.

La piattaforma comprende sezioni dedicate anche al lavoro, alla tutela delle persone fragili e al Terzo Settore.

Tra gli strumenti figurano una bacheca dedicata alle opportunità lavorative, informazioni su bandi e iniziative territoriali, strumenti per la realizzazione di un curriculum inclusivo e guide su tematiche quali l’amministrazione di sostegno e il “Dopo di noi”.

Sono inoltre disponibili risorse informative dedicate alla costituzione e alla gestione delle associazioni e al mondo del volontariato.

UNA PIATTAFORMA COSTRUITA CON L’AI

BussolaDiritti rappresenta anche un esempio di come le nuove tecnologie possano consentire a un singolo progetto indipendente di affrontare problemi tradizionalmente associati a strutture tecnologiche molto più grandi.

Il progetto è stato ideato e sviluppato utilizzando in maniera estesa strumenti di Intelligenza Artificiale per la programmazione, l’architettura e l’implementazione della piattaforma.

L’obiettivo non è utilizzare l’AI per sostituire le istituzioni o gli esperti, ma sfruttarla per costruire strumenti digitali capaci di organizzare, semplificare e rendere più accessibili informazioni già esistenti.

IL TEMA DELL’AFFIDABILITÀ

In un settore delicato come quello della disabilità e del welfare, l’affidabilità delle informazioni rappresenta uno degli aspetti centrali del progetto.

BussolaDiritti dichiara di basare i propri contenuti su fonti istituzionali e normative, tra cui informazioni provenienti da INPS, Ministero della Salute, Regione Sardegna, Gazzetta Ufficiale e Normattiva.

Il principio alla base del progetto è quello di non creare nuovi diritti o interpretazioni arbitrarie, ma di aiutare il cittadino a comprendere meglio quelli già previsti dalle norme.

PRIVACY E DATI PERSONALI

La gestione dei dati rappresenta un ulteriore elemento centrale della piattaforma.

Considerata la particolare delicatezza delle informazioni che possono essere trattate nell’ambito della disabilità e della salute, il progetto pone attenzione alla tutela dei dati personali e al rispetto della normativa sulla privacy, compreso il Regolamento europeo GDPR e le disposizioni relative alle categorie particolari di dati.

L’obiettivo è garantire un utilizzo trasparente degli strumenti digitali, senza trasformare le informazioni personali degli utenti in uno strumento di profilazione commerciale.

UN PROGETTO NATO DA UN’ESPERIENZA PERSONALE

Alla base di BussolaDiritti c’è un’esperienza personale.

Il fondatore del progetto ha vissuto direttamente le difficoltà legate alla gestione della disabilità e della burocrazia, arrivando alla conclusione che uno dei problemi più grandi non fosse soltanto ottenere un diritto, ma sapere che quel diritto esiste e capire come esercitarlo.

Da questa consapevolezza è nata l’idea di costruire una piattaforma che partisse non dalla singola amministrazione o dalla singola normativa, ma dalla persona.

Una sorta di “bussola” all’interno di un sistema nel quale le informazioni possono essere corrette, ma difficili da trovare, comprendere e collegare tra loro.

DALLA SARDEGNA A UN MODELLO NAZIONALE

BussolaDiritti si trova attualmente nella propria fase pilota in Sardegna, dove vengono sviluppati e testati strumenti e servizi destinati a essere progressivamente ampliati.

L’ambizione del progetto è costruire un modello digitale replicabile anche in altri territori italiani, mantenendo un approccio centrato sulla persona e sulla semplificazione dell’accesso alle informazioni.

La sfida è trasformare la tecnologia in uno strumento concreto di cittadinanza: non aggiungere ulteriore complessità digitale, ma utilizzarla per ridurre la complessità burocratica.

Perché un diritto che esiste sulla carta è realmente accessibile soltanto quando il cittadino riesce a comprenderlo, riconoscerlo e sapere come esercitarlo.

Sarei onorato di potervi mostrare direttamente le potenzialità della piattaforma, e resto a vostra completa disposizione per interviste, approfondimenti o materiale grafico per le vostre redazioni.

Ringraziandovi per l’attenzione e per il prezioso lavoro di informazione che svolgete per la nostra isola, vi porgo i miei più cordiali saluti.

Davide Fiume Fondatore di BussolaDiritti 379/1085114




Turismo: sottoscritto il protocollo d’intesa del progetto “Le Porte della Sardegna” con i dieci Sindaci interessati alle aree d’accesso all’isola

Cagliari, 9 settembre 2026 – Sottoscritto dall’assessore regionale del Turismo Franco Cuccureddu e i sindaci dei Comuni di Alghero, Cagliari, Elmas, Golfo Aranci, Olbia, Oristano, Porto Torres, Santa Giusta, Santa Teresa Gallura e Tortolì, il protocollo d’intesa “Le Porte della Sardegna”, un programma a regia regionale, volto a promuovere la realizzazione di investimento coesi e coordinati, coerenti con le prescrizioni del Fondo di Sviluppo e Coesione (FSC) 2021/2027, con una dotazione finanziaria complessiva di 12 milioni di euro, destinata alla riqualificazione e valorizzazione delle principali aree di accesso alla Sardegna.

Il programma “Le Porte della Sardegna” riguarda dieci Comuni dove sono localizzati gli aeroporti, con traffico nazionale e internazionale, ed i porti con traffico passeggeri e commerciale internazionale e nazionale.

“L’Assessorato regionale del Turismo ha tre progetti strategici nell’FSC, nel Fondo Sviluppo e Coesione. Uno legato al turismo culturale con le città regge, uno sul turismo nei borghi e il terzo, quello che oggi andiamo a sottoscrivere, riguarda le Porte della Sardegna, cioè i luoghi di accesso, di primo contatto dei turisti con la nostra regione. Vogliamo rendere più accoglienti, più decorosi questi luoghi nelle immediate vicinanze dei tre aeroporti principali della Sardegna e dei sei porti nei quali vi è il traffico commerciale con la penisola e con il resto d’Europa. Dodici i milioni di euro che saranno destinati quindi alle strade di accesso, alle piazzole, alle panchine, alla sistemazione delle fioriere. a rendere il più accogliente possibile questi luoghi, poiché si tratta del primo impatto che il turista ha con la nostra regione, ma anche dell’ultima immagine, dell’ultimo ricordo che porteranno via nella Sardegna. Quindi migliorando gli accessi, migliorando le porte della Sardegna, crediamo anche di poter garantire una migliore qualità dell’immagine turistica della nostra regione ma anche un impegno in più per la fidelizzazione del turista.”, ha sottolineato l’assessore Franco Cuccureddu.

Il progetto rappresenta uno degli interventi strategici nel settore del turismo e dell’ospitalità, destinata alla riqualificazione e valorizzazione delle principali aree di accesso alla Sardegna. Le risorse sono state ripartite in misura sostanzialmente uniforme tra i territori interessati, con un finanziamento pari a 1.333.333 euro per ciascuna delle principali Porte della Sardegna. Per i Comuni di Oristano e Santa Giusta, che condividono il medesimo sistema portuale di riferimento, l’importo assegnato è pari a 666.666 euro ciascuno, corrispondente al 50 per cento della quota ordinaria prevista per gli altri interventi.

La linea d’azione nasce dalla volontà di qualificare gli spazi attraversati quotidianamente dai viaggiatori in arrivo e in partenza dall’Isola, migliorando la qualità urbana, paesaggistica e funzionale delle aree esterne ai porti e agli aeroporti e contribuendo a rafforzare l’immagine della Sardegna come destinazione turistica moderna, accogliente e sostenibile.

Gli interventi riguarderanno, tra gli altri, la riqualificazione paesaggistica e del verde, l’illuminazione, la cartellonistica, l’arredo urbano, i percorsi di accesso, la viabilità e gli spazi di sosta, con particolare attenzione alle aree prospicienti porti e aeroporti. L’obiettivo è trasformare le principali porte d’ingresso della Sardegna da semplici luoghi di transito a spazi capaci di rappresentare l’identità culturale, paesaggistica e ambientale dell’Isola, contribuendo a costruire un’immagine coordinata e riconoscibile della destinazione Sardegna pur nel rispetto delle specificità dei singoli territori.

Il programma coinvolge i principali nodi di collegamento marittimo e aereo della regione. Tra questi figurano la riqualificazione delle aree aeroportuali di Alghero ed Elmas, la valorizzazione delle aree portuali e aeroportuali di Olbia, la riqualificazione degli accessi portuali di Golfo Aranci, Porto Torres, Oristano, Santa Giusta, Santa Teresa di Gallura e Arbatax, il miglioramento dei collegamenti urbani tra il porto e il centro cittadino di Cagliari e ulteriori interventi di qualificazione paesaggistica e urbana nei Comuni coinvolti.

Le risorse sono state ripartite tra i Comuni sulla base dei programmi di investimento approvati dalla Giunta regionale con Deliberazione n. 42/31 del 13 Agosto 2026. Gli interventi saranno attuati mediante specifiche convenzioni che disciplineranno gli aspetti procedurali, finanziari e di monitoraggio, nel rispetto dei cronoprogrammi previsti dalla programmazione FSC e dovranno essere completati entro il 2030.

“L’uscita dall’aeroporto o dal porto costituisce il primo impatto che il visitatore ha con la Sardegna, costituisce quella prima impressione -sottolinea l’assessore Franco Cuccureddu- che avrà un ruolo significativo sul giudizio complessivo sulla destinazione, e quindi sulla possibilità di fidelizzazione. Allo stesso modo all’arrivo al porto o all’aeroporto si registra quell’ultima immagine della Sardegna, che si porterà nei ricordi di viaggio. “Per queste ragioni – conclude l’assessore del turismo- questo progetto rivese una importanza strategica, e ci auguriamo che i Comuni, col supporto della Regione, vogliano trasformarlo in una vera rete, finalizzata a realizzare iniziative coordinate per garantire il miglior impatto possibile del visitatore con la nostra Isola, nei momenti, potenzialmente critici, dell’arrivo e della partenza dalla Sardegna”.




Concessioni balneari, stop alle proroghe: il Consiglio di Stato fissa la linea al 2027. Il caso Alghero.

redazionale

Nessuna nuova proroga, nessun diritto acquisito a restare sulla spiaggia. Con la sentenza n. 6539 del 18 agosto 2026, il Consiglio di Stato chiude — almeno sulla carta — una delle vicende amministrative più lunghe della storia recente italiana: quella delle concessioni demaniali marittime. I giudici di Palazzo Spada stabiliscono che le gare pubbliche per la riassegnazione degli stabilimenti dovranno essere bandite e concluse entro il 30 settembre 2027, in linea con i principi di concorrenza richiesti dall’Unione europea. Non si tratta di un’ennesima proroga concessa ai gestori uscenti, chiariscono i giudici, ma del termine ultimo entro cui completare le procedure competitive.

Sedici anni di rinvii

La partita si trascina dal 2009, quando l’Italia abolì il “diritto di insistenza”, il privilegio che garantiva al concessionario uscente la preferenza nel rinnovo. Una scelta imposta dalla direttiva Bolkestein e dai principi europei di trasparenza e concorrenza. Da allora, però, governi di ogni colore politico hanno preferito la strada delle proroghe successive, alimentando uno stallo che ha portato l’Italia sotto la lente sia di Bruxelles sia della magistratura amministrativa. Il Consiglio di Stato ribadisce ora che quella stagione è finita: le concessioni potranno restare efficaci al massimo fino al 30 settembre 2027, con un’eventuale estensione al 31 marzo 2028 solo in casi eccezionali e motivati.

Gare obbligatorie, non più una scelta politica

La sentenza fissa anche una tempistica precisa. I Comuni dovranno pubblicare i bandi con almeno sei mesi di anticipo rispetto alla scadenza delle concessioni e, in fase di prima applicazione, dovranno comunque attivarsi entro il 30 giugno 2027. Se un ente locale restasse inerte, gli interessati potranno rivolgersi al giudice amministrativo, che potrà arrivare a nominare un commissario ad acta in sostituzione dell’amministrazione inadempiente. Il messaggio dei giudici è netto: le gare non sono più una facoltà politica, ma un obbligo giuridico.

Fine dei privilegi, indennizzi ridimensionati

Il Consiglio di Stato esclude che la gestione pluriennale di uno stabilimento possa trasformarsi in un diritto permanente sul bene pubblico. Chi ha investito potrà vedere valorizzata la propria esperienza nell’ambito della gara, ma dovrà comunque confrontarsi con altri operatori. Ridimensionato anche il capitolo indennizzi: non esiste alcun diritto automatico a riceverli, e saranno riconosciuti solo a fronte di investimenti dimostrabili e non ancora ammortizzati. Richiamando l’articolo 49 del Codice della navigazione, i giudici confermano inoltre che le opere non amovibili realizzate sul demanio passeranno allo Stato senza indennizzo, salvo diversi accordi.

Una riforma che riguarda oltre 12mila concessioni in tutta Italia, a fronte di introiti pubblici — circa 100 milioni di euro l’anno — considerati da anni sproporzionati rispetto al valore economico generato dalle attività balneari.


Ad Alghero il problema si chiama PUL

Se a livello nazionale la sentenza del Consiglio di Stato mette fine alle ambiguità, ad Alghero apre semmai un problema di tempistica. La città, infatti, non dispone ancora di un Piano di Utilizzo dei Litorali (PUL) — lo strumento che, insieme al Piano Regolatore Portuale, dovrebbe disciplinare l’assetto della costa e costituire la base tecnica su cui impostare le future gare per gli stabilimenti balneari.

La questione è di stretta attualità: la bozza del nuovo Piano Urbanistico Comunale (PUC), presentata nelle scorse settimane dalla giunta guidata dal sindaco Raimondo Cacciotto, non comprende tra gli elaborati né il PUL né il Piano del Porto. Un’assenza contestata duramente dall’opposizione dei Riformatori Sardi, che parla di “grave dimenticanza” rispetto a impegni assunti più volte dall’amministrazione — anche nel programma elettorale della coalizione — e ricorda che gli operatori balneari attendono da tempo risposte concrete, non ulteriori annunci. La maggioranza replica che PUL e Piano del Porto sono strumenti settoriali autonomi, non propedeutici all’adozione del PUC, ma comunque destinati a restare coerenti con la pianificazione generale.

Nel frattempo, la Regione ha varato a febbraio 2026 nuove linee guida per la redazione dei PUL comunali e, con la delibera sulla stagione balneare di aprile 2026, ha consentito ai Comuni privi del piano — Alghero compresa — di rilasciare le concessioni stagionali “nelle more dell’approvazione”, nel rispetto dei parametri vigenti. Una soluzione-ponte che però non potrà reggere a lungo, ora che il Consiglio di Stato ha messo un termine perentorio alla vicenda.

Fatti i conti, per Alghero l’orologio corre già: se le concessioni restano efficaci fino al 30 settembre 2027, il bando dovrebbe essere pubblicato con almeno sei mesi di anticipo — quindi entro fine marzo 2027 — e comunque, per gli enti alla prima applicazione, l’attivazione delle procedure non potrà slittare oltre il 30 giugno 2027. Significa che il Comune ha, di fatto, pochi mesi per dotarsi di un PUL che sia solido dal punto di vista tecnico e giuridico e che consenta di bandire gare legittime, evitando ricorsi e contenziosi che finirebbero per allungare ulteriormente i tempi. In caso di inerzia, la sentenza lascia aperta un’ipotesi tutt’altro che teorica anche per una realtà come Alghero: quella di un commissario ad acta chiamato a fare ciò che l’amministrazione non ha fatto in tempo.

Per gli operatori del litorale algherese — già alle prese, in questi giorni, con lo smontaggio degli stabilimenti in vista del 31 ottobre — la sentenza del Consiglio di Stato toglie ogni margine di ambiguità sul destino delle concessioni. Resta da capire se, e quando, la città si doterà degli strumenti di pianificazione necessari per governare il passaggio, invece di subirlo.




Capodanno 2026: Politici, adagio con le fughe in avanti. Cosa non torna nel piano della Regione.

Il comunicato della Regione vende bene l’idea: Alghero sede nazionale, diretta in prima serata, milioni di telespettatori. Letto una seconda volta, lascia più domande aperte di quante ne risolva.

Partiamo da un dettaglio piccolo. La notizia è uscita su La Nuova Sardegna prima della conferenza stampa ufficiale del 1° settembre. L’effetto sorpresa che l’assessorato voleva costruire è saltato prima ancora di partire. Non è un dramma, ma dice qualcosa su come è stata gestita questa fase.

Il problema vero è un altro: tutto il progetto poggia su una gara che non esiste ancora. La diretta nazionale, i “milioni di telespettatori”, il grande format da prima serata dipendono da un bando rivolto alle nove reti principali del digitale terrestre che, al momento dell’annuncio, non è stato ancora pubblicato. Mancano quattro mesi al 31 dicembre. Bandire, aggiudicare e montare una produzione da prima serata nazionale in questo lasso di tempo è già difficile di per sé. Farlo quando i palinsesti di fine anno delle grandi reti sono di solito chiusi da mesi lo è ancora di più. Se nessuna rete importante partecipa, o se l’aggiudicazione arriva tardi, salta la parte più ambiziosa del progetto.

C’è anche una questione di soldi tra Comuni che vale la pena guardare da vicino. Nell’edizione precedente tutti i Comuni del “Cartellone Capodanno” (una ventina di piazze) si dividevano due fondi: 2 milioni per chi supera i 10.000 posti, 1 milione per chi ne supera 3.000, con la Regione che copriva al massimo metà delle spese. Ad Alghero, da sola, vanno 3 milioni tramite accordo diretto: più di quanto fosse riservato, in totale, a tutte le altre piazze messe insieme. Il comunicato non dice se per Alghero valgano gli stessi vincoli di cofinanziamento al 50% degli altri, o se il contributo copra tutto.

E la scelta di Alghero non è passata da un bando aperto a tutti i Comuni interessati. È stata decisa con una delibera di Giunta, motivata dal fatto che Alghero è stata la prima città sarda a puntare sul grande concerto di Capodanno. È una motivazione storica, non un criterio di gara verificabile. Lo stesso comunicato ricorda che altri Comuni investono su questo format da 20 o 30 anni: non stupirebbe se qualcuno di loro chiedesse conto di questa scelta.

C’è poi una questione più tecnica, di diritto amministrativo, che raramente finisce nei titoli ma che pesa. I fondi arrivano dalla Legge regionale 7/1955, pensata per sostenere le manifestazioni turistiche dei Comuni. Usarla per finanziare una produzione televisiva nazionale, con un bando che assegna diritti a un’emittente privata, è un salto molto più grande di quello per cui la norma era stata scritta. Non sarebbe la prima volta che un uso così esteso di una legge datata finisce sotto la lente della Corte dei Conti.

Sul piano organizzativo, gestire in diretta i collegamenti tra Alghero e una ventina di altre piazze, con un’unica regia nazionale, è un’impresa tecnica seria: banda, ponti satellitari, sincronizzazione, sicurezza su ogni palco. Prima, quando ogni Comune faceva il suo evento per conto proprio, un problema tecnico locale restava locale. Ora, se qualcosa va storto durante la diretta, lo vede tutta Italia.

E c’è il meteo, che nessun bando può controllare. Concentrare l’attenzione mediatica nazionale su un unico evento dal vivo a fine dicembre, in una zona dove vento e pioggia a quella data non sono un’eccezione, significa mettere in palio l’immagine di tutta la Sardegna su un fattore imprevedibile.

Sulla sicurezza il comunicato non dice nulla: eventi con almeno 10.000 persone in più piazze contemporaneamente, in diretta nazionale, richiedono più forze dell’ordine, più steward, più presidi sanitari. Chi paga questa parte, e se rientra nei 3 milioni, non è scritto da nessuna parte.

L’assessorato stesso, va detto, parla di “esperimento”: se funziona, si potrà ruotare su altre città in futuro. È onesto ammetterlo, ma significa anche impegnare 3 milioni di euro e parecchia credibilità politica su un format mai provato in questa forma, senza dire cosa succede se gli ascolti deludono o se la gara tv va deserta.

Infine i numeri usati per giustificare l’investimento, +40% di turisti in mezza stagione e +32% in inverno, vengono citati insieme a un’altra misura, la defiscalizzazione della tassa d’imbarco invernale, introdotta più o meno nello stesso periodo. Con questi soli dati non si può dire quanto di quella crescita dipenda dagli eventi di Capodanno e quanto dalla tassa in meno sui voli. Usarli per giustificare solo il primo è un po’ come festeggiare un gol senza sapere chi ha tirato.

Messa in fila, la lista dice una cosa semplice: il progetto è ambizioso nelle intenzioni, ma nasce con troppi pezzi ancora da definire, la gara tv, l’importo esatto, gli artisti, i vincoli di cofinanziamento, proprio nel momento in cui viene presentato come già deciso.

Queste sono le domande che la nostra redazione pone:

  • Se nessuna tv si aggiudica il bando, o arriva tardi, l’evento si fa comunque senza diretta nazionale?
  • Perché ad Alghero 3 milioni fuori bando, mentre gli altri Comuni si dividevano lo stesso importo in gara?
  • Chi paga sicurezza e regia tecnica dei collegamenti multi-piazza, ed è già dentro i 3 milioni?
  • Perché usare una legge del 1955 per un’operazione tv nazionale, invece di uno strumento ad hoc?
  • Con quali numeri misurerete se l'”esperimento” ha funzionato, e quando li pubblicherete?







Capodanno 2026: il piano in numeri


Capodanno in Sardegna 2026

Il piano regionale in numeri

I dati principali annunciati il 1° settembre 2026 dalla Regione Sardegna, messi a confronto con l’edizione precedente del Cartellone Capodanno.

Dove vanno i fondi

Contributo regionale, a confronto

Milioni di euro stanziati

Alghero (sede unica, accordo diretto)
3,0 M€
1 Comune

Tutte le altre piazze del Cartellone (ed. precedente)
2,0 + 1,0 M€
circa 20 Comuni, fondo diviso in due fasce, cofinanziamento regionale fino al 50% della spesa

Lo stesso importo complessivo, 3 milioni di euro, va da una parte a un solo Comune e dall’altra veniva diviso tra una ventina di piazze in tutta l’Isola.

Gli altri numeri del piano

4 mesi
dall’annuncio al 31 dicembre, per bandire, aggiudicare e produrre la diretta tv

9 reti
canali del digitale terrestre invitati al bando per i diritti della diretta

50%
quota massima di spesa coperta dalla Regione per gli altri Comuni, edizione precedente

10.000 / 3.000
posti minimi richiesti nelle due fasce del Cartellone Capodanno

+40% / +32%
crescita turistica citata in mezza stagione e nei mesi invernali

1955
l’anno della legge regionale (n. 7) che finanzia oggi l’operazione, 71 anni dopo

La linea del tempo

1 settembre 2026
Annuncio
Conferenza stampa, Alghero sede centrale

Da definire
Bando tv
Non ancora pubblicato

31 dicembre 2026
Evento
Diretta nazionale in prima serata

Dati tratti dal comunicato della Regione Sardegna (1° settembre 2026) e dal bando del Cartellone Capodanno dell’edizione precedente (delibera 51/32 del 1/10/2025). Fonti: Algherolive, Sassari Oggi, Italpress, Cagliaripad, Regione Sardegna.






Ordinanza viabilità Jova Summer Party




EVENTI COSTA SMERALDA 2026: CULTURA, MUSICA E TRADIZIONI

DA LUGLIO A OTTOBRE

Prosegue fino a ottobre il calendario 2026 del Consorzio Costa Smeralda: concerti, Porto Cervo Libri, appuntamenti per le famiglie e iniziative dedicate all’arte, alle tradizioni della Sardegna e alla valorizzazione del territorio

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Porto Cervo, 17 luglio 2026 – Cultura, musica, letteratura, arte e tradizioni della Sardegna animano il calendario 2026 del Consorzio Costa Smeralda, già iniziato nel mese di luglio e destinato a proseguire fino a ottobre. Un ricco programma di appuntamenti rivolto a consorziati, residenti e visitatori, ospitato in alcuni dei luoghi più suggestivi del territorio: dalla Piazza Karim Aga Khan IValla Spiaggetta Sottopiazza, dalla Passeggiata di Porto Cervo alla Chiesa Stella Maris, fino alle spiagge di Capriccioli e Cala del Faro, a Liscia di Vacca e ad Abbiadori.

La stagione degli eventi si è aperta ad aprile con il prestigioso Premio Costa Smeralda, uno degli appuntamenti culturali più autorevoli e rappresentativi della destinazione.

Il programma propone un’offerta ampia e articolata, pensata per coinvolgere pubblici diversi: incontri con autori e personalità del panorama culturale e giornalistico, concerti, spettacoli per bambini e famiglie, iniziative dedicate all’arte e appuntamenti che raccontano l’identità, la storia e le tradizioni dell’isola.

Tra i momenti più attesi figurano i concerti di Spagna, Francesco Demuro, Nina Zilli e Tiromancino Trio, il DJ set con Rocco Hunt e Fred De Palma, gli appuntamenti musicali immersi nella natura, la rassegna letteraria Porto Cervo Libri, i Concerti di Musica Classica e la nuova edizione di Longevity Weeks Costa Smeralda e Longevity Fest, il progetto che pone al centro il tema della longevità e il ruolo della Sardegna come una delle Blue Zone più studiate al mondo.

Un calendario capace di coniugare intrattenimento, cultura, tradizioni e approfondimento, che conferma la vocazione della Costa Smeralda a essere non soltanto una destinazione turistica conosciuta e apprezzata a livello internazionale, ma anche un luogo di incontro, confronto culturale e valorizzazione delle eccellenze e del patrimonio locale.

Dichiara Renzo Persico, Presidente del Consorzio Costa Smeralda: “La Costa Smeralda è riconosciuta nel mondo per la bellezza dei suoi paesaggi e la qualità dell’accoglienza, ma desideriamo che sia sempre più anche luogo di incontro, dialogo e produzione culturale: dai concerti agli appuntamenti letterari, dalle iniziative dedicate alle famiglie ai progetti sulla longevità e sulla musica classica, ogni evento è pensato per generare valore per residenti, consorziati e visitatori e per rafforzare il legame tra il territorio e la sua comunità.

Promuovere la cultura significa investire nel futuro della destinazione, contribuendo a valorizzarne l’identità e a renderla sempre più viva e attrattiva. È questa la visione che guida l’impegno del Consorzio e che intendiamo perseguire attraverso un’offerta sempre più qualificata e capace di interpretare l’evoluzione della Costa Smeralda nel rispetto della sua storia e delle sue tradizioni.”

Porto Cervo Libri

La stagione si è aperta il 3 luglio con il consorziato Paolo Curto, protagonista dell’incontro dedicato ai suoi libri L’ultima vita, pubblicato da Paolo Sorba Editore, e Le mie sette vite, edito da Castelvecchi. A dialogare con l’autore, nella cornice della Spiaggetta Sottopiazza, è stata Laura Savio.

Il 6 luglio è stata la volta della giornalista e scrittrice Antonella Boralevi, che ha presentato il suo ultimo romanzo L’amore può succedere, pubblicato da Baldini+Castoldi, in dialogo con Giorgio Fresu.

Il 29 luglio il fotografo dei personaggi più noti della Costa Smeralda Riccardo Frezza presenterà Storia di un mercante di immagini, edito da Nemapress, ripercorrendo attraverso immagini e ricordi personaggi, luoghi e momenti legati alla storia della destinazione. Modererà l’incontro Giovanni Corbia.

Il 6 agosto il giornalista sportivo Amedeo Goria e la giornalista de Il Tempo Maria Monsè presenteranno I 50 sono i nuovi 30, pubblicato da PAV Edizioni. A moderare sarà Fulvio Giuliani.

Il 16 agosto l’ex Direttore Generale della Rai Mauro Masi e Ingrid Muccitelli, conduttrice di UnoMattina su Rai 1, presenteranno Promemoria. Un viaggio nella modernità, da Internet all’IA, e molto altro, edito da Class Editori. L’incontro sarà moderato da Pamela D’Amico di Rai Radio.

Il 19 agosto arriverà a Porto Cervo Zahi Hawass, tra gli egittologi più conosciuti al mondo, che accompagnerà il pubblico alla scoperta dell’antico Egitto attraverso il volume L’uomo con il cappello, pubblicato da FAS Editore. Modererà l’incontro l’interprete e archeologa Stefania Sofra.

Spazio anche al giornalismo d’inchiesta con Lirio Abbate, che il 21 agosto, a Cala del Faro, presenterà I diari del boss, pubblicato da Rizzoli, in dialogo con il giornalista Giuseppe Scarpa. L’incontro sarà moderato da Davide Mosca.

Chiuderà la rassegna, il 26 agosto, la consorziata e giornalista del Quotidiano Nazionale Claudia Marin, autrice de Il futuro che eravamo. A dialogare con lei sarà Giacomo Bedeschi, direttore de La Nuova Sardegna.

La musica tra mare e natura

La musica sarà protagonista dell’estate smeraldina con appuntamenti capaci di unire interpreti di richiamo e scenari naturali di particolare suggestione.

Il 19 luglio la Piazza Karim Aga Khan IVospiterà il concerto di Spagna, artista che ha segnato la storia della musica pop italiana e internazionale.

Il 22 luglio tornerà il Concerto all’Alba sulla spiaggia di Capriccioli, uno degli appuntamenti più suggestivi dell’estate, durante il quale la musica accompagnerà il sorgere del sole in uno degli scenari più conosciuti della Costa Smeralda.

Il 24 luglio, alla Spiaggetta Sottopiazza, si terrà il concerto letterario di Veronica Demuro e Franco Demontis, che unirà musica, lettura recitata de La festa maledetta e una sfilata di abiti di alta moda.

Il 31 luglio la Piazza Karim Aga Khan IVaccoglierà il tenore Francesco Demuro, protagonista di una serata dedicata alla grande tradizione lirica.

Il 3 agosto, a Liscia di Vacca, si rinnoverà l’appuntamento con il Concerto alla Luna, nel quale musica e paesaggio si incontreranno in un’atmosfera particolarmente evocativa.

Il 10 agosto sarà la volta di Nina Zilli, una delle interpreti più originali e apprezzate del panorama musicale italiano contemporaneo, che si esibirà nella Piazza Karim Aga Khan IVdi Porto Cervo.

Il 13 agosto Cala del Faro farà da cornice al Concerto al Tramonto, un appuntamento pensato per accompagnare con la musica uno dei momenti più affascinanti della giornata.

Il 21 agosto la Chiesa Stella Maris di Porto Cervo ospiterà il Concerto d’organo del maestro Stefano Melis Sechi, promosso dall’Associazione di Promozione Sociale Mare Nostrum insieme alla Parrocchia Stella Maris. Un appuntamento che unirà il fascino della musica d’organo alla particolare atmosfera di uno dei luoghi simbolo di Porto Cervo.

Il 24 agosto il Campo di Abbiadori ospiterà Fabrizio Moro e Rocco Hunt, protagonisti di un DJ set che porterà in Costa Smeralda l’energia e i successi di due artisti molto amati dal pubblico italiano.

Il programma musicale di agosto si concluderà il 31 con il concerto dei Tiromancino Trio, formazione guidata da Federico Zampaglione che porterà nella Piazza Karim Aga Khan IValcuni dei brani più rappresentativi del proprio repertorio.

Arte, storia e tradizioni della Sardegna

Particolare attenzione sarà riservata alla valorizzazione dell’identità culturale e delle tradizioni dell’isola.

Il 20 luglio, negli spazi della Passeggiata di Porto Cervo, sarà inaugurata la mostra “Fra Bussole e Stelle. Porto Cervo nell’antica cartografia”, un viaggio a ritroso alla scoperta dell’antica storia dell’approdo di Porto Cervo attraverso mappe e carte geografiche d’epoca. L’esposizione promossa dal Consorzio Costa Smeralda, con il sostegno di Smeralda Holding, ideata dall’APS Mare Nostrum e dalla Parrocchia di Stella Maris, in collaborazione con l’associazione Culturale La Scatola Del Tempo e l’Istituto Euromediterraneo, racconterà l’evoluzione della rappresentazione cartografica del territorio e il profondo legame tra la Sardegna, il mare e la storia della navigazione nel Mediterraneo. La mostra resterà aperta al pubblico sino al 20 agosto. 

Il 25 luglio, nella Piazza Karim Aga Khan IV, si terrà il talk “Sardegna Terra di Cavalli”, dedicato a uno degli elementi più autentici del patrimonio culturale e identitario dell’isola.

Il 27 luglio in Piazza Karim Aga Khan IVsarà la volta del Galà della Sardegna, una celebrazione della musica, del folklore e delle tradizioni popolari che raccontano l’anima e la ricchezza culturale del territorio.

Il 28 luglio, Piazza Stella Maris ospiterà l’incontro “Da Newman a Tolkien: l’umilta’ della storia”, promosso dall’Associazione di Promozione Sociale Mare Nostrum e patrocinato da Istituto Euromediterraneo e Chiesa Stella Maris. Relatore dell’evento sarà il professor Giuseppe Pezzini, docente di Filologia latina al Corpus Christi College dell’Università di Oxford. L’appuntamento sarà introdotto dai saluti istituzionali di don Mauro Moretti, parroco di Stella Maris, e di don Giorgio Diana, direttore dell’Istituto Euromediterraneo.

Il 1° agosto Patrizia Sandretto Re Rebaudengo e Maria Livia Brunelli saranno protagoniste di un incontro dedicato all’arte, in occasione del terzo anniversario della presenza in Sardegna della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. Il talk offrirà l’opportunità di riflettere sul ruolo dell’arte contemporanea nella crescita culturale e sociale del territorio.

Il calendario proseguirà il 1° settembre con un incontro dedicato a Grazia Deledda, nel centenario dell’assegnazione del Premio Nobel per la Letteratura, attraverso le testimonianze e gli approfondimenti di Vanna Fois e Franca Carboni.

Il 28 agosto la tradizionale Festa Patronale di Porto Cervo organizzata dalla Parrocchia di Stella Maris: alle ore 18:00 la Santa Messa in onore della Madonna di Stella Maris a seguire la suggestiva processione a mare, fuochi di artificio, cena per la comunità e intrattenimento musicale.

Gli appuntamenti per bambini e famiglie

Anche quest’anno il programma dedica ampio spazio ai più piccoli, con spettacoli e momenti di animazione pensati per coinvolgere bambini e famiglie.

L’8 luglio la Spiaggetta Sottopiazza ha ospitato il Circolander di Priamo Casu, con animazione, zucchero filato e popcorn.

Il 23 luglio torneranno mascotte, palloncini e giochi con Lucy & Friends, mentre il 4 agosto Natalie Belli e Dina Petrucci presenteranno Mr Clip, una favola proposta anche in lingua inglese, capace di unire fantasia, creatività e valori educativi.

Il 12 agosto sarà la volta dello spettacolo della compagnia Circo Bow Tie. Il programma dedicato alle famiglie si concluderà il 27 agosto con le marionette della compagnia Kronicokab.

Tutti gli appuntamenti per bambini si svolgeranno alla Spiaggetta Sottopiazza.

Gli appuntamenti di settembre e ottobre

A settembre tornerà il Classic Music Festival Costa Smeralda in programma nelle serate del 5, 7, 9 e 11 settembre: quattro appuntamenti dedicati ai grandi interpreti e ai capolavori del repertorio internazionale.

Dal 24 settembre all’11 ottobre si svolgerà la prima edizione di Longevity Weeks Costa Smeralda, iniziativa ricca di eventi sportivi, gare agonistiche e amatoriali, con talk  alla salute e allo stile di vita sano guidato in primis da una corretta alimentazione. 

Il 3 e il 4 ottobre ci sarà la quinta edizione del Longevity Fest Costa Smeralda con un’attenzione particolare alle biotecnologie e con l’assegnazione del Longevity Award al fotografo internazionale Steve McCurry.