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 Il 15 settembre una speciale anteprima della IX edizione del Festival premio Emilio Lussu, firmato L’Alambicco, sarà dedicata alla figura di un grande intellettuale, fotografo, editore e saggista politico, il cui lascito culturale è tra i più significativi della Sardegna del Novecento

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Cagliari. Il Festival Premio Emilio Lussu 2023 si avvicina e, nel frattempo, una nuova Anteprima della IX edizione continua a regalare preziosi contributi su storie e personaggi del mondo intellettuale sardo. Venerdì 15 settembre alle 17.30, nella sala della Fondazione Sardegna di via San Salvatore da Horta 2, sarà ricordata la figura di Virgilio Lai, fotografo, editore e saggista politico, il cui lascito culturale è tra i più significativi della Sardegna del Novecento.

Tra i relatori interverranno Giacomo Mameli, Gianfranco Murtas, Gian Giacomo Ortu e Felice Tiragallo.

L’iniziativa è organizzata dall’associazione culturale L’Alambicco. Nato a Ulassai nel 1926, primogenito di cinque figli e nipote della grande artista Maria Lai, Virgilio a 18 anni si era trasferitoa Cagliari insieme al padre, per poi iniziare a collaborare con il quotidiano “La Nuova Sardegna” e con la rivista “Il Solco”.

Tra le numerose attività si era distinto per l’esercizio della fotografia come espressione d’arte e mezzo di conoscenza della realtà sarda, ed era diventato il primo addetto stampa del Consiglio regionale. Nel 1971 aveva fondato e animato l’Editrice Democratica Sarda (Edes), aprendo una nuova stagione dell’editoria isolana. Aveva, tra l’altro, collaborato con l’antropologa Clara Gallini nel suo lavoro di ricerca sul campo.

Dopo la cessione della Edes, Lai aveva promosso altre iniziative editoriali ma, soprattutto, aveva coltivato, assieme a Umberto Cardia e Nino Carrus, il progetto di pubblicazione delle opere di tutti gli autori sardi di ogni epoca, il “Corpus Scriptorum Sardiniae”. A tal fine aveva dato vita all’Istituto Bibliografico Editoriale Sardo (Isbes), dove era stato elaborato un primo Catalogo Ragionato degli Scrittori Sardi.

In seguito, il progetto del Corpus era stato trasmesso all’Istituto Sardo per la Storia della Resistenza e dell’Autonomia, dove Lai e Cardia entrarono a metà degli anni ottanta del Novecento, ma l’idea non aveva trovato compimento a causa delle precarie condizioni di salute di entrambi.

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