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Sabato 13 giugno dell’Ex Convento Francescano la presentazione del volume realizzato da Stefano Alberto Tedde grazie a una sinergia tra l’Amministrazione comunale, l’Unione dei comuni del Villanova e l’Istituto Bellieni

PADRIA – Dietro l’apparente freddezza dei documenti d’archivio e delle formule burocratiche delle delibere si nasconde il battito del cuore di un’intera comunità. Tra quelle pagine ingiallite dal tempo si scoprono decisioni, progetti, grandi speranze, ma anche le difficoltà quotidiane di un paese che cambia e si adatta alla storia.

Un affascinante viaggio nel tempo che trova spazio nel nuovo libro “PADRIA – Storia di una comunità attraverso le deliberazioni degli organi consiliari (1930-2025)”, scritto dall’archivista Stefano Alberto Tedde e pubblicato grazie alla collaborazione tra l’Amministrazione comunale di Padria, l’Unione dei Comuni del Villanova e l’Istituto Camillo Bellieni (Is.Be) di Sassari.

Il volume sarà presentato ufficialmente sabato 13 giugno, alle 17, nella sala conferenze dell’Ex Convento Francescano di Padria. A fare gli onori di casa saranno il sindaco Alessandro Mura e l’assessora alla Cultura, Pangela Dettori, seguiti dai saluti di Maria Doloretta Lai, presidente dell’Istituto Bellieni, da sempre impegnato nella tutela e nella divulgazione della storia e dell’identità locale.

Subito dopo si entrerà nel vivo del racconto con gli interventi di chi ha vissuto e curato il progetto da vicino. Prenderanno la parola Lucia Sechi, operatrice linguistica del territorio che ha coadiuvato la ricerca storica, e l’autore, Stefano Alberto Tedde, che guiderà il pubblico alla scoperta delle tappe della ricerca e degli aneddoti più curiosi emersi dalle carte comunali.

L’autore è riuscito a trasformare le carte ufficiali in un racconto vivo e accessibile a tutti, plasmando il volume come un vero e proprio specchio del Novecento. Dagli anni complessi della ricostruzione post-bellica al boom economico, passando per le dolorose stagioni dell’emigrazione fino all’arrivo delle prime moderne infrastrutture. A rendere l’opera oltremodo preziosa è uno straordinario patrimonio di fotografie d’epoca, capace di restituire uno spaccato autentico dei cambiamenti avvenuti nel corso degli ultimi decenni. L’incontro è aperto a tutta la cittadinanza e a chiunque intenda riscoprire un pezzo fondamentale di storia e identità del territorio.