Capodanno 2026: Politici, adagio con le fughe in avanti. Cosa non torna nel piano della Regione.

Il comunicato della Regione vende bene l’idea: Alghero sede nazionale, diretta in prima serata, milioni di telespettatori. Letto una seconda volta, lascia più domande aperte di quante ne risolva.

Partiamo da un dettaglio piccolo. La notizia è uscita su La Nuova Sardegna prima della conferenza stampa ufficiale del 1° settembre. L’effetto sorpresa che l’assessorato voleva costruire è saltato prima ancora di partire. Non è un dramma, ma dice qualcosa su come è stata gestita questa fase.

Il problema vero è un altro: tutto il progetto poggia su una gara che non esiste ancora. La diretta nazionale, i “milioni di telespettatori”, il grande format da prima serata dipendono da un bando rivolto alle nove reti principali del digitale terrestre che, al momento dell’annuncio, non è stato ancora pubblicato. Mancano quattro mesi al 31 dicembre. Bandire, aggiudicare e montare una produzione da prima serata nazionale in questo lasso di tempo è già difficile di per sé. Farlo quando i palinsesti di fine anno delle grandi reti sono di solito chiusi da mesi lo è ancora di più. Se nessuna rete importante partecipa, o se l’aggiudicazione arriva tardi, salta la parte più ambiziosa del progetto.

C’è anche una questione di soldi tra Comuni che vale la pena guardare da vicino. Nell’edizione precedente tutti i Comuni del “Cartellone Capodanno” (una ventina di piazze) si dividevano due fondi: 2 milioni per chi supera i 10.000 posti, 1 milione per chi ne supera 3.000, con la Regione che copriva al massimo metà delle spese. Ad Alghero, da sola, vanno 3 milioni tramite accordo diretto: più di quanto fosse riservato, in totale, a tutte le altre piazze messe insieme. Il comunicato non dice se per Alghero valgano gli stessi vincoli di cofinanziamento al 50% degli altri, o se il contributo copra tutto.

E la scelta di Alghero non è passata da un bando aperto a tutti i Comuni interessati. È stata decisa con una delibera di Giunta, motivata dal fatto che Alghero è stata la prima città sarda a puntare sul grande concerto di Capodanno. È una motivazione storica, non un criterio di gara verificabile. Lo stesso comunicato ricorda che altri Comuni investono su questo format da 20 o 30 anni: non stupirebbe se qualcuno di loro chiedesse conto di questa scelta.

C’è poi una questione più tecnica, di diritto amministrativo, che raramente finisce nei titoli ma che pesa. I fondi arrivano dalla Legge regionale 7/1955, pensata per sostenere le manifestazioni turistiche dei Comuni. Usarla per finanziare una produzione televisiva nazionale, con un bando che assegna diritti a un’emittente privata, è un salto molto più grande di quello per cui la norma era stata scritta. Non sarebbe la prima volta che un uso così esteso di una legge datata finisce sotto la lente della Corte dei Conti.

Sul piano organizzativo, gestire in diretta i collegamenti tra Alghero e una ventina di altre piazze, con un’unica regia nazionale, è un’impresa tecnica seria: banda, ponti satellitari, sincronizzazione, sicurezza su ogni palco. Prima, quando ogni Comune faceva il suo evento per conto proprio, un problema tecnico locale restava locale. Ora, se qualcosa va storto durante la diretta, lo vede tutta Italia.

E c’è il meteo, che nessun bando può controllare. Concentrare l’attenzione mediatica nazionale su un unico evento dal vivo a fine dicembre, in una zona dove vento e pioggia a quella data non sono un’eccezione, significa mettere in palio l’immagine di tutta la Sardegna su un fattore imprevedibile.

Sulla sicurezza il comunicato non dice nulla: eventi con almeno 10.000 persone in più piazze contemporaneamente, in diretta nazionale, richiedono più forze dell’ordine, più steward, più presidi sanitari. Chi paga questa parte, e se rientra nei 3 milioni, non è scritto da nessuna parte.

L’assessorato stesso, va detto, parla di “esperimento”: se funziona, si potrà ruotare su altre città in futuro. È onesto ammetterlo, ma significa anche impegnare 3 milioni di euro e parecchia credibilità politica su un format mai provato in questa forma, senza dire cosa succede se gli ascolti deludono o se la gara tv va deserta.

Infine i numeri usati per giustificare l’investimento, +40% di turisti in mezza stagione e +32% in inverno, vengono citati insieme a un’altra misura, la defiscalizzazione della tassa d’imbarco invernale, introdotta più o meno nello stesso periodo. Con questi soli dati non si può dire quanto di quella crescita dipenda dagli eventi di Capodanno e quanto dalla tassa in meno sui voli. Usarli per giustificare solo il primo è un po’ come festeggiare un gol senza sapere chi ha tirato.

Messa in fila, la lista dice una cosa semplice: il progetto è ambizioso nelle intenzioni, ma nasce con troppi pezzi ancora da definire, la gara tv, l’importo esatto, gli artisti, i vincoli di cofinanziamento, proprio nel momento in cui viene presentato come già deciso.

Queste sono le domande che la nostra redazione pone:

  • Se nessuna tv si aggiudica il bando, o arriva tardi, l’evento si fa comunque senza diretta nazionale?
  • Perché ad Alghero 3 milioni fuori bando, mentre gli altri Comuni si dividevano lo stesso importo in gara?
  • Chi paga sicurezza e regia tecnica dei collegamenti multi-piazza, ed è già dentro i 3 milioni?
  • Perché usare una legge del 1955 per un’operazione tv nazionale, invece di uno strumento ad hoc?
  • Con quali numeri misurerete se l'”esperimento” ha funzionato, e quando li pubblicherete?







Capodanno 2026: il piano in numeri


Capodanno in Sardegna 2026

Il piano regionale in numeri

I dati principali annunciati il 1° settembre 2026 dalla Regione Sardegna, messi a confronto con l’edizione precedente del Cartellone Capodanno.

Dove vanno i fondi

Contributo regionale, a confronto

Milioni di euro stanziati

Alghero (sede unica, accordo diretto)
3,0 M€
1 Comune

Tutte le altre piazze del Cartellone (ed. precedente)
2,0 + 1,0 M€
circa 20 Comuni, fondo diviso in due fasce, cofinanziamento regionale fino al 50% della spesa

Lo stesso importo complessivo, 3 milioni di euro, va da una parte a un solo Comune e dall’altra veniva diviso tra una ventina di piazze in tutta l’Isola.

Gli altri numeri del piano

4 mesi
dall’annuncio al 31 dicembre, per bandire, aggiudicare e produrre la diretta tv

9 reti
canali del digitale terrestre invitati al bando per i diritti della diretta

50%
quota massima di spesa coperta dalla Regione per gli altri Comuni, edizione precedente

10.000 / 3.000
posti minimi richiesti nelle due fasce del Cartellone Capodanno

+40% / +32%
crescita turistica citata in mezza stagione e nei mesi invernali

1955
l’anno della legge regionale (n. 7) che finanzia oggi l’operazione, 71 anni dopo

La linea del tempo

1 settembre 2026
Annuncio
Conferenza stampa, Alghero sede centrale

Da definire
Bando tv
Non ancora pubblicato

31 dicembre 2026
Evento
Diretta nazionale in prima serata

Dati tratti dal comunicato della Regione Sardegna (1° settembre 2026) e dal bando del Cartellone Capodanno dell’edizione precedente (delibera 51/32 del 1/10/2025). Fonti: Algherolive, Sassari Oggi, Italpress, Cagliaripad, Regione Sardegna.