Lettera aperta della “Rete delle associazioni” a sostegno dei sindaci che affrontano l’emergenza epidemiologica

La “Rete delle Associazioni – Comunità per lo sviluppo” (che racchiude circa trenta associazioni in Sardegna) attraverso una lettera aperta esprime il pieno sostegno al faticoso e quotidiano impegno dei sindaci in questo difficile momento di pandemia, chiede una forte assunzione di responsabilità da parte di tutti i livelli istituzionali e, alla politica in particolare, uno scatto di orgoglio, di serietà e di rigore.
L’invito è quello di iniziare  a creare le premesse per il dopo Covid, quando serviranno grandi energie e nuove idee, impegno e fatica per una Sardegna capace di guardare con fiducia al futuro.

Esprimiamo il nostro pieno sostegno al faticoso e quotidiano impegno dei Sindaci, alla loro richiesta di mezzi e di strumenti operativi che li mettano nelle condizioni di difendere le proprie comunità dal rischio di una diffusione incontrollata dei contagi.
Erano cariche di emozioni le immagini della recente manifestazione dei Sindaci a Nuoro, con quelle fasce tricolori che – in dignitoso silenzio – facevano sentire un grido di aiuto e urlavano una richiesta di maggiore attenzione verso il bisogno di una sanità organizzata meglio, capace di fronteggiare, nelle condizioni possibili, questa tremenda situazione che colpisce pesantemente le nostre popolazioni.
La Rete delle Associazioni chiede che ci sia una forte assunzione di responsabilità da parte di tutti i livelli istituzionali, uno sforzo straordinario di collaborazione e di unità – nei ruoli di ciascuno e di cui ciascuno renderà conto – per mettere al centro il bene comune, per onorare anche in questo modo la memoria di chi è stato strappato alla vita e agli affetti, per dare strumenti e fiducia ai medici e a tutti gli operatori della sanità che vivono in trincea da troppi mesi e spesso sono disarmati, per dare sostegno vero e futuro al mondo delle imprese, per dare aiuto a chi è più debole e a chi ha più difficoltà.
Quella che abbiamo di fronte non è solo una emergenza sanitaria. Quello che dobbiamo contrastare è un vero e proprio disastro generale: sanità, economia, relazioni sociali, affetti personali, programmi e progetti di futuro. Tutto è travolto, tutto è rimesso in discussione.
Alla politica chiediamo uno scatto di orgoglio, di serietà e di rigore. La Sardegna può e deve rialzare la testa. Sconfitto il virus ci attenderà una stagione lunga per ricostruire, per cambiare tutto quello che non ha funzionato.
Servirà parlare il linguaggio della verità e servirà il coraggio di non sopportare ancora le tante crescenti ineguaglianze, quelle tra le persone ed anche quelle tra i territori.
In tanti oggi dicono che nulla ritornerà come prima.
Ed invece è forte il rischio che a fianco alle vecchie crescano nuove ingiustizie e che a pagare i costi di questo disastro siano ancora una volta i cittadini e i territori più deboli. Adesso è prioritario sconfiggere e fermare il virus.
Ma iniziamo a pensare e a creare le premesse per il dopo, quando serviranno grandi energie e nuove idee, impegno e fatica per una Sardegna più giusta, rinnovata e capace di guardare con fiducia al futuro.

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