Cabina primaria, ad Alghero esplode il caso politico: accuse, repliche e il nodo degli atti mancati-
Blackout, rete sotto pressione e un’opera considerata strategica finiscono al centro di uno scontro sempre più duro ad Alghero. Attorno alla cabina primaria “Alghero Sud” si confrontano due versioni opposte: da una parte chi accusa il Comune di aver fermato tutto, dall’altra chi respinge ogni addebito e sostiene che l’iter stia andando avanti con un nuovo progetto.
Sul tavolo, oltre alla polemica politica, c’è anche un documento della Provincia di Sassari che fotografa il passaggio più contestato della vicenda: il procedimento relativo a una precedente autorizzazione si è chiuso negativamente dopo che il Comune non si era ancora espresso sulla concessione della deroga urbanistica necessaria.
Il caso della nuova cabina primaria Enel ad Alghero si è trasformato in uno dei temi politici più caldi delle ultime settimane. Sullo sfondo ci sono i continui blackout che stanno creando disagi in città, con ripercussioni per famiglie, attività economiche e servizi essenziali. Al centro del confronto c’è un’infrastruttura ritenuta decisiva per rafforzare la rete elettrica urbana, ma attorno alla sua realizzazione si è acceso uno scontro frontale tra opposizione e maggioranza consiliare.
A sollevare con forza la questione è stato il consigliere comunale della Lega Michele Pais, che punta il dito contro l’amministrazione guidata da Raimondo Cacciotto. Secondo la sua ricostruzione, il Comune avrebbe bloccato un’opera strategica non portando la pratica all’esame del Consiglio comunale, che era il solo organo competente a pronunciarsi. Per Pais, il risultato di questo mancato passaggio sarebbe sotto gli occhi di tutti: ritardi accumulati, città esposta ai disservizi e responsabilità politiche che ora, a suo dire, andrebbero chiarite fino in fondo.
Il consigliere insiste soprattutto su un punto: la procedura, sostiene, si sarebbe arenata proprio nel momento in cui il Comune avrebbe dovuto completare l’atto di propria competenza. Nelle sue parole, la linea è netta e senza sfumature. “Il provvedimento conclusivo della Provincia è inequivocabile: il procedimento si è concluso negativamente esclusivamente perché il Comune di Alghero non ha perfezionato l’atto di propria competenza”. Da qui la richiesta di un’interrogazione urgente e, nell’ultimo intervento, anche la convocazione immediata di una commissione per esaminare tutti gli atti.
Pais collega direttamente questa vicenda ai disagi che la città sta vivendo. Parla di danni economici per le imprese, problemi per le famiglie e conseguenze che avrebbero toccato perfino l’ospedale. Il suo affondo non si ferma qui: contesta anche la tesi secondo cui vi sarebbero stati ostacoli legati alla destinazione urbanistica dell’area e chiede di fare piena luce su un eventuale cambio di localizzazione dell’opera, domandando chi lo abbia deciso, quando e sulla base di quali elaborati tecnici. Il cuore del suo messaggio politico resta racchiuso in un’accusa precisa: “La maggioranza mente. Subito una commissione. Dite la verità agli algheresi”.
Il documento pubblicato da Michele pais
La risposta della maggioranza è arrivata con toni altrettanto duri. I consiglieri che sostengono l’amministrazione respingono la ricostruzione di Pais e definiscono falsa e tendenziosa l’idea di un blocco imputabile al Comune. Nella loro versione, la vicenda andrebbe letta in modo più ampio, partendo da un precedente progetto che già nella passata consiliatura non avrebbe trovato le condizioni per andare avanti, anche per criticità paesaggistiche e perplessità legate alla localizzazione originaria.
Secondo la maggioranza, non sarebbe corretto attribuire all’attuale giunta la responsabilità del primo stop. Viene ricordato infatti che, già nel procedimento precedente, il Servizio tutela del paesaggio della Regione aveva rilevato criticità e suggerito di valutare una collocazione alternativa, preferibilmente in aree industriali o comunque già compromesse dal punto di vista infrastrutturale. Da qui la tesi politica della coalizione che governa la città: non un blocco, ma la prosecuzione di un percorso complesso, segnato da problemi emersi ben prima dell’attuale fase amministrativa.
L’elemento più importante portato dalla maggioranza riguarda però la nuova impostazione del progetto. La ricostruzione fornita dai consiglieri di maggioranza sostiene che, dall’inizio del mandato, il Comune abbia ripreso il confronto con E-Distribuzione e che nel frattempo sia stato presentato un nuovo intervento, con una diversa localizzazione, oggi vicino alla conclusione dell’iter autorizzativo davanti alla Città Metropolitana di Sassari. In questa lettura, dunque, la vicenda contestata da Pais riguarderebbe un passaggio superato, mentre l’opera starebbe procedendo su basi aggiornate e con un quadro amministrativo diverso.
In mezzo allo scontro politico ci sono però gli atti. Ed è proprio qui che il caso si fa più delicato. Nel provvedimento della Provincia di Sassari relativo al procedimento precedente si legge che, durante la conferenza di servizi, il Comune di Alghero aveva chiarito che l’intervento ricadeva in zona urbanistica E2 e che per poter usufruire del più favorevole indice volumetrico era necessaria l’espressione del Consiglio comunale, organo chiamato a pronunciarsi indipendentemente dal parere della conferenza. Nello stesso documento si dà atto che E-Distribuzione aveva presentato istanza al Consiglio per la deroga e che l’ufficio tecnico aveva comunicato di aver trasmesso la proposta di delibera al dirigente competente. Ma si legge anche che, successivamente, “ad oggi il Comune di Alghero non si è espresso in merito alla concessione di deroga” e che, per questo, non sussistevano i presupposti per autorizzare l’opera. Il procedimento viene quindi indicato come concluso negativamente.
Questo passaggio documentale è quello su cui Pais fonda il suo attacco politico. Ma nello stesso fascicolo emergono anche altri elementi che la maggioranza usa per contestare una lettura troppo semplificata della vicenda. Nelle pagine precedenti del provvedimento, infatti, viene richiamato il parere della Regione che segnalava il permanere di criticità paesaggistiche già espresse in precedenza, ritenendo non adeguatamente chiarita la conformità dell’intervento alle previsioni del piano paesaggistico. La conferenza asincrona, si legge, non era risultata risolutiva ed era stato necessario un successivo esame in modalità sincrona.
È proprio in questo incrocio tra piano urbanistico, passaggi consiliari e rilievi paesaggistici che si gioca la partita politica. L’opposizione mette l’accento sul mancato voto del Consiglio e sostiene che da lì derivi la chiusura negativa del procedimento. La maggioranza, invece, insiste sul fatto che il quadro fosse già problematico a monte e che il Comune non abbia mai espresso un diniego all’opera, limitandosi a rappresentare la necessità di un passaggio formale previsto dalla normativa.
Intanto il dibattito si sposta anche sul presente. La maggioranza afferma che oggi il procedimento davvero rilevante è un altro, legato a un nuovo progetto già arrivato alla fase conclusiva davanti alla Città Metropolitana. Secondo questa versione, la conferenza di servizi avrebbe già dato esito positivo e, una volta completate le prescrizioni tecniche richieste dagli enti competenti, si potrebbe arrivare al provvedimento autorizzativo finale e poi all’affidamento dei lavori. Un quadro che, se confermato, ridimensionerebbe il peso pratico dello scontro sull’iter precedente, ma non quello politico.
Pais, però, non arretra e rilancia. A suo giudizio resta da chiarire chi abbia deciso di abbandonare il vecchio progetto e perché tutto sia avvenuto, sostiene, senza un confronto pubblico vero in Consiglio comunale e nelle commissioni. Il consigliere chiede che si apra subito una fase di verifica politica e amministrativa, con l’esame completo di documenti, date, passaggi e responsabilità.
Alla fine, oltre alle accuse reciproche, resta un dato concreto: Alghero continua a convivere con una rete elettrica giudicata insufficiente rispetto al fabbisogno della città. Ed è proprio questo il punto che rende la vicenda particolarmente sensibile. Perché al di là della propaganda, delle repliche e delle letture contrapposte, il vero nodo per cittadini e imprese è capire quando questa infrastruttura verrà realizzata davvero e se il lungo scontro degli ultimi anni abbia rallentato, o soltanto complicato, una risposta che il territorio attende da tempo.