A Rebeccu torna Pro Sas Animas: il programma dal 27 ottobre al 2 novembre 2026

PRO SAS ANIMAS 2026, da Rebeccu al Meilogu: la memoria incontra le anime tra tradizioni, teatro e territorio 

Dai pani rituali alle performance, dalle ricette di Ognissanti ai saperi del paesaggio: a Rebeccu e nel resto del Meilogu un percorso diffuso tra cultura, memoria e partecipazione. Il 31 ottobre il programma culmina a Rebeccu con CONTOS A SA LUNA, la camminata notturna a lume di lanterna verso la fonte sacra di Su Lumarzu.

Ottobre–novembre 2026.  La memoria vive nei gesti che si tramandano, nei sapori che raccontano una storia, nei rituali che attraversano le generazioni e nei luoghi che custodiscono l’identità delle comunità. Da questa consapevolezza prende forma Pro Sas Animas 2026, una serie di eventi che accompagnano il pubblico verso Ognissanti e la commemorazione dei defunti. Il programma intreccia tradizioni, teatro, arti performative, cultura alimentare e riscoperta del paesaggio. 

Dal 22 ottobre al 2 novembre, il borgo medievale di Rebeccu (frazione di Bonorva), diventa il centro di un percorso culturale diffuso che mette in dialogo pratiche della tradizione e linguaggi contemporanei. Laboratori, incontri, spettacoli, letture, musica e momenti di partecipazione invitano a riscoprire il patrimonio culturale del Meilogu non come una semplice eredità del passato, ma come una risorsa viva, da conoscere, condividere e trasmettere. Il programma attraversa la memoria individuale e collettiva: dalle conoscenze custodite nei gesti della panificazione ai racconti familiari, dai rituali legati alla commemorazione dei defunti al rapporto profondo tra le comunità e il loro territorio. È un’occasione per ritrovarsi, creare nuovi legami tra generazioni e riconoscere nella cultura uno strumento di appartenenza e di partecipazione.

Giovedì 22 ottobre si comincia a Rebeccu. 

Alle 12, nella chiesa di Santa Giulia, si inaugura la mostra Spighe d’oro, dedicata ai pani rituali e curata da Tonino Serra. Visitabile fino al 2 novembre, l’esposizione mostra il pane come elemento simbolico della cultura tradizionale: alimento quotidiano e, insieme, espressione di identità, ritualità e appartenenza.

Nel pomeriggio, nella sala dell’Ostello, c’è il laboratorio esperienziale Pani sacri e su filindeu, condotto da Gianfranca Dettori. Gli appuntamenti sono tre: alle 15 la dimostrazione di come realizzare l’antichissimo (e intricatissimo) pane Su filindeu, poi alle 16.30 e alle 17.30 due laboratori sui pani sacri. È un’occasione aperta a tutti per avvicinarsi alle tradizioni manuali e alimentari della Sardegna e riscoprire gesti, tecniche e conoscenze che legano cultura, arte e memoria.

Martedì 27 ottobre, alle ore 20, nel Centro Sociale di Giave, va in scena La cena delle anime. È un reading-spettacolo con Michela Atzeni e le musiche dal vivo di Adele Madau, per la regia di Maurizio Rippa. Tratto dall’omonimo libro di Maria Laura Berlinguer, lo spettacolo riflette sul rapporto tra vivi e defunti, sui ricordi familiari e sulle tradizioni legate al tempo della commemorazione. Si replica il 28 ottobre a Borutta, il 29 ottobre a Cheremule e il 30 ottobre a Ittireddu, sempre alle ore 20. 

Il legame tra alimentazione, cultura e trasmissione dei saperi è al centro degli appuntamenti del 29 e 30 ottobre. 

Gli appuntamenti del 29 e 30 ottobre sono dedicati al legame tra alimentazione, cultura e trasmissione dei saperi.

Giovedì 29 ottobre, alle 18, nella cucina dell’Ostello di Rebeccu c’è Conoscere il lievito madre, È una lezione-laboratorio su uno degli elementi fondamentali della panificazione tradizionale, a cura del prof. Giovanni Antonio Farris dell’Accademia Sarda del Lievito Madre e di Art/Janas. Il lievito madre diventa il punto di partenza per parlare dei tempi, delle cure e delle conoscenze che accompagnano la preparazione del pane e che si tramandano di generazione in generazione attraverso la pratica quotidiana.

Venerdì 30 ottobre, ci si ritrova nella sala dell’Ostello di Rebeccu per due appuntamenti dedicati alla Cucina della tradizione di Ognissanti. 

Alle 16 c’è il laboratorio Distillare il paesaggio – Elicriso, memoria e territorio, a cura di Emanuela Lai. È un’esperienza pratica e sensoriale per conoscere la pianta e preparare l’oleolito di elicriso, facendo macerare i fiori essiccati in olio vegetale. I partecipanti impareranno a riconoscere l’elicriso, a scegliere correttamente le materie prime e a seguire le varie fasi della lavorazione, dalla preparazione alla conservazione del prodotto.

La giornata prosegue alle ore 18 con un’inedita versione live di Le cuoche che vogliamo diventare, la rubrica di Roberta Corradin sull’inserto gastronomico Cook del Corriere della Sera.
La giornalista incontra Alessandra Guigoni e Ornella D’Alessio per una conversazione a tre voci sul cibo come racconto, memoria, identità e patrimonio culturale. Le ricette diventano strumenti per raccontare la storia delle comunità, ricostruire abitudini e rituali e capire come il cibo conservi memorie individuali e collettive. 

Sabato 31 ottobre è uno dei momenti centrali di Pro Sas Animas 2026, I suoi due appuntamenti mettono al centro il valore simbolico del pane e il paesaggio vissuto come spazio di incontro e di racconto.

Alle ore 19, in piazza Santa Giulia a Rebeccu, va in scena Il companatico di Grazia, di e con Giorgio Donini e con la voce di Lucia Ferrati. La performance intreccia gesto, parola e materia in un rito dedicato alla memoria e alla condivisione. Davanti al pubblico prende forma una pagnotta. Impastare, un gesto semplice e profondamente intimo, diventa un modo per ritrovare una presenza e trasformare il ricordo in esperienza concreta. Accompagnata da un reading poetico, la performance si apre via via al pubblico e si chiude con la condivisione di pane e mortadella.

Il momento culminante della giornata del 31 ottobre è alle ore 22, quando inizia CONTOS A SA LUNA, la camminata notturna a lume di lanterna da piazza Santa Giulia, a Rebeccu, fino alla fonte sacra di Su Lumarzu. Introduce l’archeologo Franco Campus, sindaco di Ittireddu,  che accompagnerà il pubblico in un viaggio nel tempo alla scoperta dei rituali funerari nella Sardegna arcaica.

L’itinerario invita a vivere il paesaggio in modo diverso, affidandosi alla luce delle lanterne, al ritmo del cammino e ai racconti di Grazia Deledda, che 100 anni fa fu la prima donna in Italia (e la seconda in assoluto fin oggi) a ricevere il Nobel per la letteratura. Il percorso diventa un’esperienza condivisa in cui natura, racconto e tradizione si intrecciano e i luoghi tornano a essere custodi di storie. La fonte sacra di Su Lumarzu, meta della camminata, è il punto d’incontro tra paesaggio e patrimonio culturale.

Domenica 1° novembre, alle 17, nella chiesa di Santa Giulia a Rebeccu, la riflessione sulla memoria si apre a una dimensione contemporanea e universale con la lettura di Sudari. Elegia per Gaza (Feltrinelli, 2025) di Paola Caridi. L’autrice, giornalista ed esperta di Medio Oriente, dedica un’elegia moderna a tutte le persone uccise a Gaza e rivendica la necessità di chiamarle per nome. La accompagna all’oud il musicista palestinese Samih Al Madhoun, originario di Gaza. La lettura porta il tema della commemorazione oltre i confini della tradizione locale e si interroga sul significato del lutto, della testimonianza e della responsabilità collettiva davanti alla morte.

A seguire, nella piazza davanti alla chiesa, torna l’appuntamento comunitario dei Riti di Onnisanti,con canti, formaggio fresco appena fatto, castagne arrosto, vino caldo e il piacere di stare insieme. Quest’anno la festa si arricchisce della presenza dei poeti a bolu, custodi di una delle espressioni più vive della cultura orale sarda. Con i loro versi improvvisati daranno voce al dialogo tra memoria e presente.  

Lunedì 2 novembre, nella chiesa di Santa Giulia a Rebeccu, il programma si chiude con In s’ammentu / In ricordo, recital lirico del baritono Dario Sogos. Lo accompagna al pianoforte il maestro Marco Francesco Schirru, con la partecipazione del Coro Paulicu Mossa. La musica diventa linguaggio della commemorazione: dà forma alle assenze e trasforma il ricordo in un’esperienza condivisa. La voce solista e il coro accompagnano il pubblico in un momento di raccoglimento che riporta al centro il significato della memoria come legame tra le persone, le generazioni e la comunità.

Con Pro Sas Animas 2026, la memoria diventa il filo conduttore di un percorso che attraversa luoghi, linguaggi e diverse forme di espressione culturale. Dai pani rituali alla performance contemporanea, dalle ricette di Ognissanti alla conoscenza delle piante, dalla poesia alla musica, ogni appuntamento valorizza i saperi tramandati e il patrimonio immateriale delle comunità. Le tradizioni tornano a essere contemporanee e partecipate: non pratiche immutabili, ma occasioni di incontro, conoscenza e dialogo.

Ricordare significa continuare a dare spazio alle storie, custodire le tracce di chi ci ha preceduto e riconoscere il valore delle relazioni che costruiscono una comunità. È questo lo spirito di Pro Sas Animas: un invito a custodire e rinnovare la memoria attraverso la cultura, la partecipazione e l’incontro tra generazioni.

Per informazioni, programma completo e aggiornamenti: www.rebeccuarte.org

Gli eventi di Pro Sas Animas sono parte di MusaMadre – Le Stagioni della Lettura, progetto curato da Valeria Orani per il Comune di Bonorva, organizzato dall’Associazione Enti Locali per le Attività Culturali e di Spettacolo con il coordinamento di 369gradi, con il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna e della Fondazione di Sardegna. E di Grazia Ritrovata, un Progetto Speciale 2026 del Ministero della Cultura, ideato e prodotto da 369gradi – centro di diffusione e produzione cultura contemporanea, con il sostegno della Regione Sardegna e della Fondazione di Sardegna, in collaborazione con i Comuni di Bonorva, Borutta, Cheremule, Giave e Ittireddu.