comunicato stampa: Prosegue la campagna sulla fauna ad ungulati promossa dal Parco Nazionale dell’Asinara e dalla Regione Sardegna

Prosegue la campagna sulla fauna ad ungulati promossa dal Parco Nazionale dell’Asinara e dalla Regione Sardegna

 

Il progetto di eradicazione e contenimento della fauna domestica inselvatichita presente nell’isola dell’Asinara, finanziato con il P.O. FESR 2014 -2020 – Azione 6.5.1 Azioni previste nei Prioritized Action Framework (PAF), avviato nell’ottobre 2019 è ormai giunto a metà delle azioni. Sull’isola era presente un importante carico animale, costituito da:

Oltre 190 cavalli allo stato brado, animali alloctoni per l’isola Asinara, assimilabili alla razza sardo – anglo – araba. La loro presenza incide sulla composizione delle varietà floristiche e l’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) aveva indicato in circa 80 individui la popolazione sostenibile.

Oltre 700 ibridi di cinghiale x maiale derivati dall’incrocio dei maiali rimasti sull’isola al momento della cessazione dell’attività carceraria e dei cinghiali introdotti sempre in epoca carceraria. Anch’essi si presentano come animali alloctoni ed hanno determinato nel tempo gravi problemi alla disseminazione naturale del leccio nella parte nord dell’isola, alla diffusione delle piante bulbose sull’intera superficie dell’isola Asinara e hanno provocato interferenza negative sull’avifauna e sull’erpetofauna. Il Piano del Parco e diversi studi scientifici ne richiedono la totale rimozione.

Oltre 1700 esemplari di capra, animale estremamente prolifico e resistente, che hanno creato seri problemi alle biocenosi presenti sull’Asinara, con una forte regressione delle specie pabulari specializzate mediterranee o endemiche e con una proliferazione incontrollata delle specie non interessate dal pascolo quali l’euforbia.

Circa una cinquantina di gatti inselvatichiti, animali residuali liberati anch’essi al momento della dismissione del sistema carcerario. Questi gatti inselvatichiti risultano distribuiti in maniera disomogenea sull’isola Asinara e hanno determinato gravi problemi alla conservazione dell’avifauna e dei piccoli anfibi e rettili. Sono animali alloctoni, e non essendo possibile, per la legislazione attuale, allontanarli dal territorio in cui vivono, come richiesto dal Piano del Parco, è stata avviata la loro sterilizzazione.

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Il progetto di controllo delle popolazioni animali, nonostante l’emergenza legata al Covid-19 che ha determinato in alcuni periodi dell’anno il forte rallentamento delle attività, in particolare nei mesi di marzo, aprile e maggio, sta comunque procedendo secondo il cronoprogramma condiviso tra tutti gli Enti coinvolti.

Per quanto riguarda i cavalli, sono stati allontanati quelli più giovani, perché più facilmente addomesticabili. Tutti gli animali allontanati sono stati consegnati a vita (non per uso alimentare) e ceduti alle aziende che possedevano i requisiti previsti dalla normativa vigente in fatto di dotazioni e benessere animale. Ad oggi sono stati allontanati 51 cavalli. Prima della movimentazione i cavalli vengono identificati dall’APA (Associazione Provinciale Allevatori) con apposito microcip e sottoposti al test di Coggins, per verificare l’assenza di anemia infettiva.

Per gli ibridi di cinghiale si è operato con un censimento su 21 poste distribuite strategicamente sull’intera superficie dell’isola Asinara. Hanno collaborato a questi monitoraggi il personale del Parco, di Agenzia Forestas, alcuni operatori del Parco e diversi studenti universitari, che in maniera volontaria hanno supportato l’attività. Sono stati inoltre acquistati due droni dal Parco, per facilitare le attività di censimento. Per le catture sono state impiegate 20 gabbie e sono stati allontanati nel 2020, 356 ibridi di cinghiale.

Per le capre, sono state portate fuori dall’isola, oltre 1200 capre. La procedura ha previsto la verifica dello stato di salute generale degli animali da parte del veterinario ATS, il successivo prelievo del sangue e contestualmente l’inserimento del bolo con microchip e l’apposizione della marca auricolare. Il sangue prelevato viene analizzato dall’Istituto Zooprofilattico Regionale che verifica in particolare casi di Brucellosi e Caev. Gli animali sono stati poi consegnati alle aziende ovicaprine che ne avevano fatto richiesta.

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Per quanto riguarda infine l’azione di contenimento dei gatti inselvatichiti presenti sull’isola si è proceduto all’attività di sterilizzazione, alla quale mancano per completare la popolazione circa 20 individui.

Nel corso dell’anno 2021, a fianco alle attività di allontanamento dei capi, verranno anche elaborate, sempre in collaborazione con Ispra, delle linee guida per la gestione delle popolazioni rimanenti anche in un’ottica di valorizzazione dei prodotti con il marchio del Parco.

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