image_pdfimage_print

NELLE ZONE PIÙ COLPITE DICHIARARE STATO CALAMITÀ CON AIUTI ALLE AZIENDE AGRICOLE IN GRANDE DIFFICOLTÀ.

Mentre gli occhi sono tutti puntati sulla campagna elettorale per le prossime elezioni regionali, le aziende agricole e di allevamento in Sardegna continuano a essere attanagliate da una crisi idrica che sta diventando tra le peggiori vissute in inverno. Le campagne sono a secco da settimane, mentre a cadere in Sardegna non è più l’acqua ma i numeri sulle precipitazioni, con solo 4 eventi significativi di piogge negli ultimi 70 giorni in Sardegna. Lo denuncia Coldiretti Sardegna con il suo rilevamento (su dati Arpas) sulle precipitazioni nell’isola. 

2024. Una situazione che sta mettendo in grande sofferenza le aziende agricole. Se si eccettua, infatti, la prima settimana di dicembre 2023, la prima decade di gennaio e i giorni a ridosso dell’8 febbraio con gli unici eventi piovosi di una certa intensità, per il resto è grande sete per i campi e la vegetazione, con le difficoltà sui pascoli e le zone non irrigue. Il bilancio sulle precipitazioni rilevato da Coldiretti Sardegna, mostra una quasi totale assenza di piogge tra la seconda e terza decade di dicembre e un breve momento di ristoro per le piogge cadute nei primi giorni di gennaio. Poi ci sono i picchi di siccità rilevati non solo nella parte centrale di dicembre, ma anche da fine gennaio a oggi, se si eccettua solo una breve parentesi ai primi di febbraio. Baronia, Nurra, Ogliastra, Sarrabus, Basso Campidano e Sulcis tra le zone più in sofferenza.

COLDIRETTI. “La siccità e la grave crisi idrica stanno mettendo a dura prova le nostre aziende agricole e questa situazione non solo minaccia la stabilità economica delle aziende stesse, ma anche il benessere delle nostre comunità rurali – sottolinea Battista Cualbu, presidente Coldiretti Sardegna – purtroppo sembra che l’attenzione sulla campagna elettorale stia portando a ignorare la gravità della situazione che stiamo affrontando. Per questo crediamo sia necessario dichiarare lo stato di calamità per le zone che stanno soffrendo maggiormente – conclude – è fondamentale che i sindaci dei Comuni interessati si uniscano a questa richiesta partendo dai loro territori per affrontare questo momento così delicato”. 

Per il direttore Coldiretti Sardegna, Luca Saba, inoltre “questa situazione è sempre più grave per le aziende isolane che nonostante continuino silenziosamente a lavorare per garantire il cibo a tutti, dall’altra vedono ridurre in maniera drastica i loro guadagni a causa del significativo aumento dei costi di produzione come sanno bene i nostri allevatori costretti a ricorrere a foraggi e mangimi per il loro bestiame – sottolinea – bisogna pensare a un sistema di aiuti per queste aziende in difficoltà, in particolare modo in quelle situate nelle zone dove sono mancati i pascoli e che oggi fronteggiano pesanti problemi sulla loro marginalità”.

2023. Se oggi la situazione è diventata ormai insostenibile con il picco di problemi sulle precipitazioni vissuto in queste ultime settimane, è da diversi mesi che il trend registra un andamento preoccupante, già dalla seconda metà del 2023. Tra Luglio e dicembre dello scorso anno, infatti, i problemi maggiori erano stati registrati nel Sarrabus (da 64 a 100 millimetri di piogge cadute nel periodo di riferimento) e in Ogliastra e Sulcis (tra 81 a 140 millimetri di precipitazioni). Il tutto aggravato da anomalie sulle precipitazioni che hanno portato, sempre nel semestre di riferimento, a un calo di piogge attestate tra 239 e 320 millimetri in meno su queste zone (Sarrabus-Gerrei con il picco rilevato alla stazione di Escalaplano e Ogliastra sino a Baunei e Urzulei anche se nelle prime settimane del 2024 il picco di calo è stato rilevato a Siniscola). Se il Campidano di Cagliari continua a mantenere un livello di precipitazioni abbastanza basso, ma più o meno costante, va meglio in tutta la costa occidentale con le precipitazioni cadute nell’ultimo semestre 2023 che hanno portato tra 260 e picchi di 430 millimetri tra l’Oristanese, il Montiferru e Planargia. Reggono le zone montane del Gennargentu.

Pubblicità