L’editoria sarda ritorna al Salone del libro di Torino

Lo stand AES in una precedente edizione del Salone del Libro di Torino

TORINO. Se il tema della XXXIII edizione del Salone del libro di Torino è la “Vita supernova”, che finalmente illumina il cammino del libro per lasciarsi alle spalle l’oscurità portata dalla pandemia, l’editoria sarda si fa trovare pronta e in questo prestigioso contesto internazionale proietta un faro di luce sulle specificità dell’isola, affinché il libro sia ambasciatore della Sardegna nel mondo.

Dal 14 al 18 ottobre, grazie anche al patrocinio e al sostegno economico della Fondazione di Sardegna, l’Associazione Editori Sardi sarà protagonista di undici appuntamenti tra il Padiglione 2 del Lingotto Fiere e il Salone Off, il contesto che, a partire dal centro espositivo di via Nizza, coinvolge nei suoi eventi la città metropolitana di Torino e tutto il territorio regionale.

CONTENUTI.

Assieme al libro saranno protagonisti veri e propri gioielli della storia, della cultura e del paesaggio sardo, a partire dalle meravigliose architetture romaniche fino alla scoperta degli alberi monumentali e le foreste presenti sul territorio regionale, per poi omaggiare alcuni autori delle pagine culturali più espressive del Novecento, capaci di oltrepassare i confini del Mediterraneo, come Grazia Deledda e Antonio Gramsci. Contenuti esclusivi e curiosità saranno presentati nella riscoperta dei legami tra la Sardegna e la storia di un grande gruppo come quello della Olivetti, per poi approfondire le vicende gloriose della Brigata Sassari attraverso immagini inedite. Non sarà trascurata l’arte nelle sue diverse declinazioni, sia nella riscoperta di personaggi come Mario Sironi, sia attraverso la fusione tra arte figurativa e letteratura, un connubio capace di risvegliare le coscienze nel denunciare la piaga dei roghi che ogni estate devastano l’isola.

CASE EDITRICI.

A dare lustro alla vetrina dell’editoria libraria sarda saranno Aipsa Edizioni di Cagliari; Alfa Editrice di Quartu S. Elena; Carlo Delfino Editore di Sassari; Edes di Sassari; Edizioni Della Torre di Cagliari; Ilisso Edizioni di Nuoro; Imago Multimedia di Nuoro; Edizioni Il Maestrale di Nuoro; La Zattera Edizioni di Cagliari; Mediando Edizioni di Sassari; Paolo Sorba Editore di La Maddalena; Editrice Taphros di Olbia.

IL PROGRAMMA.

L’inaugurazione degli appuntamenti al Lingotto, per la sezione Tra isola e mondo, è in programma giovedì 14, alle 11, negli spazi dello stand AES (H30-J29), con la presentazione dei “Gioielli del Romanico. Le Basiliche di Ardara, Borutta, Codrongianos. Carta degli itinerari del Romanico della Sardegna”, edito da Carlo Delfino. A illustrare i contenuti del volume saranno gli autori Paolo Barone e Stefano Alberto Tedde in compagnia di Mario Tosco del Politecnico di Torino, con Giuseppe Cappai e Fabio Roccuzzo (presidente e direttore Focus Europe).

Nel pomeriggio l’appuntamento è con il Salone Off al Circolo della Stampa di Torino, in Corso Stati Uniti 27. Alle 18, nell’elegante contesto del Palazzo Ceriana Mayneri, la Ilisso Edizioni presenta “La Storia della Olivetti parla Sardo. Nivola, Pintori, Fancello, Tavolara”, una storia di successo poco nota che sarà raccontata da Enrico Bandiera dell’Archivio Storico Olivetti, assieme a Caterina Cristina Fiorentino dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, e Antonello Cuccu, architetto e designer del settore mostre della Ilisso. Attraverso riflessioni di sintesi, il volume sarà riproposto il giorno seguente al Lingotto, stavolta con il contributo di Anna Viotto, responsabile della biblioteca Associazione Archivio Storico Olivetti.

Venerdì 15 lo stand AES sarà palcoscenico di ben sei incontri con gli autori. Alle 11.30 la Ilisso presenta il libro dedicato a “Mario Sironi. Sintesi e Grandiosità”, con gli interventi della curatrice Elena Pontiggia e di Antonello Cuccu. Alle 12.30 Carlo Delfino propone uno sguardo sui “Grandi alberi e foreste vetuste della Sardegna”, con la partecipazione dell’autore, Ignazio Camarda, assieme a Maria Siniscalco, già presidente della Società Botanica Italiana, Giuseppe Cappai e Fabio Roccuzzo.

Alle 14.30 l’appuntamento è con il preannunciato “La Storia della Olivetti parla Sardo. Nivola, Pintori, Fancello, Tavolara” (Ilisso), mentre alle 16, Antonello Cuccu parlerà de “Il Marmo dell’altra Mano. Studio di Scultura Giorgio Angeli” per le Edizioni Poliedro, che descrive la “sapienza” degli scalpellini della Versilia, capaci di trasformare i progetti dei maggiori scultori internazionali in opere d’arte.

Alle 17 Aipsa Edizioni presenta l’“Omaggio a Grazia Deledda. Quando Grazia parla di sé”, in cui la scrittrice Premio Nobel nuorese parla attraverso la voce di Cristina Lavinio, con l’introduzione di Annamaria Baldussi. La serata si conclude con un focus su “Brigata ‘Sassari’ e Sardegna. Fotografie inedite senza censura (1912-1937) di Antonio Carruccio”, un volume di forte impatto visivo, che sarà illustrato dal generale Andrea Di Stasio, autore dell’opera e già comandante della Brigata Sassari in Sardegna, assieme all’editore Carlo Delfino e a Sandro Solinas, che ha collaborato alla redazione dell’opera.

Sabato 16 ottobre al Padiglione 2 l’appuntamento con l’editoria sardaprende il via alle 16 con la presentazione del Libro d’artista “Tracce di fuoco” edito da Casa Falconieri e Mediando, in cui Gabriella Locci, assieme a Dario Piludu e Simonetta Castia mostra un’opera realizzata appositamente per il Salone del Libro, capace di integrare e intrecciare letteratura e arte per raccontare l’orrore degli incendi.

Alle 17 Annamaria Baldussi di Aipsa Edizioni introduce l’“Omaggio ad Antonio Gramsci (1891-2021) cittadino del mondo” nel 130esimo anniversario dalla nascita, un percorso che sarà illustrato da Gianni Fresu, presidente IGS-Brasil. La partecipazione AES al Salone si conclude con la presentazione di “Come in cielo così in terra”, un romanzo edito da Paolo Sorba in cui l’autrice Brunella Lottero, che illustrerà il libro assieme a Piero Bianucci, nel raccontare il rapporto tra una nonna e sua nipote avvicina il lettore al meraviglioso mondo delle piante e al rispetto della natura.




ADEI e AES, dal Forum di Alghero la forza di fare rete

ALGHERO. L’Editoria a carattere locale come voce indipendente e anima libera dei territori, produttrice di cultura e bibliodiversità e alternativa alla rincorsa smodata verso il mercato. La seconda edizione del Forum nazionale sull’editoria regionale “Tutti i libri del mondo”, promosso da ADEI e organizzato congiuntamente all’Associazione Editori Sardi negli spazi dell’Ex Mercato civico di Alghero (all’interno del festival letterario “Mediterranea. Culture, scambi, passaggi”), ha messo in luce i propositi e gli obiettivi di un’editoria indipendente sempre più consapevole del proprio ruolo, motivata a fare rete e a darsi una forte rappresentatività nel confronto con le istituzioni. Il tutto in un ampio dibattito tra le numerose associazioni regionali e nel dialogo con le organizzazioni di altre aree del Mediterraneo, nello specifico catalane, galiziane e valenciane.

Già in apertura, il sindaco di Alghero Mario Conoci ha sottolineato l’importanza del ruolo svolto dagli editori indipendenti nel preservare l’identità storica e culturale dei luoghi in cui rispettivamente operano. Idea fortemente condivisa dal portavoce del ministro della Cultura, Gianluca Lioni, che in collegamento da Roma ha ribadito come le piccole case editrici siano garanzia di pluralismo, e ha parlato della preparazione di una legge a sostegno dell’intera filiera del libro, in assimilazione al mondo del cinema e allo spettacolo.

A introdurre le particolarità e le criticità del settore è stata Simonetta Castia, presidente dell’Associazione Editori Sardi, illustrando la vocazione di proposta, di ricerca e di scouting dell’editoria del territorio: “Una piccola editoria a dimensione spesso locale che, per sovvertire le leggi dei grandi numeri e i fortissimi squilibri numerici del mercato e delle singole regioni – ha affermato Castia – deve operare in sinergia con tutti gli attori della filiera e il sistema territoriale delle infrastrutture culturali, affinché le comunità recuperino l’amore per la lettura passando per le scuole, le biblioteche e le librerie.Da questo punto di vista sarà cruciale l’approvazione di una norma nazionale a favore della totalità delle realtà editoriali”.

Il compito delicato di tessere le trame della rete fra editori è proprio di ADEI, l’Associazione degli editori indipendenti che, come ha affermato il presidente Marco Zapparoli, rappresenta ben 240 soci per un fatturato del 47.6 per cento rispetto al totale.

Tra gli aderenti ad ADEI, le testimonianze delle varie esperienze regionali sono arrivate da Giovanni Chiriatti, dell’Associazione Pugliese editori, nata nel 2010, con 24 soci all’attivo; Alberto D’Angelo, della Rete Campania ADEI; da Chiara Finesso, degli Editori Veneti. Poi Salvatore Granata, dell’Associazione Siciliana Editori; e infine Mauro Garbuglia, dell’Associazione Editori Marchigiani.

Tutti hanno concordato sull’esigenza di fare rete per una più efficace comunicazione e visibilità, e quindi per consolidare una rappresentanza di peso nel rapporto le istituzioni. Forte è l’esigenza di una programmazione sistematica degli eventi di promozione, e di una legge nazionale di tutela del comparto.

L’iniziativa è stata occasione di confronto con gli editori omologhi provenienti dalla sponda opposta del Mediterraneo. Nella mattinata le testimonianze di Silvia Bello Campos dell’Asociación Galega de Editoras e Marian Val dell’Associació d’Editorials del País Valencià, che hanno descritto gli ambiziosi e concreti programmi di iniziative culturali e di internazionalizzazione, con rimandi alla favorevole situazione legislativa e di contesto delle proprie regioni.

Henrique Alvarellos Casas dell’Asociación Galega de Editoras, ha evidenziato il contesto di sofferenza sorto già prima dalla crisi del 2008 e quindi dopo la pandemia, e richiamato alla necessità di presentare la lettura come una sorta di pillola di salute, nella quale in tanti hanno trovato conforto durante il lockdown. È un momento di grande fermento per l’Asociación, che nel 2023 festeggerà i cento anni dall’inizio dell’editoria galiziana, dopo che, nel 2022, la Spagna sarà paese ospite alla fiera di Francoforte.

La presidente dell’Associació d’Editorials del País Valencià, Àfrica Ramirez Olmos, ha sottolineato l’importanza e l’efficacia avuta dall’internazionalizzazione per la crescita del mercato di riferimento, attestato su un più 10-15 per cento di fatturato. Anche in Valencia è fondamentale la necessità di fare rete, in quanto le case editrici sono piccole e mostrano un riflesso economico della propria società.

A porre l’accento sull’espressione plurilinguistica che caratterizza la storia del mondo editoriale catalano, dove da sempre è in uso la pubblicazione nelle lingue minoritarie, è stato Gustau Navarro della Generalitat de Catalunya – sede di Alghero. Basti pensare che solo nel 2020 in Catalogna sono stati editati 30mila titoli diversi, dei quali circa 10mila erano appunto in catalano, evidenziando un rapporto profondo tra il libro e la cultura identitaria.

Di grande interesse è stata anche la presenza di Marco Pautasso, vicedirettore del Salone del libro Torino, che nella sessione coordinata dalla vicepresidente ADEI, Isabella Ferretti, ha ricordato come grazie al sostegno del territorio e al supporto dei piccoli editori indipendenti, la grande kermesse torinese sia stata salvata dal tentativo perpetrato dai grandi gruppi che cercarono di portarla a Milano.

Anche l’intervento di Cleophas Adrien Dioma, presidente dell’associazione “Le Réseau” ha evidenziato come lo strumento associativo sia stato fondamentale per la creazione di una piattaforma di confronto con le istituzioni e il mondo culturale della città di Parma, da cui è scaturito poi il Festival Ottobre Africano di cui è direttore artistico.

Nel corso della serata Isabella Ferretti ha portato l’esempio del Book Pride per la tematica dedicata alle “Fiere ed editoria indipendente”, Della Passarelli ha illustrato l’esempio e l’esperienza della casa editrice Sinnos e di Ibby Italia, e Ariase Barretta dell’Università Complutense di Madrid ha richiamato l’attenzione sulla necessità di dare spazio alla controcultura nell’editoria italiana.

Il vicepresidente dell’Associazione Librai Italiani, Aldo Addis, ha rimarcato che l’arma vincente per superare le criticità sia quella di fare rete tra le diverse anime del comparto, uscendo dalle diffidenze reciproche. L’esempio lampante è stato quello dell’appoggio tra editori e librai sardi nel cercare di superare insieme le carenze normative di alcuni interventi straordinari del Governo, pure salutato come un grande traguardo per il riconoscimento del libro quale bene essenziale.

In chiusura dei lavori, Marco Zapparoli ha individuato nel Forum di Alghero “un momento di forte aggregazione, foriero di proposte e suggerimenti che possono portare grandi sviluppi se l’entusiasmo e la passione, unite alla competenza, proseguiranno con la stessa intensità. L’auspicio – ha proseguito il presidente ADEI – è quello di mettere a fattor comune qualità, originalità, soprattutto ricerca. Perché l’editoria indipendente è caratterizzata da una propensione alla ricerca, che a lungo termine premia. Infine – ha concluso – non bisogna aver paura se necessario, a ‘battere i pugni’ sui tavoli di comando: laddove c’è una rete, si genera una eco sempre più grande, cui alla fine le istituzioni daranno ascolto”.




Alghero, alla scoperta del pane antico tra cultura, salute ed economia

ALGHERO. Il pane come elemento paradigmatico per riscoprire quei valori che con il tempo sono stati accantonati alla ricerca spasmodica del progresso, in un mondo che cambia sempre più rapidamente e con esso le abitudini culturali e alimentari. La tavola rotonda “Pan Mediterraneo. Economia, sostenibilità, cultura”, presentata giovedì scorso all’Ex Mercato Civico di Alghero dall’AES, nel calendario del festival letterario “Mediterranea. Culture, scambi, passaggi”, grazie all’intervento di numerosi esperti ha permesso di riscoprire quelle produzioni dotate di particolari caratteristiche a livello nutrizionale, salutistico e culturale. Produzioni che possono rappresentare un motivo di crescita economica con una ripercussione positiva sui territori.

L’incontro, introdotto dalla presidente AES Simonetta Castia e moderato da Marco Zapparoli, editore di Marcos&Marcos in rappresentanza di Letteratura Rinnovabile, ha preso il via con l’analisi di quattro concetti paradigmatici come “valore, scambio, terra e mappa”.

Nel primo intervento di Massimiliano Lepratti, coordinatore e ricercatore nel campo della transizione ecologica dell’economia per l’Associazione Economia e sostenibilità, è emerso il significato di valore comeatto di trasformazione di ciò che offre la natura. È sostanzialmente il valore del lavoro, che trova nello scambio reciproco il senso più immediato della costruzione di rapporti economi, creando relazioni utili a rispondere a determinati bisogni individuali e sociali.

Andrea Calori, esperto in politiche territoriali, di sviluppo locale e di cicli alimentari sostenibili per Esta, ha messo in evidenza come la produzione di valore rappresenti sempre più il distacco dalla natura e dalla terra, e come sia sempre più connessa a elementi immateriali. Di rimando, il mondo rurale è stato sempre più accostato ad antitesi del progresso. Per ripensare i valori di questo rapporto, il pane può essere un ottimo punto di partenza al fine di ribaltare le regole sociali e costruire nuove relazioni tra economia ed ecologia.

Ma se l’essere umano è sempre più inserito al di fuori dal mondo naturale, è anche vero che il nostro cervello è progettato per vivere in quel contesto. Pier Andrea Serra, prorettore dell’Uniss, medico, farmacologo, tossicologo e coordinatore del corso di Studi in Scienze dell’alimentazione, ha spostato l’attenzione sugli aspetti biologici che caratterizzano il rapporto dell’uomo con il cibo. Un rapporto sempre più esposto all’elemento velocità, mentre occorrerebbe riscoprire e promuovere il valore della lentezza. Così come lenta è la lievitazione del pane fermentato con pasta madre.

Un pane che ha anche un forte valore culturale e antropologico. Alessandra Guigoni, dottore di ricerca specializzata in storia e cultura del cibo, in collegamento video ha ripercorso la storia del rapporto dell’uomo con questo alimento fondamentale, sperimentato in forme primordiali ben prima della scoperta dell’agricoltura. Per quanto riguarda i lieviti, fino a circa un secolo fa erano tramandati attraverso pratiche empiriche, con un’attribuzione di valore quasi sacro se non magico. Solo nell’ottocento gli scienziati hanno iniziato a capire gli effetti di questi microrganismi, facendo perdere un po’ di sacralità alle fasi di produzione di questo alimento. Bisogna quindi tornare alla centralità del pane perché è simbolo d’identità e coesione sociale.

A illustrare le varie declinazioni salutistiche e nutrizionali dei prodotti a lievito madre, è stato l’intervento conclusivo di Giovanni Antonio Farris, già ordinario di Microbiologia Agroalimentare dell’Università di Sassari e autore di numerosi libri a tema. Non è una moda, ha spiegato l’accademico, ma una necessità.

La fermentazione acida rende il pane molto più nutriente e fa bene alla salute: un insieme di microrganismi, tra lieviti e batteri, concorre a trasformare le grosse molecole e le proteine presenti all’interno della farina, rendendole più digeribili. Tra queste c’è anche il glutine, alla base delle problematiche legate alla celiachia.

Sotto l’aspetto economico, l’utilizzo di semole di grano duro incentiverebbe la coltivazione di questo cereale, che in Sardegna ha visto un calo dai 100mila ettari di fine anni Novanta agli attuali 25mila. Ma il pane a lievito madre è soprattutto buono. Per scoprirne le caratteristiche di fragranza, aroma e consistenza, a fine serata è stata offerta una minidegustazione a cura del panificio Cherchi, affiancata all’assaggio di un altro ottimo prodotto doc del territorio come l’olio. Lo stesso panificio ha presentato un’esposizione di pani tipici di Alghero.

L’iniziativa, realizzata a cura di ESTA, Letteratura Rinnovabile e AES è inserita nel calendario del festival letterario “Mediterranea. Culture, scambi, passaggi”, organizzato dall’AES con il patrocinio di Regione Sardegna, Comune di Alghero, Fondazione Alghero e Fondazione di Sardegna, in partenariato con un nutrito parterre di istituzioni e imprese di rilevanza regionale, nazionale e internazionale.




Alghero, ancora un successo per il festival letterario con la letteratura araba, il mare di Dante e i canti del Sabir

Un momento della serata

Alghero. Ancora un successo per il festival letterario “Mediterranea. Culture, scambi, passaggi” curato dall’AES, che sabato all’Ex mercato civico di Alghero ha messo a segno un’altra serata molto partecipata, dedicata alla scoperta della letteratura araba, al Mediterraneo letterario di Dante e infine a un applauditissimo concerto acustico della Banda Ikona, che ha saputo combinare ed esaltare in musica le più straordinarie ricchezze culturali dei diversi popoli che si affacciano sul nostro mare.

L’universo della letteratura araba è complesso e variegato, e fino al 1988, quando lo scrittore egiziano Nagib Mahfuz vinse il premio Nobel, era del tutto trascurato dall’editoria europea. Da allora la tendenza è mutata ma sono spesso le case editrici indipendenti a fare la differenza. Un esempio è quello della Ilisso, che attraverso la voce dell’editor Bastiana Madau, ha presentato sul palcoscenico del festival la collana di narrativa internazionale “Contemporanei/Scrittori del mondo”, intrapresa dalla casa editrice nuorese allo scopo di far conoscere le letterature dell’altra sponda del mare, nelle traduzioni di autori giordani, egiziani, palestinesi e siriani. Come hanno sentitamente approfondito le traduttrici e docenti Isabella Camera d’Afflitto e Maria Avino, queste letterature rispecchiano spesso la realtà del proprio paese, trattano di condizioni molto dure, di guerre e afflizioni, ma vedono il Mediterraneo come un luogo di scambio e di positive contaminazioni reciproche con il continente europeo. Nella collana sono inseriti autori quali Marzùq di Ar-Rahman Munif ‘Abd, Radwa Ashur e Sahar Khalifa.

La presentazione Ilisso sulla collana di letteratura araba

Dopo un così denso excursus nella letteratura araba, ci sarebbe da chiedersi in quale misura la figura di Dante riesca ancora a incuriosire il pubblico di un evento letterario. A giudicare dall’interesse degli spettatori di Alghero, sembrerebbe proprio di sì. Ricchissima di spunti, di informazioni e di aspetti critici, la presentazione de “Il Mare salato” di Roberta Morosini in un ampio confronto con Alessandro Marongiu, è stata un’immersione a tutto tondo negli scritti del sommo poeta e in quelli di Boccaccio e Petrarca, quasi che questi tre autori del passato riescano a parlarci ancora oggi di ciò che succede nel Mediterraneo. Come ha spiegato l’autrice, docente di Letteratura Italiana alla Wake Forest University, il titolo rispecchia il modo in cui i greci chiamavano il mare, un riferimento alla sapidità corrosiva che porta via la dignità e l’identità, soprattutto per le donne, molte delle quali erano, e sono, vendute come schiave, scambiate e prostituite. L’opera di Dante è stata definita “acquorea”, densa di un forte simbolismo marinaresco, che esplicita non solo le straordinarie conoscenze del Poeta riguardo al linguaggio nautico, ma anche ai più minuti aspetti geografici.

Roberta Morosini e Alessandro Marongiu

Uno spettacolo memorabile è stato offerto infine dall’esibizione della Banda Ikona, nella straordinaria formazione a trio finalista al Premio Tenco 2021. Il gruppo ha letteralmente mandato in visibilio il pubblico con un repertorio tratto dall’album “Mediterraneo ostinato”, i cui testi sono stati scritti per la maggior parte in Sabir, la lingua dei marinai e della gente che viveva i porti e il mare per potersi comprendere in ogni luogo del Mediterraneo.

Brani di grande orecchiabilità interpretati dalla stupenda voce di Barbara Eramo e dal polistrumentista Stefano Saletti con il contrappunto delle percussioni di Giovanni Lo cascio, che hanno prodotto una fusione di timbri e note richiamanti ogni parte del mare, tra il suono del bouzouki greco, l’oud arabo, la chitarra europea, il darbuka arabo e il cajon. Dai brani originali come “Lampedusa andata” (un canto della speranza in lingua swahili) fino alle cover di “Alì dagli occhi azzurri” di Pasolini, gli Ikona hanno salutato il festival coinvolgendo il pubblico di Alghero in un trascinante motivo catalano, “L’estaca” di Lluis Llach, un brano universale di resistenza contro ogni forma di guerra e sopraffazione.

La Banda Ikona in concerto



Alghero, lunedì “Mediterranea. Culture, scambi, passaggi” incontra “La grande strada azzurra”

ALGHERO. Il festival letterario “Mediterranea. Culture, scambi, passaggi” curato dall’AES conclude lunedì la sua prima tranche di appuntamenti, dedicando la serata ai temi che, attraverso l’impareggiabile mezzo del libro, condurranno il pubblico verso argomenti di forte attualità come la salvaguardia del paesaggio e dell’ecosistema, la tutela della fauna a rischio estinzione e la sostenibilità ambientale. Un leitmotiv che il 19 luglio all’Ex Mercato Civico di Alghero traghetterà verso un finale cinematografico alla riscoperta di Gillo Pontecorvo e del suo film “La grande strada azzurra”.

Alle 19 Egidio Trainito illustrerà il volume “Ambiente marino della Sardegna”, edito da Il Maestrale. Il filo conduttore di questo splendido racconto fotografico delle coste e del mare della Sardegna, è il cambiamento che riguarda la storia, la geologia e gli ambienti sommersi. Insieme al giornalista Salvatore Taras, l’autore esporrà le trasformazioni dei fondali marini mediterranei della Sardegna in trent’anni di cambiamenti climatici. Il volume è la riedizione riveduta e corretta della celebre opera di Trainito.

Alle 20 Giuseppe Pisanu, assieme a Trainito e Giulia Mo, ricercatrice Ispra responsabile del progetto di ricerca sulla foca monaca, e massima esperta in materia a livello nazionale, presenta “Tottoi”, la riedizione Taphros editore del bestseller degli anni Ottanta che descrive il salvataggio di un cucciolo di foca monaca nelle grotte del Bue marino. Pisanu, che è direttore del Museo archeologico di Dorgali e curatore dell’opera, scritta da Gianni Padoan, parlerà del successo di questo volume tradotto in varie lingue, che è riuscito a vendere oltre un milione di copie. Il libro ha ispirato l’omonimo film d’animazione di Norifumi Kiozumi prodotto dalla Nippon Animation.

La grande strada azzurra” di Gillo Pontecorvo sarà proiettato infine alle 21, sempre negli spazi dell’ex mercato in collaborazione con la Cineteca Sarda e introduzione di Dario Maiore. La pellicola del 1957 racconta la storia di un pescatore Maddalenino che fa uso di bombe per pescare pesci, e dopo aver acquistato una barca finisce per inimicarsi i compaesani. Il film, interpretato da Alida Valli e Yves Montand, con un giovane Mario Girotti (il futuro Terence Hill), è tratto dal romanzo Squarci (Feltrinelli) di Franco Solinas, sceneggiatore e scrittore italiano, autore dei film La battaglia di Algeri, Queimada e Kap di Gillo Pontecorvo, Qui nsabe? di Damiano Damiani, L’amerikano di Costa-Gavras e Mr. Klein di Joseph Losey. A lui è dedicato il Premio Solinas per la miglior sceneggiatura italiana inedita, ideato e fondato nel 1985 da Felice Laudadio e Gian Maria Volonté.

In partenariato con “Florinas in giallo” il festival proseguirà il 27 luglio alle 20 alla Libreria Cyrano di Alghero per l’evento “Mistica della sardità”, in cui Paolo Carta con Alessandra Pigliaru introdurranno alla lettura della recentissima riedizione critica del “Banditismo in Sardegna”, pubblicata da Il Maestrale. Sarà presente per la famiglia Francesco Pigliaru.




Domenica ad Alghero con “Mediterranea”, tra questione siriana, alberi monumentali e osservazioni astronomiche

La scrittrice italo-siriana Asmae Dachan

ALGHERO. Una sensibile testimonianza sulla situazione drammatica della Siria attraverso il filtro delicato della poesia, uno sguardo sugli alberi monumentali della Sardegna sublimati da volume fotografico con prefazione di Peter Gabriel, e infine l’osservazione astronomica della volta celeste dal Nuraghe Palmavera seguendo i versi della Divina Commedia. Sono tre eventi di grande fascino che domenica 18 luglio ad Alghero caratterizzeranno il calendario del festival letterario “Mediterranea” organizzato dall’AES.

MEMORIE SULLA SIRIA.

Alle 19 negli spazi dell’Ex mercato Civico, l’autrice italo-siriana Asmae Dachan, in compagnia di Salvatore Taras, presenta la raccolta di poesie “Non c’è il mare ad Aleppo” (L’erudita), un percorso nella memoria tra scenari di guerra, sofferenza e amore. Esperta di Medio Oriente, diritti umani e dialogo interreligioso, Asmae è giornalista, scrittrice e poetessa conosciuta come la “penna dei due mondi”, che in una silloge delicata riesce a tratteggiare in versi i sentimenti e le esperienze più tragiche, insegnando a chi legge che soltanto attraverso la memoria si può andare verso il futuro.

IL LIBRO CON PREFAZIONE DI PETER GABRIEL.

Alle 20 Enrico Spanu e Lello Caravano illustrano “Attaccati alle radici. Immagini e storie di alberi della Sardegna” (Enrico Spanu Edizioni), un volume fotografico che mette a nudo l’aspetto dell’ecosistema tipicamente mediterraneo del paesaggio sardo, corredato della prefazione di Peter Gabriel. Il fine non ultimo degli autori è quello di rendere sostenibile la produzione libraria, piantando un albero per ogni copia stampata.  Enrico Spanu è un reporter freelance che collabora con diverse agenzie nazionali e magazine italiani ed esteri. Lello Caravano è un giornalista con oltre trent’anni d’esperienza, si occupa in particolare di temi legati all’ambiente, al turismo, alle tradizioni popolari.

OSSERVAZIONE ASTRONOMICA.

Alle 21.30 la manifestazione si sposta nel complesso archeologico di Palmavera per l’osservazione astronomica della volta celeste. Un’occasione imperdibile per gli appassionati, dal titolo “E quindi uscimmo a riveder le stelle”, che trae spunto dall’opera di Dante, di cui ricorrono i settecento anni dalla morte. L’iniziativa sarà introdotta da una breve dissertazione di Gian Nicola Cabizza, autore de “Lo Zodiaco nella Divina Commedia”, fresca edizione sintetica dell’Atlante astronomico della Divina Commedia (Mediando edizioni). L’esperto accompagnerà il pubblico in un viaggio alla scoperta dei numerosi riferimenti astronomici e dei relativi simbolismi mitico-letterari presenti nella poetica dantesca, per poi dare spazio all’osservazione del cielo stellato grazie alla collaborazione della Società Astronomica Turritana.




Giovedì ad Alghero debutta il festival “Mediterranea”

Giovanni Carroni terrà lo spettacolo “Intorno al Sud” dedicato a Sergio Atzeni

ALGHERO. Giovedì 15 luglio ad Alghero negli spazi dell’ex Mercato Civico prende il via alle 19 la prima edizione del festival letterario “Mediterranea. Culture, scambi, passaggi” organizzato dall’AES per esaltare gli affascinanti aspetti culturali, letterari e paesaggistici del Mediterraneo, e le contaminazioni tra i popoli che lo hanno attraversato.

Sarà un debutto dedicato alle antiche mitografie sulla Sardegna e ai suoi leggendari collegamenti con le più remote civiltà del “mare nostrum”, rievocate attraverso la voce di Attilio Mastino, già rettore dell’Università di Sassari, in un’accattivante prolusione che accosterà la forza visionaria del mito e alla profondità enigmatica della storia, accompagnato dalle letture della Compagnia Teatro d’Inverno. A inaugurare la manifestazione saranno il sindaco Mario Conoci, l’assessore alla Cultura Marco Di Gangi e la presidente AES, Simonetta Castia, che porgeranno un breve saluto istituzionale.

La serata prosegue alle 20 con il segmento “Mediterraneo, quel mare che unisce” in compagnia degli scrittori e docenti Patrizio Zurru e Ariase Barretta, che illustreranno la meravigliosa esperienza della casa editrice Arkadia nel mondo editoriale spagnolo e in altri contesti mediterranei. Si parlerà del lavoro di comunicazione svolto nella casa editrice cagliaritana e di numerose collane in lavorazione tra le quali SideKar e Xaimaca, che nasce come collana di Letteratura Sudamericana con il curatore Marino Magliani, per svilupparsi grazie all’apporto dello scrittore e traduttore Alessandro Gianetti, residente a Siviglia, con la sotto-collana dedicata ai narratori spagnoli contemporanei.

Zurru è un affermato traduttore dallo spagnolo all’italiano per diverse case editrici e ha un ruolo di docenza all’Università di Madrid. Barretta è un prolifico autore napoletano tra piantato sempre a Madrid, dove ha conseguito un dottorato in Letteratura ispanoamericana.

Sarà tutto dedicato al compianto scrittore Sergio Atzeni il reading-concerto “Intorno al Sud”, che alle 21 vedrà coinvolto Giovanni Carroni e gli artisti Omar Bandinu alla tastiera e Fabio Coronas al bandoneon e i fiati. Lo spettacolo, realizzato in collaborazione con Bocheteatro di Nuoro, vede Atzeni reinterpretato nel ruolo di un personaggio del suo mondo letterario. Un mondo in cui è la gente a diventare protagonista, in particolare la gente perdente, emarginata, malata e reietta dei sobborghi cagliaritani.

Il festival prosegue fino al 19 luglio con iniziative letterarie, incontri con autori, reading, performance e concerti, più un ulteriore appuntamento il 27 luglio sulla “Mistica della sardità”, in partenariato con “Florinas in giallo e la Libreria Cyrano, che coinvolgerà Paolo Carta e Alessandra Pigliaru nell’introduzione alla lettura della recente riedizione critica del “Banditismo in Sardegna”, pubblicata da Il Maestrale.

La manifestazione è organizzato dall’AES con il patrocinio di Regione Sardegna, Comune di Alghero, Fondazione Alghero e Fondazione di Sardegna, in partenariato con Florinas in giallo, la Libreria Cyrano e un nutrito parterre di istituzioni e imprese di rilevanza regionale, nazionale e internazionale.




“Mediterranea. Culture, scambi, passaggi”, ad Alghero arriva il nuovo festival targato AES

Ariase Barretta sarà ad Alghero il 15 luglio

ALGHERO. Un festival dedicato agli affascinanti aspetti culturali, letterari e paesaggistici del Mediterraneo, all’anima cosmopolita delle sue genti e all’ampio respiro delle civiltà che l’hanno attraversato. Un omaggio alla forza visionaria dei miti e alla profondità della storia.

Nasce così “Mediterranea. Culture, scambi, passaggi”, il festival letterario organizzato dall’AES Editori Sardi che dal 15 al 19 luglio porterà ad Alghero una prima edizione ricca di iniziative letterarie, incontri con autori, reading, performance e concerti per esaltare la dimensione mediterranea dello scambio, della cooperazione e delle contaminazioni tra i popoli.

L’iniziativa è organizzata dall’AES con il patrocinio di Regione Sardegna, Comune di Alghero, Fondazione Alghero e Fondazione di Sardegna, in partenariato con Florinas in giallo, la Libreria Cyrano di Alghero e un nutrito parterre di istituzioni e imprese di rilevanza regionale, nazionale e internazionale.

Come ha spiegato Simonetta Castia, curatrice della manifestazione, «con “Mediterranea”, miriamo a rievocare l’anima meticciata e poliedrica del Mediterraneo, tratteggiando e ripercorrendo l’evoluzione millenaria della sua storia e delle sue letterature. Per andare a recuperare, oltre i limiti del mare di mezzo, quella comune matrice che ha plasmato culture, tradizioni, civiltà».

«Mediterranea è un festival che abbiamo sposato sia per l’autorevolezza del proponente, l’Associazione Editori Sardi, sia per la ricchezza e l’attualità dei contenuti – ha affermato l’assessore alla Cultura di Alghero, Marco Di Gangi –. Un programma ricco che spazia dalla letteratura all’archeologia, dalla musica ai passaggi culturali sui temi delle lingue minoritarie. Un luogo di “scambi” culturali che individuano nel Mediterraneo un denominatore comune. Alghero è orgogliosa di poter ospitare questo Festival e si propone di poterlo continuare a fare negli anni a venire».

Così la città di Alghero, in un periodo di forte concentrazione turistica, diventerà teatro diffuso della kermesse dedicata agli scambi e passaggi culturali sui temi delle lingue minoritarie, del viaggio, del patrimonio culturale, della letteratura e del paesaggio. Saranno accolti editori, scrittori e artisti che porteranno testimonianze che spaziano dalle regioni catalane, valenziane, galiziane e basche, a quelle corse e arabe.

Le numerose iniziative di promozione della lettura saranno accolte negli spazi dell’Ex Mercato Civico, dove sarà allestita la Cittadella del Libro Mediterraneo, mentre altri eventi si terrannoal nuraghe Palmavera e la Libreria Cyrano. Il format prevede ogni sera due incontri con gli autori per poi dare spazio a performance e spettacoli.

Asmae Dachan sarà ad Alghero il 18 luglio

PROGRAMMA. La manifestazione sarà inaugurata giovedì 15 luglio alle 19 alla presenza delle autorità.

A introdurre il pubblico alla conoscenza delle antiche civiltà del Mediterraneo sarà la prolusione di Attilio Mastino sui “Miti mediterranei”, dedicata alle tradizioni mitografiche della Sardegna e del bacino del Mediterraneo, che sarà impreziosita dalle letture a cura della Compagnia Teatro d’Inverno.

Alle 20 per il segmento “Mediterraneo, quel mare che unisce”, Ariase Barretta dialogherà con Patrizio Zurru dell’esperienza nel mondo editoriale di Arkadia che vede coinvolta la Spagna e altri paesi che si affacciano sul nostro mare.

Alle 21 il reading concerto di Giovanni Carroni, “Intorno al Sud”, realizzato in collaborazione con Bocheteatro di Nuoro, liberamente ispirato alle opere di Sergio Atzeni, che vedrà impegnati Omar Bandinu alla tastiera e Fabio Coronas al bandoneon e fiati.

Il 16 luglio. La seconda giornata porgerà maggiormente l’accento sulla dimensione immaginifica e di vasto respiro mediterraneo dell’archeologia sarda, passando per la narrativa, la saggistica, e la musica.

Alle 19 l’autrice Sabrina Barlini con l’archeologa Pierangela De Frassu, accompagnate dal contrappunto artistico di Isabella Orchis e Alberto Balia, presentano “Janas s’Incantu”, di Alfa Editrice.

Alle 20 andrà in scena il dialogo a più voci “La Sardegna e il mondo antico. Civiltà mediterranee a confronto”, animato dagli interventi di Giuseppa Tanda, Marco Di Gangi, Bruno Billeci e Giorgio Murru. L’appuntamento, moderato da Giuseppe Boni, è realizzato in collaborazione con Carlo Delfino Editore e Condaghes. Alle 21 il concerto “Migrants” vedrà esibirsi Gavino Murgia ai sassofoni e Marcello Peghin alla chitarra.

Roberta Morosini sarà ospite il 17 luglio

Il 17 luglio, la letteratura e la musica divengono la cornice predominante della terza giornata, attraverso il viaggio verso la narrativa araba e le relazioni con il «mare chiuso» ma infinito di Dante (di cui si celebrano i 700 anni della morte), Petrarca e Boccaccio.

Alle 19 Isabella Camera d’Afflitto, Maria Avino e Bastiana Madau presentano “Da sponda a sponda. Mediterraneità” in collaborazione con Ilisso Edizioni. Alle 20 l’autrice Roberta Morosini con Alessandro Marongiu parlerà de “Il mare salato. Il Mediterraneo di Dante, Petrarca e Boccaccio” (Viella). Alle 21 si terrà il concerto “Mediterraneo ostinato: i suoni del sabir”, con Stefano Saletti (oud, bouzouki, chitarra), Barbara Eramo (voce), Giovanni Lo Cascio (darbuka, tamburi a cornice, cajòn).

Dal 18 luglio il festival si proietta in un contesto a matrice prevalentemente ambientale e di sostenibilità. Alle 19 l’autrice italo-siriana Asmae Dachan, in compagnia di Salvatore Taras, presenta la raccolta di poesie “Non c’è il mare ad Aleppo” (L’erudita), un percorso nella memoria e nelle radici, tra scenari di guerra, sofferenza e amore. Alle 20 Enrico Spanu e Lello Caravano illustrano “Attaccati alle radici. Immagini e storie di alberi della Sardegna” volume (Enrico Spanu Edizioni) con prefazione di Peter Gabriel, che racconta storie e suggestioni dei monumenti verdi che popolano e dominano spiagge, altipiani, campagne e vallate. Alle 21,30 la manifestazione si sposta nel complesso archeologico di Palmavera con la manifestazione “E quindi uscimmo a riveder le stelle”, osservazione astronomica della volta celeste a 700 anni della morte di Dante. Aprirà la breve dissertazione di Gian Nicola Cabizza sul cielo dantesco, autore de “Lo Zodiaco nella Divina Commedia” (Mediando edizioni).

Il 19 luglio alle 19 l’autore Egidio Trainito illustra “Ambiente marino della Sardegna”, Il Maestrale, in compagnia di Salvatore Taras, un modo per registrare le trasformazioni dei fondali marini mediterranei della Sardegna in trent’anni di cambiamenti climatici, una delle tre dimensioni dello sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030. Alle 20 Giuseppe Pisanu parla di “Tottoi”, riedizione del bestseller degli anni ’80, con Egidio Trainito e Giulia Mo, in collaborazione con Taphros Editrice. Alle 21 proiezione del film “La grande strada azzurra” di Gillo Pontecorvo in collaborazione con la Cineteca Sarda, con introduzione di Dario Maiore.

In partenariato con “Florinas in giallo” il festival prosegue il 27 luglio alle 20 alla Libreria Cyrano, dove Paolo Carta con Alessandra Pigliaru per “Mistica della sardità”, introducono alla lettura della recentissima riedizione critica del “Banditismo in Sardegna”, pubblicata da Il Maestrale. Sarà presente per la famiglia Francesco Pigliaru.

Le attività riprenderànno a settembre con “Liber y Liber” (vetrina di scambi internazionali di operatori del settore, giunto alla quarta edizione), della seconda edizione del Forum sull’editoria regionale “Tutti i libri del mondo”, promosso da ADEI, e della tavola rotonda “Pan Mediterraneo” incentrata attorno ai punti di forza dell’economia del Mediterraneo, con una particolare focalizzazione dedicata al cibo e alla sua cultura. Il progetto concluderà nell’autunno con la mostra “Mediterranea” e altri appuntamenti letterari, per i ragazzi e gli adulti.

Gavino Murgia sarà in concerto il 16 luglio



AES, conclusa con successo “Qui c’è aria di Cultura”

Il 35esimo anno di attività dell’associazione inizia sotto i migliori auspici: è il primo evento di promozione dell’editoria sarda interamente online

L’assessora Monica Liguori: Tempio è disponibile a riaccogliervi a braccia aperte

L’incontro di chiusura con la presidente AES Simonetta Castia (in basso a destra), l’assessora Monica Liguori, lo scrittore Giampaolo Cassitta (in alto a destra) e Francesco de Filippi

TEMPIO PAUSANIA. Se la prima sperimentazione di un evento in diretta streaming per l’AES è stata il Forum sull’editoria del dicembre scorso, il primo evento di promozione dell’editoria libraria sarda interamente online è arrivato nelle ultime settimane con la seconda edizione di “Qui c’è aria di Cultura”, che ha coinvolto il Comune di Tempio Pausania nel circuito di promozione “L’Isola dei libri” sostenuto e patrocinato dalla Regione Sardegna.

Quattordici incontri con gli autori tutti in diretta sulla pagina facebook dell’AES hanno rappresentato l’ossatura di questa entusiasmante esperienza, vissuta guardando al futuro (tema centrale della manifestazione) per dare il via a un anno importante, il 35esimo dell’Associazione editori sardi, nata nel lontano 31 ottobre 1986.

«Quest’anno sarà caratterizzato non soltanto da manifestazioni di promozione dell’editoria libraria – ha affermato la presidente Simonetta Castia – ma dal racconto, anche attraverso i social, di ciò che l’editoria sarda è capace di offrire, passando per le case editrici di lungo corso che possono fregiarsi dell’importante traguardo del mezzo secolo di vita. Dall’esperienza negativa del Covid nasce così nuova consapevolezza dell’utilizzo degli strumenti tecnologici e dell’apertura a un bacino d’utenza potenzialmente illimitato – ha proseguito Castia –. E questa prima esperienza avrà dunque un seguito anche quando si potranno svolgere grandi e inedite manifestazioni di promozione della lettura in presenza».

Nell’incontro di chiusura, il successo della manifestazione è stato in particolar modo evidenziato dall’assessora alla Pubblica Istruzione del Comune di Tempio Pausania, Monica Liguori, che ha dato ampia disponibilità, in rappresentanza dell’Amministrazione comunale guidata da Giannetto Addis, a supportare iniziative di questa portata. «È un momento in cui c’è bisogno di Cultura come l’aria che respiriamo – ha specificato Liguori facendo suo il significato profondo del titolo della manifestazione –. Per il Comune di Tempio la consideriamo un’esperienza di grande prestigio».

Nonostante la ricchezza di argomentazioni e la bibliodiversità di cui ha goduto il calendario di appuntamenti, la manifestazione è stata particolarmente attenta nel trattare le problematiche della pandemia attraverso i libri.

Anche l’ultimo appuntamento è stato dedicato alla drammaticità della situazione, attraverso la presentazione del volume “Sulla collina: 50 storie di pandemia” di Giampaolo Cassitta. Incalzato dalle domande di Francesco De Filippi, l’autore ha illustrato i contenuti del libro, un sensibile omaggio agli uomini e alle donne che se ne sono andati in silenzio.

Cinquanta storie trasversali raccolte in tutto il mondo attraverso le cronache quotidiane, dagli USA all’Italia, dalla Francia al Camerun passando per il Pakistan e il Belgio, raccontate con pudore e tatto lasciandosi trasportare dall’ispirazione libera alla Spoon River di Edgar Lee Masters. Il ricavato del libro, edito da Arkadia, sarà devoluto in beneficenza.

Sempre Arkadia ha presentato il film-documentario in dvd “Manga do. Igort e la via del Manga”, che racconta il viaggio ispiratore dell’intreccio di “Quaderni Giapponesi. Volume 2”. «Riduttivo definirlo semplicemente documentario, è un film profondo che traghetta in un luogo dell’anima”, ha sentenziato Bepi Vigna, che ha presentato l’opera assieme al regista Domenico Distilio e al co-produttore Marco Lo Curzio.

Il lavoro è nato da un’idea di Igort, al secolo Igor Tuveri, fumettista, illustratore, saggista e musicista, ma soprattutto uno dei più importanti autori italiani di graphic novel che, assieme al fotografo Gianni Piliarvu, ha percorso un itinerario verso il Giappone che ha il sapore di un intenso viaggio interiore.




L’Isola dei libri, la pandemia nello sguardo degli autori sardi

Domenica 28 febbraio, il prossimo appuntamento della kermesse sarà dedicato al fumetto con “Manga do. Igort e la via del Manga” (Arkadia Editore), con Domenico Distilo e Bepi Vigna

Il ciclo di presentazioni si conclude il 3 marzo con la presentazione dell’opera “Sulla collina” (Arkadia Editore), con l’autore Giampaolo Cassitta e Francesco De Filippi

TEMPIO PAUSANIA. Il tema “Futuro prossimo” de “L’Isola dei libri” non poteva trascurare l’approfondimento della difficile condizione pandemica che nell’ultimo anno ha cambiato la vita di tutti, rendendo drammatico il presente e incerto l’avvenire. La seconda edizione di “Qui c’è aria di Cultura”, evento di promozione dell’editoria libraria sarda organizzato dal Comune di Tempio Pausania assieme all’AES (in sinergia con la Biblioteca comunale e con il patrocinio e il sostegno della RAS), ha cercato innanzitutto di alleggerire il sentimento di angoscia e il suo protrarsi in maniera indefinita.

L’occasione è arrivata con la presentazione di “Fashion victimis”, un pamphlet scritto a quattro mani da Giovanni Follesa e Fabrizio Demaria, che assieme a Vincenzo Soddu hanno presentato quest’antologia di racconti che già nel titolo si presenta come una provocazione. Il progetto, ideato circa dieci anni fa e ora riadattato al periodo covid, nasce da una curiosità: come ci si veste per l’ultimo viaggio?  Nulla di macabro, solo un po’ di ironia per sorriderci sopra e tentare di offrire al lettore un’alternativa al triste condizionamento psicologico.

E proprio pensando alle deprimenti ma necessarie limitazioni di libertà, un pensiero non poteva che andare alle generazioni che maggiormente sono rivolte al futuro. A questo proposito Arkadia editore ha proposto “I giovani e il covid” di Mauro Tuzzolino, un’opera composta da 567 racconti: più che una ricerca, un’opera corale, una raccolta di voci ed esperienze vissute dal 18 aprile al 5 maggio 2020, durante lo smarrimento imprevisto del primo lockdown. Il lavoro, presentato assieme a Bruno Murgia, propone il suo arco d’indagine sui filoni essenziali della didattica a distanza, la percezione emotiva del Covid, la fiducia nelle istituzioni e nel sistema Italia e infine il futuro.

Le presentazioni hanno quindi preso un ritmo più leggero con “Flavia’s end”, edizioni Condaghes, romanzo ambientato a Porto Flavia e nel sudovest della Sardegna. Ospite della biblioteca comunale di Portoscuso, l’autrice Claudia Aloisi in compagnia di Eleonora Carta ha messo in luce numerosi aspetti di questo fascinoso territorio, che da epicentro di un’intensa attività industriale ha saputo riconvertirsi in luogo turistico. Protagonista è una fotografa belga che dovrà riportare in luce una storia intrappolata nel passato.

“Mia indissolubile compagna” della Ilisso è invece un omaggio ai sentimenti più intimi e profondi del grande scrittore Salvatore Satta, presentati al pubblico attraverso l’epistolario con Laura Boschian, compagna di una vita. L’inedito carteggio amoroso, cha va dal 1938 al 1971, è stato introdotto dalle suggestive audio-letture dell’attore Giovanni Carroni, per essere illustrato dalla curatrice Angela Guiso insieme a Vanna Fois e Dolores Antequera. Guiso ha rievocato le emozioni dalla scoperta incredibile dell’epistolario, individuato all’interno di una busta aranciata su carta intestata “Università di Perugia”: sotto c’era scritto “Lettere di Bobore”.

Per NOR Edizioni, Andrea Garau ha offerto uno sguardo su “La monetazione nella Sardegna nuragica: ipotesi e ricerche”, assieme all’autore Alessandro Atzeni, in cui particolare rilievo è attribuito all’ipotesi di utilizzo delle spade votive.

Carlo Delfino Editore, attraverso l’agile strumento del fumetto ha proposto invece una panoramica tra le due più grandi figure di intellettuali sardi del Novecento, Antonio Gramsci ed Emilio Lussu. Sono intervenuti gli autori Sandro Dessì e Laura Lusso assieme a Massimiliano Pala, evidenziando il lungo percorso di studio e composizione impiegato nell’utilizzo di questa modalità artistica, sintetica e fruibile, ma non meno complessa e ricca di fascino.

Il prossimo appuntamento, in diretta streaming sulla pagina facebook dell’AES, sarà domenica 28 febbraio, dedicato interamente al fumetto: Arkadia Editore presenta “Manga do. Igort e la via del Manga”, attraverso gli interventi di Domenico Distilo e Bepi Vigna.

Il ciclo di incontri si conclude mercoledì 3 marzo con la presentazione dell’opera “Sulla collina”, Arkadia Editore, che sarà presentata dall’autore Giampaolo Cassitta assieme a Francesco De Filippi.