CARABINIERI TEMPIO PAUSANIA. AGGRESSIONE E SOCCORSI NON CHIAMATI: CHIUSO UN BAR.

I Carabinieri della Compagnia di Tempio Pausania hanno dato esecuzione alla sospensione della licenza di un esercizio pubblico in ordine all’articolo 100 del Testo Unico sulle leggi di pubblica sicurezza, con la conseguente chiusura di un esercizio pubblico per 15 giorni ubicato al centro della città Gallurese.

Il provvedimento, emesso dal Questore della provincia di Sassari, scaturisce dagli accertamenti eseguiti dai militari dell’Arma territoriale a seguito dei controlli effettuati e delle violazioni riscontrate. Le circostanze appurate hanno permesso di accertare come l’esercizio commerciale costituisse un pericolo per l’ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini, in quanto luogo – tra l’altro – ove si è consumata un’aggressione e nell’occasione, nessuno dei presenti ha contattato i soccorsi. Inoltre, il locale commerciale è stato luogo d’intervento delle forze dell’ordine in più occasioni, anche per segnalazioni di cittadini per il disturbo della quiete pubblica ed al riposo delle persone, in ragione della musica ad alto volume.

L’attività s’inquadra nell’opera di controllo del territorio posta in essere dai Carabinieri del Comando Compagnia di Tempio Pausania.




L’AGGRESSIONE ALL’OPERATORE DEL 118 L’ESTATE SCORSA DAVANTI AL “JUST CAVALLI”: IDENTIFICATI E DENUNCIATI 2 TURISTI ROMANI

I Carabinieri della Stazione di Porto Cervo sono giunti a conclusione di un’articolata attività investigativa che ha avuto inizio la scorsa estate a seguito dell’aggressione al soccorritore del 118 che la notte di Ferragosto era intervenuto per prestare primo soccorso ad un ragazzo che necessitava di cure all’esterno del noto locale notturno “Just Cavalli”.

Gli accertamenti condotti dai militari, coordinati dal Procuratore della Repubblica di Tempio Pausania, Dott. Gregorio Capasso, hanno permesso di ricostruire l’episodio e di identificare l’autore, un imprenditore 28enne, pakistano di seconda generazione ma nato a  Roma, in vacanza in Costa Smeralda, noto alle Forze di Polizia e radicato nell’ambiente criminale della Capitale, che si è reso responsabile dei reati di lesioni personali gravi ed interruzione di pubblico servizio, poiché in quel momento, a suo avviso, le operazioni di soccorso stavano intralciando il traffico stradale. L’operatore sanitario aveva subito la frattura scomposta del setto nasale, con oltre due mesi di prognosi.

La difficoltà dell’indagine è stata proprio l’identificazione dell’uomo, sconosciuto ai testimoni presenti quella notte, nonché l’individuazione dell’autovettura su cui viaggiava e utilizzata per allontanarsi, la quale è risultata intestata ad una società non riconducibile a lui in nessun modo. Essendo cosciente della gravità del fatto, il 28enne ha accuratamente nascosto l’auto coprendola con un telone e ha lasciato l’isola pochi giorni dopo.

L’approfondito controllo dei social network e delle banche dati in uso alle forze di polizia ha permesso di ricondurre con certezza l’episodio al 28enne, permettendo anche ai testimoni di riconoscerlo senza alcun dubbio.

Insieme a lui è stata denunciata anche una donna di 21anni, anche lei romana.

Le indagini, inoltre, hanno permesso di scagionare il turista 32enne, anch’egli romano, che molti testimoni avevano erroneamente indicato come partecipante all’aggressione. All’epoca l’indignazione per il gesto fu molta, e sui social centinaia furono le minacce rivolte al misterioso autista dell’auto gialla, vistasi allontanare dal luogo.




OLBIA: ARRESTO DI UN EXTRACOMUNITARIO PER AGGRESSIONE

I Carabinieri della Sezione Radiomobile del Reparto Territoriale di Olbia questa mattina all’alba hanno tratto in arresto un ventinovenne di origine tunisina.

I fatti vedono protagonista l’uomo che alle 04:30 circa si è recato presso il rivenditore di kebab di piazza Matteotti, in pieno centro, in visibile stato di ebbrezza, chiedendo che gli fossero vendute delle bottiglie di birra. Il gestore del locale, un cittadino pakistano di 36 anni, gli ha risposto che non poteva vendere bevande alcoliche dopo le tre del mattino, in ottemperanza alle disposizioni dell’ordinanza sindacale in vigore.

Adirato per questo diniego, il tunisino ha sfogato con violenza la sua frustrazione e, prendendo un coltello dalla tasca, ha minacciato di morte il pakistano, intimandogli di dargli ciò che gli aveva chiesto. Durante il tentativo del gestore di chiamare i Carabinieri, l’aggressore lo colpiva ferendolo alla testa, al viso ed al collo, procurandogli delle profonde ferite da taglio. La vittima di contro, nel tentativo di difendersi, aveva sferrato alcuni colpi alla testa dell’aggressore, che nonostante tutto riusciva a darsi alla fuga strappandogli dalle mani il telefono cellulare.

L’arrivo tempestivo dei militari ha permesso di intercettare immediatamente e trarre in arresto il tunisino che, durante le operazioni, ha continuato ad inveire minacciando di morte i Carabinieri. Il ventinovenne si trova piantonato in ospedale, dove è stato ricoverato per il trauma cranico procurato dalla reazione del commerciante, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria che ha convalidato l’arresto e disposto il successivo trasferimento presso il carcere di Bancali.

Il tunisino dovrà rispondere infatti dell’accusa di rapina, lesioni aggravate, minacce ed oltraggio a pubblico ufficiale, oltre che della violazione della misura cautelare personale dell’obbligo di dimora nel comune di Sassari cui era sottoposto.




AOU SASSARI – Aggressione al personale sanitario, appello dell’Aou

Aggressione al personale sanitario, appello dell’Aou

L’Azienda, dopo un nuovo episodio accaduto nel reparto di Medicina, si rivolge ai cittadini e alle autorità.

SASSARI 2 ottobre 2019 – Due appelli, uno alle autorità, un altro alla cittadinanza perché si isolino i violenti e si ponga fine alle aggressione degli operatori sanitari in ospedale. A farli è la direzione strategica dell’Aou di Sassari all’indomani dell’ennesima aggressione subita da un medico in reparto.

Questa volta l’episodio si è verificato nel reparto di Medicina dell’ospedale civile Santissima Annunziata. Un uomo, che già in precedenti ricoveri avrebbe aggredito i medici dei reparti nei quali era stato ricoverato, la mattinata scorsa si è scagliato contro il dirigente medico in servizio. Alla base dell’aggressione ci sarebbe la pretesa del paziente di rimanere ricoverato nel reparto. Infatti, il medico – si racconta nella relazione presentata alla direzione sanitaria – avrebbe comunicato al paziente le dimissioni nella giornata. Una decisione che, evidentemente, non sarebbe stata gradita dall’uomo che si è scagliato contro il medico, colpendolo con pugni sul viso e alla testa.

Il medico ha dovuto fare ricorso alle cure del pronto soccorso che gli ha assegnato alcuni giorni per infortunio sul lavoro. Il medico – è riportato nella relazione – avrebbe anche cercato di avvisare il posto di polizia al pronto soccorso che, però, alle 14 era già chiuso. Ha quindi presentato denuncia in questura.

«Stigmatizziamo quanto avvenuto e siamo vicini al nostro medico – affermano i direttori aziendali –. È l’ennesimo atto di aggressione contro chi, operatore sanitario, con abnegazione e tra molte difficoltà, cerca di dare ai cittadini il miglior servizio. Sono atti non più tollerabili. Per questo motivo ci appelliamo alla coscienza civica dei cittadini, perché si isolino i violenti, e rivolgiamo un ulteriore appello alle autorità perché attraverso un tavolo di lavoro sia possibile concertare un’azione comune per arginare questi episodi. Nei prossimi giorni presenteremo una formale richiesta al Prefetto di Sassari per un incontro».

L’episodio si aggiunge alle 15 aggressioni verbali e 5 fisiche che sono state registrate al pronto soccorso da luglio scorso.




Aggressione a un ragazzo senegalese a Fertilia, il Cas: “Grazie a tutti per l’aiuto dato subito al giovane”. Bruno: ” condannare con fermezza l’agressione di stampo razzista” Conoci: “SOLIDARIETA’ E CONDANNA PER UN GESTO DI GRATUITA VIOLENZA. ALGHERO NON E’ UNA CITTA’ RAZZISTA.”

Aggressione a un ragazzo senegalese a Fertilia, il Cas: “Grazie a tutti per l’aiuto dato subito al giovane”

«Ieri sera un nostro ospite del centro di accoglienza è stato aggredito a Fertilia, in mezzo alla strada, vicino a locali pubblici e alla luce del sole, da due giovani.
Saranno le forze dell’ordine a stabilire se, come si teme, sia stata un’aggressione di stampo razzista. Noi vogliamo ringraziare, anche a nome del ragazzo, tutte le persone presenti che immediatamente si sono impegnate per liberarlo e difenderlo. Ancora una volta Fertilia si conferma luogo di accoglienza e integrazione, un esempio a livello nazionale». Con queste parole Giulio Brau, presidente della cooperativa sociale La Luna che gestisce il centro di accoglienza per richiedenti asilo “Vel Marì”, commenta ciò che è successo ieri in una delle piazze principali della borgata, davanti a numerosi testimoni.

Il ragazzo, senegalese di 27 anni, è stato soccorso e portato in ospedale, accompagnato dalla mediatrice culturale della cooperativa e dalle forze dell’ordine. Al pronto soccorso è stato visitato, sottoposto agli accertamenti necessari e dimesso durante la notte. Ora è al centro, dove è ancora sotto choc e molto spaventato, ma è curato, protetto e supportato.

Il giovane si trova in Italia dal 2017, in attesa del riconoscimento dello status di rifugiato, e dal 2018 è ospite del “Vel Marì”. Ha trovato lavoro in un peschereccio, e nel frattempo segue un corso avanzato di italiano per stranieri al Centro provinciale per l’istruzione degli adulti di Alghero. Parla già, oltre all’italiano, anche il francese e l’inglese.

«Fertilia è e resterà sempre un territorio di accoglienza, come racconta la sua storia. Cittadini e cittadine hanno sempre fatto sentire i nostri ospiti parte di una società, senza distinzione di pelle. Anche ieri Fertilia ha confermato la sua natura di luogo di accoglienza e integrazione. A nome nostro e del ragazzo, grazie» conclude Giulio Brau.

Aggressione razzista, dich. Mario Bruno [ALGHERO]

“L’aggressione di stampo razzista avvenuta ad Alghero nei confronti di un giovane ospite del centro di accoglienza Vel Marí è da condannare con fermezza e non interrompe minimamente il percorso di inclusione in atto nella comunità algherese, semmai rafforza la volontà di proseguire nel progetto virtuoso di integrazione e di solidarietà. Sono gesti e atti assolutamente estranei ai valori della nostra comunità. Siamo certi che gli inquirenti giungeranno quanto prima ad individuare gli autori dell’atto. Mi recherò nel primo pomeriggio ad incontrare il giovane e la comunità del Vel Marì per esprimere solidarietà e vicinanza da parte di tutti gli algheresi”. Lo ha detto il sindaco di Alghero, Mario Bruno, in riferimento all’aggressione denunciata a Fertilia.

Alghero, 13 giugno 2019. “L’episodio di violenza che ieri ha colpito
un ragazzo di colore va condannato senza se e senza ma e al giovane va
tutta la mia solidarietà e vicinanza. – a dichiaralo è Mario Conoci,
candidato a Sindaco della coalizione di centro-destra sardista,
autonomista e civica – La violenza, da qualunque parte provenga, va
condannata e repressa. Un episodio che è lontano dalla cultura di
accoglienza e rispetto verso tutti che contraddistingue Alghero ed in
particolare la comunità di Fertilia, luogo dove è avvenuto il fatto.
Proprio Fertilia rappresenta concretamente i valori di accoglienza,
integrazione e rispetto delle regole che contraddistinguono la nostra
comunità. Sono proprio i cittadini presenti, che voglio ringraziare,
infatti, che sono intervenuti per difendere il ragazzo e porre fine
all’episodio chiamando le forze dell’ordine. Non conosciamo i motivi
dell’aggressione e per questo è giusto affidarsi agli accertamenti che
vengono svolti dalle autorità competenti. Ciò che si può affermare con
certezza – sottolinea l’ex Vice Sindaco di Alghero – è che Alghero non
è una città violenta e tantomeno razzista. Per questo ritengo giusto
non andare oltre nella classificazione dell’episodio, perché questo
spetta a chi svolge le indagini sull’accaduto. Abbiamo, invece,  il
dovere di valorizzare verso l’esterno quella che è l’essenza della
nostra città, e non altre, ovvero che Alghero è una città nella quale
i valori della civile convivenza e del rispetto delle regole sono un
patrimonio di tutti,  che ci consentono  di isolare e condannare ogni
atto di violenza, da qualunque parte essa provenga.”.




ENNESIMA AGGRESSIONE DI UN AUTISTA A BORDO DEL BUS!

Siamo venuti a conoscenza, con dispiacere, dai lavoratori dell’Azienda Regionale dei trasporti ARST, di un’aggressione ai danni di un conducente di autobus, a causa di un biglietto non pagato.

La vicenda è avvenuta nel tardo pomeriggio di ieri (lunedì 6 maggio 2019), verso le ore 19 nell’abitato di Thiesi.

Il conducente era in servizio sulla linea Sassari – Padria delle 17.45, sul mezzo sale un passeggero, sprovvisto di biglietto, il quale chiede al conducente di poter acquistare il titolo di viaggio alla fermata successiva, la corsa parte regolare, durante il tragitto pare subito chiaro all’autista che il passeggero in questione non sia assolutamente intenzionato ad acquistare il biglietto e nasce un diverbio.

Comunque, appena giunti a Thiesi, egli sarebbe stato in grado di regolarizzare tutto.

Alla fermata del paese del Mejlogu, Thiesi, il conducente viene affrontato fisicamente dal passeggero, strattonato e aggredito con pugni e calci. Una colluttazione dalla quale l’autista ne vien fuori ferito e sanguinante. Arrivano i soccorsi, ambulanza e carabinieri, chiamati dagli altri passeggeri terrorizzati.

Il lavoratore viene portato al pronto soccorso, dove riceve le cure e l’aggressore identificato e speriamo denunciato.

Come sindacato dei lavoratori dei trasporti ancora una volta siamo testimoni, dell’ennesima aggressione ai danni di un lavoratore, che paga pesantemente con la propria salute, il fatto di aver svolto il proprio dovere. Denunciamo da alcuni anni questa escalation di rabbia e violenza verso conducenti di autobus, controllori, capitreno e addetti di stazione, da parte di persone capaci di “sporcarsi le mani” per pochi euro, tanto costa un biglietto di un autobus.

Abbiamo chiesto a più riprese l’intervento dei Ministeri dei Trasporti e dell’Interno, perché servono urgenti accorgimenti a tutela dei lavoratori, ad esempio: telecamere di videosorveglianza, posti guida chiusi (bussolotti), tornelli per accesso in vettura, interventi rivolti ad individuare azioni efficaci di contrasto ad ogni forma di violenza nei luoghi di lavoro.

Auspicando pronta guarigione al collega e l’intervento da parte dell’ARST nei confronti dell’aggressore, chiediamo di attivare con urgenza un tavolo, alla presenza delle istituzioni preposte alla sicurezza dei cittadini e dei lavoratori e lavoratrici,  con tutte le rappresentanze sindacali al fine di adottare tempestivi provvedimenti volti a garantire la sicurezza nel posto di lavoro.

Il Segretario Territoriale

​​​​​​​​​​     Alessandro Russu