Opere pubbliche ad Alghero: il tempo degli annunci e quello dei cantieri

Dal piano asfalti agli impianti sportivi, il monitoraggio incrocia dichiarazioni, scadenze e atti pubblici. Alcuni risultati sono arrivati, altri lavori procedono più lentamente del previsto. Per diverse opere manca ancora un riscontro conclusivo.

Come testata giornalistica abbiamo deciso di seguire con continuità l’attività dei politici che governano Alghero, monitorandone dichiarazioni, impegni e promesse. Metteremo a confronto gli annunci con gli atti amministrativi, le scadenze indicate e i risultati concretamente verificabili, distinguendo sempre la comunicazione politica dai fatti documentati. Non si tratta di formulare giudizi preventivi né di alimentare contrapposizioni, ma di offrire ai cittadini gli strumenti necessari per valutare, insieme e con trasparenza, l’operato di chi amministra la città.

Il monitoraggio sulle opere annunciate o rivendicate dall’assessore Enrico Daga nasce da qui. Non per negare ciò che è stato fatto, né per attribuire automaticamente ogni ritardo a una sola persona.

Un’opera pubblica attraversa molte fasi. Prima viene annunciata, poi finanziata, progettata, messa a gara e affidata. Soltanto dopo arrivano il cantiere e, alla fine, la consegna.

Sembra una distinzione scontata. Non lo è, soprattutto quando la comunicazione politica tende a raccontare nello stesso modo un finanziamento ottenuto, un progetto approvato e un lavoro realmente terminato.

Il quadro che emerge non è uniforme. Esistono cantieri avviati e risultati raggiunti. Ci sono, però, anche scadenze superate, date spostate e lavori indicati come prossimi alla conclusione per i quali non risulta ancora disponibile una certificazione finale.

Il piano asfalti: il bando esiste, ma i tempi annunciati sono saltati

Il caso più importante riguarda il piano da 1,4 milioni di euro destinato alla manutenzione straordinaria di 22 strade cittadine.

Nel settembre 2025 il progetto venne presentato con un cronoprogramma piuttosto preciso: approvazione del progetto esecutivo entro la metà del mese, procedura negoziata e aggiudicazione entro dicembre, conclusione dei lavori entro luglio 2026. Le risorse previste erano 710 mila euro provenienti dal bilancio comunale e altri 700 mila euro di finanziamento regionale.

A gennaio il calendario era già cambiato. L’Amministrazione annunciava l’affidamento tra la fine di gennaio e la prima metà di febbraio, con l’apertura dei cantieri nel mese di marzo.

Il procedimento è poi andato avanti, ma molto più lentamente. Il 14 maggio la Luppu Srl di Orgosolo risultava aggiudicataria provvisoria. L’aggiudicazione definitiva è arrivata il 5 giugno 2026, con il CIG B976031392, ed è stata pubblicata sul portale comunale degli appalti il 9 luglio.

Il bando, quindi, non è scomparso. È stato aggiudicato definitivamente. Ciò che al momento non risulta pubblicamente documentato è il passaggio successivo: la consegna del cantiere e l’effettivo avvio delle asfaltature.

Il ritardo è evidente. L’aggiudicazione definitiva è arrivata circa 110 giorni dopo la previsione di metà febbraio. I cantieri, annunciati per marzo, non risultano ancora avviati attraverso una comunicazione ufficiale verificabile. Anche il termine indicato inizialmente per la conclusione dell’intervento — luglio 2026 — è ormai trascorso.

Le strade inserite nel piano sono distribuite tra centro, periferie e Fertilia. Nell’elenco figurano via Vittorio Emanuele, via Mazzini, via Sebastiano Satta, via IV Novembre, via Brigata Sassari, via Caravaggio, via Cagliari e via Catalogna. A nord sono previste asfaltature in viale Burruni, via Molise, via dell’Ostro, via Pacinotti, via degli Orti e via Oristano. A sud gli interventi riguardano viale Giovanni XXIII, via Fratelli Kennedy, via Anne Frank e via Enrico Mattei. A Fertilia sono compresi l’ingresso della borgata, via Zara, via dell’Istria e via Parenzo.

È corretto precisare che la delega ai Lavori pubblici appartiene all’assessore Francesco Marinaro. Daga, titolare del Bilancio e della Programmazione, non può quindi essere considerato l’unico responsabile politico dell’intero procedimento. Il piano entra comunque nel monitoraggio perché riguarda la programmazione finanziaria dell’Amministrazione e il racconto complessivo delle opere pubbliche portato avanti dall’assessore.

Palestra geodetica: il traguardo si sposta alla fine dell’anno

La nuova palestra geodetica di via XX Settembre rappresenta un altro caso nel quale i tempi sono cambiati.

Il primo lotto venne consegnato il 3 giugno 2025. Il contratto prevedeva sei mesi per realizzare il campo polivalente coperto, con un investimento iniziale di 525 mila euro.

Successivamente è stato aggiunto un secondo lotto da circa 800 mila euro. Il valore complessivo dell’opera ha così superato 1,3 milioni.

In un post pubblicato il 19 agosto, Daga ha indicato la fine del 2026 come nuova scadenza per avere la palestra completa di parquet e spogliatoi.

Il cantiere è reale e l’intervento sta procedendo. Resta il fatto che il termine originario del primo lotto è stato abbondantemente superato e che anche l’ipotesi di apertura prima dell’estate non si è concretizzata. Rispetto a quest’ultima previsione, al 19 agosto erano trascorsi almeno 59 giorni.

La nuova data da segnare sul calendario è quindi il 31 dicembre 2026. Sarà quello il momento nel quale verificare se l’intera struttura, compresi parquet, spogliatoi e accesso, sarà realmente pronta.

Tennis Club: il ritardo viene ammesso, ma manca una nuova data

I lavori di riqualificazione del Tennis Club di Maria Pia sono iniziati nel dicembre 2025. Il progetto, finanziato con oltre 300 mila euro, comprende la copertura di un campo, due campi da pickleball, nuove pavimentazioni e una pista destinata alla preparazione atletica.

Daga ha riconosciuto che i tempi si sono allungati. La spiegazione fornita riguarda una modifica richiesta dal Tennis Club durante l’esecuzione dell’opera: l’inserimento di sedute al coperto avrebbe reso necessari nuovi calcoli e ulteriori verifiche.

Può accadere che un progetto venga modificato mentre il cantiere è aperto. È una possibilità normale, soprattutto quando emergono nuove esigenze. Manca però un elemento fondamentale: una nuova data di consegna.

Il lavoro risulta avviato, ma il ritardo non può ancora essere quantificato con precisione. Finché non verrà comunicata una scadenza aggiornata, il completamento dell’opera resterà sospeso in un tempo indefinito.

Campo del Carmine: impresa annunciata a febbraio, avvio ancora da verificare

Per la riqualificazione del campo del Carmine sono stati previsti 675 mila euro. Il progetto comprende il nuovo manto in erba sintetica, la sistemazione degli spogliatoi, l’efficientamento energetico e il rifacimento dell’illuminazione.

All’inizio di gennaio era stato annunciato l’ingresso dell’impresa aggiudicataria nel mese di febbraio. Ad agosto l’intervento è stato definito «in dirittura d’arrivo».

Tra le fonti pubblicamente consultabili non è stato però individuato un riscontro aggiornato che certifichi l’effettiva apertura del cantiere. Non significa necessariamente che nulla si sia mosso. Significa, più semplicemente, che non ci sono ancora elementi sufficienti per presentare l’intervento come avviato o prossimo alla conclusione.

Rispetto alla fine di febbraio sono trascorsi almeno 172 giorni. Il prossimo passaggio da verificare sarà la consegna formale dei lavori o la presenza dell’impresa sul posto.

Stadio Mariotti: superato il cronoprogramma di 90 giorni

Il cantiere dello stadio Mariotti è partito il 17 febbraio 2026. Il primo intervento prevede la riqualificazione degli spogliatoi, la sostituzione degli infissi, il rifacimento dei servizi igienici sotto la tribuna, la messa in sicurezza delle parti esterne e il rinnovamento degli impianti.

Il cronoprogramma stabiliva 90 giorni per completare questo primo passaggio.

La scadenza cadeva intorno al 18 maggio. A fine giugno risultavano ancora in corso interventi sul terreno di gioco e sulle strutture. Ad agosto il Mariotti è stato inserito tra le opere «in dirittura d’arrivo», ma non risulta ancora pubblicata una certificazione conclusiva.

Il termine iniziale è stato superato da oltre 90 giorni. Il cantiere, dunque, è avviato e documentato; la conclusione deve ancora essere confermata.

Piscina scoperta: il risultato verificabile c’è

Non tutte le verifiche portano a un ritardo consistente. La piscina comunale scoperta di Maria Pia è stata effettivamente riaperta.

Ad aprile l’obiettivo dichiarato era rendere disponibile l’impianto entro la prima settimana di maggio. L’apertura è stata poi comunicata dal gestore il 15 maggio 2026.

Il risultato è arrivato con uno scostamento di circa otto giorni rispetto alla previsione, ma l’opera può essere classificata come conclusa e verificata. È uno dei casi nei quali all’annuncio è seguito un esito concreto e riscontrabile.

Diversa resta la vicenda della piscina coperta. Per quell’impianto è stato affidato a Sinloc Spa un percorso di accompagnamento destinato a individuare il modello per completare l’opera e renderne sostenibile la futura gestione. Al momento si tratta di una fase preparatoria: non esiste ancora un nuovo cantiere per il completamento.

Via Tramontana e PalaManchia: due situazioni differenti

Per viale Tramontana, nella cittadella sportiva di Maria Pia, è stato approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica per l’installazione di 25 punti luce. Il finanziamento ammonta a 125 mila euro.

Il progetto esiste ed è finanziato. Devono però essere completati il progetto esecutivo e l’affidamento dei lavori. Non si può quindi parlare di opera già avviata.

Sul PalaManchia, invece, diversi interventi sono stati effettivamente realizzati. Nel gennaio 2025 vennero annunciati come conclusi i lavori sul parquet, sull’area di gioco e sulle tribune, con la riapertura dell’impianto per basket e calcio a cinque. Successivamente sono emersi altri problemi, in particolare sulla copertura e sull’impermeabilizzazione.

Daga oggi definisce il PalaManchia «sostanzialmente a posto» e riferisce che l’ultimo quadrante è stato pitturato. È un aggiornamento da registrare, ma l’espressione “sostanzialmente” non equivale a una certificazione di conclusione di tutti gli interventi. La verifica finale resta quindi aperta.

Non una pagella, ma un metodo

Il quadro complessivo non consente giudizi semplicistici. Sarebbe scorretto sostenere che nulla sia stato fatto. Diversi cantieri sono aperti, alcuni finanziamenti sono stati ottenuti e la piscina scoperta è tornata realmente disponibile.

Sarebbe altrettanto sbagliato, però, presentare ogni progetto approvato come un’opera realizzata. Il piano asfalti è stato aggiudicato, ma non risulta ancora avviato. La palestra geodetica ha una nuova scadenza. Il Tennis Club procede senza una data conclusiva. Carmine e Mariotti devono ancora superare la prova della consegna o della certificazione finale.

Il monitoraggio continuerà seguendo un criterio molto semplice: annotare ciò che viene promesso e confrontarlo, nel tempo, con ciò che accade davvero.

Senza pregiudizi. Senza sconti.

Perché un finanziamento non è ancora un cantiere, un cantiere non è automaticamente un’opera finita e una promessa diventa un risultato soltanto quando può essere verificata.




Rifiuti e affitti brevi ad Alghero: il buco nero del porta a porta

INCHIESTA · RIFIUTI E TURISMO

Ad Alghero il porta a porta funziona per chi resta. Il problema sono le migliaia di ospiti che passano da una casa vacanza senza mastello e senza calendario. A Olbia la differenziata è scesa dal 75 al 65 per cento in tre anni. Cosa fanno gli altri comuni turistici e cosa manca nel nuovo appalto da 118 milioni.

Alghero, 16 Agosto 2026 – di Fausto Farinelli

Un sacchetto della spazzatura, in via Sardegna, è rimasto sul marciapiede per giorni. L’ha raccontato una turista in una lettera aperta, a metà luglio. Nessuno l’ha ritirato, e la ragione è ineccepibile: non era dentro il mastello. La regola dice così.

Via Sardegna è una delle strade di Alghero con la più alta concentrazione di B&B e affittacamere. Quel sacchetto non racconta un episodio di inciviltà. Racconta il punto preciso in cui il sistema di raccolta smette di funzionare.

Un patto che l’ospite non ha firmato

Il porta a porta si regge su un accordo implicito. Il Comune passa a orari fissi, tu esponi il contenitore giusto la sera prima. Funziona perché chi vive in una casa ci resta abbastanza a lungo da imparare il calendario, e perché il mastello gliel’hanno consegnato a domicilio.

Uno che arriva venerdì sera e riparte lunedì mattina non impara niente. Il kit non ce l’ha. Non sa che l’umido si espone dalle 20 del giorno prima. Non sa dov’è l’ecocentro. Molto spesso non parla italiano. E il proprietario, che magari vive a Milano e gestisce la casa da un’app, non ha nessun motivo pratico per preoccuparsene: la multa, quando arriva, arriva raramente e comunque non a lui.

C’è poi la parte fiscale, di cui non parla quasi nessuno. Il regolamento TARI di Alghero, come quello di mezza Italia, prevede che se l’immobile viene utilizzato per meno di sei mesi nell’anno solare il tributo lo paghi soltanto il possessore. L’ospite non è mai soggetto passivo. Nessuno, ovviamente, pensa di volturare la TARI a ogni prenotazione. Ma il risultato è questo: un appartamento affittato duecento notti l’anno a duecento persone diverse, sui registri comunali, resta un’utenza domestica come quella di una coppia di pensionati.

A Olbia i numeri si vedono già

120 chilometri più in là, la stessa dinamica ha lasciato tracce misurabili.

La raccolta differenziata di Olbia era al 75 per cento nel 2021. Poi 73 nel 2022, 67,8 nel 2023, 65,59 nel 2024. Una discesa costante, mentre la Sardegna nel suo insieme saliva verso il 76,5 per cento. Ricostruendo gli indirizzi della giunta nel marzo 2025, La Nuova Sardegna metteva tra le cause il sacchetto selvaggio, figlio del dilagare degli affitti brevi su seconde case «spesso non dotate di mastelli e a volte sconosciute alle banche dati della Tari».

Sconosciute alle banche dati. Vale la pena rileggerla, quella frase.

Il centro studi di UniOlbia ha provato a misurare la pressione vera: 14.500 seconde case a Olbia, 9.500 ad Arzachena, 9.300 a San Teodoro. E siccome all’Istat i dati li comunica circa la metà delle strutture ricettive, mentre le seconde case non entrano proprio nel conteggio, le presenze reali sono verosimilmente il doppio di quelle ufficiali.

L’appalto olbiese era stato costruito su previsioni che quell’impatto lo sottostimavano. La giunta ha dovuto rifare i conti e il costo annuo è passato da 18 a 24 milioni, con l’aumento della Tari a seguire. Un comitato di residenti, pochi giorni fa, l’ha messa giù senza tecnicismi: paghiamo una tassa che cresce ogni anno per un servizio che peggiora, e ci chiediamo tutti come facciano le case vacanza a smaltire i rifiuti.

Chi ha smesso di fingere

Qualche comune ha preso atto che il porta a porta non può funzionare per chi si ferma tre giorni, e ha aperto un canale parallelo.

Viareggio ha le isole ecologiche informatizzate, le Cam: strutture chiuse riservate alle utenze domestiche non residenti, con badge elettronico nominativo consegnato insieme al kit. La motivazione è scritta nero su bianco dal gestore: servono nelle zone con molte utenze non residenti o forti flussi turistici, dove rispettare i calendari è materialmente impossibile. C’è pure un tetto, 52 conferimenti l’anno per l’indifferenziato, che è già una tariffa puntuale in embrione.

Oristano rilascia una tessera magnetica per l’accesso alle isole ecologiche ai proprietari di immobili locati a turisti per periodi sotto i trenta giorni. Categoria riconosciuta, canale dedicato.

Terni, con fondi Pnrr, ha attivato cinque isole scarrabili pensate per le attività turistiche: si aprono con un QR code o con una tessera numerata distribuita a B&B e case vacanza.

All’Isola d’Elba le isole ecologiche stanno nei punti di maggior transito e si aprono con la tessera sanitaria. Sono fatte per i turisti in partenza, quelli che hanno in mano i rifiuti del soggiorno e nessun posto dove metterli.

San Teodoro ha scelto la strada opposta, e altrettanto sensata. Dal primo giugno al 30 settembre, in due vie del centro, ha vietato l’esposizione dei mastelli su strada e ha messo un eco-punto presidiato, aperto sette giorni su sette dalle 18 alle 21. Nessun bidone sul marciapiede e una persona in carne e ossa che spiega dove va cosa.

Ma la tessera, da sola, non basta

Va raccontato anche il rovescio, altrimenti sembra tutto facile.

A Rimini il sistema ruota attorno alla Carta Smeraldo e ai cassonetti informatizzati Smarty. Nel centro storico Hera ha dovuto disattivare temporaneamente l’accesso con tessera alle isole interrate: troppi studenti, lavoratori fuori sede, turisti e proprietari di seconde case non avevano mai ritirato le dotazioni, malgrado le campagne ripetute. A Misano, per lo stesso motivo, hanno piazzato un ecopoint temporaneo il sabato mattina nella zona turistica di Portoverde, apposta per consegnare le tessere ai non residenti.

Sui controlli, invece, la Romagna è tra le più dure d’Italia: 93 sanzioni dall’inizio del 2026, 200 euro per le utenze domestiche e 400 per quelle non domestiche, con apertura materiale dei sacchetti abbandonati per risalire ai responsabili attraverso documenti e bollette.

Cosa cambia ad Alghero, e cosa resta scoperto

Il nuovo appalto di igiene urbana, aggiudicato al raggruppamento Ciclat Trasporti Ambiente e Sangalli Giancarlo & C. per 118,2 milioni su otto anni più uno, contiene parecchie cose che vanno nella direzione giusta.

Il porta a porta viene esteso a tutto il territorio comunale. Il servizio estivo passa da quattro a cinque mesi. In centro storico arriva un passaggio notturno nei periodi di maggiore affluenza e, soprattutto, sono previsti contenitori smart ad accesso controllato per ogni frazione, con svuotamento quotidiano. Gli ecocentri aprono anche la domenica. Ci sono 400 nuovi cestini a bocca stretta, oltre 200 fototrappole, un front office in via Tarragona, il Centro del Riuso a Galboneddu. Con gli stagionali l’organico è salito a 142 unità. L’assessore all’Ambiente Raniero Selva punta a superare l’80 per cento di differenziata: oggi Alghero è al 72,2 (dato Ispra 2024), sotto la media regionale.

Tra le attività preliminari del nuovo appalto ci sono il censimento delle utenze domestiche e l’aggiornamento delle banche dati. È il pezzo più importante di tutta l’operazione ed è quello di cui si parla meno.

Perché la domanda che il capitolato lascia aperta è una sola: i contenitori smart del centro storico, a chi saranno abilitati? Solo agli intestatari Tari, come a Rimini nella prima fase, oppure anche a chi gestisce una locazione turistica? E l’ospite di passaggio, quello senza tessera né badge né mastello, dove conferisce alle sette del mattino di un martedì di agosto?

Nei documenti pubblici consultabili non c’è risposta. Il regolamento comunale si limita ad attribuire al proprietario dell’immobile la responsabilità di mettere l’ospite in condizione di differenziare. Una formula corretta e finora rimasta sulla carta.

Le isole ecologiche del porto ridotte a discariche a cielo aperto a inizio luglio, i mobili e i sacchi fotografati dal Comitato Suolo Pubblico Bene Comune la domenica del 28 giugno tra piazza del Teatro, via Roma e vicolo del Teatro: è sempre la stessa storia, vista da angolazioni diverse.

Chi paga davvero

Alghero ha stimato in 2,4 milioni di euro il gettito annuo atteso dall’imposta di soggiorno e dal novembre 2025 ne ha eliminato la stagionalità, rendendola valida tutto l’anno. Quel gettito, per legge, va a interventi in materia di turismo, manutenzione e recupero dei beni culturali e ambientali, e ai relativi servizi pubblici locali. Nelle riunioni con gli operatori l’amministrazione ha assicurato che le risorse aggiuntive andranno su decoro urbano, verde, pulizia delle spiagge, marketing ed eventi.

“Decoro urbano” è una voce abbastanza larga da comprendere la gestione dei rifiuti nelle zone a maggiore pressione turistica. Quanto ci finisce dentro, di quei 2,4 milioni, si può sapere solo leggendo gli impegni di spesa, che lo stesso regolamento comunale prevede vengano pubblicati.

Sull’altro versante la leva esiste già, e non è comunale. Dal primo gennaio 2025 il Codice identificativo nazionale è obbligatorio per tutte le strutture ricettive. Nel luglio dello stesso anno la Guardia di finanza ha condotto ad Alghero una verifica su affitti brevi e strutture ricettive, chiusa con sanzioni per 16mila euro: sotto controllo il Cin, le comunicazioni ad Alloggiati Web e i versamenti dell’imposta di soggiorno, con ricostruzione dei redditi non dichiarati incrociando i dati delle piattaforme di intermediazione.

Quell’incrocio (Cin, Alloggiati Web, portale Staytour dell’imposta di soggiorno, ruolo Tari) è quanto servirebbe per sapere quante case vacanza ci sono davvero ad Alghero, dove stanno e quanti rifiuti producono. I dati esistono. Non risulta che siano mai stati usati per dimensionare il servizio di igiene urbana.

Le domande che restano

Quante utenze Tari, ad Alghero, risultano come locazioni turistiche o strutture extra-alberghiere, e quante di queste sono state incrociate con l’elenco dei Cin attivi in città? Il censimento condotto nella fase preliminare del nuovo appalto ha trovato immobili affittati ai turisti e assenti dal ruolo? I contenitori smart del centro storico saranno accessibili ai gestori delle locazioni brevi, e con quale strumento? Esiste un kit informativo multilingue per gli ospiti, e chi ha l’obbligo di consegnarlo? Quanto vale il Pef 2026 e quale coefficiente è stato applicato alle utenze non domestiche a vocazione ricettiva?

Sono le domande che questa redazione ha rivolto all’amministrazione comunale, a S.E.C.AL. e al nuovo gestore del servizio. Per il valore del Piano economico finanziario e per il dettaglio tariffario, che non risultano pubblicati, è in preparazione una richiesta di accesso agli atti.

I dati sulla raccolta differenziata provengono dal Catasto Rifiuti Ispra, ultimo aggiornamento disponibile 2024. I dati sulle seconde case in Gallura sono elaborazioni del centro studi UniOlbia su base Istat. Le informazioni sul nuovo appalto algherese sono tratte dagli atti comunali e dalle dichiarazioni dell’assessorato all’Ambiente.

I numeri

  • 72,2% — raccolta differenziata di Alghero nel 2024 (Ispra), contro il 76,5% della media sarda
  • 118,2 milioni — valore del nuovo appalto di igiene urbana, otto anni più uno
  • 80% — obiettivo dichiarato dall’amministrazione
  • 65,59% — differenziata di Olbia nel 2024, dal 75% del 2021
  • 14.500 — seconde case a Olbia (elaborazione UniOlbia su dati Istat)
  • 2,4 milioni — gettito annuo atteso dall’imposta di soggiorno ad Alghero
  • 6 mesi — sotto questa soglia di utilizzo la Tari la paga solo il proprietario







Il Paradosso del Decoro – Inchiesta Rifiuti Città Turistiche









Il Paradosso del Decoro


🔍 Dossier Inchiesta Speciale

Dati ISPRA 2024/2025

Turismo di Massa e la Sfida Invisibile dei Rifiuti Urbani

Come le località costiere affrontano la triplicazione estiva della popolazione. Un’indagine approfondita sul modello ibrido di Alghero, sul confronto con le grandi riviere italiane e sui nodi dell’evasione fiscale negli affitti brevi.

Produzione Italia
29,9 M t
+2,3% vs anno prec.

Sardegna RD %
76,6 %
3ª Regione più virtuosa

Appalto Alghero
118 M €
Durata 8+1 Anni (Ciclat)

Posidonia PNRR
20.000 t/a
Impianto Soil-Washing

CAPITOLO I

MACRO-TERRITORIALE

Il Contesto Nazionale e l’Anomalia Virtuosa Sarda

L’analisi dei dati ufficiali forniti dal Catasto Nazionale Rifiuti dell’ISPRA rivela una ripresa della produzione complessiva di rifiuti urbani (+2,3%), direttamente legata alla crescita dei consumi e al pieno ripristino dei flussi turistici post-pandemici. Sebbene la media nazionale di Raccolta Differenziata (RD) si attesti al 67,69% (superando il target normativo del 65%), persiste un marcato divario geografico. In questo panorama, la Sardegna rappresenta un’eccellenza collocandosi al terzo posto nazionale col 76,6%, ma affronta nei comuni costieri picchi pro-capite estremi.

Produzione Pro Capite e Raccolta Differenziata (2024)

Dati ISPRA

I dati evidenziano come la produzione pro-capite aumenti nel Centro e nelle zone a forte impatto turistico, mascherando il reale volume procapite generato dai visitatori.

Il Paradosso della “Popolazione Equivalente”

Le statistiche ufficiali dividono i rifiuti prodotti per la sola popolazione residente anagrafica. Nei comuni turistici ciò provoca un’impennata fittizia dell’indicatore pro-capite:

  • Media Nazionale:
    507,9 kg/ab. anno
  • Provincia di Rimini:
    ~755 kg/ab. anno
  • Alghero (Resid. 42k):
    >550 kg/ab. anno
  • Arzachena (Picco estivo):
    >1.000 kg/ab. anno

Menzione Legambiente “Comuni Ricicloni Costieri”

Per neutralizzare questa distorsione, Legambiente applica un correttore matematico per i comuni dove la popolazione estiva aumenta di oltre il 30%, premiando chi mantiene oltre l’80% di RD durante i picchi estivi.

CAPITOLO II

CASE STUDY VERTICALE

Il Modello Alghero: Progettazione, Tecnologie e Nodi Logistici

Alghero (Riviera del Corallo) rappresenta un laboratorio emblematico: deve conciliare un centro storico medievale a viabilità ristretta, chilometri di litorale sabbioso, vaste borgate agricole nella Nurra e un afflusso turistico che quadruplica le presenze estive.

L’Appalto Titanico
118,2 Milioni €

Aggiudicato al RTI Ciclat Trasporti Ambiente + Sangalli Giancarlo per 8 anni (+1 opzionale). Avvio a regime definitivo da gennaio 2026.

Stagionalità Estesa
5 Mesi Intensivi

Potenziamento dei servizi estivi esteso dal 15 maggio al 15 ottobre per coprire il prolungamento effettivo della stagione turistica.

Innovazione & Decoro
Mezzi Elettrici & HVO

400 nuovi cestini stradali, cassonetti smart con sensori volumetrici nel Centro Storico e mezzi elettrici/HVO per l’azzeramento dell’impatto acustico/ambientale.

🔄 Architettura Integrata: Domiciliare e Sistemi di Backup Flessibili

Il modello domiciliare “porta a porta” puro soffre della rigidità del calendario per i turisti in partenza. Alghero ha strutturato una rete di backup multilivello per garantire valvole di sfogo legali h24.



Postazioni Fisse (Via De Gasperi / Cimitero):

Accesso controllato mediante identificazione elettronica: Tessera Sanitaria per i residenti o badge magnetico fornito dagli host regolarmente registrati agli ospiti stranieri. Dotate di sensori volumetrici che segnalano la saturazione in tempo reale.

Innovazione Economia Circolare (PNRR 5M€)

L’Impianto per il Trattamento della Posidonia Spiaggiata

Realizzato nell’area industriale di San Marco (CIPSS & Gruppo Esposito), questo impianto trasforma una biomassa percepita come rifiuto in risorsa grazie a un brevetto di soil-washing da 20.000 t/anno (110 t/giorno).

1. Prelievo Arenili
Raccolta banquettes miste a sabbia e microplastiche

2. Soil-Washing
Lavaggio ad alta pressione e separazione idraulica

3. Recupero Sabbia
Sabbia depurata (fino al 60%) restituita alle spiagge

4. Valorizzazione Biomasse
Compost agricolo & Pannelli isolanti acustici

⚠️ Criticità: Saturazione di Scala Erre e il Trasferimento a Tossilo

A causa della saturazione della discarica consortile di Scala Erre, la Regione Sardegna ha disposto il dirottamento del 60% dell’indifferenziato verso il termovalorizzatore di Tossilo (Macomer). Il trasporto su gomma genera un extracosto logistico stimato in circa 500.000 €/anno per il bacino di Sassari-Alghero, mettendo sotto pressione il Piano Economico Finanziario della TARI.

CAPITOLO III

ANALISI COMPARATIVA

Benchmark nei Principali Poli Turistici Italiani

Ogni costa italiana ha adottato strategie differenziate per coniugare decoro e turisti. Confronta il modello di Alghero con Rimini (cassonetti smart), Gallipoli (criticità salentine), Jesolo (gestione impurità) e Vieste.

Filtra per città:





CAPITOLO IV

LEGISLAZIONE & SOMMERSO

Affitti Brevi, Codice CIN e l’Evasione Tariffaria

Gli appartamenti destinati a locazione breve non dichiarati operano come utenze domestiche fittizie, sfuggendo alle tariffe maggiorate e privando gli ospiti dei kit per la differenziata. Questo genera l’abbandono notturno dei sacchi e il collasso dei cestini stradali.

🚨 Il Meccanismo del Collasso Urbano

1. Omessa Dichiarazione: L’host non registra l’immobile come utenza ricettiva non-domestica TARI per eludere il fisco.
2. Assenza di Strumenti: L’ospite non riceve i mastelli con codice a barre né la card per le ecoisole automatizzate.
3. Scarico Illecito: Il turista in partenza abbandona i sacchi indefferenziati presso i cestini stradali o nei vicoli.

🛡️ La Risposta: Legge 191/2023 & Codice CIN

L’introduzione del Codice Identificativo Nazionale (CIN) obbligatorio negli annunci online e all’esterno degli stabili consente l’incrocio telematico tra banche dati:

  • Incrocio dati: CIN ↔ Portale Alloggiati Web ↔ TARI ↔ Imposta di Soggiorno.
  • Sanzioni CIN: Da 800 € a 8.000 € per assenza di codice.
  • Sanzioni SCIA: Fino a 10.000 € per carenza di segnalazione amministrativa.
  • Fototrappole: Videosorveglianza ad alta tecnologia per sanzionare gli abbandoni nelle periferie.

CAPITOLO V

ARCHITETTURA FINANZIARIA

Tariffe TARI, Regolazione ARERA e Imposta di Soggiorno

Sotto il Metodo Tariffario Rifiuti (ARERA MTR-2), il 100% dei costi del Piano Economico Finanziario (PEF) deve essere coperto integralmente dalla TARI, senza sussidi dal bilancio generale. I comuni turistici devono coprire gli extracosti estivi sterilizzando l’impatto sulle famiglie residenti.

Costo Medio TARI Familiare per Regione (2023)

Dati Cittadinanzattiva

Composizione della Bolletta TARI

1. Quota Fissa: Superficie calpestabile (m²) × Tariffa base (copre ammortamenti e spazzamento).

2. Quota Variabile: Numero dei componenti del nucleo (o coefficienti presuntivi Kd per le attività commercial).

3. Tributo TEFA: Addizionale obbligatoria del 5% per la Città Metropolitana/Provincia.

La Leva dell’Imposta di Soggiorno

Ad Alghero e in grandi mete balneari, la TARI domestica è stata sterilizzata. Le amministrazioni propongono di destinare quote dell’Imposta di Soggiorno per coprire i turni straordinari di nettezza urbana estiva, riequilibrando il carico fiscale tra cittadini stanziali e visitatori.

Il Paradosso del Decoro • Inchiesta Rifiuti

Focus sul Comune di Alghero e Benchmark Città Turistiche

Elaborazione dati basata su fonti ISPRA, ARERA, Cittadinanzattiva & Comune di Alghero

Applicazione Single Page Interactive • Nessuna grafica SVG utilizzata








Da Morricone a Piazzolla, il Ludus Quartet in concerto ad Alghero

Il 20 luglio la grande musica da camera va in scena nella cattedrale di Santa Maria per il Festival Internazionale Contrasti

ALGHERO. Un’occasione imperdibile per gli appassionati di musica da camera: ascoltare un ensemble di violini, viola e violoncello all’interno di uno dei luoghi più affascinanti di Alghero, dove l’eleganza della musica dialogherà con la bellezza dell’architettura e della storia, regalando al pubblico un’esperienza culturale di forte intensità. Lunedì 20 luglio alle 20.30, nella Cattedrale di Santa Maria il Ludus Quartet, prestigioso quartetto d’archi in arrivo dal Trentino-Alto Adige, presenta IDIOMA, un interessante percorso concertistico che arriva in Sardegna nel calendario del Festival Internazionale Contrasti 2026 – Spring Edition diretto da Laura Cocco.

Il progetto musicale esplora il concetto di idioma come linguaggio espressivo, mettendo in dialogo la tradizione popolare con la scrittura colta contemporanea. Il quartetto d’archi diventa un unico organismo sonoro, con un programma è originale e coinvolgente, capace di creare atmosfere suggestive attraverso l’incontro tra melodie antiche, ritmi popolari e ricerca musicale contemporanea. L’ingresso è gratuito.

La serata si aprirà con Strum della compositrice americana Jessie Montgomery, pagina costruita sull’energia dei pizzicati e ispirata agli idiomi folkloristici americani. Seguirà una selezione di Wood Works, raccolta di melodie tradizionali danesi, norvegesi e svedesi rielaborate dal Danish String Quartet, per proseguire con i suggestivi Sonnets en Rondeaux di Giovanni Sollima. A concludere il programma saranno due autentici capolavori del Novecento: Oblivion di Astor Piazzolla e C’era una volta il West di Ennio Morricone, in un finale capace di emozionare e coinvolgere il pubblico.

Fondato nel 2001, il Ludus Quartet è composto da Ivo Crepaldi e Andrea Ferroni ai violini, Alexander Monteverde alla viola e Ivo Brigadoi al violoncello. In oltre vent’anni di attività il quartetto si è perfezionato con alcuni tra i più importanti maestri della scuola quartettistica internazionale, tra cui Piero Farulli, Milan Škampa, Hatto Beyerle e Norbert Brainin, distinguendosi inoltre in prestigiosi concorsi nazionali e internazionali.

La manifestazione continua a promuovere l’eccellenza musicale, portando in Sardegna interpreti di rilievo nazionale e internazionale e valorizzando, attraverso la musica, alcuni dei luoghi più significativi del patrimonio storico e artistico dell’isola.

Il Festival Internazionale Contrasti è realizzato dall’associazione Contrapunctum con il contributo della Fondazione di Sardegna e della Camera di Commercio di Sassari nell’ambito del network Salude & Trigu, con il patrocinio del Comune di Alghero.




Lirica e Domus de Janas, l’incontro è magia nel cuore di Alghero

Grande successo a Lo Quarter per il concerto firmato Ars Aurelia, che ha offerto melodie senza tempo per un pubblico delle grandi occasioni

ALGHERO. Due straordinari patrimoni dell’Umanità si incontrano in una serata speciale nel cuore di Alghero: l’arte del canto lirico italiano omaggia le Domus de janas nel primo anniversario della concessione del prestigioso riconoscimento. Ed è subito magia. E un successo strepitoso per l’evento “Lirica per l’Unesco” firmato Ars Aurelia che, il 15 luglio, ha portato sul palco di Lo Quarter un cast di interpreti d’eccezione, proponendo un ricco ventaglio di brani del Belcanto tra i più apprezzati a livello internazionale.

Nella serata condotta dalla direttrice artistica Irene Dore, a incantare un pubblico delle grandi occasioni sono state le voci del giovane soprano Chiara Guerra, del tenore Mauro Secci, del baritono Dario Sogos, del basso Antonio De Gobbi e del soprano Paoletta Marrocu, già insignita del titolo di “Artist for Peace” UNESCO e interprete acclamata nei maggiori teatri del mondo.

Accompagnati al pianoforte di Andrea Mudu, gli artisti hanno interpretato capolavori intramontabili come il Don Giovanni di Mozart, il Barbiere di Siviglia di Rossini, Madama Butterfly e Boheme di Puccini, Habanera di Bizet, un raro brano di Verdi tratto dal “Corsaro” e tanto altro.

E sulle note di melodie che trascendono il tempo, lo sfondo del palcoscenico ha proposto immagini in movimento altrettanto suggestive, quelle dei monumenti archeologici più importanti dell’isola.

A dare avvio alla serata, il sindaco Raimondo Cacciotto e l’assessora alla Cultura Raffaella Sanna, che hanno espresso grande soddisfazione per un appuntamento che mette insieme cultura e musica come veicolo per sensibilizzare e promuovere il patrimonio archeologico sardo, di cui il territorio di Alghero conserva importanti testimonianze.

Sul palco sono intervenuti anche Giuseppina Marras in rappresentanza del CeSiM, Luca Sequi per il Centro Commerciale Naturale CCN Al Centro Storico di Alghero, e Anna Cadeddu per Sella e Mosca.

La serata è parte integrante del ricco calendario di eventi celebrativi del primo anniversario dal riconoscimento delle Domus de Janas come Patrimonio mondiale dell’Umanità Unesco, promossi dal Centro Studi Identità e Memoria (CeSIM) con il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna, della Fondazione Alghero e della Fondazione di Sardegna, in collaborazione con la Città Metropolitana di Sassari, il Comune di Sassari, il Comune di Alghero, e il CCN Al Centro Storico di Alghero.

Il concerto rappresenta inoltre la prima parte della più ampia programmazione della rassegna “Aspettando Nessun Dorma 2026” a cura di Ars Aurelia, sostenuta dalla Fondazione di Sardegna e inserita all’interno del network Salude & Trigu della Camera di Commercio di Sassari.




Fisco locale ad Alghero: al via la “Rottamazione Quinquies”. La guida pratica per azzerare sanzioni e interessi. I documenti

Il Comune di Alghero ha ufficialmente aderito alla nuova definizione agevolata introdotta dalla Legge di Bilancio, approvando il Regolamento per la cosiddetta “Rottamazione Quinquies”. Si tratta di un’importante boccata d’ossigeno per i cittadini e le imprese che hanno pendenze arretrate con l’ente e con i suoi concessionari della riscossione, ovvero la S.E.C.AL. S.r.l. e la STEP S.r.l..

La misura permette di regolarizzare i vecchi debiti pagando esclusivamente il capitale e le spese di procedura, stralciando di fatto sanzioni e interessi. Ecco tutto ciò che c’è da sapere per non farsi trovare impreparati e gestire la pratica anche comodamente da casa.

Quali debiti rientrano nell’agevolazione?

La sanatoria copre una vasta gamma di pendenze:

  • Vecchi arretrati: Tutti i debiti derivanti da ingiunzioni fiscali o da avvisi di accertamento esecutivi riferiti al lungo periodo che va dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023.
  • La TARI recente: Gli omessi o parziali pagamenti della Tassa sui Rifiuti per gli anni dal 2021 al 2025, a condizione che non siano già stati oggetto di un accertamento notificato entro il 1° gennaio 2026.
  • Le controversie legali: Le liti pendenti in ogni stato e grado di giudizio (incluso il ricorso in Cassazione) il cui ricorso iniziale sia stato notificato entro il 1° gennaio 2026.

I vantaggi concreti per il cittadino

Aderire alla definizione agevolata garantisce due enormi benefici. In primo luogo, il debito viene drasticamente ridotto: il cittadino verserà unicamente le somme dovute a titolo di capitale, le spese di notifica, il rimborso per le procedure esecutive e gli oneri di riscossione. Le sanzioni e gli interessi di mora vengono totalmente azzerati.

In secondo luogo, la semplice presentazione della domanda attiva un vero e proprio “scudo” patrimoniale: vengono bloccate le azioni esecutive e cautelari (come fermi amministrativi sui veicoli, ipoteche e pignoramenti), salvo quelle già avviate con esiti positivi. Inoltre, l’Ente non potrà avviare nuove azioni di recupero per i debiti oggetto dell’istanza.

Il percorso in quattro tappe: scadenze e procedure

Per evitare di perdere i benefici, il contribuente deve seguire un iter ben preciso, scandito da tempistiche rigorose.

  1. La richiesta di calcolo (Entro il 24 luglio 2026): Il primo passo è la richiesta di chiarezza. Il contribuente deve inviare un’istanza per conoscere l’esatto ammontare dei debiti definibili, utilizzando la specifica modulistica che i concessionari (sia Secal che Step) e il Comune mettono a disposizione sui rispettivi siti istituzionali. In questa fase è obbligatorio fornire un indirizzo PEC (Posta Elettronica Certificata).
  2. Il verdetto (Entro 30 giorni): Il concessionario ha 30 giorni di tempo per rispondere all’istanza, inviando via PEC l’elenco esatto delle pendenze definibili e i relativi importi.
  3. L’adesione formale (Entro 30 giorni dalla risposta): Ricevuta la PEC, il cittadino ha un mese di tempo per decidere se aderire e presentare la dichiarazione vincolante di adesione. Anche per questo passaggio la modulistica è reperibile sui siti dei concessionari. In questa fase si sceglie anche se pagare a rate o in un’unica soluzione.
  4. Il piano di rientro e il pagamento: Ricevuta l’adesione, il concessionario notifica il piano definitivo. La prima rata (o l’unica soluzione) deve essere versata entro il 31 ottobre 2026.

Chi non può pagare tutto subito, può spalmare il debito fino a un massimo di 36 rate mensili (conclusione a settembre 2029) oppure in 12 rate trimestrali (conclusione a luglio 2029). Dal pagamento della seconda rata scatterà l’applicazione del tasso di interesse legale.

Il canale digitale: la rivoluzione di LinkMate

Per snellire le pratiche ed evitare le code agli sportelli fisici, la S.E.C.AL. S.r.l. mette a disposizione dei cittadini lo sportello telematico LinkMate. Si tratta dell’opzione fortemente consigliata per presentare le domande di rottamazione.

L’accesso alla piattaforma è garantito in modo sicuro tramite SPID o credenziali, collegandosi al link dedicato per il Comune di Alghero (https://linkmate.servizienti.it/linkmateWeb/login?c=0111&e=A192)[cite: 5, 6].

Usare LinkMate elimina la necessità di fare calcoli manuali complessi:

  • Selezionando la voce “Definizione Agevolata”, il sistema mostra in automatico l’elenco dei carichi ammissibili.
  • Per ogni accertamento, una tabella chiara mostra il debito originario, il risparmio garantito dalla sanatoria e il “Residuo Agevolato” esatto da versare[cite: 7].
  • Il cittadino può selezionare con una semplice spunta quali documenti inserire nella sanatoria, calcolare in automatico le rate e inoltrare la pratica monitorandone lo stato di avanzamento (“In attesa di validazione”).

Inoltre, LinkMate funge da vero e proprio cassetto fiscale: se ad esempio non si è ricevuto a casa l’avviso di pagamento ordinario della TARI, è possibile consultarlo e scaricarlo in completa autonomia dalla propria area personale[cite: 5].

Per chi preferisse i canali tradizionali, resta comunque possibile scaricare la modulistica cartacea, ricordando che tutti i documenti riguardanti le istanze per Secal e Step sono disponibili per il download nei loro appositi siti web istituzionali e in quello del Comune. Una volta compilati, andranno inviati all’indirizzo [email protected].

Attenzione alle clausole di decadenza

La misura è vantaggiosa, ma non ammette distrazioni. Il beneficio decade irrimediabilmente se si salta il pagamento dell’unica rata oppure di due rate (anche non consecutive) o se si paga con un ritardo superiore a 15 giorni (che diventano 30 giorni per la sanatoria specifica sulla TARI). In caso di decadenza, i soldi già versati non vengono rimborsati, ma trattenuti come acconto sul debito totale originario (comprensivo di sanzioni).

Infine, per i debiti importanti: se si chiede la rateizzazione per un importo superiore a 30.000 euro e si hanno già pignoramenti presso terzi in corso (es. conti correnti o stipendi bloccati), sarà obbligatorio presentare una garanzia fideiussoria bancaria o assicurativa a tutela del credito del Comune.




“Lirica per l’UNESCO”, ad Alghero le grandi voci operistiche celebrano il patrimonio sardo attraverso il Belcanto

Il 15 luglio a Lo Quarter il concerto firmato Ars Aurelia con i soprani Paoletta Marrocu e Chiara Guerra, il tenore Mauro Secci, il baritono Dario Sogos e il basso Antonio De Gobbi accompagnati al pianoforte da Andrea Mudu

ALGHERO. Le voci intramontabili della lirica si incontrano ad Alghero per celebrare il primo anniversario del riconoscimento UNESCO alle Domus de Janas come Patrimonio dell’Umanità. Mercoledì 15 luglio alle 21.30, il palcoscenico a cielo aperto di Lo Quarter ospiterà il concerto “Lirica per l’UNESCO“, proponendo una selezione delle pagine più celebri e amate del repertorio operistico italiano, riconosciuto a sua volta dall’UNESCO quale Patrimonio culturale immateriale dell’umanità. Un connubio perfetto che punta a omaggiare le eccellenze archeologiche sarde e la tradizione secolare del Belcanto attraverso il linguaggio universale della musica.

L’evento è organizzato da Ars Aurelia ETS in collaborazione con il Comune di Alghero, il CeSiM APS (Centro Studi Identità e Memoria) e la Fondazione Alghero, con la partecipazione del Centro Commerciale Naturale “Al Centro Storico”.

«A un anno dall’iscrizione delle Domus de Janas nella Lista del Patrimonio mondiale UNESCO, continuiamo a celebrare un traguardo che ha segnato una pagina importante per Alghero, per la Sardegna e per l’Italia – dichiara il sindaco Raimondo Cacciotto –. L’importante riconoscimento rappresenta un prestigioso attestato internazionale, ma anche un impegno quotidiano a valorizzare i nostri beni archeologici, storici e culturali, rendendoli sempre più conosciuti e accessibili. Farlo attraverso un concerto che unisce due patrimoni riconosciuti dall’UNESCO, le Domus de Janas e il Belcanto italiano, significa costruire un dialogo tra identità, cultura e bellezza, offrendo alla comunità e ai visitatori un’occasione di grande valore artistico».

Sul palcoscenico si alternerà un cast di interpreti d’eccezione, fondendo insieme l’esperienza di grandi carriere internazionali al talento delle nuove generazioni. Tra i protagonisti spicca il nome del soprano Paoletta Marrocu, già insignita del prestigioso titolo di “Artist for Peace” UNESCO e interprete acclamata nei maggiori teatri del mondo.

Accanto a lei si esibiranno il soprano Chiara Guerra, il tenore Mauro Secci, il baritono Dario Sogos e il basso Antonio De Gobbi, tutti magistralmente accompagnati al pianoforte dal maestro Andrea Mudu.

«Questo concerto rappresenta il modo migliore per celebrare il primo anniversario di un riconoscimento che ha dato nuova forza ai siti archeologici della nostra città – commenta l’assessora alla Cultura di Alghero, Raffaella Sanna –. Le Domus de Janas della Necropoli di Anghelu Ruju sono entrate a far parte della Lista del Patrimonio mondiale grazie a un lungo lavoro condiviso tra studiosi, istituzioni e territorio, che oggi continua attraverso iniziative capaci di far conoscere e vivere questa straordinaria ricchezza culturale. La cultura trova la sua piena espressione quando diventa occasione di incontro, partecipazione e crescita della comunità».

«Abbiamo voluto creare un dialogo tra due patrimoni riconosciuti dall’UNESCO che parlano, in modi diversi, di identità e memoria – ha affermato Irene Dore, direttrice artistica di Ars Aurelia –. Il Belcanto italiano e le Domus de Janas raccontano la storia di un popolo attraverso linguaggi differenti ma ugualmente universali. Riunire grandi interpreti e giovani artisti in un’unica serata significa anche ribadire che la cultura vive quando viene condivisa, tramandata e resa accessibile a tutti».

L’evento è inserito nella più ampia programmazione della rassegna “Aspettando Nessun Dorma 2026”, sostenuta dalla Fondazione di Sardegna e inserita all’interno del network Salude & Trigu della Camera di Commercio di Sassari.

L’ingresso è gratuito con prenotazione obbligatoria. È possibile ottenere i biglietti online sulla piattaforma Boxol.it oppure ad Alghero, nella Tabaccheria D’Apello in via Alessandro Manzoni 40/D. Per informazioni e contatti è possibile rivolgersi ad [email protected].




pubblicati dalla Fondazione Alghero i primi bandi di concorso, per titoli ed esame, per la formazione delle graduatorie per l’assunzione di nuove unità di personale da inserire nel ruolo organico dell’ente a tempo indeterminato.

Si tratta delle prime figure, a cui ne seguiranno di nuove, in ottemperanza alla nuova pianta organica recentemente implementata. 

Un impiegato con funzioni amministrative (scadenza 3 agosto 2026) – II Area – livello B (ex II fascia – II livello) -; un impiegato con funzioni amministrative-contabili (ragioniere) – II Area – livello B (ex II fascia – II livello)- ; uno specialista esperto in area strutture e logistica – III Area – livello B (ex III fascia – II livello) -; un responsabile del Polo Museale (scadenza 10 agosto 2026) – III Area – livello B (ex III fascia – II livello).

Gli interessati dovranno inoltrare domanda di partecipazione esclusivamente per via telematica tramite il Portale unico del reclutamento (InPA), disponibile all’indirizzo www.InPA.gov.it previa registrazione. La registrazione è gratuita e può essere realizzata esclusivamente mediante i sistemi di identificazione SPID, CIE, CNS, elDAS. I relativi bandi di concorso, insieme a tutti i documenti necessari, sono pubblicati sul sito della Fondazione Alghero, sezione Avvisi e Bandi e sull’Amministrazione Trasparente.

Qui il link con tutti i bandi: https://www.fondazionealghero.it/avvisi-bandi/




Cabina primaria, ad Alghero esplode il caso politico: accuse, repliche e il nodo degli atti mancati-

Blackout, rete sotto pressione e un’opera considerata strategica finiscono al centro di uno scontro sempre più duro ad Alghero. Attorno alla cabina primaria “Alghero Sud” si confrontano due versioni opposte: da una parte chi accusa il Comune di aver fermato tutto, dall’altra chi respinge ogni addebito e sostiene che l’iter stia andando avanti con un nuovo progetto.

Sul tavolo, oltre alla polemica politica, c’è anche un documento della Provincia di Sassari che fotografa il passaggio più contestato della vicenda: il procedimento relativo a una precedente autorizzazione si è chiuso negativamente dopo che il Comune non si era ancora espresso sulla concessione della deroga urbanistica necessaria.

Il caso della nuova cabina primaria Enel ad Alghero si è trasformato in uno dei temi politici più caldi delle ultime settimane. Sullo sfondo ci sono i continui blackout che stanno creando disagi in città, con ripercussioni per famiglie, attività economiche e servizi essenziali. Al centro del confronto c’è un’infrastruttura ritenuta decisiva per rafforzare la rete elettrica urbana, ma attorno alla sua realizzazione si è acceso uno scontro frontale tra opposizione e maggioranza consiliare.

A sollevare con forza la questione è stato il consigliere comunale della Lega Michele Pais, che punta il dito contro l’amministrazione guidata da Raimondo Cacciotto. Secondo la sua ricostruzione, il Comune avrebbe bloccato un’opera strategica non portando la pratica all’esame del Consiglio comunale, che era il solo organo competente a pronunciarsi. Per Pais, il risultato di questo mancato passaggio sarebbe sotto gli occhi di tutti: ritardi accumulati, città esposta ai disservizi e responsabilità politiche che ora, a suo dire, andrebbero chiarite fino in fondo.

Il consigliere insiste soprattutto su un punto: la procedura, sostiene, si sarebbe arenata proprio nel momento in cui il Comune avrebbe dovuto completare l’atto di propria competenza. Nelle sue parole, la linea è netta e senza sfumature. “Il provvedimento conclusivo della Provincia è inequivocabile: il procedimento si è concluso negativamente esclusivamente perché il Comune di Alghero non ha perfezionato l’atto di propria competenza”. Da qui la richiesta di un’interrogazione urgente e, nell’ultimo intervento, anche la convocazione immediata di una commissione per esaminare tutti gli atti.

Pais collega direttamente questa vicenda ai disagi che la città sta vivendo. Parla di danni economici per le imprese, problemi per le famiglie e conseguenze che avrebbero toccato perfino l’ospedale. Il suo affondo non si ferma qui: contesta anche la tesi secondo cui vi sarebbero stati ostacoli legati alla destinazione urbanistica dell’area e chiede di fare piena luce su un eventuale cambio di localizzazione dell’opera, domandando chi lo abbia deciso, quando e sulla base di quali elaborati tecnici. Il cuore del suo messaggio politico resta racchiuso in un’accusa precisa: “La maggioranza mente. Subito una commissione. Dite la verità agli algheresi”.

Il documento pubblicato da Michele pais

La risposta della maggioranza è arrivata con toni altrettanto duri. I consiglieri che sostengono l’amministrazione respingono la ricostruzione di Pais e definiscono falsa e tendenziosa l’idea di un blocco imputabile al Comune. Nella loro versione, la vicenda andrebbe letta in modo più ampio, partendo da un precedente progetto che già nella passata consiliatura non avrebbe trovato le condizioni per andare avanti, anche per criticità paesaggistiche e perplessità legate alla localizzazione originaria.

Secondo la maggioranza, non sarebbe corretto attribuire all’attuale giunta la responsabilità del primo stop. Viene ricordato infatti che, già nel procedimento precedente, il Servizio tutela del paesaggio della Regione aveva rilevato criticità e suggerito di valutare una collocazione alternativa, preferibilmente in aree industriali o comunque già compromesse dal punto di vista infrastrutturale. Da qui la tesi politica della coalizione che governa la città: non un blocco, ma la prosecuzione di un percorso complesso, segnato da problemi emersi ben prima dell’attuale fase amministrativa.

L’elemento più importante portato dalla maggioranza riguarda però la nuova impostazione del progetto. La ricostruzione fornita dai consiglieri di maggioranza sostiene che, dall’inizio del mandato, il Comune abbia ripreso il confronto con E-Distribuzione e che nel frattempo sia stato presentato un nuovo intervento, con una diversa localizzazione, oggi vicino alla conclusione dell’iter autorizzativo davanti alla Città Metropolitana di Sassari. In questa lettura, dunque, la vicenda contestata da Pais riguarderebbe un passaggio superato, mentre l’opera starebbe procedendo su basi aggiornate e con un quadro amministrativo diverso.

In mezzo allo scontro politico ci sono però gli atti. Ed è proprio qui che il caso si fa più delicato. Nel provvedimento della Provincia di Sassari relativo al procedimento precedente si legge che, durante la conferenza di servizi, il Comune di Alghero aveva chiarito che l’intervento ricadeva in zona urbanistica E2 e che per poter usufruire del più favorevole indice volumetrico era necessaria l’espressione del Consiglio comunale, organo chiamato a pronunciarsi indipendentemente dal parere della conferenza. Nello stesso documento si dà atto che E-Distribuzione aveva presentato istanza al Consiglio per la deroga e che l’ufficio tecnico aveva comunicato di aver trasmesso la proposta di delibera al dirigente competente. Ma si legge anche che, successivamente, “ad oggi il Comune di Alghero non si è espresso in merito alla concessione di deroga” e che, per questo, non sussistevano i presupposti per autorizzare l’opera. Il procedimento viene quindi indicato come concluso negativamente.

Questo passaggio documentale è quello su cui Pais fonda il suo attacco politico. Ma nello stesso fascicolo emergono anche altri elementi che la maggioranza usa per contestare una lettura troppo semplificata della vicenda. Nelle pagine precedenti del provvedimento, infatti, viene richiamato il parere della Regione che segnalava il permanere di criticità paesaggistiche già espresse in precedenza, ritenendo non adeguatamente chiarita la conformità dell’intervento alle previsioni del piano paesaggistico. La conferenza asincrona, si legge, non era risultata risolutiva ed era stato necessario un successivo esame in modalità sincrona.

È proprio in questo incrocio tra piano urbanistico, passaggi consiliari e rilievi paesaggistici che si gioca la partita politica. L’opposizione mette l’accento sul mancato voto del Consiglio e sostiene che da lì derivi la chiusura negativa del procedimento. La maggioranza, invece, insiste sul fatto che il quadro fosse già problematico a monte e che il Comune non abbia mai espresso un diniego all’opera, limitandosi a rappresentare la necessità di un passaggio formale previsto dalla normativa.

Intanto il dibattito si sposta anche sul presente. La maggioranza afferma che oggi il procedimento davvero rilevante è un altro, legato a un nuovo progetto già arrivato alla fase conclusiva davanti alla Città Metropolitana. Secondo questa versione, la conferenza di servizi avrebbe già dato esito positivo e, una volta completate le prescrizioni tecniche richieste dagli enti competenti, si potrebbe arrivare al provvedimento autorizzativo finale e poi all’affidamento dei lavori. Un quadro che, se confermato, ridimensionerebbe il peso pratico dello scontro sull’iter precedente, ma non quello politico.

Pais, però, non arretra e rilancia. A suo giudizio resta da chiarire chi abbia deciso di abbandonare il vecchio progetto e perché tutto sia avvenuto, sostiene, senza un confronto pubblico vero in Consiglio comunale e nelle commissioni. Il consigliere chiede che si apra subito una fase di verifica politica e amministrativa, con l’esame completo di documenti, date, passaggi e responsabilità.

Alla fine, oltre alle accuse reciproche, resta un dato concreto: Alghero continua a convivere con una rete elettrica giudicata insufficiente rispetto al fabbisogno della città. Ed è proprio questo il punto che rende la vicenda particolarmente sensibile. Perché al di là della propaganda, delle repliche e delle letture contrapposte, il vero nodo per cittadini e imprese è capire quando questa infrastruttura verrà realizzata davvero e se il lungo scontro degli ultimi anni abbia rallentato, o soltanto complicato, una risposta che il territorio attende da tempo.




Cronaca di un Consiglio: Alghero tra Emergenze Urbane, Tensioni Burocratiche e lo Stallo Finale

L’Editoriale: Lo Stato della Città al 30 Giugno

La seduta del Consiglio Comunale del 30 giugno 2026 si è aperta sotto l’ombra di un paradosso istituzionale: l’assemblea si è riunita tra le mura di Villa Maria Pia, un luogo che il consigliere Cocco ha denunciato come “occupato senza titolo” nei giorni immediatamente precedenti alla delibera di concessione del 12 giugno. Questo velo di presunta irregolarità ha dato il tono a una seduta iniziata con 23 presenti, ma destinata a naufragare nel disinteresse. Come un analista attento non può ignorare, l’aula ha oscillato tra l’ordinaria amministrazione di una città turistica e una cronica incapacità di gestire la propria macchina burocratica. Le segnalazioni iniziali sono state il termometro di un malessere profondo, dove il decoro e la legalità non sono stati solo temi di dibattito, ma capi d’accusa contro una gestione che sembra arrancare dietro le proprie stesse scadenze.


Decoro e Sicurezza Urbana: Il Paradosso dei Monopattini e l’Inerzia sui Rifiuti

Per una città che punta sull’accoglienza internazionale, la sicurezza e l’igiene sono i primi biglietti da visita. Eppure, la discussione ha messo a nudo una realtà fatta di sanzioni e ritardi infrastrutturali che minano la competitività del territorio.

Dagli interventi dei consiglieri Pais, Caria e Cocco, emergono criticità sistemiche analizzate nei seguenti punti:

  • Il Paradosso del Casco e della Mobilità: Il servizio di noleggio monopattini è finito sotto accusa perché privo di caschetti, esponendo i turisti a sanzioni inevitabili. Il Sindaco ha risposto con una difesa che sa di resa: i caschi sono stati forniti ma decimati dai vandali. I dati 2026 parlano chiaro: 38 sanzioni elevate, spesso per guida in coppia o mancanza di protezione. La soluzione prospettata — la sostituzione dei monopattini con le biciclette — appare più come un ritiro strategico che come una risoluzione del problema sicurezza.
  • Igiene Urbana e il Fallimento dei Sei Mesi: Nonostante l’avvio del nuovo appalto, la città sconta l’incapacità del gestore di raggiungere il pieno regime entro il termine contrattuale di sei mesi. Il simbolo di questa stasi sono i “cestini intelligenti” PNRR: mentre i B&B soffrono per la mancanza di mastelli (alimentando l’abbandono di rifiuti non conformi), le isole ecologiche smart restano ferme a Galboneddu per “criticità tecniche”.
  • Blackout e Infrastrutture Energetiche: Il centro storico continua a subire interruzioni elettriche nei weekend di picco. Sebbene il Sindaco citi un piano Enel da 12 milioni di euro per una nuova cabina primaria, l’incapacità di individuare spazi idonei nel cuore della città suggerisce un conflitto irrisolto tra tutela del suolo e necessità di potenziamento tecnologico.

Analisi “So What?” Dalle strade del centro ai registri dei servizi sociali, il filo conduttore è lo scollamento tra programmazione e realtà. La scelta di “tornare alla bicicletta” e l’accumulo di hardware tecnologico (cestini smart) mai attivato rivelano un’amministrazione che acquista innovazione ma non possiede la competenza burocratica per metterla a terra, declassando l’offerta turistica di Alghero rispetto ai competitor mediterranei.


Politiche Sociali: Il Fondo Affitti tra Successo Finanziario e Omissioni Tecniche

In un mercato immobiliare teso dai canoni turistici, i sussidi alla locazione sono la barriera che impedisce l’espulsione delle fasce deboli. Il caso sollevato dal consigliere Cocco riguardo alla mancata applicazione dell’incremento ISE del 25% per disabili e anziani evidenzia una gestione che privilegia la semplificazione amministrativa rispetto alla tutela sartoriale dei vulnerabili.

Anno Domande Pervenute Domande Accolte Fondi RAS Stanziati (€) Contributo Medio (€)
2021 500 482 879.537,79 1.824,77
2022 643 575 1.194.203,96 2.076,88
2023 740 646 528.000,00 817,96
2024 665 645 1.152.733,00 1.787,18
2025 739 707 2.055.658,89 2.900,38

L’Analisi Tecnica: L’assessora Salaris ha ammesso che l’omissione dell’incremento ISE è stata una scelta dettata dalla “complessità dell’istruttoria”. Sebbene il fondo record di oltre 2 milioni di euro abbia permesso di coprire il 100% del fabbisogno quest’anno, l’analista deve notare come questa “semplificazione” abbia rischiato di escludere nuclei familiari situati appena sopra la soglia minima, corretta solo ex-post dopo la pressione dell’opposizione.


La Macchina Amministrativa: Errori Matematici e Tensioni Sindacali

Il cuore del malessere algherese risiede nella gestione del personale e nella trasparenza. Due fronti caldi testimoniano una “approssimazione” che sfocia nel grottesco.

  1. Progressioni Verticali: Il concorso interno è stato sospeso per errori tecnici imbarazzanti. La Segretaria Generale ha ammesso che “la matematica non è un’opinione”: la sommatoria dei punteggi per i titoli (master, lauree, corsi) superava il tetto massimo di 20 punti previsto dal regolamento, creando una sproporzione valutativa insostenibile. A ciò si aggiunge una frizione sindacale evidente: all’incontro decisivo del 18 giugno erano presenti solo 5 componenti RSU su 12, un segnale di sfiducia che l’amministrazione non può ignorare.
  2. Accesso agli Atti: Mentre il Sindaco rivendica un tempo medio di risposta di 5,63 giorni nel 2026 (un miglioramento del 65%), la polemica politica resta accesa. Il Sindaco ha tentato di minimizzare i ritardi attuali citando il proprio “calvario” durante la precedente amministrazione, quando attese “5 anni più 2” per una risposta.

Innovazione nel PAO 2026: Nel tentativo di arginare l’inerzia, l’amministrazione ha inserito il “rispetto dei tempi di riscontro alle istanze dei consiglieri” come obiettivo trasversale. Il mancato raggiungimento peserà direttamente sulla retribuzione di risultato dei dirigenti, istituzionalizzando la sanzione per il ritardo burocratico.


Risorsa Idrica e Sovranità Alimentare

L’allarme lanciato dalle associazioni di categoria sulla diga del Cuga ha evidenziato un preoccupante “information gap” nell’ufficio del Sindaco, il quale ha inizialmente ammesso di non aver visto le segnalazioni, per poi rassicurare l’aula: “nessun agricoltore rimarrà senza acqua”.

Sul fronte della tutela del prodotto, il Consiglio ha trasformato una risoluzione unanime in un atto deliberativo formale (punto 62) su pressione delle lobby agricole. L’obiettivo è spingere l’UE a escludere i prodotti agricoli dall’Art. 60 del Codice Doganale, sostituendo il criterio dell’ultima trasformazione con l’obbligo di indicazione dell’origine geografica, a difesa della trasparenza per i consumatori sardi.


L’Epilogo: Il Crollo Tecnico e Politico

La seduta è deflagrata sul punto 63, relativo alla concessione Medea per la rete del gas. Il consigliere Peru, in veste di whistleblower tecnico, ha smascherato un atto amministrativo ai limiti dell’illegittimità: la delibera conteneva errori materiali fatali nei mappali catastali (confusione tra i mappali 957, 1497, 1500 e 1501), arrivando al paradosso di concedere una servitù su un mappale (1500) che l’atto stesso dichiarava accorpato e trasformato in un altro (1501).

Il momento di massima tensione si è toccato quando la Segretaria Generale ha tentato di spingere per una votazione “sulla fiducia”, scatenando la rivolta del consigliere Pais e la successiva sospensione. Al rientro, l’emorragia di consiglieri è stata totale: dai 23 iniziali si è passati a 9, per poi chiudere con soli 4 presenti al secondo appello.

Analisi Finale La caduta del numero legale non è stata un incidente di percorso, ma l’esito naturale di una “administrative sloppiness” (trascuratezza amministrativa) che ha logorato la pazienza dell’aula. Una maggioranza che non garantisce i numeri su una delibera viziata da errori catastali elementari dimostra una fragilità politica preoccupante. Per Alghero, la sfida non è solo politica, ma di rigore tecnico: senza una burocrazia capace di distinguere tra un mappale e l’altro, ogni ambizione di sviluppo resterà sepolta sotto le macerie dello stallo amministrativo.




No alla cultura del rifiuto verso il turismo: ad Alghero si alimenta un clima pericoloso e irresponsabile

Guardo con forte preoccupazione ai volantini comparsi ad Alghero che annunciano un corteo accompagnato dallo slogan “Tourists Get Out”, un messaggio già di per sé grave, ma reso ancora più inquietante dai contenuti che lo accompagnano.

Nel manifesto si mette infatti sullo stesso piano il turismo di massa, la gentrificazione, la mafia e addirittura il cosiddetto “turismo sionista”, in una miscela ideologica tanto confusa quanto pericolosa che finisce per attribuire al turismo una responsabilità indistinta per fenomeni sociali, economici e perfino criminali tra loro profondamente diversi.

Da Responsabile regionale del Dipartimento Turismo di Fratelli d’Italia Sardegna ritengo questa impostazione profondamente sbagliata.

Si può discutere, ed è giusto farlo, di come governare i flussi turistici, di sostenibilità urbana, di accesso alla casa, di tutela delle comunità residenti e di modelli di sviluppo più equilibrati. Ma qui non siamo davanti a una riflessione seria sul futuro del turismo.

Qui siamo davanti a una narrazione ideologica che individua nel turismo il capro espiatorio di ogni problema contemporaneo, arrivando persino ad accostarlo a fenomeni gravissimi come la criminalità organizzata o a questioni geopolitiche internazionali, in un cortocircuito culturale che ha un unico effetto: alimentare ostilità verso chi visita i nostri territori e verso chi dal turismo trae lavoro, reddito e opportunità.

È un messaggio irresponsabile soprattutto in una regione come la Sardegna, dove il turismo rappresenta uno dei principali motori economici e garantisce occupazione diretta e indiretta a migliaia di famiglie.

Ancora più grave è constatare come in questi anni si sia progressivamente diffuso, anche in alcuni ambienti politici e amministrativi, un atteggiamento di crescente ostilità verso il turismo, verso l’accoglienza, verso chi investe nel settore ricettivo e verso un comparto che invece andrebbe governato con intelligenza e non demonizzato per convenienza ideologica.

La Sardegna ha bisogno di regole, programmazione e qualità dell’offerta. Non di campagne di odio contro i turisti.

E allora la domanda finale credo debba essere rivolta soprattutto a quegli amministratori pubblici che condividono, legittimano o alimentano questo clima culturale: se davvero considerate il turismo un problema al punto da accostarlo alla mafia, alla speculazione e persino a conflitti ideologici internazionali, siete pronti a dire con altrettanta chiarezza ai cittadini sardi — a chi lavora negli hotel, nei ristoranti, nei trasporti, nelle case vacanza, nel commercio e nei servizi — quale alternativa economica concreta proponete per sostituire uno dei pochi settori che oggi garantisce benessere e futuro alla nostra isola?

Marco Di Gangi

Responsabile Regionale Dipartimento Turismo Sardegna
Fratelli d’Italia