La lettera depositata in Comune e in Meta, nella quale l’assessore Marco Di Gangi attacca frontalmente Andrea Delogu, presidente della Fondazione, è tutto tranne che un fulmine a ciel sereno. Che i rapporti tra assessore e presidente fossero tesi da tempo lo sapevano tutti e ovviamente primariamente lo sapeva il sindaco Conoci. Come al solito però, durante questi due anni di scontri più o meno aspri, Conoci aveva scelto di restare fermo, immobile, mentre tra i due uomini che hanno in mano la programmazione turistica della città di Alghero si svolgeva un continuo spettacolo di dispetti e sgambetti, di stanze contese e di atti divergenti.Ovviamente da questa strategia del Sindaco, che, da sempre alla ricerca dell’invisibilità – per dirla col gergo della pesca – preferisce la tecnica della lenza morta alla pesca a strappo, con parti della sua maggioranza che si scontrano ferocemente senza mai intervenire, lo sconfitto più grande è il governo della città. O meglio la città senza governo. Chi ha pesantemente pagato questi due anni di scontri tra assessore e fondazione, per esempio, è stata la programmazione turistica di Alghero, che ha subito continui contraccolpi fino all’incredibile “buco” del bando delle città creative Unesco, dove Alghero, grazie all’ennesimo corto-circuito tra assessorato e fondazione, ha rinunciato a partecipare.Ora al di là dei loro problemi politici (è evidente che una coabitazione tra Di Gangi e Delogu non è più ipotizzabile, non solo per questioni statutarie o giuridiche) che non ci appassionano, restano da chiarire proprio i problemi di natura legale. Aspettiamo di capire dagli organi deputati (Segretaria generale, dirigenti anticorruzione, sindaci della fondazione…) se la denuncia dell’assessore risulti fondata. In tal caso è chiaro che ne discenderebbe la nullità di tutti gli atti della Fondazione e l’ennesimo disastro della stagione Conoci, che a quel punto piuttosto che scegliere fra Di Gangi e Delogu, farebbe bene a rimuovere se stesso. In autotutela.
Gabriella Esposito Mario Bruno Pietro Sartore Raimondo Cacciotto Ornella Piras Valdo Di Nolfo Beniamino Pirisi
AGGIORNAMENTO DATI COVID AD ALGHERO
Alghero, 26 luglio 2021 – I dati comunicati dall’Ats, oggi, 26 luglio, relativi all’andamento dei contagi ad Alghero sono i seguenti: Positivi totali 72 (+3); i nuovi positivi sono 24, i guariti sono 21. Nessun ospedalizzato, i soggetti in quarantena sono 92 (+20)
PREVENZIONE – AD ALGHERO LA CAROVANA PER ESAMI DIAGNOSTICI
Alghero, 26 luglio 2021 – La Carovana della Prevenzione fa tappa ad Alghero. Da stamattina e fino alle 16,30, in Piazza Pino Piras vengono svolte visite ed esami diagnostici per la prevenzione dei tumori del seno e tumori ginecologici. L’iniziativa alla quale il Comune di Alghero partecipa con l’Assessorato ai Servizi Sociali, rientra nel programma nazionale itinerante di promozione della salute femminile. Le tappe rientrano nel progetto “Mater & Komen 6 mesi in rosa” organizzate dalla Susan G. Komen Italia, e Mater Olbia Hospital, con la collaborazione della Caritas Diocesi Alghero – Bosa. Nelle unità mobili, vengono offerte visite gratuite senologiche, ecografie, mammografie, ecografie pelviche, transvaginali, visite ginecologiche e pap test, soprattutto alle donne che hanno più difficoltà di accesso alla prevenzione per motivi socio economici e non sono inserite nelle liste di screening della Regione Sardegna. La Carovana della Prevenzione da ottobre 2017 ha già offerto gratuitamente con le sue 4 Unità Mobili più di 33.000 prestazioni mediche ai territori e alle comunità più in difficoltà e verrà ulteriormente accelerato. Entro la fine dell’anno saranno organizzate 50 giornate aggiuntive per offrire a più di 2.500 donne esami gratuiti per la diagnosi precoce dei tumori del seno e ginecologici nelle aree dove la prevenzione è rimasta più indietro.
Per info e prenotazioni : 366 6106449
Alghero, “Mediterranea. Culture, scambi, passaggi”, ottimo bilancio per la prima edizione del festival curato dall’Associazione Editori Sardi
ALGHERO. Dopo cinque intense giornate di appuntamenti di straordinario fascino e partecipazione, tra incontri con autori, concerti, reading e molto di più, il festival letterario “Mediterranea. Culture, scambi, passaggi” curato dall’AES ha concluso ad Alghero con successo l’edizione inaugurale, mettendone bene in luce l’anima cosmopolita.
Le iniziative di promozione della lettura hanno rianimato gli spazi dell’Ex Mercato Civico con forte adesione di pubblico, consegnando al mezzo del libro lo straordinario ruolo di catalizzatore di aspetti culturali, letterari e paesaggistici: dal mito alla poesia, dall’archeologia all’osservazione astronomica, dalla musica ricca di contaminazioni alle canzoni del Sabir, scrutando nel tempo e nello spazio attraverso lo sguardo degli autori arabi e di grandi letterati del passato come Dante, Petrarca e Boccaccio, nei quali il limite geografico del nostro mare è superato da quello letterario.
«Un successo che ci spinge a guardare con fiducia e positività verso la costruzione di un percorso condiviso ed esteso ad un’ampia rete di attori, all’insegna dei libri, della lettura, dell’arte, della cooperazione e degli scambi culturali – afferma Simonetta Castia, presidente AES e curatrice della manifestazione –. Già da oggi possiamo guardare a importanti e prestigiose richieste di partenariato, che sono di per se stesse la prova dell’efficacia e validità di un’iniziativa che mira a creare integrazione tra le comunità del Mediterraneo».
Questa prima fase della kermesse è stata in grado di tratteggiare l’evoluzione millenaria della storia mediterranea e di recuperare quella comune matrice di contaminazioni e passaggi che ha plasmato culture, tradizioni e civiltà, senza trascurare le tematiche della salvaguardia dell’ambiente e della fauna marina che hanno caratterizzato la serata conclusiva con ospiti d’eccezione come Egidio Trainito e Giulia Mo. Non c’è più tempo per stare a guardare. Occorre una rivoluzione ecologica che sia soprattutto culturale, per evitare che i cambiamenti in atto siano irreversibili, ha affermato Trainito, che assieme al giornalista Salvatore Taras ha presentato “Ambiente marino della Sardegna”, riedizione aggiornata a cura de Il Maestrale della celebre opera di oltre venti anni fa, in cui si evidenziano i mutamenti del clima attraverso le trasformazioni dei fondali marini dell’isola. L’autore ha raccontato aneddoti e testimonianze di questo suo affascinante lavoro, che lo ha portato tra l’altro a svolgere il ruolo di consulente e poi autore di Lineablu su Rai1. Dalla comparsa di specie aliene alla sparizione di rare varietà autoctone come la Pinna nobilis, la serata ha lasciato spazio a un tema che fa ben sperare per le future generazioni, quello del ritorno della foca monaca.
Occasione per riscoprire questo raro esemplare della fauna marina è stata la presentazione del fortunato libro “Tottoi” di Gianni Padoan nella riedizione Taphros. In presenza del direttore editoriale Dario Maiore si è sviluppato un incontro a più voci con Trainito, Mo e Giuseppe Pisanu (direttore del Museo archeologico di Dorgali) il cui zio, Francesco, fu l’accompagnatore di Padoan nei luoghi frequentati dalle foche, per diventare l’amico del giovane Tottoi all’interno del romanzo. Giulia Mo, ricercatrice Ispra e responsabile del progetto di studio sulla foca monaca, ha illustrato ampiamente lo stato di salute di questa specie così rara, arrivata a circa settecento esemplari stimati in tutto il Mediterraneo, con un’espansione sulle coste della Siria, del Libano, di Israele, Albania e Monte Negro. Solo trent’anni fa sembrava avviarsi all’estinzione con 350 esemplari stimati. Mo ha rivolto un appello affinché gli avvistamenti siano segnalati prontamente all’Ispra, in modo da avviare le adeguate attività di monitoraggio e salvaguardia delle nuove colonie.
Un finale in bellezza non poteva che essere suggellato dall’abbraccio tra editoria, cinema e ambiente, in un tributo a “La grande strada azzurra” di Gillo Pontecorvo, pellicola del 1957 a colori tratta dal romanzo “Squarciò” (Feltrinelli) di Franco Solinas. La proiezione del film capolavoro del neorealismo italiano è stata introdotta da un ricordo di Maiore alla riscoperta della figura di Solinas e in relazione al partenariato con il festival “La valigia dell’attore”.
Il prossimo appuntamento del festival sarà il 27 luglio alle 20 alla Libreria Cyrano di Alghero, dove in partenariato con “Florinas in giallo”, Paolo Carta, curatoredella recentissima riedizione critica di “Banditismo in Sardegna” dialogherà di “Mistica della sardità” con Alessandra Pigliaru (Il Maestrale) per riscoprire un classico della letteratura giuridica che ha il suo incipit ne “La vendetta barbaricina”.
Il concetto di vendetta, che nella visione ormai classica appare come un dovere e un obbligo sociale posto dalla comunità e sancito da una tradizione, ha però un’origine di tipo sacrificale, quasi d’ordine «mistico», se non religioso. Il volume si arricchisce ora di curiosità, carte inedite, tagli e appunti, schizzi e riflessioni che colgono aspetti specifici dell’insularità nei suoi risvolti esistenziali, per ampliare lo sguardo dal Nuorese verso la storia dell’intera isola.
“Mediterranea. Culture, scambi, passaggi” è organizzato dall’AES con il patrocinio di Regione Sardegna, Comune di Alghero, Fondazione Alghero e Fondazione di Sardegna, in partenariato con Florinas in giallo, la Libreria Cyrano e un nutrito parterre di istituzioni e imprese di rilevanza regionale, nazionale e internazionale.
NASCE IL NUCLEO SOMMOZZATORI DEL PORTO DI ALGHERO
Al via le attività del neonato gruppo di Operatori Tecnici Subacquei che fa capo al Consorzio Porto di Alghero Il porto di Alghero ha un proprio nucleo sommozzatori. Il neonato gruppo di Operatori Tecnici Subacquei, che fa capo al Consorzio del Porto, è stato costituito dalla società Formar di cui fanno parte Aquatica e One. Un pronto intervento subacqueo stabile, alla pari delle più importanti realtà portuali nazionali, indispensabile e utile sia per le attività minori che per gli interventi più importanti, come richiesto anche dagli stessi enti, concessionari e club che gestiscono il principale approdo della Riviera del Corallo. Il nucleo di sub autorizzati inizialmente sarà composto da sette unità, dotato di attrezzature e mezzi abilitati, e sarà destinato ad ampliarsi viste le crescenti necessità nello scalo marittimo. Infatti sono sempre più numerosi gli interventi, soprattutto in alta stagione, azioni che riguardano anche la baia di Porto Conte dove è presente una sede operativa del nucleo oltre a quella allestita nei locali del Consorzio del Porto di Alghero all’interno dello stabile presente all’ingresso del molo Lo Frasso. “Uno strumento indispensabile per far aumentare i servizi a disposizione del porto di Alghero e dei diportisti che frequentano le nostre coste e dunque la qualità del porto stesso che diviene sempre più un approdo turistico di caratura internazionale”, commentano dal Consorzio presieduto da Giancarlo Piras.
La Siria poetica di Asmae Dachan commuove il pubblico del festival letterario
Presentazione di “Non c’è il mare ad Aleppo” con Asmae Dachan e Salvatore Taras
ALGHERO. Il cielo stellato sul nuraghe Palmavera, una notte d’estate di un festival letterario e una luna splendente che rischiara le suggestive mura dell’antica area archeologia. Ingredienti irresistibili per i tanti appassionati di archeoastronomia, che domenica sono accorsi in gran numero all’evento “E quindi uscimmo a riveder le stelle”, lo speciale appuntamento della kermesse “Mediterranea. Culture, scambi, passaggi” curato dall’Associazione Editori sardi. Prima edizione di un festival che dal 15 luglio sta impreziosendo le serate di Alghero attraverso iniziative letterarie, incontri con autori, reading e spettacoli di successo.
I collegamenti tra la cosmologia dantesca e la volta celeste hanno rapito il pubblico numeroso, che a fine serata ha potuto osservare la bellezza degli astri e le forme dettagliate dei crateri lunari, scrutando dall’obiettivo dei potenti telescopi messi a disposizione dalla Società Astronomica Turritana.
Ad accompagnare gli spettatori in questo seducente viaggio astrale, è stato il fisico e noto divulgatore scientifico Gian Nicola Cabizza, autore de “Lo Zodiaco nella Divina Commedia”, un’agile e sintetica edizione dell’“Atlante astronomico della Divina Commedia”, edita da Mediando.
Osservazione astronomica al nuraghe Palmavera
Cabizza ha inoltre presentato su maxischermo l’adattamento flat di un video dedicato alla “Cosmografia dantesca”, da lui realizzato insieme a Nicola Bonomo in omaggio ai settecento anni dalla morte di Dante. La versione originale progettata per essere mostrata a tutta cupola, ha ricevuto il primo premio per il miglior video per planetari dell’anno, conferito dalla giuria dell’Associazione Planetari italiani.
I saluti di apertura di Gabriella Gasperetti, archeologa della Soprintendenza, hanno dato l’input all’archeologo Luca Doro per approfondire le peculiarità del complesso megalitico, e introdurre alle più recenti scoperte archeo-astronomiche realizzate da Aristeo e SAT, il cui presidente, Michele Forteleoni, ne ha illustrato le risultanze preliminari.
Tra gli incontri con gli autori, a commuovere il pubblico all’Ex Mercato Civico è stata invece Asmae Dachan con la sua silloge poetica “Non c’è il mare ad Aleppo”. L’autrice italo-siriana si è confrontata con il giornalista Salvatore Taras per aprire uno squarcio di luce sui più profondi e drammatici aspetti della guerra in Siria, un conflitto che si protrae ormai da undici anni. Il tema dei bambini soldato, la questione delle donne violate, i bombardamenti sui civili, le stragi e tante altre realtà della guerra sono state affrontate mediandone la tragicità attraverso il linguaggio delicato della poesia, senza mai privare di un pizzico di speranza la visione del futuro. La scrittrice e pluripremiata giornalista si è detta stupita dalla bellezza di Alghero, le cui antiche mura le hanno ricordato proprio Aleppo, la città d’origine della sua famiglia, che ora vive ad Ancona. Il percorso culturale del festival si è poi addentrato nel filone letterario dedicato all’ambiente, alla bellezza e alla storia del paesaggio e alla sostenibilità ambientale.
Un libro uguale un albero, sarebbe il caso di dire per il bel volume fotografico “Attaccati alle radici”, presentato dal fotoreporter ed editore Enrico Spanu insieme al giornalista Lello Caravano. È uno scrigno di spettacolari immagini degli alberi monumentali dell’isola, con la scelta inusuale e coraggiosa di pubblicarle in bianco e nero, corredate da storie e leggende inerenti ogni singolo monumento verde. Il progetto prevede la piantumazione di un albero per ogni singola copia stampata. Un’iniziativa tanto apprezzata dal celebre musicista Peter Gabriel, che ha voluto scrivere di proprio pugno la prefazione dell’opera.
Presentazione di “Attaccati alle radici” con Lello Caravano ed Enrico Spanu
Alghero, ancora un successo per il festival letterario con la letteratura araba, il mare di Dante e i canti del Sabir
Un momento della serata
Alghero. Ancora un successo per il festival letterario “Mediterranea. Culture, scambi, passaggi” curato dall’AES, che sabato all’Ex mercato civico di Alghero ha messo a segno un’altra serata molto partecipata, dedicata alla scoperta della letteratura araba, al Mediterraneo letterario di Dante e infine a un applauditissimo concerto acustico della Banda Ikona, che ha saputo combinare ed esaltare in musica le più straordinarie ricchezze culturali dei diversi popoli che si affacciano sul nostro mare.
L’universo della letteratura araba è complesso e variegato, e fino al 1988, quando lo scrittore egiziano Nagib Mahfuz vinse il premio Nobel, era del tutto trascurato dall’editoria europea. Da allora la tendenza è mutata ma sono spesso le case editrici indipendenti a fare la differenza. Un esempio è quello della Ilisso, che attraverso la voce dell’editor Bastiana Madau, ha presentato sul palcoscenico del festival la collana di narrativa internazionale “Contemporanei/Scrittori del mondo”, intrapresa dalla casa editrice nuorese allo scopo di far conoscere le letterature dell’altra sponda del mare, nelle traduzioni di autori giordani, egiziani, palestinesi e siriani. Come hanno sentitamente approfondito le traduttrici e docenti Isabella Camera d’Afflitto e Maria Avino, queste letterature rispecchiano spesso la realtà del proprio paese, trattano di condizioni molto dure, di guerre e afflizioni, ma vedono il Mediterraneo come un luogo di scambio e di positive contaminazioni reciproche con il continente europeo. Nella collana sono inseriti autori quali Marzùq di Ar-Rahman Munif ‘Abd, Radwa Ashur e Sahar Khalifa.
La presentazione Ilisso sulla collana di letteratura araba
Dopo un così denso excursus nella letteratura araba, ci sarebbe da chiedersi in quale misura la figura di Dante riesca ancora a incuriosire il pubblico di un evento letterario. A giudicare dall’interesse degli spettatori di Alghero, sembrerebbe proprio di sì. Ricchissima di spunti, di informazioni e di aspetti critici, la presentazione de “Il Mare salato” di Roberta Morosini in un ampio confronto con Alessandro Marongiu, è stata un’immersione a tutto tondo negli scritti del sommo poeta e in quelli di Boccaccio e Petrarca, quasi che questi tre autori del passato riescano a parlarci ancora oggi di ciò che succede nel Mediterraneo. Come ha spiegato l’autrice, docente di Letteratura Italiana alla Wake Forest University, il titolo rispecchia il modo in cui i greci chiamavano il mare, un riferimento alla sapidità corrosiva che porta via la dignità e l’identità, soprattutto per le donne, molte delle quali erano, e sono, vendute come schiave, scambiate e prostituite. L’opera di Dante è stata definita “acquorea”, densa di un forte simbolismo marinaresco, che esplicita non solo le straordinarie conoscenze del Poeta riguardo al linguaggio nautico, ma anche ai più minuti aspetti geografici.
Roberta Morosini e Alessandro Marongiu
Uno spettacolo memorabile è stato offerto infine dall’esibizione della Banda Ikona, nella straordinaria formazione a trio finalista al Premio Tenco 2021. Il gruppo ha letteralmente mandato in visibilio il pubblico con un repertorio tratto dall’album “Mediterraneo ostinato”, i cui testi sono stati scritti per la maggior parte in Sabir, la lingua dei marinai e della gente che viveva i porti e il mare per potersi comprendere in ogni luogo del Mediterraneo.
Brani di grande orecchiabilità interpretati dalla stupenda voce di Barbara Eramo e dal polistrumentista Stefano Saletti con il contrappunto delle percussioni di Giovanni Lo cascio, che hanno prodotto una fusione di timbri e note richiamanti ogni parte del mare, tra il suono del bouzouki greco, l’oud arabo, la chitarra europea, il darbuka arabo e il cajon. Dai brani originali come “Lampedusa andata” (un canto della speranza in lingua swahili) fino alle cover di “Alì dagli occhi azzurri” di Pasolini, gli Ikona hanno salutato il festival coinvolgendo il pubblico di Alghero in un trascinante motivo catalano, “L’estaca” di Lluis Llach, un brano universale di resistenza contro ogni forma di guerra e sopraffazione.
La Banda Ikona in concerto
Alghero, lunedì “Mediterranea. Culture, scambi, passaggi” incontra “La grande strada azzurra”
ALGHERO. Il festival letterario “Mediterranea. Culture, scambi, passaggi” curato dall’AES conclude lunedì la sua prima tranche di appuntamenti, dedicando la serata ai temi che, attraverso l’impareggiabile mezzo del libro, condurranno il pubblico verso argomenti di forte attualità come la salvaguardia del paesaggio e dell’ecosistema, la tutela della fauna a rischio estinzione e la sostenibilità ambientale. Un leitmotiv che il 19 luglio all’Ex Mercato Civico di Alghero traghetterà verso un finale cinematografico alla riscoperta di Gillo Pontecorvo e del suo film “La grande strada azzurra”.
Alle 19 Egidio Trainito illustrerà il volume “Ambiente marino della Sardegna”, edito da Il Maestrale. Il filo conduttore di questo splendido racconto fotografico delle coste e del mare della Sardegna, è il cambiamento che riguarda la storia, la geologia e gli ambienti sommersi. Insieme al giornalista Salvatore Taras, l’autore esporrà le trasformazioni dei fondali marini mediterranei della Sardegna in trent’anni di cambiamenti climatici. Il volume è la riedizione riveduta e corretta della celebre opera di Trainito.
Alle 20 Giuseppe Pisanu, assieme a Trainito e Giulia Mo, ricercatrice Ispra responsabile del progetto di ricerca sulla foca monaca, e massima esperta in materia a livello nazionale, presenta “Tottoi”, la riedizione Taphros editore del bestseller degli anni Ottanta che descrive il salvataggio di un cucciolo di foca monaca nelle grotte del Bue marino. Pisanu, che è direttore del Museo archeologico di Dorgali e curatore dell’opera, scritta da Gianni Padoan, parlerà del successo di questo volume tradotto in varie lingue, che è riuscito a vendere oltre un milione di copie. Il libro ha ispirato l’omonimo film d’animazione di Norifumi Kiozumi prodotto dalla Nippon Animation.
“La grande strada azzurra” di Gillo Pontecorvo sarà proiettato infine alle 21, sempre negli spazi dell’ex mercato in collaborazione con la Cineteca Sarda e introduzione di Dario Maiore. La pellicola del 1957 racconta la storia di un pescatore Maddalenino che fa uso di bombe per pescare pesci, e dopo aver acquistato una barca finisce per inimicarsi i compaesani. Il film, interpretato da Alida Valli e Yves Montand, con un giovane Mario Girotti (il futuro Terence Hill), è tratto dal romanzo Squarci (Feltrinelli) di Franco Solinas, sceneggiatore e scrittore italiano, autore dei film La battaglia di Algeri, Queimada e Kap di Gillo Pontecorvo, Qui nsabe? di Damiano Damiani, L’amerikano di Costa-Gavras e Mr. Klein di Joseph Losey. A lui è dedicato il Premio Solinas per la miglior sceneggiatura italiana inedita, ideato e fondato nel 1985 da Felice Laudadio e Gian Maria Volonté.
In partenariato con “Florinas in giallo” il festival proseguirà il 27 luglio alle 20 alla Libreria Cyrano di Alghero per l’evento “Mistica della sardità”, in cui Paolo Carta con Alessandra Pigliaru introdurranno alla lettura della recentissima riedizione critica del “Banditismo in Sardegna”, pubblicata da Il Maestrale. Sarà presente per la famiglia Francesco Pigliaru.
Alghero, “Così arriviamo al riconoscimento Unesco”
ALGHERO. L’archeologia sarda sogna l’Unesco. Un obiettivo che sembra sempre più a portata di mano. Ma necessità di tanto lavoro, risorse e sinergia tra le professionalità che si spendono convintamente per portare l’iter a buon fine, per un ritorno che in termini di promozione dell’isola potrebbe davvero fare la differenza.
Una grande opportunità non priva di problematiche, che alcuni tra i massimi esperti del settore hanno messo sul piatto della bilancia offerto dal palcoscenico del festival letterario “Mediterranea” di Alghero, curato dall’AES, in collaborazione con Carlo Delfino e Condaghes. Un incontro nel quale Giuseppa Tanda, Marco Di Gangi, Bruno Billeci e Giorgio Murru hanno presentato il delicatissimo percorso intrapreso, incalzati dalle domande del giornalista Beppe Boni, condirettore del Resto del Carlino.
Il percorso porterà, si spera entro un anno, a presentare il dossier completo per riconoscere come patrimonio dell’umanità Unesco trentacinque siti preistorici sardi, altamente rappresentativi delle varie categorie di monumenti. Non solo domus de janas, ha spiegato l’archeologa Giuseppa Tanda, che coordina i lavori. L’iniziativa gode dell’appoggio di una rete di sessantatré comuni, con capofila Alghero, che come ha affermato l’assessore alla Cultura Marco Di Gangi, mentre il Soprintendente per le Province di Sassari e Nuoro, Bruno Billeci, le opportunità devono essere paritetiche anche per tutti i siti che non godono dei riflettori. L’idea di fare sistema riguarda anche i Musei. Un esempio di successo è quello di Laconi sulla statuaria preistorica della Sardegna, illustrato dal direttore Giorgio Murru, che è riuscito a creare una rete di tredici comuni nazionali di cui Laconi è capofila.
A introdurre temi di così alto spessore è stata la presentazione del fascinoso volume “Janas. S’Incantu” (Alfa Editrice) dedicato alle mitiche fate che popolavano le “case” scavate nelle rocce. Un libro graziosamente illustrato, nato dall’idea dell’autrice Sabrina Barlini di tramandare ai piccoli e non solo il ricordo di questi esseri mitici, ereditati dalla nostra tradizione culturale. Il lavoro ha coinvolto il paese di Sorradile, sia per l’esistenza di bellissime domus de janas, sia per la presenza di numerosi centenari, che rappresentano il simbolo della memoria per eccellenza.
Il risultato di questa sfida, ha spiegato l’autrice assieme all’archeologa Pierangela De Frassu, è stato quello di recuperare la giusta proporzione tra il sogno e la realtà. La voce seducente di Isella Orchis ha dato corpo alle suggestive letture accompagnate dalle note della chitarra di Alberto Balia, dando colori a un sentimento che investe tutta la natura. Un richiamo a un tempo in cui con la natura si viveva in armonia, e quindi un invito ai bambini a trattare la natura con rispetto. Grande successo a fine serata per il concerto “Migrans” di Gavino Murgia e Marcello Peghin, che tra gli applausi di un pubblico numeroso hanno saputo coniugare esperienze musicali, sonorità mediterranee, note classiche e fraseggi jazz dai quali è emersa una spiccata impronta sarda del tutto originale. Il forte affiatamento tra i musicisti ha liberato le note di un repertorio policromo, un mix strumentale perfettamente integrato tra la chitarra di Peghin e il sax di Murgia, il quale è riuscito ad amalgamare al contesto timbri vocali ereditati dalla tradizione dei tenores, per un effetto musicale dalla grande forza evocativa.
“Mediterranea” esordisce con successo ad Alghero
Marco Di Gangi, Mario Conoci e Simonetta Castia
ALGHERO. Le antiche mitologie del Mediterraneo mostrano come greci, fenici, cartaginesi e romani avessero una profonda conoscenza della Sardegna e come ad essa guardassero con grande stupore. La prolusione di Attilio Mastino sui collegamenti tra l’isola e le altre civiltà antiche del Mediterraneo, rivisitate attraverso la forza evocativa del mito, ha dato avvio con successo al festival letterario “Mediterranea. Culture, scambi, passaggi”, che sotto la direzione dell’AES, per cinque giornate proporrà iniziative letterarie, incontri con autori, reading e spettacoli negli spazi dell’Ex mercato civico di Alghero.
«Spazi che finalmente ritornano a vivere grazie alla cultura», ha affermato il sindaco Mario Conoci, nel saluto d’apertura al fianco della presidente AES Simonetta Castia e dell’assessore alla Cultura, Marco Di Gangi, che ha specificato come “in questo luogo si è riusciti a ripartire con una proposta di elevatissimo spessore, nella speranza che sia la prima di una lunga serie di iniziative da realizzare con l’AES”.
Non a caso, la presidente Castia ha evidenziato come l’evento trovi nella città di Alghero la sua sede naturale: «Uno dei punti strategici e cruciali del nostro mare sia in passato che oggi, sia in riferimento agli scambi che alle contaminazioni e ai passaggi tra la Sardegna e il resto del Mediterraneo, come dimostra lo straordinario racconto dei libri».
È stata una prima serata piuttosto partecipata, durante la quale il già Rettore dell’Università di Sassari ha stupito il pubblico evidenziando in modo accattivante e sorprendente i numerosi collegamenti tra gli eroi e i semidei del mito greco e le diverse zone dell’isola.
Attilio Mastino
A partire da Forco, re di Sardegna e Corsica, ai Tespiesi figli di Eracle che fondarono Olbia, lo storico ha sviscerato aneddoti e citazioni, senza trascurare approfondimenti sul territorio di Alghero con le sue coste e il suo mare, laddove l’isola Foradada era in passato l’isola delle Ninfe, mentre la baia di Porto Conte era conosciuta dai romani come Portus Nympharum. Anche il pregiato corallo rosso nient’altro era, nella visione degli antichi, se non il sangue sgorgato dalla testa mozzata di Medea, regina di Sardegna.
Un excursus infinito che dal gigante di bronzo Talos attraversa le leggende di Dedalo costruttore di Nuraghi, quindi di Sardus e di Norace, tutti protagonisti di uno sfondo in cui la Sardegna appare un luogo speciale per far riaffiorare le cose del passato.
Tra gli applausi Mastino ha lasciato spazio all’incontro con Patrizio Zurru e Ariase Barretta, scrittori e docenti, che hanno illustrato l’interessante esperienza della casa editrice Arkadia, impegnata con diverse collane nel mondo editoriale ispanico e ispano-americano, e in altri contesti del Mediterraneo. Quando si parla di editoria in lingua spagnola, hanno spiegato i due ospiti, il riferimento va alla distribuzione in ben ventuno paesi del mondo, per un settore che garantisce una permanenza del libro sul mercato. Numeri importanti, che danno davvero grande motivazione. Secondo gli autori il coraggio sta nel pubblicare opere che vadano al di fuori degli schemi, e questo spesso riescono a farlo le piccole case indipendenti, non vincolate da rigidi schemi di marketing. Le parole di Sergio Atzeni interpretate da Giovanni Carroni hanno poi chiuso la prima serata del festival attraverso un raffinato reading musicale, “Intorno al Sud”, realizzato in collaborazione con Bocheteatro di Nuoro e con i musicisti Omar Bandinu e Fabio Coronas. Un lavoro dedicato al compianto scrittore di Capoterra, celebrato nel ruolo di un personaggio del suo mondo letterario assieme a tanti protagonisti dei suoi libri, che erano in particolare i fragili, i perdenti, gli emarginati di quel mondo variegato che appartiene ai sobborghi cagliaritani. Un mondo che è il frutto di tante contaminazioni millenarie. Ed è per questo – ha sottolineato Carroni – che per definire Atzeni, non c’è parola più adatta di “Mediterraneo”.