DESBARRASSA  – ALGHERO, LA CAMPAGNA DELL’ASSESSORATO ALL’AMBIENTE NELLE PRIME TRE DOMENICHE DI GIUGNO

Svuota cantine, il calendario della campagna di ritiro di rifiuti ingombranti 

Alghero, 27 maggio 2025 – Ritorna la campagna di raccolta denominata Desbarrassa – ne tot con la quale i cittadini di Alghero e delle sue Borgate potranno disfarsi di rifiuti ingombranti ed elettrodomestici, depositandoli comodamente in punti di raccolta ben stabiliti. L’iniziativa dell’Assessorato all’Ambiente che ha avuto grande riscontro tra i cittadini verrà attivata  nelle prime tre domeniche di giugno.  Il servizio di svuota-cantine seguirà il seguente calendario:

  • domenica 1 giugno, dalle 8:00 alle 12:00, via De Gasperi (slargo presso via Berlinguer)
  • domenica 8 giugno, dalle 8:00 alle 12:00, Fertilia (Piazzale Trento)
  • domenica 15 giugno, dalle 8:00 alle 12:00, Sa Segada (Piazza della borgata)

Potranno essere conferite solo ed esclusivamente frazioni valorizzabili che troveranno posto in appositi cassoni (inerti – plastica dura – ferro – legno – elettrodomestici). Potranno essere quindi conferiti solo rifiuti ingombranti totalmente recuperabili.

I cittadini dovranno perciò aver cura di conferire solo i singoli materiali, separando preliminarmente eventuali frazioni miste che compongono il proprio rifiuto.

Sarà possibile conferire gli inerti: i cittadini potranno quindi disfarsi di vecchi sanitari, calcinacci, piastrelle, detriti di lavorazione muraria, ecc. (escluso il cartongesso) che provengano da piccole lavorazioni domestiche in fai da te. Non saranno accettati detriti provenienti da lavorazioni delle ditte/imprese edili, che per lo smaltimento devono seguire altri canali.




Aeroporto di Alghero al Bivio: L’Analisi Shock di Borlotti Scuote il Convegno

Alghero 4 Maggio 2025– Un futuro incerto, appesantito da costi crescenti, un calo preoccupante di passeggeri internazionali e la dipendenza da logiche di mercato che rischiano di declassarlo a scalo secondario. È questo il quadro a tinte fosche dell’aeroporto di Alghero emerso dalla tagliente analisi di Umberto Borlotti, intervenuto sabato scorso durante un partecipato convegno dedicato alle sorti del Riviera del Corallo. Le parole di Borlotti, esperto conoscitore del settore aereo e delle dinamiche di Ryanair, hanno risuonato come un campanello d’allarme, invocando una riflessione urgente e un deciso cambio di rotta da parte del settore pubblico.

La Zavorra della Tassa e le Strategie Low Cost

Al centro dell’analisi, la controversa tassa addizionale comunale, definita “un’accisa” la cui rimozione, seppur auspicabile, comporterebbe costi significativi. “Nel 2024 Alghero ha contato 805.000 passeggeri in partenza, soggetti alla tassa,” ha precisato Borlotti. “Se una sua eliminazione portasse a un incremento del 10%, ogni nuovo passeggero non residente ci costerebbe 138 euro.” Una cifra che fa riflettere, soprattutto considerando che, secondo l’esperto, “le low cost si reggono perché ci sono i residenti, mentre la continuità territoriale si basa sui non residenti.”

Borlotti ha poi puntato i riflettori sulle strategie di vettori come Ryanair, che “d’inverno riducono l’operatività anche del 50%”. La loro politica, ha spiegato, è quella di “creare collegamenti tra tre o quattro regioni del Sud Italia, sfruttando l’assenza di tasse per offrire tariffe più basse.” Un meccanismo che, tuttavia, non garantisce grandi numeri sul fronte internazionale, il quale “crescerà solo se saremo appetibili turisticamente.”

Dati Impetuosi: Alghero Fanalino di Coda

I dati snocciolati da Borlotti sono impietosi. “Nel primo trimestre del 2025, Alghero è stato l’ultimo aeroporto in Italia per passeggeri internazionali, solo 3.500, perdendone 44.000 rispetto al 2009.” Un’emorragia che si inserisce in un contesto più ampio: “In quindici anni, dal 2009 al 2024, Alghero ha perso 1.500 movimenti, mentre Olbia ne guadagnava 6.000 e Cagliari 2.000.” E questo nonostante il traffico aereo in Italia sia cresciuto del 200% nello stesso periodo. “La Sardegna, con un +64%, non rappresenta un’eccellenza,” ha chiosato Borlotti.

Costi alle Stelle e Produttività in Calo

Ma l’attrattività di uno scalo, ha ammonito l’esperto, non si misura solo sui contributi. “I costi di assistenza ad Alghero sono raddoppiati in 14 anni, passando da 175 a 370 euro medi a movimento.” Parallelamente, “il numero di dipendenti è salito da 185 a 225, a fronte di una diminuzione dei movimenti, con una conseguente caduta della produttività.” Il bilancio 2024 parla chiaro: una perdita di 585.000 euro, compensata solo da un contributo straordinario. “Se non c’è la mano pubblica, l’aeroporto continua a essere in crisi.”

Anche i contratti con le compagnie aeree come Ryanair sono diventati più onerosi: “Un milione di passeggeri, che un tempo costava 6 milioni secondo il principio dell’investitore pubblico, oggi ne costa 18.”

L’Appello: “Il Pubblico Deve Tornare Protagonista”

Di fronte a questo scenario, la conclusione di Borlotti è netta: “Bisogna fare riflessioni molto più attente. Credo che il pubblico debba tornare ad una maggiore presenza e indirizzo negli atti della società di gestione.” Il rischio, altrimenti, è che “da qui a cinque anni Alghero diventi solo un aeroporto sede di rischieramento per forze militari, Protezione Civile e assistenza sanitaria, con qualche volo di continuità ma senza una forte valenza turistico-commerciale.” Un monito severo che chiama all’azione immediata per non vedere declassato un asset strategico per il territorio.

GUARDA LA PRESENTAZIONE a cura della redazione di Alghero Channel






L’AEROPORTO DI ALGHERO ANNUNCIA L’APERTURA DELLA NUOVA CLUB LOUNG Euno spazio confortevole ed elegante dedicato ai passeggeri più esigenti

Alghero, 8 maggio 2025 – Nell’Aeroporto di Alghero apre la nuova Club Lounge, un ambiente raffinato e accogliente dove stile e privacy si fondono per accompagnare il passeggero prima della partenza.
Situata nell’area partenze, immediatamente dopo i controlli di sicurezza, la Lounge rappresenta un’oasi di tranquillità: uno spazio moderno e curato nei minimi dettagli, pensato per chi desidera trasformare il tempo d’attesa in un’opportunità per rilassarsi, lavorare o semplicemente rigenerarsi.
L’atmosfera è intima, gli arredi eleganti con dettagli che richiamano l’essenza della Sardegna. All’ingresso, gli ospiti vengono accolti da un servizio di reception multilingue attento e professionale.
Tra i principali servizi offerti:
• Self Food & Beverage;
• Wi-Fi e postazioni di ricarica per dispositivi elettronici;
• TV per l’intrattenimento;
• Informazioni sui voli in tempo reale;
• Spazi accessibili anche a persone con esigenze speciali di mobilità;
• Sconto del 15% sul parcheggio P1.
La lounge è aperta tutti i giorni dalle 08:00 alle 22:00 con accesso a numero limitato per garantire massima tranquillità.
“Con la nuova Club Lounge compiamo un passo concreto verso l’innalzamento degli standard qualitativi dei servizi offerti al nostro pubblico” ha dichiarato Silvio Pippobello, Amministratore Delegato di Sogeaal – Società di gestione dell’aeroporto di Alghero. “Siamo orgogliosi di offrire ai passeggeri un ambiente raffinato e riservato, capace di trasformare l’attesa in aeroporto in un momento di comfort assoluto.”
Fabio Gallo, General Manager di Sogeaal – Aeroporto Alghero, sottolinea l’importanza strategica dell’iniziativa: “L’apertura della Club Lounge rappresenta uno dei tasselli di un più ampio progetto di miglioramento dei servizi aeroportuali. A breve è prevista l’inaugurazione di una nuova sala partenze, oltre a una riorganizzazione della viabilità esterna che renderà l’accesso all’aeroporto più semplice, sicuro e funzionale. Il nostro obiettivo è quello di offrire un’esperienza di viaggio completa e di qualità, fin dal primo momento.”




Camorra ad Alghero, Il Sindaco di Alghero chierisce la sua posizione – VIDEO




“Vendi o ti scaverai la fossa”: la camorra allunga le mani su Alghero.

Minacce, prestanome e affari milionari: mentre il Comune tace, Il Fatto Quotidiano, con l’articolo del giornalista Mauro Lissia, allarma Alghero. La criminalità organizzata si insinua nel cuore del turismo sardo, tra l’indifferenza e la paura.

Alghero, cartolina di Sardegna affacciata sul mare, si risveglia in un incubo a occhi aperti. Un biglietto con una foto della spiaggia e una frase agghiacciante: “Scegliti il punto dove scavarti la fossa”. È quanto ricevuto dalla titolare di un chiosco ristorante sul litorale. La sua colpa? Aver rifiutato le offerte d’acquisto – fuori mercato e fuori logica – di ignoti acquirenti, probabilmente prestanome della camorra. Una vicenda che segna il culmine di un’escalation silenziosa ma inarrestabile. Mauro Lissia giornalista de Il Fatto Quotidiano allarma Alghero lanciando un grido che molti sembrano ignorare: la mafia è già qui.

L’allarme, lanciato più di dieci anni fa dai magistrati antimafia Claudio Lo Curto e Mariano Brianda, oggi risuona profetico. Era il 2013 quando, con l’apertura del carcere di massima sicurezza di Bancali, Sassari cominciò ad accogliere decine di detenuti al 41-bis. In parallelo, arrivarono anche le famiglie legate ai clan campani. Con loro, un fiume di denaro destinato a comprare case, attività commerciali, terreni e concessioni. Ad Alghero, oggi, risultano oltre 50 locali tra ristoranti, bar, pizzerie e negozi di souvenir formalmente passati di mano attraverso atti legali, ma con capitali che riconducono in gran parte ai clan Madonna e Cinque. Famiglie al centro di numerose inchieste e processi.

La colonizzazione è avvenuta senza clamore: chi sa, tace; chi non sa, non chiede. A pochi passi dalla storica piazza Civica, dove Carlo V proclamò “todos caballeros” i cittadini, oggi i veri padroni parlano napoletano. Al posto dei cavalieri, uomini d’affari con legami oscuri. Intanto, auto incendiate, lettere minatorie e telefonate intimidatorie disegnano una nuova mappa del potere, fatta di paura e silenzi.

Il sindaco Raimondo Cacciotto, interpellato dai giornalisti, minimizza: “Mai sentito nulla di tutto questo”. Una risposta che sa di resa o peggio, di complicità istituzionale. E mentre le autorità locali si voltano dall’altra parte, sono pochi i coraggiosi che rompono il muro del silenzio. Paolo Bellotti, operatore socio-culturale e scrittore, è tra questi: “Il timore è palpabile, ma negare non serve. Finché scorre denaro, la mafia evita la violenza. Ma ciò non significa che non ci sia”.

La situazione ha attirato l’attenzione anche della magistratura: la Direzione Distrettuale Antimafia di Cagliari ha attivato indagini su compravendite sospette, prestanome e riciclaggio. Sulle scrivanie dei pm Gaetano Porcu e Danilo Tronci stanno arrivando documenti che raccontano una città sotto assedio economico.

Al centro della nuova ondata d’interesse criminale ci sono le concessioni balneari, il vero tesoro della prossima stagione turistica. Si parla di offerte milionarie, fatte anche per spazi che legalmente dovrebbero tornare in gara pubblica. “Quando si rifiuta un’offerta, le chiamate continuano e il tono cambia” racconta, sotto anonimato, un imprenditore del settore. Segno che dietro non c’è solo interesse commerciale, ma un progetto preciso.

Il caso più eclatante riguarda la decisione di Mariano Mariani, direttore del Parco di Porto Conte – già condannato a restituire 915 mila euro alla Regione per la produzione di un film flop – di revocare le concessioni ricadenti nel parco a tutti i chioschi balneari. Una mossa che ha sollevato più di un sospetto: perché azzerare tutto a due mesi dall’estate? E chi trarrebbe vantaggio da questo vuoto?

Domande scomode, in una città dove il silenzio è diventato la miglior difesa. Ma il prezzo dell’omertà rischia di essere altissimo. Come ammonisce Elias Vacca, avvocato ed ex parlamentare: “Dobbiamo avere paura di sottovalutare la mafia. Alghero rischia di diventare un laboratorio dell’infiltrazione mafiosa silenziosa. E quando ce ne accorgeremo, sarà troppo tardi”.




Ospedale Marino di Alghero: crescita, riforma e incertezze sul futuro

Il dibattito sulla sanità algherese si accende attorno al destino dell’Ospedale Marino, al centro di una riforma che ne prevede il trasferimento dall’AOU di Sassari alla ASL. Tra dati di crescita e preoccupazioni politiche, il futuro della struttura resta un tema caldo per il territorio.

di Fausto Farinelli

alghero, 13 Marzo 2025

L’Ospedale Marino di Alghero ha registrato negli ultimi anni un significativo incremento delle attività grazie alla gestione dell’AOU di Sassari. I dati più recenti trasmessi all’Assessorato Regionale alla Sanità lo confermano: nel 2021 si contavano 226 interventi, mentre nel 2024 il numero è salito a 885, con un aumento anche della complessità degli interventi, come dimostra il passaggio da 24 a 136 protesi articolari annue.

A rafforzare il ruolo strategico della struttura è anche la sua integrazione nel Dipartimento di Scienze Motorie, Neurologiche e Riabilitative della AOU di Sassari, che include due corsi di laurea e una Scuola di Specializzazione in Ortopedia e Traumatologia, con due nuove scuole di specializzazione in fase di istituzione. Un centro non solo di assistenza, ma anche di formazione per il futuro della medicina riabilitativa e ortopedica.

Il nodo della riforma sanitaria

Nonostante i numeri positivi, il futuro dell’Ospedale Marino è stato scosso dalla recente riforma sanitaria approvata in Consiglio Regionale, che stabilisce il passaggio della gestione dalla AOU alla ASL di Sassari a partire dal 1° gennaio 2026. Questa decisione ha sollevato numerose critiche, soprattutto per la mancanza di un piano dettagliato sugli investimenti futuri, sulle garanzie per il personale e sui livelli di assistenza che verranno mantenuti.

Secondo il sindaco di Alghero, Raimondo Cacciotto, l’incontro con l’Assessore alla Sanità Armando Bartolazzi ha confermato la volontà della Regione di preservare la missione ortopedica dell’ospedale, ma senza fornire dettagli concreti su come verranno garantiti standard elevati di qualità. L’unica certezza, al momento, è l’intenzione di creare una rete formativa allargata, ma senza un protocollo chiaro.

Le critiche politiche e le preoccupazioni locali

L’opposizione, guidata da Fratelli d’Italia Alghero, ha espresso un netto dissenso, definendo la riforma una “spartizione politica” che penalizza la sanità locale. Il consigliere regionale Valdo Di Nolfo è stato duramente criticato per il suo sostegno alla riforma, con l’accusa di aver tradito il territorio accettando un cambio di gestione senza precise garanzie.

Un punto critico riguarda il rischio di disimpegno dell’Università, che attualmente garantisce personale medico specializzato e investimenti in ricerca e formazione. Senza un protocollo chiaro che regoli la collaborazione tra ASL e AOU, la preoccupazione è che l’ospedale possa perdere il suo ruolo di polo d’eccellenza per ortopedia e riabilitazione.

La proposta di Carlo Doria: un’unica governance per il Nord-Ovest

Una prospettiva alternativa arriva dal senatore ed ex assessore regionale Carlo Doria, che propone un modello di riforma sanitaria basato sulla creazione di un’unica azienda ospedaliera per i presidi per acuti di Alghero e Ozieri sotto la guida dell’AOU di Sassari. Secondo Doria, questa soluzione porterebbe numerosi vantaggi:

  1. Migliore gestione del personale sanitario, evitando la carenza di specialisti nei presidi periferici, problema aggravato dalla difficoltà di attrarre professionisti verso le ASL.
  2. Chiarezza nella suddivisione delle competenze tra gli ospedali, garantendo una missione specifica a ciascuna struttura.
  3. Rafforzamento della sanità territoriale, lasciando alla ASL la gestione di medicina generale, prevenzione e lungodegenza, mentre l’AOU si occuperebbe degli interventi ospedalieri complessi.
  4. Ottimizzazione delle risorse per migliorare la qualità e la sicurezza delle cure, evitando dispersioni e riducendo il contenzioso medico-legale.

Doria evidenzia inoltre il rischio di dispersione delle competenze in caso di trasferimento dell’Ospedale Marino alla ASL, sottolineando come la gestione AOU abbia già portato risultati tangibili grazie a investimenti in nuove sale operatorie e nell’ampliamento delle attività di endocrinologia e medicina dello sport. Un ulteriore problema riguarda la distribuzione delle risorse umane, poiché gli specialisti tendono a gravitare verso i due poli ospedalieri di Sassari e Cagliari, lasciando sguarniti i presidi periferici.

Quale sarà il futuro dell’Ospedale Marino?

Mentre il dibattito prosegue, la comunità algherese attende risposte concrete su quale sarà il destino del suo ospedale. Il rischio di un indebolimento del sistema sanitario locale è reale, e senza un piano attuativo dettagliato, le promesse della Regione restano vaghe.

Riuscirà la politica a trovare un equilibrio tra riforma e garanzie per i cittadini? La sanità non può essere una merce di scambio, ma un diritto da tutelare con scelte lungimiranti. Il tempo stringe, e il futuro della sanità algherese è ancora tutto da scrivere.




la saga della lottizzazione Calabona, Abuso edilizio ad Alghero: una battaglia legale lunga quarant’anni.

Giancarlo Scognamillo denuncia un abuso edilizio sin dagli anni ’80, ma il Comune respinge la richiesta di intervento. La vicenda si intreccia con complesse questioni amministrative e giuridiche.

Un contenzioso senza fine
Un contenzioso edilizio che si protrae da oltre quarant’anni sta infiammando la città di Alghero, tornando recentemente alla ribalta in seguito alla richiesta di intervento dell’ufficio legale di Giancarlo Scognamillo e alla risposta ufficiale del Comune, che ha negato l’adozione di misure correttive. Protagonista della vicenda è, appunto, Giancarlo Scognamillo, cittadino e noto imprenditore Algherese che sin dal 1984 segnala un presunto abuso edilizio su un lotto di terreno in località Calabona. Nonostante le sue ripetute istanze e diverse sentenze che confermerebbero le irregolarità, il Comune ha recentemente deciso di non procedere con atti di autotutela, lasciando irrisolta la questione.

Le sentenze e le irregolarità contestate
Secondo quanto denunciato , il complesso edilizio edificato dal Mariani sarebbe stato realizzato in violazione delle distanze previste dal regolamento edilizio comunale, con conseguenze significative in ambito legale. Le sentenze del Tribunale Civile di Sassari, della Corte d’Appello di Cagliari e della Cassazione hanno confermato tali violazioni, riconoscendo la posizione difforme rispetto al progetto originario e aprendo la strada alla richiesta di eventuali misure correttive da parte dell’amministrazione.

Nonostante ciò, il Comune di Alghero, in una risposta ufficiale del settore Edilizia Privata, ha affermato che non vi sarebbero presupposti per contestare la violazione edilizia. Secondo l’amministrazione, infatti, il complesso edilizio risulterebbe conforme alle concessioni rilasciate negli anni ’80 e l’assenza di strumenti di progettazione avanzati all’epoca non consentirebbe un accertamento puntuale sulle presunte difformità.

Un aspetto che desta perplessità è l’argomentazione del Comune secondo cui, all’epoca, non vi erano strumenti adeguati per verificare misurazioni e distanze. Sorge quindi un interrogativo: le perizie effettuate dai tribunali per accertare l’abuso edilizio con quali strumenti sono state condotte?

Il rifiuto dell’autotutela e le contestazioni
Un punto centrale del rifiuto di procedere con l’autotutela è il trascorrere del tempo: il Comune sostiene che, dopo quarant’anni, non sussista più un interesse pubblico concreto e attuale alla rimozione dell’opera, specialmente considerando che gli attuali proprietari hanno acquistato gli immobili in buona fede, confidando nella legittimità delle autorizzazioni concesse all’epoca.

Il legale ha contestato questa decisione, sottolineando come il tempo non possa legittimare una situazione di abuso e che l’amministrazione abbia il dovere di verificare la fondatezza delle contestazioni prima di rilasciare o confermare un titolo edilizio. Tuttavia, il Comune sembra deciso a non intervenire, ritenendo il caso chiuso.

La questione dei terreni comunali e le reazioni politiche
La vicenda mette in evidenza le difficoltà di far valere il rispetto delle normative urbanistiche a distanza di decenni e solleva interrogativi sulla tutela dei diritti dei cittadini di fronte a presunti abusi edilizi: il passare del tempo può giustificare il condono di un abuso edilizio?

A tal proposito, Raffaele Cadinu, cittadino algherese, ha recentemente risposto in un post su Facebook all’Assessore al Demanio Enrico Daga, sollevando ulteriori questioni legate ai terreni comunali edificabili in località Calabona. Cadinu ha evidenziato come la bocciatura della lottizzazione abbia potenzialmente causato un danno erariale, chiedendo se l’Assessorato abbia esaminato il caso presso la Corte dei Conti.

La lottizzazione Calabona prevede anche 5.500 mq di proprietà del Comune che, oltre a vedere aumentato il proprio valore, potrebbe ospitare dai 60 agli 80 alloggi in edilizia convenzionata, rispondendo così all’esigenza sempre più pressante della mancanza di alloggi in città. Una situazione che continua ad inasprirsi, anche in vista della risposta dell’amministrazione all’interrogazione del consigliere di FDI Alessandro Cocco in occasione del consiglio comunale del 18 Febbraio.

Una vicenda ancora aperta
Questo caso sta suscitando preoccupazioni tra alcuni politici, che, secondo le nostre fonti, sarebbero entrati in fase di allarme. Una cosa è certa: se la giustizia è uguale per tutti, ora più che mai è il caso di dimostrarlo, anche se lo ha già fatto con le tre sentenze emesse, l’ultima della Cassazione nel 2016. Per Scognamillo e gli altri lottizzanti, la battaglia legale non sembra ancora conclusa: resta da vedere se il suo legale intraprenderà ulteriori azioni per ottenere giustizia.




Comunicato Centrodestra Alghero 15/02/25

PARCO, CENTRODESTRA: “MAGGIORANZA SPACCATA, PD SEMPRE PIÙ ISOLATO”

Alghero – Salta l’assemblea del Parco di Porto Conte per mancanza del
numero legale. L’assemblea era stata convocata dal presidente Orrù per
alcuni adempimenti amministrativi.

L’assenza strategica di una parte della maggioranza costituisce un
messaggio chiaro al presidente del Parco, Emiliani Orrù, espressione del
PD. Il Partito Democratico, che su diversi temi ha assunto posizioni
difformi rispetto alla maggioranza, oggi è isolato e mal sopportato dagli
alleati.

“Siamo profondamente preoccupati per il caos che regna in questa
maggioranza eterogenea e priva della capacità di fare scelte condivise

Come centrodestra sottolineiamo come questa situazione sia la prova
evidente delle profonde divisioni interne alla sinistra, che bloccano
l’attività istituzionale e danneggiano il buon governo della città –
dichiarano i capigruppo Alessandro Cocco (Fratelli d’Italia), Marco Tedde
(Forza Italia), Lelle Salvatore (UDC – Patto per Alghero), Michele Pais
(Lega), Massimiliano Fadda (Prima Alghero).

Tra dispetti e regolamenti di conti, il Parco e Alghero restano ostaggio
della loro incapacità politica.

Alessandro Cocco – Fratelli d’Italia
Marco Tedde – Forza Italia
Lelle Salvatore – UDC – Patto per Alghero
Michele Pais – Lega
Massimiliano Fadda – Prima Alghero




Comunicato Stampa Elezione nuovo direttivo Fdi Alghero

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Alghero, Fratelli d’Italia delinea il futuro con unità e rinnovamento

Il congresso cittadino di Fratelli d’Italia ad Alghero, guidato dalla
dirigente provinciale Daniela Nurra, ha segnato un momento cruciale di
crescita e consolidamento. La partecipazione di figure di rilievo, tra cui
l’On. Barbara Polo, l’On. Francesca Masala, Luca Babudieri, Massimiliano
Fadda e Michele Pais, ha confermato il ruolo centrale del partito nel
panorama politico locale.

Il passaggio di testimone tra Marco Di Gangi e il nuovo coordinatore
cittadino Pino Cardi è stato un momento simbolico che ha sancito la
continuità e la volontà di costruire una comunità coesa e resiliente.
Cardi, nel suo discorso conclusivo, ha sottolineato l’importanza di una
visione chiara e condivisa, dichiarando: “Fratelli d’Italia ad Alghero è
compatto e determinato, senza spazio per divisioni.”

Durante il congresso, Barbara Polo e Francesca Masala hanno ribadito
l’importanza del radicamento territoriale e della coesione interna, mentre
Marco Di Gangi ha espresso fiducia nella nuova squadra. Interventi
significativi sono stati quelli di Alessio Auriemma, che ha evidenziato il
coinvolgimento delle nuove generazioni, e di Alessandro Cocco, che ha
sottolineato il ruolo del lavoro istituzionale. Walter Noli, coordinatore
di Gioventù Nazionale, ha posto l’accento sul contributo strategico dei
giovani.

Con il rinnovo del coordinamento locale, che include oltre a Marco Di Gangi
ed Alessandro Cocco, Alessio Auriemma, Maurizio Papa, Andrea Salis e Gigi
Gavitelli, il partito combina radicamento e dinamismo per affrontare le
sfide future. Fratelli d’Italia si conferma promotore dei valori della
destra italiana, puntando a costruire un percorso solido per Alghero e il
suo territorio.




La nostra opinione sulla società partecipata Alghero in House con alcune puntualizzazioni utili .

A leggere certi articoli di stampa si resta basiti, gente delle istituzioni
che ignora la macchina amministrativa, che ignora le competenze del comune,
che ignora l’attività delle partecipate e non conosce cosa sia il
significato delle parole: STUDIO, ORGANIZZAZIONE e PROGRAMMAZIONE. Oltre a
questo constatiamo che non si percepisce al meglio il significato di
maggioranza e opposizione neanche in termini temporali, come se un CDA in
carica da meno di tre mesi abbia colpe risalenti a un anno prima. Non
vogliamo andare oltre nella nostra analisi perché come dice il saggio:
raglio d’asino non sale in cielo ma, ci preme sottolineare che: la In House
non ha tra i suoi compiti la potatura degli alberi e non ha la manutenzione
degli impianti della pubblica illuminazione. In aggiunta a questo vogliamo
evidenziare che diverse lavorazioni non fanno capo alla In House ma al
servizio manutenzioni del comune. Rinnovando la nostra fiducia all’attuale
CDA, al management tutto, al Direttore Generale e al personale tutto, che è
la vera risorsa della In House, auspichiamo una maggior chiarezza in chi
pensa di fare informazione!!! F.to il Coordinamento Orizzonte Comune Alghero
[Collection]