Villanova, l’oro dolce e amaro di Sardegna incanta Chenamos in carrela

Alle Giornate del cibo trionfano la biodiversità e i percorsi sensoriali dei mieli d’eccellenza con le associazioni Su Moju e Il Bugno

VILLANOVA MONTELEONE. Se la pasta fresca e i dolci artigianali hanno affascinato i visitatori con lavorazioni semplici e accurate, il vero protagonista dell’ultimo appuntamento con “Le Giornate del cibo” di Chenamos in carrela a Villanova Monteleone è stato il miele. L’iniziativa ha rappresentato un vero e proprio percorso alla scoperta dell’oro dolce e talvolta amaro della Sardegna, grazie agli interventi di Emilio Fois dell’associazione apistica Su Moju di Putifigari, e di Christian Fadda dell’associazione Il Bugno di Macomer. Gli esperti hanno invitato i partecipanti a sfruttare appieno i sensi (vista, olfatto, tatto e gusto) per conoscere le più sottili caratteristiche organolettiche e valorizzare le differenti sfumature del prodotto finito.

«Il miele di questo territorio non è un prodotto standardizzato, ogni anno e ogni stagione regalano peculiarità ed eccellenze irripetibili, poiché ogni barattolo rappresenta una vera e propria istantanea – ha affermato Emilio Fois –. Questa zona ospita areali intatti, privi di colture intensive, configurandosi come un ambiente estremamente votato al biologico e totalmente privo di inquinanti. Abbiamo guidato i partecipanti alla scoperta dei classici della Sardegna: dall’asfodelo al cardo, fino all’eucalipto e ai mieli autunnali come l’erica e il pregiatissimo corbezzolo, il miele amaro per eccellenza».

Oltre alla teoria e alla tecnica di assaggio dei mieli, l’evento ha sorpreso i palati con accostamenti gastronomici innovativi e freschi a cura dello chef Fabio Zago e di Tommaso Sussarello. Tra le proposte di degustazione, sono state presentate delle bruschette preparate con ricotta fresca, lattuga e miele, accompagnate da una bibita analcolica originale, rinfrescante, realizzata a base di miele, aceto di miele (ricavato da idromele), acqua minerale e scorza di limone: un elisir delicato, dall’aroma pungente ma gradevole al palato.

L’associazione Il Bugno ha presentato il Museo dell’apicoltura, un’esplorazione nel rapporto millenario tra l’uomo e le api, con pezzi unici e rarità provenienti da tutto il mondo: dalle arnie in giunco della Germania ai bugni del Nord Africa (tuttora utilizzati), passando per i tradizionali cilindri in sughero della Sardegna centro-settentrionale (sos mojos) fino ai bugni di forma cubica tipici del Campidano.

Sempre in tema di biodiversità è stata allestita la mostra fotografica “Macrocosmo sardo. L’Isola che non ti aspetti” di Salvatore Canu a Su Palatu che rimarrà aperta fino al 9 agosto.

Il ricco programma del fine settimana testimonia la forza di un network locale coeso, che ha permesso di conoscere la lavorazione della pasta sarda (Andarinos di Usini, Pipiriolos di Montresta e Culurgiones di Arzana) e la seguente degustazione abbinata ai dolci preparati dalle donne della Pro Loco di Villanova.

È stata inoltre presentata la II edizione del concorso “Druches de Domo” che si svolgerà ad agosto in concomitanza con Chenamos in Carrela. L’evento è finanziato dal Comune di Villanova Monteleone e dalla Camera di Commercio di Sassari attraverso il circuito Salude & Trigu, in collaborazione con UNPLI Sardegna e con diverse associazioni locali e del territorio.




Grande successo a Sassari per “Il ragazzo dal sorriso amaro”: la storia di Romolo Tilocca in un libro tra sogni e beneficenza

Il volume è stato presentato di fronte a un folto pubblico nell’Aula magna dell’Università, tra i relatori anche il noto giornalista Paolo Brosio

SASSARI. Grande successo di pubblico per la presentazione sassarese de “Il ragazzo dal sorriso amaro”, il libro che racconta la storia di Romolo Tilocca, imprenditore di Burgos che dopo una lunga carriera tra ostacoli e successi, ora dedica le sue energie per essere d’esempio ai giovani. Tanto che il noto giornalista Paolo Brosio non è voluto mancare alla presentazione del volume che si è tenuta nei giorni scorsi nell’Aula Magna dell’Università.

Il testo autobiografico, curato dall’Istituto Camillo Bellieni, racconta le vicissitudini di un ragazzo che, a partire dalle rocce del castello del Goceano è arrivato a vantare diritti fino ai ghiacci dell’Antartide. E nonostante ciò si presenta ancora come un “aspirante imprenditore”, in quell’ottica squisitamente filosofica di chi non ha mai perso la voglia di imparare.

Attraverso un linguaggio scorrevole e immediato, senza ipocrisie o finzioni, le pagine raccontano come si viveva nel mondo imprenditoriale nella seconda metà del Novecento. Nella prefazione di Michele Pinna (che ha seguito la stesura del libro negli ultimi mesi di vita) si comprende il messaggio fondamentale della pubblicazione: l’uomo è ciò che vuole essere.

Tra aneddoti e suggerimenti, l’autore continua oggi a porsi degli obiettivi, e vorrebbe lasciare ai posteri la possibilità di realizzare un suo sogno di economia e bellezza che vede il Goceano proposto ai turisti con una formula di vacanza rigeneratrice, proiettata fuori dalla modernità e immersa nei rituali antichi attraverso impareggiabili escursioni a cavallo a tappe. Romolo è anche gran maestro dell’Ordine dei cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme, reggente del principato di Canisteo nelle terre Antartiche.

All’incontro, patrocinato dall’Università di Sassari e moderato dalla presidente dell’Is.Be, Maria Doloretta Lai, hanno presenziato il magnifico rettore Gavino Mariotti, che ha manifestato il piacere di accogliere la presentazione del libro in un luogo simbolo del mondo accademico turritano; poi Nanni Campus, che ha ricordato il rapporto consolidatosi con Tilocca durante la prima esperienza di sindaco a Palazzo Ducale, in particolar modo attraverso il progetto dello smaltimento dei rifiuti con la Gesam; l’ex assessora regionale all’Industria, Maria Grazia Piras, ha parlato dell’esperienza di Romolo come imprenditore e sindacalista nell’Apisarda, con una visione capace di andare oltre le dinamiche politiche e amministrative; il commissario della Provincia di Sassari, Pietro Fois, ha messo in evidenza la forza del carattere di Tilocca nell’interfacciarsi sia con l’aspetto politico che con quello economico.

Brosio ha invece affermato di riconoscere in lui un riferimento anche da un punto di vista emotivo e familiare, essendo rimasto solo, lo scorso anno dopo la morte della madre. I due si sono conosciuti durante un viaggio a Medjugorje e Brosio gli ha offerto l’opportunità di entrare nella fondazione “Le olimpiadi del cuore”, la cui finalità è la costruzione di un piccolo ospedale in una frazione di Medjugorje. Tilocca è stato il primo donatore per l’edificazione della struttura. Il ricavato delle vendite del libro è stato destinato all’associazione di cui Brosio è referente.