PUNTA GIGLIO E CAPO CACCIA – 200 ETTARI DI VALORE AMBIENTALE E PAESAGGISTICO ENTRANO NEL PATRIMONIO DEL COMUNE DI ALGHERO

Alghero, 30 maggio 2025 – Ieri il Consiglio comunale di Alghero ha messo il sigillo al procedimento di acquisizione al patrimonio pubblico del compendio immobiliare di straordinaria ed inestimabile importanza sul piano ambientale con l’autorizzazione all’acquisto dei circa 200 ettari di terreni ubicati a Capo Caccia e Punta Giglio. Prima del Consiglio Comunale, mercoledì scorso, l’Assemblea del Parco di Porto Conte ha approvato il Progetto denominato “Intervento integrato di conservazione durevole della fascia costiera finanziato nell’ambito dei siti Natura 2000 misura di finanziamento PR FESR SARDEGNA 2021-2027 – obiettivo specifico RSO 2.7”  dell’importo complessivo di 2 milioni di euro da realizzarsi a Capo Caccia e Punta Giglio.  Il Comune di Alghero acquisterà i terreni dalla Borgosesia Spa, proprietaria delle aree, per una cifra di 400 mila euro, di cui 200 mila provenienti dalla quota di finanziamento del Parco e 200 mila da fondi di bilancio.  Attraverso il finanziamento regionale l’Azienda Speciale Parco di Porto Conte potrà rafforzare la protezione e la preservazione della natura, della biodiversità e delle infrastrutture verdi presenti, oltre che contribuire alla riduzione di tutte le forme di inquinamento. L’iter di acquisizione al patrimonio immobiliare pubblico del compendio Punta Giglio, luogo di eccezionale valenza  ed inestimabile rilevanza ambientale, classificato ai massimi livelli di pregio dalle istituzioni europee, arriva alla parte autorizzativa nel solco del procedimento che l’Amministrazione Cacciotto  ha voluto avviare per entrare in possesso di beni di valore straordinario.   Tra i siti compresi nel compendio, tra l’altro, figura anche la Torre della Pegna, situata nei pressi del promontorio di Capo Caccia, uno dei siti di interesse ambientale tra i più pregevoli. “Un’operazione importante  – afferma  il Sindaco Raimondo Cacciotto –  in linea con l’indirizzo che emerge chiaro ed inequivocabile da questa Amministrazione : restituire il compendio ambientale alla proprietà pubblica per  aprire scenari importanti, con prospettive di sviluppo e opportunità lavorative, in sinergia Parco di Porto Conte e Ente Foreste”. Azioni boschive, interventi sulla vegetazione e rinaturalizzazione di spazi, interventi a favore del Capovaccaio e del Grifone, conservazione della biodiversità: il progetto del Parco di Porto Conte premiato dal finanziamento della Regione consentirà infatti di intervenire con profitto su una vasta serie di ambiti. “Una grande iniziativa di questa Amministrazione che nasce dalla stretta sinergia tra Parco di Porto Conte e Comune di Alghero – spiega l’Assessore al Demanio Enrico Daga. “200 ettari di terreni di valore inestimabile – aggiunge l’Assessore – con elementi identitari della nostra comunità di cui Alghero si riappropria per l’uso pubblico : è un risultato straordinario. Nonostante i vincoli esistenti tutelassero già in modo assoluto le aree,  finalmente questa importantissima porzione immobiliare potrà entrare a far parte del patrimonio del Comune, così da permetterci di migliorare ulteriormente lo stato di conservazione e di valorizzarlo al meglio”. 

Fratelli d’Italia: “Punta Giglio, operazione opaca. La tutela del Parco non giustifica scorciatoie”

Alghero, 30 maggio – Fratelli d’Italia, con il capogruppo Alessandro Cocco, ha espresso in Assemblea del Parco e in Consiglio Comunale tutte le sue perplessità sull’acquisto dei terreni di Punta Giglio e Capo Caccia. Nessun pregiudizio ideologico verso la tutela ambientale, ma l’operazione condotta dall’assessore Daga si fonda su atti deboli, stime interne non terze e passaggi procedurali incompleti.

Diversi passaggi sono opachi e tanti altri mancano. Intanto 250.000 euro di fondi comunali, cioè di soldi del contribuente, sono stati già bloccati e ora verranno spesi.

Il Parco si promuove con strumenti seri, non con operazioni improvvisate. E chi oggi ha votato questa delibera, si assume anche la responsabilità contabile di ogni irregolarità.

Abbiamo dimostrato senso delle istituzioni sostenendo atti utili alle imprese, come il recente via libera all’ampliamento di opere strumentali per l’attività di una impresa agricola in località Santa Luchia. Ma qui si sta chiedendo un salto nel buio, e Fratelli d’Italia ha scelto di non farlo.

Fratelli d’Italia Alghero




LA CITTA’ AMBIENTALE DELLA BARBAGIA

PRIMI PASSI PER LA CITTA’ AMBIENTALE DELLA BARBAGIA.
IL CONSIGLIO COMUNALE DI GAVOI APPROVA ALL’UNANIMITA’ IL PIANOPRELIMINARE DI UN PROGETTO PIU’ VASTO, INNOVATIVO E PARTECIPATIVO CHE

DISEGNA IL TERRITORIO DEL FUTURO E FORNISCE LE RISPOSTE ALLE ATTUALI EMERGENZE

Un modo diverso di pianificazione territoriale.
Sicuramente innovativo e coraggioso sia nel linguaggio che nelle direttrici da seguire. Una vera sfida per costruire il futuro dei 8 paesi dell’Unione comuni della Barbagia (Tiana, Sarule, Ovodda, Oniferi, Olzai, Ollolai, Lodine e Gavoi) che si basi su alcuni dei punti di forza di questo territorio omogeno, in primis l’ambiente, ma che allo stesso tempo rafforzi la rete dei servizi lungo le tre direttrici principali: sanità e assistenza, istruzione e mobilità.
Croce e delizia per un’area che soffre da sempre a differenza dei contesti urbani di un accesso e di pari opportunità alla rete fondamentale dei servizi per la propria popolazione.
Il progetto davvero di ampio respiro curato dal professor Giovanni Maciocco, architetto pianificatore ed ex preside dell’Università di Architettura di Sassari con sede di Alghero, è stato approvato ieri nella sua fase preliminare dal consiglio comunale di Gavoi con voto unanime dell’assemblea.
Si tratta di un primo passaggio istituzionale formale del progetto di sviluppo locale chiamato “La città ambientale della Barbagia” che avrà nelle prossime settimane un

identico iter nei consigli degli altri comuni dell’Unione e contemporaneamente fondamentali e nuovi confronti in Regione, dove nei mesi scorsi ha già raccolto consensi.
Ora tuttavia occorre un colpo di reni funzionale a conferire maggiori certezze e modalità di accesso alle risorse destinate a governare un processo di pianificazione territoriale chiamato a disegnare e porre le basi per quest’area ricchissima di potenzialità, ma anche di criticità da rimuovere.

Nessun ostacolo insormontabile per comunità che appaiano sempre più mature e aperte al confronto così come ha dimostrato il primo step di Gavoi con un fruttuoso confronto della minoranza e dei cittadini intervenuti al dibattito che il progetto preliminare di piano ha opportunamente stimolato.

Per professor Maciocco il vero compito strategico è affermare nel territorio dei paesi il diritto alla città e operare immaginando un modello di città alternativo alla città densa, un modello urbano per la bassa densità che non sia chiuso su modelli predeterminati ma aperto a nuove possibilità; un modello orientato in senso ambientale in quanto ha impressa nel rapporto storico con il sistema ambientale del territorio.

La figura di riferimento è l’idea di città territorio, che è connaturata al sistema di relazioni che i paesi della Barbagia hanno costruito con il territorio. Si tratta di una figura decisamente attuale nella narrativa urbana internazionale che non si occupa più in modo esclusivo della metropoli come orizzonte urbano, ma anche di prospettive differenti che si stanno aprendo alla città.

Il processo fondativo della città ambientale si configura come progetto locale di rigenerazione culturale

È un progetto dell’urbanità nella bassa densità, che avvalendosi dell’opportunità offerta dai fondi del Pnrr, interpreta la transizione ecologica come la prospettiva di una nuova convivialità urbana orientata in senso ambientale. In questa direzione il progetto analizza i modi in cui gli abitanti dei paesi possono farsi coinvolgere meglio nella vita urbana estesa al territorio, esplora le forme degli spazi dei paesi e del territorio che facilitano un simile comportamento e suggerisce le modalità per mettere insieme l’urbanità vissuta e l’organizzazione dello spazio che le è propizia.

Il progetto si configura come un insieme strutturato di macroprogetti (es luoghi dell’educazione con le scuole nel bosco, i luoghi della salute, dell’acqua, dell’energia, degli eventi culturali etc) che muovono verso la realizzazione assumendo le relazioni tra paesi e territorio come strutture generative dell’evoluzione dei territori della Barbagia verso un orizzonte urbano orientato in senso ecosistemico.

“Crediamo molto a questo percorso che stiamo iniziando a delineare nell’ottica di uno sviluppo territoriale sempre più condiviso e partecipato. Siamo felici di aver iniziato a mettere in moto la macchina con entusiasmo e con la competenza dei progettisti che

e sociale dei paesi e dei territori che, hanno appunto come

prospettiva la costruzione della Città ambientale della Barbagia, che è la nuova

narrativa unificante dell’Unione dei Comuni.

stanno tracciando una strada che condividiamo”, ha detto il sindaco di Gavoi Salvatore Lai, “ci sono delle ottime base da cui partire e da implementare in questi mesi con altri microprogetti che arrivino dai vari comuni. Di certo sono sicuro che il passaggio e anche la forma di programmazione è innovativa e coraggiosa. Ma dobbiamo osare per disegnare uno sviluppo e una qualità della vita tale che non solofaccia restare in questi territori la gente ma che la inviti a venire”. 




Si consolida la collaborazione tra il Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale e il Parco Nazionale dell’Asinara e Area Marina Protetta

Firmato il nuovo programma operativo per l’anno 2021 tra il Parco Nazionale dell’Asinara e il Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale per lo svolgimento delle attività istituzionali di controllo e monitoraggio ambientale dell’area protetta, sia a terra che a mare, con il consolidamento del “Coordinamento territoriale ambientale” (CTA), una struttura tecnica operativa tra i due Enti.

“Le funzioni di vigilanza sono svolte regolarmente con l’utilizzo di fuoristrada, con una motovedetta e due gommoni ad idrogetto – dice il direttore dell’Ispettorato di Sassari Gian Carlo Muntoni – da quest’anno, per potenziare le attività di controllo e vigilanza, anche con condizioni meteo particolarmente avverse, verrà impiegato un battello oceanografico che disporrà anche di droni sia aerei che marini e l’utilizzo di termocamere per l’incremento della efficacia dei controlli notturni”.

La Commissaria del Parco Gabriela Scanu evidenzia che “oltre alle attività di tutela delle risorse naturali, del monitoraggio della pesca e del traffico delle barche da diporto, il CTA sarà impegnato nell’organizzazione dei servizi di assistenza ai visitatori dell’area protetta e nelle attività di divulgazione e di educazione ambientale”. Infatti il Corpo forestale e di vigilanza ambientale è un corpo tecnico, con personale particolarmente qualificato, che svolge le funzioni finalizzate alla tutela dell’ambiente naturale, in stretta collaborazione con l’Ente Parco.

“Un’altra azione di collaborazione prevista nel CTA” – dice il direttore del Parco Vittorio Gazale – “è il supporto nel recupero della fauna selvatica in difficoltà, con interventi nelle azioni di soccorso e di trasferimento degli animali feriti presso le strutture di La Reale per le specie marine e di Bonassai per le specie terrestri, ed infine la loro successiva reintroduzione in natura”.

Il CTA collabora con il Parco anche per il piano antincendio e per alcuni aspetti giuridico-amministrativi nella predisposizione dei contenziosi connessi agli illeciti sanzionati all’interno del perimetro dell’area Parco e dell’Area Marina protetta. Così come, a partire dal 2020, nella gestione dell’attuazione del piano anticontagio dell’Asinara per combattere l’attuale pandemia da Coronavirus nella gestione delle visite dei visitatori.




Capo Caccia, ordinanza di ripristino ambientale dei luoghi e riqualificazione con rimboschimento

“Rimessione in pristino dello stato dei luoghi a proprie cura e spese, in solido tra loro, in conseguenza dei lavori di disboscamento, sradicamento e cippatura di tutto il materiale disboscato, eseguito su area sottoposta a vincolo paesaggistico – ambientale nonché sottoposta a tutela della biodiversità europea “Rete Natura 2000”. Inoltre, conseguentemente: la riqualificazione dell’area della superficie di circa 5000 mq, mediante rimboschimento con una copertura arborea forestale minima dell’85%, avente le medesime caratteristiche oggettive delle aree superstiti circostanti, e nello specifico ginepro fenicio, pino d’Aleppo e macchia mediterranea con specie secondarie rappresentate da fillirea, palma nana e lentisco”. Lo ordina il Comune di Alghero alle società proprietarie dell’area di Capo Caccia Punta del Quadro – la Società SGB S.R.L e il Condominio Eurotel Capo Caccia – entrambe con sede a Mussolente ( VI ), autrici delle opere di disboscamento effettuate in assenza del necessario titolo abilitativo sull’intera superficie di terreno che risulta essere “zona sottoposta a vincolo paesaggistico ambientale”. L’ordinanza firmata il 12 marzo dal dirigente del Servizio 4 dell’Amministrazione, Ing. Michele Fois, stabilisce anche 30 giorni di tempo per il deposito presso la piattaforma SUAPE “di idonea, completa ed esaustiva pratica da trattare in Conferenza di Servizi”. I trasgressori sono inoltre avvisati che in ogni caso si provvederà al ripristino dei luoghi in via sostitutiva, qualora entro il termine intimato non venga depositato apposito progetto. Il Comune di Alghero, già il 12 febbraio, ha provveduto alla comunicazione dell’avvio del procedimento ai sensi degli art. 7 e 8 della L. n. 241/1990, finalizzato all’emissione dell’ordine di ripristino dello stato dei luoghi ex art. 167 comma 1, D.lgs n.42/2004, concedendo agli interessati facoltà di presentare memorie e/o osservazioni scritte entro 20 giorni dal ricevimento della stessa comunicazione. Comunicazione senza esito, dato che non è giunta alcuna istanza. “L’Amministrazione – spiega l’Assessore all’Urbanistica ed Edilizia Privata Emiliano Piras – segue con particolare attenzione l’evolversi della situazione sul fronte della tutela dell’ambiente e del rispetto delle norme ad essa inerenti in tutto il territorio. Attenzione che abbiamo nei confronti di ogni pratica che riguarda iniziative che intervengono in aree tutelate, come anche nel caso di Punta Giglio”. Va sottolineato che comunque che le comunicazioni richieste non sarebbero state preclusive all’emanazione dell’ordinanza di ripristino dei luoghi.




Alghero, opposizione: Scempio ambientale a Capo Caccia, si faccia chiarezza.

Il Sindaco, il Presidente e il Direttore del Parco di Porto Conte, riferiscano con urgenza al Consiglio Comunale e all’assemblea del Parco in merito allo scempio realizzato a Capo Caccia, dove vi è stata una imponente trasformazione del territorio con l’abbattimento di ginepri secolari e conifere, un disboscamento totale irreversibile su un’area di 6000 metri quadri di assoluto pregio paesaggistico e di tutela assoluta.

Il Sindaco presenti immediatamente un resoconto sul ruolo del Comune e del Parco in questa vicenda. Non vesta anche ora, come abilmente fa con tecnica collaudata, il ruolo del “commentatore qualunque” che mostra una pallida indignazione.

Il Sindaco faccia chiarezza su come sia stato possibile realizzare questo danno incommensurabile al nostro territorio in assoluta tranquillità, senza che nessuno si sia preventivamente allarmato, senza nessun controllo e senza, a quanto da lui stesso dichiarato, nessuna autorizzazione.

Ci saremmo aspettati dal primo cittadino non un comunicato sterile, ma la valutazione delle condizioni magari per una indagine interna, o comunque una spiegazione dettagliata dell’accaduto; ma come suo solito, niente, solo una nota che poteva essere emanata da un qualunque cittadino disinformato e senza responsabilità.

Eppure, ricordiamo Conoci che qualche anno fa invocava a gran voce, indignato, nella veste improbabile di antesignano di Greta, il salvataggio delle palme cittadine irrecuperabili e piagate da anni dal punteruolo rosso, scagliarsi anche contro le associazioni ambientaliste. Fatte le proporzioni, ci saremmo aspettati un ruolo più attivo e pragmatico in occasione di questo vero e proprio disastro ambientale sul quale chiediamo sia fatta chiarezza subito.
I gruppi di opposizione già dalle prossime giornate presenteranno interrogazione urgente.

F.to

Per Alghero: Mario Bruno, Gabriella Esposito, Pietro Sartore;

Futuro Comune: Raimondo Cacciotto, Ornella Piras;

PD: Mimmo Pirisi;

Sinistra in Comune: Valdo Di Nolfo;

Movimento Cinquestelle: Graziano Porcu, Roberto Ferrara.




Sassari: Decoro ambientale, le foto-trappole scovano 33 incivili

Decoro ambientale, le foto-trappole scovano 33 incivili

Quasi tutte nei confronti di utenti del porta a porta che gettavano i rifiuti nei cassonetti.

Sanzioni anche delle guardie ecozoofile contro chi non raccoglie le feci dei cani

Le foto-trappole acquistate dal settore Ambiente e utilizzate dalla Polizia locale continuano a scovare incivili che conferiscono rifiuti in maniera illecita. Nelle ultime settimane l’occhio delle telecamere ha consentito di sanzionare 33 persone, quasi tutte utenti del servizio di ritiro porta a porta che buttavano l’immondizia nei cassonetti di strada. Un illecito amministrativo che causa un danno al decoro ambientale e per tutta la comunità: occupando lo spazio destinato ai cittadini che abitano in quelle zone si sovraccaricano di fatto i contenitori che non possono più essere usati da chi ne ha diritto, quando addirittura gli incivili non abbandonano i loro rifiuti per terra.

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Su 33 sanzioni, ben 23 sono state emesse nei confronti di utenti del servizio porta a porta che conferivano illecitamente nei cassonetti. Da Li Punti e zone limitrofe, Filigheddu, Bancali, Serra di Lioni, Ottava, Piandanna, Gioscari, via Vardabasso e dalla strada verso Osilo, portavano i loro rifiuti e scaricavano in via Cadamosto, in via dei Gremi, in via Carso, in via Bove, in via Luna e Sole e in via Nenni, tutte zone dove erano state posizionate le foto-trappole che non hanno lasciato scampo agli incivili. Altre sette sanzioni sono state emesse contro chi conferiva in buste nere e tre ad abitanti di altri comuni che venivano fino a Sassari per buttare la loro immondizia.

La Polizia locale ha esaminato ben 131867 fotogrammi. Le foto-trappole funzionano sia di giorno sia di notte, sono ad altissima risoluzione e permettono di individuare con grande facilità la targa del mezzo con cui le persone arrivano e anche la loro fisionomia. Ogni settimana gli agenti del nucleo ambientale della Polizia locale stabiliscono dove posizionarle: se lasciarle nelle stesse aree o se spostarle, in base alle segnalazioni che arrivano al Comando.

Prosegue anche l’attività di controllo delle guardie ecozoofile, che hanno emesso 12 sanzioni per mancata raccolta delle deiezioni canine, una per un acane in un’area bimbi dove non era ammesso, dieci per omessa custodia, 35 perché l’animale non era tenuto al guinzaglio e 15 perché non avevano il microchip identificativo.

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Grazia Sini
Ufficio stampa
Comune di Sassari



Lotta al degrado ambientale, 34 sanzioni quasi tutte a persone di altri comuni

Lotta al degrado ambientale, 34 sanzioni quasi tutte a persone di altri comuni

174546 fra fotogrammi e video esaminati, 34 sanzioni di cui ancora una volta quasi tutte ad abitanti dei paesi limitrofi a Sassari. È questo il bilancio dell’attività della Polizia locale contro il degrado ambientale, con il supporto delle foto-trappole che ogni settimana sono posizionate in luoghi strategici della città. Su 34 incivili, ben 26 erano persone che arrivavano dai comuni vicini per buttare i loro rifiuti nei cassonetti cittadini, mentre dall’esame dei fotogrammi è dimostrato che la maggior parte dei sassaresi ama il proprio territorio e conferisce l’immondizia secondo le regole.

Questa settimana le videocamere, che riescono a riprendere perfettamente sia col buio sia di giorno, erano posizionate in via Bovet, via Camboni, via Carso, via dei Gremi, via Istria, via Nenni. Gli illeciti sono prevalentemente legati, appunto, al conferimento fuori dal comune di residenza. Ben dodici in via Nenni, sette in via Carso, due in via Bovet e altrettanti in via dei Gremi, tre in via Istria. Tra le altre violazioni, prevale il conferimento con buste nere (le buste devono sempre permettere di vedere dall’esterno il contenuto e le buste nere possono essere usate solo per trasportare fino al cassonetto la plastica, che poi deve essere svuotata e la busta conferita a parte nello stesso contenitore), oltre ad alcuni casi di abbandono al suolo, vicino alle batterie di cassonetti.

I comuni da cui arrivano le persone sanzionate sono prevalentemente Sorso, Sennori Usini, Tissi e Porto Torres.

In un mese di attività, la Polizia locale ha dedicato all’esame dei video e delle immagini ben 156 ore, con due agenti che si occupano esclusivamente di questo, tra visione delle foto e redazione dei verbali.

Ogni settimana gli agenti del nucleo ambientale della Polizia locale stabiliscono dove posizionare le foto-trappole: se lasciarle nelle stesse aree o se spostarle, in base alle segnalazioni che arrivano al Comando. In particolare questa volta molte erano arrivate per la zona di via Carso.

A questo si aggiunge l’azione della compagnia barracellare, di supporto alla Polizia locale. Nei giorni scorsi il Comando di via Carlo Felice, dietro un rapporto dettagliato trasmesso dai Barracelli, ha denunciato una persona che stava bruciando rifiuti nel suo terreno. La segnalazione è arrivata dai residenti vicini che hanno notato il fumo scuro e l’odore e allertato la Compagnia. Dopo la comunicazione dei Barracelli, la situazione particolarmente delicata è stata presa in carico dalla Polizia locale, che ha dunque trasmesso il fascicolo di notizia di reato all’autorità competente per smaltimento illecito di rifiuti per combustione, che configura un grave reato ambientale.

Grazia Sini
Ufficio stampa
Comune di Sassari



A Sassari ottobre è il mese della sostenibilità ambientale

A Sassari ottobre è il mese

della sostenibilità ambientale

Il Comune di Sassari, settore Ambiente e verde pubblico, per ottobre ha organizzato un ricco calendario di appuntamenti di informazione e sensibilizzazione sui cambiamenti climatici e sui temi della sostenibilità ambientale, coinvolgendo esperti, appassionati e tutti coloro volessero partecipare.

Si inizia il 2 ottobre con il Progetto SUSHI (Sustainable Historical District), finanziato dalla Climate – KIC il cui soggetto responsabile è il CMCC (Centro euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici) e di cui il Comune di Sassari è partner. Il progetto affronta le sfide comuni già individuate nei quartieri storici di sei città (Lisbona, Valletta, Savona, Ptuj, Nicosia e Sassari) di cinque Paesi mediterranei dell’Unione europea, per cambiare, in un quadro condiviso, i loro quartieri storici in quartieri più sostenibili, resistenti al clima e inclusivi, attraverso soluzioni integrate innovative e cambiamenti sociali. Mercoledì 2 e giovedì 3 ottobre si terrà il meeting tra i tecnici dei partner mentre venerdì 4, alle 15.30 all’hotel Vittorio Emanuele, il convegno “Cambiamenti Climatici e soluzioni verdi”, sarà l’occasione per un confronto aperto a tutti per la promozione di soluzioni sostenibili nel centro di Sassari. Tra il 2019 e il 2020 il centro storico del Comune di Sassari sarà coinvolto in percorso partecipativo per identificare e sviluppare soluzioni integrate volte a ripensare e ristrutturare le aree verdi nel suo centro storico e i relativi servizi. Nella sala Mimosa dell’hotel, saranno presentate le finalità del progetto e le sue modalità di sviluppo, e inizierà il percorso di coinvolgimento per co-disegnare e promuovere soluzioni sostenibili in ambiente urbano. Per iniziare a esprimere la propria opinione e le proprie preferenze relativamente alle aree verdi di Sassari, è possibile compilare il questionario al link https://forms.gle/NipZ5JupRYanGJ6r9

Sempre il 3 ottobre si terrà, inoltre, il convegno “L’antico orto botanico della città di Sassari – il progetto Giardino della memoria”, organizzato dal comitato Ambiente Sassari in collaborazione con l’Università di Sassari e L’Ance e patrocinato dal Comune di Sassari. Dalle 16.30 a Villa Mimosa, l’incontro sarà l’occasione per conoscere il progetto “Giardino della memoria” che nasce per iniziativa del comitato Ambiente per riportare all’attenzione delle comunità e delle istituzioni locali l’importanza di un angolo della città di grande pregio storico ed ambientale attualmente in grave stato di degrado.

Sabato 5 ottobre, invece, dalle 16 alle 18, al Ceas Lago Baratz un nuovo appuntamento dedicato alla creatività chiamato “Sabato al Ceas si ricicla”.

Il mese del clima e della sostenibilità proseguirà dall’11 al 13 ottobre, alla fiera Promo Autunno, con stand dove sarà distribuito materiale informativo sulla raccolta differenziata e sui percorsi di sensibilizzazione ambientale del Comune di Sassari.

Il 17 e 18 ottobre, torna Adapt, con due giornate dedicate al comitato di pilotaggio e workshop di trasferimento dei risultati del progetto a Savona e a cui parteciperà il settore Ambiente e verde pubblico del Comune di Sassari. Il 18 ottobre sarà la volta di “Aree verdi naturali e aree verdi cittadine: un bene da tutelare”, a cura del Rotaract di Sassari con il patrocinio del Comune di Sassari; il 25 e 26 ottobre si terranno un Workshop regionale di capitalizzazione dei risultati del progetto Adapt e la III edizione di Climathon Sassari.




COMUNE DI STINTINO A Stintino una giornata di educazione ambientale

Stintino 10 dicembre 2018 – Una giornata dedicata all’ambiente, per sensibilizzare le nuove generazioni al rispetto della natura e al grave problema della plastica abbandonata nei mari. Un problema, quest’ultimo, che mette a rischio la sopravvivenza degli abitanti del mare ma che ha ripercussioni negative anche sulla salute dell’uomo.

Prevenzione e sensibilizzazione sono quindi le parole d’ordine di “Say no to plastic pollution”, la giornata di educazione ambientale che il Comune di Stintino, in collaborazione con il Parco nazionale dell’Asinara e l’Area marina protetta dell’isola parco, organizza per mercoledì 12 dicembre.

A ospitare l’incontro sarà, a partire dalle 11, il museo della Tonnara di via Lepanto, un luogo ideale dove la cultura del mare si intreccia con la vita, le tradizioni e l’identità del paese che si affaccia sul golfo dell’Asinara.

I ragazzi delle scuole elementari e medie di Stintino dialogheranno con il direttore del Parco dell’Asinara Pier Paolo Congiatu, il direttore dell’Area marina protetta Vittorio Gazale, con Laura Pireddu rappresentante di Crama, l’associazione Centro recupero animali marini Asinara, il presidente di FederparchiGiampiero Samuri.

A dare il benvenuto ai giovani studenti stintinesi saranno il sindaco Antonio Diana e l’assessore alla Pubblica istruzione Antonella Mariani.