La Maddalena, in concerto la tromba di Andrea Lucchi
Sabato 18 luglio, sul sagrato della Chiesa di Santa Maria Maddalena, il concerto dell’ensemble di partecipanti della masterclass del Festival internazionale Contrasti
LA MADDALENA. Le note della tromba di Andrea Lucchi in uno dei luoghi più suggestivi del centro storico della Maddalena: ed è subito magia con le grandi colonne sonore del cinema e i brani più raffinati del jazz. Sabato 18 luglio alle 21.30, sul Sagrato della chiesa di Santa Maria Maddalena, tra Cala Gavetta e Piazza Garibaldi, l’Andrea Lucchi Ensemble porterà in scena il concerto finale della Masterclass di tromba che ha coinvolto per una settimana alcuni tra i più abili professionisti provenienti da tutta Italia.
L’ingresso è libero fino a esaurimento dei posti. L’appuntamento è inserito nel calendario del “Festival Internazionale Contrasti – Spring Edition” organizzato dall’associazione culturale Contrapunctum ETS, sotto la direzione artistica di Laura Cocco, ed è svolto in collaborazione con la Banda San Domenico Savio di Moneta.
Sarà un’importante occasione di alta formazione per giovani trombettisti provenienti da diverse realtà musicali. La masterclass ha preso il via il 13 luglio e ha permesso ai partecipanti di approfondire gli aspetti fondamentali della tecnica trombettisticasotto la guida di Lucchi, uno dei più autorevoli strumentisti di settore a livello internazionale, molto amato in Gallura e in particolare alla Maddalena.
Prima Tromba solista dell’orchestra dell’Accademia nazionale di Santa Cecilia a Roma, nel corso della sua carriera ha collaborato con alcune delle più importanti orchestre europee ed è stato diretto da maestri del livello di Antonio Pappano, Riccardo Muti, Kurt Masur, Lorin Maazel e Valery Gergiev, affermandosi anche come docente di riferimento nel panorama dell’alta formazione musicale.
Il Festival Internazionale Contrasti è realizzato con il contributo della Fondazione di Sardegna, della Camera di Commercio di Sassari nell’ambito del network Salude&Trigu, e del Comune di La Maddalena, a conferma della volontà condivisa di sostenere iniziative culturali di qualità, capaci di coniugare alta formazione, produzione artistica e valorizzazione del territorio.
Olbia, il Festival Contrasti prende il via con una grande performance di Andrea Lucchi
Tre giornate di masterclass e concerto finale nella chiesa di Nostra Signora de La Salette per la prima tromba solista dell’Accademia nazionale di Santa Cecilia
OLBIA. Con la masterclass di tromba di Andrea Lucchi nella Chiesa Nostra Signora de La Salette, a Olbia si è aperto ufficialmente il Festival Internazionale Contrasti. Una manifestazione che nel corso dell’anno si protrarrà con numerosi appuntamenti in luoghi suggestivi della Gallura e del Sassarese dedicati alla musica classica e al jazz.
Il maestro Lucchi, prima tromba solista dell’orchestra dell’Accademia nazionale di Santa Cecilia, è stato protagonista di tre giornate seminariali molto intense e seguite soprattutto dai giovani, concludendo questo importante appuntamento sardo con un concerto per ensemble di trombe che ha coinvolto una quindicina di esecutori provenienti da tutta l’isola e in parte da varie regioni d’Italia.
Grande soddisfazione è stata espressa dalla direttrice artistica Laura Cocco: «Siamo molto felici che il festival sia partito con un’attenzione rivolta alla didattica per i giovani, perché uno degli aspetti principali della manifestazione vuol essere l’attenzione alle nuove generazioni di musicisti. I ragazzi erano entusiasti, c’è stata da subito un’ottima intesa e la possibilità di scoprire segreti e singolarità dell’utilizzo professionale di uno strumento per nulla scontato».
Andrea Lucchi incarna l’eccellenza nel panorama musicale internazionale, una figura di spicco la cui carriera testimonia un talento straordinario e una dedizione assoluta alla musica. Il suo ruolo come prima tromba solista in una delle istituzioni musicali più prestigiose d’Italia, e nel mondo, lo colloca al vertice della gerarchia orchestrale, confermando la sua maestria tecnica e la sua profonda musicalità.
Diplomato al conservatorio Gioacchino Rossini di Pesaro, Lucchi ha completato i suoi studi distinguendosi alla Hochschule für Musik di Detmold in Germania, e nel corso della sua carriera ha avuto numerose collaborazioni con alcune tra le più importanti orchestre sinfoniche nazionali ed internazionali, tra cui l’Orchestra Sinfonica della RAI, l’Orchestra Filarmonica della Scala, l’Orchestra del Maggio Musica le Fiorentino, la NDR Sinfonieorchester di Amburgo, l’Orchestra della SWR di Freiburg e l’Orchestra Sinfonica del Concertgebow di Amsterdam. Docente di diverse importanti realtà didattiche nazionali e internazionali, ha suonato in ogni continente diretto dai nomi più importanti della musica classica.
A Olbia il maestro ha approfondito gli accorgimenti tecnico esecutivi della tromba con un’attenzione alla musica d’insieme e agli aspetti solistici. Sono stati eseguiti brani che vanno dal repertorio barocco sino al cinema contemporaneo. Tra i partecipanti alla masterclass ragazzi di ogni età, a partire dalle scuole medie fino al perfezionamento post conservatorio e ai professionisti.
Il maestro tornerà in Gallura per un secondo appuntamento con il Festival internazionale Contrasti tra fine giugno e i primi di luglio, quando presenterà un’altra masterclass e un concerto solistico.
Il focus su comuni come Olbia, dove la programmazione artistica è spesso limitata rispetto alle grandi città, è uno degli obiettivi del progetto per ridurre il divario di opportunità culturali tra aree centrali e periferiche della Sardegna, contribuendo a un’equilibrata ridistribuzione sul territorio. La manifestazione è organizzata dall’Associazione Contrapunctum in collaborazione con l’Associazione Ars Aurelia di Sassari e il contributo della Fondazione di Sardegna.
Andrea Delogu non Candidato: Malcontento in Forza Italia per la sua Costante Assenza
La persistente assenza di Andrea Delogu dalle competizioni elettorali solleva preoccupazioni e scontento tra i membri di Forza Italia, nonostante il sostegno storico del partito.
redazione
13/05/2024 1 minuto di lettura
Nell’ultima tornata elettorale si è riconfermata l’assenza di una figura di spicco: Andrea Delogu, già presidente della Fondazione Meta e influente nel panorama politico, non ha mai partecipato come candidato in alcuna elezione. Questa scelta continua a suscitare un evidente malcontento all’interno di Forza Italia, un partito che lo ha sempre appoggiato e “sponsorizzato”.
Il fatto che Delogu abbia scelto di non “pesarsi” nelle urne — un’espressione gergale per indicare la partecipazione a elezioni — desta non poche perplessità tra membri e osservatori. Emergono interrogativi sulle possibili mancanze di coraggio o sulla previsione di una sconfitta certa, alimentando speculazioni sulla sua decisione di rimanere al di fuori delle sfide elettorali.
Allo stesso tempo, si pone l’accento sull’obbligo morale di Delogu verso Forza Italia, il partito che ha continuamente creduto in lui. La sua scelta di non impegnarsi in prima linea viene percepita come un abbandono, soprattutto da quei “gregari” del partito, i candidati meno in vista che ora potrebbero sentirsi declassati e meno incentivati a lottare vigorosamente, ritenendosi in una posizione di secondo piano.
Recentemente, anche Mario Conoci, il Sindaco di Alghero, ha posto l’attenzione su questa “anomalia” tramite il suo profilo Facebook. Conoci ha fatto riferimento a Delogu, senza nominarlo direttamente, usando l’epiteto di Don Abbondio, il noto personaggio manzoniano simbolo di timidezza e indecisione, etichettandolo come lo “stratega” di Forza Italia. Questo commento ha suscitato ulteriori discussioni e riflessioni sulla posizione di Delogu all’interno del partito e il suo impatto sulla strategia politica complessiva.
Credi che la decisione di Andrea Delogu di non candidarsi possa influenzare il futuro di Forza Italia nelle prossime elezioni?
Quali impatti pensi che la costante non partecipazione di Delogu possa avere sul morale e sull’impegno degli altri membri del partito?
Come valutare l’importanza dell’obbligo morale dei politici verso il loro partito ei loro sostenitori, soprattutto quando hanno ricevuto un sostegno continuo?
Che effetto pensi che le parole del Sindaco Conoci possano avere sulla percezione pubblica di Andrea Delogu e di Forza Italia?
Il Caso Capo Caccia: Tra Giustizia e Politica, il Futuro di Andrea Delogu.
L’ex commercialista dell’hotel e prominente figura politica di Forza Italia ad Alghero, Andrea Delogu, patteggia nel processo per bancarotta. Quale futuro lo attende? Il parere di Elias Vacca, Marco Tedde, Toti Columbano, Roberto Ferrara
l’editoriale di Fausto Farinelli – 14 Nov. 2023
Alghero – Il dibattito si infiamma nella comunità di Alghero in seguito alle recenti sentenze d’appello che coinvolgono Andrea Delogu, noto esponente politico di Forza Italia e presidente della Fondazione Alghero, in relazione al crac finanziario dell’hotel Capo Caccia. La sua posizione politica e sociale, un tempo inattaccabile, ora è oggetto di scrutini dopo il patteggiamento che ha ammesso una parte di responsabilità nel tracollo finanziario dell’hotel.
La vicenda giudiziaria dell’hotel Capo Caccia si tinge di sfumature politiche. Andrea Delogu, al centro delle indagini per il suo ruolo di commercialista durante i periodi critici che hanno portato al fallimento dell’hotel, e al tempo stesso figura di spicco nella politica locale, si trova ad affrontare non solo le ramificazioni legali, ma anche quelle etiche e politiche.
Con una condanna di due anni con pena sospesa ottenuta tramite patteggiamento, la sua immagine pubblica potrebbe essere messa a dura prova. La Procura ha evidenziato manovre finanziarie dubbie che hanno eroso il patrimonio dell’hotel, valutato in circa 15 milioni di euro, sottolineando il ruolo di Delogu in queste operazioni.
Cosa è il Patteggiamento?
Il patteggiamento è una procedura presente nel sistema giudiziario italiano che permette ad un imputato di concordare con il giudice una pena ridotta per il reato di cui è accusato, evitando così un processo pieno.
In parole semplici, funziona più o meno così: se una persona è accusata di un reato, invece di andare a processo, può scegliere di patteggiare. Questo significa che l’imputato accetta una pena concordata (che di solito è inferiore a quella massima prevista per quel reato) e in cambio, il processo viene semplificato o addirittura evitato.
Riguardo all’ammissione di colpa, il patteggiamento non è un’ammissione di colpa nel senso classico. In molti sistemi giuridici, ammettere la colpa significa dichiararsi colpevole del reato. Nel patteggiamento, invece, l’imputato non dichiara esplicitamente di essere colpevole, ma accetta di essere punito per il reato. È più una questione pratica: l’imputato accetta una pena per chiudere il caso e per evitare i rischi e i costi di un processo lungo e incerto.
La decisione di un imputato di accettare il patteggiamento non implica necessariamente che egli ammetta interiormente di aver commesso il reato. Ci sono diverse ragioni per cui un imputato potrebbe scegliere di patteggiare, e non tutte sono legate all’ammissione di colpa.
Evitare il rischio di una pena maggiore: Un imputato potrebbe scegliere di patteggiare perché teme che, se il caso andasse a processo, potrebbe ricevere una pena più severa. Questo può accadere anche se l’imputato si sente innocente o non è completamente convinto della propria colpa.
Ridurre l’incertezza: Un processo può essere lungo e il suo esito è incerto. Patteggiando, un imputato può risolvere il caso più rapidamente e con una pena conosciuta, evitando l’ansia e l’incertezza di un processo.
Risparmiare sui costi: I processi possono essere costosi, non solo in termini di denaro ma anche di tempo e stress emotivo. Patteggiare può essere visto come un modo per ridurre questi costi.
Considerazioni strategiche: In alcuni casi, l’imputato e i suoi avvocati possono ritenere che patteggiare sia la migliore strategia legale, data la situazione specifica, le prove disponibili, e altri fattori.
Nel panorama politico italiano, diversi politici hanno recentemente affrontato processi giudiziari, optando per la strada del patteggiamento. Questa pratica, seppur legittima nell’ambito legale, solleva questioni riguardo la compatibilità tra l’esercizio di un ruolo pubblico e l’essere soggetti a procedimenti penali.
Uno dei casi più recenti è quello dell’europarlamentare di Fratelli d’Italia, Carlo Fidanza, e del deputato dello stesso partito, Giangiacomo Calovini. Indagati per corruzione, hanno concordato con la Procura di Milano un patteggiamento a un anno e 4 mesi, con pena sospesa e senza interdizione dai pubblici uffici. Secondo l’accusa, l’accordo illecito avrebbe favorito l’assunzione del figlio di un ex consigliere comunale come assistente di Fidanza in cambio di vantaggi politici per Calovini.
Un altro caso riguarda Luca Palamara, ex presidente dell’Associazione nazionale magistrati, che ha patteggiato a quattro mesi di reclusione per traffico d’influenze illecite, coinvolgendo due imprenditori. Questo patteggiamento segue quello a un anno, pena sospesa, per il suo coinvolgimento con l’imprenditore Fabrizio Centofanti. In quest’ultimo caso, Palamara è accusato di aver messo a disposizione le sue funzioni in cambio di utilità personali.
Anche personaggi come Umberto Bossi e Giulio Centemero della Lega sono stati coinvolti in processi giudiziari. Bossi, condannato per violazione della legge sul finanziamento pubblico ai partiti, e Centemero, condannato in primo grado per finanziamento illecito, rappresentano ulteriori esempi di questa problematica intersezione tra politica e giustizia.
In qualità di presidente della Fondazione Alghero, un ente che si pone come punto di riferimento culturale e sociale per la città, Delogu si trova ora ad affrontare la questione dell’opportunità politica. Il suo impegno in Forza Italia e la posizione di prestigio all’interno della Fondazione sollevano interrogativi ineludibili: è opportuno che mantenga la sua carica in un’istituzione di tale importanza per la comunità, mentre la sua figura è stata macchiata da un’accusa così grave?
Marco Tedde esponente di FI ad Alghero, già Sindaco della città interpellato dalla nostra redazione risponde così:
Patteggiare ritengo sia stata una scelta prudente. Il patteggiamento non corrisponde a una condanna. È la conclusione di una trattativa col PM al fine di eliminare i rischi sempre presenti in un processo. Anche, e soprattutto, per gli innocenti. I benefici più rilevanti sono lo sconto della pena fino ad un terzo e l’inidoneità della sentenza a produrre effetti vincolanti nei giudizi civili ed amministrativi. È stata revocata anche l’interdizione dai pubblici uffici che era stata disposta nei suoi confronti. Con il patteggiamento inoltre viene esclusa dal processo la parte civile.
in riferimento all’opportunità politica di presentare le dimissioni da Presidente della Fondazione Alghero, Tedde risponde così:
Non mi pare proprio. Se tutti i soggetti inquisiti o che hanno definito processi con patteggiamento dovessero dimettersi, si svuoterebbero i ranghi politici-amministrativi e le aule consiliari regionali e comunali e il Parlamento. Il patteggiamento, ripeto, non è ammissione di colpevolezza o una condanna. Peraltro, le sue dimissioni creerebbero danni alla Fondazione e alla Città difficilmente quantificabili. Abbiamo la massima stima e gratitudine per il presidente Delogu, che nella sua attività professionale e politica ha sempre agito in modo irreprensibile.
Toti Columbano di Sardegna al centro 20-20 ed ex esponente di spicco di Forza Italia commenta così:
Non mi permetto di fare valutazioni sulle decisioni del dr Delogu e della sua difesa circa l’accordo ( il patteggiamento è un’altra cosa) raggiunto con il procuratore generale in base al quale è stata sensibilmente ridimensionata la condanna in primo grado tanto da dichiarare la pena sospesa. circa la opportunità politica fi fare un passo indietro non ne vedo ragioni. Non vi è incomatibilita alcuna e l’opportunità politica solitamente invocata in questi casi si traduce solitamente in un mero pretesto privo di fondamento e come tale, appunto, strumentale ad una opportunità che nasconde l’ipocrisia.
Roberto Ferrare del Movimento 5 stelle dichiara:
Per quanto riguarda l’opportunità politica, non mi aspetto tanto un passo indietro del diretto interessato, quanto una valutazione politica da parte di chi governa e decide le sorti della nostra città, ovvero di chi è responsabile dell’affidamento dell’incarico, perché in questo caso la sensibilità e la responsabilità verso i nostri concittadini è del Sindaco.
L’Avv. Elias Vacca difensore del Commercialista Andrea Delogu è di questo avviso:
Sul piano tecnico-giuridico non esistono preclusioni ad assumere cariche in enti pubblici o privati. Il giudizio sull’opportunità non spetta a me, ne’ al dottor Delogu. Semmai chi allega la inopportunità, stante la riferibilita’ della vicenda processuale ad attività professionale (e non collegabile ad alcun incarico pubblico) di oltre dieci anni fa, dovrebbe estrinsecarne le ragioni. Nei reati fallimentari molto frequentemente ci si trova imputati, come in questo caso, per situazioni pregresse o azioni successive determinate da altri, la responsabilità è quasi oggettiva. È il rischio che talvolta, come questa volta, corre l’amministratore che cerca di salvare la baracca. Concordare la sanzione non costituisce ammissione di responsabilità, è piuttosto una resa processuale.
Un dettaglio non meno inquietante emerge: l’assenza totale di copertura –al momento della stesura dell’articolo – da parte dei media locali online. Una tale omissione non solo pone dubbi sull’integrità del giornalismo locale, ma solleva anche interrogativi sull’equilibrio di potere tra le istituzioni mediatiche e politiche.
Di fronte a questo vuoto informativo, anche il silenzio delle opposizioni non fa che amplificare l’eco di domande che meritano di essere poste:
Qual è il ruolo del giornalismo locale nel garantire trasparenza e rendicontazione pubblica delle vicende che coinvolgono figure di spicco nella comunità?
È possibile che l’informazione sia filtrata o addirittura omessa in base a interessi politici o relazioni personali all’interno della città?
Come possono i cittadini di Alghero esigere e ottenere un’informazione completa e non parziale su questioni di pubblico interesse?
In che modo l’assenza di un dibattito aperto e di comunicati ufficiali dalle opposizioni influisce sulla percezione della democrazia e della responsabilità politica nella città?
Domande aperte ai lettori:
Dovrebbe Andrea Delogu ritirarsi dalla guida della Fondazione Alghero per preservare la fiducia della comunità e l’integrità dell’ente che rappresenta?
Può un politico coinvolto in vicende giudiziarie così delicate continuare a svolgere un ruolo pubblico senza influenzare negativamente la percezione dei cittadini nei confronti delle istituzioni che guida?
Delogu rappresenta un punto fermo della Fondazione Alghero, le sue eventuali dimissioni causerebbero dei danni alla stessa?
Benessere Animale, lettera aperta dell’assessore Andrea Montis
L’enorme impegno profuso dal Comune di Alghero nella lotta al randagismo e, più in generale, a favore del benessere animale, ha prodotto negli anni notevoli riconoscimenti anche a livello nazionale, quali per ultimo il premio “Animali in città 2021”. Lo dicono i risultati del decimo rapporto nazionale di Legambiente in cui Alghero ha ottenuto il miglior piazzamento tra tutti i 656 comuni che hanno fornito dati nella valutazione dei 9 indicatori relativi al quadro delle specifiche regole. È però evidente che tutto ciò non è possibile con il solo forte impegno del personale comunale che opera nel Servizio Ambiente, o della Compagnia Barracellare, vi sono costi da sostenere che, per quanto si cerchi di contenerli, comunque devono trovare adeguata copertura. Faccio riferimento innanzitutto al mantenimento e alla cura dei cani ospitati presso il canile convenzionato, che mensilmente incide sulle casse comunali per una media di circa 30.000 euro, somma che è lievitata negli ultimi mesi non a causa dell’incremento del numero degli ospiti, ma per l’inflazione che ci ha costretti a riconoscere, giustamente, la variazione certificata dall’ISTAT, non essendo ovviamente immaginabile scaricare sul gestore l’aumento del costo sostenuto da loro stessi. Tra le azioni che richiedono un investimento, vi sono le sterilizzazioni incentivate: Dall’anno 2019 e sino al 2021 è stato possibile erogare a numerosi cittadini con ISEE ridotto un aiuto che consente di abbattere notevolmente il costo della sterilizzazione delle gatte e delle cagne, permettendo così di prevenire gravidanze indesiderate che, più di una volta, conducono ad abbandoni che per l’amministrazione regolarmente si traducono in un costo ben superiore all’ammontare del contributo stesso. Sono numerose le persone che continuamente chiedono di poter accedere a tale misura, ma che allo stato attuale è purtroppo priva di copertura finanziaria. Abbiamo anche potuto realizzare due aree di sgambamento sperimentali, attuando così la prima parte del più ampio ed ambizioso piano che prevede di realizzare spazi simili in ogni quartiere cittadino e a Fertilia, così come abbiamo acquistato tutte le attrezzature veterinarie necessarie ad allestire una sala da porre a disposizione dell’ASL di Sassari perché possa intervenire direttamente ad Alghero, per esempio, nella sterilizzazione dei gatti delle colonie, rendendo molto più veloce ed efficace l’azione, ma purtroppo il continuo lievitare dei costi in campo edilizio ci ha sinora impedito di fare alla struttura gli adeguamenti necessari. Questo “di più”, che fa davvero la differenza nella qualità dei servizi che il Comune può erogare, ha trovato copertura nel rimborso che la Regione (attraverso il servizio veterinario delle ASL) ha riconosciuto all’Amministrazione nel 2020, per i quali la nostra città è risultata essere prima in assoluto per ammontare ricevuto, definito sulla base di una serie di parametri che tengono conto della qualità e del livello di attività svolta. Da allora non sono pervenute ulteriori risorse: sappiamo che c’è stata una rivisitazione delle regole di attribuzione, sappiamo anche che vi sono state alcune riunioni tra i responsabili veterinari delle ASL sarde, ai quali è affidato il compito di verificare le rendicontazioni pervenute dai Comuni, e che Alghero ha sempre trasmesso per tempo, ma non si hanno più notizie dell’assegnazione del contributo, del quale mancano all’appello tre annualità e sta maturando la quarta. Sono risorse fondamentali senza le quali non ci è possibile effettuare tutta quella serie di investimenti programmati, i cui effetti positivi nel tempo si tradurranno non solo in un notevole miglioramento dei servizi disponibili per i proprietari di cani residenti stabilmente, ma anche in un ulteriore motivo perché il nostro territorio possa essere scelto come luogo privilegiato per trascorrere le vacanze in compagnia del proprio amico a quattro zampe, con chiare ed ovvie ricadute positive su tutto il tessuto economico. Allo stesso tempo gli investimenti si tradurrebbero in un contenimento della spesa futura: si pensi solo alla limitazione delle nascite e alla prevenzione degli abbandoni. Lancio quindi un appello alla Regione Sardegna: dia mandato urgente affinché le risorse arretrate vengano assegnate ed erogate con sollecitudine, consenta ai Comuni di proseguire nell’opera già intrapresa di lotta al randagismo e nel miglioramento dei servizi dedicati al benessere animale. Tutta l’Isola ne avrebbe un enorme beneficio.
Andrea Montis, Assessore alle Politiche Ambientali del Comune di Alghero
Andrea “Bubu” Melis coordinatore Sport di AicsIl già maestro di Tathiana Garbin, numero 22 al mondo, diventa manager anche della Responsabilità sociale a disposizione dei circoli e degli iscritti all’Associazione italiana cultura e sport. “Abbiamo individuato il professionista con le esperienze ideali per i nostri giovanie per l’insieme delle nostre attività” dice Andrea Lobina
Professionalità ed esperienze di alto profilo. Andrea “Bubu” Melis, maestro nazionale e internazionale di tennis approda all’Aics Cagliari. L’Associazione italiana sport e cultura ha chiamato il professionista al coordinamento del settore Sport e delle politiche di Responsabilità sociale (Csr). “In un’ottica di potenziamento del servizio e di sempre maggiore vicinanza al mondo sportivo dilettantistico abbiamo affidato questi incarichi a un professionista accreditato e gran conoscitore del mondo sportivo isolano” dice Andrea Lobina. Il presidente dell’Aics-Cagliari spiega: “Il nostro ente, da oltre mezzo secolo, è sinonimo di attenzione e sensibilità nei confronti delle associazioni sportive. Con la nomina siamo certi di aver alzato di molto l’asticella potendo contare non solo su professionalità e passione di uno sportivo vero. Bubu Melis ha maturato grande esperienza nel mondo competitivo federale e, soprattutto, nell’inclusione e della responsabilità sociale sportiva”.
Missione speciale. A disposizione dei circoli e di club, degli iscritti e degli istruttori dell’Aics-Cagliari, Andrea Melis – premiato di recente da Giovanni Malagò e dalla giuria dei Premi Coni-Ussi 2022 per il libro “Tennis aut-Quattro scambi ra tennis e autismo” – è tecnico federale di tennis, ha avuto esperienze anche alla guida di squadre di serie A, da allenatore di top player, coordinatore di accademie e settori giovanili, Grande conoscitore dell’ambito sportivo dilettantistico, sarà riferimento delle associazioni affiliate all’Associazione italiana cultura e sport per la condivisione di progetti didattici e sportivi. Con qualifica da Manager dello sport, potrà collaborare anche per ideare, studiare e realizzare progetti sportivi in chiave inclusiva e con una grande attenzione alla Responsabilità sociale.
Cagliari, 18 dicembre 2022
Padre Andrea Marongiu è il nuovo parroco di Santa Maria La Palma
Chiara Francini, Gero Grassi e Andrea Purgatori, Camilla Boniardi “Camihawke”, rassegna letteraria sul filo del discorso
Comune di Olbia
ASSESSORATO ALLA CULTURA
BIBLIOTECA CIVICA SIMPLICIANA
Rassegna Letteraria “Sul Filo del Discorso” IX edizione
Piazzale ex scolastico – Vicolo della Refezione
Gli appuntamenti della Rassegna proseguono con tre imperdibili appuntamenti: Chiara Francini, Gero Grassi e Andrea Purgatori, Camilla Boniardi “Camihawke”.
Lunedì 12 luglio ospite della Rassegna sarà la scrittrice ed attrice Chiara Francini con il libro “Il cielo stellato fa le fusa”- Rizzoli,una sorta di rivisitazione del Decamerone narrata dal punto di vista di un adorabile e altezzoso felino.
Dialoga con l’autrice il blogger Salvatore Gusinu.
4 ragazze e 4 ragazzi, provenienti da un mondo diverso, restano chiusi in una villa cntuosa a Fiesole, in compagnia di una governante e di un gatto. Che fare se non ispirarsi al Decameron di Boccaccio e mettersi a novellare?
È, questa che vi narro, una storia che prende vita sulle colline di Firenze, durante un giorno di maggio, in una dimora dal nome che pare scritto da Petrarca. O da Biancaneve. Villa Peyron al Bosco di Fontelucente. In questa magione profumata di fiori, caffellatte e bucati s’ha da svolgere, durante un fine settimana, un convegno prelibato che parla di Cibo e Cultura. I partecipanti, golosi di bellezza e d’arte, vengono da ogni angolo del creato. Governante e regina della magione è la Lauretta, colei che tutto tiene a bada, sbenedizionando a destra e a manca col mestolo disinvolto, la cucina sopraffina e la ciabatta lesta quanto la lingua. Ma d’improvviso, accade l’impensabile. Il variopinto bouquet d’umani si trova rinchiuso, sprangato per un tempo assai più lungo di quello immaginato. Una clausura involontaria, un perimetro stretto stretto, anche se straordinario. Che ne sarà dei nostri sventurati, alla ventura? Sconosciuti gli uni agli altri. In fondo anche a se stessi. E non potendo più uscire, che si fa? Ci si ispira al Decameron del Ser Boccaccio, si raccontano novelle!
Chiara Francini nata a Firenze e cresciuta a Campi Bisenzio, è una scrittrice e attrice di teatro e cinema. Collabora con “La Stampa” come editorialista. Per Rizzoli ha pubblicato i romanzi bestseller Non parlare con la bocca piena (2017) e Mia madre non lo deve sapere (2018), entrambi disponibili in BUR. Il suo ultimo libro è Il cielo stellato fa le fusa (2020).
Giovedì 15 luglio, sarà la serata di approfondimento, organizzata in collaborazione con il Consiglio Regionale della Puglia, dedicata al “caso Moro” con la presentazione del libro “Aldo Moro, la verità negata”. L’incontro vedrà come protagonisti, l’autore del libro, l’on. Gero Grassi – funzionario del Consiglio Regionale della Puglia e componente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul caso Moro insieme ad Andrea Purgatori, giornalista di lungo corso e conduttore del programma televisivo trasmesso da La7, “Atlantide”.
La XVII legislatura del Parlamento è terminata ed i lavori della Commissione Moro-2 pure. Ritengo doveroso raccontare l’intero percorso che dal 2013 fino al 2018 mi ha visto protagonista, insieme ad altri, della ricerca della verità sull’eccidio di via Fani e sul rapimento ed omicidio di Aldo Moro. Il bisogno di verità mi spinge a questo lavoro insieme all’affetto di sei compagni che mai mi hanno lasciato durante il viaggio della speranza e della verità: Aldo Moro, Oreste Leonardi, Domenico Ricci, Raffaele Iozzino, Giulio Rivera, Francesco Zizzi. In questo lavoro utilizzo anche il materiale che Maria Fida e Luca Moro hanno raccolto per decenni: i giornali che parlano di Aldo Moro. Una enormità di stampa ingiallita: quella che va dal 1978 ad oggi. Assieme tutta la corrispondenza di Maria Fida che va dal 16 marzo al 9 maggio 1978, le testimonianze ricevute durante la prigionia del padre, le lettere dei cittadini italiani che ricordano Aldo Moro per un incontro o per una cortesia ricevuta. Ed ancora le lettere di tantissimi brigatisti che dagli anni ottanta scrivono a Maria Fida a causa del suo gesto di perdono. Le lettere di persone squilibrate che insultano Moro per le sue idee politiche. Le testimonianze della candidatura di Maria Fida al collegio senatoriale di Bitonto del 1987 e le lettere conseguenti alla sua fuoriuscita dalla DC. Tante lettere di uomini politici di tutti i partiti. Infine oggetti personali di Aldo Moro. Un enorme archivio di documenti pubblici e privati. On. Gero Grassi
“Aldo Moro: la verità negata” è il titolo del volume che l’on. Gero Grassi ha pubblicato al termine della scorsa legislatura e dei lavori della Commissione Moro II. Il tutto con le prefazioni di Maria Fida Moro, primogenita di Aldo Moro, di Giuseppe Fioroni, presidente della Commissione Moro II, dell’ex fondatore delle Brigate Rosse Alberto Franceschini e del presidente del Gruppo Pd alla Camera Ettore Rosato. Pubblicati, inoltre, importanti scritti inediti di Giulio Andreotti, Alberto Franceschini, Leonardo Sciascia e Martin Schulz.
Nel libro sul caso Moro, il deputato terlizzese propone tutto il lavoro svolto dal 2013 al 2018 dalla Commissione Moro II per la ricerca della verità sull’eccidio di via Fani, in cui il 16 marzo del 1978 furono barbaramente assassinati i componenti della scorta dello statista salentino Domenico Ricci, Oreste Leonardi, Raffaele Iozzino, Francesco Zizzi e Giulio Rivera. Un lavoro faticoso, caratterizzato dallo studio di un enorme archivio di documenti pubblici e privati ed articoli giornalistici dell’epoca, messi a disposizione da Maria Fida e Luca Moro. “La verità – scrive Grassi – è quella che emerge dalle indagini ed è suffragata da prove certe”. Prima della Commissione Moro II, infatti, la verità che si conosceva sul caso Moro era tutta rilevata dal Memoriale Faranda-Morucci. Nella terza Relazione Moro, approvata dalla Camera dei Deputati il 13 dicembre 2017, si dice, invece, che “emerge un particolare rapporto di Morucci con apparati dello Stato e figure istituzionali, con i quali si avviò nel corso degli anni ’80 una forma di interlocuzione, in un sovrapporsi di piani tra la vicenda criminale e quelle politico-giudiziarie. Ciò favorì un processo di rielaborazione a posteriori della vicenda Moro, che costituisce un grande problema politico-culturale aperto, perché per molti aspetti si tradusse in una sorta di negoziato di cui l’opinione pubblica fu tenuta sostanzialmente all’oscuro”.
La documentazione e le novità prodotte dal certosino lavoro della Commissione d’inchiesta restituiscono ad Aldo Moro “un grande spessore politico e intellettuale, facendo emergere il suo martirio laico, nel quale si evidenziarono le sue qualità di statista e cristiano”. Parole di chiusura della terza relazione sul Caso Moro, la cui verità è stata raccontata dall’on. Gero Grassi anche in più di cinquecento incontri organizzati in tutta Italia e non ancora terminati. “Il rapimento – sottolinea Grassi – dimostra quanto Moro non fosse un uomo da abbattere, ma da distruggere”.
E per finire venerdì 16 luglio la Rassegna dedica la serata ai lettori più giovani insieme alla star del web, influencer da 1,2 milioni di follower, Camilla Boniardi, nota sui social con il nome di “Camihawke”, che presenterà il suo romanzo d’esordio dal titolo “Per tutto il resto dei miei sbagli” – edito da Mondadori.
Dialogherà con l’autrice il giornalista de La Nuova Sardegna, Paolo Ardovino.
Camilla Boniardi nasce a Monza il 21 giugno 1990. Dopo un percorso di studi classici e aver conseguito la laurea in Giurisprudenza decide di abbandonare i codici e intraprendere la strada dalla comunicazione. Conosciuta come Camihawke, è uno dei personaggi che ha saputo meglio coniugare la presenza sul web con quella degli altri media: la sua esperienza alterna la radio all’intrattenimento televisivo. È stata co-conduttrice del programma “Girl Solving” su Radio2; è tra le protagoniste di “Pink Different” su FoxLife; ha affiancato Carlo Cracco nel cooking show “Nella mia cucina” su Rai2. Nel 2019 Camihawke diventa Ambasciatrice AIRC, viene votata come Miglior Instagrammer ai Macchianera Internet Awards e partecipa come speaker a TedX Rimini.
Sabato sera ad Alghero (Ss),”Lovin’ James” con Stefano Nosei e Andrea Maddalone
Comunicato stampa del 16 luglio Sabato sera (18 luglio, ore 21.30) ad Alghero (Ss) “Lovin’ James” con Stefano Nosei e Andrea Maddalone per il secondo appuntamento della rassegna JazzAlguer. *
Inaugurata con successo domenica scorsa con un doppio concerto della cantante Franca Masu, la rassegna JazzAlguer, organizzata dall’associazione culturale Bayou Club-Events con la direzione artistica di Paolo Fresu, propone questo sabato (18 luglio) ad Alghero (Ss) il suo secondo appuntamento; e saranno decisamente altre sonorità e atmosfere a caratterizzare la serata con Stefano Nosei, sul palco allestito nello spazio de Lo Quarter a partire dalle 21.30. In “Lovin’ James”, questo il titolo dello spettacolo, il musicista e cabarettista spezzino, accompagnato dalla chitarra di Andrea Maddalone, rilegge infatti, con la consueta leggerezza che ha sempre caratterizzato la sua comicità in musica, grandi successi del pop internazionale – come “Barbie Girl”, “Satisfaction” dei Rolling Stones, “The Wild Boys” dei Duran Duran, tra gli altri – ma interpretandoli e cantandoli alla maniera di James Taylor, “il massimo cantore del lato delicato delle cose”. Stefano Nosei, voce e chitarra, coinvolge e accompagna il pubblico trovando attinenze e collegamenti con personaggi e storie della canzone italiana, e proponendo alcune ballads da “American Standard”, il disco di James Taylor pubblicato lo scorso febbraio, insieme ad altri classici del grande cantautore statunitense, oltre alle canzoni di “Lovin’ James”,l’album del 2015 di Nosei con Maddalone (con Paolo Fresu, Rocco Tanica e Faso di Elio e le Storie tese, tra gli ospiti), da cui è nata l’idea dello show di scena sabato sera ad Alghero, tra concerto, teatro-canzone e cabaret. Biglietti a dieci euro, in vendita ad Alghero da Cyrano Libri Vino e Svago, in via Vittorio Emanuele II, 11, lunedì, mercoledì e venerdì dalle 19 alle 20.30; sabato sera (18 luglio) botteghino aperto dalle 20.30 a Lo Quarter. Prossimo appuntamento in calendario per la terza edizione di JazzAlguer, sabato 25 luglio, con il trio del contrabbassista Salvatore Maltana, con Marcello Peghin alla chitarra e l’armonicista Max De Aloe; il 3 agosto sarà quindi la volta del duo formato da Paolo Fresu (tromba e flicorno) e Daniele di Bonaventura al bandoneon, seguito cinque giorni dopo (8 agosto) dalla pianista siciliana Sade Mangiaracina con il cantante e suonatore di oud tunisino Ziad Trabelsi; il 17 spazio a una formazione di primo piano sulla scena jazzistica sarda, il quartetto Roundella della cantante Francesca Corrias con il contrabbassista Filippo Mundula, Mauro Laconi alla chitarra e Gianrico Manca alla batteria, mentre il 30 agosto sul palco de Lo Quarter planerà il trioTimepiece di Mariano Tedde (pianoforte) Nicola Muresu (contrabbasso) e Massimo Russino (batteria) con la partecipazione del sassofonista Emanuele Cisi; sipario sulla rassegna il 3 settembre con il progetto Swing Duets della cantante torinese Valentina Nicolotti e della sassarese Denise Gueye, accompagnate dal trio del pianista Salvatore Spano, con Alessandro Atzori al contrabbasso e Ciccio Brancato alla batteria. Per informazioni e prenotazioni: [email protected], tel. 3288399504 – 3391161674. Altre notizie e aggiornamenti sul sito www.jazzalguer.it e alla pagina www.facebook.com/jazzalguer. La terza edizione di JazzAlguer è promossa dall’associazione culturale Bayou club-events con il contributo e la collaborazione della Camera di Commercio di Sassari nell’ambito del bando Salude&Trigu, della Fondazione Alghero, del Comune di Alghero e della So.Ge.A.AL. S.p.A. – Aeroporto di Alghero, Consorzio Turistico Riviera del Corallo, Domos – Associazione Club di prodotto e Co-House Sardinia; media partner: Catalan TV, Radio Onda Stereo e Alguer.it. * * * Bayou Club-Events, Reg. Salondra, 50 • 07041 Alghero (Ss) cell. 328 83 99 504 • e-mail: [email protected] • [email protected] www.jazzalguer.it • ww.facebook.com/jazzalguer instagram: JazzAlguer
L’Assessore all’Ambiente Andrea Montis: “Il nuovo appalto per la pulizia delle spiagge è da riscrivere e dovrà coinvolgere tutti”.
Alghero, 17 giugno 2020 – Un nuovo capitolato per la pulizia delle spiagge, da riscrivere insieme a tutti i soggetti coinvolti, pronto per la stagione 2022. L’incontro in Commissione ambiente convocata dal presidente Christian Muals per discutere insieme alle associazioni ambientaliste di tutti gli aspetti connessi alla preservazione e salvaguardia dei litorali, è stato utile per l’Assessore all’Ambiente Andrea Montis per un confronto sullo stato di attuazione delle azioni e sulle prospettive di miglioramento del servizio che l’Amministrazione vuole mettere al centro, preparandosi per il dopo-scadenza del contratto previsto nella stagione 2021. “La nuova visione della tematica – ha detto ieri Andrea Montis – dovrà necessariamente differenziare gli interventi in base ai luoghi ( San Giovanni non è uguale a Maria Pia o al Lazzaretto). Gli interventi dovranno essere svolti non solo partendo dal mese di Aprile ma, anche al fine di ottimizzare gli sforzi, spalmarsi ( nel rispetto delle norme)durante tutto il corso dell’anno. Una nuova visione, quindi, che dovrà essere in grado di far incontrare le doverose azioni di tutela ambientale con le esigenze di carattere economico e turistico”.L’Assessore all’Ambiente ha ritenuto doveroso, intanto, illustrare alla Commissione gli aspetti relativi alla pulizia dei litorali, oggetto in questi giorni di critiche. “Qualcuno continua a gridare a ritardi, ritardi rispetto a cosa? l’anno scorso finimmo di pulire le spiagge ad agosto inoltrato, e non se ne può dare certo colpa a nessuno.Tutti le vorremmo pronte da aprile, ma le norme lo impediscono e non dipende solo da noi, le foglie di posidonia fanno parte delle nostre spiagge e solo il clima decide quando non farne arrivare più. C’è molto da lavorare culturalmente”. Solo una settimana fa si erano conclusi i lavori di asporto, ma i nuovi spiaggiamenti hanno riportato la situazione allo stato pre-pulizia. I lavori continuano, insomma.“Lo facciamo serenamente tutti i giorni – commenta Montis – e sfido a chiunque a dire che i mezzi son stati anche un solo giorno fermi. Ad ultimo ripuliremo il primo tratto di San Giovanni dove i problemi veri non sono quelli della posidonia ma di un canale su cui c’è da intervenire, senza propaganda”. Infine un cenno agli “interventi di facciata”. “Chi amministra non può andare solo alla ricerca di consenso, deve costruire presupposti solidi per la risoluzione dei problemi.Il risultato immediato è bello ma dura pochi mesi, avremmo modo di verificare quanto rimane di certi interventi e se potranno dirsi congrui rispetto alle spese anche straordinarie affrontate”. “Per essere più espliciti – aggiunge sull’argomento il presidente della Commissione Christian Mulas – non basta nascondere la polvere sotto il tappeto o meglio, la posidonia sotto la sabbia”. Il Presidente della Commissione Christian Mulas ha posto inoltre l’accento sul fatto che “oggi parlare dei nostri litorali con questo approccio condiviso è un primo passo verso vere politiche di sensibilizzazione ambientale, e parlare della posidonia in questo periodo in cui le spiagge sono al centro dell’attenzione è anche segno di attenzione verso il bene prezioso del nostro ambiente”. In Commissione è emersa inoltre l’esigenza di concentrare eventuali sforzi sulla spiaggia di Fertilia, che soffre particolarmente e dove bisognerà iniziare presto a portar via quei cumuli di posidonia presenti accumulati sino all’anno scorso.