CONFARTIGIANATO SARDEGNA–C.STAMPA–20-01-23–ARTIGIANATO ARTISTICO-3mila visitatori Salone Botteghe Sassari

ARTIGIANATO ARTISTICO – Il “Salone delle Botteghe” di Sassari
festeggia il primo mese di apertura: 3mila visitatori, 300 pezzi
esposti di 25 maestri artigiani da tutta la Sardegna. Primo bilancio
della riapertura del “Padiglione Tavolara”. Lai e Rau (Confartigianato
Sardegna): “La sinergia tra pubblico e privato porta buoni frutti”.
L’Associazione Artigiana apre la lista dei produttori interessati a
esporre e a vendere.

3mila visitatori, 175 ore totali di apertura, 25 maestri artigiani
espositori, 10 arti produttive, oltre 300 pezzi in mostra e alcune
migliaia di euro di vendite.
Sono questi i numeri del primo mese di attività del “Salone delle
Botteghe” a Sassari, l’area espositiva all’interno del “Padiglione
Tavolara” gestita da Confartigianato Sardegna, in  collaborazione con
“Menti Vaganti” e grazie al finanziamento del Comune di Sassari.

Moderni, tradizionali o di design; sono i tappeti, i cuscini, i
quadri, gli arazzi, i cestini, i coltelli, i complementi d’arredo, i
gioielli, gli abiti, le borse ma anche le maschere, le ceramiche, i
piatti, le creazioni in marmo, vetro, legno e ferro battuto, le pipe e
i mosaici, tutti oggetti tipici della tradizione artigiana sarda che
gli artigianati-artistici, provenienti da Benetutti, Nule, Pattada,
Sassari, Nuoro, Sennori, Ozieri, Aggius, Mamoiada, Santa Teresa di
Gallura, Serrenti e Simaxis, hanno voluto rivisitare e trasformare in
articoli unici che hanno visto l’interesse di esperti, ospiti e
turisti sardi e di numerose scuole e Istituti d’arte provenienti da
ogni zona dell’Isola.

“Siamo molto soddisfatti per il successo che ha avuto il “Salone” in
questo primo mese di apertura e di rilancio dell’intero “Padiglione” –
commenta Maria Amelia Lai, Presidente di Confartigianato Imprese
Sardegna – questo a dimostrazione di come la sinergia tra pubblico, in
questo caso il Comune di Sassari, e il privato, come Confartigianato,
possa portare ottimi frutti quale la valorizzazione di una struttura
chiusa da decenni e di un settore artigiano che rappresenta l’identità
del popolo sardo”. “Siamo contenti anche per gli artigiani che hanno
creduto a questo progetto partecipando e affidando i pezzi alla
struttura – continua la Presidente – sfruttando gratuitamente lo
spazio per proporre agli acquirenti oggetti realizzati in ceramica,
vetro, legno, pelle, pietre, ferro battuto e coltelleria, tessile,
gioielli, intreccio, ricamo con filati e tessuti. Possiamo affermare
che tutti gli espositori hanno fatto interessanti affari”.

Ogni fine mese ci sarà il turn over degli artigiani e dei pezzi: nuovi
produttori e nuovi prodotti, che potranno essere ammirati e
acquistati.

“Stiamo approntando la lista degli espositori che vorranno partecipare
nei prossimi mesi – afferma Marco Rau, Presidente di Confartigianato
Sassari – a tal proposito vogliamo ricordare come il “Salone delle
Botteghe” sia a disposizione di tutti gli artigiani sardi che
volessero far conoscere, esporre e vendere le loro produzioni: le
candidature sono aperte. Ricordiamo che i maestri artigiani, durante i
prossimi mesi, si alterneranno in rotazione in 7 fasi espositive che
consentiranno alle aziende di lavorare, mettere in mostra e vendere i
loro manufatti”.

“Vogliamo puntare sulla valorizzazione delle eccellenze
dell’artigianato artistico e tradizionale, dalla moda al complemento
di arredo, con dimostrazioni e lavorazioni dal vivo per esaltare il
saper fare dei Maestri – continua il Presidente – ciascun artigiano ha
la possibilità di esporre i propri prodotti. Il visitatore può,
quindi, ammirare le migliori produzioni artistiche locali, dove
creatività, design, materie prime di alta qualità esprimono il meglio
dell’autentico Made in Sardegna per dare vita a manufatti originali e
irripetibili”. “Come Associazione Artigiana siamo onorati che il
Comune di Sassari ci abbia scelto come partner per rilanciare
l’Artigianato all’interno del Padiglione – conclude Rau –
un’iniziativa che valorizza le eccellenze artigiane in una location
davvero unica che avrà un luminoso futuro anche oltre questa
iniziativa: già ora si sta confermando un importante volano per
l’animazione del centro di Sassari”

L’Associazione Artigiana, insieme a “Menti Vaganti”, a breve
presenterà il programma delle iniziative culturali e di animazione che
si svolgeranno all’interno del Padiglione; musica, lettura,
laboratori, degustazioni e sfilate di moda. Inoltre iniziative per
premiare le migliori artigiane e anche un contest fotografico.

Confartigianato Sardegna ricorda come lo spazio rimanga aperto dal
martedì alla domenica, la mattina dalle 10 alle 13, e il pomeriggio
dalle 17 alle 20.

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Responsabile Ufficio Stampa Confartigianato Imprese Sardegna




CONFARTIGIANATO SARDEGNA–C.STAMPA–20-12-22–ARTIGIANATO ARTISTICO-Inaugurazione Padiglione Tavolara Sassari-Dichiarazione Marco Rau

ARTIGIANATO ARTISTICO – A Sassari l’inaugurazione del Padiglione
Tavolara: riapre anche il “Salone delle Botteghe”. Marco Rau
(Presidente Confartigianato Sassari): “L’artigianato artistico e di
design della Sardegna torna finalmente nella vera e unica “casa” del
saper fare dei maestri sardi”.

“L’artigianato artistico e di design della Sardegna, torna finalmente
nella vera e unica “casa” del saper fare dei maestri sardi. Un luogo
che ha sempre rappresentato l’avanguardia e la sperimentazione e che,
da oggi in poi, verrà riconosciuto a livello nazionale, come simbolo
di originalità, unicità ed eccellenza dei pezzi e di creatività degli
imprenditori e delle loro arti. Da qui si riparte per far rinascere la
vera cultura artigiana sarda, fatta di radici e di passato ma,
soprattutto, di futuro. E questo lo si deve soprattutto al Comune di
Sassari che con noi artigiani ha voluto condividere idee e percorso”.

Con queste parole Marco Rau, Presidente di Confartigianato Imprese
Sassari, durante l’inaugurazione del Padiglione Tavolara a Sassari, ha
voluto commentare il rilancio anche del “Salone delle Botteghe”, lo
spazio al piano terra, avvenuto grazie progetto finanziato
dall’Amministrazione Comunale, e dalla collaborazione di
Confartigianato con “Menti Vaganti”.

Tale superficie, con le sue 10 aree dedicate, sarà destinata ad
altrettante arti produttive quali ceramica, vetro, legno, pelle,
pietre, ferro battuto e coltelleria, tessile, gioielli, intreccio,
ricamo con filati e tessuti, che saranno rappresentate in 10 distinti
colori. Confartigianato, quindi, ha voluto proporre una selezione di
eccellenti artigiani che, pur in continuità con la grande tradizione
sarda, sono attenti alla ricerca, allo stile, alla qualità e alla
tecnica. I numerosi maestri, per questo, si alterneranno in rotazione
in 7 fasi espositive che consentiranno alle aziende di lavorare,
mettere in mostra e vendere i loro manufatti. Anche gli interni
saranno realizzati da aziende sarde del legno; gli allestimenti,
infatti, sono stati studiati appositamente per ospitare prodotti delle
diverse tipologie merceologiche.

L’Associazione Artigiana ricorda come con l’idea presentata al Comune,
sin dai primi mesi dell’anno, si sia voluto riprendere la funzione
dello spazio nell’originaria destinazione ideata da Tavolara e Badas e
quindi il Padiglione tornerà a essere un luogo prezioso per spiriti
alla ricerca di quell’intimo equilibrio tra manualità e arte, dove il
passato torna ad essere presente nella sua essenzialità e dove il
futuro trova forma in una inaspettata meraviglia.

“Vogliamo puntare sulla valorizzazione delle eccellenze
dell’artigianato artistico e tradizionale, dalla moda al complemento
di arredo, con dimostrazioni e lavorazioni dal vivo per esaltare il
saper fare dei Maestri – continua Rau – ciascun artigiano avrà la
possibilità di esporre i propri prodotti, dai manufatti in legno a
quelli in ferro o vetro, dalla moda all’artigianato tipico e di
tradizione, dai mobili ai gioielli. Il visitatore potrà, quindi,
ammirare le migliori produzioni artistiche locali, dove creatività,
design, materie prime di alta qualità esprimono il meglio
dell’autentico Made in Sardegna per dare vita a manufatti originali e
irripetibili”.

“Come Associazione Artigiana siamo onorati che il Comune di Sassari ci
abbia scelto come partner per rilanciare l’Artigianato all’interno del
Padiglione, un’iniziativa che valorizza le eccellenze artigiane in una
location davvero unica – conclude il Presidente di Confartigianato
Sassari – l’evento si inserisce alla perfezione nel percorso di
valorizzazione dell’artigianato artistico sardo che la Regione e il
Comune stanno portando avanti da tempo, nella consapevolezza che la
creatività, l’arte e la maestria degli artigiani rappresenti uno dei
più riconoscibili biglietti da visita della Sardegna nel mondo per
offrire, in questo senso, una importante occasione per far conoscere e
rendere fruibile l’artigianato artistico nelle sue molteplici
sfaccettature”.

LA RIPARTENZA

Dopo due anni di stop, la ripartenza delle iniziative al chiuso come
questa di Sassari, rappresenta un forte segnale di ripresa, economica
e sociale che in questo caso coinvolge moltissime realtà del nord
della Sardegna e del resto dell’Isola. Un appuntamento importantissimo
che permetterà al grande pubblico di tornare ad ammirare dal vivo
creazioni artigianali di ogni tipo: un’infinita varietà di manufatti
che strizzeranno l’occhio al design e alla tradizione, senza
dimenticare la possibilità di poter comprare pezzi unici. Confermando
l’importanza e la rivalutazione del fatto a mano artigianale, la
rassegna avrà come obiettivo quello di incantare il pubblico,
proiettando l’inventiva del passato sul futuro e aprendo un dialogo
virtuoso tra mestieri antichi e progettazione moderna. Il risultato
sarà un insieme di oggetti in grado di esaltare le peculiarità
dell’artigianato. Permetterà anche di ammirare pezzi unici e
incontrare artigiani d’eccezione che, con le loro idee e tecniche,
daranno forma a bellezza e originalità, valorizzando e promuovendo
l’alto artigianato sardo, che rappresenta a pieno titolo il meglio del
Made in Sardegna. L’Isola, da sempre, punta sull’artigianato artistico
e di tradizione e sui suoi talenti, che dimostrano di saper coniugare
l’innovazione alla storia e alle tradizioni e che rendono grande
l’Isola nel mondo. Con questa iniziativa intendiamo anche accendere i
riflettori sull’eccellenza delle imprese e dei designer sardi offrendo
un’occasione importante di promozione di uno dei settori che,
storicamente, sta contribuendo a trainare il comparto artigianale.

L’ARTIGIANATO ARTISTICO DELLA SARDEGNA

L’artigianato tipico e tradizionale della Sardegna, rappresenta
l’immagine vera e propria della cultura e delle radici dell’Isola. E’
la sensazione che gli altri hanno della nostra regione. L’artigianato
artistico costituisce un grande patrimonio culturale ed economico e
rappresenta nel mondo l’emblema del gusto, della creatività,
dell’unicità del made in Sardegna. Il “fatto ad arte sardo”, per la
sua capacità di essere pezzo unico e su misura è per la nostra regione
un’enorme risorsa creativa e reattiva contro l’omologazione del gusto
indotta dalla globalizzazione e rappresenta la difesa della memoria,
dell’identità e della diversità. I coltelli di Pattada, i tappeti di
Aggius e Nule, l’arte dell’intreccio di Castelsardo e Sennori, il
Corallo rosso di Alghero sono alcune delle eccellenze dell’artigianato
tipico tradizionale dell’Isola. Le produzioni artistiche, tipiche e
tradizionali descrivono l’immagine vera e propria della cultura e
delle radici della nostra Isola. L’attività artigiana delle imprese
del tipico e tradizionale sardo, nei vari territori, è importante dal
punto di vista dell’attrattività e del mantenimento della tradizione e
della memoria.

Infine, questa esposizione di pezzi quasi unici, servirà anche a
dimostrare, ancora una volta, come sia estremamente necessario
tutelare in ogni maniera possibile questi artigiani-artisti: dobbiamo,
insieme alle Istituzioni, lavorare perché queste preziose professioni
non vadano disperse.

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Responsabile Ufficio Stampa Confartigianato Imprese Sardegna




Cori a tenore, artigianato e degustazioni:sabato 17 e domenica 18 appuntamento a Dolianova con la quarta edizione del festival “Dolia è”

Musica, cultura e artigianato si fondono con le degustazioni delle eccellenze

enogastronomiche del territorio per un fine settimana ricco di sorprese. Ospiti

cori S’affuente di Ottana, Untana Vona di Orgosolo, Su Connottu di Fonni,

Santa Ruche di Oniferi, le maschere tradizionali dei Merdules Bezzos di

Ottana, il suonatore di launeddas Fabrizio Rosas e la concorrente di

Masterchef Alessandra Nioi. Organizza il Comune

con l’associazione Framentu.

15 dicembre 2022

Due giorni nel segno delle tradizioni popolari e del canto a tenore, capaci di fondersi con le eccellenze enogastronomiche e le produzioni artigianali del Parteolla, per un fine settimana ricco di sorprese. Sabato 17 e domenica 18 dicembre appuntamento a Dolianova con la quarta edizione di “Dolia è”, il festival dedicato alla cultura folklorica e tradizionale della Sardegna, con costumi, canti, balli, oggetti e maschere della tradizione, organizzato dal Comune di Dolianova in collaborazione con l’associazione Framentu e con il patrocinio dell’Assessorato del turismo, artigianato e commercio della Regione Sardegna.

Ospiti d’onore saranno i cori Tenores S’affuente di Ottana, Tenores Untana Vona di Orgosolo, Tenores Su Connottu di Fonni e Tenores Santa Ruche di Oniferi che dal palco allestito in Piazza Europa condurranno il pubblico alla scoperta della bellezza di questa forma di espressione artistica isolana, dichiarata nel 2008 dall’Unesco “patrimonio dell’umanità”, mentre per le vie del centro storico sfileranno le maschere Sos Merdules Bezzos di Ottana.

Già dalle 10.30 di sabato mattina piazza Brigata Sassari si animerà grazie a numerosi espositori, hobbisti, artigiani e artisti locali che proporranno le loro creazioni, così come non mancheranno i costumi, sapori e profumi e dell’associazione di cultura medievale Memoriae Dolia Episcopatum. Stand dedicati ai produttori e agli artigiani verranno allestiti anche in Piazza Europa insieme a un Infopoint nel quale sarà possibile prenotare tour e visite guidate e avere una lista delle attività ricettive disponibili sul territorio.

“Dolia è” offrirà infatti anche l’opportunità di andare alla scoperta dei siti di interesse archeologico e culturale di Dolianova come la bellissima Cattedrale medievale di San Pantaleo, per la quale sono stati organizzati tour guidati da prenotare sul sito e nel caso in cui ci siano ancora disponibilità, nell’infopoint presente alla manifestazione in collaborazione con l’associazione Atobius.

Tutto il programma sarà accompagnato dalle immancabili degustazioni delle eccellenze agroalimentari del territorio con i prodotti delle Cantine di Dolianova, Argiolas Formaggi, Copar, Myrsine Liquori e altri. Anche in questo caso sono previsti tour guidati delle aziende locali con degustazione dei prodotti a pagamento.

Oltre alle degustazioni, “Dolia è” proporrà la possibilità di assaggiare street food e di accedere ad una zona stand ristoro curata dalle associazioni locali in collaborazione con le aziende produttive del territorio, dove sarà possibile pranzare, degustare vini e prodotti tipici della tradizione e assistere allo show cooking “Suoni divini” che avrà come protagonista la concorrente di Masterchef la chef Alessandra Nioi e partecipare ai laboratori con i maestri pastai, per la preparazione dei malloreddus e dei michittus.

La serata di sabato si concluderà nel segno della contemporaneità con il dj set “Good Wine Musica selection”.

Domenica alle 12.30 ritorna invece la tradizione con le launeddas di Fabrizio Rosas, un artista che tiene concerti in Italia e all’estero, collabora con artisti e cori polifonici di diversa estrazione musicale. Pluristrumentista della formazione etnofolk Sonadas, con il gruppo strumentale Cuncordia a Launeddas ha contribuito ad animare le Messe celebrate a Cagliari dai Papi Benedetto XVI e Francesco.

La manifestazione si concluderà domenica alle 18.30 con il “Gran Concerto di Natale”, nella chiesa di San Biagio, a chiudere alle 19 lo showcooking con Alessandra Nioi.

IL PROGRAMMA

Sabato 17 dicembre

10.30 Apertura infopoint e inizio tour guidati, apertura stand artigiani e
hobbisti in piazza Brigata Sassari
10.30 Laboratorio pasta tradizionale fatta a mano – malloreddus e micchittus
11.30 Apertura area degustazioni apertura stand tradizioni medievali
memoriae dolia episcopatum
13.00 Apertura area del gusto fregola con funghi e zucchine, malloreddus
alla campidanese
16.00 Sfilata di maschere tradizionali con i Sos Merdules Bezzos di Ottana
17.00 Esibizione di Canto a Tenore con i Tenores Untana Vona di Orgosolo
18.00 Esibizione di Canto a Tenore con i Tenores S’Affuente di Ottana
19.30 Good wine music selection DJ set

Domenica 18 dicembre

10.30 Apertura infopoint e inizio tour guidati, apertura stand artigiani e
hobbisti in piazza Brigata Sassari
10.30 Laboratorio pasta tradizionale fatta a mano – malloreddus e micchittus

12.00 Apertura area degustazioni apertura stand tradizioni medievali
memoriae dolia episcopatum
12.30 Esibizione con le launeddas a cura di Fabrizio Rosas

13.00 Apertura area del gusto fregola con funghi e zucchine, malloreddus

      alla campidanese

16.30 Esibizione di Canto a Tenore con i Tenores Su Connottu di Fonni

17.30 Esibizione di Canto a Tenore con i Tenores Santa Ruche di Oniferi

18.30 Gran Concerto di Natale nella chiesa di San Biagio

19.00 Suoni Divini: showcooking con Alessandra Nioi






ARTIGIANI IN AEROPORTO
Tre giornate alla scoperta delle eccellenze dell’artigianato sardo in esposizione

OLBIA, 17 dicembre 2021 – La Geasar, società di gestione dell’aeroporto di Olbia, in collaborazione con l’Assessorato del Turismo della Regione Sardegna, organizzano tre giornate di dimostrazione degli artigiani sardi al lavoro per mostrare ai passeggeri i saperi degli antichi mestieri.
Nella Hall Centrale dell’Aeroporto Olbia Costa Smeralda sarà allestita un’esposizione colorata e significativa che offrirà al passeggero un’occasione per conoscere in diretta le lavorazioni di oggetti di artigianato artistico. Sarà così possibile assistere alla trasformazione di un’idea, personale e originale, in una creazione ed osservare come prende forma una delle più interessanti e autentiche attività della tradizione isolana tramandata dai maestri del “saper fare”.

A testimoniare queste abilità e ad animare i tavoli di lavoro sono stati selezionati sedici professionisti tutti certificati dalla piattaforma della Regione Sardegna. Gli “Artigiani in aeroporto” sono infatti un condensato delle categorie presenti nel sito sardegnartigianato.com gestito dalla struttura dell’Assessorato regionale del Turismo, Commercio e Artigianato.

I professionisti delle botteghe si trasferiranno per tre giorni, dalle ore 14 alle ore 20, nell’area centrale dell’aerostazione di Olbia, trasformando la corsia prima degli imbarchi in un percorso di bellezza dove sarà anche possibile acquistare direttamente dagli artigiani.

A partecipare con le loro dimostrazioni saranno per la categoria della lavorazione della ceramica: Doriana Usai di Assemini (CA), Arianna Leoni di Santa Teresa Gallura (OT) e Gruppo Interno di Rosaura Sanna di Nuoro; per la tessitura e la lavorazione di tessuti, Sartapp di Samugheo (OR), Tessile Prof Cannas di Aggius (OT), La Robbia di Atzara (NU), Atelier Marinella Staico di Assemini (CA), King George di Grazia De Vita di Quartu Sant’Elena (CA); per la scultura e lavorazione della pietra, Atiartisticu di Narbolia (OR); per la modellazione del legno, InWood Cun Sa Linna di Villanovaforru (VS) e Satodà di Mamoiada (NU); per l’oreficieria i due orafi Giuseppe Flore di Sassari e i fratelli Nieddu di Dorgali (NU); a rappresentare la categoria della lavorazione del vetro la Vetro Tiffany Alcoa di Simaxis (OR), mentre per il metallo Roberto Ziranu di Nuoro e AV Metal di Sarule (NU).

Nei tre giorni di “Artigiani in aeroporto” si alterneranno le voci di tre interpreti della musica etnica e pop italiana diretti dello speaker radiofonico Max Borrelli che, con la neonata rassegna “Borrelli &

friends” creerà l’atmosfera giusta per stabilire con i maestri artigiani un contatto ancora più riservato ed uno scambio più empatico rafforzato dai collegamenti radio in collaborazione con Radio Supersound.
L’iniziativa si unisce ad altri eventi pensati e ideati dalla Geasar per la divulgazione e la conoscenza di quell’evoluzione e innovazione che la tradizione artigianale sarda esprime confrontandosi con il passato e adattandosi ai gusti e alla cultura dei nostri giorni.




EBAS SARDEGNA-ENTE BILATERALE ARTIGIANATO SARDEGNA-Comunicato Stampa-Sostegno imprese Coronavirus FSBA-08-05-2020

CoronaVirus – Imprese artigiane della Sardegna in difficoltà: il Fondo
di Solidarietà Artigiano, la “cassa integrazione artigiana”, ha già
erogato più di 2milioni e 300mila euro agli addetti del settore.
Nell’Isola arrivate domande da 4.125 imprese a sostegno di 11.069
addetti. Manconi (Presidente EBAS): “Soddisfatte tutte le domande ma
le risorse sono terminate. Aspettiamo il ripristino del Fondo da parte
del Governo, come previsto per il prossimo decreto”.

Ammonta a 2.305.854,28 di euro la somma che il Fondo di Solidarietà
Bilaterale dell’Artigianato (FSBA), la cassa integrazione del sistema
artigiano, ha già erogato a 1.893 imprese artigiane della Sardegna per
sostenere il reddito di 4.695 dipendenti del settore. L’erogazione
delle somme è stata consentita, in attesa delle risorse stanziate dal
Governo, nel rispetto delle risorse proprie accumulate nel tempo dalla
regolare contribuzione delle imprese artigiane al Fondo di solidarietà
bilaterale dell’artigianato.

Altre 1.885 realtà artigiane, che hanno presentato domanda per 4.835
lavoratori, e che sono risultate idonee, sono invece in attesa che il
Fondo possa erogare con le risorse arrivate dal Governo Nazionale.

“A tempo di record, con tutte le problematiche legate al lockout e con
uno sforzo enorme da parte del personale – commenta Marina Manconi,
Presidente dell’EBAS – abbiamo soddisfatto tutte le richieste
possibili con i fondi che erano a disposizione”.  “A oggi abbiamo
chiuso tutte le pratiche pervenuteci a marzo – continua la Presidente
– e appena verrà completato il trasferimento delle nuove risorse dal
Governo al Fondo, anche le richieste in stand by saranno esaudite. Per
questo, la nostra Struttura Nazionale sta esercitando la dovuta
pressione affinché tali risorse arrivino prima possibile”. “In ogni
caso – sottolinea Marina Manconi – stiamo procedendo con la massima
celerità per garantire sostegno ai dipendenti delle imprese e alle
loro famiglie. Stiamo accelerando perché vogliamo che le nostre
realtà, cuore pulsante dell’Isola, arrivino intatte all’appuntamento
con la ripresa economica. Non vogliamo lasciare indietro nessuno”.

“Questa settimana – rimarca la Presidente – sono stati inviati al
nazionale ulteriori ordini di pagamento per 4.835 lavoratori per un
ammontare di Euro 2.323.827 sperando che le risorse messe in campo dal
cosiddetto Decreto Cura Italia siano sufficienti a coprirli tutti”.

In Sardegna, il totale delle domande arrivate, e protocollate,
interessano 4.125 imprese per 11.069 dipendenti. 1.214 imprese hanno
fatto domanda dalla provincia di Cagliari per 3.444 dipendenti; 167
imprese per 415 dipendenti sono della provincia di Carbonia-Iglesias,
149 aziende e 431 dipendenti arrivano dal Medio Campidano, 439
attività per 1.083 dipendenti arrivano da Nuoro, 123 imprese e 278
dipendenti sono dall’Ogliastra, 461 aziende e 1.266 dipendenti
arrivano da Olbia-Tempio, 351 imprese e 911 dipendenti provengono da
Oristano e 922 realtà per 2.446 dipendenti sono state inviate da
Sassari. In più ci sono 302 imprese, con 795 dipendenti, la cui
indicazione territoriale non è ancora stata rilevata.

Per ciò che riguarda i settori, la quantità più rilevante di domande
arriva dalle imprese di produzione e lavorazione di metalli (1165
realtà e 3044 dipendenti). Seguono le attività di servizi vari (984
imprese e 2158 lavoratori), dell’alimentazione (631 imprese e 1849
operatori) e dell’installazione di impianti (543 realtà e 1503
addetti).

“L’erogazione tempestiva dei trattamenti FSBA nell’Isola, è il
risultato di un lavoro che il mondo della bilateralità artigiana della
Sardegna ha messo in campo, da subito, con l’obiettivo di mettere in
sicurezza il patrimonio più grande di ogni impresa, i propri
collaboratori – prosegue la Presidente Manconi – abbiamo compreso le
necessità delle attività travolte da una crisi inaspettata,
rispondendo tempestivamente alle richieste di tutto il comparto
artigiano delle piccole e medie imprese aderenti alla bilateralità
artigiana”. “Questo obiettivo – conclude – lo stiamo raggiungendo
anche grazie alla collaborazione delle Associazioni di Categoria,
delle Organizzazioni Sindacali e dei Consulenti, tutti sottoposti a
una enorme pressione”.

L’FSBA supporta le realtà artigiane della Sardegna in difficoltà, con
i loro dipendenti, dei settori alimentare, benessere, comunicazione,
legno-arredo, moda, riparazione e manutenzione macchinari,
ristorazione, trasporto e logistica, che hanno ridotto o sospeso
l’attività a causa del Coronavirus.
Gestito dell’EBAS, l’Ente Bilaterale per l’Artigianato della Sardegna,
grazie all’accordo sottoscritto insieme a Confartigianato Imprese,
CNA, Casartigiani e CLAAI e CGIL, CISL e UIL, il Fondo interviene
integrando, al momento, 9 settimane di reddito dei lavoratori, con un
assegno ordinario pari all’80% della retribuzione che sarebbe spettata
al dipendente (sino a un massimale lordo di 1199,72 euro).

Di fatto attivo dal 2016, l’FSBA rappresenta un obbligo di legge
previsto dal Decreto Legislativo 148/15 ed è lo strumento a tutela del
comparto che assicura un sostegno rapido ed efficace a tutte le
imprese artigiane di riferimento. E’ uno degli strumenti del sistema
bilaterale previsti dalla contrattazione collettiva dell’artigianato
che coinvolge tutte le imprese aderenti e non aderenti alle
associazioni di categoria in quanto eroga prestazioni di welfare che
sono indispensabili a completare il trattamento economico e normativo
del lavoratore previsto all’interno dei contratti collettivi di
categoria.

Le prestazioni presenti nei sistemi di bilateralità nazionale e
regionale rappresentano un diritto contrattuale di ogni singolo
lavoratore.

L’impresa, aderendo a EBAS e FSBA ottempera ai relativi obblighi
contributivi previsti dalla contrattazione nazionale, regionale e
dalla normativa in materia di ammortizzatori sociali e assolve ogni
suo obbligo in materia nei confronti dei lavoratori.




ARTIGIANATO ARTISTICO– 7mila imprese in Sardegna per prodotti ad alto valore estetico

ARTIGIANATO ARTISTICO – Quasi 7mila le imprese che in Sardegna
realizzano prodotti e offrono servizi alto valore estetico e
professionale. Matzutzi e Mameli (Confartigianato Sardegna): “Settore
sotto attacco e a rischio estinzione”.  Sotto accusa difficoltà
burocratiche, oneri nella trasmissione dell’attività, formazione
giovani, commercializzazione, produzioni in serie e contraffazione.

Confezionano abiti e calzature, intagliano il legno e scolpiscono la
pietra, modellano l’oro, l’argento e gli altri metalli, scattano
fotografie e girano filmati, creano profumi e cosmetici, conciano la
pelle e restaurano beni culturali, aggiustano orologi e strumenti
musicali.

Sono le 6.850 le imprese artigiane dell’artigianato artistico della
Sardegna che, con i loro 13.942 addetti, realizzano, prevalentemente
con tecniche manuali ad alto contenuto professionale, prodotti di
elevato valore estetico. Rappresentando il 19,7% di tutto il comparto
artigiano della Sardegna, e il 20% dei dipendenti, l’artigianato
artistico riunisce il capitale umano delle imprese che, creando valore
economico, culturale e sociale, realizzano prodotti ad alto contenuto
identitario ed esprimono la cultura dei popoli, rappresentando simboli
delle tradizioni e della creatività.

E’ questo, in sintesi, ciò che emerge dall’analisi effettuata
dall’Ufficio Studi di Confartigianato Sardegna per le MPI, con i dati
UnionCamere-Infocamere del primo trimestre 2019, relativa alle imprese
dell’Artigianato Artistico che lavorano ceramica, terracotta e simili,
chimica, cibo, legno e carta, metalli, metalli preziosi,
multimateriale, pelle e pelliccia, pietra, plastica e gomma, servizi
creativi, servizi di restauro, riparazione e tappezzeria, tessuti e
vetro, in ben 21 settori di attività quali abbigliamento,
abbigliamento su misura, alimentari, calzature, carta ed editoria,
ceramica, vetro, pietra, plastica e simili, fotografia e design,
gioielleria, metalli preziosi e orologi, intrattenimento creativo,
lavorazione artistica del vetro, lavorazione artistica della ceramica,
lavorazione artistica della pietra, legno, metalli, mobili,
pelletteria, profumi e cosmetici, restauro, riparazione e tappezzeria,
ricami e affini, strumenti musicali, occhialeria e altro e tessili.

A livello nazionale, la Sardegna occupa la sedicesima posizione come
numero di imprese. Al primo posto la Toscana (30.126 aziende), seguita
dalle Marche (12.110) mentre all’ultimo posto c’è la Liguria (6.896),
contro un totale nazionale di 288.733.

Tra i territori, 2.655 realtà, con 5.325 dipendenti, sono registrate
nella vecchia provincia di Cagliari, 2.307 in quella di Sassari che
offrono lavoro a 4.758 addetti, 1.331 a Nuoro con 2.596 lavoratori, e
557 a Oristano che chiude con 1.263 addetti.

Le più consistenti numericamente sono le imprese della lavorazione dei
metalli (1.331 imprese e 2.562 addetti), seguite dal quelle del legno
(1.139 e 1949 operatori), dalle aziende che si occupano di strumenti
musicali e occhialeria (958 con 1756 lavoratori) e degli alimentari
(910 con 3.717).

All’interno del comparto, troviamo anche quelle che si occupano di
“tipico-tradizionale”, che in Sardegna, pur avendo numeri assai
ridotti, rappresentano l’immagine vera e propria della cultura e delle
radici della isolane. Quindi l’oreficeria (filigrana, oro, corallo,
monili, gioielli), i tessuti (tappeti, scialli, coperte), la ceramica
(terracotta), il legno (arredamento e radica), il sughero, la pelle, i
metalli non preziosi, i coltelli (leppe, pattadesi, arburesi), la
pietra, l’intreccio il vetro.

Secondo recenti indagini di Confartigianato, in Sardegna come nel
resto dell’Italia, troppe di queste realtà scompaiono nel silenzio
perché non reggono il ritmo delle produzioni industriali e perché, pur
economicamente valide, la loro diffusione commerciale è limitata.  Per
l’Associazione di Categoria, la tutela di tali professionalità avrebbe
bisogno di due elementi basilari: i fondi e le strutture. Il primo
fattore servirebbe a riequilibrare economicamente l’attività, ovvero
renderla competitiva da punto di vista commerciale, affinché mantenga
la propria identità artigianale, mentre il secondo sarebbe necessario
per farla “vivere”, esercitandola, ad esempio, in contesti che stiano
all’interno di spazi espositivi.

“L’artigianato artistico – afferma Antonio Matzutzi, Presidente di
Confartigianato Imprese Sardegna – costituisce un grande patrimonio
culturale ed economico e rappresenta nel mondo l’emblema del gusto,
della creatività, dell’unicità del prodotto made in Italy e made in
Sardegna”. “Il “fatto ad arte”, per la sua capacità di essere pezzo
unico e su misura – continua Matzutzi – è per la nostra regione e la
nostra nazione un’enorme risorsa creativa e reattiva contro
l’omologazione del gusto indotta dalla globalizzazione e rappresenta
la difesa della memoria, dell’identità e della diversità”.  “Ma
l’artigianato d’arte – mette in guardia il Presidente di
Confartigianato Sardegna – è anche tra i settori a maggiore rischio
d’estinzione, a causa degli alti costi d’impresa, delle difficoltà
burocratiche e degli oneri nella trasmissione dell’attività e nella
formazione dei giovani, dei problemi nella commercializzazione e del
fenomeno della contraffazione”.

Confartigianato Sardegna, per questo, da tempo si batte in difesa del
ruolo e dell’identità dei maestri artigiani, valorizzando le loro
botteghe, luoghi privilegiati di formazione, di trasmissione di valori
e di educazione al bello, ove nascono opere al confine con l’arte. In
questo senso le recenti battaglie dell’Associazione di Categoria per
tutelare l’artigianato artistico e promuovere l’occupazione dei
giovani attraverso una serie di azioni finalizzate a rilanciare
l’apprendistato, agevolare la creazione d’impresa, favorire
l’innovazione e la ricerca nelle tecnologie, negli stili e nei
materiali, coordinare le iniziative di promozione d’immagine e di
valorizzazione sul mercato ed avviare un nuovo rapporto tra
artigianato artistico, design e arte.

“Fino a pochi decenni orsono – commenta Stefano Mameli, Segretario di
Confartigianato Imprese Sardegna – il mestiere dell’artigiano veniva
tramandato di padre in figlio per generazioni o veniva affidato ai
giovani apprendisti che, con il passare degli anni diventavano
maestri”. “In questo modo veniva garantita la continuità storica e
culturale di questa antica arte – continua il Segretario – oggi,
purtroppo, le leggi del mercato impongono una riconversione della
forza lavoro e una riqualificazione del mondo del lavoro artigiano.
Non è un caso, infatti, che la vecchia bottega artigiana sia stata
quasi del tutto soppiantata da una struttura che si avvicina sempre
più nella produzione nella gestione economica e finanziaria alla
produzione industriale”.

Per Confartigianato Sardegna “sarebbe importante rivitalizzare il
settore per non disperdere il patrimonio creato nei secoli,
testimonianza autentica di una professionalità maturata in tanti anni
di lavoro che va assolutamente tutelata per trasferire alle nuove
generazioni la passione per le produzioni artigianali di qualità”.

“Riteniamo inoltre opportuno – continua Mameli – che si riprenda in
mano, in maniera seria, una forte politica sui marchi di qualità
dell’artigianato artistico, con un coinvolgimento del settore, che sia
finalizzata a tutelare le tante realtà imprenditoriali che a stento
sopravvivono nei nostri territori”.

Da parte dell’Associazione, inoltre, indice puntato verso lavoro nero
e abusivismo che, cronicamente, attanagliano il settore, definiti
“cancrena che sta portando alla devastazione tutto l’artigianato”.

“Una situazione – denuncia Confartigianato Sardegna – che o la si
combatte ancora più duramente oppure potrebbe condannare migliaia di
imprese alla chiusura in pochi anni. Nessuno deve più tollerare le
attività irregolari come se fossero, in qualche modo, legittime anche
se talvolta necessarie per la sopravvivenza di molte famiglie il
fenomeno è una grave minaccia soprattutto per gli artigiani e per le
piccole imprese: noi piccoli siamo le prime vittime della concorrenza
sleale di chi lavora senza rispettare le leggi”.




IMPRESE E LAVORO-Artigianato sardo tra apprendistato in calo e figure professionali difficili da trovare

IMPRESE E LAVORO – Artigianato sardo tra apprendistato in calo e
figure professionali difficili da trovare. Matzutzi (Confartigianato
Sardegna): “Necessari incentivi per creare, mantenere e tramandare il
lavoro nelle imprese”. Si al maestro artigiano e al passaggio
generazionale.

In Sardegna cala ancora l’utilizzo dell’apprendistato nelle imprese.

Negli ultimi 12 mesi, infatti, sono solo 2.427 i giovani sardi che
sono entrati nel mondo del lavoro con questo particolare contratto. Un
numero, purtroppo, inferiore ai 5.650 nuovi contratti under 30 a tempo
indeterminato stipulati nello stesso periodo.

Secondo l’indagine dell’Ufficio Studi di Confartigianato Sardegna, sui
dati INPS, quest’anno nell’Isola si sono contate solo 3,7 nuove
assunzioni con l’apprendistato ogni 100 nuovi rapporti under 30
attivati. Lo scorso anno furono 6,7 su 100.

Tale dato pone la nostra regione all’ultimo posto nazionale, subito
dopo il Molise (5,6) e la Basilicata (6,1). In testa, al contrario,
l’Umbria dove si contano 16,7 nuovi rapporti di apprendistato ogni
cento nuovi rapporti attivati per under 30; seguono il Veneto con 14,2
e la Toscana con 13,8%. Tutto contro la media nazionale del 10,8%.

“In Sardegna, continuiamo a ripeterlo – sottolinea Antonio Matzutzi,
Presidente di Confartigianato Imprese Sardegna – bisogna ripartire
dall’apprendistato per preparare i giovani ad entrare nel mercato del
lavoro. E’ necessario rilanciare questa “palestra” nella quale i
giovani studiano e lavorano, anche per soddisfare le esigenze di un
mondo che richiede competenze tecniche evolute imposte anche dalla
rivoluzione digitale”.  “Questo contratto continua a giocare un
importante ruolo di sostegno per l’occupazione dei giovani – continua
Matzutzi – confermandosi una risposta per le opportunità di lavoro
delle nuove generazioni”.

Tre le soluzioni proposte da Confartigianato Sardegna per mantenere
allineata la qualità dell’offerta e della domanda di lavoro. La prima
è la necessità di rendere lo strumento dell’apprendistato più
appetibile dal punto di vista del costo del lavoro a carico
dell’impresa, soprattutto al termine del percorso di apprendistato
laddove ci sia l’assorbimento in azienda del giovane. La seconda è il
consentire la valorizzazione del ruolo del maestro artigiano, l’unico
in grado di trasferire al giovane le conoscenze e competenze utili per
una corretta qualificazione professionale. La terza sarebbe il
rifinanziamento della Legge Regionale 12 del 2001, che metteva a
disposizione incentivi per le assunzioni degli apprendisti artigiani.

In ogni caso, anche nell’Isola, nonostante la cronica mancanza di
lavoro, tante imprese faticano a trovare figure professionali formate
e preparate.

In Sardegna, infatti, nel periodo compreso tra il 2018 e il 2019, le
imprese hanno previsto 96.620 assunzioni, di cui 19.570 di difficile
reperimento, pari al 20,3% del totale. Da sottolineare come molte
richieste siano legate alla stagionalità estiva e ai flussi turistici.

Tra le figure più ricercate, ci sono le professionalità legate al
digitale e all’Ict, ma anche i tecnici della vendita e della
distribuzione, meccanici e montatori di macchinari industriali e
assimilati, conduttori di mezzi pesanti e camion, addetti alla
gestione dei magazzini, conduttori di autobus, di tram e di filobus,
acconciatori, addetti all’accoglienza nei servizi di alloggio e
ristorazione, addetti all’assistenza personale, manovali e personale
non qualificato nell’edilizia civile, installatori e riparatori di
apparati elettrici ed elettromeccanici, cuochi in alberghi e
ristoranti, muratori in pietra, mattoni e refrattari.

“Prendendo con la dovuta cautela i dati sul mancato incontro tra
offerta e domanda di lavoro – continua Matzutzi – anche nella nostra
regione ormai siamo al paradosso: il lavoro ci sarebbe, la possibilità
di assumere anche ma mancano le figure professionali adatte”. “La
realtà – sottolinea il Presidente di Confartigianato Sardegna – è che
gli imprenditori hanno necessità, per la loro azienda, esclusivamente
di personale adeguatamente formato e pronto a operare in tutti i
settori.  Per questo, la Sardegna che produce non potrà mai esprimere
tutto il suo potenziale se non si allineeranno i percorsi formativi
alle esigenze delle aziende e se non si favorirà l’inserimento dei
giovani nelle imprese artigiane”.

L’Associazione Artigiana ribadisce la necessità far ripartire i corsi,
teorici e pratici aggiuntivi rispetto a quelli già previsti nei Piani
regionali di formazione professionale che potrebbero essere realizzati
nelle Botteghe Scuola.

Inoltre sarebbe utile adottare il Piano regionale di rilevazione dei
fabbisogni professionali delle imprese, con tempi certi e brevi per
l’erogazione della formazione, anche tramite voucher, e “ripensare”
l’apprendistato con un maggiore coinvolgimento dell’imprenditore e una
formazione teorica finanziata più mirata sul settore e sulle esigenze
delle imprese, anche tramite forme simili al praticantato nelle
professioni.

“Ricordiamo però che il lavoro nelle imprese lo si crea, e lo si
conserva, anche con i contributi a fondo perduto – conclude Matzutzi –
per sostenere le aziende artigiane coinvolte nel passaggio
generazionale a favore dei figli dell’imprenditore o dei dipendenti da
almeno cinque anni dell’impresa, tramite voucher per la fruizione da
parte del successore di servizi finalizzati allo start up della
propria esperienza imprenditoriale”.




CONFARTIGIANATO SARDEGNA–C.STAMPA–04-03-19–ARTIGIANATO E TURISMO – Crescono imprese artigiane legate turismo oltre 6.600

ARTIGIANATO E TURISMO – Crescono le imprese artigiane legate al
turismo: sono oltre 6.600. La Sardegna al sesto posto in Italia per
incidenza artigiana nel settore relax e vacanze. Matzutzi
(Confartigianato Sardegna): “Legame sempre più forte: gli artigiani
puntano sempre più nell’integrazione dei due settori”.

Sono 6.638 le imprese artigiane che in Sardegna sono coinvolte nel
mercato isolano delle vacanze, producendo beni, fornendo servizi e
somministrando prodotti di altre realtà come le aziende
agroalimentari, dei servizi balneari, della ristorazione, dei
trasporti, della ricettività ma anche della manifattura,
dell’abbigliamento, dell’intrattenimento e delle attività culturali.

Lo rileva l’elaborazione dall’Osservatorio di Confartigianato Sardegna
per le MPI (fonte UnionCamere-InfoCamere 2018), sull’artigianato
interessato dalle attività turistiche nell’isola, che sottolinea acome
queste rappresentino il 18,8% del totale delle imprese artigiane
registrate negli albi camerali in aumento rispetto al 18.4% dell’anno
precedente.

Con questo importante dato, l’Isola conferma il sesto posto nella
classifica nazionale delle piccole e medie imprese maggiormente
collegate al turismo; al primo la Sicilia con il 22,2% seguita dalla
Campania con il 21,2 contro una media nazionale del 15,89%.

“Dalle prelibatezze alimentari ai capolavori della manifattura
artistica, non c’è settore e attività in cui l’artigianato sardo non
brilli per capacità di attrazione turistica”.

Così il Presidente di Confartigianato Imprese Sardegna, Antonio
Matzutzi, commenta in dati delle imprese artigiane che lavorano a
stretto contatto con il turismo.

“Dal mare alla montagna, passando per le zone interne – continua
Matzutzi – c’è l’imbarazzo della scelta per i turisti che vogliono
scoprire, gustare, ammirare e acquistare il valore artigiano del
bello, buono e ben fatto made in Sardegna”.

Nelle province sarde, ben 2.656 imprese artigiane operano nel turismo
in provincia di Cagliari (in crescita di 44 unità rispetto all’anno
prima), 1.243 a Nuoro ( +9 rispetto alla precedente rilevazione) e
Sassari 2.296 (calo di 64 unità) e Oristano (-40, con una provincia
che sconta il non risolto problema della rilevazione dei dati
artigiani presso l’Albo Artigiani provinciale).

Sul fronte “turismo”, i dati ISTAT 2017 confermano l’appeal sempre
importante della nostra regione nei confronti dei vacanzieri. Infatti,
gli arrivi totali certificati sono stati 3milioni e 97mila, con il
48,2% di stranieri, per un totale di 14milioni e 222mila presenze
totali. La nota negativa è che queste presenze rappresentano solo il
3,4% del totale italiano (16% si reca nel Veneto, il 10% in Toscana e
il 9% in Lombardia).

La permanenza media nella nostra regione è di 4,6 giorni con un tasso
di turisticità di 8,6 (dato dalle giornate di presenza nel complesso
degli esercizi ricettivi per abitante) contro una media nazionale di
6,9 presenze per abitante.

In Sardegna. A livello provinciale, osserviamo la maggiore
concentrazione di presenze turistiche nella vecchia provincia di
Sassari (ora Sassari-Obia Tempio) con 1milione e 525mila arrivi e
7milioni e 492mila presenze e un tasso di turisticità di 15,2. Segue
il Sud Sardegna (vecchia provincia di Cagliari) con 450mila arrivi e
1milione 400mila presenze con un tasso di turisticità di 3,3. Poi
Nuoro con 457mila arrivi e 2milioni e 382mila presenze e tatto di
turisticità di 11,2. Chiude Oristano con 216mila arrivi e 635mila
presenze con il 4,0 di turisticità.

Un patrimonio che Confartigianato Sardegna valorizza con le tante
attività messe in campo dalle Associazioni territoriali, come gli
eventi che producono ricettività, sinergie, itinerari turistici,
turismo esperienziale.

“Da molti anni siamo impegnati – continua il Presidente – a promuovere
le aziende artigiane a vocazione turistica che danno ricettività e
constatiamo che è un settore con un trend in crescita e nel quale si
integrano, in una logica di filiera, i pubblici esercizi, le imprese
alimentari, quelle del trasporto persone e del tipico e tradizionale,
ma anche quelle dell’abbigliamento e del benessere in generale”

“Questi numeri ci dimostrano come il legame tra i due settori sia
ormai indissolubile e sempre più complementare – sottolinea – la
Sardegna è un’isola a vocazione turistica e tanti artigiani sono
pronti per continuare, sempre più ad abbracciare lo sviluppo di queste
attività”.

“Occorre, da un lato, migliorare il sistema istituzionale che governa
questi due settori – commenta il Segretario di Confartigianato
Sardegna, Stefano Mameli. – iniziando da un Assessorato che prenda in
giusta considerazione le esigenze e le specificità dell’intero
comparto artigiano, così come chiesto in campagna elettorale dalla
nostra Associazione ai Candidati Presidente”.  “Inoltre – conclude il
Segretario – occorrerà intervenire sulla continuità territoriale, sia
marittima che aerea, al fine di rendere più accessibile al turista il
trasporto verso la Sardegna che oggi, da questo punto di vista, è meno
competitiva di altre mete”.

L’artigianato interessato da attività turistiche nelle province (al
primo trimestre 2018).

Imprese artigiane legate al Turismo

% su totale imprese artigiane della Sardegna

Cagliari

2.656

19,8%

Nuoro

1.243

19,4%

Oristano

443

15,5%

Sassari

2.360

18,2%

Sardegna

6.638

18,8%

ITALIA

209.076

15,9%

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Responsabile Ufficio Stampa Confartigianato Imprese Sardegna