SASSARI-CONFARTIGIANATO SASSARI-C.STAMPA-10-02-2025-A 6 artigiani sassaresi il premio nazionale “Maestri d’Opera e d’Esperienza”.

A 6 artigiani sassaresi il premio nazionale “Maestri d’Opera e
d’Esperienza”. Da Confartigianato Sassari il riconoscimento per
l’impegno, la passione e la trasmissione di saperi e valori.

6 storici artigiani della provincia di Sassari sono stati insigniti
del premio “Maestri d’opera e d’esperienza”, riconoscimento nazionale
promosso da ANAP Confartigianato, l’Associazione degli Anziani e
Pensionati, per aver contribuito, con impegno, professionalità,
dedizione, competenza e passione, alla crescita e allo sviluppo
dell’artigianato nel Capoluogo e nella provincia, riuscendo anche a
trasmettere saperi e valori.

L’onorificenza è stata consegnata a Pasquale Casula,
autotrasportatore, Giovanni Battista Idda, maestro edile, Pietro
Ruggiu e Gavino Vacca, barbieri e parrucchieri, Costanzo Salis,
esperto di edilizia ecologica, e Sebastiano Seddaiu, edile e scultore,
dal Presidente di Confartigianato Sassari, Marco Rau, e dalla vice,
Maria Amelia Lai, in occasione degli 80 anni della costituzione
dell’Organizzazione Artigiana sassarese.

L’iniziativa, che ha richiamato oltre cento partecipanti per omaggiare
i protagonisti, è stata aperta dal discorso del rieletto Presidente di
Confartigianato Sassari che ha ripercorso la storia dell’Associazione
Artigiana che nell’arco di 80 anni si è sempre posta come riferimento
sia per le imprese che per i cittadini dell’intera provincia.

“Oggi non premiamo solo l’eccellenza nel lavoro, ma il valore di una
tradizione che si rinnova, la passione per il mestiere e la capacità
di lasciare un segno nelle comunità e nelle generazioni future – ha
affermato Marco Rau – il riconoscimento è il sigillo di una vita spesa
nell’arte del fare, nella precisione, nella fatica, nella
soddisfazione di creare con le proprie mani opere che durano nel
tempo”. “L’artigianato, da sempre, è il cuore pulsante del nostro
tessuto produttivo e culturale – ha aggiunto – dietro ogni mestiere,
ogni opera d’arte, ogni prodotto fatto con cura e dedizione, ci sono
mani esperte che tramandano conoscenze, competenze e valori”.

L’Albo, infatti, nasce con l’obiettivo di tutelare e promuovere
l’artigianato di qualità, garantendo il passaggio generazionale di
competenze fondamentali per mantenere un patrimonio economico e
culturale, avendo anche un ruolo attivo nella formazione delle nuove
generazioni, affinché il sapere artigiano non vada disperso.

“Oggi più che mai, in un mondo che corre veloce tra digitalizzazione e
produzione di massa, l’importanza della manualità, della creatività e
dell’esperienza è un valore da custodire e da trasmettere – ha
proseguito Rau – e questi nuovi Maestri rappresentano l’anello di
congiunzione tra la tradizione e l’innovazione, tra il passato e il
futuro del Made in Italy”. “È quindi nostro dovere supportare queste
eccellenze, dando loro il giusto riconoscimento e le giuste
opportunità per continuare a creare, insegnare e lasciare un segno –
ha sottolineato il Presidente di Confartigianato Sassari – perché un
Maestro non è solo un custode del sapere, ma è un testimone di una
cultura che vive attraverso il fare, attraverso la qualità e
attraverso la passione”.

Poi il ringraziamento finale da tutti i delegati di Confartigianato
Sassari: “Grazie per aver trasformato il vostro lavoro in arte, aver
mantenuto vivi i saperi di un tempo e averli trasmessi alle nuove
generazioni con lo stesso amore e dedizione con cui li avete appresi.
Con l’invito a continuare lo straordinario percorso che avete compiuto
fino a oggi per essere faro di eccellenza e passione nel vostro
mestiere”.

WWW.CONFARTIGIANATOSARDEGNA.IT




ARTIGIANI IN AEROPORTO
Tre giornate alla scoperta delle eccellenze dell’artigianato sardo in esposizione

OLBIA, 17 dicembre 2021 – La Geasar, società di gestione dell’aeroporto di Olbia, in collaborazione con l’Assessorato del Turismo della Regione Sardegna, organizzano tre giornate di dimostrazione degli artigiani sardi al lavoro per mostrare ai passeggeri i saperi degli antichi mestieri.
Nella Hall Centrale dell’Aeroporto Olbia Costa Smeralda sarà allestita un’esposizione colorata e significativa che offrirà al passeggero un’occasione per conoscere in diretta le lavorazioni di oggetti di artigianato artistico. Sarà così possibile assistere alla trasformazione di un’idea, personale e originale, in una creazione ed osservare come prende forma una delle più interessanti e autentiche attività della tradizione isolana tramandata dai maestri del “saper fare”.

A testimoniare queste abilità e ad animare i tavoli di lavoro sono stati selezionati sedici professionisti tutti certificati dalla piattaforma della Regione Sardegna. Gli “Artigiani in aeroporto” sono infatti un condensato delle categorie presenti nel sito sardegnartigianato.com gestito dalla struttura dell’Assessorato regionale del Turismo, Commercio e Artigianato.

I professionisti delle botteghe si trasferiranno per tre giorni, dalle ore 14 alle ore 20, nell’area centrale dell’aerostazione di Olbia, trasformando la corsia prima degli imbarchi in un percorso di bellezza dove sarà anche possibile acquistare direttamente dagli artigiani.

A partecipare con le loro dimostrazioni saranno per la categoria della lavorazione della ceramica: Doriana Usai di Assemini (CA), Arianna Leoni di Santa Teresa Gallura (OT) e Gruppo Interno di Rosaura Sanna di Nuoro; per la tessitura e la lavorazione di tessuti, Sartapp di Samugheo (OR), Tessile Prof Cannas di Aggius (OT), La Robbia di Atzara (NU), Atelier Marinella Staico di Assemini (CA), King George di Grazia De Vita di Quartu Sant’Elena (CA); per la scultura e lavorazione della pietra, Atiartisticu di Narbolia (OR); per la modellazione del legno, InWood Cun Sa Linna di Villanovaforru (VS) e Satodà di Mamoiada (NU); per l’oreficieria i due orafi Giuseppe Flore di Sassari e i fratelli Nieddu di Dorgali (NU); a rappresentare la categoria della lavorazione del vetro la Vetro Tiffany Alcoa di Simaxis (OR), mentre per il metallo Roberto Ziranu di Nuoro e AV Metal di Sarule (NU).

Nei tre giorni di “Artigiani in aeroporto” si alterneranno le voci di tre interpreti della musica etnica e pop italiana diretti dello speaker radiofonico Max Borrelli che, con la neonata rassegna “Borrelli &

friends” creerà l’atmosfera giusta per stabilire con i maestri artigiani un contatto ancora più riservato ed uno scambio più empatico rafforzato dai collegamenti radio in collaborazione con Radio Supersound.
L’iniziativa si unisce ad altri eventi pensati e ideati dalla Geasar per la divulgazione e la conoscenza di quell’evoluzione e innovazione che la tradizione artigianale sarda esprime confrontandosi con il passato e adattandosi ai gusti e alla cultura dei nostri giorni.




GALLURA-CONFARTIGIANATO GALLURA-COMUNICATO STAMPA 12-04-2021-Gli artigiani galluresi plaudono alla nuova Provincia del Nord Est Sardegna

Gli artigiani galluresi plaudono alla nuova Provincia del Nord Est
Sardegna. Riconquistato uno spazio vitale di amministrazione
territoriale. Giacomo Meloni (Presidente Confartigianato Gallura):
“Vogliamo l’elezione diretta dei consiglieri provinciali per dare
risposte rapide e concrete”.

C’è entusiasmo tra i dirigenti e le imprese artigiane di
Confartigianato Gallura per la ricostituzione della Provincia del
Nord-Est.

“La nostra soddisfazione è massima perché dopo anni di lavoro e
battaglie, abbiamo riconquistato uno spazio di amministrazione
autonomo che ci è mancato in questi periodi difficili – commenta
Giacomo Meloni, Presidente di Confartigianato Imprese Gallura – per
questo il nostro plauso e ringraziamento va a tutti i rappresentanti
regionali del territorio, che hanno portato avanti congiuntamente
questa iniziativa andando oltre gli schieramenti di parte”.

“Sin dalla nascita della Provincia di Olbia-Tempio Pausania – continua
il Presidente – la Confartigianato Gallura fece una grande battaglia
autonomistica che, tuttora, sul territorio vede presente
l’Associazione come Organismo indipendente, con l’obiettivo di
esprimere le proprie specificità culturali, rafforzare le vocazioni
economiche, valorizzare i punti di forza, il tutto colmando alcuni
deficit importanti, per essere competitivi rispetto alle sfide che
riguardano il futuro”.

Per Confartigianato Gallura, il sistema imprenditoriale del nord est
della Sardegna, ha necessità di trovare risposte per costruire un
percorso di rinascita economica e sociale. Temi come l’urbanistica, lo
sviluppo turistico, la gestione dell’ambiente, la costruzione di un
sistema della formazione in linea con le esigenze della società
civile, sono obiettivi perseguibili meglio, se accompagnati da
un’Istituzione di area vasta nella quale anche i rappresentanti
artigiani possono trovare rappresentanza. Quindi, l’appello da parte
dell’Associazione Artigiana gallurese è rivolto a tutti i portatori di
interessi affinché riempiano di contenuti concreti il nuovo Ente,
sgombrando il campo da chi lo vede come un “inutile carrozzone”.

“In questi anni abbiamo visto quanto sia stato più difficile ottenere
risorse e risposte all’interno di un sistema degli enti locali che
doveva tenere conto di diverse esigenze territoriali e non era
focalizzato sul nord est – sottolinea Meloni – le nostre
infrastrutture viarie, le scuole e i servizi pubblici di competenza
provinciale, la gestione dei rifiuti, sono solo i primi di molti
settori nei quali non abbiamo potuto concentrare le forze per avviare
quelle attività che riteniamo prioritarie, ma abbiamo dovuto trovare
compromessi con altre esigenze, altrettanto importanti per i territori
che le rivendicano”. “Avere un’identità specifica dal punto di vista
istituzionale – rimarca – consentirebbe di richiedere e ottenere delle
risorse dedicate, una dotazione di strutture di servizi pubblici che
riguardano la sanità, la giustizia, la sicurezza che sono presenti in
tutte le province e che la Gallura non ha finora potuto ottenere. Per
le imprese, questo non è irrilevante, innanzitutto può accompagnare la
crescita della popolazione di questo territorio dotandolo di un
sistema efficiente e diffuso di servizi pubblici, che sono necessari e
sui quali siamo in grave ritardo; inoltre può consentire di attivare
progetti e iniziative che nascono dai fabbisogni specifici espressi
dal territorio”.

L’Organizzazione Artigiana gallurese, per questo, ritenendo importante
imparare dall’esperienza passata per non commettere gli stessi errori,
lancia l’appello a tutta la società civile e imprenditoriale, alla
politica, ai rappresentanti dei partiti, agli amministratori e alle
Organizzazioni Sindacali e Datoriali, affinché si sia all’altezza di
questa nuova responsabilità.

“Questa volta non possiamo fallire – riprende il Presidente di
Confartigianato Gallura – la nuova organizzazione degli enti locali
riconosce il territorio gallurese come un soggetto che può e deve
rappresentare interessi che non finiscono al confine con il proprio
quartiere; cominciamo a metabolizzare questa nuova dimensione
sovracomunale guardando alle priorità che possono dare sviluppo
diffuso. La provincia del Nord Est non è solo un affare di cuore, di
legame affettivo con la nostra identità culturale, ma una sfida ad
amministrare e gestire meglio. Dobbiamo dimostrare di essere capaci di
programmare e decidere cosa potrà essere di questa parte di Sardegna
all’interno di un quadro più ampio, abbandonando le logiche di
campanile”.

In conclusione, l’auspicio del Presidente dell’Organizzazione
Artigiana del Nord Est è che il sistema si metta in moto e il nuovo
ente cominci ad operare: “Solo in questo modo potremo dargli forza ed
autorevolezza, proteggerlo da tentazioni di un futuro tentativo di
cancellazione, solo per motivi di opportunità politica. Per questo,
consapevoli di come occorrano specifiche modifiche normative,
chiederemo che si arrivi all’elezione diretta dei consiglieri
provinciali, per dare risposte a un territorio in grande evoluzione,
in cambiamento rapido e tumultuoso per il quale non è facile trovare
soluzioni alle numerose questioni aperte”.




“Gli artigiani della laguna” in mostra nella terrazza del Sottoprua a Fertilia

Il Calich si racconta attraverso l’arte dei maestri artigiani di Fertilia. Giovedì 18 luglio, presso le terrazze del “Sottoprua”, il Parco di Porto Conte organizza, dopo “Mare e Laguna a Tavola”, un secondo appuntamento dedicato all’arte marinaresca dei fratelli Caria e di Domenico Sorbara. Focus sulle aree umide e sulla laguna del Calich, protagonista del progetto Retralags, “Rete Transfrontaliera delle Lagune e degli Stagni”, finanziato con risorse del programma Italia Francia Marittimo 2014/2020. Il Contratto di Laguna, sul quale si basa il progetto Retralags, vede la partecipazione sinergica di enti pubblici e privati che hanno come unico obiettivo la salvaguardia della laguna e la prevenzione del rischio idrogeologico, il riequilibrio ambientale, la valorizzazione paesaggistica, l’uso sostenibile delle risorse così come la fruizione turistica, la diffusione della cultura dell’acqua e incoraggia tutta una serie di azioni e attività da condividere con la comunità. In virtù di questi presupposti, il Parco di Porto Conte, partner capofila di Retralags, ha organizzato con i maestri artigiani di Fertilia una presentazione di gozzi e armamenti da pesca riprodotti in scala, realizzati con materiali di scarto. L’arte ancora una volta si fa veicolo di sostenibilità ambientale, con lo scopo di avvicinare i fruitori e i cittadini alle problematiche ambientali e alla cultura dell’acqua. I Fratelli Caria, Gigi e Gianni e Domenico Sorbara da diversi anni presentano i lavori artigiani nelle fiere; frutto di un lavoro certosino, di cura meticolosa dei dettagli e utilizzo esclusivo di materiali di risulta. Gozzi, lampare, battane, armamenti da pesca, reti e remi, salvagenti ancore e fiocine, ogni piccolo dettaglio delle imbarcazioni viene restituito con precisione e verosimiglianza. Anche i quadri in legno meritano una menzione a parte. Intarsio e sfumature per le marine, gli scorci più caratteristici e amati della riviera catalana, la vita del pescatore e le sue attraversate sia in mare che in laguna. La Cooperativa ExplorAlghero, anch’essa partner di Retralags, presenterà l’evento espositivo giovedì 18 luglio alle ore 18 30 nelle terrazze del Sottoprua a Fertilia. Gli artisti avranno modo di presentare le loro opere e svelare al pubblico le storie più affascinanti della vita di laguna. L’ingresso è libero, per informazioni 331/3400862 – 079/942111 (tutti i giorni dalle 9 alle 18).




CONFARTIGIANATO SARDEGNA–C.STAMPA–22-02-19–Se scomparissero gli artigiani della Sardegna

ARTIGIANATO – La provocazione di Confartigianato Sardegna alla futura
classe politica regionale: “E se domani scomparissero tutti i 35.209
imprenditori artigiani sardi”? Matzutzi (Presidente): “Alla Politica
regionale chiediamo una visione nuova sull’artigianato e più
concretezza”.

“Cosa accadrebbe in Sardegna se domani sparissero tutti i 35.209
imprenditori artigiani”?

E’ una domanda, ovviamente provocatoria, che Confartigianato Sardegna
vuole porre alla classe politica che da lunedì governerà l’Isola per i
prossimi 5 anni, rispondendo con una originale elaborazione
dell’Ufficio Studi che, “giocando” un po’, ma nemmeno tanto, con i
dati regionali, ha realizzato una simulazione.

“Da sempre, nonostante molti passi avanti fatti – commenta Antonio
Matzutzi, Presidente di Confartigianato Imprese Sardegna – è ancora
troppo poco ciò che la classe politica fa per supportare il tessuto
imprenditoriale dei piccoli”. “Se in una notte dovessero sparire tutte
le imprese artigiane – continua il Presidente – non sarebbe un bel
risveglio, anzi, la loro assenza sarebbe come uno tsunami
sull’economia sarda e sulle condizioni di benessere di cittadini e
famiglie di tutta l’Isola”.

Nella regione dove il 96,6% del comparto produttivo è composto da
microimprese fino a 10 addetti, gli artigiani sardi, ogni giorno,
portano avanti le loro idee e il loro business facendo i “salti
mortali” per far quadrare i conti, offrire lavoro e creare prospettive
di crescita per l’economia regionale. Il tutto fra cronici problemi di
rappresentatività, credito, competitività, burocrazia, lavoro,
formazione, territorio, ambiente, infrastrutture, energia, trasporti e
chi più ne ha più ne metta.

Se domattina, d’improvviso, dalla Sardegna scomparissero tutti i suoi
35.209 imprenditori artigiani?

L’impatto sulla popolazione sarebbe, tutto sommato, abbastanza
contenuto: il 2,4% in meno. Ma gli effetti sarebbero quelli di uno
tsunami sull’economia e sulle condizioni di benessere di cittadini e
famiglie.

Il valore aggiunto diminuirebbe di 3.098 milioni di euro, pari ad un
calo del 12,6%. Il made in Sardegna perderebbe un apporto dell’1,3%,
pari a 175 milioni di euro.

Considerando senza lavoro i 62.546 occupati dell’artigianato, il
numero di disoccupati aumenterebbe del 41,7% e il tasso di
disoccupazione passerebbe dal 14,8% al 22,2% aumentando di 7,4 punti.

Rimarrebbero 663.754 abitazioni senza artigiani dell’edilizia e
dell’installazione di impianti che intervengano per la manutenzione.

Rimarrebbero inanimati 22.287 impianti fotovoltaici senza un’adeguata
installazione e manutenzione di artigiani della filiera delle
rinnovabili, lo stesso per i 47 impianti eolici.

Nei magazzini delle imprese di produzione e alle porte di negozi e
uffici rimarrebbero 20,5 milioni di tonnellate di merci che non
verrebbero più gestite dalle imprese artigiane di autotrasporto.

Vi sarebbero 568.000 famiglie che possiedono almeno un’automobile e,
nel complesso, un parco di 1.003.338 veicoli circolanti senza
autoriparatori artigiani a cui rivolgersi per manutenzione e
assistenza; ogni giorno aumenterebbe anche la presenza di motocicli,
autovetture ed autobus fermi per strada.

Senza artigiani riparatori di elettrodomestici da chiamare in caso di
malfunzionamenti, rimarrebbero 661.000 famiglie che possiedono una
lavatrice e 415.000 famiglie che possiedono altri elettrodomestici
legati connessi alla rete. Sarebbero senza assistenza tecnica anche le
308.000 famiglie che possiedono condizionatori e climatizzatori.

Sarebbero 232.000 le famiglie che non trovano più le botteghe aperte
per la riparazione delle biciclette e la sostituzione di pezzi di
ricambio. E le 424.000 famiglie che possiedono Personal computer
rimarrebbero senza i servizi e la competenza degli artigiani
dell’informatica per installazioni, manutenzioni e cablaggi.

Sarebbero 234.000 famiglie che possiedono una antenna parabolica e
altre 535.000 famiglie con decoder digitale terrestre a non poter
vedere programmi vista la mancanza degli installatori artigiani di
antenne.

Gli 11.096 sposi dei matrimoni celebrati in un anno non potrebbero
indossare un abito nuziale realizzato e provato in una sartoria
artigiana; nessun fotografo professionista alla cerimonia e il
banchetto sarebbe senza la torta nuziale realizzata da una pasticceria
artigiana specializzata.

Un disastro della qualità per 787.000 sardi che mangiano dolci almeno
qualche volta alla settimana e che vedrebbero sparire pasticcerie,
cioccolaterie e gelaterie artigiane.

Per 294.000 cittadini isolani che non pranzano in casa nessun
panificio o rosticceria con prodotti artigianali a disposizione.

Per 1.640.717 cittadini che rimangono dopo la sparizione degli
artigiani, sarà ancora possibile, vestirsi, arredare la casa e fare un
regalo, ma sparirà la qualità e la perizia degli artigiani, ad
esempio, negli articoli di abbigliamento, nei prodotti in legno e nei
mobili, nell’oreficeria, nel vetro e nella ceramica.

Sarebbero 741.833 le donne con oltre 15 anni che non troverebbero
acconciatori ed estetisti.

Considerando come potenziali visitatori di beni culturali nella
regione i residenti ed i turisti, sarebbero 3.883.086 le persone che
non potrebbero apprezzare alcun restauro realizzato da artigiani
specializzati di monumenti e delle opere d’arte presenti nei 225
musei, aree archeologiche, chiese, palazzi storici e giardini sia
pubblici che privati regionali.

Una débâcle anche per il turismo: i 3.100.000 arrivi turistici, e i 14
milioni e 200mila presenze, non potrebbero né utilizzare servizi
erogati dalle imprese artigiane indispensabili per il soggiorno né
accedere alla qualità dei prodotti dell’artigianato.

“Ecco cosa succederebbe – riprende Matzutzi – e noi pensiamo che la
Sardegna non se lo possa permettere”. “Però questa storia che abbiamo
inventato potrebbe, in fondo, avere un lieto fine – sottolinea Stefano
Mameli, Segretario Regionale di Confartigianato  – gli artigiani,
infatti, insegnano un lavoro: la formazione “sul campo” fatta dai
piccoli imprenditori ai neoassunti vale oltre 70 milioni di euro
all’anno, pari al 2,87% del valore aggiunto prodotto dall’artigianato
regionale”. “Da questa semina quotidiana svolta nelle aziende –
continua – l’artigianato potrebbe risorgere grazie ai 28.654
dipendenti delle aziende del settore che diventerebbero, a loro volta
imprenditori, sempre che la burocrazia e la documentata scarsa
efficienza dei servizi della Pubblica Amministrazione non uccida
questo rinascimento dell’artigianato”.

“Alla Politica regionale chiediamo una visione nuova sull’artigianato
e su tutto ciò che gravita intorno – conclude Matzutzi – per questo
c’è necessità di un nuovo Consiglio e una nuova Giunta con una
maggiore consapevolezza, maggiori competenze, meno autoreferenzialità
e più concretezza”.

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