Overlap, al Parco Nazionale dell’Asinara un workshop sulle migrazioni

Overlap, al Parco Nazionale dell’Asinara un workshop sulle migrazioni

Open call per performer e studiosi

Dall’Africa all’Europa passando per il mar Mediterraneo: gli uomini e gli uccelli seguono le stesse rotte migratorie, secondo le mappe elaborate dall’Ispra, Istituto superiore per la ricerca ambientale e da Medu, Medici per i diritti umani. La coincidenza tra le rotte degli uccelli e i flussi migratori degli uomini sarà l’oggetto del workshop multidisciplinare che si svolgerà dal 27 maggio al 2 giugno nel Parco Nazionale dell’Asinara. Una settimana per indagare, a contatto con la natura, la relazione tra migrazione, biodiversità e residenza, con la direzione di scienziati e artisti provenienti da differenti discipline, dalla biologia all’architettura, dall’antropologia alla danza, dall’ornitologia alla letteratura. Il workshop, che vede il coinvolgimento dei beneficiari del progetto Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) del Comune di Sassari, gestito dal Gus (Gruppo Umana Solidarietà), provenienti dall’Africa occidentale subsahariana, si rivolge a un numero massimo di ulteriori 4 partecipanti, danzatori, performer, ricercatori, studiosi che abbiano una formazione di base nelle arti performative.

Il lavoro si svolgerà in gran parte open air, in luoghi differenti dell’isola dell’Asinara e in diversi momenti della giornata, dal mattino alla notte. In conclusione del workshop, domenica 2 giugno, sarà realizzata una performance itinerante, aperta al pubblico, con musica dal vivo, danza e narrazione. Questa fase di lavoro collettivo altro non è che la prima parte di un progetto più ampio, che prevede la realizzazione, nell’arco del triennio 2019/2021 di eventi performativi, espositivi e scientifici in diversi paesi europei. Partner del progetto, infatti, di cui è capofila l’associazione Senza Confini di Pelle e di cui sono promotori l’Ente Parco dell’Asinara e il Gus (Gruppo Umana Solidarietà), sono soggetti nazionali e internazionali, dalle Università degli Studi di Sassari e Cagliari al Centre Chorégraphique National de Nantes, dal Centro Studi Fauna di Porto Torres al Living Theatre di New York. Il costo del workshop, che sarà condotto in lingua italiana, francese e inglese, è di 250 euro comprensivi di vitto e alloggio. Per rispondere alla call è necessario inviare una mail con curriculum vitae e lettera motivazionale a [email protected] entro lunedì 6 maggio. Per ulteriori informazioni è possibile chiamare i numeri 3470561735 – 3384040237.




Asinara. – Pesca di frodo sventata dalla Guardia Costiera di Porto Torres. – Denunciati i trasgressori e sequestrati i prodotti ittici.

Nell’ambito di un’operazione di polizia marittima all’interno dell’Area Marina Protetta dell’Asinara, la Guardia Costiera di Porto Torres ha sventato nella  nottata trascorsa un’attività di pesca di frodo perpetrata da due subacquei sportivi, che sono stati denunciati, multati e privati delle loro attrezzature, poste sotto sequestro penale.

     La scorsa notte, infatti, un’unità navale della Guardia Costiera turritana, specializzata nel contrasto alla pesca illegale, durante l’attività di pattugliamento ha intercettato un gommone con due persone impegnate in una battuta di  pesca con canna  nello specchio acqueo antistante Punta Scorno dell’Asinara, ricompreso nella Zona “B” (riserva parziale) dell’Area Marina Protetta.

     Alla vista dei militari, i pescatori abusivi hanno cercato di farla franca gettando a mare il prodotto pescato, ma sono stati traditi dalla stessa tecnica di pesca utilizzata, che ha lasciato a galla il prodotto ittico proprio nelle vicinanze del gommone.

     Il “Vertical jigging”, infatti, è una tecnica di pesca con canna ed esca artificiale che consente di catturare pesci pregiati a grandi profondità e farli risalire velocemente, motivo per cui gli esemplari presi all’amo subiscono una fuoriuscita delle vescica natatoria e rimangono a galla. 

    Gli “abusivi”, dunque, sono stati immediatamente bloccati ed il prodotto ittico recuperato e posto sotto sequestro penale unitamente all’attrezzatura utilizzata, mentre i pescatori,  peraltro già noti alla Guardia Costiera per altri sequestri recenti, sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria di Sassari per aver violato il divieto di pesca all’interno del sito marino protetto.

     Il prodotto ittico sequestrato ammonta a circa 50 Kg di pregiate specie ittiche, tra le quali cernie, di cui una di 12 kg., e dentici,  per un valore complessivo stimato di circa 1000 euro.

     Il pescato, purtroppo non rigettabile in mare per le lesioni subite durante la cattura, è stato sottoposto ai controlli del veterinario di turno della A.S.L. di Sassari che, in esito alla visita effettuata, lo ha giudicato fresco e quindi idoneo al consumo umano.

     Pertanto, al fine di evitare la distruzione di prodotto ittico fresco e garantirne la consumazione da parte di persone bisognose, il Comando della Capitaneria di porto ha disposto la donazione in beneficienza del pesce sequestrato all’Associazione  di volontariato MIRADE Onlus di Porto Torres.

     Il Capitano di Fregata (CP) Emilio DEL SANTO, Comandante della Capitaneria di porto di Porto Torres rende noto che l’attività di Polizia Marittima finalizzata al contrasto della pesca illegale nel litorale di giurisdizione ed, in particolare, nell’Area Marina Protetta dell’Asinara, continuerà in maniera costante, sia con attività di pattugliamento che con attività mirata, al fine di tutelare le specie ittiche presenti e i delicati ecosistemi marini.

     Si ricorda, da ultimo, che per eventuali segnalazioni, è possibile contattare i seguenti numeri riportati in basso.




Asinara. – Pesca di frodo sventata dalla Guardia Costiera di Porto Torres. – Denunciati i trasgressori e sequestrati i prodotti ittici.

Nell’ambito di un’operazione di polizia marittima all’interno dell’Area Marina Protetta dell’Asinara, la Guardia Costiera di Porto Torres ha sventato nella  nottata trascorsa un’attività di pesca di frodo perpetrata da due subacquei sportivi, che sono stati denunciati, multati e privati delle loro attrezzature, poste sotto sequestro penale.

     La scorsa notte, infatti, un’unità navale della Guardia Costiera turritana, specializzata nel contrasto alla pesca illegale, durante l’attività di pattugliamento ha intercettato un gommone con due persone impegnate in una battuta di  pesca con canna  nello specchio acqueo antistante Punta Scorno dell’Asinara, ricompreso nella Zona “B” (riserva parziale) dell’Area Marina Protetta.

     Alla vista dei militari, i pescatori abusivi hanno cercato di farla franca gettando a mare il prodotto pescato, ma sono stati traditi dalla stessa tecnica di pesca utilizzata, che ha lasciato a galla il prodotto ittico proprio nelle vicinanze del gommone.

     Il “Vertical jigging”, infatti, è una tecnica di pesca con canna ed esca artificiale che consente di catturare pesci pregiati a grandi profondità e farli risalire velocemente, motivo per cui gli esemplari presi all’amo subiscono una fuoriuscita delle vescica natatoria e rimangono a galla. 

    Gli “abusivi”, dunque, sono stati immediatamente bloccati ed il prodotto ittico recuperato e posto sotto sequestro penale unitamente all’attrezzatura utilizzata, mentre i pescatori,  peraltro già noti alla Guardia Costiera per altri sequestri recenti, sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria di Sassari per aver violato il divieto di pesca all’interno del sito marino protetto.

     Il prodotto ittico sequestrato ammonta a circa 50 Kg di pregiate specie ittiche, tra le quali cernie, di cui una di 12 kg., e dentici,  per un valore complessivo stimato di circa 1000 euro.

     Il pescato, purtroppo non rigettabile in mare per le lesioni subite durante la cattura, è stato sottoposto ai controlli del veterinario di turno della A.S.L. di Sassari che, in esito alla visita effettuata, lo ha giudicato fresco e quindi idoneo al consumo umano.

     Pertanto, al fine di evitare la distruzione di prodotto ittico fresco e garantirne la consumazione da parte di persone bisognose, il Comando della Capitaneria di porto ha disposto la donazione in beneficienza del pesce sequestrato all’Associazione  di volontariato MIRADE Onlus di Porto Torres.

     Il Capitano di Fregata (CP) Emilio DEL SANTO, Comandante della Capitaneria di porto di Porto Torres rende noto che l’attività di Polizia Marittima finalizzata al contrasto della pesca illegale nel litorale di giurisdizione ed, in particolare, nell’Area Marina Protetta dell’Asinara, continuerà in maniera costante, sia con attività di pattugliamento che con attività mirata, al fine di tutelare le specie ittiche presenti e i delicati ecosistemi marini.

     Si ricorda, da ultimo, che per eventuali segnalazioni, è possibile contattare i seguenti numeri riportati in basso.

     Si allegano alcuni file fotografici dell’attività di polizia marittima effettuata.

      

        Porto Torres, 15 febbraio 2019




Isola dell’Asinara. – La Guardia Costiera di Porto Torres trasporta a terra un uomo che accusava forte malessere.

GUARDIA COSTIERA CAPITANERIA DI PORTO DI PORTO TORRES ___________________________________________________________________________

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COMUNICATOSTAMPA

TITOLO: Isola dell’Asinara. – La Guardia Costiera di Porto Torres trasporta a terra un uomo che accusava forte malessere.

Nella serata odierna la Guardia Costiera di Porto Torres ha portato a termine un’operazione di soccorso, che ha consentito il trasporto a terra in sicurezza di un uomo che ha accusato un forte malore in località Fornelli dell’Asinara.

L’operazione S.A.R. è iniziata alle 18.00, quando la Sala operativa del 118 ha segnalato la necessità di effettuare l’urgente trasbordo dall’Asinara a terra di un uomo colto da forti dolori al petto, al fine di garantirne la necessaria assistenza da parte di personale medico qualificato.

Immediatamente, la Guardia Costiera ha inviato in zona la dipendente motovedetta veloce CP 810, unità specializzata nella ricerca e soccorso, con a bordo il personale medico del 118, per dirigere presso l’ormeggio di Fornelli e permettere il trasporto a terra dell’uomo che, costantemente monitorato dal personale di bordo, è sbarcato nel porto di Stintino intorno alle ore 19:30 circa.

Non appena ormeggiata la M/V CP 810, l’uomo è stato immediatamente trasferito con un ambulanza al Pronto Soccorso di Sassari per i successivi accertamenti clinici.

Il Comandante della Capitaneria di Porto di Porto Torres, Capitano di Fregata (CP) Emilio DEL SANTO, ha evidenziato che la procedura di evacuazione medica via mare vede periodicamente impegnate le motovedette della Guardia Costiera in un’attività, comunque effettuata previa diagnosi del personale medico competente, dove la tempistica è estremamente importante per assicurare in tempi rapidi il malcapitato alle cure mediche necessarie.

Si allegano alcune foto dell’attività operativa.

Porto Torres, li 22 gennaio 2019

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Asinara isola d’Europa

Concluso il convegno sulle celebrazioni del centenario della Prima guerra mondiale e le vicende che portarono sull’isola profughi serbi e prigionieri austroungarici.

Stintino 18 novembre 2018 – Identità, nazioni e minoranze nell’Europa di ieri e di oggi, per capire come sono nate alcune situazioni di crisi che ancora agitano il vecchio continente. Si tratta di eredità del crollo degli Imperi centrali, usciti sconfitti dalla Prima guerra mondiale. L’Europa dopo un secolo rimane un sogno? È stato questo il tema della seconda giornata del convegno “L’Asinara isola d’Europa”, organizzato dal Comune di Stintino al Museo della Tonnara e dedicato alla storia dell’Europa e in particolare al centenario della conclusione della Prima guerra mondiale. Dopo la giornata di venerdì sul “caso Asinara” e sui risultati raggiunti nella ricostruzione delle vicende che videro l’isola diventare un grande campo di accoglienza e prigionia, sabato 17 novembre è stato analizzato il tema della nascita degli stati-nazione in Europa dopo la Grande Guerra.

In apertura, il sindaco Antonio Diana è ritornato sul tema dei prigionieri austroungarici e dei profughi serbi sull’Asinara. «Su 27 mila persone si salvarono in 21mila. Le autorità non solo sanitarie riuscirono a contenere il contagio delle malattie. Credo sia importante sottolineare quel grande sforzo». Il colonnello Giuseppe Levato, vicecomandante della Brigata Sassari, ha portato i saluti del comandante, il generale Andrea Di Stasio. «La Brigata Sassari nella Prima guerra mondiale è stata la brigata più decorata dell’esercito italiano. Oggi occorre parlare alle giovani generazioni, affinché capiscano l’importanza del vivere insieme in Europa». Alain Pasqualini, in rappresentanza della Regione Corsica, ha messo in evidenza che «l’Europa oggi è come un’isola, minacciata da epidemie non più sanitarie ma ideologiche. Occorre battersi per un’Europa dei popoli, anche di quelli senza stato, come i sardi e i corsi o i catalani. Abbiamo bisogno di un’Europa pacifica e democratica. Ecco perché non dobbiamo dimenticare le lezioni della Prima guerra mondiale».

Spazio quindi alle relazioni. Sui prigionieri di guerra in Sardegna, non solo confinati sull’Asinara, è intervenuto Giorgio Madeddu, del Comitato sardo centenario Grande Guerra. «Grazie ai documenti dell’Archivio dello Stato maggiore dell’esercito e di altri archivi, tra cui quelli comunali, è stato possibile ricostruire l’arrivo dei prigionieri, suddivisi in reparti che riprendevano i nomi dei piroscafi. Ma furono subito classificate anche le nazionalità. L’Asinara anticipa quello che poi avviene in Europa con la disgregazione degli imperi centrali e l’emergere dei popoli e delle nazioni prima comprese nell’Impero austro ungarico», ha esordito Madeddu. In Sardegna non c’era però solo l’Asinara. Un altro campo di concentramento era presso la miniera di Monte Narba nel Comune di San Vito, destinato solo agli ufficiali. Ma i prigionieri erano anche impiegati nel lavoro. Dai primi mesi del 1917 numerosi paesi sardi ospitarono decine di prigionieri di guerra “concessi” per interventi di forestazione, per lavorare in miniera o in grandi opere civiche». Un’altra storia rimossa e da ricostruire riguarda gli internati civili: un nome conosciuto è quello di Amelie Posse Brazdova, che raggiunse il marito ceco nel 1916 e che raccontò queste vicende in “Interludio di Sardegna”.

Bartolomeo Fineo, del Laboratorio di Storia di Rovereto, ha invece ricordato le vicissitudini dei soldati trentini inquadrati nell’esercito austroungarico, italiani di lingua ma sudditi di Francesco Giuseppe. Un ritorno sofferto a casa fu quello di 4mila ex prigionieri in Russia: diventati cittadini italiani dopo la guerra finirono nella missione in Estremo Oriente, in Cina. Alcuni si scontrarono con altri ex commilitoni che nel frattempo si erano arruolati nell’Armata Rossa. Filippo Sallusto, dell’Università di Cassino, ha ricostruito la situazione politica nei Balcani, le tensioni già presenti nella seconda metà del XIX secolo, i rapporti con l’Albania e con la Serbia. La memoria dei prigionieri ungheresi nell’isola dell’Asinara è stato il tema dell’intervento di Gabor Margittai (Külső Magyarok – Media Provider per le minoranze ungheresi all’estero), che ha illustrato il progetto “I soldati fantasma dell’Asinara” contro l’oblio e l’occultamento.

Didier Rey, del Laboratorio Lisa dell’Università di Corte (Corsica), ha analizzato le battaglie ideologiche sul numero di caduti corsi nella Prima Guerra Mondiale, sopravvalutati numericamente in chiave patriottica francese fino a 48 mila (numero irreale se solo si pensa che nella Grande Guerra furono 50 mila i corsi mobilitati nell’esercito francese), oggi si è tornati ad una cifra realistica di 10-12mila.

Un’altra nazione senza stato è la Catalogna. Joan Elies Adell Pitarch, dell’Istituto delle Lettere Catalane (Generalitat de Catalunya), ha richiamando in apertura del suo intervento quanto avvenne al termine della Grande Guerra: già allora un gruppo di catalani si appellò al presidente americano Wilson chiedendo l’applicazione a loro favore del principio di autodeterminazione dei popoli.

Completamente diversa invece la situazione dei tedeschi dei Sudeti, nel 1910 tre milioni e 252 mila, oggi ridotti ad appena 19 mila, ha detto Richard Neugebauer (Bohemia Troppau – rappresentante della minoranza tedesca in Boemia e Slesia) soffermandosi sulla disparità tra contadini di lingua tedesca e ceca in Boemia come una una delle cause del crollo dell’Impero Asburgico; mentre Marinella Lorinczi ha illustrato l’origine dell’espressione minoranza nazionale, un concetto, e al contempo un problema, che appare proprio subito la Prima Guerra Mondiale. L’ultimo intervento è stato di Johan Maggman, esponente del Fuen, l’Unione federale delle nazionalità europee, appartenente alla minoranza linguistica svedese in Finlandia.

A chiudere il convegno l’intervento in video di Tamara Scheer (Istituto di Storia dell’Europa Orientale dell’Università di Vienna) e la proiezione del documentario “I prigionieri dell’Asinara” di Gàbor Margittai e Anita Major.

L’appuntamento di Stintino è arrivato a coronamento di un lungo percorso, avviato dall’amministrazione comunale stintinese nel 2013 con il progetto per le “Commemorazioni di pace: i profughi serbi e i prigionieri austroungarici nell’isola dell’Asinara durante la prima guerra mondiale”, avviato in occasione del centenario della Grande Guerra. Un progetto che assieme al Comune di Stintino, capofila dell’iniziativa, vede coinvolti anche il Comune di Porto Torres, il Parco nazionale dell’Asinara, l’Università di Sassari, Dipartimento di Microbiologia diretto dal professor Salvatore Rubino, con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e la collaborazione della Camera di commercio del Nord Sardegna e della Fondazione Banco di Sardegna.




Stintino: Domani la due giorni su Asinara isola d’Europa

Stintino 15 novembre 2018 – Si aprirà domani pomeriggio, venerdì 16 novembre, la due giorni interamente dedicata alla storia dell’Europa alla fine del primo conflitto mondiale e vedrà l’isola dell’Asinara protagonista con la storia, ancora poco conosciuta, dei campi che ospitarono prigionieri di guerra e profughi. Sono questi i temi del convegno “Asinara isola d’Europa”, in programma domani e sabato 17 novembre nella sala conferenze del museo della Tonnara di Stintino.

L’appuntamento arriva a coronamento di un lungo percorso, avviato dall’amministrazione comunale stintinese nel 2013 con il progetto per le “Commemorazioni di pace: i profughi serbi e i prigionieri austroungarici nell’isola dell’Asinara durante la prima guerra mondiale”, avviato in occasione del centenario della Grande GuerraUn progetto che assieme al Comune di Stintino, capofila dell’iniziativa, vede coinvolti anche il Comune di Porto Torres, il Parco nazionale dell’Asinara, l’Università di Sassari, Dipartimento di Microbiologia diretto dal professor Salvatore Rubino, con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e la collaborazione della Camera di commercio del Nord Sardegna e della Fondazione Banco di Sardegna.

Domani, 16 novembre, la prima giornata con apertura alle ore 15, e sarà dedicata al “caso Asinara” e ai risultati sinora raggiunti nella ricostruzione delle vicende che la videro protagonista del primo conflitto mondiale e testimone della complessa stratificazione linguistica e nazionale dello spazio europeo.

Si prosegue il 17 novembre con apertura elle ore 9, domenica 18, invece, visita sull’isola dell’Asinara.

Al convegno sono attesi relatori dell’Università di Sassari, della Soprintendenza MiBac per le provincie di Sassari e Nuoro, del Parco nazionale dell’Asinara, del Comune di Stintino e del Comune di Porto Torres, dell’Istituto lessicografico storico di Zagabria. Quindi ancora del Comitato sardo del centenario della Grande Guerra, del Laboratorio di Storia di Rovereto, dell’Università di Cassino, di ricercatori indipendenti, di studiosi del Centro studi sulla civiltà del mare, dell’Università di Corte e dell’Istituto delle lettere Catalane. E ancora dell’Università di Cagliari, della “Bohemia Troppau” rappresentanza della minoranza tedesca in Boemia e Silesia, dellUnione Federale delle Nazionalità Europee, dell’Istituto di Storia dell’Europa Orientale dell’Università di Vienna, dell’Accademia delle Scienze e delle Arti Slovena, e del “Külső Magyarok” Media Provider per le Minoranze Ungheresi all’estero