Cinema, Paolo Zucca accende il “terre di confine”: a Solarussa successo per l’anteprima della XIV edizione

Mario Tendas con Paolo Zucca

SOLARUSSA. Ottima partenza per la XIV edizione del “terre di confine filmfestival”, che nell’anteprima di sabato negli spazi di “Casa Naitana” a Solarussa ha accolto il ritorno di uno storico direttore artistico come Paolo Zucca, che già in passato aveva guidato due importanti edizioni.

A catalizzare l’attenzione del pubblico, numeroso come sempre, è stata la proiezione di due opere profondamente attinenti alle tematiche della rassegna, “Cercando Grazia” e “L’uomo del mercato”, presentate dalle autrici Paola Cireddu e Maria Grazia Perria, che hanno interagito a lungo con il pubblico, rispondendo alle domande e raccontando aneddoti e curiosità sui film. 

“Cercando Grazia” è un mediometraggio realizzato in occasione dei 150 anni dalla nascita di Grazia Deledda, di cui racconta il ritratto attraverso le interpretazioni di undici attrici, tutte emigrate fuori dalla Sardegna per coltivare il proprio sogno: l’ambizione di lavorare nel cinema e nel teatro. «Quando abbiamo cominciato il casting eravamo convinti di trovare delle aspiranti attrici che vivessero nell’isola – ha affermato la regista Perria – e invece abbiamo scoperto che tutte vivevano a Roma, a Milano o addirittura a Londra e Parigi. Ci siamo resi conto che queste giovani donne che aspiravano a interpretare il ruolo della giovane Deledda, erano persone che erano dovute andar via, sia per studiare, sia chiaramente per trovare maggiori opportunità, così come la stessa Deledda aveva fatto».

Un punto di contatto quindi, non solo con la vita della scrittrice Premio Nobel, ma anche con le tematiche care al “terre di confine”, nato in origine come una delle tante attività di animazione e promozione del Museo dell’Emigrazione di Asuni. Compito del festival è certamente quello di dare spazio a una cinematografia marginale, ma al contempo poetica e potente come quella del pluripremiato cortometraggio “L’uomo del mercato” che, nelle parole della regista Paola Cireddu, «ha a che fare a suo modo con una terra di confine: un quartiere popolare alla periferia di Cagliari, per raccontare la storia di un personaggio che sta ai margini della società e che riesce a tenere sulle spalle una grande dignità».

Quest’anno sono tante le sfide e le criticità che attendono gli organizzatori dell’associazione Su Disterru presieduta da Sandro Sarai, organizzatrice del festival fin dal lontano 2005 ad Asuni. Come hanno spiegato Paolo Zucca e il sindaco di Solarussa, Mario Tendas, le limitazioni dovute alla pandemia potrebbero intralciare l’interscambio e il confronto tra la cultura cinematografica sarda e quella del Paese ospite, non rendendo agevole l’arrivo di autori e registi internazionali come nel migliore spirito del festival.

«Il focus quest’anno potrebbe essere sulla Serbia – ha anticipato Zucca – perché stiamo portando avanti un gemellaggio con il Festival di Ravno Selo, un’iniziativa che nasce con i nostri stessi obiettivi, quelli di rivitalizzare territori lontani dal mainstream attraverso il cinema, l’arte e la cultura. Si svolge in mezzo ai campi di mais, lontano da Belgrado e dalle altre grandi città della Serbia. Nei prossimi mesi cercheremo di capire se sia fattibile, ma il “terre di confine” va avanti con la nostra volontà di portare il cinema dove spesso non arriva, con determinazione, allegria e grande convivialità».

Maria Grazia Perria con Paolo Zucca
Paola Cireddu con Paolo Zucca



A Solarussa con Paolo Zucca l’anteprima del “terre di confine filmfestival”

Paolo Zucca

SOLARUSSA. Due opere di autrici donne per inaugurare una XIV edizione che godrà di un’importante rappresentanza al femminile. Il 18 dicembre nella Casa Naitana di Solarussa l’anteprima del “terre di confine film festival” prenderà il via alle 18 con il ritorno di uno storico direttore artistico come Paolo Zucca, che in compagnia del sindaco Mario Tendas e del presidente de “Su disterru” Sandro Sarai, introdurrà la presentazione del mediometraggio “Cercando Grazia” scritto e diretto da Maria Grazia Perria, e “L’uomo del mercato” di Paola Cireddu.

«Sono felice di tornare al “terre di confine” – ha affermato Zucca – perché mi piace davvero esplorare la cinematografia, e questa manifestazione mi permette di farlo in modo molto libero, sia per quanto riguarda la Sardegna, sia per quanto riguarda il Paese a cui è dedicata l’edizione di riferimento, che quest’anno sarà la Serbia. Il piacere è dato in particolar modo dal confrontarsi con film, autori e cinematografie che sono al di fuori del forse troppo scontato mainstream americano».

“Cercando Grazia” arriva non a caso in occasione del 150esimo anniversario della nascita di Grazia Deledda. Nel mediometraggio (50 minuti circa), undici ragazze sarde scelte tra un centinaio di attrici durante il casting per la preparazione di un film sulla giovane Grazia, si raccontano e restituiscono con intensità momenti della loro vita e di quella della scrittrice. Il progetto è nato lo scorso anno durante il primo confinamento anti covid, mentre veniva realizzato il casting per la preparazione di un film sulla vita e sull’opera della giovane Deledda.

“L’uomo del mercato” è invece un cortometraggio (19 minuti) ambientato nel mercato ortofrutticolo di Cagliari. Il protagonista, Mario, raccoglie cassette per rivenderle a pochi centesimi e sogna di ricevere da qualche benefattore una “Apixedda” usata. Tra gli atti intimidatori del vicino e la generosità del piccolo boss del quartiere, troverà forse il modo di riscattarsi. Il corto ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra i quali Migliore opera a “Il Cantiere delle Storie” del Premio Solinas a La Maddalena (2017), premio Labor del V-art Festival Internazionale Immagini d’Autore edizione (2020-2021), Miglior Cortometraggio nella sezione Emergenti del Pop Corn Film Festival del Corto a Porto Santo Stefano (Toscana, 2021), Miglior Cortometraggio Regionale al Figari Film Fest di Olbia (2021), Primo Premio FASI “Visioni Sarde” (2021).

La manifestazione è organizzata dall’Associazione Su Disterru Onlus, con il contributo dei Comuni di Asuni e Solarussa e il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna. L’ingresso a Casa Naitana (con sala riscaldata) è gratuito previa presentazione del green pass.




“Le vene rosse di Ulassai”, l’omaggio di Chiara Mulas a Maria Lai

L’originale mostra d’arte, presentata al MEA di Asuni all’interno del “terre di confine” filmfestival, resterà aperta per tutto il mese di ottobre

 

ASUNI. Due donne appartenenti a due generazioni diverse. Un dialogo attraverso fili di lana che la perfomer e videoartista Chiara Mulas instaura con Maria Lai, omaggiando così la più grande artista sarda del Novecento. In questo modo si presenta la mostra “Le vene rosse di Ulassai” inaugurata al Museo dell’emigrazione di Asuni durante il “terre di confine” film festival e visitabile per tutto ottobre da martedì a sabato pomeriggio (dalle 15 alle 19) e la domenica anche la mattina (dalle 10 alle 13).

Una serie di foto, realizzate da Enrico Lai, in cui Chiara Mulas utilizza alcuni elementi chiave dell’opera di Maria Lai riuniti in contesto fantasmagorico. Lana, sedie, pistole e lei con l’abito tradizionale di Gavoi (il suo paese). Immagini che sembrano tramutarsi in pittura, come icone di un tempo indefinito. La mostra fotografica è accompagnata dal trittico video “Ruviu, Biancu, Nigheddu” della stessa artista. Una metafora della terra madre, una riflessione della condizione femminile e una poesia al padre al centro delle performance mostrate in tre video mandati in loop su altrettanti schermi.

Con l’inauguarazione di un’altra mostra, “A festival can hide another – Un festival ne può nascondere un altro” di Alessandro Mirai, comincerà venerdì l’ultima parte della rassegna: tre giornate a Solarussa che da diversi anni affianca Asuni come sede della manifestazione. Si tratta di scatti realizzati nel 2017 da Mirai in qualità di fotografo accreditato al Midnight Sun Film Festival di Sodankyla, in Lapponia. Importante manifestazione cinematografica, che ha tra i fondatori il grande regista finlandese Aki Kaurismaki, gemellata con il festival sardo organizzato dall’associazione Su Disterru.

Dal 2 al 4 ottobre, tra Casa Sanna e Casa Naitana, si svilupperà il ricco programma di incontri e proiezioni. Tra i film scelti dalla direzione artistica “Assandira”, il nuovo lungometraggio di Salvatore Mereu, “Surbiles” di Giovanni Columbu e la versione restaurata di “Processo a Caterina Ross” di Gabriella Rosaleva. Con ospiti tutti e tre i registi.




“Terre di confine”, da venerdì tre giorni di film festival ad Asuni

Immagine tratta da “The edge of the world” di Michael Powell

ASUNI. Inizia domani (venerdì 25 settembre) la tappa asunese del “terre di confine” film festival – XIII edizione, per un lungo weekend che fino a domenica porterà nel piccolo centro dell’Alta Marmilla uno speciale gemellaggio tra la Sardegna e le Shetland, e con esso proiezioni di film, lezioni di cinema, mostre e concerti.

La tre giorni prenderà il via venerdì alle 19.15 All’anfiteatro comunale, o in caso di condizioni meteo avverse negli spazi del MEA, Museo e centro di documentazione delle culture migranti, il tutto in maniera contingentata e nel massimo rispetto delle prescrizioni anti-covid.

Molto attesa è la presentazione del video spot della XIII edizione: “De s’atra parti de s’arriu” (Dall’altra parte del fiume), un video-clip realizzato in stop-motion da Michela Anedda durante il laboratorio di cinematografia del festival, coinvolgendo le comunità di Asuni e Solarussa, con l’apporto della vocal-coach Antonella Puddu.

Le co-direttrici artistiche Puddu e Anedda daranno quindi lo start alla manifestazione per poi presentare gli ospiti e i temi, a partire da “Shetland e Sardegna: ‘Should I stay or should I go’ – ‘Devo restare o devo partire?’”.

Antonella Puddu e Franca Farina introdurranno poi i tre film della serata. Alle 20 la proiezione di The Rugged Island: A Shetland Lyric di Jenny Gilbertson (docufilm, commedia – 1933 – 56’ – muto), per la prima volta rivolta al pubblico con i sottotitoli in italiano. Alle 21.30 la proiezione di Altura (drammatico – 1949 – 88’) di Mario Sequi, ritrovato e restaurato nel 2019 dalla Cineteca Nazionale – CSC di Roma, e alle 23 The Edge of the World (Ai confini del mondo – drammatico – 1937 – 88’) di Michael Powell.

Tra le altre opere più attese ad Asuni sabato ci sarà l’anteprima del documentario –“Sonallus” (2020 – 7’) di Tomaso Mannoni e domenica la prima regionale assoluta di “Padenti” (Foresta – documentario – 2020 – 24’) di Marco Antonio Pani, con la partecipazione del regista, che proprio ad Asuni è molto amato in quanto direttore artistico uscente del terre di confine delle due precedenti edizioni del “Terre di confine”.




Cinema, la Sardegna incontra le Shetland: al via la XIII edizione del “terre di confine filmfestival”

Un confronto tra cineaste, pastore, emigrate delle isole remote: dal 24 settembre al 4 ottobre due intensi weekend tra Cagliari, Asuni e Solarussa: in calendario proiezioni, lezioni di cinema, mostre, concerti

 L’intenso programma spazia dalla celebre serie TV “Shetland” della BBC alle opere di Shona Main, Jenny Gilbertson Brown e Scott Graham

Tra gli ospiti la regista Anna Kauber con il suo lavoro “In questo mondo”

In anteprima regionale il documentario “Padenti” di Marco Antonio Pani e la versione restaurata de “Il processo a Catarina Ross” di Gabriela Rosaleva

Tra i film più attesi anche “Assandira” di Salvatore Mereu con Gavino Ledda

 

CAGLIARI. Due terre lontane ma con una forte anima in comune, a partire dallo spirito di resistenza all’isolamento alle radici del pastoralismo e la piaga dell’emigrazione. Due terre come la Sardegna e le isole Shetland, che si incontreranno al XIII “terre di confine filmfestival” per un’edizione declinata al femminile in un singolare abbraccio tra cineaste, donne pastore ed emigrate delle isole remote.

Dopo la partecipata anteprima di dicembre, la manifestazione (saltata a marzo a causa del Covid) prende ora forma dal 24 settembre al 4 ottobre grazie all’impegno di un team capitanato da due giovani direttrici artistiche, l’attrice e voice-coach Antonella Puddu e la pluripremiata regista di film di animazione stop-motion Michela Anedda. Nonostante le difficoltà incontrate a causa dell’emergenza sanitaria il festival già si preannuncia particolarmente ricco di appuntamenti tra proiezioni, presentazioni di prime regionali, lezioni di cinema, mostre e concerti.

Il programma è stato presentato stamani alla Cineteca sarda di Cagliari alla presenza di Puddu e Anedda, di Sandro Sarai, presidente dell’associazione organizzatrice “Su Disterru” e dei sindaci di Asuni e Solarussa, Gionata Petza e Mario Tendas.

L’evento è realizzato con il patrocinio e il contributo della Regione Autonoma della Sardegna, della Fondazione Sardegna Film Commission, i Comuni di Asuni e Solarussa e il Consorzio Turistico Sa Perda ‘E Iddocca.

Nel corso della conferenza è stato proiettato “De s’atra parti de s’arriu”, lo spettacolare video-spot-animato realizzato da Michela Anedda attraverso il laboratorio cinematografico che ha coinvolto gli abitanti di Solarussa e Asuni, con il contributo di Antonella Puddu nel ruolo di voice-coach.

Le date e i luoghi. La rassegna prende il via giovedì 24 settembre alla Cineteca sarda di Cagliari per proseguire il 25, 26 e 27 all’Anfiteatro di Asuni e nel cortile del MEA, e concludersi il 2, 3 e 4 ottobre a Solarussa tra il cortile di Casa Sanna e Casa Naitana.

La sezione monografica è dedicata a ‘Shetland e altre isole remote’ mentre quella tematica alle ‘donne pastore’. Al riguardo, ospite molto attesa è la regista Anna Kauber che introdurrà temi di forte attualità come l’isolamento, la distanza e le migrazioni attraverso film ed episodi di serie tv che testimoniano diversi gradi di stereotipizzazione e i tentativi di prenderne le distanze.

Kauber sarà ospite il 24 a Cagliari per introdurre la questione del pastoralismo al femminile e dare il via alle proiezioni dei documentari a tema: “Clavel” di Shona Main e i corti di Jenny Gilbertson Brown, oltre al suo apprezzatissimo “In questo mondo”. A presentare la regista sarà Giovanni Maria Dettori, direttore della sede Regionale Rai. Kauber sarà presente anche sabato 26 ad Asuni per dialogare con il regista Tomaso Mannoni assieme alle pastore sarde protagoniste del suo documentario.

Le proiezioni. In questa edizione saranno proposte opere dedicate alle Shetland e ad altre isole remote dell’arcipelago britannico. Novità assoluta per il festival è la presenza di una serie tv all’interno della rassegna, con la proiezione delle prime due puntate della fortunatissima serie della BBC “Shetland”, che ha spopolato in Gran Bretagna. Nei film proposti si parla la lingua di questi territori, la lingua sarda campidanese, il logudorese, l’inglese, l’italiano e le lingue regionali della penisola.

In calendario sono incluse le proiezioni degli otto corti finalisti di Visioni Sarde, mentre c’è grande attesa il 27 settembre ad Asuni per la prima regionale assoluta di “Padenti”, l’ultimo lavoro del regista Marco Antonio Pani, girato nella foresta di Is Pranus, a Escalaplano nel luglio 2019. Sempre ad Asuni sarà presentata l’anteprima del documentario “Sonallus” di Tomaso Mannoni.

Non poteva mancare “Assandira”, il capolavoro di Salvatore Mereu con protagonista Gavino Ledda, fresco del successo come fuori concorso al Festival di Venezia.

Altra prima regionale sarà sabato 3 ottobre a Solarussa, per il film restaurato “Il processo a Catarina Ross” di Gabriela Rosaleva, che riproduce i verbali del processo svoltosi nel 1697 nella confederazione svizzera contro una contadina trentaduenne. L’autrice presenterà inoltre il suo documentario omaggio a Grazia Deledda girato con il supporto dell’Università di Sassari. Da segnalare la presenza di Luisa Cutzu, che proporrà il trailer di un suo nuovo lavoro documentario dedicato proprio a Gabriela Rosaleva.

Dalle streghe della Svizzera il filo conduttore porterà poi alla proiezione di “Surbiles” (figure mitologiche sarde) di Giovanni Columbu.

Tra gli altri saranno proposti due film cult del 1973, “The Wicker man” di Robin Hardy, una vera chicca per gli amanti dell’horror, e un estratto del capolavoro “Cul de sac” di Roman Polanski. Tutti i film sono sottotitolati in italiano a cura del festival.

La tradizionale ‘finestra sul cinema sardo’ porterà al festival lezioni di cinema documentario, come pure di analisi e critica cinematografica a cura di Giovanni Columbu.

Le mostre fotografiche. Al MEA di Asuni si potrà godere della mostra omaggio a Maria Lai dal titolo “Le vene rosse di Ulassai” e il Trittico video “Ruviu – Biancu – Nigheddu” ideati dalla performer e artista gavoese Chiara Mulas in collaborazione con il fotografo Enrico Lai.

A Solarussa il fotografo Alessandro Mirai presenta “A festival can hide another – Un festival può nasconderne un altro”, esposizione di foto scattate nel 2017 durante la 32esima edizione del

Midnight Sun Film Festival, all’epoca pubblicate sul sito del MSFF.

Concerti al tramonto. Ad Asuni il trombettista avant-jazz Riccardo Pittau suonerà insieme ai Dark Shade, gruppo storico asunese formato da Alessandro Puddu, Stefano Tetti e Tore Anedda, nel progetto originale dal titolo Dark Shade of the Mood. Il 3 ottobre a Solarussa arriva invece il concerto di Joe Perrino, che propone un repertorio tratto da ‘Per Grazia Non Ricevuta’ e canzoni della mala cagliaritana.

 

 

PROGRAMMA DETTAGLIATO

 

Cagliari.

Giovedì 24 settembre alle 19 – Cineteca Sarda

Proiezione dello spot della XIII edizione: De s’atra parti de s’arriu (Dall’altra parte del fiume) (animazione –

2020 – 2’32”) e saluto delle direttrici artistiche Antonella Puddu e Michela Anedda.

A seguire Tema “Cineaste e pastorizia”, incontro con la regista e documentarista Anna Kauber.

Alle 19.30 in Cineteca Sarda proiezione di un estratto (15’) di Clavel (documentario, biografico – 2013 – 60’) di Shona Main. Proiezione di In Sheep’s Clothing (documentario – muto – 1932 – 10’) di Jenny Gilbertson Brown.

Alle 20.30 in Cineteca Sarda proiezione di “In questo mondo” (documentario – 2018 – 97’) di Anna Kauber, in presenza della regista. Introduce Giovanni Maria Dettori, direttore della sede regionale RAI della Sardegna. A seguire, discussione.

 

Asuni

Venerdì 25 settembre alle 19.15 – Anfiteatro, proiezione dello spot della XIII edizione: De s’atra parti de s’arriu (Dall’altra parte del fiume) (animazione – 2020 – 2’32”) e apertura delle proiezioni con Antonella Puddu e Michela Anedda che presentano programma e ospiti. A seguire tema “Shetland e Sardegna: ‘Should I stay or should I go’ – ‘Devo restare o devo partire?’” Antonella Puddu, Franca Farina e Antonio Maria Masia introducono i tre film della serata.

Alle 20.00 – Anfiteatro. Proiezione: The Rugged Island: A Shetland Lyric di Jenny Gilbertson (docufilm, commedia – 1933 – 56’ – muto).

Alle 21 pausa per cena libera presso i bar locali.

Alle 21.30 all’Anfiteatro proiezione: Altura (drammatico – 1949 – 88’) di Mario Sequi, ritrovato e restaurato nel 2019 dalla Cineteca Nazionale – CSC di Roma.

Alle 23.00 – Anfiteatro, The Edge of the World (Ai confini del mondo) (drammatico – 1937 – 88’) di Michael Powell.

 

Asuni

Sabato 26 settembre alle 17.30 – Cortile del MEA inaugurazione della mostra di Chiara Mulas: ‘Le vene rosse di Ulassai’ e trittico video ‘Ruviu, Biancu, Nigheddu’.

Video di presentazione di Chiara Mulas e introduzione di Antonella Puddu.

Alle 18.30 all’Anfiteatro, Concerto al tramonto “Dark Shade of the Mood. Progetto musicale originale

per terre di confine filmfestival: Alessandro Puddu al basso e Tore Anedda alla batteria, sotto la guida e

con il trombettista Riccardo Pittau.

Alle 19.30 pausa per cena libera presso i bar locali.

Alle 20 all’Anfiteatro introduce e presenta i temi della serata il regista Tomaso Mannoni. Proiezione di un’anteprima del documentario –“Sonallus” (2020 – 7’) di Tomaso Mannoni. Proiezione di un estratto di 20’ di Clavel (documentario, biografico – 2013 – 60’) di Shona Main. Proiezione di “In questo mondo” (documentario – 2018 – 97’) di Anna Kauber, con la regista e alcune pastore sarde protagoniste (Lucia Colombino di Nulvi, Efisia Podda di Arbus e Michela Agus di Lanusei). Segue discussione.

Alle 22.30 – Anfiteatro, proiezione: The Wicker Man – Final cut (drammatico, horror – 1973 – 100’) di Robin Hardy, film per adulti, in inglese con sottotitoli in italiano.

 

Asuni

Domenica 27 settembre alle 19.15 – Anfiteatro, film per i più piccoli “Shaun, vita da pecora: Farmageddon”. Il film (animazione, commedia – 2019 – 87’) di W. Becher e R. Phelan.

Alle 20,45 – Anfiteatro, proiezione di “Padenti” (Foresta) (documentario – 2020 – 24’) di Marco Antonio Pani, anteprima regionale in presenza del regista.

Alle 21.30 – Anfiteatro, proiezione degli 8 corti finalisti di ‘Visioni Sarde 2020’ alla presenza dei registi e presentati da Elisabetta Randaccio. Un’iniziativa in collaborazione con la Cineteca di Bologna / Visioni Sarde e Sardegna Film Commission. Durata: circa 90’

L’abbraccio di Simone Paderi

Dakota Dynamite di Valerio Burli

Destino di Bonifacio Angius

Fogu di Alberta Raccis

Fragmenta di Angelica Demurtas

Gabriel di Enrico Pau

Lasciami andare di Roberto Carta

Valerio di Gianni Cesaraccio

 

 

Solarussa

Venerdì 2 ottobre

Alle 18 – Cortile di Casa Sanna, presentazione del programma da parte delle direttrici

artistiche Antonella Puddu e Michela Anedda; cenni su proiezioni, ospiti, mostre e concerti. Inaugurazione

della mostra fotografica di Alessandro Mirai, presentata dall’autore: ‘A festival can hide another – Un

festival ne può nascondere un altro’. Foto realizzate nel 2017, in qualità di fotografo accreditato al Midnight

Sun Film Festival di Sodankyla (Lapponia).

Alle 18.30 pausa per spuntino libero presso i bar locali.

Alle 19.15 – Cortile di Casa Sanna, proiezione dello spot della XIII edizione: De s’atra parti de s’arriu

(Dall’altra parte del fiume) (animazione – 2020 – 2’32”). A seguire proiezione di “Iona” di Scott Graham

(drammatico – 2015 – 90’) in inglese con sottotitoli in italiano, presentato da Antonella Puddu e preceduto

da un videomessaggio del regista Scott Graham.

Alle 21.15 – Cortile di Casa Sanna, proiezione di “Assandira” (drammatico – 2020 – 130’) di Salvatore Mereu

presentato da Antonella Puddu, dal regista e dal protagonista Gavino Ledda. Segue discussione.

 

Solarussa

Sabato 3 ottobre

Alle 18.00, nel Cortile di Casa Naitana, concerto al tramonto del cantautore Joe Perrino e della sua band:

canzoni dal progetto ‘Per Grazia Non Ricevuta’ e canzoni della mala cagliaritana

Alle 19.00 pausa presso i bar locali.

Alle 19.15 al Cortile di Casa Sanna tributo a Gabriella Rosaleva, in presenza della regista. Presentazione di

Antonella Puddu e Michela Anedda, con Luisa Cutzu.

Proiezioni del Trailer del documentario “Gabriella Rosaleva – Cineasta del passato futuro” (in corso di

realizzazione – 1’46”) di Luisa Cutzu; Viaggio a Stoccolma (drammatico – 2017 – 15’) di Gabriella Rosaleva;

Processo a Caterina Ross (drammatico – 1982 – 60’) di Gabriella Rosaleva e discussione con la regista

Alle 20.30 – nel Cortile di Casa Sanna, Tributo a Giovanni Columbu, in presenza del regista. Lezione di

cinema di Giovanni Columbu

Alle 21.30 nel Cortile di Casa Sanna, “Surbiles” (docufiction, drammatico – 2017 – 63’) di Giovanni Columbu.

Alle 22.40 nel Cortile di Casa Sanna “Visos. Sogni, segnali, avvisi” (docufiction, drammatico – 1985 – 45’) di

Giovanni Columbu.

 

Solarussa

Domenica 4 ottobre

Alle 19.15 al Cortile di Casa Sanna film per i più piccoli, proiezione: “The Brave” (Ribelle) (animazione,

commedia – 2012 – 100’) di Mark Andrews e Brenda Chapman, prodotto da Pixar Animation Studios

Alle 21 al cortile di Casa Sanna, proiezione di un episodio della serie TV della BBC SHETLAND: Red

Bones (poliziesco, thriller – 2013 – 120’) regia di Peter Hoar, in inglese con sottotitoli in italiano, presentato

da Antonella Puddu

Alle 23 al Cortile di Casa Sanna proiezione di un estratto (15’) di “Cul de sac” (drammatico – 1966 – 111’) di

Roman Polansky. A seguire brindisi finale, ringraziamenti e chiusura del festival.

 




Filmfestival, rinviata la XIII edizione del “terre di confine”

A causa dell’emergenza sanitaria, la manifestazione prevista per marzo slitta a data da definire

 

ASUNI. La XIII edizione del festival cinematografico “terre di confine” organizzato dall’associazione “Su Disterru”, in programma per il mese di marzo 2020 nei Comuni di Cagliari, Solarussa, Sassari e Asuni, è stata rinviata a data da definire a causa dell’emergenza sanitaria dovuta alla diffusione mondiale del Coronavirus e delle conseguenti misure urgenti in materia di contenimento e gestione della situazione epidemiologica. Le future date di svolgimento della manifestazione saranno comunicate appena possibile.




“Destino” emoziona il pubblico di Asuni, ancora un successo per Bonifacio Angius

Applausi per il regista sassarese in occasione dell’anteprima del XIII “terre di confine filmfestival”

ASUNI. Se è vero che temi come la superstizione, l’angoscia esistenziale e il nichilismo ci riguardano un po’ tutti, è sicuro che Bonifacio Angius nel suo ultimo lavoro sia riuscito a palesare questi sentimenti con l’intensità e la capacità espressiva che solo il cinema, quello vero, è capace di offrire. La prima visione regionale del cortometraggio “Destino”, ad Asuni nel weekend per l’anteprima del “terre di confine filmfestival 2019-20”, ha mostrato un lavoro capace di suscitare emozioni profonde in un pubblico davvero numeroso, che non risparmiato applausi all’interno della sala convegni del MEA (Museo dell’emigrazione).

Dopo la proiezione, gli spettatori si sono trattenuti a lungo a dialogare con il regista sassarese, al quale hanno rivolto numerose domande e attestazioni di stima.

Per l’opera di Angius (realizzata in collaborazione con le maestranze provenienti dal corso di cinematografia tenuto all’Accademia di Belle Arti “Mario Sironi” di Sassari, e distribuito da Elenfant), arriva dunque una nuova conferma dopo il successo alla Mostra del cinema di Venezia, non solo per le qualità ormai conclamate di regista, ma in particolare per quelle di attore, al suo debutto in questo caso nel ruolo di protagonista.

A presentare l’applauditissimo ospite al pubblico di Asuni sono state le direttrici artistiche di questa XIII edizione, l’attrice Antonella Puddu e la regista di animazione stop-motion, Michela Anedda, le quali hanno concesso alcune anticipazioni sul programma che, presumibilmente a marzo, proporrà un intrigante gemellaggio cinematografico tra la Sardegna e le remote isole Shetland.

Oltre ai sindaci Gionata Petza di Asuni e Gian Mario Tendas di Solarussa, primi cittadini delle due sedi storiche della kermesse, a introdurre la serata è stato l’intervento di Sandro Sarai, presidente di “Su Disterru Onlus”, l’associazione che dal 2005 organizza l’evento ormai divenuto tra i più importanti in Italia per quanto riguarda il confronto e l’incontro tra realtà cinematografiche internazionali apparentemente lontane.




“Destino” di Bonifacio Angius ad Asuni in prima regionale assoluta

Dopo la Mostra del cinema di Venezia, il 28 dicembre il cortometraggio del regista sassarese sarà presentato nel piccolo centro dell’Oristanese per l’anteprima del “terre di confine filmfestival”

 

ASUNI. “Destino” di Bonifacio Angius esce per la prima volta in Sardegna. Sabato 28 dicembre alle 19, al MEA di Asuni, sarà lo stesso regista sassarese a presentarlo in occasione dell’anteprima della XIII edizione del “terre di confine filmfestival”.

Una prima regionale assoluta per un cortometraggio girato tutto a Sassari, e già celebre per essere stato accolto alla Mostra del cinema di Venezia all’interno della Settimana internazionale della critica, scelto come evento speciale di chiusura nella sezione Sic@Sic dedicata ai corti.

Con questo lavoro Angius ha mostrato ancora una volta le sue grandi doti di regista, ma a sorprendere è stata soprattutto la capacità espressiva nel ruolo di attore, protagonista di una storia fuori dagli schemi in cui il vuoto, la superstizione, l’angoscia e la paura trovano le conferme che un uomo senza qualità stava cercando da tempo. Un ruolo inaspettato che Angius è sembrato calzare alla perfezione, per una trama all’apparenza banale ma capace di sorprendere e suscitare forti emozioni.

Il film è realizzato in collaborazione con le maestranze provenienti dal corso di cinematografia tenuto all’Accademia di Belle Arti “Mario Sironi” di Sassari dallo stesso regista, che ne è anche produttore (con Il Monello Film), sceneggiatore, direttore della fotografia e montatore. Tra gli altri interpreti spiccano i nomi di Marta Pintus, Teresa Soro, Andrea Carboni e Orlando Angius.

La serata di Asuni prenderà il via alle 19 con la presentazione della XIII edizione del “terre di confine filmfestival”, che dopo la proficua esperienza biennale con il regista Marco Antonio Pani, quest’anno godrà di una doppia direzione artistica tutta al femminile, quella dell’attrice Antonella Puddu e della regista di animazione stop-motion, Michela Anedda.

Oltre alle due direttrici interverranno anche Sandro Sarai, presidente dell’associazione “Su Disterru” che organizza l’evento, i sindaci Gionata Petza di Asuni e Gian Mario Tendas di Solarussa, sedi ormai storiche della kermesse, e Alberto Loche, manager della programmazione.

Tra le anticipazioni, il tema di quest’anno sarà declinato proprio al femminile per occuparsi di “Cineaste, pastore ed emigrate”, in un connubio dal forte richiamo simbolico tra la Sardegna e le remote isole Shetland. Puddu e Anedda saranno affiancate da due curatrici, le registe e documentariste Shona Main e Anna Kauber. La prima si occuperà della tradizionale sezione monografica (isole Shetland e altre isole remote), la seconda della sezione tematica (donne pastore).

 




CON_FINE al MEA+ di Asuni: prorogata fino al 19 maggio la mostra d’arte

Grazie al successo e alle richieste di visite che ancora arrivano al museo, la mostra d’arte contemporanea internazionale CON_FINE è stata prorogata fino al 19 maggio prossimo negli spazi del MEA+ (Centro di documentazione delle culture migranti). L’evento, realizzato a cura di Bianca Laura Petretto, mette insieme ben undici artiste e artisti provenienti da Italia, Colombia e Messico.

  Tutti esprimono sguardi differenti, tecniche e azioni distinte che parlano di frontiere, limiti, viaggi, abbandoni, paure, chiarezza e rinascita, quale messaggio che l’arte può essere un veicolo privilegiato per confrontarsi sui temi di accoglienza e integrazione. Fanno parte della collettiva le opere delle artiste colombiane Maria Victoria Gomez, Chia Devis, Maria Pedraza, Julia Restrepo, Andrea Castro, della messicana Paola Becerril, il cagliaritano Carlo Nieddu Arrica, quindi Maurizio Radici ed Ermenegildo Atzori. Il museo sarà aperto il venerdì, sabato e domenica dalle 16 alle 19.



Pubblico delle grandi occasioni al concerto Logos: da Asuni un forte messaggio di resilienza

L’iniziativa culturale contro lo spopolamento ha salutato l’inversione del trend demografico negativo ultradecennale e inaugurato la nuova vita a cielo aperto dell’ex Salone parrocchiale

ASUNI. Pubblico delle grandi occasioni, tante emozioni e per tetto un cielo di stelle. Così si è presentato lo scorso weekend ad Asuni il concerto multimediale “Logos” ideato da Alberto Masala, un’occasione straordinaria per lanciare un messaggio contro lo spopolamento e, allo stesso tempo, far rivivere l’antica chiesa (ora sconsacrata) di piazza Dante dopo circa quarant’anni di abbandono.

La fascinosa struttura già adibita a salone parrocchiale, è stata recuperata da edificio fatiscente e ristrutturata senza l’inserimento della copertura, assumendo l’aspetto di un complesso architettonico unico nel suo genere.

La sala ha mostrato tutte le potenzialità di un’acustica straordinaria, grazie a uno spettacolo emozionante, un racconto sublime e poetico dell’anima del paese. In perfetta sinergia con le note dei clarinetti di Marco Colonna e i versi di Savina Dolores Massa, i volti degli abitanti e i vuoti delle case abbandonate sono apparsi sul maxischermo, come in un film, nelle immagini di Nanni Angeli. Sono circa ottanta i ritratti realizzati, che sono stati consegnati in formato fotografico a tutti i protagonisti.

Il salone gremito di pubblico durante il concerto

La massiccia presenza di pubblico ha decretato un forte messaggio di resilienza in un momento in cui, per la prima volta dopo oltre quarant’anni, il trend demografico si è finalmente invertito, portando l’incremento di due nuove unità nell’ultimo anno. Certo è un piccolo segnale, ma che fa ben sperare per il futuro di un borgo di circa 340 anime.

La popolazione ha aderito in gran numero non solo per seguire l’atteso spettacolo, ma soprattutto per manifestare i propri sentimenti d’appartenenza a una comunità che resiste con orgoglio nonostante l’emigrazione di massa degli ultimi decenni.

Il sindaco Gionata Petza introduce l’evento culturale

“Oggi non vogliamo più parlare di spopolamento – ha affermato il sindaco Gionata Petza in apertura di serata –. Dobbiamo guardare avanti e far capire a tutti perché siamo ancora qui: ed è perché ci si vive benissimo. Sono felicissimo che siamo così numerosi, è davvero un gran bel segnale”.

Il concerto Logos è l’ultimo di una serie di riuscitissime iniziative artistico-culturali portate avanti dall’Amministrazione comunale negli ultimi mesi in collaborazione con il MEA – Museo dell’emigrazione, grazie a un finanziamento dell’assessorato regionale alla Cultura nell’ambito della Rete dell’emigrazione sarda.

L’edificio visto dall’esterno