Al via il corso avanzato di lingua e cultura sassarese

L’iniziativa è organizzata dall’Amministrazione comunale in collaborazione con l’Istituto Camillo Bellieni

SASSARI – Continuano le attività del progetto “Lu Sassaresu: un’isthòria ippiziari” con l’avvio del corso avanzato di lingua e cultura sassarese che si svolgerà tutti i martedì dalle 15.30 alle 17.30, a partire dal 10 marzo, negli spazi dell’Archivio Storico Comunale “Enrico Costa” di Sassari.

L’iniziativa è organizzata dal Comune di Sassari in collaborazione con l’Istituto Camillo Bellieni, ed è finanziata dalla Regione Sardegna (fondi LR 22/18 e LR 6/12 – Bando TuLiS 2025-2027).

L’annuncio del corso ha fatto registrare un immediato sold out. A fare da volano a questo traguardo è stata una campagna promozionale innovativa basata su un videoclip amatoriale che ha rapidamente catturato l’attenzione del pubblico. Il video è il frutto del lavoro svolto nel laboratorio di teatro in Sassarese, attivo dallo scorso 5 dicembre, e vede come protagonisti tre attori d’eccezione: due giovani e un signore, simbolo di un passaggio generazionale fondamentale per la conservazione della lingua. Le immagini mostrano in anteprima l’energia dello spettacolo che verrà presentato a fine anno, a conclusione del percorso formativo.

Il corso, della durata di 30 ore, è affidato alla competenza del docente Mario Lucio Marras, ed è rivolto a chi desidera consolidare e perfezionare le proprie competenze, con un focus specifico sull’approfondimento dello Standard ortografico approvato dalla Regione Autonoma della Sardegna. Tutte le lezioni si terranno negli spazi dell’Archivio Costa (via Insinuazione 31), e prevedono attività pratiche e laboratoriali, esercitazioni scritte e orali, approfondimenti linguistici e culturali di livello avanzato.

Per maggiori informazioni sul programma completo è possibile consultare il sito dell’Istituto Bellieni all’indirizzo www.istituto-bellieni.it o scrivere una mail a [email protected].




Al San Giovanni di Dio apre il più avanzato centro di diagnosi e chirurgia della cataratta, della cornea e delle patologie vitreoretiniche

Cagliari 28 dicembre 2021. Il San Giovanni di Dio di Cagliari ha da oggi il centro più avanzato per la chirurgia della cataratta, della cornea e la diagnosi e chirurgia delle patologie vitreoretiniche. Il centro, dotato di macchinari e strumenti all’avanguardia e di ultima generazione si trova al piano terra dell’ospedale ed è stato inaugurato dal Commissario Straordinario dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Cagliari, Agnese Foddis, dal Direttore Sanitario Ferdinando Coghe, dal professor Maurizio Fossarello, direttore dell’Oculistica, e da Antonello Cau neo direttore della Struttura semplice di Chirurgia del segmento anteriore del glaucoma.

«Abbiano acquistato – dice Agnese Foddis – un’attrezzatura diagnostica di avanguardia, che permetterà di ottenere risultati di estrema precisione in questo tipo di chirurgia. Dare più servizi e di qualità ai cittadini è un nostro fondamentale obiettivo». 

La Oculistica dell’Aou Cagliari, spiega Maurizio Fossarello, «si pone in questo modo all’avanguardia: offriamo un servizio di eccellenza nella prevenzione, diagnosi e terapia di tutte le patologie oftalmologiche, con una dotazione diagnostica e chirurgica unica nella Regione Sardegna. In particolare permettono un’assoluta completezza diagnostica nelle principali patologie: cataratta, cornea, glaucoma, retina».

Gli strumenti acquistati vanno a completare, prosegue Fossarello, «un’opera di implementazione e digitalizzazione iniziata con l’acquisto di ecografi di nuova generazione, angio-OCT e lampade a fessura, che permette di avere il più avanzato sistema diagnostico completamente in rete della Regione Sardegna». Inoltre, «la sala operatoria, l’acquisizione di nuovi microscopi con Oct incorporati e connessione digitale con strumenti di biometria e posizionamento lentine Iol Verion, associato ai laser di ultimissima generazione per la femtocataratta e per la femtocornea, unici nel territorio regionale permetteranno di poter risolvere casistiche che fino ad ora erano costrette a quella triste esperienza dell’emigrazione sanitaria verso strutture di altre regioni».
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Ufficio stampa Azienda Ospedaliero Universitaria di Cagliari