A Fertilia Bambini in marcia per la pace. Video.

Stamane alle ore 11 sono usciti dalle loro aule per marciare per la pace, per la fine della guerra in Ucraina. Le classi 1°,2°,5° elementare e la scuola per l’infanzia della frazione della Segada hanno percorso la via principale di Fertilia per arrivare alla rotonda e dare vita ad un “giro tondo ” per la pace. Tanto entusiasmo sia dei bambini sia delle maestre coinvolte nell’iniziativa.




POSTE ITALIANE: LE “LETTERINE” INDIRIZZATE A BABBO NATALE DAI BAMBINI DI SASSARI E PROVINCIA

Nei messaggi indirizzati a Santa Claus le immancabili liste di regali, ma anche pensierini dedicati ai meno fortunati e all’emergenza sanitaria:

“Caro Babbo Natale – scrive la piccola Giulia nella sua letterina – vorrei insieme a te fa sparire il virus con la magia così potrò finalmente abbracciare tutta la mia famiglia”

Sassari, 20 dicembre 2021 – Anche quest’anno molti bambini di Sassari e provincia si sono rivolti ai 121 Uffici Postali, ai portalettere o utilizzando le cassette “rosse” per spedire le lettere di Babbo Natale.

“Come da tradizione – afferma Stefano Corrias, direttore dell’ufficio postale di Sassari Centro – sono stati tantissimi i bambini, anche molto piccoli, che hanno raggiunto il nostro ufficio postale di via Brigata Sassari in compagnia dei genitori e dei nonni per consegnare a mano la loro personalissima letterina indirizzata a Santa Claus. Come sempre, le missive sono molto colorate e i bambini si raccomandano che arrivino per tempo al destinatario, al Circolo Polare Artico. Come sempre, i piccoli sono curiosissimi, e ci chiedono anche se abbiamo mai incontrato il vecchietto dal caratteristico vestito rosso e dalla barba bianca, o se fa tutto il lavoro da solo o con l’aiuto degli elfi. E’ un momento magico per loro, ma anche per noi.”

Alle immancabili richieste e liste di regali, sempre molto lunghe, variegate e puntuali, i bambini associano, anche quest’anno, pensierini dedicati all’emergenza sanitaria ed ai coetanei meno fortunati. Giulia nella sua letterina, attribuisce a Babbo Natale poteri magici e dice”vorrei insieme a te fa sparire il virus con la magia. Oltre ai regali che ho chiesto questo è più importante per me così potrò finalmente abbracciare tutta la mia famiglia, perché la mia famiglia è dentro il mio cuore”, così come la piccola Chiara vorrebbe “che il Covid non tornasse mai più”. Non mancano, come tutti gli anni, le richieste di più ampio respiro, anche in tema sociale, come quella del piccolo Marco che per Natale vorrebbe “che guarissero i bimbi malati” o quella della piccola Ilaria che chiede “Caro Babbo Natale per i bambini potresti portargli dei vestiti e poi della roba da mangiare da bere?”. C’è anche chi, come nel caso di Tommaso, ammette i propri errori e dice “sono stato bravo, a parte quella volta al campo estivo, però sai non sapevo che quella parola poteva offendere perciò io ho capito l’errore che ho fatto” e chi, come la piccola Giulia, fa una sola richiesta, puntuale e precisa, chiedendo “una valigia rosa per andare a Roma” ma, al contempo, spiega che nel caso in cui non dovesse arrivare, sarebbe “felice lo stesso”. Immancabili, infine, le classiche liste di doni, come nel caso dei piccoli Eleonora e Francesco.

“Anche quest’anno sono arrivate tantissime letterine – afferma Mauro Bachiddu, responsabile del Centro di Recapito di Sassari – da tutta la provincia attraverso gli uffici postali, i nostri portalettere e le cassette “rosse”, indirizzate correttamente al villaggio di Babbo Natale a Rovaniemi, in Lapponia. Qualcuna, in maniera più generica, è indirizzata a “La Posta di Babbo Natale, Polo Nord”, ma per noi cambia poco: sappiamo quanto i bambini tengano a questo momento e conosciamo il nostro ruolo, per la buona riuscita del loro Natale!”.

Poste Italiane – Media Relations




Il Rally Italia Sardegna Green coinvolge tutti: dai bambini ai più grandi

Oggi l’iniziativa “WRC nelle scuole” che ha coinvolto i bambini di una scuola elementare di Alghero. Al Parco di Porto Conte le esibizioni delle auto da rally del futuro. Area Green aperta sino a domenica

La versione “green” del Rally Italia Sardegna piace a tutti, dai bambini ai più grandi. Numerose le iniziative organizzate dall’Automobile Club Sassari con Comune di Alghero e Parco di Porto Conte che sino a domenica animeranno l’area del Piazzale della Pace e Casa Gioiosa, sede del Parco.

WRC nelle scuole. Particolarmente apprezzata l’iniziativa di questa mattina che ha coinvolto una quarantina di bambini delle classi seconde della Scuola Primaria dell’Asfodelo (Istituto Comprensivo numero 1 di Alghero). Educazione stradale, educazione ambientale ed educazione sportiva, queste le tre linee d’azione del progetto “WRC nelle scuole”, seguito direttamente dal direttore dell’Automobile Club Sassari, Alberto Marrone, che ai piccoli studenti ha raccontato i retroscena di una competizione da rally e alcune curiosità su piloti e navigatori, oltre ad aver tenuto una vera e propria lezione su semplici ma fondamentali regole da rispettare quando si è in strada. Sul fronte dell’educazione ambientale è stata invece Antonella Derriu, educatrice ambientale del Parco di Porto Conte, a dialogare con i bambini e rispondere alle loro domande.

Le auto del futuro al Parco di Porto Conte. Altra vetrina del Rally Italia Sardegna Green è il Parco di Porto Conte. Nella giornata di oggi, e altrettanto verrà fatto domani, autorità giornalisti hanno avuto l’opportunità di sedersi a bordo di alcuni veicoli elettrici che molto presto potremo vedere nella competizione mondiale. Tra questi, le smart EQ fortwo e-cup in versione da rally. Il tutto a impatto zero, nel massimo rispetto della natura, della flora e della fauna.

Area Green aperta sino a domenica. L’Area Green nel Piazzale della Pace, con diversi stand espositivi, resterà aperta sino a domenica. Domani (sabato) mattina, invece, in collaborazione con MC Watt è in programma un tour promozionale che toccherà vari centri cittadini della Rete Metropolitana del Nord Sardegna con l’utilizzo di veicoli di produzione di serie “full electric”, ibridi e/o alimentati con biometano e/o idrogeno.




Gli agenti della Polizia locale donano 9 bici ai bambini del Rifugio

Nei giorni scorsi gli agenti della stazione mobile della Polizia locale hanno donato ai piccoli ospiti del Rifugio di Gesù Bambino nove biciclette. Gli uomini e le donne del Comando di via Carlo Felice non sono nuovi a queste attività di collaborazione con le comunità che accolgono bambini della città: già qualche tempo fa, sempre al Rifugio, ne avevano donato altre dieci. Gli agenti, nel tempo libero, recuperano bici dismesse, le smontano e le riassemblano, comprando anche pezzi nuovi se necessario, creando così biciclette funzionanti e colorate, pronte per essere usate dai bambini nelle ore di svago all’aperto.
Le bici arrivano prevalentemente da donazioni fatte dagli stessi agenti di tutto il Comando ma anche da persone che desiderano regalarle ma non sanno come fare. Dopo la consegna dei giorni scorsi, ora i vigili sono già impegnati nella creazione di un nuovo stock, grazie alla sensibilità del comandante Gianni Serra e di tutto il Comando, e sarà donato a una comunità che ospita ragazzi un po’ più grandi.
Soltanto dall’inizio del 2021, lo stesso gruppo aveva donato due tastiere a una scuola, abiti e giocattoli nelle comunità che ospitano bambini e ragazzi. Il Comando della Polizia locale organizza spesso tra i propri dipendenti raccolte di doni da distribuire alle famiglie di Sassari, attraverso strutture presenti nel territorio come scuole e parrocchie. Una tradizione che va avanti ormai da qualche anno.
Gli agenti che lavorano ogni giorno a contatto con le persone, nei quartieri cittadini, non soltanto svolgono un’attività rivolta a garantire la sicurezza, ma osservano, ascoltano, si fermano a parlare e a confrontarsi. Un modo per cogliere, silenziosamente e con estremo tatto, anche le esigenze di chi magari ha delle necessità e non ha il coraggio di chiedere aiuto. E così, oltre alle centinaia di pacchi consegnati alle scuole, alle parrocchie e ad altre strutture che ben conoscono il tessuto sociale dei vari quartieri, alcuni doni sono stati regalati direttamente nelle mani dei destinatari.




Al via a Sassari “Estate Ragazzi” ed “Estate bambini”.

https://www.facebook.com/SassariChannel/videos/308919953452215/




A CHIUNQUE ABBIA A CUORE I BAMBINI E I LORO DIRITTI

#ibambininonsonovirus #2pesi2misure

In questi giorni non si contano le prese di posizione a tutela dei bambini di nazionalità cinese (in particolar modo coloro rientrati da poco dal Paese d’origine) che sarebbero a rischio discriminazione nelle scuole italiane a causa delle richieste di quarantena precauzionale giunte da alcuni.

Abbiamo visto politici e personaggi delle più varie levature (medici, politici, epidemiologi su tutti) ricoprenti vari incarichi nelle istituzioni nazionali e locali esporsi in difesa del diritto all’inclusione, del diritto inalienabile alla scolarizzazione, del diritto ad una vita sociale serena e tutelata di quei bambini che, per via delle psicosi da Coronavirus, sono oggetto di sospetto e rischiano di subire episodi di emarginazione da parte della cittadinanza.

Bellissimo, poetico, meraviglioso.

Peccato che in questi ultimi 3 anni abbiamo assistito, ininterrottamente, a media unificati e senza alcuna remora, alla discriminazione, ghettizzazione ed emarginazione di migliaia di bambini sani che non sono portatori di alcuna malattia né untori da escludere ma hanno solo una terribile colpa, quella di non aver effettuato le 10 vaccinazioni previste da una delle leggi più discriminatorie e vessatorie degli ultimi decenni: la legge Lorenzin 119/2017 che ha esteso e inasprito le sanzioni per chi non rispetta l’obbligo vaccinale per 10 vaccini nella fascia d’età 0/16 anni, lasciando fuori dagli asili decine di migliaia di bambini.

I bambini, quegli stessi bambini che oggi qualcuno vorrebbe mostrare di avere a cuore, sono stati bellamente esclusi dal tessuto sociale-educativo-scolastico, grazie alla convinzione (e alla propaganda) che i non vaccinati dovessero rappresentare un rischio per qualcuno.
E per chi? Inizialmente si era provato a farli passare per un rischio per i vaccinati. Poi qualche lampadina si accese nelle menti dei promulgatori e così fu trovata una perfetta sponda nella popolazione: gli immunodepressi.

Gli immunodepressi, quella categoria di persone “a rischio” per via di un sistema immunitario deficitario o azzerato da patologie acute o croniche di cui, purtroppo, sono affetti.
Ma “a rischio” di cosa, esattamente? A rischio di qualsiasi patologia o infezione, derivante da qualsiasi virus o batterio che dovessero incontrare nella loro vita quotidiana (incluso quindi il Coronavirus). Non certo solo di quei batteri o virus che i vaccini vorrebbero prevenire, ma di centinaia di altri!

Eppure all’improvviso, nel 2017, la politica e il mainstream iniziarono a preoccuparsi della tutela di questa categoria di individui fino a quel momento inesistente per i politici.

E allora, senza alcuna valida spiegazione scientifica, di punto in bianco, solo i non vaccinati divennero una terribile piaga da debellare. Poco importa se le vaccinazioni non riguardano che una quindicina di malattie sulle decine e decine esistenti e normalmente diffuse nella popolazione (tutte potenzialmente egualmente pericolose per gli immunodepressi) e se in molti casi non costituiscono una tutela della salute collettiva ma solo una protezione individuale. Poco importa: i non vaccinati dovevano diventare la piaga della nostra società, e i bambini “non in regola” dovevano essere obbligatoriamente esclusi dalle scuole materne e dagli asili nido, allontanati da un giorno all’altro dagli ambienti a loro familiari, ghettizzati e bullizzati a livello istituzionale, perché così era stato deciso e per giustificare quella decisione ogni argomentazione è stata usata in questi 3 anni. La classica strategia del “divide et impera”, creare fazioni di buoni contro cattivi per giustificare, agli occhi dei meno attenti, provvedimenti di compressione della libertà individuale.

 

Poi è arrivato il Coronavirus che ha avuto il pregio di far improvvisamente rispolverare concetti oramai desueti come diritto all’inclusione, diritto alla socialità, difesa dei diritti dei bambini, lotta dura senza paura ad ogni forma di discriminazione.
Così in questi giorni abbiamo letto le più disparate dichiarazioni dalle pagine dei giornali: “I bambini sarebbero ingiustamente danneggiati per un rischio teorico” e “le Asl sono in grado di prevenire sul nascere situazioni di pericolo” (Villani, SIP); “Nessun bambino è un virus” (Unicef Italia); “Solo con sintomi conclamati (!!!) quei bambini non andranno a scuola, senza possono restare a casa volontariamente (!!!) e “ Nessuna emergenza, a scuola si va” (Azzolina, Ministra Istruzione); e tante altre bellissime parole. In tanti si sono sentiti in dovere quindi di prendere le difese dei bambini che si sarebbero visti ingiustamente privare del diritto alla scuola, per non parlare del rischio di “caccia all’untore cinese”, di cui si è sentito parlare persino in tv, che metterebbe a repentaglio la vita sociale di questi bambini.

Esistono forse bambini di serie A e di serie B?

Forse sì e, a quanto pare, è così in Italia: nel nostro Paese decine di migliaia di bambini – perfettamente sani – non in regola coi 10 vaccini obbligatori, devono rimanersene a casa loro, perché loro, sani, loro sì che sono untori, indicati e additati come tali da tante e varie figure, istituzionali e non.

I bambini che non si sono sottoposti ad un trattamento preventivo sanitario (non esente da rischi) sono degli untori, dei pericoli per la società, degli appestati da emarginare e lasciare fuori dalle scuole. I loro diritti non sono contemplati. Di loro e del loro diritto alla socialità, dell’evidente ondata di odio ed emarginazione (creata e spinta dai media e dai politici, nonché da una parte della comunità scientifica) che ha fatto seguito alle polemiche relative alla legge Lorenzin del 2017, a nessuno interessa. Anzi, si è accolto a braccia aperte questo clima da tifoseria calcistica, questa “caccia all’untore”.

L’esclusione permanente dalle strutture educative di decine di migliaia di bambini sani ha lasciato non solo indifferenti ma addirittura in molti casi ha suscitato entusiasmo e ilarità. Si è gioito di queste misure restrittive. A nessuno è fregato nulla della socialità e dell’inclusione. A nessuno frega nulla tuttora, di loro.

La politica ha poi usato il tema “vaccini” per farlo diventare materia da campagna elettorale nel 2018. Partiti che avevano dichiaratamente etichettato il Decreto Lorenzin come incostituzionale, sbagliato, pericoloso per la nostra società si sono poi dileguati una volta giunti al Governo. E così “la libertà non si può togliere con 4 righe” della deputata Giulia Grillo si è trasformato in “non ho mai visto morire nessuno di vaccini”, il “tutti a scuola” del leader della Lega Matteo Salvini si è trasformato in un silenzio assordante una volta ottenuto lo scopo di andare al Governo del Paese.

Dove sta la coerenza? Tutti questi paladini dell’inclusione dov’erano ieri e dove sono mentre decine di migliaia di famiglie chiedono gli stessi diritti per i loro figli?
Bambini che, da un giorno all’altro, a decine di migliaia, hanno dovuto lasciare ambienti a loro familiari, amici, compagni, maestre, come degli appestati in assenza di epidemia con un danno che nessuno ha calcolato.

La psicosi Coronavirus va (giustamente) rifuggita, la psicosi-novax invece, creata e strumentalizzata ad arte, va bene? La caccia-al-cinese è un rischio sociale, la caccia-al-novax sta bene a tutti? Nell’interesse di chi?

È giunto il momento di provare ricucire il rapporto di fiducia medico-paziente, è giunto il momento di cancellare, una volta per tutte, le leggi discriminatorie e votate solo per adempiere a patti e accordi che niente hanno a che vedere con il buon senso né con la tutela della salute pubblica.

comitato libertà di scelta




I bambini della 4a della scuola primaria “Pertini – Biasi” vi aspettano Sabato 8 Febbraio, per l’ultima giornata di vendita dei calendari “Il Nostro ‘900”!

Sabato 8 Febbraio dalle 11 alle 13, presso Libreria Dessì Largo Cavallotti, 17 – e  dalle 17 alle 19 presso la Libreria Max 88Via Giorgio Asproni, 26 a Sassari i bambini della IV E venderanno, ancora una volta, il loro calendario “Il nostro Novecento”.

Come Sabato scorso nelle due librerie della città che hanno aderito all’iniziativa, i  bambini, accoglieranno tutti colori che vorranno acquistare una copia del calendario, donando il ricavato  della vendita alla Clinica Pediatrica di Sassari per l’acquisto di un bene al servizio di tutta la comunità.

Il Progetto.

Il calendario “Il nostro Novecento” vede i bambini della IV E della scuola primaria “Pertini– Biasi” del plesso di via Savoia,  interpretare i grandi personaggi del ‘900. Il progetto della maestra Antonietta Dore, realizzato con la classe ha avuto un successo inaspettato, varcando i confini della scuola e della città arrivando sui media nazionali.

Si tratta di 12 scatti, uno per ogni mese dell’anno, con gli alunni nei panni dei di grandi personaggi, per capire meglio e più a fondo la storia del secolo scorso.

Il calendario è stato realizzato in modo completamente autonomo, all’interno della scuola, con i set fotografici costruiti dagli stessi alunni insieme alle maestre, ed anche grazie alla collaborazione dei genitori. “ Ho deciso di sfruttare al massimo l’autonomia didattica: grazie alla collaborazione delle colleghe, del fotografo (Alessandro Zoppi, che, in realtà è medico e si definisce ritrattista amatoriale) e delle famiglie abbiamo scelto gli argomenti e recuperato il materiale.“ Spiega la maestra Dore che prosegue: “ Il lavoro è stato emozionante, perchè i bambini si sono completamente calati nell’atmosfera”.

E così, tra gli altri abbiamo, le suffragette dei primi del ‘900, il premio Nobel Grazia Deledda; Anna Frank sorridente con il  suo diario; Frida Khalo su di uno sfondo verde brillante circondata da fiori; il mahatma Gandhi con gli inconfondibili occhialini; Rosa Parks a rappresentare la lotta per i diritti razziali e i giudici Falcone e Borsellino amici e complici nello scatto simbolo della loro battaglia. E poi ancora Marie Curie, Maria Callas, i Beatles, Valentina Tereshkova e Nadia Comaneci.

Lo scatto su Rosa Parks, ad esempio, benché fatto in aula, sembra proprio quello famoso sul bus, e quasi non ci si accorge delle grate sulle finestre. Mentre sulla fotografia di Anna Frank una bambina, dice la maestra Dore, si é espressa così: ”Abbiamo fatto bene a fare Anna Frank sorridente, perchè è il giorno del suo compleanno e del regalo del diario ed è il suo ultimo giorno felice, ma poi non ha più sorriso”.

La maestra e i bambini sono molto stupiti dal successo del  calendario, di cui erano state stampate solo le copie necessarie per le famiglie e per il mercatino solidale di Natale, ma visto le tante richieste che sono arrivate da tutta Italia, si è deciso di farne una piccola ristampa per accontentare le richieste.