L’Officina Filosofica approda a Oristano con l’Istituto Bellieni
Da venerdì 17 aprile dieci incontri a cadenza settimanale con Daniela Masia per riscoprire l’autenticità individuale e attraversare indenni la standardizzazione degli algoritmi e la società dei “like”
ORISTANO. L’Officina Filosofica dell’Istituto Bellieni approda nel cuore di Oristano. L’appuntamento inaugurale è fissato per venerdì 17 aprile, alle 17.30, nei locali di Via Cagliari 183, con un debutto atteso che segna una nuova tappa nel percorso di divulgazione culturale dell’Is.Be, portando in città il seminario di filosofia pratica dal titolo “Conosci te stesso nell’era digitale: identità e autenticità tra social e maschere”.
Il percorso, a cura e conduzione di Daniela Masia Urgu, si articolerà ogni venerdì dalle 17.30 alle 19.30, attraverso dieci incontri a cadenza settimanale, offrendo ai partecipanti uno spazio di riflessione critica sulla contemporaneità.
In un’epoca in cui gran parte della nostra esistenza trascorre mediata dagli schermi, il seminario pone una domanda cruciale: quanto della nostra identità ci appartiene realmente? Se gli algoritmi-oracolo sembrano conoscerci meglio di noi stessi, suggerendo desideri e comportamenti, il rischio è quello di soccombere a una standardizzazione invisibile.
Il percorso dell’Istituto invita a riscoprire l’antica regola socratica del “Conosci te stesso”, ripartendo dal concetto di atopos: quella singolarità imprevedibile e inclassificabile dell’anima che sfugge alle logiche dei sistemi predittivi. L’obiettivo è analizzare come non farsi schiacciare dai modelli digitali, cercando di ritrovare la propria autenticità dietro le maschere costruite per ottenere l’approvazione sociale online.
Per orientarsi nel labirinto della modernità liquida, l’Officina Filosofica proporrà un confronto con il pensiero di grandi filosofi contemporanei e del passato. Attraverso le lenti di Byung-Chul Han, Zygmunt Bauman e Michel Foucault, i partecipanti esamineranno il passaggio dall’identità reale alla proiezione digitale. La riflessione sarà orientata verso pratiche etiche capaci di recuperare l’imprevedibilità del singolo e la profondità dei legami umani, troppo spesso sacrificati sull’altare della velocità e della superficialità digitale.
Il seminario si svolgerà interamente in presenza. Per consultare il programma completo e ricevere ulteriori dettagli sulle modalità di partecipazione, è possibile scrivere a [email protected]
Istituto Bellieni, i nuovi appuntamenti fra lingua sarda, identità e pensiero critico
Al via il calendario di attività primaverili fra Sassari e Oristano
SASSARI. L’Istituto di Studi e Ricerche “Camillo Bellieni” dà avvio al calendario primaverile con una fitta agenda di appuntamenti che conferma la sua missione di presidio culturale d’eccellenza nel territorio. Il percorso intreccia la profondità della lingua sarda, il recupero della memoria storica e le sfide della filosofia contemporanea. Quasi tutti gli incontri si svolgeranno nella sede di Via Maddalena 35.
Dal 1° aprile al 4 di luglio, tutti i mercoledì mattina, alle 10, lo sguardo è rivolto alla didattica attiva con il Corso di Lingua e Cultura Sarda (Livello A1). Le lezioni, tenute da Adriana Cocco, sono destinate a chiunque desidera approcciarsi alla scrittura e alla norma ortografica della lingua sarda.
Lunedì 13 aprile, alle 17, riparte il Book Club Is.Be. Il primo appuntamento sarà dedicato al romanzo “La sonnambula” di Bianca Pitzorno (Bompiani, 2026), un’occasione per esplorare, attraverso il racconto di Ofelia Rossi, il tema della libertà femminile e del destino nella Sardegna di fine Ottocento.
Martedì 14 aprile alle 10, prende il via il corso di Storia della Lingua Sarda curato da Daniela Masia Urgu, che comprende dieci incontri (fino al 23 giugno) per analizzare la lingua non solo come strumento di comunicazione, ma come “casa dell’essere” e dispositivo di pensiero bilingue, dalle radici nuragiche alla letteratura contemporanea.
Sempre il 14 aprile alle 17.30, sotto la guida di Daniela Masia Urgu, inizia l’11ª edizione del Laboratorio di Filosofia Pratica: il ciclo “Filosofia dell’amicizia e dell’amore” analizzerà i legami umani da Platone a Bauman, interrogandosi sulla fragilità degli affetti nella modernità “liquida”. La grande novità è che per la prima volta l’Officina Filosofica dell’Istituto Bellieni valica i confini sassaresi per approdare a Oristano: a partire da venerdì 17 aprile, in Via Cagliari 183, inizierà il seminario di filosofia pratica dal titolo “Conosci te stesso nell’era digitale”.
Il percorso, condotto da Masia Urgu e articolato in dieci incontri (ogni venerdì dalle 17.30 alle 19.30), invita i partecipanti a riscoprire l’atopos — la singolarità imprevedibile dell’anima — contro la standardizzazione dei sistemi predittivi e la “società del like”.
Giovedì 16 aprile un appuntamento speciale è rivolto al pubblico al “Vecchio Mulino” con “Paràulas in Musica”, anteprima del progetto “Contos in Musica” con Franco Sechi e Vladimiro Patatu, dove la poesia si trasforma in canto.
Dal 18 aprile l’attenzione si sposta su Putifigari, dove ogni sabato (dalle 16 alle 19), all’Auditorium Comunale si svolgeranno le lezioni del “Laboratorio di Teatro in Sardo” condotto dall’attrice Roberta Tola (Compagnia La Frumentaria). Il percorso creativo e formativo avrà la durata di 32 ore complessive.
Giovedì 23 aprile alle 18 si terrà il primo appuntamento del ciclo di seminari curato da Antonello Nasone, intitolato “I tre volti di Bellieni”, con un primo incontro focalizzato sulla figura di Camillo Bellieni nel primo dopoguerra.
In occasione della sottoscrizione o del rinnovo della tessera 2026, i soci riceveranno in omaggio l’esclusiva Agendina Tascabile Is.Be abbinata alla shopper dell’Istituto (fino a esaurimento scorte). Per info e iscrizioni [email protected].
Is.Be, “Così ricordiamo Camillo Bellieni”
Grande successo per il convegno dedicato al pensatore scomparso nel 1975
Presentati il riordino e l’inventariazione dell’archivio privato
SASSARI. «Con orgoglio il nostro istituto porta il nome di un personaggio fondamentale per la storia culturale e politica del Novecento sardo. Non potevamo non omaggiarlo con questa iniziativa per i cinquant’anni dalla scomparsa». Con queste parole la presidente dell’Istituto Camillo Bellieni, Maria Doloretta Lai, ha salutato l’inizio dei lavori del convegno che si è tenuto nell’Aula Magna del rettorato dell’Università di Sassari, in occasione dei cinquant’anni dalla morte del pensatore sassarese avvenuta a Napoli nel 1975.
«Bellieni è stata fonte ispiratrice per il fondatore dell’Is.Be, Michele Pinna», ha precisato Daniela Masia, coordinatrice dell’incontro, che ha ricordato come un paio d’anni fa proprio Pinna si adoperò per intitolare la sala consiliare del rettorato a Camillo Bellieni.
Dal saluto accalorato di Maria Picciau, soprintendente ai beni archivistici della Sardegna, è trasparsa tutta la soddisfazione per il riordino e l’inventariazione dell’archivio privato di Bellieni, donato dal figlio Nicola nel 2007.
Proprio le prime due relazioni, tenute dal funzionario dell’archivio, Enrico Fenu, e dall’archivista Stefano Alberto Tedde, curatore il primo e operatore il secondo, hanno mostrato la perizia con cui sono stati condotti i lavori che hanno fatto emergere un archivio familiare molto articolato, con carte che risalgono addirittura alla fine del ‘600.
Tedde, storico collaboratore dell’Is.Be, ha posto l’accento sugli aspetti poco conosciuti della famiglia Bellieni-Marras. «Bellieni fu influenzato dai filosofi del diritto che hanno insegnato nei due atenei dell’isola nei primi del ‘900, ed è stato portatore di una forma originale di federalismo”, ha sostenuto Alberto Contu, mentre del Bellieni storico hanno parlato l’emerito rettore dell’Università di Sassari, Attilio Mastino e Vanni Piras.
Mastino ha esaminato i rapporti tra lo storico di fama Ettore Pais e Bellieni, attribuendo a quest’ultimo il merito di aver operato un rovesciamento di visuale dell’opera del Pais al fine di dare al popolo sardo un ruolo da protagonista nelle vicende del mondo antico.
Piras ha fatto un resoconto dell’ultima grande opera del Bellieni dedicata al ruolo dei sardi nel Medioevo, evidenziando il filo rosso che dall’ambiente romano-orientale conduce alla nascita dei giudicati. Dopo aver portato i saluti del sindaco di Sassari, Giuseppe Mascia, il direttore scientifico dell’Istituto, Antonello Nasone, ha chiuso i lavori rievocando sia i rapporti tra Bellieni e Giovanni Gentile, sia la centralità della figura di Attilio Deffenu, decisiva nel cammino di formazione del pensatore sassarese.
L’Is.Be celebra Camillo Bellieni nel cinquantennale dalla scomparsa
Martedì 9 dicembre a Sassari, in Aula Magna universitaria, un convegno per riscoprire uno degli intellettuali sardi più carismatici del Novecento
SASSARI. L’Is.Be si appresta a concludere la stagione culturale 2025 con un evento di grande rilevanza storica e politica: la celebrazione di Camillo Bellieni, figura carismatica del Novecento, storico dell’antichità e del Medioevo sardo, teorico del federalismo e fondatore del Partito Sardo d’Azione. L’incontro, intitolato “Camillo Bellieni a cinquant’anni dalla morte”, si svolgerà martedì 9 dicembre alle 16 nell’Aula Magna del Rettorato dell’Università di Sassari.
«Non sarà un semplice convegno di studi, ma un momento per ricordare, con rigore e serietà, un personaggio di alta levatura nella sua poliedricità e molteplicità di interessi», ha affermato Maria Doloretta Lai, presidente dell’istituto che, proprio alla figura di Bellieni, ha dedicato il nome, ispirandosi alle sue idee ai suoi valori.
L’incontro rappresenta un’occasione preziosa per approfondire la filosofia politica di Bellieni, la sua visione federalista, il suo intransigente approccio antifascista e l’ipotesi di sardismo che ha segnato la storia dell’isola.
L’evento, realizzato con il contributo della Regione Sardegna e il patrocinio dei comuni di Sassari e Sorso, l’Università di Sassari, il Ministero della Cultura, la Direzione generale archivi e la Soprintendenza archivistica della Sardegna, promette un taglio vivace e ampio grazie alla partecipazione di numerosi studiosi ed esperti.
Ad aprire i lavori con i saluti istituzionali saranno il magnifico rettore dell’UNISS, Gavino Mariotti, il sindaco di Sassari, Giuseppe Mascia, la soprintendente archivistica della Sardegna, Maura Picciau, e la presidente dell’Is.Be, Maria Doloretta Lai.
Il dibattito scientifico, moderato da Daniela Masia Urgu, vedrà sul tavolo dei relatori Antonello Nasone (Socialismo politico e idealismo filosofico nel sardismo di Bellieni), Enrico Fenu (L’Archivio Bellieni: tutela, descrizione e prospettive di valorizzazione a cinquant’anni dalla scomparsa), Stefano Alberto Tedde (Camillo Bellieni: un archivio sconosciuto), Alberto Contu (Bellieni e la mitopoiesi federalista), Attilio Mastino (Camillo Bellieni allievo del nazionalista Ettore Pais, la Sardegna dal dominio romano alla liberazione del popolo sardo), Vanni Piras (I sardi nel medioevo di Camillo Bellieni), Antonello Mattone, (Camillo Bellieni tra politica e storiografia). Ad impreziosire e animare il dibattito saranno le letture a tema a cura dell’attrice e scrittrice sassarese Maria Daniela Carta.
Istituto Bellieni, con “L’Ischis ma no l’ischis” grande festa a Sassari per la lingua e la cultura sarda
Domenica 24 novembre oltre trecento persone all’Hotel Grazia Deledda hanno preso parte all’evento più atteso dai corsisti
Nel 2024 sono stati oltre seicento i partecipanti alle attività Is.Be
SASSARI. Nuova edizione, nuovo successo per “L’Ischis ma no l’ischis”, l’appuntamento conclusivo delle attività svolte nell’arco dell’anno dall’Istituto Camillo Bellieni di Sassari, che nel weekend all’Hotel Grazia Deledda di Sassari ha fatto registrare la presenza di circa trecento appassionati di lingua e cultura sarda provenienti da tutta l’isola.
«Possiamo ritenerci oltremodo soddisfatti – ha affermato la presidente Is.Be, Maria Doloretta Lai – anche perché il calore delle persone è sempre maggiore, sta aumentando negli anni anche la richiesta di continuità, di avere dei corsi dislocati nel territorio. Quindi non solo a Sassari ma nel circondario, nella provincia e anche a Nuoro, perché i nostri collaboratori stanno riuscendo a trasmettere un messaggio di passione e coinvolgimento, non solo per la lingua sarda, ma anche per la cultura e il mantenimento delle tradizioni».
Sono stati oltre seicento i partecipanti alle attività del Bellieni nel 2024. Il respiro delle attività proposte dall’Is.be copre tutte le fasce d’età, dai bambini della scuola dell’infanzia sino agli ultranovantenni, «proiettati – nelle parole della presidente – verso una nuova gioventù, perché l’entusiasmo trasmesso dalle persone di una certa età è veramente ammirevole, ed è un esempio e una proiezione che ci dà la carica per continuare».
A fare da colonna sonora all’appuntamento sono state le musiche del cantautore Franco Sechi. Nel corso della mattinata sono stati consegnati gli attestati di partecipazione ai corsi di Sassarese Livello A2 e Livello B1 con l’intervento del docente Mario Lucio Marras, che ha illustrato il lavoro di compilazione del nuovo vocabolario della lingua Sassarese in corso di realizzazione assieme a Gianni Muroni seguendo lo standard ortografico. Maria Daniela Carta e Roberta Tola hanno proposto “Aiò isciddinni a pizu 2”, il nuovo progetto di Teatro in sassarese per bambini.
Quindi sono state consegnate le pergamene dei Corsi di lingua sarda svolti con le docenti Francesca Sini, Adriana Cocco, Lucia Sechi, Daniela Masia Urgu, Immacolata Salis (assieme al Premio di poesia dedicato a Melchiorre Murenu), e Maria Leonarda Correddu.
Per la sezione Filosofia pratica, Daniela Masia Urgu è intervenuta con la relazione a tema “L’intranquillità – Corso di filosofia pratica per adulti a Sassari”, presentando la Passeggiata Filosofica svolta a Ossi e il Book Club Filosofico. Pietro Simon, figlio di Antonio Simon Mossa, ha presentato il progetto di recupero delle musiche composte da suo padre in età giovanile, un’iniziativa che vede assieme all’Is.Be la collaborazione della Società Umanitaria di Sassari. È stato presentato in anteprima il brano nato dalla poesia di Michele Pinna, “Dimandas”, musicata e cantata da Beppe Dettori. Alberto Contu ha annunciato imminenti pubblicazioni sulla storia politica del Novecento, con l’approfondimento degli studi di Luigi Nieddu che rivoluzionano la figura di Antonio Gramsci sottraendola dal mito per ricondurla alla storia. Infine Attilio Pinna ha presentato il nuovo comitato scientifico Is.Be, che è composto da Antonello Nasone, Daniela Masia, Mario Marras, Salvatore Mura, Anna Alberti, Marina Sechi Nuvole, Giangiacomo Vale e Salvatore Taras, e dallo stesso Pinna nel ruolo di direttore.
I prossimi appuntamenti Is.Be saranno il 29 novembre alle 16 al dipartimento di Giurisprudenza con il convegno a tema “La Maternità Surrogata. Questioni etiche e giuridiche”; il 10 dicembre alle 17 all’Ex Ma con un convegno sui “Protagonisti politici per l’Europa di domani” in collaborazione con la Coppieters Foundation; il 13 dicembre alle 17 al dipartimento di Giurisprudenza con l’incontro seminariale dedicato al “Cosmopolitismo globale” alla presenza del professor Luigi Ferrajoli.
Istituto Bellieni, cinque comuni per “Limba e identidade”
Il progetto vedrà capofila Pozzomaggiore e coinvolgerà anche Cossoine, Bonorva, Mara e Padria: in programma tante attività a partire dagli sportelli linguistici all’archeologia sperimentale con il coinvolgimento di scuole e biblioteche
POZZOMAGGIORE. L’Istituto Camillo Bellieni di Sassari presenta il progetto “Limba e identidade”, un insieme di iniziative culturali e di promozione della lingua sarda che, nei prossimi mesi, coinvolgeranno il comune di Pozzomaggiore come capofila assieme a Cossoine, Bonorva, Mara e Padria.
Grande importanza nel progetto avranno le attività di Sportello linguistico, per una durata complessiva di 520 ore sotto la guida dall’operatrice Lucia Sechi. Si svolgeranno poi due corsi di formazione linguistica di livello base e intermedio, ciascuno di trenta ore.
L’attività di promozione linguistica sarà estesa a due iniziative in cui il sardo avrà la funzione di lingua veicolare. Il primo è una novità: un laboratorio di archeologia sperimentale condotto dalle archeologhe Giuseppina Ruggiu e Maria Laura Melas, che coinvolgerà tutti i comuni e sarà documentato attraverso brevi video.
Il secondo è un laboratorio di scrittura creativa dal titolo “M’ammento chi in bidda”, guidato da Adriana Cocco, che prevede il coinvolgimento di anziani o altri portatori di memorie storiche che si renderanno disponibili per condividerle con i ragazzi. Alle fasi di riscontro delle testimonianze seguirà l’elaborazione dei testi.
«Da sindaco sono orgoglioso di aver contribuito a questo grande progetto dell’Istituto Bellieni – ha affermato il sindaco di Pozzomaggiore, Mariano Soro –. Come Comune ho messo subito a disposizione tutto il necessario al fine di una buona riuscita delle attività. Sono soddisfattissimo di tutto ciò che è stato fatto sinora collaborando ottimamente con il compianto direttore scientifico Is.Be Michele Pinna, e sono sicuro che la collaborazione proseguirà altrettanto proficuamente, fiero di essere comune capofila per i progetti in arrivo. La popolazione è rimasta estasiata dei lavori svolti finora, e questo grazie alla professionalità acquisita sul campo dal Bellieni nel territorio sardo e, in questo caso, nel mio paese».
Sono in programma inoltre collaborazioni con le biblioteche, attraverso attività di animazione e incontri immersivi nella lingua e cultura della Sardegna a caratterizzazione storica e letteraria.
Con gli istituti scolastici proseguiranno le iniziative già intraprese lo scorso anno e sarà implementata la cooperazione con l’Unitre di Bonorva. Inoltre saranno creati opuscoli su argomenti di attualità, cultura e tradizioni locali, e materiale informativo che abbraccerà le tradizioni enogastronomiche e i personaggi che hanno dato lustro al territorio.
Attività finanziata dalla Regione Autonoma della Sardegna con i fondi della L 482/99.
“Martis in poesia” celebra le Donne di Sardegna
MARTIS. “Il ruolo della donna nella letteratura, nella poesia e nella vita quotidiana”, è questo il tema della quinta edizione di “Martis in poesia”, che mercoledì 29 dicembre alle 18.30, ritorna nel Centro Polivalente del piccolo paese dell’Anglona, con un focus in particolar modo incentrato su due straordinarie icone femminili dell’isola, Grazia Deledda e Maria Carta.
L’evento culturale, per la prima volta in presenza dopo il lockdown, quest’anno è inserito in chiusura del festival letterario Etnos, ed è organizzato dall’Istituto Camillo Bellieni di Sassari assieme all’Amministrazione comunale di Martis, in collaborazione con la Pro Loco di Martis e con l’associazione Elighe Aps, e il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna.
Dopo i saluti istituzionali del sindaco Tiziano Lasia e dell’assessora alla Cultura Melissa Pola, a introdurre i lavori saranno gli interventi del direttore scientifico dell’Istituto Bellieni, Michele Pinna, e della presidente Is.Be, Maria Doloretta Lai.
L’universo umano e letterario di Grazia Deledda sarà quindi approfondito nel monologo teatrale “Viaggio sotto la luna” proposto da Isabella Mastino, un viaggio attraverso le passioni, i sentimenti e le oscure vicende narrate nelle pagine e nelle opere della scrittrice. Il monologo si concentra su uno dei romanzi meno conosciuti e al contempo più belli, Nostalgie.
Le studiose Daniela Masia e Lucia Sechi daranno poi il via a letture e commenti di testi in Italiano e in sardo, dove poesia, letteratura e filosofia si intrecciano per mettere in evidenza lo svolgimento dell’arte della Deledda, il metalinguaggio della sua narrativa, l’epica e la lirica che le valsero il premio Nobel. Quindi si darà spazio a due aspetti centrali nella produzione novellistica, il fantastico e il mistero.
Alla figura di Maria Carta, poliedrica artista di Siligo, è invece dedicata la seconda parte della serata. Masia e Sechi ne ricorderanno i tratti e le sfumature che ne hanno reso emblematico il personaggio, e in particolar modo la sua voce, che rappresenta la suggestione di un’epoca millenaria: evocazione di una storia che ha girato il mondo, memoria di un tempo che si attualizza e diventa sempre presente. A chiudere la serata sarà il concerto di Beppe Dettori e la sua trio-band, che presenterà il disco “(In)Canto Rituale”, un omaggio alla poesia e alla canzone di Maria Carta tra suoni acustici e antiche radici d’arte. L’ingresso è libero ma a numero limitato, per prenotare contattare l’indirizzo [email protected] o chiamare il numero 3490660196.
Sassari, dal 12 novembre al Vecchio Mulino gli incontri con gli autori dell’Istituto Bellieni
SASSARI. Tre appuntamenti al Vecchio Mulino di Sassari con al centro il mondo del libro per condurre il lettore nei luoghi, nella la storia, nella filosofia, nella cultura e nella lingua della Sardegna, alla quale sarà dedicato uno speciale omaggio conclusivoattraverso il concerto di Beppe Dettori.
L’Istituto di studi e ricerche Camillo Bellieni di Sassari riprende le attività in presenza, e offre al pubblico la possibilità di scoprire gli ultimi prodotti editoriali in compagnia degli autori, con i quali sarà possibile confrontarsi e dialogare.
Venerdì 12 novembre alle 18, il direttore scientifico Is.Be, Michele Pinna, presenta la sua ultima fatica letteraria, dal titolo “L’inquieto esistere” (Edes 2020), un saggio sulla figura di Salvatore Satta e sull’opera “Il giorno del Giudizio”, una sorta di viaggio tra le magie dei luoghi e la complessità delle coscienze descritte in questo grande capolavoro del Novecento. Ma non solo. Il volume nasce nel contesto della ricerca condotta da Pinna per circa tre anni sulla “Identità dei luoghi e delle cose”, di cui “L’Inquieto esistere” costituisce la prima tappa. Il lavoro di ricerca, metodologicamente fondato sull’osservazione partecipata, interna all’assetto strutturale e comunitario dei paesi, è basato fondamentalmente sull’ascolto delle persone e sulla visione dei luoghi.
La nuova edizione del libro “A sa sarda. Solutziones de sos esertzìtzios” (Edes 2020), sarà invece presentata giovedì 25 novembre, alle 18, dall’autrice Francesca Sini, operatrice linguistica Is.Be. Attraverso testi ed esercizi, il libro mostra come la lingua sarda possa entrare senza problemi nel linguaggio della didattica e dell’insegnamento scolastico, seguendo in questo caso i criteri ortografici della Limba sarda comuna (LSC), riconosciuta dalla RAS in coufficialità con l’italiano a partire dal 2006.
L’appuntamento finale di questo ciclo di presentazioni si terrà venerdì 3 dicembre, dalle 18, con l’illustrazione dei “Quaderni di filosofia” (Edes 2020), a cura di Michele Pinna e Daniela Masia Urgu, e i “Quaderni di storia” (Edes 2020), a cura di Stefano Alberto Tedde e Michele Pinna. La serata si concluderà con il concerto di Beppe Dettori e il suo Trio Fish&Meat, formato da Giovannino Porcheddu e Andrea Pinna, che si esibiranno con un repertorio musicale in lingua sarda.
L’ingresso è libero a numero chiuso, ma occorre essere muniti di green pass. Agli aspetti culturali e artistici della tradizione farà da cornice l’accostamento gastronomico, anch’esso dai profondi richiami culturali, grazie al circolo enogastronomico “Il Vecchio Mulino, che si distingue per l’originalità dei piatti tipici. Solo per l’evento conclusivo è possibile partecipare alla cena, su prenotazione, contattando l’indirizzo email [email protected] o il numero 079 230268.
Camillo Bellieni, grande soddisfazione dell’Is.Be per il riconoscimento voluto dall’Università di Sassari
Maria Doloretta Lai e Michele Pinna
SASSARI. Il nome di Camillo Bellieni è stato troppo spesso dimenticato o relegato in un cantuccio della storia dei grandi intellettuali sardi del Novecento, malgrado sia stato una delle massime espressioni filosofiche del suo tempo. L’intitolazione dell’Aula del Consiglio d’amministrazione dell’Università di Sassari proclamata nei giorni scorsi dagli organi di governo dell’Ateneo turritano, è stata accolta con grande soddisfazione dai vertici dell’istituto sassarese che da trent’anni porta il nome di questo straordinario uomo di cultura, filosofo e tra i principali ideologi del Partito Sardo D’Azione.
A esprimere profondo compiacimento e un pizzico di commozione sono Michele Pinna, direttore scientifico dell’Istituto di Studi e Ricerche Camillo Bellieni di Sassari, e Maria Doloretta Lai, presidente Is.Be, che sottolineano l’importanza di questa iniziativa nell’indicare Camillo Bellieni non solo come il fondatore del Psd’Az (di cui quest’anno ricorre il primo centenario della sua costituzione, avvenuta a Macomer nella primavera del 1921), ma anche come infaticabile studioso e scrittore politico, oltre che storico della Sardegna antica e medievale.
«È stato un filosofo che ha rinnovato l’idealismo italiano attraversandolo dall’interno, conferendogli una connotazione speciale ed originale – ha affermato Michele Pinna, scrittore e docente di Storia e Filosofia –. Bellieni ha assunto la Sardegna come il grande laboratorio e la grande officina di un autonomismo moderno, mediterraneo, europeista, coniugato con la tradizione del federalismo democratico otto-novecentesco».
Nelle parole di Pinna, il riconoscimento da parte dell’Ateneo sassarese è oltremodo opportuno in quanto Bellieni si laureò in Giurisprudenza proprio in questa università, discutendo una tesi in Filosofia del diritto. Solo successivamente si trasferì a Roma per laurearsi in Filosofia con Giovanni Gentile.
Particolarmente apprezzati sono stati gli interventi del presidente della Giunta regionale, Christian Solinas, e del Magnifico Rettore Gavino Mariotti, che hanno contribuito a dare maggiore solennità all’evento.
«La targa dedicata dall’Università a Bellieni come filosofo, storico e politico – ha commentato Maria Doloretta Lai – per noi giovani che lavoriamo nell’associazione fondata oltre trent’anni fa dal professore Michele Pinna, è motivo di ulteriore prestigio e di rinnovata fiducia. Attraverso l’azione di ricerca, di promozione e di valorizzazione della cultura e della lingua sarda che portiamo avanti nel nome di Camillo Bellieni, ne seguiamo l’ispirazione e l’insegnamento affinché la coscienza dei sardi possa giungere a quei valori di autodeterminazione e di consapevolezza civile che sono propri delle società costituite da uomini e donne liberi».
Camillo Bellieni
Istituto Bellieni: Trentennale che emozione!
La cerimonia si è svolta all’Hotel Grazia Deledda al cospetto di una folta platea di politici, sindaci, intellettuali, operatori linguistici simpatizzanti e amministratori che hanno collaborato con l’associazione. Michele Pinna: “Occorre avvicinare i giovani. Se non siamo capaci di generare futuro non saremo mai maestri”
SASSARI. Straordinaria partecipazione, commozione e applausi. Ma soprattutto, la voglia di rievocare insieme, attraverso le testimonianze dei tanti protagonisti, i tratti salienti di una piccola grande storia iniziata quasi in solitudine a Sassari all’indomani della caduta del Muro di Berlino, per porre al centro del mondo i territori periferici e marginali, i piccoli paesi, le piccole comunità dell’isola e le parlate minoritarie che dinanzi ai potenti strumenti della globalizzazione rischiavano di soccombere.
La ricorrenza dei trent’anni di vita dell’Istituto Camillo Bellieni è stata celebrata sabato all’Hotel Grazia Deledda in una sala convegni gremita di pubblico, nella cornice dei rollup storici delle manifestazioni più importanti realizzate in questi anni.
Dal palchetto appositamente allestito, il giornalista Salvatore Taras ha introdotto e moderato la serata raccogliendo le testimonianze di numerosi rappresentanti del territorio. Sono intervenuti tanti sindaci e amministratori in carica o ex, tra i quali Piero Molotzu di Bono, Giancarlo Carta di Putifigari, Tiziano Lasia di Martis, Carlo Sotgiu di Ploaghe, Franco Spada di Cargeghe e Sabrina Sassu di Cossoine. Presenti in sala anche i primi cittadini Mariano Soro di Pozzomaggiore e Alessandro Mura di Padria.
Impossibilitato a presenziare, l’ex sindaco di Sassari Fausto Fadda, che negli anni della fondazione dell’Is.Be ricopriva la carica di assessore regionale, ha inviato un messaggio di affettuoso augurio. Gli interventi sono stati intervallati da proiezioni video di iniziative svolte nei diversi territori, e dalle recitazioni poetiche di Antonello Iodo Unida, Clara Farina, Roberto Demontis e Pietro Peigottu. Molto apprezzate anche le melodie di intermezzo del coro “Su Cuncordu de Cheremule”.
L’ex assessore regionale alla Cultura, Sergio Milia, ha ricordato il rapporto di collaborazione con il Bellieni definendolo «una “squadra che ottiene risultati”, non solo attraverso convegni ed eventi, ma anche grazie al coinvolgimento di esperti, studiosi, sportellisti per far sì che il sardo sia una lingua viva e riesca a penetrare a tutti i livelli».
A rievocare gli anni di intense battaglie per la lingua sarda in RAI è stata un’altra ex assessora regionale alla Cultura, Claudia Firino, che ha rimarcato l’importanza di non trascurare i più recenti strumenti di comunicazione. E quindi l’ex senatore Silvio Lai, il quale ha suggerito di pensare già all’origine ai contenuti multimediali in sardo, affinché possano ottenere fruizione persino su media alternativi alla tv.
Per il Comune di Sassari, che ha attivato da poco un nuovo sportello linguistico, sono intervenuti il capogruppo di maggioranza Manuel Alivesi e il presidente del Consiglio comunale, Maurilio Murru.
La presidente Maria Doloretta Lai con il giornalista Salvatore Taras
Sul tema della lingua sarda in Rai è poi tornato Antonio Moro, giornalista e presidente del PSd’Az: «Se tra cinque anni non ci sarà, la colpa sarà tutta di Roma – ha affermato Moro –. È giunto il momento di chiedere anche altri finanziamenti per un canale Rai interamente in sardo, e pretendere che i giornalisti assunti nell’isola siano sardoparlanti».
Quirico Sanna, attuale assessore regionale all’Urbanistica e agli Enti Locali, ha parlato interamente il lingua sarda: «Pro a mie su Bellieni est comente una falange macedone chi defendet sa cultura e s’identidade sarda. Esempru pro sos sardo a èssere totu unidos».
Molto atteso l’intervento di Maria Doloretta Lai, presidente Is.Be, che nel presentare le principali professionalità che collaborano con l’istituto (operatori linguistici, archivisti, giuristi e filosofi), lo ha definito come «una seconda casa e una famiglia che negli anni è diventata sempre più numerosa».
Il direttore scientifico Michele Pinna durante il suo intervento
Con le lacrime agli occhi e la voce rotta dall’emozione, il direttore scientifico Michele Pinna ha ricordato come tutto iniziò nel 1989, a partire da un’intuizione di Nino Pirretta: «Volevamo mettere su un’istituzione che creasse la cultura del sardismo. In quella prima fase c’erano grandi nomi come Massimo Pittau, Nicola Tanda, Ignazio Delogu, Gigi Nieddu ed Enzo Espa. Ma occorreva cercare di avvicinare i giovani creando interesse ed entusiasmo. I giovani vanno gratificati e incoraggiati. Se non siamo capaci di generare futuro non saremo mai maestri. Io ho dato tanto, ma ho anche ricevuto tanto».
Del compianto Enzo Espa è stato presentato il libro postumo “La risata dei muri vecchi”, ultima pubblicazione dell’Is.Be, a cura di Michele Pinna e Anna Laura Espa. Un volume che rappresenta il coronamento di un premio alla carriera ricevuto dallo studioso in occasione dell’evento “Si moves sa limba-Sa limba ti movet” 2018.