L’Is.Be celebra Camillo Bellieni nel cinquantennale dalla scomparsa

Martedì 9 dicembre a Sassari, in Aula Magna universitaria, un convegno per riscoprire uno degli intellettuali sardi più carismatici del Novecento

SASSARI. L’Is.Be si appresta a concludere la stagione culturale 2025 con un evento di grande rilevanza storica e politica: la celebrazione di Camillo Bellieni, figura carismatica del Novecento, storico dell’antichità e del Medioevo sardo, teorico del federalismo e fondatore del Partito Sardo d’Azione. L’incontro, intitolato “Camillo Bellieni a cinquant’anni dalla morte”, si svolgerà martedì 9 dicembre alle 16 nell’Aula Magna del Rettorato dell’Università di Sassari.

«Non sarà un semplice convegno di studi, ma un momento per ricordare, con rigore e serietà, un personaggio di alta levatura nella sua poliedricità e molteplicità di interessi», ha affermato Maria Doloretta Lai, presidente dell’istituto che, proprio alla figura di Bellieni, ha dedicato il nome, ispirandosi alle sue idee ai suoi valori.

L’incontro rappresenta un’occasione preziosa per approfondire la filosofia politica di Bellieni, la sua visione federalista, il suo intransigente approccio antifascista e l’ipotesi di sardismo che ha segnato la storia dell’isola.

L’evento, realizzato con il contributo della Regione Sardegna e il patrocinio dei comuni di Sassari e Sorso, l’Università di Sassari, il Ministero della Cultura, la Direzione generale archivi e la Soprintendenza archivistica della Sardegna, promette un taglio vivace e ampio grazie alla partecipazione di numerosi studiosi ed esperti.

Ad aprire i lavori con i saluti istituzionali saranno il magnifico rettore dell’UNISS, Gavino Mariotti, il sindaco di Sassari, Giuseppe Mascia, la soprintendente archivistica della Sardegna, Maura Picciau, e la presidente dell’Is.Be, Maria Doloretta Lai.

Il dibattito scientifico, moderato da Daniela Masia Urgu, vedrà sul tavolo dei relatori Antonello Nasone (Socialismo politico e idealismo filosofico nel sardismo di Bellieni), Enrico Fenu (L’Archivio Bellieni: tutela, descrizione e prospettive di valorizzazione a cinquant’anni dalla scomparsa), Stefano Alberto Tedde (Camillo Bellieni: un archivio sconosciuto), Alberto Contu (Bellieni e la mitopoiesi federalista), Attilio Mastino (Camillo Bellieni allievo del nazionalista Ettore Pais, la Sardegna dal dominio romano alla liberazione del popolo sardo), Vanni Piras (I sardi nel medioevo di Camillo Bellieni), Antonello Mattone, (Camillo Bellieni tra politica e storiografia). Ad impreziosire e animare il dibattito saranno le letture a tema a cura dell’attrice e scrittrice sassarese Maria Daniela Carta.




Istituto Bellieni, con “L’Ischis ma no l’ischis” grande festa a Sassari per la lingua e la cultura sarda

Domenica 24 novembre oltre trecento persone all’Hotel Grazia Deledda hanno preso parte all’evento più atteso dai corsisti

Nel 2024 sono stati oltre seicento i partecipanti alle attività Is.Be

SASSARI. Nuova edizione, nuovo successo per “L’Ischis ma no l’ischis”, l’appuntamento conclusivo delle attività svolte nell’arco dell’anno dall’Istituto Camillo Bellieni di Sassari, che nel weekend all’Hotel Grazia Deledda di Sassari ha fatto registrare la presenza di circa trecento appassionati di lingua e cultura sarda provenienti da tutta l’isola.

«Possiamo ritenerci oltremodo soddisfatti – ha affermato la presidente Is.Be, Maria Doloretta Lai – anche perché il calore delle persone è sempre maggiore, sta aumentando negli anni anche la richiesta di continuità, di avere dei corsi dislocati nel territorio. Quindi non solo a Sassari ma nel circondario, nella provincia e anche a Nuoro, perché i nostri collaboratori stanno riuscendo a trasmettere un messaggio di passione e coinvolgimento, non solo per la lingua sarda, ma anche per la cultura e il mantenimento delle tradizioni».

Sono stati oltre seicento i partecipanti alle attività del Bellieni nel 2024. Il respiro delle attività proposte dall’Is.be copre tutte le fasce d’età, dai bambini della scuola dell’infanzia sino agli ultranovantenni, «proiettati – nelle parole della presidente – verso una nuova gioventù, perché l’entusiasmo trasmesso dalle persone di una certa età è veramente ammirevole, ed è un esempio e una proiezione che ci dà la carica per continuare».

A fare da colonna sonora all’appuntamento sono state le musiche del cantautore Franco Sechi. Nel corso della mattinata sono stati consegnati gli attestati di partecipazione ai corsi di Sassarese Livello A2 e Livello B1 con l’intervento del docente Mario Lucio Marras, che ha illustrato il lavoro di compilazione del nuovo vocabolario della lingua Sassarese in corso di realizzazione assieme a Gianni Muroni seguendo lo standard ortografico. Maria Daniela Carta e Roberta Tola hanno proposto “Aiò isciddinni a pizu 2”, il nuovo progetto di Teatro in sassarese per bambini.

Quindi sono state consegnate le pergamene dei Corsi di lingua sarda svolti con le docenti Francesca Sini, Adriana Cocco, Lucia Sechi, Daniela Masia Urgu, Immacolata Salis (assieme al Premio di poesia dedicato a Melchiorre Murenu), e Maria Leonarda Correddu.

Per la sezione Filosofia pratica, Daniela Masia Urgu è intervenuta con la relazione a tema “L’intranquillità – Corso di filosofia pratica per adulti a Sassari”, presentando la Passeggiata Filosofica svolta a Ossi e il Book Club Filosofico. Pietro Simon, figlio di Antonio Simon Mossa, ha presentato il progetto di recupero delle musiche composte da suo padre in età giovanile, un’iniziativa che vede assieme all’Is.Be la collaborazione della Società Umanitaria di Sassari. È stato presentato in anteprima il brano nato dalla poesia di Michele Pinna, “Dimandas”, musicata e cantata da Beppe Dettori. Alberto Contu ha annunciato imminenti pubblicazioni sulla storia politica del Novecento, con l’approfondimento degli studi di Luigi Nieddu che rivoluzionano la figura di Antonio Gramsci sottraendola dal mito per ricondurla alla storia. Infine Attilio Pinna ha presentato il nuovo comitato scientifico Is.Be, che è composto da Antonello Nasone, Daniela Masia, Mario Marras, Salvatore Mura, Anna Alberti, Marina Sechi Nuvole, Giangiacomo Vale e Salvatore Taras, e dallo stesso Pinna nel ruolo di direttore.

I prossimi appuntamenti Is.Be saranno il 29 novembre alle 16 al dipartimento di Giurisprudenza con il convegno a tema “La Maternità Surrogata. Questioni etiche e giuridiche”; il 10 dicembre alle 17 all’Ex Ma con un convegno sui “Protagonisti politici per l’Europa di domani” in collaborazione con la Coppieters Foundation; il 13 dicembre alle 17 al dipartimento di Giurisprudenza con l’incontro seminariale dedicato al “Cosmopolitismo globale” alla presenza del professor Luigi Ferrajoli.




Istituto Bellieni, cinque comuni per “Limba e identidade”

Il progetto vedrà capofila Pozzomaggiore e coinvolgerà anche Cossoine, Bonorva, Mara e Padria: in programma tante attività a partire dagli sportelli linguistici all’archeologia sperimentale con il coinvolgimento di scuole e biblioteche

POZZOMAGGIORE. L’Istituto Camillo Bellieni di Sassari presenta il progetto “Limba e identidade”, un insieme di iniziative culturali e di promozione della lingua sarda che, nei prossimi mesi, coinvolgeranno il comune di Pozzomaggiore come capofila assieme a Cossoine, Bonorva, Mara e Padria.

Grande importanza nel progetto avranno le attività di Sportello linguistico, per una durata complessiva di 520 ore sotto la guida dall’operatrice Lucia Sechi. Si svolgeranno poi due corsi di formazione linguistica di livello base e intermedio, ciascuno di trenta ore.

L’attività di promozione linguistica sarà estesa a due iniziative in cui il sardo avrà la funzione di lingua veicolare. Il primo è una novità: un laboratorio di archeologia sperimentale condotto dalle archeologhe Giuseppina Ruggiu e Maria Laura Melas, che coinvolgerà tutti i comuni e sarà documentato attraverso brevi video.

Il secondo è un laboratorio di scrittura creativa dal titolo “M’ammento chi in bidda”, guidato da Adriana Cocco, che prevede il coinvolgimento di anziani o altri portatori di memorie storiche che si renderanno disponibili per condividerle con i ragazzi. Alle fasi di riscontro delle testimonianze seguirà l’elaborazione dei testi.

«Da sindaco sono orgoglioso di aver contribuito a questo grande progetto dell’Istituto Bellieni – ha affermato il sindaco di Pozzomaggiore, Mariano Soro –. Come Comune ho messo subito a disposizione tutto il necessario al fine di una buona riuscita delle attività. Sono soddisfattissimo di tutto ciò che è stato fatto sinora collaborando ottimamente con il compianto direttore scientifico Is.Be Michele Pinna, e sono sicuro che la collaborazione proseguirà altrettanto proficuamente, fiero di essere comune capofila per i progetti in arrivo. La popolazione è rimasta estasiata dei lavori svolti finora, e questo grazie alla professionalità acquisita sul campo dal Bellieni nel territorio sardo e, in questo caso, nel mio paese».

Sono in programma inoltre collaborazioni con le biblioteche, attraverso attività di animazione e incontri immersivi nella lingua e cultura della Sardegna a caratterizzazione storica e letteraria.

Con gli istituti scolastici proseguiranno le iniziative già intraprese lo scorso anno e sarà implementata la cooperazione con l’Unitre di Bonorva. Inoltre saranno creati opuscoli su argomenti di attualità, cultura e tradizioni locali, e materiale informativo che abbraccerà le tradizioni enogastronomiche e i personaggi che hanno dato lustro al territorio.

Attività finanziata dalla Regione Autonoma della Sardegna con i fondi della L 482/99.




“Martis in poesia” celebra le Donne di Sardegna

MARTIS. “Il ruolo della donna nella letteratura, nella poesia e nella vita quotidiana”, è questo il tema della quinta edizione di “Martis in poesia”, che mercoledì 29 dicembre alle 18.30, ritorna nel Centro Polivalente del piccolo paese dell’Anglona, con un focus in particolar modo incentrato su due straordinarie icone femminili dell’isola, Grazia Deledda e Maria Carta.

L’evento culturale, per la prima volta in presenza dopo il lockdown, quest’anno è inserito in chiusura del festival letterario Etnos, ed è organizzato dall’Istituto Camillo Bellieni di Sassari assieme all’Amministrazione comunale di Martis, in collaborazione con la Pro Loco di Martis e con l’associazione Elighe Aps, e il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna.

Dopo i saluti istituzionali del sindaco Tiziano Lasia e dell’assessora alla Cultura Melissa Pola, a introdurre i lavori saranno gli interventi del direttore scientifico dell’Istituto Bellieni, Michele Pinna, e della presidente Is.Be, Maria Doloretta Lai.

L’universo umano e letterario di Grazia Deledda sarà quindi approfondito nel monologo teatrale “Viaggio sotto la luna” proposto da Isabella Mastino, un viaggio attraverso le passioni, i sentimenti e le oscure vicende narrate nelle pagine e nelle opere della scrittrice. Il monologo si concentra su uno dei romanzi meno conosciuti e al contempo più belli, Nostalgie.

Le studiose Daniela Masia e Lucia Sechi daranno poi il via a letture e commenti di testi in Italiano e in sardo, dove poesia, letteratura e filosofia si intrecciano per mettere in evidenza lo svolgimento dell’arte della Deledda, il metalinguaggio della sua narrativa, l’epica e la lirica che le valsero il premio Nobel. Quindi si darà spazio a due aspetti centrali nella produzione novellistica, il fantastico e il mistero.

Alla figura di Maria Carta, poliedrica artista di Siligo, è invece dedicata la seconda parte della serata. Masia e Sechi ne ricorderanno i tratti e le sfumature che ne hanno reso emblematico il personaggio, e in particolar modo la sua voce, che rappresenta la suggestione di un’epoca millenaria: evocazione di una storia che ha girato il mondo, memoria di un tempo che si attualizza e diventa sempre presente. A chiudere la serata sarà il concerto di Beppe Dettori e la sua trio-band, che presenterà il disco “(In)Canto Rituale”, un omaggio alla poesia e alla canzone di Maria Carta tra suoni acustici e antiche radici d’arte. L’ingresso è libero ma a numero limitato, per prenotare contattare l’indirizzo [email protected] o chiamare il numero 3490660196.




Sassari, dal 12 novembre al Vecchio Mulino gli incontri con gli autori dell’Istituto Bellieni

SASSARI. Tre appuntamenti al Vecchio Mulino di Sassari con al centro il mondo del libro per condurre il lettore nei luoghi, nella la storia, nella filosofia, nella cultura e nella lingua della Sardegna, alla quale sarà dedicato uno speciale omaggio conclusivoattraverso il concerto di Beppe Dettori.

L’Istituto di studi e ricerche Camillo Bellieni di Sassari riprende le attività in presenza, e offre al pubblico la possibilità di scoprire gli ultimi prodotti editoriali in compagnia degli autori, con i quali sarà possibile confrontarsi e dialogare.

Venerdì 12 novembre alle 18, il direttore scientifico Is.Be, Michele Pinna, presenta la sua ultima fatica letteraria, dal titolo “L’inquieto esistere” (Edes 2020), un saggio sulla figura di Salvatore Satta e sull’opera “Il giorno del Giudizio”, una sorta di viaggio tra le magie dei luoghi e la complessità delle coscienze descritte in questo grande capolavoro del Novecento. Ma non solo. Il volume nasce nel contesto della ricerca condotta da Pinna per circa tre anni sulla “Identità dei luoghi e delle cose”, di cui “L’Inquieto esistere” costituisce la prima tappa. Il lavoro di ricerca, metodologicamente fondato sull’osservazione partecipata, interna all’assetto strutturale e comunitario dei paesi, è basato fondamentalmente sull’ascolto delle persone e sulla visione dei luoghi.

La nuova edizione del libro “A sa sarda. Solutziones de sos esertzìtzios” (Edes 2020), sarà invece presentata giovedì 25 novembre, alle 18, dall’autrice Francesca Sini, operatrice linguistica Is.Be. Attraverso testi ed esercizi, il libro mostra come la lingua sarda possa entrare senza problemi nel linguaggio della didattica e dell’insegnamento scolastico, seguendo in questo caso i criteri ortografici della Limba sarda comuna (LSC), riconosciuta dalla RAS in coufficialità con l’italiano a partire dal 2006.

L’appuntamento finale di questo ciclo di presentazioni si terrà venerdì 3 dicembre, dalle 18, con l’illustrazione dei “Quaderni di filosofia” (Edes 2020), a cura di Michele Pinna e Daniela Masia Urgu, e i “Quaderni di storia” (Edes 2020), a cura di Stefano Alberto Tedde e Michele Pinna. La serata si concluderà con il concerto di Beppe Dettori e il suo Trio Fish&Meat, formato da Giovannino Porcheddu e Andrea Pinna, che si esibiranno con un repertorio musicale in lingua sarda.

L’ingresso è libero a numero chiuso, ma occorre essere muniti di green pass. Agli aspetti culturali e artistici della tradizione farà da cornice l’accostamento gastronomico, anch’esso dai profondi richiami culturali, grazie al circolo enogastronomico “Il Vecchio Mulino, che si distingue per l’originalità dei piatti tipici. Solo per l’evento conclusivo è possibile partecipare alla cena, su prenotazione, contattando l’indirizzo email [email protected] o il numero 079 230268.




Camillo Bellieni, grande soddisfazione dell’Is.Be per il riconoscimento voluto dall’Università di Sassari

Maria Doloretta Lai e Michele Pinna

SASSARI. Il nome di Camillo Bellieni è stato troppo spesso dimenticato o relegato in un cantuccio della storia dei grandi intellettuali sardi del Novecento, malgrado sia stato una delle massime espressioni filosofiche del suo tempo. L’intitolazione dell’Aula del Consiglio d’amministrazione dell’Università di Sassari proclamata nei giorni scorsi dagli organi di governo dell’Ateneo turritano, è stata accolta con grande soddisfazione dai vertici dell’istituto sassarese che da trent’anni porta il nome di questo straordinario uomo di cultura, filosofo e tra i principali ideologi del Partito Sardo D’Azione.

A esprimere profondo compiacimento e un pizzico di commozione sono Michele Pinna, direttore scientifico dell’Istituto di Studi e Ricerche Camillo Bellieni di Sassari, e Maria Doloretta Lai, presidente Is.Be, che sottolineano l’importanza di questa iniziativa nell’indicare Camillo Bellieni non solo come il fondatore del Psd’Az  (di cui quest’anno ricorre il primo centenario della sua costituzione, avvenuta a Macomer nella primavera del 1921), ma anche come infaticabile studioso e scrittore politico, oltre che storico della Sardegna antica e medievale.

«È stato un filosofo che ha rinnovato l’idealismo italiano attraversandolo dall’interno, conferendogli una connotazione speciale ed originale – ha affermato Michele Pinna, scrittore e docente di Storia e Filosofia –. Bellieni ha assunto la Sardegna come il grande laboratorio e la grande officina di un autonomismo moderno, mediterraneo, europeista, coniugato con la tradizione del federalismo democratico otto-novecentesco».

Nelle parole di Pinna, il riconoscimento da parte dell’Ateneo sassarese è oltremodo opportuno in quanto Bellieni si laureò in Giurisprudenza proprio in questa università, discutendo una tesi in Filosofia del diritto. Solo successivamente si trasferì a Roma per laurearsi in Filosofia con Giovanni Gentile.

Particolarmente apprezzati sono stati gli interventi del presidente della Giunta regionale, Christian Solinas, e del Magnifico Rettore Gavino Mariotti, che hanno contribuito a dare maggiore solennità all’evento.

«La targa dedicata dall’Università a Bellieni come filosofo, storico e politico – ha commentato Maria Doloretta Lai – per noi giovani che lavoriamo nell’associazione fondata oltre trent’anni fa dal professore Michele Pinna, è motivo di ulteriore prestigio e di rinnovata fiducia. Attraverso l’azione di ricerca, di promozione e di valorizzazione della cultura e della lingua sarda che portiamo avanti nel nome di Camillo Bellieni, ne seguiamo l’ispirazione e l’insegnamento affinché la coscienza dei sardi possa giungere a quei valori di autodeterminazione e di consapevolezza civile che sono propri delle società costituite da uomini e donne liberi».

Camillo Bellieni



Istituto Bellieni: Trentennale che emozione!

La cerimonia si è svolta all’Hotel Grazia Deledda al cospetto di una folta platea di politici, sindaci, intellettuali, operatori linguistici simpatizzanti e amministratori che hanno collaborato con l’associazione. Michele Pinna: “Occorre avvicinare i giovani. Se non siamo capaci di generare futuro non saremo mai maestri”

SASSARI. Straordinaria partecipazione, commozione e applausi. Ma soprattutto, la voglia di rievocare insieme, attraverso le testimonianze dei tanti protagonisti, i tratti salienti di una piccola grande storia iniziata quasi in solitudine a Sassari all’indomani della caduta del Muro di Berlino, per porre al centro del mondo i territori periferici e marginali, i piccoli paesi, le piccole comunità dell’isola e le parlate minoritarie che dinanzi ai potenti strumenti della globalizzazione rischiavano di soccombere.

La ricorrenza dei trent’anni di vita dell’Istituto Camillo Bellieni è stata celebrata sabato all’Hotel Grazia Deledda in una sala convegni gremita di pubblico, nella cornice dei rollup storici delle manifestazioni più importanti realizzate in questi anni.

Dal palchetto appositamente allestito, il giornalista Salvatore Taras ha introdotto e moderato la serata raccogliendo le testimonianze di numerosi rappresentanti del territorio. Sono intervenuti tanti sindaci e amministratori in carica o ex, tra i quali Piero Molotzu di Bono, Giancarlo Carta di Putifigari, Tiziano Lasia di Martis, Carlo Sotgiu di Ploaghe, Franco Spada di Cargeghe e Sabrina Sassu di Cossoine. Presenti in sala anche i primi cittadini Mariano Soro di Pozzomaggiore e Alessandro Mura di Padria.

Impossibilitato a presenziare, l’ex sindaco di Sassari Fausto Fadda, che negli anni della fondazione dell’Is.Be ricopriva la carica di assessore regionale, ha inviato un messaggio di affettuoso augurio. Gli interventi sono stati intervallati da proiezioni video di iniziative svolte nei diversi territori, e dalle recitazioni poetiche di Antonello Iodo Unida, Clara Farina, Roberto Demontis e Pietro Peigottu. Molto apprezzate anche le melodie di intermezzo del coro “Su Cuncordu de Cheremule”.

L’ex assessore regionale alla Cultura, Sergio Milia, ha ricordato il rapporto di collaborazione con il Bellieni definendolo «una “squadra che ottiene risultati”, non solo attraverso convegni ed eventi, ma anche grazie al coinvolgimento di esperti, studiosi, sportellisti per far sì che il sardo sia una lingua viva e riesca a penetrare a tutti i livelli».

A rievocare gli anni di intense battaglie per la lingua sarda in RAI è stata un’altra ex assessora regionale alla Cultura, Claudia Firino, che ha rimarcato l’importanza di non trascurare i più recenti strumenti di comunicazione. E quindi l’ex senatore Silvio Lai, il quale ha suggerito di pensare già all’origine ai contenuti multimediali in sardo, affinché possano ottenere fruizione persino su media alternativi alla tv.

Per il Comune di Sassari, che ha attivato da poco un nuovo sportello linguistico, sono intervenuti il capogruppo di maggioranza Manuel Alivesi e il presidente del Consiglio comunale, Maurilio Murru.

La presidente Maria Doloretta Lai con il giornalista Salvatore Taras

Sul tema della lingua sarda in Rai è poi tornato Antonio Moro, giornalista e presidente del PSd’Az: «Se tra cinque anni non ci sarà, la colpa sarà tutta di Roma – ha affermato Moro –. È giunto il momento di chiedere anche altri finanziamenti per un canale Rai interamente in sardo, e pretendere che i giornalisti assunti nell’isola siano sardoparlanti».

Quirico Sanna, attuale assessore regionale all’Urbanistica e agli Enti Locali, ha parlato interamente il lingua sarda: «Pro a mie su Bellieni est comente una falange macedone chi defendet sa cultura e s’identidade sarda. Esempru pro sos sardo a èssere totu unidos».

Molto atteso l’intervento di Maria Doloretta Lai, presidente Is.Be, che nel presentare le principali professionalità che collaborano con l’istituto (operatori linguistici, archivisti, giuristi e filosofi), lo ha definito come «una seconda casa e una famiglia che negli anni è diventata sempre più numerosa».

 Il direttore scientifico Michele Pinna durante il suo intervento

Con le lacrime agli occhi e la voce rotta dall’emozione, il direttore scientifico Michele Pinna ha ricordato come tutto iniziò nel 1989, a partire da un’intuizione di Nino Pirretta: «Volevamo mettere su un’istituzione che creasse la cultura del sardismo. In quella prima fase c’erano grandi nomi come Massimo Pittau, Nicola Tanda, Ignazio Delogu, Gigi Nieddu ed Enzo Espa. Ma occorreva cercare di avvicinare i giovani creando interesse ed entusiasmo. I giovani vanno gratificati e incoraggiati. Se non siamo capaci di generare futuro non saremo mai maestri. Io ho dato tanto, ma ho anche ricevuto tanto».

Del compianto Enzo Espa è stato presentato il libro postumo “La risata dei muri vecchi”, ultima pubblicazione dell’Is.Be, a cura di Michele Pinna e Anna Laura Espa. Un volume che rappresenta il coronamento di un premio alla carriera ricevuto dallo studioso in occasione dell’evento “Si moves sa limba-Sa limba ti movet” 2018.




Padria, con la “Coscienza di paese” si combatte lo spopolamento

Grande partecipazione all’ex Convento Francescano per l’iniziativa culturale promossa dall’Istituto Camillo Bellieni insieme all’Amministrazione comunale

PADRIA. Non c’è futuro senza radici. Occorre riscoprire la propria coscienza di comunità per acquisire la forza di combattere lo spopolamento. Una forza che risiede nel proprio cammino e che viene da una lunga storia fatta di piccoli e grandi uomini capaci, con il proprio esempio, di dare lezioni di vita, di etica, di umanità. Gli stessi uomini che sabato all’ex convento Francescano sono stati ricordati dagli studiosi Michele Pinna, Stefano Alberto Tedde e Giuseppe Zicchi nel corso del convegno intitolato “Coscienza di paese – personaggi e vicende padriesi”, suscitando l’interesse attento e partecipe della popolazione.

L’iniziativa, organizzata dall’Istituto di studi e ricerche Camillo Bellieni in collaborazione con l’Amministrazione comunale, ha permesso di conoscere figure importanti come il teologo Pietro Paolo Prunas, gli accademici Giovanni Antonio Virdis, Giovanni Pinna Farrà e Carlino Sole, ma anche artisti come il celebre “cantadore” Gavino De Lunas, professionisti del dopoguerra come gli esponenti sardisti Salvatore Sale, Antonio Cambule e Totoi Mura e l’ex insegnante e politico Orazio Porcu. I relatori hanno saputo tenere alta l’attenzione facendo ampi riferimenti ad aneddoti, fonti d’archivio e inediti autografi.

«La mancanza di lavoro non è l’unico motivo per cui i paesi si spopolano – ha spiegato Michele Pinna, direttore scientifico Is.Be  – ci sono fattori che vanno al di là del mero aspetto economico, e sono legati alla coscienza collettiva, alla capacità di riscoprire il proprio valore in quanto comunità».

Il sindaco Alessandro Mura e l’assessora alla Cultura Pangela Dettori hanno espresso compiacimento per l’ottima riuscita dell’iniziativa. «Stiamo puntando da tempo a riscoprire la memoria rafforzando il tratto identitario – ha affermato il primo cittadino –. Ci accorgiamo che la gente partecipa con interesse e con vivo entusiasmo a queste manifestazioni, proprio perché si parla degli antenati che hanno reso onore al nostro paese».

A conclusione dell’evento è intervenuto a sorpresa Orazio Porcu, l’unico personaggio padriese ancora in vita tra quelli ricordati durante il convegno. Al fianco della presidente del Bellieni, Maria Doloretta Lai, Porcu ha raccontato gli esordi nella vita politica a Padria, il ricordo delle piccole cose all’apparenza insignificanti ma che stanno alla base della nostalgia, e le esperienze di vita, di insegnante e di politico.

Porcu ha rivolto l’invito a indagare figure di illustri cittadini di passaggio, come Stanis Dessì, che negli anni della guerra fu sfollato proprio a Padria. Poi un secondo invito all’Amministrazione comunale, affinché il Museo Civico possa essere intitolato a Carlino Sole, meritevole di aver recuperato tanti reperti storici. La manifestazione è inserita tra le attività che celebrano il trentennale della fondazione dell’Istituto Bellieni.




“Coscienza di paese” sabato a Padria  con l’Istituto Bellieni

Il 26 luglio all’ex Convento Francescano, l’Is.Be organizza un evento per scoprire le vicende e i personaggi padriesi più significativi

PADRIA. Cosa hanno in comune personaggi come il leggendario “cantadore” Gavino De Lunas e il teologo Pietro Paolo Prunas, o gli accademici Giovanni Antonio Virdis, Giovanni Pinna Farrà e Carlino Sole? E ancora  l’insegnante e politico Orazio Porcu e gli esponenti sardisti Salvatore Sale, Antonio Cambule e Totoi Mura?

Le loro origini: erano tutti di Padria.

Per scoprire le storie degli uomini e le personalità che più hanno caratterizzato questa antica comunità della Sardegna, sabato 27 luglio alle 18, nell’ex Convento Francescano di Padria, l’Istituto Camillo Bellieni in collaborazione con l’Amministrazione comunale organizza l’evento “Coscienza di paese – personaggi e vicende padriesi”.

Dopo i saluti del sindaco Alessandro Mura e dell’assessora alla Cultura, Pangela Dettori, interverranno Michele Pinna, direttore scientifico del Bellieni, l’archivista Stefano Alberto Tedde e Giuseppe Zichi dell’Università di Sassari. Tra le autorità, salvo contrattempi, è attesa anche la partecipazione del presidente della RAS, Christian Solinas.

Tra i padriesi più celebri di cui si parlerà sabato, vi è certamente Gavino Luna, meglio conosciuto come “De Lunas”, voce indimenticabile della tradizione canora, tra i primi a incidere sui 78 giri i suoi capolavori “a sa logudoresa”. Lo attendeva però un destino tragico. Sarebbe stato trucidato dai nazisti nelle fosse ardeatine.

Altra importante figura presa in esame sarà quella del teologo Pietro Paolo Prunas, che diede il suo sostegno economico, attraverso il sistema allora in uso dell’associazione, per la pubblicazione delle opere di Pietro Martini, Giovanni Siotto Pintor e Pasquale Tola, divenuti classici della storia della Sardegna.

Saranno passate al setaccio le vite dei padriesi che hanno fatto strada nel mondo accademico. A iniziare da Giovanni Dettori Virdis, due volte rettore dell’Università di Sassari, poi Giovanni Pinna Ferrà, ordinario di Economia politica e Carlino Sole, docente associato dell’Ateneo cagliaritano e autore di numerosi saggi.

Si spazierà anche nell’ambito di chi abbia ricoperto il ruolo di attivista politico. Tra questi l’insegnante Orazio Porcu, che fece parte del “gruppo maestri” della rivista “Ichnusa” fondata e diretta da Antonio Pigliaru, fu sindaco di Berchidda e consigliere regionale sotto la presidenza di Mario Melis.

Quindi tre grandi sardisti, a iniziare da Salvatore Sale, successore di Camillo Bellieni alla guida del Psd’az, caposcuola e maestro di una lunga tradizione politica che a Padria avrebbe coinvolto anche Antonio Cambule e Totoi Mura.




Dalla Catalogna a Sassari: “Vogliamo un’Europa dei popoli, aiutateci a costruirla”

L’appello del catalano Josep Vall durante la conferenza internazionale organizzata dall’Istituto Bellieni con la Coppieters Foundation di Bruxelles, ha dato seguito a una serie di interventi di accademici ed esperti di varie nazionalità sul tema dei diritti e la sovranità nell’Ue

Josep Vall durante il suo intervento

SASSARI. «I catalani, i sardi e tutte le altre nazioni senza Stato devono sostenerci, perché le nostre richieste nazionali vanno al di là dei nostri confini, per condividere con tutti il sogno di un’Europa unita in un mondo in pace». Con queste parole che suonano come un appello, il catalano Josep Vall, vice-presidente della Coppieters Foundation di Bruxelles e direttore esecutivo della Fundació Josep Irla di Barcellona, ha dato il via sabato scorso alla conferenza internazionale “Diritti e Sovranità nell’Europa contemporanea”, che al Villino Ricci di Sassari ha coinvolto numerosi esperti per confrontarsi sul tema.

«I catalani combattono per i loro diritti nazionali – ha affermato Irla – ma anche per un’Europa dei popoli liberi dove scozzesi, corsi, baschi, gallesi, catalani o sardi siano in grado di far sentire la propria voce. Ed è per questo che vogliamo un’altra Europa, un’altra Unione Europea, in cui il Parlamento sia in realtà la sede della sovranità popolare della cittadinanza europea. Coesistendo, ma superando anche le sovranità nazionali».

La Coppieters Foundation, che con l’Istituto Camillo Bellieni di Sassari ha collaborato all’organizzazione dell’evento, è una fondazione politica legata all’Alleanza Libera Europea, l’organizzazione internazionale che riunisce partiti di nazioni senza Stato, regioni e minoranze nazionali e linguistiche nel vecchio continente.

Un momento della conferenza

Nel corso dell’incontro, introdotto dalla presidente Is.Be Maria Doloretta Lai e moderato da Gianni Garrucciu, un altro importante intervento è stato quello dello svizzero Nicolas Levrat. Il docente dell’Università di Ginevra ha illustrato un paradosso tutto europeo, per il quale popoli come gli sloveni, i croati o i cechi, che in precedenza sottostavano a una forma di regime, siano stati poi accettati come Stati europei e membri dell’Unione, mentre a catalani, scozzesi e sardi non è riconosciuto questo diritto.

«L’articolo 1 del Trattato sull’UE – ha spiegato l’accademico – parla di “un’unione sempre più stretta tra i popoli”, concetto riconfermato dalla Corte di giustizia europea proprio in occasione della Brexit nel 2018. Stando ai trattati, popoli come i catalani e gli scozzesi dovrebbero uscire dagli Stati per poter partecipare alla codeterminazione che sta alla base dell’Unione».

Sorprendentemente, precursori nell’individuare alcune criticità dell’attuale conformazione UE furono proprio due grandi sardisti come Bellieni e Simon Mossa. Nell’intervento del ricercatore Antonello Nasone, il sardismo fin dalle origini presenta alcune indicazioni di carattere teorico e pratico per un futuro assetto dell’Unione, declinato non come insieme di Stati, bensì come una sorta di aggregazione tra comunità etniche.

E in questo senso andrebbe tracciata la strada, anche linguistica, da seguire. Come ha sottolineato Michele Pinna, direttore scientifico Is.Be, «è la direzione certo non facile di un’Europa dei popoli, di un nuovo dialogo nell’orizzonte dei diritti, delle tutele e delle pari opportunità di riconoscimento. La strada verso l’apertura a una nuova stagione di rinegoziazione dove tutte le lingue, le culture, le diversità possano avere  la stessa dignità proprio come indica la Carta europea delle lingue e delle culture minoritarie e regionali del ’92».

Sul piano linguistico, il docente di Storia contemporanea Didier Rey, dell’Università della Corsica, ha portato l’esperienza delle tre lingue parlate nella sua isola dal 1850 in poi: l’italiano, il francese e il corso. La prima è sparita per volontà politica francese e ora si assiste alla lotta di resistenza del corso, che da un lato è presente nei media come radio e tv, dall’altro è sempre meno utilizzata nel parlato quotidiano.

Ma non c’è politica che possa esimersi dalla preoccupazione della giustizia penale, aspetto trattato ampiamente in conclusione dall’avvocato Attilio Pinna: «Una società seria che voglia affrontare il problema del crimine – ha spiegato – deve fare un serio investimento sociale, pensando a quanto siano incisivi e decisivi il welfare, l’istruzione, l’alimentazione e l’occupazione, gli strumenti dell’educazione e della prevenzione rispetto alla repressione e dell’inasprimento di pene».

La conferenza ha goduto del sostegno della Fondazione di Sardegna e della RAS ed è stata finanziata dal Parlamento Europeo, che ha concesso autonomia riguardo al contenuto e alle opinioni dei relatori.