Sassari, “Enrico Costa, lo scrittore e la sua città attraverso le sue carte”

SASSARI. Dopo il successo della precedente edizione, il Circolo Culturale Aristeo organizza negli spazi della Biblioteca universitaria di Piazza Fiume una 2° Giornata di studi dedicata a “Enrico Costa, lo scrittore e la sua città attraverso le sue carte”. L’iniziativa, che si terrà il 3 marzo, alle 17, è organizzata per celebrare i centotredici anni dalla morte del grande scrittore e giornalista sassarese, e sarà ancora una volta un’occasione imperdibile per riscoprire aspetti poco noti e talvolta inediti di un personaggio che non smette di regalare suggestioni senza tempo. Sarà inoltre un’opportunità per rivisitare il profilo letterario, artistico e storico attraverso le più significative testimonianze documentarie, restituendo agli appassionati la preziosa visione di una città profondamente amata dal suo “cantore”.

L’iniziativa è promossa da Aristeo d’intesa con la stessa Biblioteca Universitaria di Sassari, con il sostegno e patrocinio della Regione Sardegna e della Fondazione di Sardegna, e il patrocinio del Comune di Sassari e del MiC (Ministero della Cultura).

La conferenza prenderà il via con i saluti istituzionali di Laura Useri, assessora alla Cultura del Comune di Sassari, che cederà la parola a Giovanni Fiori, direttore della Biblioteca Universitaria di Sassari, per approfondire le tematiche attinenti alla tutela e alla valorizzazione del “Fondo Enrico Costa”. La Biblioteca conserva infatti il ricco archivio letterario dello scrittore, che si caratterizza per la vasta eterogeneità e per la presenza di documenti autografi, carteggi, oggetti personali, immagini e album fotografici familiari, opere e romanzi, appunti e note.

Subito dopo, attraverso l’intervento “Tra le carte di Enrico, uomo di pubbliche e private virtù. Presentazione del piano editoriale” Simonetta Castia, presidente del Circolo Aristeo, illustrerà il piano editoriale legato alla pubblicazione del “fondo Enrico Costa”.

Ad analizzare le figure di “archivista e storico nelle testimonianze del fondo” sarà quindi Carla Merella, responsabile dell’Archivio Storico Comunale di Sassari. Infine, lo storico Giuseppe Zichi parlerà de “Il ruolo dell’istruzione tecnica nel processo di modernizzazione nella Sassari di Enrico Costa”.

La manifestazione si propone di proseguire e approfondire il lavoro intrapreso nel corso della 1° Giornata di studi, promossa da Aristeo il 26 marzo del 2019 negli spazi della stessa Biblioteca con l’intento di valorizzare l’affascinante personalità del Costa attraverso le sue carte. Un viaggio ideale che a partire dalla sfera più percettibile, quella pubblica e sociale, prosegue verso la dimensione più personale e intimistica, introducendo il visitatore nei meandri della vita e in quella della sua famiglia.

Per partecipare è necessaria la prenotazione obbligatoria da effettuare via mail all’indirizzo [email protected], fino all’esaurimento dei posti. Occorre inoltre essere muniti di green pass rafforzato e mascherina ffp2.




“Masticabrodo, Papè Satan e… abbozza!”, inaugurata a Sassari la mostra sui “pupazzetti” e l’arte dell’ironia

L’iniziativa di Aristeo sarà visitabile fino al 24 settembre

Dal primo evento pubblico post-Covid un accorato appello affinché si eviti la chiusura della Biblioteca universitaria di Sassari

 

SASSARI. Un viaggio nel passato di un’isola e di una città in cui l’humour e la satira connotavano le pagine di periodici e quotidiani, in un clima antesignano dello spirito goliardico della Sassari del dopoguerra. La mostra “Masticabrodo, Papè Satan e… abbozza!” organizzata dal circolo culturale Aristeo d’intesa con la Biblioteca universitaria, ha aperto i battenti giovedì sera (18 giugno) negli eleganti spazi dello storico edificio di Piazza Fiume, dove resterà visitabile fino al 24 settembre. Ed è stata la prima occasione assoluta in città per un evento pubblico post-lockdown.

L’iniziativa, a cura di Simonetta Castia e Stefano Serio, propone una magnifica selezione di circa 250 “pupazzetti”, le figurine e caricature che accompagnavano i titoli e i testi goliardici e pepati dei giornali, corredandoli di un messaggio comunicativo profondamente incisivo.

Tra i fogli più rinomati agli inizi del Novecento riscopriamo il “Burchiello” e il “Massinelli”, nei quali scrivevano personaggi di spicco della cultura locale, tra cui Pompeo Calvia, Luigi Falchi, Stefano Vallero ed Enrico Costa.

Al piano terra si dispiega un percorso che dispone creativamente, entro un caleidoscopico carosello danzante, una serie ricchissima di pupazzetti, riprodotti e accostati con garbo minimalista nella loro esplosiva e impattante verve estetica e testuale. Nelle teche figurano, quale essenziale supporto didascalico, a puntuale contrappunto, gli originali di una parte dei circa quaranta periodici al centro del progetto di ricerca iconografica.

La mostra prosegue al piano superiore dove, lungo i corridoi tersi e silenziosi dell’edificio, l’ordinata sarabanda di figurine risponde alla regola di un allestimento di gusto puramente soggettivo ed estetico, per concentrare l’interesse del visitatore nella lettura dell’immagine, e attraverso quest’effetto suscitare emozione.

Tra le principali caricature di personaggi noti sono riconoscibili Enrico Costa (dal Massinelli e dal Burchiello), Pompeo Calvia, Salvator Ruju (fondatore del Burchiello) ed Enrico Berlinguer (senior). A questi si affiancano soggetti di colore locale, oggi dimenticati ma importanti per la Sassari degli anni Venti, riportati prevalentemente su un’altra testata di carattere popolare, la “Gaita” fondata da Antonino Saba.

«La mostra è l’esito di un progetto che portiamo avanti da qualche anno – ha spiegato Simonetta Castia –. Ci siamo arrivati dopo aver progettato e realizzato nel 2014 una precedente mostra “Testate d’autore” al palazzo della Frumentaria, dedicata ai titoli dei quotidiani e dei giornali del tempo. È grazie alla sensibilità della Biblioteca che abbiamo inaugurato questo nuovo percorso, in una fase post-covid, ancora embrionale, per cui la visita della mostra avverrà in modo contingentato e lieve un po’ come lievi sono i contenuti del percorso. Un modo per riscoprire questo fenomeno artistico e per conoscere meglio anche l’istituto che ospita la mostra».

Ma quante altre mostre questo istituto sarà ancora in grado di ospitare, al momento non si sa. Una così importante istituzione rischia infatti di chiudere i battenti a breve termine, a causa della mancanza di personale. Il segnale d’allarme vorrebbe arrivare a Roma, ai piani alti, ma con l’aiuto di tutta la cittadinanza: «Faccio appello alla cultura sassarese e a tutti i sassaresi – ha affermato la direttrice Viviana Tarasconi –. Fra circa un anno questo istituto resterà senza funzionari a causa dei numerosi pensionamenti, con una notevole riduzione degli attivi in servizio, già in atto. Da tempo abbiamo chiesto che ci venisse affiancato del personale cui trasmettere il nostro bagaglio di esperienza. Senza la presenza di funzionari, il ministero non potrà lasciare aperta la Biblioteca».




Sassari, “Masticabrodo, Papè Satan e… abbozza!”: dal 18 giugno la mostra in Biblioteca Universitaria

Il percorso espositivo a cura di Simonetta Castia e Stefano Serio è dedicato in particolare alle figurine e i pupazzetti degli antichi giornali sardi, attraversando figure come Enrico Costa, Pompeo Calvia, Salvator Ruju e altri narratori

L’iniziativa del Circolo Aristeo ha inoltre lo scopo di porre l’attenzione sul rischio chiusura per la Biblioteca Universitaria

SASSARI. Il fascino dell’arte e della moderna grafica a cavallo tra Ottocento e Novecento in un inedito connubio di ironia, leggerezza, cronaca e storia del costume di Sassari. Dal 18 giugno al 24 settembre alla Biblioteca Universitaria di Piazza Fiume sarà finalmente visitabile la mostra “Masticabrodo, Papè Satan e… abbozza!”, organizzata dal Circolo Culturale Aristeo d’intesa con l’istituzione bibliotecaria.

Un percorso espositivo a cura di Simonetta Castia e Stefano Serio, frutto di un attento lavoro di selezione e rivisitazione (anche grafica), in particolar modo dedicato alle tante figurine e pupazzetti che popolavano con assiduità gli antichi periodici e quotidiani dell’isola.

E innegabilmente, un omaggio genuino a questa inestimabile testimonianza artistica e socio-culturale, attraversando figure indimenticabili come quelle di Enrico Costa, Pompeo Calvia, Salvator Ruju e altri incisivi narratori del piccolo mondo borghese e popolare della “Sardegna che fu”.

L’iniziativa, che rappresenta il naturale esito del percorso “Testate d’autore” allestito nel 2014 alla Frumentaria di Sassari, gode del patrocinio della Regione Sardegna, della Fondazione di Sardegna e del Comune di Sassari, ed è resa possibile grazie alla disponibilità e collaborazione della Biblioteca Universitaria, dal cui prezioso fondo è tratto il materiale.

L’inaugurazione (inizialmente prevista per il 26 marzo scorso e poi sospesa a causa dell’emergenza Covid 19), rappresenta un ritorno gradevole e lieve alla normalità attraverso un viaggio per immagini e sorrisi nella satira d’altri tempi.

Ironia, facezie e stramberie furono la nota saliente dei periodici umoristici e/o studenteschi che si diffusero con una certa intensità in Sardegna a partire dalla fine del XIX secolo. Fu una peculiarità di molte testate il ricorrente impiego dei pupazzetti – figurine e caricature, sia nei titoli che all’interno delle pagine pur concepite con modesto rigore compositivo: per questa ragione si utilizzò l’attributo di «pupazzettati» per molti di questi fogli, quali il “Falstaff” (1903), “Il Pantagruel” (1904) e il celebre giornale studentesco “Massinelli” (1900-1905) nel quale, oltre che nel contrapposto “Burchiello” (1901-1909), disegnò le sue caricature il sedicenne Giuseppe Biasi, e scrissero tra gli altri Enrico Costa e Pompeo Calvia.

Le testate, che consistono in una fiorita combinazione di lettering, ornato e figure, erano uniche per estrosità, concessione al divertimento e al ricorrente nonsense delle scenette, degli editoriali di gusto provinciale e degli allusivi titoli.

Negli anni Venti sorsero in modo spontaneo le riviste goliardiche delle associazioni in prevalenza studentesche (liceali e universitarie) «in cui la gioventù sassarese cerca spazio d’espressione», e nelle quali l’ingenua audacia dei titoli (“La Foglia di fico”, “Buffami l’occhio”, “Esci da sotto”, “E … abbozza”, “Siedimi in barca”, “La Voce dei battistrada”, “Ponibi un zappulu”, “Gatt’a terra”, “Kilippodromo”…) è pari alla felice immediatezza delle scelte stilistiche e iconografiche delle copertine, alcune delle quali disegnate da Remo Branca.

La manifestazione ha inoltre lo scopo di porre l’attenzione sul rischio di chiusura che correrà a breve la Biblioteca Universitaria, una delle più importanti istituzioni culturali della città e della Sardegna, a corto di personale, che nel prossimo futuro vedrà ridurre a poche unità l’organico in pianta.

La mostra, articolata su due piani, sarà visitabile dal lunedì al sabato nei consueti orari di apertura dei locali al pubblico. L’accesso è contingentato, soggetto alle disposizioni di sicurezza previste per l’emergenza Covid. Per informazioni chiamare il 339 7760176.