“Terre di confine”: il bilancio della XII edizione di un film festival che abbatte le frontiere

ASUNI. Che sia stata una grande XII edizione non ci sono dubbi. Ma il “terre di confine”, oltre a essere un intrigante festival cinematografico, è stato anche un’importante occasione di confronto e riflessione sul cinema e la società, uno spunto di riflessione collettiva nella quale sono entrati in contatto il pubblico e gli autori.

Al di là delle visioni di opere difficilmente reperibili altrove, e degli incontri con registi come Orlando Lübbert, José Maria Gonzales, Pancho Hervé e tanti altri, la manifestazione è stata capace di creare emozioni e di traghettare il pubblico all’interno di una vicenda politica e storica tanto drammatica, quella della dittatura in Cile. Tracciando al contempo un ponte immateriale verso questo Paese sudamericano, incuriosendo e aprendo alla voglia di conoscerne il territorio e i suoi abitanti, e visitare le sterminate lande che vanno dalla Patagonia alla citta di Santiago.

Ed è proprio questo l’intento della manifestazione organizzata dall’associazione Su Disterru: incontrarsi, dialogare e discutere attraverso il cinema, ma soprattutto, abbattere i confini e avvicinare le culture. Culture che spesso si rivelano di una insospettabile ricchezza.

In questa seconda volta di Marco Antonio Pani alla direzione artistica, affiancato nella conduzione da Enrico Pitzianti, molto apprezzati sono stati anche i corti e i lungometraggi degli autori sardi, tra i quali quelli di Francesca Lixi, Bonifacio Angius, Paolo Carboni e Sergio Naitza.  Una carta vincente è stata senz’altro l’apertura alla declinazione del tema di quest’anno, La libertà, nelle sue infinite sfaccettature tra poesia, pittura, videoart, musica e incontri con gli studenti.

Di forte impatto è stata la performance di Claudia Crabuzza e Francesca Ventriglia dedicata a Violetta Parra, il concerto di musica andina del “Grupo Nazca”, la presenza del poeta Antonio Arévalo con il suo libro “Le terre di nessuno” e Aldo Brigaglia in “Intillimanìa”. Quindi le installazioni artistiche a cura di Bianca Laura Petretto e le esposizioni di Alejandro Robles e Lea Gramsdorff e le letture di Isabella Orchis.

Significativo è stato inoltre il gemellaggio del “terre di confine” con il Festival de cine de Santa Fe de Antioquia, in Colombia, suggellato dalla presenza del direttore artistico Alejandro Alzate Giraldo.

Altro importante tassello è stato l’incontro e la collaborazione con l’associazione Cilenos de Sardigna, che ha permesso di conoscere un’importante pagina poco conosciuta della nostra storia, quella di ben cinquecento sardi che, cileni di nascita, furono adottati da famiglie sarde in tenera età, soprattutto durante i vent’anni della dittatura di Pinochet, e oggi fanno parte integrante del tessuto sociale dell’isola.

Notevole supporto è stato dato dalla Regione Autonoma della Sardegna, dalla Cineteca Sarda, dalla Filmcommission, dalle diverse amministrazioni comunali e dal consorzio “Sa perda ‘e Iddocca”, in collaborazione con Lo Teatrì di Alghero, l’Accademia delle Belle arti Mario Sironi, il Cityplex Moderno di Sassari e il MEA di Asuni. E un’altra carta vincente forse è stata proprio la scelta itinerante della manifestazione, in un tour che ha abbracciato le comunità di Cagliari, Alghero, Sassari, Solarussa e Asuni.




Banco di Sardegna – Risultati preliminari di bilancio consolidati al 31.12.2018

UN BILANCIO 2018 DI GRANDE SOLIDITA’ E DI INCORAGGIANTE CRESCITA OPERATIVA, COMMERCIALE E REDDITUALE

 

Il bilancio 2018 del Banco di Sardegna si chiude con un utile lordo di 41,7 milioni – più che triplicato rispetto al 2017, che sale ulteriormente ad un netto di 75 milioni di euro (quello consolidato a 91,5 milioni) per effetto del beneficio fiscale derivante dalla prima applicazione dell’IFRS9: un ottimo risultato che, associato ad altri indicatori strutturali, rappresenta un punto di svolta importantissimo e costituisce una solida base di partenza per contribuire in modo proattivo al nuovo piano industriale di gruppo.

Dal punto di vista della qualità del credito, l’operazione 4 mori di cessione sofferenze, con garanzia Gacs, per circa 900 milioni lordi ha migliorato significativamente il profilo di rischio, riducendo lo stock ad un valore netto contabile di 315 milioni, con un rapporto sofferenze/finanziamenti netti sceso al 4,4% dal 9,3% di fine 2017; anche per quanto riguarda gli UTP, lo stock netto si è ridotto a 252 milioni, con un rapporto UTP/finanziamenti netti in calo al 3,5% dal 5,4% di fine 2017. Ne consegue che lo stock complessivo di NPL netti è sceso a 579 milioni, riducendo il rapporto NPL netti/finanziamenti netti all’8% dal 14,8% di fine 2017.

E’ aumentato, inoltre, il grado di copertura dei NPL, che è salito al 47,4%, con le sofferenze al 54,4% e gli UTP al 36,4%. Va peraltro evidenziato che l’obiettivo a tendere è quello di una successiva ulteriore cessione, con il conseguente prospettico nuovo miglioramento dei rapporti sopra citati, mentre registriamo positivamente il calo dei flussi di ingresso.

Questa rilevante operazione di derisking, unitamente alla elevata solidità del Banco, che esprime eccellenti indicatori di CET1 e di Total Capital Ratio, entrambi superiori al 31%, al suo patrimonio netto che copre tre volte le sofferenze nette e all’ottimo livello del Texas ratio, sceso al 75,6%, consentono di rafforzare in misura rilevante la qualità del bilancio; se a ciò, aggiungiamo la robusta liquidità e la crescente performance commerciale, con indicatori in crescita su tutti i prodotti intermediati, si realizzano le condizioni affinché il Banco possa intraprendere un percorso virtuoso di crescita sostenibile.

Di ampia soddisfazione il trend delle commissioni, che anche nel 2018 sono cresciute del 5%, confermando un percorso che negli ultimi tre anni ha visto un incremento del 18,6%.

Più che buona anche la performance del margine d’interesse (+5,1%), mentre restano sotto controllo il costo del personale (stabile sul 2017) e le spese amministrative, cresciute solo a causa di oneri una tantum già previsti in budget.

Siamo anche particolarmente soddisfatti dell’incremento dei finanziamenti in bonis (+1%) nonostante un decalage di 980 milioni tra scadenze e rimborsi rateali, che abbiamo compensato con un miliardo di nuove erogazioni, con punte di eccellenza per i 400 milioni di nuovi mutui casa.

La raccolta si conferma un vero punto di forza del Banco, con la diretta in crescita dell’1,8%, così come il risparmio gestito (+2,1%), l’assicurativo (+7,8%) e l’amministrata (+22,1%), a testimonianza della crescente fiducia e fedeltà che ci riservano i nostri clienti.

Di tutta soddisfazione anche la positiva dinamica della nuova clientela privati e imprese, con oltre 6.700 nuovi ingressi netti.

Michele Mascia

Resp. Media Relations

Banco di Sardegna SpA

Ufficio Relazioni Esterne




L’attività amministrativa del Comune di Sassari: un bilancio del 2018

L’avvio di progetti a lungo termine, la cui realizzazione avrà ricadute positive sul territorio, in ambito economico, produttivo, occupazionale e di sviluppo turistico. E il completamento di opere attese da tempo e che portano al miglioramento della qualità della vita nei quartieri e nella città tutta.

L’attività amministrativa del Comune di Sassari si è mossa su questi binari nel corso del 2018, focalizzandosi in particolar modo su interventi di area vasta, in larga parte contenuti all’interno del Progetto di Sviluppo Territoriale della “Rete Metropolitana del Nord Sardegna”, appena avviato grazie alla firma del protocollo d’Intesa tra la Regione e i Comuni della Rete. Ma senza scordare la valorizzazione della città storica, fondamentale per il rilancio del territorio. Importante a questo proposito è stata l’entrata in vigore dei piani particolareggiati del Centro storico e di Sacro Cuore, che puntano alla valorizzazione del patrimonio edilizio privato, e l’avvio di Enterprise Competition, il programma di accompagnamento alla nascita di nuove realtà imprenditoriali, inserito tra le azioni dell’Investimento Territoriale Integrato (ITI) “Sassari Storica”. Ha l’obiettivo di estendere la visione di Sassari come città turistica oltre i confini del centro urbano il bando per le “Zone F4” per l’apertura di nuovi insediamenti turistico – alberghieri, presentato anche in sedi internazionali. Entrerà in vigore a partire dal 1 gennaio 2019, la tassa di soggiorno, grazie alla quale sarà possibile reperire fondi da riutilizzare per investimenti in ambito turistico. E all’intercettazione di nuovi flussi turistici, tramite la valorizzazione del patrimonio culturale e artistico, punta Mirabilia Network, la rete dei 17 siti Unesco aggregata dalle Camere di Commercio locali e da Unioncamere, istituita nel corso di quest’anno, durante il quale si sono rafforzati anche i rapporti internazionali con la città di Bratislava, in ambito turistico e dell’agroalimentare.

La Cavalcata sarda, alla vigilia del suo 70esimo anniversario, ha ottenuto il marchio dell’Anno europeo del patrimonio culturale 2018. Un riconoscimento che rafforza nella città dei Candelieri, patrimonio Unesco, il senso di appartenenza all’Europa.

Gli interventi sulla mobilità hanno puntato a porre in sicurezza importanti arterie cittadine, viale Italia, via dei Mille e viale Umberto, e a portare a compimento un’opera che la città attendeva da trent’anni, la Buddi Buddi. La sosta in centro, inoltre, è stata resa più snella con l’installazione di nuovi parcometri, abilitati per il pagamento bancomat, e l’attivazione di due app. Grazie alla convenzione con l’azienda Open Fiber, proseguono in tutta la città i lavori per la realizzazione di una rete in fibra ottica.

In ambito educativo Sassari ha visto l’apertura della prima scuola pubblica Montessori, una realtà scolastica unica in Sardegna, e ha festeggiato dieci anni di Melampo al Nido, un percorso di crescita, cura e sviluppo che accompagna bambine e bambini con disabilità nei primi anni di vita. Importante, per ciò che attiene alla sfera del sociale, l’approvazione del regolamento attuativo che disciplina i criteri oggettivi e le modalità per accedere al Reis, il reddito di inclusione sociale, che quest’anno è stato riconosciuto a tutti i nuclei famigliari inseriti in graduatoria. La riapertura del centro Poliss di via Baldedda per l’avvio dei progetto Agorà, finanziato dai fondi 2016 del Plus (Piano unitario locale dei servizi) ha permesso a giovani tra gli 11 e 24 anni di partecipare gratuitamente a percorsi di formazione sportivi, artistici e ambientali, e il progetto Includis ha visto l’attivazione di 68 tirocini per persone con disabilità.

È stata ampliata, al Lido di Platamona, la zona Abaf, area balneare ad accesso facilitato, dedicata alle persone con disabilità e difficoltà motorie.

In ambito ambientale, è importante sottolineare l’ampliamento della raccolta differenziata porta a porta, che dall’agro si sta estendendo alla città, e la conferma del riconoscimento internazionale di Bandiera Blu per le spiagge di Porto Ferro e Porto Palmas.

Nell’ambito delle politiche per la casa, il 2018 ha visto la conclusione dei lavori di costruzione di un edificio di Edilizia residenziale pubblica, in via Flumenargia. Un’opera importante, una palazzina ad alta efficienza energetica, di proprietà del Comune, che ha permesso di soddisfare le esigenze di 25 nuclei famigliari. Ad altre 24 famiglie in graduatoria è stato assegnato un alloggio in piazza Aldo Moro, un edificio di proprietà di Area, e sono stati oltre 500 nel corso dell’intero anno, gli interventi di manutenzione, ordinaria e straordinaria, sul patrimonio Erp.

Sempre alta l’attenzione per le periferie: è stata rinnovata e restituita alla città con spazi verdi, un parco giochi e una zona per iniziative culturali, piazza Dettori, a Santa Maria di Pisa, ed è stato inaugurato il parco urbano di piazza Bande, uno spazio di quasi 5 mila metri quadrati a Sant’Orsola nord.

Parte del patrimonio comunale è stato messo in vendita, con l’obiettivo di reperire fondi da reinvestire. La vendita dello storico Ristorante Ernesto alla Rotonda di Platamona contribuirà alla rigenerazione del litorale di Platamona e la vendita di Ademaro Rossetti, famosa gioielliera del centro storico, ha agevolato la rinascita di un’attività nel centro storico.

Una risposta alla disoccupazione del territorio è stata data con il programma LavoRas, che prevede circa 190 assunzioni a tempo determinato per 8 mesi.

Nel corso del 2018, sono stati firmati due accordi per l’utilizzo di due importanti spazi cittadini: l’ex carcere di San sebastiano e l’ex Mattatoio.

Il Polo giudiziario accoglierà al suo interno l’Ufficio distrettuale di esecuzione penale esterna, la Corte d’Appello – Sezione distaccata di Sassari, i Giudici di Pace, i servizi delle amministrazioni giudiziarie, un museo della memoria carceraria e la sede sassarese della direzione regionale dell’Agenzia del Demanio. L’Accademia di Belle Arti, grazie alla concessione trentennale in comodato d’uso, avvierà nel complesso dell’ex Mattatoio un progetto di riqualificazione artistica e culturale.

Sono proseguiti nel corso del 2018 una serie di percorsi partecipativi, alcuni dei quali avviati già nel 2017. Processi avviati al centro, nei quartieri periferici e nelle borgate per coinvolgere cittadine e cittadini nelle decisioni pubbliche, in occasione del bando per le Periferie Urbane, del progetto di riqualificazione della Valle del Rosello e del primo esperimento di Bilancio partecipativo nelle borgate della Nurra, per la realizzazione del programma Iti (Interventi territoriali integrati) “Sassari Storica” e per l’elezione dei forum di quartiere nelle borgate di Caniga, Bancali e La Landrigga. Rafforzare la partecipazione della cittadinanza alle decisioni pubbliche e introdurre nuove forme di partecipazione resta uno degli obiettivi principali dell’amministrazione, che punta ad aumentare la fiducia di cittadine e cittadini nella cosa pubblica rendendoli più attivi nelle scelte che riguardano il territorio.

Stato di Attuazione 2018

Rossella Porcheddu
Portavoce del Sindaco
Comune di Sassari



Fonni, bilancio positivo per “Libri in Barbagia”

FONNI. «L’appuntamento di Fonni dimostra che le periferie e le aree interne dell’isola meritano un maggior coinvolgimento e che il loro inserimento nei circuiti di promozione dell’editoria libraria isolana, compensa e integra efficacemente il quadro già consolidato». Con queste parole la presidente dell’AES, Simonetta Castia, ha tracciato in sintesi il bilancio dell’ultima tappa dell’“Isola dei libri”, un’iniziativa conclusa positivamente per partecipazione di pubblico e interesse mostrato. «Ora occorre restituire forza e un robusto sostegno alle case editrici sarde, sempre più bisognose di interventi strutturali e di attenzione da parte della politica», ha specificato la dirigente.

L’evento culturale “Libri in Barbagia”, organizzato dall’AES con il sostegno della RAS, al centro Ceas è stato molto seguito nell’arco delle tre giornate, con picchi di presenze attratte in particolare dall’esibizione del musicista Gavino Murgia e dal momento conclusivo dedicato alla fascia giovanile.

C’era grande attesa per la presentazione in pubblico del teaser del film “Iskìda dalla terra di Nurak”, il video girato per promuovere l’omonimo romanzo fantasy di Andrea Atzori, dal quale il regista americano Anthony La Molinara vorrebbe realizzare un lungometraggio.

Insieme all’autore, l’editore Francesco Cheratzu di Condaghes ha illustrato i dettagli del lavoro, per poi presentare diversi protagonisti del film, a partire dall’interprete di Iskìda, l’attrice Veronica Obinu, l’autore del time-laps, Danilo Atzori e altri partecipanti alla realizzazione del corto. Tra i protagonisti non poteva mancare il “cane fonnese”. Un giovane esemplare è entrato in sala accompagnato dall’addestratore ed esperto Alberto Chisu, che ha spiegato come è riuscito a gestire i rapporti del suo “Astula” con gli attori e la troupe durante le riprese.

L’ultima serata è stata occasione anche per presentare l’anteprima di “Adotta un libro sardo”. Diego Corraine di Papiros e Francesco Cheratzu di Condaghes, due tra i principali editori sardi che si occupano di libri per ragazzi, hanno mostrato al pubblico le ultime novità librarie per i giovanissimi e per gli studenti, con i quali stanno svolgendo laboratori nelle scuole elementari e medie.

 

Tra le iniziative di maggior interesse culturale c’è stato il convegno di presentazione della collana “Corpora delle antichità della Sardegna. Archeologia e territorio in età prenuragica e nuragica”. Sono intervenuti la Sindaca Daniela Falconi, l’archeologo Alberto Moravetti, l’assessore regionale alla Cultura, Giuseppe Dessena, la catalogatrice Gianfranca Salis, responsabile del patrimonio archeologico della Soprintendenza di Cagliari e l’editore Carlo Delfino.

Moravetti ha evidenziato l’importante ruolo delle università di Sassari e Cagliari nella realizzazione del progetto, che è stato portato a termine con l’apporto delle Soprintendenze regionali competenti e il fondamentale ausilio di una squadra di studiosi che hanno partecipato alle diverse campagne di catalogazione. Il corpus di schede – dato da 1300 schede per ciascun ambito tematico – è confluito in una complessa e ricchissima banca dati, accessibile e consultabile online. Essa offre una panoramica ampia e aggiornata sulla produzione artistica e artigianale delle diverse civiltà dell’isola per i distinti orizzonti culturali: Prenuragico, Nuragico, Fenicio-punico, Romano e altomedievale.

Dessena ha parlato del piano di scavi messo in campo dalla Regione, definito come l’intervento più massiccio che si ricordi negli ultimi anni a livello regionale, frutto di una concertazione con le università. L’esponente della giunta Pigliaru ha specificato come la scelta dei luoghi sia frutto di una interlocuzione tra Regione, Università, Soprintendenze e Comuni.

Salis ha invece annunciato l’imminente campagna di scavi sul complesso di Gremanu a Fonni. La catalogatrice ha evidenziato la complessità delle avvenute fasi di catalogazione, e l’importanza dell’utilizzo di un registro linguistico capace di centrare l’obiettivo di una corretta comunicazione. Ad analizzare le fasi della pubblicazione è stato Carlo Delfino, curatore di quattro dei cinque volumi della collana, specificando le difficoltà incontrate nell’editare pubblicazioni così complesse, che necessitano di mettere insieme un ampio team di altissima professionalità e competenza.

 

L’intera manifestazione si è conclusa sulle note dello spettacolo musicale “Un paese ci vuole”, il reading-concerto proposto dall’attore Giacomo Casti e dalla cantautrice Chiara Effe, vincitrice quest’anno del Premio De Andrè. Il viaggio letterario dei due artisti ruota attorno al concetto di paesitudine, di riflessione sul senso di comunità, guidando lo spettatore all’interno delle pagine più significative della letteratura sarda. I brani della cantautrice si sono fusi alla perfezione con alcune emblematiche pagine della letteratura sarda tratte dagli scritti di Satta, Angioni, Deledda e Nivola, e dai testi in campidanese di Benvenuto Lobina.