Arenosu, bonifica dell’ex campo Rom

consegnata questa mattina, alla presenza del sindaco di Alghero Mario Conoci, l’area di cantiere all’impresa che eseguirà le operazioni di bonifica ambientale all’Arenosu, dove in passato era presente il campo nomadi. Intervento di circa 700mila euro dalla durata di 120 giorni lavorativi. “Un’operazione davvero importante di riqualificazione ambientale, che ha seguito un iter particolarmente difficile e complesso, e contribuirà a rendere decorosa l’area rientrante nel Parco regionale di Porto Conte interessata da un elevato tasso d’inquinamento, così da restituirla alla libera fruizione”. Parole del sindaco, che ha voluto ringraziare la struttura comunale per la dedizione nell’ottenere le numerose autorizzazioni progettuali necessarie e propedeutiche all’avvio delle operazioni. Tutta la terra asportata seguirà i rigidi protocolli normativi di smaltimento e verrà parzialmente sostituita da quella movimentata dal cantiere della nuova Circonvallazione della città in corso di realizzazione. In allegato alcuni stralci video liberamente condivisibili con le dichiarazioni di Mario Conoci




Consorzio di Bonifica della Gallura. Agricoltori senz’acqua per colpa
della mancata comunicazione di Enas al Consorzio

Gli agricoltori della Gallura da venerdì si sono ritrovati senza
acqua. Lo comunica il Consorzio di Bonifica della Gallura che è stato
subissato di telefonate di lamentele pur essendo all’oscuro di quanto
stava avvenendo.
In piena campagna irrigua e in uno dei momenti della stagione in cui
si usufruisce maggiormente dell’acqua, Enas, gestore della diga del
Liscia, senza informare il Consorzio di Bonifica, ha dato avvio a dei
lavori di manutenzione.
“Un disservizio che crea grossi problemi agli agricoltori –afferma il
presidente del Consorzio Gallura Marco Marrone –. Il Consorzio,
infatti, è fruitore a valle dell’acqua mentre la gestione della diga è
affidata a Enas. Questo crea questi disservizi, anche perché chi
gestisce la diga non conosce le dinamiche del Consorzio. Se poi manca
anche la comunicazione si creano questi cortocircuiti”.
Da venerdì le vasche di compensazione non ricevono più 800 litri di
acqua al secondo dalla diga del Liscia, ma circa 500. Questo non
consente al Consorzio di garantire il servizio ai suoi consorziati.
“Questi interventi non possono essere fatti in piena stagione irrigua,
è una regola oggettiva – afferma il direttore del Consorzio Gallura
Giosuè Brundu -. Tra l’altro noi ne eravamo all’oscuro, lo abbiamo
saputo dopo le segnalazioni dei nostri consorziati. Da informazioni
che abbiamo raccolto dovrebbe tra l’altro persistere fino a mercoledì,
una eternità in questo momento”.
“Ancora una volta si evidenzia la carenza di questa doppia gestione
lungo la gestione dell’acqua che ha depotenziato il Consorzio e di
conseguenza anche il servizio ai consorziati – afferma Marco Marrone
-. Se poi aggiungiamo la mancanza di collaborazione e programmazione
congiunta di certi interventi è chiaro che il sistema si blocca”.




Consorzi di Bonifica: “Senza stabilizzazioni bilanci a rischio”.

Cagliari, 4 marzo 2020 –  La situazione dei lavoratori avventizi (assunti annualmente con contratti di 8 mesi) dei Consorzi di Bonifica è stata al centro della seduta odierna della commissione “Attività Produttive” del Consiglio regionale. Il problema riguarda circa 200 lavoratori, la maggior parte dei quali in servizio presso i Consorzi di bonifica della Sardegna Meridionale e di Oristano, personale che, nel corso degli anni, ha acquisito il diritto all’assunzione. Due recenti sentenze del Giudice del lavoro hanno dato ragione a 11 operai condannando i due Consorzi a pagare 8 mensilità arretrate a ciascuno dei ricorrenti e, nel caso del Consorzio di Oristano, a stabilizzare 8 lavoratori. «E’ una situazione grave – hanno spiegato i presidenti dei Consorzi di Oristano e della Sardegna Meridionale  Cristiano Carrus ed Efisio Perra – lo stesso diritto alla stabilizzazione lo hanno maturato altri 180 lavoratori. Il danno potenziale per le casse consortili è enorme. Serve una risposta immediata da parte della politica». Stessa situazione, anche se di dimensioni più ridotte, per tutti gli altri Consorzi di Bonifica della Sardegna come hanno testimoniato i presidenti della Gallura Toni Stangoni, del Centro Sardegna Ambrogio Guiso e la dirigente dell’Ogliastra Anna Maria Musella. Per trovare una soluzione complessiva al problema servono circa 6,5 milioni di euro. Soldi da trovare con urgenza se si vuole evitare di aumentare le tariffe a carico degli agricoltori.

A questa emergenza si aggiunge la cronica carenza di personale segnalata a più riprese dai Consorzi: «Molti dipendenti sono andati in pensione e non sono mai stati sostituiti, altri lo faranno nei prossimi mesi – hanno detto i presidenti – i servizi e le superfici irrigue in carico continuano invece a crescere. Serve un intervento urgente».

Preoccupazione per la situazione dei Consorzi è stata espressa dai consiglieri d’opposizione Gianfranco Satta (Progressisti) e Piero Comandini (Pd). Per Satta «è necessario fare chiarezza sui costi futuri dei Consorzi, oltre a quelli per gli avventizi c’è da definire anche il costo per l’assunzione dei lavoratori a tempo indeterminato attraverso contratti in essere con le agenzie interinali». Piero Comandini ha chiesto invece un quadro dettagliato della situazione del personale a tempo indeterminato e avventizio di tutti i Consorzi: «Solo così si può pensare a un piano complessivo di stabilizzazioni – ha sottolineato l’esponente del Pd – sarebbe opportuno intervenire già nella prossima manovra di bilancio altrimenti rischiamo di dover intervenire in fase di assestamento con una dotazione finanziaria  molto più pesante».

«Lavoriamo a una soluzione in tempi rapidi – ha detto il presidente della Commissione Piero Maieli – oggi abbiamo raccolto i dati forniti dai Consorzi che metteremo immediatamente a disposizione degli assessorati competenti. Nei prossimi giorni faremo il punto della situazione per individuare il percorso migliore». Lunedì prossimo alle 11 i rappresentanti dei Consorzi saranno ricevuti dall’assessore all’agricoltura Gabriella Murgia.




Alghero: Piano della Bonifica – intervento capigruppo di magggioranza

Il passaggio in commissione dell’approvazione definitiva del programma di conservazione e valorizzazione dei beni paesaggistici della Bonifica di Alghero è un atto importante per la definizione di un iter lungo e articolato sul quale la maggioranza ha lavorato con impegno per arrivare ad un traguardo non facile. I due rappresentanti di opposizione presenti alla seduta hanno poco da mostrare il petto nello strumentalizzare l’assenza ampiamente giustificata di un membro della commissione. I Consiglieri Cacciotto e Di Nolfo hanno svolto nient’altro che il proprio ruolo di consiglieri comunali, partecipando alla discussione su un tema che riguarda tutti e sul quale questa Amministrazione ha svolto un lavoro di recupero sulle numerose lacune presenti nell’iter. Appuntarsi medaglie di latta non garantisce ulteriori meriti oltre al senso di responsabilità, soprattutto su un lavoro molto impegnativo svolto in questi mesi i cui dettagli verranno spiegati ampiamente nella prossima seduta di consiglio comunale, quando finalmente il Piano avrà il via libera.

Nunzio Camerada

Maurizio Pirisi

Monica Pulina

Alberto Bamonti

Christian Mulas

Roberto Trova

Nina Ansini




Consorzi di bonifica, audizioni in quinta commissione

Cagliari, 24 ottobre 2019 –  Una riforma complessiva dei Consorzi di Bonifica a partire da una rivisitazione della normativa vigente. E’ la richiesta avanzata da tutti i rappresentanti dei Consorzi della Sardegna sentiti questa mattina dalla Commissione “Attività Produttive” del Consiglio regionale.

«Le modifiche apportate dalla legge 48 del 2018 alla precedente disciplina (legge n.6 del 2008) hanno creato situazioni di confusione che si ripercuotono sui servizi offerti all’agricoltura – ha detto Pietro Zirattu presidente dell’Anbi, l’associazione che riunisce tutti i Consorzi di Bonifica dell’Isola – tra queste il passaggio di competenze nella gestione delle dighe e negli interventi di infrastrutturazione del sistema irriguo. Occorre avere un quadro normativo chiaro. I Consorzi, insieme alle associazioni agricole, hanno elaborato una proposta. Siamo pronti a un confronto con la Regione che permetta di migliorare i servizi in agricoltura».

Criticità e disagi vengono segnalati da tutti i territori. I presidenti dei Consorzi della Sardegna Meridionale, Nurra, Nord Sardegna, Gallura e Ogliastra e il Commissario del Consorzio di Oristano li hanno elencati nel dettaglio alla Commissione presieduta da Piero Maieli. Tra questi la necessità di un’accelerazione nelle procedura per la stabilizzazione dei lavoratori precari, l’esigenza di una congrua dotazione finanziaria per gli interventi di manutenzione straordinaria della rete irrigua, un piano per l’accorpamento e il riordino fondiario.

I presidenti dei Consorzi hanno poi illustrato alcune specifiche situazioni di emergenza.  Come il mancato collaudo dell’impianto per il riutilizzo delle acque reflue a Sassari, opera terminata e mai entrata in funzione. A differenza di quella della Gallura, indicata come esempio virtuoso del riciclo delle acque. Il Consorzio gallurese è pronto a mandare avanti un progetto analogo nella fascia costiera Santa Teresa-Palau, a patto che dalla Regione arrivino i finanziamenti richiesti.

In Ogliastra e nei sub comprensori del Nord Sardegna (Chilivani, Perfugas e Bassa Valle del Coghinas) il principale problema per gli agricoltori è rappresentato dalle difficoltà  di approvvigionamento idrico. Dai Consorzi sono arrivate richieste specifiche: lo sblocco di 5 milioni di euro per ampliare le aree irrigue in Ogliastra nei territori di Cardedu e Barisardo, un intervento di ristrutturazione della diga di Pattada, collaudata per 72 milioni di metri cubi nel 2002 e oggi, a causa di problemi strutturali,  con un invaso autorizzato di appena 34 milioni.

L’operato dei Consorzi, ma questo è un fatto noto da tempo, deve inoltre scontrarsi con l’obsolescenza delle reti irrigue. Gli impianti, costruiti nella stragrande maggioranza dei casi negli anni 50-60, sono ormai arrivati a fine ciclo. I continui interventi di manutenzione costano alla Regione decine di milioni di euro. «Servirebbe un piano straordinario per il rifacimento della rete che però richiederebbe un’ingente quantità di denaro – ha aggiunto Zirattu – intanto però si potrebbe intervenire per abbattere i costi dell’energia, magari con progetti di utilizzo delle rinnovabili. L’obiettivo finale deve essere sempre quello di dare acqua agli agricoltori a costi accessibili».

Il presidente Piero Maieli, ha assicurato il massimo impegno della Commissione: «E’ nostra intenzione procedere a una riforma complessiva del settore, nelle prossime settimane convocheremo anche i vertici di Enas, dei Distretti irrigui e le associazioni di categoria per ascoltare altri suggerimenti e proposte».

Successivamente la Commissione ha ascoltato anche i rappresentanti dell’associazione dei produttori di carciofi di Ittiri che da tempo lamentano continui disservizi nell’erogazione dell’acqua per i campi.

«La Regione aveva finanziato un intervento di 2,2 milioni di euro su una vecchia condotta del Bidighinzu per l’irrigazione della Valle dei Giunchi, quegli interventi non sono stati ancora portati a termine – ha spiegato il presidente dell’Associazione Salvatore Sanna – la nostra è una zona dove si produce un carciofo di altissima qualità, molto apprezzato nei mercati del Nord Italia. Potremmo produrre di più e meglio ma non possiamo farlo senza certezze».

Agli agricoltori ha dato rassicurazioni Pietro Zirattu, questa volta nella veste di presidente del Consorzio della Nurra : «I lavori erano stati assegnati a Enas e poi girati al nostro Consorzio. Difficoltà burocratiche hanno impedito finora di portare a termine l’intervento – ha spiegato Zirattu – adesso la situazione si è finalmente sbloccata. Interverremo nei punti critici della condotta per risolvere l’emergenza. Contestualmente presenteremo il progetto  per il rifacimento complessivo dell’infrastruttura idrica. I primi lavori cominceranno al più presto».




Bonifica dell’ex campo nomadi [ALGHERO]

ha preso avvio da qualche giorno, alle porte di Fertilia, la seconda fase dei lavori di caratterizzazione, messa in sicurezza e bonifica dell’area dell’ex campo nomadi. Si tratta dell’intervento di completamento ad opera dell’impresa aggiudicataria, la Verde Vita Srl, che segue la recinzione dell’intera area dove per circa trent’anni insisteva un insediamento di etnia rom, all’interno del quale si sono svolte svariate attività che hanno comportato l’accumulo ed il trattamento di abbondanti rifiuti, senza l’utilizzo di alcun presidio di natura ambientale. Non di rado, si sono inoltre verificati incendi di diversa natura che hanno interessato grandi quantità di rifiuti, aggravando le condizioni generali dell’area, risultata dalle analisi effettuate in loco fortemente inquinata. Tutto questo fino al 2015, quando l’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Mario Bruno ha deciso – tra le prime in Italia – la definitiva chiusura del campo, offrendo alle famiglie e alle decine di bambini che li abitavano nonostante i gravi rischi, un nuovo futuro d’integrazione. Dall’analisi del rischio sul sito effettuata dal Comune di Alghero, è infatti emersa la presenza di sostanze cancerogene, con la necessità di completare la rimozione e lo smaltimento dei rifiuti solidi e liquidi ancora giacenti secondo le stringenti normative vigenti. Il Comune seppure non proprietario dell’area, ha così richiesto e reperito le risorse per il completamento dell’intervento finanziato dal Fondo F.S.C. – Patto per la Sardegna 2014 – 2020. Nel futuro dell’ex campo nomadi ci sarà così la possibilità di realizzare un’area attrezzata fruibile dalle famiglie e aperta a tutti, da simbolo del degrado ambientale e sociale, a luogo di svago e socializzazione, in linea con quanto richiesto negli anni dai residenti della Città di Fondazione di Fertilia. L’intervento di bonifica e smaltimento dei rifiuti si concluderà, come da contratto di servizio, il 23 giugno 2019. In allegato due scatti coi lavori in corso di realizzazione all’Arenosu. 




Nota conferenza stampa su “Piano bonifica”

Domani, giovedì 4 aprile, abbiamo fissato una conferenza stampa alle ore 10.00 presso la Sede elettorale di Forza Italia Alghero in via Vittorio Emanuele ( ex Uffici Giudice di Pace). Oggetto dell’incontro coi giornalisti sarà la posizione degli Azzurri algheresi nei confronti della Variante Urbanistica denominata PVC della Bonifica, un piano le cui criticità, evidenziate tempestivamente dal nostro gruppo consiliare, non mancheranno di manifestare i propri pericolosi riverberi nella utilizzazione e valorizzazione del nostro prezioso agro.



Audizioni in V Commissione su Finanziario 2018, Consorzi di bonifica e crisi della pesca.

Cagliari, 15 novembre 2018 – Mattinata di audizioni in Commissione “Attività Produttive” su tre diverse tematiche: legge finanziaria 2018, crisi del settore pesca e situazione dei lavoratori avventizi dei Consorzi di Bonifica.

 

CONSORZI DI BONIFICA:

La soluzione per i 180 lavoratori precari dei Consorzi di Bonifica di Oristano e della Sardegna Meridionale potrebbe arrivare con la prossima legge finanziaria. L’assessore all’Agricoltura Pierluigi Caria ha infatti annunciati in Commissione la presentazione di un emendamento per la stabilizzazione dei lavoratori. «E’ un’operazione che non comporta costi aggiuntivi per le casse della Regione – ha detto Caria – la Giunta intende dare attuazione a quanto previsto dalla legge 6 del 2008».

Sulla vertenza degli avventizi dei Consorzi di Bonifica, la Commissione ha sentito in mattinata anche i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil. Da tutti è arrivata la richiesta di procedere in tempi rapidi alla stabilizzazione dei lavoratori: «Il ruolo dei Consorzi di bonifica, alla luce degli ultimi eventi calamitosi, è sempre più importante sul fronte della prevenzione ambientale e della mitigazione del richio idrogeologico – ha detto Manuele Incani della Fai Cisl – attualmente i Consorzi di Oristano e della Sardegna Meridionale hanno organici carenti e ricorrono a lavoratori avventizi. Molti di questi prestano la loro opera da oltre 25 anni. E’ arrivato il momento di riconoscere il loro lavoro. Sarebbe un atto di giustizia e un passo in avanti per garantire servizi più efficienti».

«E’ un’operazione a basso costo – ha aggiunto Gaia Garau della Uila-Uil – attualmente i lavoratori precari impiegati per 8 mesi percepiscono un’indennità superiore rispetto ai lavoratori assunti a tempo indeterminato. Il loro passaggio nella pianta organica dei Consorzi comporterebbe un esborso minimo, circa 800mila euro per 180 lavoratori. La stabilizzazione consentirebbe inoltre di garantire le attività di manutenzione del territorio per tutto l’anno».

«C’è una legge vecchia di 10 anni (la n.6 del 2008 ndr) che non è mai stata applicata – ha affermato Gabriele Virdis della Flai Cgil – la Regione ha il dovere di applicarla e di procedere alle stabilizzazioni previste. Chiediamo che i lavoratori precari, impegnati attualmente per 8 mesi all’anno, vengano assunti a tempo indeterminato. Chiediamo inoltre di dare certezza anche agli operai che vengono chiamati saltuariamente (escavatoristi. saldatori. etc)».

A favore della stabilizzazione si sono espressi tutti i consiglieri di maggioranza e opposizione Gigi Rubiu e Gianni Lampis di Fratelli d’Italia, Antonio Solinas, Mario Tendas, Valerio Meloni, Piero Comandini e Alessandro Collu del Pd.

 

CRISI DELLA PESCA:

La Commissione ha sentito in mattinata i rappresentanti degli armatori di Porto Torres, Lorenzo Nieddu e Costantino Cossu.

«Da tre anni non riceviamo gli indennizzi per il fermo biologico – hanno detto Cossu e Nieddu – subiamo inoltre il peso dei vincoli regionali che si aggiungono a quelli nazionali. Il nostro settore è in forte difficoltà, serve un intervento urgente della Regione». Secondo i rappresentanti degli armatori turritani, le attuali norme sulla pesca a strascico penalizzano fortemente i pescatori sardi: «Le prescrizioni nazionali ci impediscono di pescare entro le 3 miglia dalla costa, la Regione impone un ulteriore limite che porta il divieto a 4 miglia. Così è troppo».

L’ex assessore all’agricoltura Oscar Cherchi è intervenuto nel dibattito per chiarire la questione degli indennizzi: «L’Unione Europea vieta i risarcimenti per il fermo biologico perché li considera aiuti di stato. L’unica possibilità di intervento è rappresentata dai fondi erogati con il regime de minimis – ha detto Cherchi – quanto ai limiti, si possono apportare delle modifiche ma serve un pronunciamento del Comitato regionale della Pesca nel quale credo che anche voi siate rappresentati».

Più attenzione per il settore ha invocato il consigliere di Fratelli d’Italia Gigi Rubiu: «La competenza è attualmente in capo all’assessorato dell’Agricoltura già oberato da mille incombenze – ha detto Rubiu – da tempo chiedo di istituire un Dipartimento per la Pesca che si occupi dei problemi specifici del settore».

 

LEGGE FINANZIARIA

Sulle parti di competenza della manovra finanziaria 2018, la Commissione ha sentito gli assessori all’Agricoltura e all’Industria Pierluigi Caria e Maria Grazia Piras.

«Le esigenze del mio assessorato hanno trovato quasi tutte copertura finanziaria – ha detto Caria – in particolare abbiamo reperito i 17 milioni di euro necessari al funzionamento di tutti i Gal della Sardegna. In questo modo potranno essere recuperati anche i due Gal della Romangia e dell’Anglona inizialmente esclusi dai Piani di azione locale 2014-2020».

Caria ha poi espresso rammarico per l’esito della partita sugli accantonamenti. «Senza quei soldi da restituire allo Stato avremmo potuto soddisfare tante altre richieste. In ogni caso presenteremo alcuni emendamenti per ottenere risorse aggiuntive per i piani integrati di filiera (10 milioni di euro), per il primo insediamento dei giovani in agricoltura (25 milioni) per il bando sulle strade rurali (15 milioni). Se accolto, l’emendamento sul primo insediamento in agricoltura consentirebbe di evadere tutte le domande presentate e non finanziate a causa dell’esaurimento dei fondi del Psr»

L’assessore Piras invece ha spiegato che una grossa fetta degli stanziamenti per l’industria previsti nella manovra 2018 anche quest’anno andranno a coprire le spese delle società partecipate (Igea, Carbosulcis e Nuova Mineraria Silius). «Abbiamo poi previsto uno stanziamento per la miniera di Olmedo – ha detto Piras – l’avviso di vendita è purtroppo andato deserto. Ora, in attesa di un’eventuale interessamento all’acquisto, è necessario mettere il sito in sicurezza e garantire le attività di  sorveglianza».

L’assessorato, infine, ha inserito in bilancio anche le risorse per la metanizzazione dell’Isola: «Abbiamo rifinanziato il capitolo che lo scorso anno era stato svuotato per coprire le emergenze del settore ovicaprino». (Psp)