Conoci “brucia” le borgate: Alghero sempre più nel baratro

20 milioni persi da Alghero. 20 milioni buttati al vento, senza motivo, dal Sindaco Conoci e dai suoi sodali. I figli di Alghero tutti, speriamo più in gamba dei padri, dovrebbero segnarsi questo periodo cupo per la città e i responsabili di questa decadenza senza fine. La storia è questa: la Regione pubblica un bando da 20 milioni di euro per la valorizzazione di un borgo sardo in fase di abbandono. Alghero ha tutte le borgate di Porto Conte tra cui scegliere, in possesso dei requisiti e forti di una storia, di un contesto e di una posizione invidiabili. Il Comitato di Borgata di Maristella candida Maristella. L’amministrazione Conoci candida invece la città di fondazione di Fertilia, che non ha i requisiti di partecipazione. I 20 milioni del bando vanno a Ulassai, Fertilia naturalmente esclusa. Pessima figura per Alghero: in Regione avranno pensato che in città non si conoscano nemmeno le basi della lingua italiana, visto che il bando era chiarissimo sui requisiti per parteciparvi. A fronte di quanto accaduto chiediamo al Sindaco di trarre le dovute conclusioni. Conoci, di nuovo e senza motivo, ha bruciato le chance di rinascita di una borgata come Maristella, a dispetto degli slogan elettorali acchiappa salpe borgatare, “Ripartiamo dalle borgate”. Maristella, incastonata nel parco di Porto Conte, circondato da perle come Punta Giglio, Capo Caccia, Lazzaretto, Bombarde, Mugoni, ricca di storia agricola, ambientale, turistica, archeologica, non avrebbe potuto giocarsela con una seppur bellissima cascata?

Viene il dubbio che Conoci abbia preferito strizzare inutilmente l’occhio agli elettori di Fertilia, facendogli credere di aver pensato a loro pur non avendo alcuna chance di vittoria. Pensata così pare una presa in giro a tutti gli effetti. L’alternativa, ancora più agghiacciante, è che a Sant’Anna non si sappia leggere o, peggio, non abbiano voluto impegnarsi per redigere un piano di valorizzazione ad hoc per una borgata. Intanto sono stati persi 20 milioni di euro a danno di tutti gli algheresi.

Ciò premesso, come ultimamente accade, sarà facile liquidare queste dichiarazioni, etichettandole come un attacco politico di parte. Lo sappiamo, è la via più facile da percorrere in quanto trattasi di critica, ovviamente dimenticando che chi amministra dovrebbe avere ben chiaro il concetto di onestà intellettuale, nel quale critica e riconoscimento viaggiano di pari passo se trattasi di cose buone e giuste.

Tonina Desogos – Presidente Comitato di Borgata di Maristella




Dal rogo di Bonorva il video-spot contro gli incendi nell’isola

Il filmato promosso da GAL Logudoro-Goceano e ConsulMedia come messaggio di sensibilizzazione e di riscatto per il territorio

BONORVA. Un video-spot per mostrare al mondo la devastazione degli incendi e la volontà di riscatto di un territorio profondamente colpito. Un territorio dalle magiche suggestioni nel cuore del Meilogu, che nei primi giorni d’agosto si è trasformato in un inferno di fuoco per decine di aziende agricole, mandando letteralmente in fumo migliaia di ettari di pascolo, macchia mediterranea e aree boschive, e danneggiando gran parte degli stabilimenti di un’azienda simbolo come l’Acqua minerale di Santa Lucia.

È stato un duro colpo al cuore per tutta la Sardegna, in una giornata da dimenticare sul fronte degli incendi.

Un evento che avrebbe potuto provocare ben più tragiche conseguenze, e che ha spinto il GAL Logudoro Goceano (impegnato in quest’area afflitta dallo spopolamento in un’oculata operazione di innovazione sociale legata al turismo), a lanciare in collaborazione con ConsulMedia un forte segnale di sensibilizzazione attraverso un filmato dalle forti suggestioni.

In trentasei secondi, il regista Antonello Carboni ha assemblato un mosaico di immagini, molte delle quali amatoriali, crude ma vere, raccolte dagli stessi lavoratori, dai titolari delle aziende, dagli uomini del Corpo forestale regionale, dai Vigili del fuoco o dal sindaco del paese, per immortalare alcuni tra i momenti più drammatici delle operazioni di spegnimento.

Nell’intreccio di suoni e immagini il tintinnio della catena di imbottigliamento delle acque minerali viene sommerso dal crepitio delle fiamme. Ed è allora che le immagini parlano da sole, presentando tutta la forza distruttrice del fuoco e il risultato del suo triste passaggio.

Una desolazione resa ancor più evidente dalle riprese del drone, che mostrano all’orizzonte una distesa senza più colori tranne uno. Il nero. Il pretesto narrativo per l’ideazione della clip è arrivato proprio dagli spezzoni amatoriali, improvvisati, molti dei quali diffusi qua e là sui social.  Il tutto per rifuggire da una superflua messa in scena e consentire al “cinema del reale” di farsi messaggio di sensibilizzazione per una vasta comunità come quella sarda.

Da qui la declinazione dello slogan “Il fuoco brucia. Dentro”, segno di manifesta impotenza interiore nel debellare una volta per tutte questo vile gesto di inciviltà. “Dentro” anche come metafora di una terra, di un’isola, che lentamente muore a causa degli incendi, i quali lasciano ferite ben più profonde dei soli danni materiali. Lo slogan può prestarsi a letture diverse, ma ciò che conta davvero è non perdere la speranza di risollevarsi.

Il video può essere visto al seguente link sulla pagina facebook del GAL: https://www.facebook.com/watch/?v=3275222195895537