A Dorgali il Cannonau è protagonista della tavola

Il 24 luglio un wine talk e una degustazione guidata con abbinamenti gastronomici negli spazi della Cantina sociale, per mostrare l’evoluzione di un vino versatile e moderno e ideale per qualsiasi piatto

La serata si conclude con il concerto di Gavino Murgia per il Cala Gonone Jazz

DORGALI. Dal robusto e complesso vino di una volta alla nuova veste moderna e raffinata, ideale per essere abbinata con un ampio ventaglio di piatti che spazia dagli antipasti al dessert. Il Cannonau di Dorgali è frutto di una cultura enologica millenaria che sta riuscendo ad adattarsi perfettamente ai gusti più attuali del mercato, per soddisfare i palati esigenti in un contesto enogastronomico contemporaneo. E tutto senza tradire la sua anima più autentica. È il momento di farlo sapere al grande pubblico.

Per questo giovedì 24 luglio alle 17.30, nei locali della Cantina Sociale di Dorgali (in Via Piemonte 11), si svolgerà l’evento conclusivo del progetto “Cannonau Food Experience“, nato per iniziare a raccontare un vino versatile e dinamico, perfetto per accompagnare portate di ogni genere.

IL PROGETTO. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di ridefinire la percezione del Cannonau di Dorgali, di metterne in luce l’evoluzione e la poliedricità in chiave di abbinamento culinario. Dopo anni di ricerca e di sapiente lavoro, grazie alla sua diversità di vinificazione, il cannonau dorgalese è oggi un blend perfetto tra storia e innovazione, protagonista ideale per le nostre tavole, sia con piatti della tradizione, sia con ricette gourmet e della cucina fusion internazionale.

ORGOGLIO DI UN TERRITORIO. Figlio di antiche tradizioni contadine e di una sapienza tramandata di generazione in generazione, il Cannonau è un pilastro della cultura e dell’economia locale. Per tutta la comunità è un vero e proprio simbolo identitario che unisce passato e presente, raccontando storie di terra, fatica e resilienza. Merito anche delle specificità del territorio dorgalese, che grazie alle sue peculiarità geografiche ha sempre creduto fortemente in questo vitigno, producendo vini che raccontano la cultura locale con un occhio attento all’innovazione.

L’EVENTO. Giovedì la serata prenderà il via alle 17 con la proiezione di un video realizzato dal regista Mario Giua Marassi dello studio GoTo Net Studio di Cagliari, in collaborazione con Redfish Adv di Sassari che ha curato l’ideazione e realizzazione dell’intero progetto. Il video racconta in immagini e suoni la nuova identità di un vino dallo “spirito contemporaneo”.

Un wine talk in compagnia di sommelier, esperti di enogastronomia e addetti del settore permetterà di approfondire come questa eccellenza locale sia in grado di innovarsi pur restando fedele alle proprie radici. Saranno esplorate le diverse vinificazioni – dalle versioni giovani e fruttate ai rosati eleganti, dalle riserve decise ai passiti più delicati – che consentono al Cannonau di abbinarsi a una ricchezza inimmaginabile di pietanze. Interverranno il presidente del Consorzio Cannonau, Mario Mereu, la presidente della Cantina Dorgali, Claudia Secci, il presidente AIS Sardegna, Antonio Furesi, il delegato provinciale AIS Nuoro, Francesco Deriu, in rappresentanza di Sardegna Ricerche Elena Lai (responsabile del progetto “Cannonau vino giovane”), il giornalista enogastronomico Giovanni Fancello, l’antropologa del cibo e giornalista enogastronomica Alessandra Guigoni. Modera l’incontro il sommelier AIS Roberto Dessanti (presidente regionale uscente).

L’evento troverà il clou in una degustazione guidata, in cui cinque diverse espressioni di Cannonau saranno accostate sapientemente ad altrettanti piatti in un suggestivo percorso enogastronomico. La serata si concluderà con il concerto di Gavino Murgia per un finale che unisce musica e cultura nell’ambito del rinomato festival Cala Gonone Jazz.

L’iniziativa è promossa dalla Cantina Sociale di Dorgali in collaborazione con il Consorzio di tutela del Cannonau di Sardegna DOC. L’ingresso è gratuito ma i posti sono limitati. È richiesta prenotazione entro il 23 luglio al numero 348/4928430.




COLDIRETTI SARDEGNA. NEL REGNO DEL CANNONAU SI POSSONO IMPIANTARE ALTRI 270 ETTARI DI VIGNETO

Sono 271 gli ettari assegnati alla Sardegna per nuovi impianti di vigneti. Lo rende noto Coldiretti Sardegna in seguito alla comunicazione dell’assessorato regionale all’Agricoltura, ricordando che le domande dovranno essere presentate entro il 31 marzo prossimo, per una superficie massima a domanda fino a 10 ettari.
Le domande potranno essere presentate da coloro che hanno una superficie agricola almeno pari o superiore a quella per la quale chiedono l’autorizzazione per il nuovo impianto.
Nel caso in cui le richieste ammissibili presentate in Sardegna siano uguali o inferiori ai 271 ettari – evidenzia Coldiretti Sardegna – le domande saranno accettate nella loro totalità, mentre la superficie residua non assegnata (nel caso sia inferiore ai 271 ettari) saranno rese disponibili per le Regioni in cui la richiesta è stata invece superiore a quella disponibile.
In caso contrario invece (con richieste ammissibili superiori ai 271 ettari) e non è disponibile superficie non assegnata dalle altre Regioni, ci sarà una riduzione proporzionale alle superfici richieste.
Una azienda beneficiaria – ricorda Coldiretti Sardegna – potrà rinunciare all’autorizzazione, senza incorrere in sanzioni, nel caso in cui la superficie assegnata sia inferiore al 50% di quella richiesta.
Una volta assegnate il vigneto va impiantato nei successivi tre anni (e non potrà essere estirpato prima di 5 anni) pena l’applicazione di sanzioni pecuniarie e accessorie come l’esclusione dalle misure di sostegno dell’OCM vino.
La superficie vitata in Sardegna è di oltre 27mila ettari (circa 37mila le aziende), il 56% in meno rispetto al 1984 quando gli ettari erano circa 62.500. Il crollo della superficie coltivata verificatasi soprattutto tra il 1984 e il 1997 è dovuto principalmente alle politiche comunitarie sulla incentivazione agli espianti.

“Quello vitivinicolo è oggi uno dei settori agricoli che sta crescendo maggiormente e si presenta dinamico e innovativo grazie a dei viticoltori illuminati – afferma il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu -. Un settore che si afferma nei mercati internazionali con prodotti di eccellenza che ha saputo superare momenti difficilissimi come quelli dovuti al Covid prima e al caro prezzi poi con grande dignità e dimostrando ancora una volta di essere degli eccellenti imprenditori”.

Oltre il 50 per cento della superficie vitata sarda è idonea alla produzione di uve Dop e Igp, come emerge dalle elaborazioni di Coldiretti Sardegna sui dati Laore. Le denominazioni d’origine (attuali Dop) in Sardegna sono 18; è presente una sola Docg (quella del Vermentino di Gallura), mentre le Indicazioni Geografiche Tipiche (attuali Igp) sono 15.
Il Comune con la maggior superficie vitata – secondo le elaborazioni Coldiretti Sardegna sui dati Laore – è Alghero (circa 1.300 ettari). Il vitigno più coltivato è invece il Cannonau (poco meno di 7.500 ettari), di cui quasi il 70 per cento (circa 5.000 ettari) nella storica provincia di Nuoro che comprendeva anche l’Ogliastra. Il secondo vitigno è il Vermentino (meno di 5.000 ettari) coltivato prevalentemente nella provincia storica di Sassari.

Ufficio stampa Coldiretti Sardegna




Al via “Cin Cin Cannonau”:
la mostra a tappe da godere con i 5 sensi,
dedicata al vino emblema di Sardegna

Comunicato stampa del 26 giugno 2021

“L’oro rosso” della terra sarda, diventa ambasciatore dell’Isola. Parte il primo luglio “Cin Cin Cannonau”, una mostra itinerante che coinvolgerà turisti e appassionati in un’esperienza unica. Cinque appuntamenti tutti da gustare, 5 tappe di 10 giorni ciascuna, per svelare i segreti racchiusi nella produzione del vino sardo per eccellenza, perché dietro quella che sembra una semplice bottiglia c’è tutto un mondo da scoprire. Si comincia da Villasimius; Santa Teresa, Pula, Castiadas e Quartucciu le tappe successive.

Cannonau di Sardegna, la DOC madre; Cannonau Classico, Nepente di Oliena, Cannonau di Jerzu e Cannonau Capo Ferrato le sottozone di produzione, sono il frutto della probabile storia ultra millenaria del Cannonau, diventato il quarto vitigno da vino a bacca rossa, più coltivato nell’intero Pianeta. La mostra racconta ai visitatori, attraverso pannelli bilingue, grafici, foto, didascalie e testi, un percorso lungo oltre tremila anni, dai nuraghi ai giorni nostri.

Ad affiancare la mostra è previsto un ricco calendario di eventi ogni sera diversi. “Cin Cin Cannonau” inaugura la sua prima tappa a Villasimius, a Casa Todde nella sede del Museo del Mare, dal 1 al 10 luglio, dalle 18.30 alle 23.30. Il programma prevede il secondo e il settimo giorno due DEGUSTAZIONI GUIDATE: accompagnati da sommelier esperti gli ospiti saranno invitati a distinguere le caratteristiche visive, olfattive e gustative dei cinque vini in esame. Un’occasione per capire quanto le peculiarità di ciascun territorio riescano a influenzare le differenti qualità della Doc e delle sottozone e per apprezzare meglio uno dei vini più conosciuti al mondo.

Il terzo e il sesto giorno invece si terranno i SALOTTI ENOGASTRONOMICI, durante i quali un’esperta degustatrice accoglierà i visitatori offrendo loro approfondimenti ogni volta diversi sul tema dell’enogastronomia sarda, legata al territorio isolano. Gli ospiti potranno degustare i prodotti locali e conoscerne aspetti nuovi e poco noti.

La quarta e l’ottava serata saranno dedicate alle RICETTE made in SARDINIA: uno show cooking grazie al quale si potranno imparare le tecniche per preparare un menù sardo a regola d’arte e gli abbinamenti perfetti coi vini, assaporandoli poi con la degustazione finale.

Il quinto giorno ci sarà la serata delle CHIACCHIERE DI VINO: storie e aneddoti legati al Cannonau, raccontate da chi, produttore, esperto, giornalista conosce questo vino attraverso la propria esperienza di vita e la condividerà con gli ospiti.

La penultima serata in programma, vedrà i visitatori impegnati nell’ASTA DELL’OSTE UBRIACO, vini messi all’incanto ma con un regolamento del tutto originale e divertente. Lotti di bottiglie prodotti dalle cantine aderenti, saranno ceduti al miglior offerente, a un prezzo molto conveniente. Il ricavato però andrà diviso fra tre dei partecipanti all’asta, estratti a sorte che potranno spendere il premio in un ristorante cittadino o in un negozio di specialità agroalimentari.

La VISITA IN CANTINA o in azienda agroalimentare del luogo, sarà la degna conclusione di questa splendida iniziativa che accompagnerà i visitatori in un viaggio sensoriale indimenticabile. La decima e ultima serata infatti si potranno seguire da vicino le fasi di lavorazione, accompagnate ancora una volta dalla degustazione. Gli ospiti potranno toccare con mano le realtà produttive isolane e comprendere a fondo la complessità dell’universo che circonda il Cannonau.

“Cin Cin Cannonau” è organizzata dall’Associazione Botteghe in Piazza, finanziata dalla Fondazione Sardegna e dai Comuni che la ospitano, con il patrociniodella Fondazione Italiana Sommelier. Per la realizzazione dell’iniziativa, Botteghe in Piazza si è avvalsa della collaborazionedi Campagna Amica Cagliari e ha raccolto l’adesione di 26 Cantine e 7 aziende agroalimentari dell’Isola.

L’ingresso alla Mostra è libero così come le attività di degustazione serali alle quali si accede solo su prenotazione.

Per info e prenotazioni telefonare al 338 91 69 211




Il Cannonau rosato Nudo di Siddùra vince il Diamante a Monaco

Un diamante per Nudo, il rosè di Siddùra tra i migliori vini del mondo

     

      La cantina di Luogosanto conquista la medaglia più preziosa

nel concorso “International Wines Guide Competition di Monaco

 

    Massimo Ruggero: “La prima volta che un vino sardo raggiunge

        questo straordinario traguardo davanti ai maestri francesi”

 

Un diamante per Nudo. Il vino rosato nato da uve cannonau della cantina Siddùra di Luogosanto è stato l’unico rosé sardo ad aver conquistato la medaglia di diamante al concorso “International Wines Guide Competition di Monaco”. Si tratta della più importante e ambita platea specializzata che seleziona e premia i migliori vini rosati sul mercato. Un riconoscimento importante e prestigioso per la cantina sarda, che è stato assegnato da una commissione di esperti che hanno selezionato, tra i tantissimi vini in concorso, le ambite medaglie di diamante. Un premio attribuito solo a due tra i vini italiani in concorso, che hanno sfidato la grande tradizione del rosé francese.

IL SARDO PROVENZALE. “È la prima volta che un vino sardo taglia questo importante traguardo insieme ai vini dell’Olimpo provenzale, distinguendosi con la conquista di un premio, la medaglia di diamante, di grandissimo livello – sottolinea Massimo Ruggero, amministratore delegato di Siddùra -. Questo premio regala a Nudo e a tutta la Sardegna la definitiva consacrazione del modello che è stato definito: sardo-provenzale. La qualità di Nudo si coglie da una diversa espressione della qualità di vinificazione, diamante grezzo che nasce da uve cannonau. Siddùradimostra che si possono ottenere dei grandi vini da un grande vitigno autoctono come il Cannonau e in una grande terra come quella della Gallura”.

CARRIERA IN ROSA. Il rosato di Siddùra aveva fatto il suo esordio ufficiale appena due anni fa, nell’edizione del Vinitaly 2018, nell’International wine & spirits exhibition, il più grande salone al mondo per metri quadrati e presenze estere dedicato al settore del vino e dei distillati. La cantina aveva presentato la novità della nuova collezione, il Cannonau rosato “Nudo”. In commercio da pochi giorni, Nudo si era presentato ai consumatori avendo già conquistato due riconoscimenti prestigiosi: l’oro al concorso internazionale di Francoforte e l’argento all’International Guide of Rosè che si svolgeva sempre nel Principato di Monaco. Il cannonau rosè ha completato la linea dei vini della cantina. Nel 2017 Siddùra aveva lanciato sul mercato il passito “Nùali”. Nudo harafforzato la sua offerta con un rosé generato dal vitigno più conosciuto e antico della Sardegna, il cannonau. Le uve provengono da un piccolo campo soleggiato della vallata di Siddùra, affacciato sul mare della Costa Smeralda. L’ultima gemma dell’azienda agricola di Luogosanto è un vino fresco e brillante. Nudo, il cannonau rosé di Siddùra, aveva già conquistato nel 2019 la medaglia di platino al Guide international du Vin Rosé del Principato di Monaco.

LA NUOVA VENDEMMIA. “L’annata 2020 sarà caratterizzata dai continui cambiamenti climatici, questa volta in positivo. Abbiamo avuto le piogge nel momento ideale, le piante sono prosperose e ricche di frutto: pensiamo sarà un buon raccolto – spiega Massimo Ruggero, amministratore delegato della cantina gallurese -. Il tempo poi ci sta assistendo grazie ad escursioni termiche ideali, perché durante la notte le temperature stanno scendendo e questo avrà la sua influenza soprattutto sotto l’aspetto aromatico e sull’acidità. Probabilmente avremo un’annata con tutte le caratteristiche per dare vita a vini di alta qualità”.

Ottimi presupposti per puntare sempre di più sull’alta qualità dei vini, davanti a un mercato altamente competitivo. “Sarà una vendemmia anticipata rispetto allo scorso anno – conferma Luca Vitaletti, agronomo di Siddùra -. I mesi di maggio e giugno hanno tenuto in termini di temperatura, ma hanno regalato un giusto quantitativo di pioggia che consentirà di mantenere una buona resa a fronte di una giusta concentrazione di zuccherina nei grappoli. A differenza di quello che accadde nel 2017, quando la vendemmia anticipata causò rese più contenute, quella del 2020 consentirà di raccogliere la migliore espressione dalle vigne dislocate su 40 ettari di superficie vitata all’interno della tenuta. Presumibilmente potremmo dover iniziare la raccolta già nel mese di agosto, dopo aver selezionato i grappoli migliori”.

L’azienda cresce ma la filosofia della cantina di Luogosanto non cambia: la cernita delle migliori uve a garanzia di una qualità eccellente è il primo dei passaggi che consegneranno al mercato le nuove annate dei vini Siddùra.