Alghero diventa capitale del triathlon: in arrivo l’IRONMAN 70.3 del 2026

Alghero, 21 Settembre – redazione online

Negli ultimi giorni tanti post sui social hanno commentato l’annuncio dell’IRONMAN ad Alghero. Come spesso accade, si discute molto senza prendersi il tempo di verificare i fatti: basterebbe un pizzico di curiosità per capire innanzitutto che cos’è l’IRONMAN 70.3, dove si è già svolto e con quali risultati. Ad Alghero, purtroppo, è frequente un certo vizio: “mortificare” il lavoro altrui o, peggio ancora, ignorarlo. Con questo articolo proviamo a fare chiarezza e a fornire qualche informazione utile. In realtà, sarebbero state notizie facilmente reperibili da chiunque.

Alghero si prepara a ospitare un evento sportivo di calibro internazionale: l’IRONMAN 70.3, in programma il 7 giugno 2026. L’annuncio è arrivato il 18 settembre 2025 durante l’IRONMAN Italy in Emilia-Romagna e ha subito acceso i riflettori sulla Riviera del Corallo, pronta a trasformarsi in palcoscenico di endurance e bellezza naturale.

Il percorso promette spettacolo: 1,9 km di nuoto nelle acque cristalline della baia di San Giovanni, 90 km in bici con 850 metri di dislivello attraverso il Parco Naturale di Porto Conte, e 21,1 km di corsa lungo le antiche mura medievali e il centro storico. Un mix che unisce sport e paesaggio, capace di esaltare sia gli atleti sia il territorio.

“Sarà un’opportunità di crescita per Alghero e una vetrina globale per le nostre eccellenze”, ha dichiarato il sindaco Raimondo Cacciotto, sottolineando come l’evento arrivi in una città già abituata a ospitare appuntamenti di grande richiamo, dal Giro d’Italia alle World Triathlon Championship Series.

Secondo le stime iniziali, sono attesi 2.500-3.000 partecipanti da tutto il mondo, a cui si aggiungeranno accompagnatori, staff e pubblico. Per una città che già accoglie oltre 1,5 milioni di turisti l’anno, l’IRONMAN 70.3 rappresenta una straordinaria occasione di destagionalizzazione e valorizzazione internazionale.

Una breve storia dell’IRONMAN di Cervia

Per capire cosa significhi ospitare una gara IRONMAN in Italia basta guardare a Cervia, in Emilia-Romagna. Dal 2017 la località romagnola è diventata la capitale italiana del triathlon, ospitando ogni anno l’IRONMAN Italy.

Negli anni la manifestazione è cresciuta fino a diventare una delle più partecipate al mondo, con oltre 6.000 atleti iscritti provenienti da quasi 100 Paesi. Nel 2023 ha generato un indotto record di 8,7 milioni di euro in pochi giorni, con circa 45.000 presenze turistiche aggiuntive.

Oltre all’impatto economico, l’IRONMAN ha dato a Cervia una vetrina internazionale straordinaria, trasformandola in meta sportiva globale. È questo il modello che oggi guarda anche Alghero, con tutte le potenzialità di un territorio unico.

Come si misura l’impatto

Per valutare con precisione le ricadute dell’IRONMAN 70.3 su Alghero, si utilizzeranno parametri consolidati nel turismo sportivo:

  • Numero ufficiale di iscritti e provenienza (Italia/estero).
  • Presenze turistiche calcolate su durata media del soggiorno (3–4 notti).
  • Spesa media giornaliera distinta per atleti, accompagnatori e pubblico.
  • Tasso di occupazione alberghiera confrontato con anni precedenti.
  • Indotto su settori specifici (alloggi, ristorazione, trasporti, shopping, servizi sportivi).
  • Valore mediatico (copertura stampa, TV, social network).
  • Impatto sociale e ambientale (volontari coinvolti, scuole, gestione rifiuti, viabilità).

Che differenza c’è tra IRONMAN e IRONMAN 70.3?

Molti si chiedono cosa significhi “70.3” e in cosa differisca dal cosiddetto full distance.

  • IRONMAN Full Distance

    • 3,8 km di nuoto
    • 180 km di ciclismo
    • 42,2 km di corsa (una maratona intera)
    • Totale: 226 km (140.6 miglia)
    • È la versione “mitica”, nata alle Hawaii nel 1978, considerata la sfida di endurance per eccellenza.

  • IRONMAN 70.3 (Half Distance)

    • 1,9 km di nuoto
    • 90 km di ciclismo
    • 21,1 km di corsa (mezza maratona)
    • Totale: 113 km (70.3 miglia, da cui il nome)
    • Più accessibile a un numero maggiore di atleti, ma comunque molto impegnativa: richiede mesi di preparazione.

👉 In breve: il 70.3 è “mezzo Ironman”, pensato per chi vuole vivere l’esperienza della gara senza affrontare subito la distanza completa.

📣 Le dichiarazioni

Raimondo Cacciotto, Sindaco di Alghero
“Sarà un’opportunità di crescita per Alghero e una vetrina globale per le nostre eccellenze. L’IRONMAN 70.3 non è solo sport, ma una sfida che valorizzerà la nostra identità e la nostra ospitalità.”

Thomas Veje Olsen, Managing Director IRONMAN Europe
“Il triathlon in Italia continua a crescere. Dopo il successo di Cervia, siamo entusiasti di portare la magia dell’IRONMAN anche in Sardegna, dove sport e natura si fondono in modo unico.”

Gregory Barnaby, triatleta italiano vincitore della Pro Series 2024
“Ogni IRONMAN è un’avventura straordinaria. Correre in Sardegna, con un percorso così affascinante tra mare, natura e storia, sarà un’esperienza che attirerà atleti da ogni parte del mondo.”

“Dall’opposizione in consiglio comunale si erano levate nei giorni scorsi voci critiche, temendo che il ritorno in termini di visibilità per Alghero non fosse commisurato all’impegno economico richiesto.” Queste voci mettono in dubbio il rapporto costo-beneficio dell’evento, suggerendo che i costi per l’organizzazione potrebbero superare i vantaggi in termini di promozione turistica.

L’arrivo dell’IRONMAN 70.3 ad Alghero non è solo una sfida sportiva: rappresenta un’occasione di rilancio economico, promozione turistica e partecipazione comunitaria. Come dimostra l’esperienza di Cervia, l’impatto di queste manifestazioni va ben oltre la linea del traguardo: porta presenze, visibilità e orgoglio collettivo.

Per Alghero, il 7 giugno 2026 potrebbe essere il giorno in cui la città entra ufficialmente nella mappa mondiale del triathlon.




Sassari ritorna capitale sarda della moda

Grande successo al Padiglione Tavolara per l’evento di fine anno organizzato da Roberto Stella

SASSARI. Una serata strepitosa in cui bellezza, eleganza, musica e colori sono stati l’espressione più vivida della volontà di rilanciare Sassari come capitale sarda della moda, una forma d’arte che – nelle parole dello stilista sassarese Roberto Stella – è capace di attrarre forte interesse intorno a sé e creare un indotto considerevole. Ma che al contempo nell’isola raramente riesce a essere valorizzata come meriterebbe, nonostante le grandi potenzialità.

Venerdì sera (15 dicembre) con “Natale in… moda” il Padiglione Tavolara è ritornato a essere il palcoscenico ideale per la promozione della grande moda sarda, così come era avvenuto nel lontano 1956 in occasione della sua inaugurazione.

A dare il via alla manifestazione, molto partecipata, è stato proprio un filmato d’epoca con le immagini dell’evento fondativo di quasi settant’anni fa, in cui i tessuti della tradizione già si fondevano con le esigenze dell’innovazione e le tendenze più in voga.

Nel 2023 uguale palcoscenico e medesimo entusiasmo, ma nuove atmosfere e nuovi stili per cinque collezioni di rispettivi stilisti che hanno abbracciato idealmente tutta la Sardegna, a iniziare da Roberto Stella, ideatore e promotore, per proseguire con Carlo Petromilli di Oristano, Giovanna Campisi di Olbia, Marinella Staico di Assemini e Thaira Couture di Nuoro.

Pubblico entusiasta per oltre due ore di grande spettacolo, con le discese in passerella alternate tra gli applausi dagli interventi musicali di Soleandro, Maria Giovanna Cherchi e Roberta Usai.

«Sicuramente c‘è tanta voglia di fare moda e di fare bene, perché la moda è prima di tutto artigianato e arte, e questo spesso viene dimenticato. Spero che questa serata dia un input importante per investire di più su questa forma di arte», ha affermato Stella, che nel corso dell’appuntamento presentato da Claudia Licheri ha ringraziato più volte l’amministrazione comunale di Sassari per la sensibilità dimostrata nel valorizzare un luogo simbolo attraverso un evento altrettanto simbolico.

«Sono quasi settant’anni che questa meraviglia (il Padiglione Tavolara) ha esordito nella moda – ha ribadito il sindaco Nanni Campus durante un breve saluto dal palcoscenico – e davvero Roberto ha fatto qualcosa di meraviglioso. Vedendo queste incantevoli modelle si percepisce davvero il senso dell’orgoglio di Sassari nell’aver riaperto e ridato alla Sardegna e non solo questo teatro meraviglioso».

Un tripudio quindi per il noto stilista sassarese, che ritorna protagonista dopo anni di distanza dall’ultima edizione della “Notte della moda”, l’iniziativa a tema più importante a livello regionale (il cui palcoscenico era Piazza D’Italia), conclusasi ormai nel lontano 2015.

“Natale in… moda” è organizzato dall’associazione “RS Roberto Stella” in collaborazione con la Fondazione Nivola e con il finanziamento e il patrocinio del Comune di Sassari, ed è inserito nella programmazione del cartellone “Sassari Natale insieme” proposta dall’Amministrazione cittadina.




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OLLOLAI – Capitale della Cultura 2025

Candidatura aCapitale italiana della cultura 2025
Ollolai comunità resiliente: la cultura dell’identità e dell’ambiente
Storica ed antica capitale della Barbagia, modello di comunità resiliente e longeva, sita in una delle cinque Blue Zone, capofila di visionari progetti di rigenerazione urbana e di ripopolamento, custode di boschi e fonti secolari e con allevamenti estensivi certificati totalmente al benessere animale, sede dell’associazione nazionale dei gruppi di canto a Tenore e della Federazione S’Istrumpa, espressioni riconducibili al Pastoralismo, cultura riconosciuta dall’Unesco  tra i capolavori dell’umanità.

Il Comune di Ollolai intende candidarsi a diventare Capitale della Cultura italiana 2025, partendo dalla definizione etimologica della parola cultura: “quanto concorre alla formazione dell’individuo sul piano intellettuale e morale e all’acquisizione della consapevolezza del ruolo che gli compete nella società”.
Ollolai, pertanto, piccola comunità resiliente, caratterizzata da un forte senso di identità ed interazione con la natura, rappresenta la matrice culturale che consentirà di prendere coscienza della forza del modello già esistente all’interno di queste piccole comunità. Resistenti e predisposte ai continui cambiamenti e adattamenti della società.
Un piccolo Davide sfiderà i Golia con un tema preciso e con un programma culturale che coinvolgerà le piccole comunità del mondo che resistono a quello che sembrava inevitabile sino a poco tempo fa: l’inurbamento incontrollato e distruttivo. Alfine di dimostrare che questa cultura deriva da un matrice ecologista che consente di preservare la natura e promuovere un modello culturale resiliente.
Come evidenziato precedentemente la comunità di Ollolai è la storica Capitale della Barbagia, insediata in uno dei cinque territori mondiali definiti “blue zone” per la longevità della popolazione, in un compendio di boschi e fonti, tra i principali polmoni verdi d’Europa, con un allevamento certificato al 100% al benessere degli animali, sede dell’associazione dei gruppi di canto a Tenore e della Federazione della lotta tradizionale sarda S’Istrumpa, espressioni culturali riconducibili al Pastoralismo, riconosciuto dall’Unesco tra i capolavori dell’umanità e comunità che valorizza la propria identità ed allo stesso tempo, anche con visionari progetti di rigenerazione urbana e ri-popolamento, non teme il confronto ed i cambiamenti.
A giorni il Comune di Ollolai costituirà il comitato promotore con il coinvolgimento di personalità locali e globali, al fine di trovarsi pronto a rispondere al bando che verrà pubblicato dal Ministero competente la prossima primavera.
Ollolai, 6 gennaio 2022




ALGHERO RITORNA LA CAPITALE DELL’ESTATE IN SARDEGNA

Musica, cinema, teatro e cultura: è l’estate di Alghero. Amministrazione e Fondazione ripartono con entusiasmo e riprendono ad investire in eventi e spettacoli per tutti i gusti. Un filo lungo che arriva a Sant Miquel, per continuare poi verso il Cap d’Any

D.D. Bridgewater (11 luglio), Paolo Fresu (6 agosto), Mario Biondi (10 agosto), Francesco De Gregori (17 e 18 agosto), Rkomi (20 agosto), Edoardo Bennato (28 agosto), Antonello Venditti (17 e 18 settembre). In mezzo Nick The Nightfly, Franca Masu, Enzo Favata, i Tazenda, Sade Mangiaracina, i concerti d’autore del Barnasants e tanti altri artisti sulla scena internazionale. Grande spazio al teatro, alla musica ed alla danza con le firme prestigiose di Caterina Murino e Stefano Artissunch, Maurizio Rippa, Drusilla Foer, il chitarrista e compositore Mark Lettieri (Snarky Puppy), Stefano Mazzotta, ma anche il telecronista sportivo Federico Buffa e il giornalista televisivo Vincenzo Mollica. Ed ancora, festival contemporanei, numerose presentazioni di libri, racconti, mostre dell’ingegno artistico, pittura, cinema all’aperto e grande fotografia, sport internazionale.

La città di Alghero ritorna la capitale dell’estate in Sardegna e si riprende lo scettro di “Regina” degli eventi, riattivando un percorso interrotto soltanto dalla pandemia che ha condizionato programmi e investimenti. Nuova la location dei grandi concerti, nell’Arena Rugby Maria Pia, che si affianca al tradizionale palco del grande jazz internazionale, nello spazio di Piazza Lo Quarter. Questa mattina la presentazione ufficiale del ricco calendario di eventi e manifestazioni alla presenza del presidente della Fondazione Alghero, Andrea Delogu, e del sindaco di Alghero Mario Conoci. Al loro fianco l’assessore al Turismo ed alla Cultura Marco Di Gangi e i membri del Consiglio di amministrazione della Fondazione Alghero, Pierpaolo Carta e Sara Govoni, oltre ai referenti delle numerose associazioni ed enti che collaborano alle manifestazioni. Difficile nominarle tutte, da Insula Events a Sardegna Concerti, passando per la Cedac, l’Umanitaria e Bayou Club, La via del Collegio, Jana Project.

“E’ soprattutto grazie alla loro collaborazione e professionalità se si è potuto definire un cartellone così importante, considerato il difficile periodo condizionato dal Covid. Un grande passo verso la definitiva rinascita del territorio”, ha sottolineato il presidente Andrea Delogu, che ha ringraziato l’Amministrazione comunale per l’impegno e i numerosi operatori culturali locali che con ingegno e determinazione hanno arricchito un calendario straordinario per qualità e innovazione. Soddisfazione espressa a chiare lettere anche dal vice-presidente della Fondazione Alghero. “E’ una bella iniezione di fiducia per la città, per le imprese culturali e turistiche del territorio” le parole di Pierpaolo Carta.

“Iniziamo a vedere un orizzonte davvero incoraggiante e di prospettiva. Finalmente Alghero guarda avanti. Ci sono tutte le condizioni affinché si possa pensare che il peggio è passato. Il calendario di eventi estivi è un filo lungo che arriva a Sant Miquel, per continuare poi verso il Cap d’Any. Una stagione che vede ripartire anche il nostro aeroporto, protagonista di una programmazione incoraggiante dei collegamenti che vuole riportare il territorio alla situazione pre-covid per mettere al centro il rilancio del turismo. Eventi sportivi, cultura, spettacolo, qualità delle scelte: sono gli ingredienti che l’Amministrazione e la Fondazione Alghero mettono in campo per promuovere la destinazione, mentre continuiamo a sostenere parallelamente una campagna di vaccinazioni che ci possa consentire di riprenderci il nostro futuro” ha sottolineato il sindaco Mario Conoci.

L’assessore al Turismo e Cultura Marco Di Gangi rilancia ed anticipa che il cartellone, già denso, verrà comunque arricchito con ulteriori proposte in fase di definizione. “Alghero si riappropria del ruolo guida in Sardegna, con eventi e iniziative capaci di soddisfare un’ampia gamma di gusti e di sensibilità. Si va dalla musica apprezzata dai giovanissimi a quella dei cantautori italiani più prestigiosi, dalla letteratura, al cinema, all’arte contemporanea. Un passo avanti per contribuire a ridare alla nostra Città quel ruolo e quel dinamismo che l’hanno sempre caratterizzata. Un’estate 2021 ricca di offerte di intrattenimento, idonea a rendere ancor più piene e gratificanti le vacanze di chi sceglierà Alghero”.






EBIT, il capitale umano del settore delle vacanze

L’Ente Bilaterale delle Industrie Turistiche della Sardegna di Confindustria punta sullo sviluppo delle competenze

Una vera e propria reazione, in un’ottica di rilancio, al difficile momento che attualmente il settore del turismo attraversa a causa dell’emergenza della pandemia. È quella portata avanti dall’Ente Bilaterale dell’Industria Turistica della Sardegna di Confindustria (EBIT), con una proposta formativa altamente qualificante che ha adottato da subito le strategie più funzionali alla gestione del nuovo contesto. Le aziende turistiche infatti sono state chiamate ad adeguare la propria offerta per poter intercettare una domanda in profonda trasformazione che richiede un incremento della professionalità di tutti i soggetti coinvolti nell’ospitalità e fa i conti con l’accelerazione della transizione verso il digitale, non solo come canale di vendita e marketing, ma come strumento per la fornitura di tutti i servizi.
L’Ebit ha così proposto webinar e corsi di formazione on line dedicati al social media marketing (Google, Facebook, Instagram, Youtube) e alla gestione delle campagne di advertising online con Seo e Sea curati da Blastness (azienda Google partner), da TeamWork Hospitality e Gain-è, con focus sia sul profilo commerciale e comunicativo sia su quello gestionale e contrattuale. Iniziative frutto di una collaborazione ormai consolidata con importanti scuole e formatori nazionali e internazionali.
A seguire, è ora in programmazione “Up/Cross selling”, un modulo dedicato alle tecniche di vendita estesa sui servizi/prodotti ordinari (upgrade di camera, early check-in o late check-out) e ancillari (trattamenti wellness/Spa, biglietti per eventi esterni, escursioni sul territorio etcc.). Il “Bon Ton” sarà il tema di una sessione formativa sviluppata in più puntate, nel corso della quale si alterneranno lezioni e verifiche di carattere pratico, insieme a un training ad hoc per perfezionare gli aspetti relazionali con la clientela anche in funzione delle specifiche aspettative e della cultura di appartenenza. Inoltre trovano grandissima partecipazione, tra 70 e 100 persone per sessione, i corsi dedicati ad accogliere in sicurezza il cliente e al team building nell’area Food&Beverage,
Reception, Housekeeping, aree operative in cui deve essere costantemente incrementata la specializzazione in un’ottica di long life learning. Questi corsi sono curati da Gianna Illari, professional trainer e Hotel Ispector per il prestigioso marchio Condé Nast Johansens, che porta la sua esperienza e la conoscenza di oltre 2000 alberghi di qualità visitati nella sua carriera. Durante i suoi interventi si alternano professionisti e ospiti di alto livello come Giancarlo Morelli, chef pluripremiato con una stella Michelin, sei ristoranti e una lunga lista di riconoscimenti nell’alta cucina mondiale.
Oltre ad iniziative nel customer care e public speaking, l’Ebit ha ospitato nella sua piattaforma digitale Larry Mogelonsky, esperto mondiale del settore delle strategie di marketing e comunicazione, con un intervento dedicato al futuro delle tecnologie nell’ospitalità post-pandemica.
Le forti limitazioni delle lezioni in presenza, imposte dalla pandemia, hanno solo momentaneamente sospeso la didattica in tutte le materie tradizionalmente dedicate alla cucina, fino al 2019 realizzate con testimonial di caratura nazionale e lezioni pratiche in stretta sinergia con la Boscolo Etoile prima e la Cast Alimenti negli ultimi anni, anche se nel 2021 è stato realizzato un nuovo corso operativo con la collaborazione della prestigiosa Università del Caffè Illy,
La stessa dinamica restrittiva ha interessato l’attività didattica nell’area del wellness e delle lingue estere. Per queste ultime oggi si utilizza la modalità on line tramite qualificate agenzie di formazione linguistica europea con cui l’Ebit, negli anni pre-covid, ha consolidato importanti rapporti di collaborazione. A testimonianza di questo vi sono le numerosissime e positive valutazioni rese da molti dei 430 lavoratori che hanno frequentato corsi dalle 2 alle 6 settimane in Irlanda, Inghilterra, Germania, Francia, Russia, Spagna e Malta.
«Il futuro e il successo delle attività turistiche saranno sempre più legati alle risorse umane; tutti i servizi della filiera non potranno prescindere dalla professionalità di chi ci lavora, discorso da non limitare al lusso – dichiara il presidente dell’Ebit Nicola Palomba –. Le doti e le competenze richieste al personale tutto che lavora negli alberghi saranno sempre più ampie ed ibride includendo, oltre alla sempre essenziale tecnica del servizio, importanti contenuti culturali un tempo giudicati non necessari come le conoscenze del territorio e la valorizzazione delle sue tipicità, la cultura del vino, il galateo e la comunicazione. Tutto dovrà convergere verso la valorizzazione nel modo più autentico e sincero delle dotazioni di un’isola abitata da persone che da sempre hanno saputo fare accoglienza e che sono soprattutto “ospitali”, come tutti ci riconoscono». L’Ente Bilaterale, nato nel 2003, come previsto dal contratto collettivo nazionale di lavoro, da un accordo fra Confindustria e le organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UilTucs, si è infatti posto fin dal principio l’obiettivo di riservare il proprio impegno formativo ed economico alle attività specialistiche del settore ricettivo, riservando la tradizionale formazione obbligatoria ad altri strumenti.
Va infine ricordato come i protocolli di sicurezza aziendale, oggetto di specifici corsi di adeguamento alla normativa vigente (erogati dall’Ente nella primavera dello scorso anno), la campagna di vaccinazione, l’istituzione del passaporto europeo correlato ai controlli, proiettano il comparto verso una nuova stagione turistica decisamente più sicura.




Gabbie colorate per illuminare il centro – Alghero capitale della creatività

Alghero, 24 aprile 2019 – Quattrocento gabbie per aria nel centro storico di Alghero, le sagome degli uccelli volano fuori e l’illuminazione colorata che disegna lo scenario della città vecchia. Sono i Paesaggi di Luce che galleggeranno per una veduta  di insieme suggestiva e di grande impatto. Non solo luce, ma vero e proprio arredo urbano. Le gabbie in legno colorato, in cinque tonalità diverse, sostituiscono le lanterne più fotografate che hanno fatto il giro del mondo sui social. Da oggi parte l’installazione dei nuovi elementi di arredo in città a conclusione  di un lavoro molto impegnativo da parte dei ragazzi del Liceo Artistico “Costantino” di Alghero sotto la supervisione dell’ideatore del progetto, Tonino Serra. “Alghero con una dimensione sempre più internazionale, grazie all’ingegno e alla creatività ancora protagonisti – è il commento del Sindaco Mario Bruno nella conferenza stampa di oggi a Porta Terra –  una dimensione che ci porta ad essere un modello per altri comuni, come accaduto con Pesaro, dove le lanterne colorate promuovono la nostra città ammirate da turisti da tutto il mondo”. Anche Bari si è fatta avanti, così altre città che stanno riconoscendo ad Alghero il ruolo, di fatto, di capitale della creatività. Un progetto di  promozione della città che utilizza la bellezza e l’arte  e la maestria tutta algherese per mostrare la città nella sua veste più bella. Sulle gabbie ci sarà un’ortensia, un fiore che da sempre ha influenzato l’arte e la poesia. “Le gabbie omaggiano il Parco di Porto Conte, quest’anno al suo ventennale – ha spiegato Tonino Serra –  nato per tutelare e proteggere questo nostro splendido territorio.  La gabbia simboleggia la tutela e la salvaguardia delle specie, il limite ed il confine di un’area protetta dove ogni animale possa sentirsi libero ed in armonia con l’uomo e la natura, da cui il posizionamento degli uccellini esterno alla gabbia”. C’è tanta economia, inoltre, nelle gabbie: artigiani coinvolti, tante professionalità impegnate, forniture e manodopera. Importante è stata la collaborazione con l’Azienda Nobento, leader nel settore manufatturiero, che ha lavorato alla riuscita del progetto. L’Azienda, presente alla conferenza stampa con il direttore di stabilimento di Alghero Salvatore Dessì, ha da tempo avviato un percorso di partecipazione e collaborazione alle iniziative culturali e sociali della città. Le nuove installazioni di arredo urbano sono il frutto della collaborazione tra Comune e Fondazione Alghero.